DM 01.02.1986: Autorimesse e garage – norme antincendio

aprile 2008

Le autorimesse, ma anche i singoli box auto, devono rispettare delle specifiche norme antincendio. Queste norme sono state adottate con il decreto 1 febbario 1986. Questa norma è un po’ datata, ma è ancora vigente e suddivide le misure da rispettare in funzione della capienza di posti auto (fino a 9, fino a 40 ecc.). Cosa succede se oltre alle auto sono presenti degli autocarri o delle motociclette? La norma non specifica come convertire il numero di motociclette o di autocarri in auto equivalenti, e questo è uno dei tanti punti che ne renderebbero necessario l’aggiornamento.

Si deve ricordare che le norme per le autorimesse riguardano qualsiasi tipo di rimessa, mentre il controllo dei Vigili del Fuoco è obbligatorio solo per quelle che hanno da 10 posti auto in su.

DECRETO MINISTERIALE 1 febbraio 1986 (G.U. n. 38 del 15 febbraio 1986)Norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l’esercizio di autorimesse e simili.

IL MINISTRO DELL’INTERNOVisto l’art. 1 della legge 13 maggio 1961, n. 469;Visto l’art. 2 della legge 26 luglio 1965, n. 966;Visto l’art. 2 della legge 18 luglio 1980, n. 406;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.547;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;

Rilevata la necessità di aggiornare le norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l’esercizio di autorimesse e simili;

Viste le norme elaborate dal comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;

Visto l’art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577.

Decreta:Sono approvate le norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l’esercizio di autorimesse e simili, allegate al presente decreto.Sono pertanto abrogate tutte le norme attualmente in vigore in materia.Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, addì 1 febbraio 1986

Il Ministro: SCALFARO

Allegato NORME DI SICUREZZA PER LA COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO DELLE AUTORIMESSE E SIMILI0. – DEFINIZIONIAi fini delle presenti norme valgono le seguenti definizioni: Altezza dei piani: è l’altezza libera interna tra pavimento e soffitto, per i soffitti a volta l’altezza determinata dalla media aritmetica tra l’altezza del piano d’imposta e l’altezza massima all’intradosso della volta, per i soffitti a cassettoni o comunque che presentano sporgenze di travi, l’altezza la media ponderale delle varie altezze riferite alle superfici in pianta.Autofficina o officina di riparazione autoveicoli: area coperta destinata alle lavorazioni di riparazione e manutenzione di autoveicoli.

Autorimessa: area coperta destinata esclusivamente al ricovero, alla sosta e alla manovra degli autoveicoli con i servizi annessi. Non sono considerate autorimesse le tettoie aperte almeno su due lati.

Autosalone o salone di esposizione autoveicoli: area coperta destinata all’esposizione e alla vendita di autoveicoli. Autosilo: volume destinato al ricovero alla sosta e alla manovra degli autoveicoli, eseguita a mezzo di dispositivi meccanici.

Autoveicolo: veicolo o macchina muniti di motore a combustione interna.

Box: volume delimitato da strutture di resistenza al fuoco definita e di superficie non superiore a 40 m2.

Capacità di parcamento: è data dal rapporto tra la superficie netta del locale e la superficie specifica di parcamento. Piano di riferimento: piano della strada, via, piazza, cortile o spazio a cielo scoperto dal quale si accede.

Rampa: piano inclinato carrabile destinato a superare dislivelli.

Rampa aperta: è la rampa aerata almeno ad ogni piano, superiormente o lateralmente, per un minimo del 30% della sua superficie in pianta con aperture di aerazione affacciantisi su spazio a cielo libero oppure su pozzi di luce o cave di superficie non inferiore a quella sopra definita e a distanza non inferiore a m 3,5 da pareti, se finestrate, di edifici esterni che si affacciano sulla stessa rampa.

Rampa a prova di fumo: rampa in vano costituente compartimento antincendio avente accesso per ogni piano mediante porte di resistenza al fuoco almeno RE predeterminata e dotata di congegno per la chiusura automatica in caso di incendio – da spazio scoperto o da disimpegno aperto per almeno un lato su spazio scoperto.

Servizi annessi: officine di riparazione di parti meccaniche e di carrozzerie, stazioni di lavaggio e di lubrificazione, esercizi di vendita di carburanti, uffici, guardiania, alloggio custode.

Superficie specifica di parcamento: area necessaria alla manovra e al parcamento di ogni autoveicolo.

I. – GENERALITA’

1.0. Scopo.

Le presenti norme hanno per oggetto i criteri di sicurezza intesi a perseguire la tutela dell’incolumità delle persone e la preservazione dei beni contro i rischi di incendio e di panico nei luoghi destinati alla sosta, al ricovero, all’esposizione e alla riparazione di autoveicoli. I fini di cui sopra si intendono perseguiti con l’osservanza delle presenti norme.

1.1. Classificazione.

1.1.0 Le autorimesse e simili possono essere di tipo:

a) isolate: situate in edifici esclusivamente destinati a tale uso ed eventualmente adiacenti ad edifici destinati ad altri usi, strutturalmente e funzionalmente separati da questi:

b) miste: tutte le altre.

1.1.1. In base all’ubicazione i piani delle autorimesse e simili

si classificano in:

a)interrati: con il piano di parcamento a quota inferiore a quello di riferimento;

b) fuori terra: con il piano di parcamento a quota non inferiore a quello di riferimento. Sono parimenti considerate fuori terra, ai fini delle presenti norme, le autorimesse aventi piano di parcamento a quota inferiore a quello di riferimento, purché l’intradosso del solaio o il piano che determina l’altezza del locale sia a quota superiore a quella del piano di riferimento di almeno 0,6 m e purché le aperture di aerazione abbiano altezza non inferiore a 0,5 m.

1.1.2.In relazione alla configurazione delle pareti perimetrali, le autorimesse e simili possono essere:

a) aperte: autorimesse munite di aperture perimetrali su spazio a cielo libero che realizzano una percentuale di aerazione permanente non inferiore al 60% della superficie delle pareti stesse e comunque superiore al 15% della superficie in pianta.

b) chiuse: tutte le altre.

1.1.3. In base alle caratteristiche di esercizio e/o di uso le autorimesse e simili si distinguono in:

a) sorvegliate: quelle che sono provviste di sistemi automatici di controllo ai fini antincendi ovvero provviste di sistema di vigilanza continua almeno durante l’orario di apertura;

b) non sorvegliate: tutte le altre.

1.1.4.In base alla organizzazione degli spazi interni le autorimesse e simili si suddividono in:

a) a box;

b) a spazio aperto.

1.2. Le presenti norme si applicano alle autorimesse ed alle attività indicate al precedente punto 1.0. di nuova istituzione o in caso di modifiche che comportino variazioni di classificazione e di superficie, in più o in meno, superiori al 20% della superficie in pianta o comunque eccedente i 180 m2.

Per le autorimesse esistenti o in posizioni in vigore alla data del provvedimento amministrativo comunale di autorizzazione a costruire.

E’ in facoltà del richiedente applicare le presenti norme anche per quelle esistenti.

Per le autorimesse con numero di autoveicoli non superiore a nove e per quelle a box, purché ciascuno di questi abbia accesso diretto da spazio a cielo libero, si applicano le norme di sicurezza di cui al successivo punto 2, anziché quelle di cui al punto 3. L’indicazione circa il numero massimo di autoveicoli che si intendono ricoverare deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata sotto la responsabilità del titolare del diritto all’uso del locale, al quale compete l’obbligo dell’osservanza delle norme di cui al punto 2.

2. – AUTORIMESSE AVENTI CAPACITA’ DI PARCAMENTO NON SUPERIORE A NOVE AUTOVEICOLI.

2.1. Autorimesse del tipo misto con numero di veicoli non superiori a nove:

  • le strutture portanti orizzontali e verticali devono essere almeno del tipo R 60 e, se di separazione, almeno REI 60;
  • le eventuali comunicazioni ammissibili con i locali a diversa destinazione, facenti parte dell’edificio nel quale sono inserite, devono essere protette con porte metalliche piene a chiusura automatica; sono comunque vietate le comunicazioni con i locali adibiti a deposito o uso di sostanze esplosive e/o infiammabili;
  • la superficie di aerazione naturale complessiva deve essere non inferiore a 1/30 della superficie in pianta del locale;
  • l’altezza del locale deve essere non inferiore a 2 metri;
  • l’eventuale suddivisione interna in box deve essere realizzata con strutture almeno del tipo REI 30;
  • ogni box deve avere aerazione con aperture permanenti in alto e in basso di superficie non inferiore a 1/100 di quella in pianta: l’aerazione pur avvenire anche tramite aperture sulla corsia di manovra, eventualmente realizzate nel serramento di chiusura del box.

2.2. Autorimesse del tipo isolato con numero di autoveicoli non superiori a nove:

  • le strutture verticali e orizzontali devono essere realizzate con materiali non combustibili;
  • la superficie di aerazione naturale deve essere non inferiore a 1/30 della superficie in pianta;
  • l’eventuale suddivisione interna in box deve essere realizzata con strutture realizzate con materiali non combustibili;
  • ogni box deve avere aerazione con aperture permanenti di quella in pianta: l’aerazione pur avvenire anche con aperture sulla corsia di manovra.

L’altezza del locale non deve essere inferiore a 2 m.

2.3. Autorimesse miste o isolate a box affacciantesi su spazio a cielo libero anche con numero di box superiore a nove.

Tali autorimesse devono essere realizzate come da punto 2.1 se miste e 2.2 se isolate.

2.4. Nelle autorimesse a box, purché di volume netto per ogni box non inferiore a 40 metri cubi, è consentito l’utilizzo di dispositivi di sollevamento per il ricovero di non più di due autoveicoli.

3. – AUTORIMESSE AVENTI CAPACITA’ DI PARCAMENTO SUPERIORE A NOVE AUTOVEICOLI.

3.0. Non è consentito destinare ad autorimessa locali situati oltre il sesto piano interrato e il settimo fuori terra.

3.1. Isolamento.

Ai fini dell’isolamento le autorimesse devono essere separate da edifici adiacenti con strutture di tipo non inferiore a REI 120. E’ consentito che tali strutture siano di tipo non inferiore a REI 90 se l’autorimessa è protetta da impianto fisso di spegnimento automatico.

Le aperture dei locali ad uso autorimessa non protetti da impianto fisso di spegnimento automatico, non devono essere direttamente sottostanti ad aperture di locali destinati ad attività di cui ai punti 83, 84, 85, 86 e 87 del decreto ministeriale 16 febbraio 1982.

3.2. Altezza dei piani.

L’altezza dei piani non pur essere inferiore a 2.4 m. con un minimo di 2 m. sotto trave. Per gli autosilo è consentita un’altezza di 1,8 m.

3.3. Superficie specifica di parcamento.

La superficie specifica di parcamento non pur essere inferiore a:

20 m2 per autorimesse non sorvegliate;

10 m2 per autorimesse sorvegliate e autosilo.

Nelle autorimesse a box purché di volume netto, per ogni box, non inferiore a 40 metri cubi è consentito l’utilizzo di dispositivo di sollevamento per il ricovero di non più di due autoveicoli.

3.4. Fino a quando non saranno state emanate le norme sulla resistenza al fuoco degli elementi costruttivi previsti dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64, dovranno essere osservate le seguenti disposizioni:

3.4.1. Strutture dei locali.

I locali destinati ad autorimessa devono essere realizzati con strutture non separanti non combustibili di tipo R 90. Le strutture di separazione con altre parti dello stesso edificio devono essere di tipo non inferiore a REI 90 e per gli autosili non inferiore a REI 180.

Le strutture di separazione con locali di edifici destinati ad attività di cui ai punti 24, 25, 51, 75, 76, 77, 78, 79, 80, 82, 84, 85, 86, 87, 89, 90 e 91 di cui al decreto ministeriale 16 febbraio 1982 devono essere almeno di tipo REI 180.

Per le autorimesse di tipo isolato e gli autosilo le strutture orizzontali e verticali non di separazione possono essere non combustibili.

3.5. Comunicazioni.

3.5.1. Le autorimesse e simili non possono avere comunicazioni con locali destinati ad attività di cui al punto 77 del decreto ministeriale 16 febbraio 1982.

3.5.2. Le autorimesse fino a quaranta autovetture e non oltre il secondo interrato possono comunicare con locali di attività ad altra destinazione non elencate nel decreto ministeriale 16 febbraio 1982 e/o fabbricati di civile abitazione e di altezza antincendi non superiore a 32 m a mezzo di aperture con porte di tipo almeno RE 120 munite di congegno di autochiusura.

Le autorimesse private fino a quindici autovetture possono comunicare con locali di abitazione di edifici di altezza inferiore a 24 m a mezzo aperture munite di porte metalliche piene dotate di congegno di autochiusura.

Le autorimesse fino a quaranta autovetture e non oltre il secondo interrato possono comunicare con locali destinati ad altra attività attraverso disimpegno, anche non aerato, avente porte di tipo almeno RE 60 munite di congegno di autochiusura con esclusione dei locali destinati ad attività di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5, 7, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 41, 45, 51, 75, 76, 78, 79, 80, 83, 84, 86, 87, 89, 90 e 91 del decreto ministeriale 6 febbraio 1982.

Le autorimesse fino a quaranta autovetture e non oltre il secondo interrato possono comunicare attraverso filtri, come definiti dal decreto ministeriale 30 novembre 1983, con locali destinati a tutte le altre attività con l’esclusione di quelle di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5, 7, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 41, 45, 75, 76, 78, 79 e 80.

3.5.3. Le autorimesse possono comunicare attraverso filtri come definiti dal decreto ministeriale 30 novembre 1983 con locali

destinati ad attività di cui al decreto ministeriale 16 febbraio 1982 con l’esclusione delle attività di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5, 7, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 41, 45, 75, 76, 78, 79, 80 e 83.

3.5.4. Gli autosilo non possono avere comunicazione con altri locali.

3.6. Sezionamenti:

3.6.1. Compartimentazione.

Le autorimesse devono essere suddivise, di norma, per ogni piano, in compartimenti di superficie non eccedente quelle indicate nella seguente tabella:

piano Fuori terra Sotterranee
miste Isolate miste Isolate
Aperte Chiuse Aperte Chiuse Aperte Chiuse Aperte Chiuse
Terra 1 2 3 4 5 6 7 7500 50005500 35005500 3500

3500 2500

3500 2500

2500

2500

2000

10000 75007500 55007500 5500

5500 3500

5500 3500

5000 2500

5000

4000

5000 25003500 20002000 1500

1500

1500

1500

7000 30005500 25003500 2000

2500 1500

2000 1500

2000 1500

2000 1500

Un compartimento pur essere anche costituito da più piani di autorimessa, a condizione che la superficie complessiva sia non superiore al 50% di quella risultante dalla somma delle superfici massime consentite per i singoli piani della precedente tabella e che la superficie del singolo piano non sia eccedente quella consentita da quello più elevato per le autorimesse sotterranee o più basso per quelle fuori terra né che le singole superfici per piano eccedano il 75% di quelle previste dalla tabella. Limitatamente alle autorimesse situate al piano terra, primo e secondo interrato e primo, secondo, terzo e quarto fuori terra chiuse, le superfici indicate possono raddoppiarsi in presenza di impianti fissi di spegnimento automatico; oltre il secondo interrato e oltre il quarto piano fuori terra le autorimesse chiuse devono sempre essere protette da impianto fisso di spegnimento automatico.Limitatamente alle autorimesse fuori terra aperte sino al quinto piano fuori terra le superfici indicate possono essere triplicate in presenza di impianti fissi di spegnimento automatico. Oltre il quinto piano dette autorimesse devono essere sempre protette da tali impianti.Le pareti di suddivisione fra i compartimenti devono essere realizzate con strutture di tipo almeno REI 90; è consentito realizzare attraverso le pareti di suddivisione, aperture di comunicazione munite di porte almeno REI 90, a chiusura automatica in caso di incendio.

3.6.2. I passaggi tra i piani dell’autorimessa, le rampe pedonali, le scale, gli ascensori, gli elevatori, devono essere esterni o racchiusi in gabbie realizzate con strutture non combustibili di tipo almeno REI 120 e muniti di porte di tipo almeno REI 120 provviste di autochiusura.

3.6.3. Le corsie di manovra devono consentire il facile movimento degli autoveicoli e devono avere ampiezza non inferiore a 4.5 m e a 5 m nei tratti antistanti i box, o posti auto, ortogonali alla corsia.

3.7. Accessi.

3.7.0. Ingressi.

Gli ingressi alle autorimesse devono essere ricavati su pareti attestate su vie, piazze pubbliche o private, o su spazi a cielo scoperto.

Se l’accesso avviene tramite rampa, si considera ingresso l’apertura in corrispondenza dell’inizio della rampa coperta. 3.7.1. Per gli autosilo deve essere previsto un locale per il ricevimento degli autoveicoli. Tale locale di dimensioni minime 4.5 x 5.5 m, deve avere le stesse caratteristiche costruttive dell’autosilo.

3.7.2. Rampe.

Ogni compartimento deve essere servito da almeno una coppia di rampe a senso unico di marcia di ampiezza ciascuna non inferiore a 3 m o da una rampa a doppio senso di marcia di ampiezza non inferiore a 4,5 m.

Per le autorimesse sino a quindici autovetture consentita una sola rampa di ampiezza non inferiore a 3 m.

Diversi compartimenti, realizzati anche su più piani, possono essere serviti da unica rampa o da unica coppia di rampe a senso unico di marcia come sopra descritto purché le rampe siano aperte a prova di fumo.

Le rampe non devono avere pendenza superiore al 20% con un raggio minimo di curvatura misurato sul filo esterno della curva non inferiore a 8.25 m per le rampe a doppio senso di marcia e di 7 m per rampe a senso unico di marcia.

3.8. Pavimenti.

3.8.0. Pendenza.

I pavimenti devono avere pendenza sufficiente per il convogliamento in collettori delle acque e la loro raccolta in un dispositivo per la separazione di liquidi infiammabili dalle acque residue.

3.8.1. La pavimentazione deve essere realizzata con materiali antisdrucciolevoli ed impermeabili.

3.8.2. Spandimento di liquidi.

Le soglie dei vani di comunicazione fra i compartimenti e con le rampe di accesso devono avere un livello lievemente superiore (3-4 cm) a quello dei pavimenti contigui per evitare spargimento di liquidi da un compartimento all’altro.

3.9. Ventilazione.

3.9.0. Ventilazione naturale.

Le autorimesse devono essere munite di un sistema di aerazione naturale costituito da aperture ricavate nelle pareti e/o nei soffitti e disposte in modo da consentire un efficace ricambio dell’aria ambiente, nonché lo smaltimento del calore e dei fumi di un eventuale incendio.

Al fine di assicurare una uniforme ventilazione dei locali, le aperture di aerazione devono essere distribuite il piy possibile uniformemente e a distanza reciproca non superiore a 40 m.

3.9.1. Superficie di ventilazione.

Le aperture di aerazione naturale devono avere una superficie non inferiore ad 1/25 della superficie in pianta del compartimento. Nei casi nei quali non è previsto l’impianto di ventilazione meccanica di cui al successivo punto, una frazione di tale superficie – non inferiore a 0,003 m2 per metro quadrato di pavimento – deve essere completamente priva di serramenti.

Il sistema di ventilazione deve essere indipendente per ogni piano.

Per autorimesse sotterranee la ventilazione pur avvenire tramite intercapedini e/o camini; se utilizzata la stessa intercapedine, per consentire l’indipendenza della ventilazione per piano si pur ricorrere al sezionamento verticale o all’uso di canalizzazioni di tipo “shunt”. Per le autorimesse suddivise in box l’aerazione naturale deve essere realizzata per ciascun box. Tale aerazione pur essere ottenuta con canalizzazioni verso l’esterno o con aperture anche sulla corsia di manovra, prive di serramenti e di superficie non inferiore ad 1/100 di quella in pianta del box stesso.

3.9.2. Ventilazione meccanica.

Il sistema di aerazione naturale deve essere integrato con un sistema di ventilazione meccanica nelle autorimesse sotterranee aventi numero di autoveicoli per ogni piano superiore a quello riportato nella seguente tabella.

Numero autoveicoli nelle autorimesse sotterranee:

primo piano 125;

secondo piano 100;

terzo piano 75;

oltre il terzo piano 50.

Per le autorimesse fuori terra di tipo chiuso il sistema di aerazione naturale va integrato con impianto di aerazione meccanica nei piani aventi numero di autoveicoli superiori a 250.

3.9.3. Ventilazione meccanica. Caratteristiche.

La portata dell’impianto di ventilazione meccanica deve essere non inferiore a tre ricambi orari.

Il sistema di ventilazione meccanica deve essere indipendente per ogni piano ed azionato con comando manuale o automatico, da ubicarsi in prossimità delle uscite.

L’impianto deve essere azionato nei periodi di punta individuati dalla contemporaneità della messa in moto di un numero di veicoli superiore ad 1/3 o dalla indicazione di miscele pericolose segnalate da indicatori opportunamente predisposti.

L’impianto di ventilazione meccanica pur essere sostituito da camini indipendenti per ogni piano o di tipo “shunt” aventi sezione non inferiore a 0,2 m2 per ogni 100 m2 di superficie. I camini devono immettere nell’atmosfera a quota superiore alla copertura del fabbricato.

Nelle autorimesse di capacità superiore a cinquecento autoveicoli deve essere installato un doppio impianto di ventilazione meccanica, per l’immissione e per l’estrazione, comandato manualmente da un controllore sempre presente, o automaticamente da apparecchiature di rivelazione continua di miscele infiammabili di CO.

Il numero e l’ubicazione degli indicatori di CO e di miscele infiammabili devono essere scelti opportunamente in funzione della superficie e della geometria degli ambienti da proteggere e delle condizioni locali della ventilazione naturale; comunque il loro numero non pur essere inferiore a due per ogni tipo di rivelazione.

Gli indicatori devono essere inseriti in sistemi di segnalazione di allarme e, ove necessario di azionamento dell’impianto di ventilazione.

Il sistema deve entrare in funzione quando:

a)un solo indicatore rivela valori istantanei delle concentrazioni

di CO superiore a 100 p.p.m;

b)due indicatori simultaneamente rivelano valori istantanei delle

concentrazioni di CO superiori a 50 p.p.m;

c)uno o più indicatori rivelano valori delle concentrazioni di miscele infiammabili eccedenti il 20% del limite inferiore di infiammabilità.

Per le autorimesse aventi numero di autoveicoli inferiore a cinquecento è sufficiente l’installazione di indicatori di miscele infiammabili.

3.9.4. Negli autosilo fuori terra deve essere prevista un’aerazione naturale pari ad 1 m2 ogni 200 metri cubi di volume. In quelli interrati deve, invece, prevedersi una ventilazione meccanica pari ad almeno tre ricambi ora ed un impianto di smaltimento dei fumi con camini di superfici pari al 2% delle superfici di ogni piano, convogliata a m 1 oltre la copertura degli edifici compresi nel raggio di m 10 dai camini stessi.

3.10. Misure per lo sfollamento delle persone in caso di emergenza.

3.10.0. Densità di affollamento.

La densità di affollamento va calcolata in base alla ricettività massima: ai fini del calcolo, essa non dovrà comunque essere mai considerata inferiore ad una persona per ogni 10 m2 di superficie lorda di pavimento (0,1 persone/m2) per le autorimesse non sorvegliate e una persona per ogni 100 m2 di superficie lorda di pavimento (0,01 persone/m2) per le autorimesse sorvegliate.

3.10.1. Capacità di deflusso:

1) 50 per il piano terra;

2) 37,5 per i primi tre piani sotterranei o fuori terra;

3) 33 per i piani oltre il terzo fuori terra o interrato.

3.10.2. Vie di uscita.

Le autorimesse devono essere provviste di un sistema organizzato di vie di uscita per il deflusso rapido e ordinato degli occupanti verso l’esterno o in luogo sicuro in caso di incendio o di pericolo di altra natura.

Per le autorimesse interrate le vie di uscita possono terminare sotto grigliati dotati di congegni di facile apertura dall’interno.

3.10.3. Dimensionamento delle vie di uscita.

Le vie di uscita devono essere dimensionate in funzione del massimo affollamento ipotizzabile sulla base di quanto specificato in 3.10.0. e 3.10.1.

3.10.4. Larghezza delle vie di uscita.

La larghezza delle vie di uscita deve essere multipla del modulo d uscita e non inferiore a due moduli (l.2 m).

Nel caso di due o più uscite, è consentito che una uscita abbia larghezza inferiore a quella innanzi stabilita e comunque non inferiore a 0,6 m.

La misurazione della larghezza delle uscite va eseguita nel punto più stretto dell’uscita.

La larghezza totale delle uscite (per ogni piano) è determinata dal rapporto fra il massimo affollamento ipotizzabile e la capacità di deflusso.

Nel computo della larghezza delle uscite sono conteggiati anche gli ingressi carrabili.

3.10.5. Ubicazione delle uscite.

Le uscite sulla strada pubblica o in luogo sicuro devono essere ubicate in modo da essere raggiungibili con percorsi inferiori a 40 m o 50 se l’autorimessa è protetta da impianto di spegnimento automatico.

3.10.6. Numero delle uscite.

Il numero delle uscite non deve essere (per ogni piano) inferiore a due. Tali uscite vanno poste in punti ragionevolmente contrapposti.

Per autorimesse ad un solo piano e per le quali il percorso massimo di esodo è inferiore a 30 m il numero delle uscite pur essere ridotto ad uno, costituita anche solo dalla rampa di accesso purché sicuramente fruibile ai fini dell’esodo.

3.10.7. Scale – Ascensori.

Per le autorimesse situate in edifici aventi altezza antincendi maggiore di 32 m, le scale e gli ascensori devono essere a prova di fumo, mentre per le autorimesse situate in edifici di altezza antincendi inferiore a 32 m sono ammesse scale ed ascensori di tipo protetto.

3.10.8. L’autosilo deve essere provvisto di scale a prova di fumo raggiungibili con percorrenze interne non superiori a 60 m. Tali scale devono essere raggiungibili dalle singole celle prevedendo passaggi liberi, sul lato opposto dell’ingresso macchina, di almeno 90 cm oltre l’ingombro degli autoveicoli.

4. – IMPIANTI TECNOLOGICI.

4.1. Impianti di riscaldamento.

Il riscaldamento delle autorimesse pur essere realizzato con:

- radiatori aerotermi alimentati ad acqua calda, surriscaldata o vapore;

- impianti ad aria calda: è ammesso il ricircolo dell’aria ambiente se l’autorimessa è destinata al ricovero di soli autoveicoli del tipo Diesel;

- generatori ad aria calda a scambio diretto; è ammessa l’installazione dei generatori all’interno dell’autorimessa se questa è destinata al ricovero di soli autoveicoli di tipo Diesel.

5. – IMPIANTI ELETTRICI.

5.1. Nei locali destinati ad autorimessa, alla vendita, alla riparazione di autoveicoli, gli impianti e le apparecchiature elettriche devono essere realizzate in conformità di quanto stabilito dalla legge l marzo 1968, n. 186.

5.2. Le autorimesse di capacità superiore a trecento autoveicoli e autosilo, devono essere dotate di impianti di illuminazione di sicurezza alimentati da sorgente di energia indipendente da quella della rete di illuminazione normale. In particolare, detti impianti di illuminazione di sicurezza devono avere le seguenti caratteristiche:

1)inserimento automatico ed immediato non appena venga a mancare

l’illuminazione normale;

2)intensità di illuminazione necessaria allo svolgimento delle operazioni di sfollamento e comunque non inferiore a 5 lux.

6. – MEZZI ED IMPIANTI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE DEGLI INCENDI.

6.1. Impianti idrici antincendio.

6.1.0. Caratteristiche.

Nelle autorimesse fuori terra ed al primo interrato di capacità superiore a cinquanta autoveicoli deve essere installato come minimo un idrante ogni cinquanta autoveicoli o frazione.

In quelle oltre il primo interrato di capacità superiore a trenta autoveicoli deve essere installato come minimo un idrante ogni trenta autoveicoli o frazione.

Le installazioni dovranno essere eseguite con le modalità appresso indicate.

Gli impianti idrici antincendio devono essere costituiti da una rete di tubazioni preferibilmente ad anello, con montanti disposti nelle gabbie delle scale o delle rampe; da ciascun montante, in corrispondenza di ogni piano dell’autorimessa, deve essere derivata con tubazione di diametro interno non inferiore a DN 40 un idrante UNI 45 presso ogni uscita.

Le autorimesse oltre il secondo interrato e quelle oltre il quarto fuori terra, se chiuse, e oltre il quinto piano fuori terra, se aperte, e gli autosilo, devono essere sempre protette da impianto fisso di spegnimento automatico.

6.1.1. Custodia degli idranti.

La custodia deve essere installata in un punto ben visibile. Deve essere munita di sportello in vetro trasparente, deve avere larghezza ed altezza non inferiore rispettivamente a 0.35 m e 0.55 m ed una profondità che consenta di tenere, a sportello chiuso, manichette e lancia permanentemente collegate.

6.1.2. Tubazione flessibile e lance.

La tubazione flessibile deve essere costituita da un tratto di tubo, di tipo approvato, di lunghezza che consenta di raggiungere col getto ogni punto dell’area protetta.

6.1.3. Tubazioni fisse.

La rete idrica deve essere eseguita con tubi di ferro zincato o materiali equivalenti protetti contro il gelo e deve essere indipendente dalla rete dei servizi sanitari.

6.1.4. Gli impianti devono avere caratteristiche idrauliche tali da garantire al bocchello della lancia, nelle condizioni sfavorevoli di altimetria e di distanza, una portata non inferiore a 120 litri al minuto primo e una pressione di almeno 2 bar. L’impianto deve essere dimensionato per una portata totale determinata considerando la probabilità di contemporaneo funzionamento del 50 % degli idranti e, per ogni montante, degli idranti di almeno due piani.

6.1.5. Alimentazione dell’impianto.

L’impianto deve essere alimentato normalmente dall’acquedotto cittadino. Pur essere alimentato anche da riserva idrica costituita da un serbatoio con apposito impianto di pompaggio idoneo a conferire in permanenza alla rete le caratteristiche idrauliche di cui al precedente punto. Tale soluzione dovrà essere sempre adottata qualora l’acquedotto cittadino non garantisca con continuità, nelle 24 ore, l’erogazione richiesta.

6.1.6. Collegamento dei mezzi dei vigili del fuoco. L’impianto deve essere tenuto costantemente sotto pressione e munito di attacco per il collegamento dei mezzi dei vigili del fuoco, da installarsi in un punto ben visibile e facilmente accessibile ai mezzi stessi.

6.1.7. Capacità della riserva idrica.

La riserva idrica deve avere una capacità tale da assicurare il funzionamento dell’impianto per 30 minuti primi alle condizioni di portata e di pressione prescritte in precedenza.

6.1.8. Gli impianti fissi di spegnimento automatico devono essere del tipo a pioggia (sprinkler) con alimentazione ad acqua oppure del tipo ad erogatore aperto per erogazione di acqua/schiuma.

6.2. Mezzi di estinzione portatili.

Deve essere prevista l’installazione di estintori portatili di tipo approvato per fuochi delle classi “A”, “B” e “C” con capacità estinguente non inferiore a “21 A” e “89 B”. Il numero di estintori deve essere il seguente: uno ogni cinque autoveicoli per i primi venti autoveicoli; per i rimanenti, fino a duecento autoveicoli, uno ogni dieci autoveicoli; oltre duecento, uno ogni venti autoveicoli. Gli estintori devono essere disposti presso gli ingressi o comunque in posizione ben visibile e di facile accesso.

7. – AUTORIMESSE SULLE TERRAZZE E ALL’APERTO SU SUOLI PRIVATI.

7.1. Devono essere isolate mediante interposizione di spazi scoperti di larghezza inferiore a 1.5 m lungo i lati ove affacciano aperture di fabbricati perimetrali.

7.2. Pavimenti.

7.2.0. Pendenze.

Per le autorimesse ubicate sulle terrazze i pavimenti devono avere le caratteristiche di cui al punto 3.8.0.

7.2.1. Pavimentazione.

Per le autorimesse ubicate sulle terrazze la pavimentazione deve essere realizzata con materiali antisdruccievoli e impermeabili.

7.3. Misure per lo sfollamento in caso emergenza.

Le autorimesse ubicate sulle terrazze devo essere provviste di scale raggiungibili con percorsi inferiori a 80 m, atte ad assicurare deflusso delle persone verso luoghi sicuri in caso di incendio o di pericolo di altra natura.

7.4. Impianti idrici antincendio.

Per le autorimesse sulle terrazze deve esse installato come minimo un idrante ogni cento autoveicoli o frazione.

8. SERVIZI ANNESSI.

8.1. Generalità.

E’ consentito destinare parti della superficie dei locali delle autorimesse a:

a) officine di riparazione annesse;

b) stazione di lavaggio e lubrificazione,

c) uffici, gurdianie, alloggio custode.

8.1.0. Officine di riparazione.

Le officine di riparazione annesse con lavorazione a freddo possono essere situate all’interno dell’autorimessa, possibilmente in locali separati, con porte di comunicazione metalliche piene.

La superficie occupata dalle officine annesse non pur comunque essere superiore al 20% della superficie dell’autorimessa.

Le officine annesse possono essere ubicate al piano terra, primo piano sotterraneo o ai piani fuori terra.

Le officine di riparazione annesse con lavorazioni che prevedono l’uso di fiamme libere o di sostanze infiammabili, purché limitate ad un solo posto di saldatura e di verniciatura, possono essere situate all’interno delle autorimesse, alle seguenti condizioni:

a) devono essere ubicate al piano terra;

b) devono essere separate con porte di tipo almeno REI 30 e avere anche un accesso indipendente dall’autorimessa;

c) devono essere provviste di impianto di ventilazione locale sul posto di verniciatura;

d) le operazioni di saldatura non possono essere eseguite in contemporaneità con le operazioni di verniciatura, a meno che, per questa ultima operazione sia predisposta apposita cabina ermeticamente chiusa e con aerazione indipendente; e) la vernice, per un quantitativo massimo di 50 kg, deve essere conservata in recipienti chiusi, in apposito armadietto metallico.

8.1.1. Stazione di lavaggio e lubrificazione.

Le stazioni di lavaggio e lubrificazione possono essere situate all’interno delle autorimesse. I lubrificanti, in recipienti chiusi, per un quantitativo massimo di 2 metri cubi, devono essere depositati in apposito locale, munito di porta metallica e soglia di accesso rialzata di 0,2 m.

8.1.2. Uffici – Guardiania – Alloggi custode.

E’ consentita l’ubicazione di uffici e guardianie all’interno delle autorimesse provvisti anche di accessi indipendenti da quelli delle autorimesse stesse.

L’alloggio del custode dovrà essere compitamente isolato dai locali dell’autorimessa, salvo eventualmente un collegamento tramite porta di tipo REI 60.

9. – AUTOSALONI.

Per gli autosaloni o saloni di esposizione devono essere applicate le presenti norme quando il numero di autoveicoli sia superiore a trenta.

10. – NORME DI ESERCIZIO.

10.1. Nell’autorimessa vietato:

a) usare fiamme libere salvo quanto previsto in 8.1.0;

b) depositare sostanze infiammabili o combustibili, salvo quanto previsto in 8.1.0 e 8.1.1;

c) eseguire riparazioni o prove di motori, salvo quanto previsto in 8.1.0;

d) parcheggiare autoveicoli con perdite anormali di carburanti o lubrificanti.

10.2. Entro l’autorimessa è proibito fumare.

Tale divieto deve essere scritto a caratteri ben visibili.

10.3. Nelle autorimesse si applicando le vigenti disposizioni sulla segnaletica di sicurezza di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 524 (Gazzetta Ufficiale n. 218 del 10 agosto 1982) espressamente finalizzate alla sicurezza antincendi.

10.4. Negli autosilo non è consentito l’accesso alle persone non addette. L’autoveicolo deve essere consegnato al personale addetto che provvede alla successiva riconsegna in prossimità dell’ingresso.

10.5. I pavimenti devono essere periodicamente lavati e i sistemi di raccolta delle acque di lavaggio devono essere ispezionati e puliti.

10.6. Il parcamento di autoveicoli alimentati a gas avente densità superiore a quella dell’aria consentito soltanto nei piani fuori terra non comunicanti con piani interrati.

10.7. Al fine del mantenimento dell’affidabilità degli impianti di rivelazione e spegnimento dovrà essere previsto il loro controllo almeno ogni sei mesi da parte di personale qualificato.

11. – NORME-TRANSITORIE.

Per le autorimesse esistenti alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale 20 novembre 1981 è consentito che ogni compartimento sia servito da una sola rampa di ampiezza non inferiore a 3 m purché munita di dispositivo per la sua utilizzazione a senso unico.

12. – DEROGHE.

Qualora per particolari ragioni di carattere tecnico o per speciali esigenze di servizio non fosse possibile adottare qualcuna delle prescrizioni prima indicate, il Ministero dell’interno, sentita la commissione consultiva per le sostanze esplosive ed infiammabili, si riserva la facoltà di concedere deroghe sempre che l’adozione di particolari accorgimenti tecnici possa conferire alle autorimesse un grado di sicurezza non inferiore a quello ottenibile con l’attuazione integrale delle presenti norme.

Argomenti: , , , ,

157 Risposte to “ DM 01.02.1986: Autorimesse e garage – norme antincendio ”

  1. Santoro Giovanni on marzo 2009 at 2:37 am

    Non è specificato da dove inizia il percorso delle vie di fuga per le autorimesse con soli box. Non può iniziare dal fondo del box più lontano perchè la norma non prevede al suo interno uno spazio per la via di fuga quando vi è parcheggiata l’auto.
    Inoltre non dice che in tal caso si deve scavalcare l’auto.
    Dalla norma io deduco la certezza che l’inizio della via di fuga inizia dall’uscita del box più lontano, altrimenti la norma non potrebbe essere applicata. Perchè il comando dei VVF sostiene il contrario?
    Sarei grato avere i vostri pareri. Grazie. Giovanni Santoro

  2. comitato tecnico on marzo 2009 at 8:14 am

    La domanda mette in luce evidentemente una carenza normativa, che di solito lascia spazio all’interpretazione dei singoli. Non siamo a conoscenza di risposte a quesiti su questo punto.
    A favore della sua interpretazione, oltre alle sue argomentazioni, si potrebbe portare anche la norma di sicurezza sugli alberghi, che misura la lunghezza massima dei corridoi a partire dalla porta delle stanze e non dal punto più lontano all’interno delle stanze.
    In definitiva, misurare la distanza di fuga dalla porta del box e non dal suo punto più distante è assolutamente condivisibile, ma sarebbe necessario che questo indirizzo sia adottato da tutti i VVF.
    Il Comitato tecnico

  3. Fabio Copellino on gennaio 2010 at 4:08 am

    Gentile AssoIASA,

    sotto il condominio dove abito vi è un’autorimessa privata che svolge attività di parcheggio per più di 40 autovetture.
    L’autorimessa in questione è soggetta naturalmente al DM 1 febbraio 1986, ma mette continuamente a repentaglio la sicurezza del fabbricato sostando, anche per varie ore al giorno, le auto dei clienti lungo la rampa di accesso che, peraltro, è larga meno di 3 metri. L’amministratore del condominio ha fatto affiggere un cartello di divieto di sosta e fermata lungo le due rampe (una di uscita l’altra di entrata), ma è stato contestato dalla proprietaria del garage che sostiene che in nessun passaggio del DM 1/2/1986 sia vietato sostare auto lungo le rampe. A me sembra assurdo, perchè la logica e la tutela della sicurezza impediscono ovviamente che si possa parcheggiare lungo una rampa così stretta. Io da condomino ho fatto un esposto al comando provinciale dei VV.FF e vi invito a dare uno sguardo al video presente su
    youtube ….
    (la segreteria ha eliminato il riferimento in quanto il sito http://www.antincendio.it non tratta questioni particolari ma solo temi generali di sicurezza antincendio)

    per rendervi conto della situazione.
    C’è comunque un riferimento normativo preciso che vieti di sostare o farmare auto come viene fatto dai gestori di quest’autorimessa, a prescindere dal DM 1/2/1986?

    Grazie

  4. comitato tecnico on gennaio 2010 at 11:35 pm

    Secondo noi il decreto 1 febbraio 1986 vieta il parcamento delle automobili sulle rampe. Infatti, i posti auto devono essere indicati nel progetto approvato dai VVFF (e sarebbe strano che un progetto approvato preveda posti auto sulle rampe). Inoltre, la quantità massima di automobili che possono essere lasciate in sosta deve essere indicata nel certificato di prevenzione incendi, impedendo quindi che lo spazio di sosta della rampa possa sommarsi a quello delle vetture previste nel progetto.

    La Segreteria tecnica

  5. comitato tecnico on febbraio 2010 at 3:46 am

    Secondo noi la norma (il DM 1 febbraio 1986) è stata pensata facendo riferimento ai pavimenti tradizionali, in quanto all’epoca le resine non erano molto diffuse. Il requisito, comunque, è quello del punto 3.8.1. “La pavimentazione deve essere realizzata con materiali antisdrucciolevoli ed impermeabili“, per cui qualsiasi materiale abbia tale caratteristica va bene.

    La Segreteria tecnica

  6. lancel on marzo 2010 at 6:17 am

    Nel caso di un’autorimessa con 9 box auto servita da montauto e non da rampa, qual è il sistema antincendio da utilizzare? idranti normali o è obbligatorio il sistema a pioggia? Mi hanno parlato di una norma ministeriale del 1995 che imporrebbe quest’ultimo.
    Grazie per il chiarimento
    Maria Lancel

  7. comitato tecnico on marzo 2010 at 6:18 am

    La Circolare n° 6 del 19 febbraio 1996 (Prototipi di autosilo a funzionamento automatizzato – Procedure di approvazione) ha chiarito che per le autorimesse meccanizzate tipo autosilo (ai quali le piccole autorimesse con accesso da montaauto sono assimilate) i Comandi Provinciali procedano direttamente all’approvazione dei suddetti progetti acquisendo la seguente documentazione:
    - relazione tecnica ed elaborati grafici
    - attestazione di approvazione del prototipo rilasciato da questo Ministero, su specifica richiesta della società costruttrice dell’autosilo, che dovrà essere conforme al modello allegato
    - dichiarazione della società costruttrice attestante che l’autosilo verrà realizzato conformemente al prototipo approvato.
    Dato che la circolare stessa prevede che è fatta salva la competenza dei Comandi Provinciali ad imporre eventuali ulteriori prescrizioni in relazione a particolari situazioni dei siti, secondo noi la risposta alla sua domanda può essere trovata solo in fase di esame del progetto da parte del competente comando VVFF oppure chiedendo ai VVFF un parere preventivo prima di iniziare la progettazione.

    La Segreteria tecnica

  8. carletto59 on marzo 2010 at 1:19 pm

    Buonasera, un quesito al quale gradirei una risposta:

    Ex edificio industriale costituito da una piccola palazzina a due piani + tetto, ciascuno di circa 250 mq. riconvertito a box e posti auto scoperti.
    - Piano seminterrato : Rampa di accesso carrabile, corridoio di manovra comune, coperto e completamente aperto dal lato della rampa, 6 box (ciascuno per una sola autovettura) che si affacciano sui due maggiori lati del corridoio stesso.
    - Piano terreno : Cortile esterno, corridoio di manovra comune coperto e completamente aperto verso il cortile, 4 box doppi (ciascuno per due autovetture) che si affacciano sul corridoio stesso.
    - Cortile esterno : superficie circa 200 mq. da questo si accede al corridoio di manovra piano terreno e, tramite la rampa, al piano seminterrato.
    Nel cortile sono presenti anche 7 posti auto scoperti.
    - Tetto della palazzina: altri 7 posti auto scoperti con accesso carrabile e pedonale indipendente.

    La società che ha curato i lavori di ristrutturazione (appena terminati) sostiene che i due piani box, i posti auto esterni ed i posti auto sul tetto, sono da considerarsi come quattro unità completamente indipendenti le une dalle altre, e quindi anche se nel complesso sono presenti: 6 + 8 + 7 + 7 = 28 autovetture, poichè nessuna singola unità raggiunge il numero di 9, non vi è nessun obbligo di CPI, non trovando applicazione il DM 1/2/1986, e non vi è l’obbligo di posizionare neppure un solo estintore !!

    In attesa di un vs. parere in merito, anticipatamente vi ringrazio.

  9. Lucio Torre on marzo 2010 at 11:30 am

    nel nostro palazzo esistono 10 box e vorremmo chiudere l’accesso alla corsia comune ed attivare la richiesta del CPI. Da una prima verifica di un tecnico ci hanno prescritto l’aerazione forzata, la compartimentazione e le vie di fuga con porta REI. Esisterebbe un solo problema che sembra insormontabile: La larghezza della corsia in un punto particolare è di 2,25 mt mentre nelle restanti parti è di oltre 3 metri. Come si puo’ superare tale problema? A nulla vale che il palazzo è stato costruito nel 1980 e reso abitabile nello stesso anno mentre il D.M. è successivo (1 febbraio 1986)? Si potrebbe ovviare considerato che l’uso dei box è di tipo domestico e non imprenditoriale? Quale è la ratio di questa limitazione? mettendo dei dispositivi di tipo semaforico che al rilevamento della presenza dei veicoli comunichi agli altri l’indisponibilità della corsia si potrebbe ovviare?
    Grazie per l’attenzione che vorrete prestare alla prsente e v-i autorizzo a ridurre il testo nelle prima parte.
    Grazie
    Lucio Torre

  10. redazione tecnica on marzo 2010 at 12:53 am

    Dalla descrizione sembrerebbe che il piano seminterrato ed il piano terreno presentino corsia di manovra coperta ma accessi distinti; in altre parole dal piano terreno per scendere al piano interrato sarebbe necessario uscire su di uno spazio scoperto. In questo caso le autorimesse si possono considerare separate se non hanno vie di esodo in comune (scalle, lassaggi), se le strutture di separazioni solo almeno REI 60 ed hanno le ventilazioni indipendenti, come sembrerebbe in questo caso.
    Per quanto riguarda la presenza di estintori il DM 1/2/86 non prescrive nulla per le autorimesse al di sotto di 9 veicoli, ma nel caso in esame sembrerebbe comunque opportuno prevederne alcuni almeno per i piani coperti (n. 2 per ciascun piano).

  11. redazione tecnica on marzo 2010 at 6:12 am

    Se i posti auto sono ortogonali rispetto alla corsia di manovra il DM 01/02/86 prescrive corsie di manovra di almeno 5 mt. La lettera Circolare P1563/95 permette, per brevi tratti, restringimenti fino a 3 mt. Nel caso in esame l’unica via per ottenere il CPI appare quella di richiedere una deroga, ai sensi del DPR 37/98. In questo caso il progetto deve dimostrare il rispetto della norma e per quanto riguarda la larghezza della corsia, proporre delle misure di sicurezza alternative.. Il progetto deve essere redatto da un tecnico e il parere finale viene dato a livello Regionale e non provinciale.
    La ventilazione forzata non è richiesta dal DM 1/2/86 e forse potrebbe essere stata proposta come misura alternativa. Eventualmente potreste rivolgervii al locale Comando VVf per avere indicazioni e consigli.

    Inviato il 30/03/2010 alle 3:33:51
    La potenza della cucina dipende dall’apparecchio che acquista. Poichè nel progetto deve soddisfare delle esigenze funzionali, dovrà anche controllare quale è la potenza complessiva che soddisfa tali esigenze.
    Ovviamente i singoli fornelli contribuiscono al computo del valore complessivo. Per la resistenza al fuoco, se la cucina supera i 35 kW, deve rispettare il decreto 12 aprile 1996, che prevede diverse misure di sicurezza, compresa la resistenza al fuoco delle strutture.

    La Segreteria tecnica

  12. Marco Barbani on aprile 2010 at 5:41 am

    In autorimessa privata condominiale (con più di 9 posti auto),

    possono essere installate apparecchiature elettriche fisse diverse dalle lampade d’illuminazione esempio:
    - Impianto (elettropompe)autoclave acqua;
    - Condizionatori o ventilatori;
    - apricancello elettrico

    Possono essere utilizzate apparecchiature elettriche portatili ad esempio:
    - Aspirapolvere
    - idropulitrice
    - compressore
    Quali le eventuali prescrizioni o accorgimenti da adottare? Quali sono gli eventuali riferimenti normativi?
    Grazie della risposta.

  13. comitato tecnico on aprile 2010 at 5:42 am

    Il decreto sulle autorimesse non specifica niente in materia. Pertanto, il limite di utilizzo degli apparecchi dipende dalla classificazione delle zone che scaturisce dalla norme CEI.

    La Segreteria tecnica

  14. Gioppino 58 on maggio 2010 at 6:14 am

    Gentili Signori,
    desidero porre il seguente quesito.
    Possiedo un box in uno stabile, costruito all’incirca nel 1980, comunque senz’altro prima del 1986. In totale i box sono 12 (quindi più di 9), ed affaciano tutti sulla corsia di scorrimento, anch’essa interrata. E’ corretto affermare che vanno rispettate le normative antincendio ed acquisita la relativa certificazione, anche se l’immobile è stato costruito prima del 1986?
    Inoltre: è corretto affermare che è proibito l’allaccio delle singole utenze elettriche di ciascun box ai singoli appartamenti dei proprietari, ma vanno tutte allacciate ad un unico contatore condominiale? Se corretto, qual è la fonte normativa di ciò?. Sentitamente Grazie.

  15. comitato tecnico on maggio 2010 at 6:16 am

    L’autorimessa è soggetta ai controlli obbligatori dei VVF e quindi deve essere chiesto il CPI dimostrando il rispetto delle norme. Per quanto riguarda l’impianto elettrico, nel progetto deve essere dimostrato che è sicuro e che sono rispettate le norme CEI pertinenti.

    La Segreteria tecnica

  16. Federica Colleoni on maggio 2010 at 5:23 am

    buon giorno,
    desidero porre il seguente quesito.
    Autorimessa di più di 40 posti auto sviluppata su in parte su due piani interrati, edificio con un’altezza fuori terra inferiore ai 32 mt.
    E’ possibile che ci siano dei loacali con accesso diretto al corsello senza che sia stata prevista la realizzazione di un filtro a prova di fumo o di un disimpegno? trattasi di locali immondizia, locali adibiti al posizionamento dei bollitori di supporto alla caldaia…
    il vano scala deve essere collegato al corsello tramite un filtro a prova di fumo o di un disimpegno? in quanto secondo una comunicazione del Ministero dell’Interno del 15.10.2009 sembrerebbe di no, ma il comando dei vigili di bergamo sostiene che il filtro a prova di fumo sia necessario.
    Grazie

  17. comitato tecnico on maggio 2010 at 5:33 am

    In effetti il punto 3.5.3 del DM 01/02/1986 richiede, per le autorimesse con oltre 40 posti auto, che le comunicazioni avvengano a mezzo di filtri, come definiti dal DM 30/11/1983.

    La Segreteria tecnica

  18. gio on maggio 2010 at 9:48 am

    Abito in un condominio con circa 100 appartamenti ed altrettanti box interrati. E’ nata una diatriba tra alcuni condomini e l’amministratore riguardo all’interpretazione del punto 1.2 che riporto di seguito”1.2. Le presenti norme si applicano alle autorimesse ed alle attività indicate al precedente punto 1.0. di nuova istituzione o in caso di modifiche che comportino variazioni di classificazione e di superficie, in più o in meno, superiori al 20% della superficie in pianta o comunque eccedente i 180 m2.

    Per le autorimesse esistenti o in posizioni in vigore alla data del provvedimento amministrativo comunale di autorizzazione a costruire”

    Vi chiedo chi ha ragione? i condomini che affermano che non si devono fre lavori di adeguamento o l’amministratore che afferma che i box il relativo corsello vanno adeguati alla normativa del decreto.
    nel messaggio precedente ho dimenticato di dirvi che il condominio e’ stato costruito nel 1972

  19. comitato tecnico on maggio 2010 at 9:49 am

    Secondo noi la norma dovrebbe essere interpretata nel senso di non obbligare ad adeguare le autorimesse preesistenti al 1981 perchè prima erano in vigore altre norme.
    Ciò premesso, si deve applicare a nostro parere il punto 11 del decreto 1 febbraio 1986, che obbliga a rispettare nel vostro caso il decreto del 1986, fatto salvo il punto relativo alla larghezza della rampa:
    11. – NORME TRANSITORIE
    Per le autorimesse esistenti alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale 20 novembre 1981 è consentito che ogni compartimento sia servito da una sola rampa di ampiezza non inferiore a 3 m purché munita di dispositivo per la sua utilizzazione a senso unico.

    La Segreteria tecnica

  20. nadia coccia on giugno 2010 at 12:44 pm

    cortile condominiale con 18 posti auto ,giardino.
    Si esce da un’apertura a cancello elettrico.
    Nel cortile vi è un secondo cancello in altro lato ma ostruito da piante e vasi.
    Ritengo che anche in un cortile aperto condominiale adibito a parcheggio vi debbano essere due uscite di cui una di sicurezza.
    Poteri sapere se ci sono norme e quali sono nello specifico,che dicano se sono necessarie due uscite,se è obbligatoria qualche altra cosa per la sicurezza?
    Avrei urgenza di una risposta per l’assemblea condominiale prossima
    Grazie molte
    Nadia Coccia

  21. comitato tecnico on giugno 2010 at 12:45 pm

    Non esistono norme antincendio sui cortili condominiali.

    La Segreteria tecnica

  22. Francesco P. on giugno 2010 at 10:00 pm

    Salve,
    io vivo in un condominio dell’Ater (in fase di riscatto) sotto i nostri condomini, inerrati, ci sonno dei locali garage (mai identificati come tali) aperti sul cortile a cui affacciano tutti i codomini e di propretà dell’Ater, con grate di aerazione che danno all’esterno in strada tutti predisposti con idrante antincendio e manichetta da 45 all’ingresso degli stessi, tutti sono con cpaienza a meno di 9 posti auto. una solo locale “garage” in passato, per motivi di sicurezza (proprio sotto il codominio in cui vivo era frequentata da persone poco raccomandabili) è stata chiusa con un muro lasciando l’accesso solo con un porta di ferro larga circa 1m; il locale all’inter non non è frazionato, bensì un open space.
    Avendo letto chiaramente la normativa antincendio e in special modo quella inerente le motorimesse chiedevo se è previsto il suo uso come motorimessa e iun tal se serve un CPI. interrogata l’ater ha risposto che di quei locali , ancora fuori trattativa di riscatto, provvedera’ in un futuro prossimo, al momento è “terra di nessuno”. in sttesa possiamo noi codomini utilizzarla come motorimessa? premetto che alcuni condomini si oppongono a tale uso ma all’interno depositano mobilia di legno in disuso, divani con materassi adagiati in terra (quasi un vero e proprio magazzino) per non parlare delle condizioni igieniche.
    Ringrazion anticipatamente.

  23. comitato tecnico on giugno 2010 at 10:01 pm

    Auto e moto possono essere parcheggiate nelle autorimesse se queste sono conformi alle norme antincendio. Il decreto è lo stesso.

    La Segreteria tecnica

  24. Michele Coatti on giugno 2010 at 7:35 am

    Buona sera siamo uno studio di progettazione e vorremmo sapere se e’ possibile la comicazione diretta tramite porta REI 60 tra un’autorimessa con capacità di due autoveicoli ed una cucia di una civile abitazione con fornello funzionante a gas metano di portata termica 10 kW.
    Anticipatamente ringrazia e porge distinti saluti.
    Argenta 15/06/2010

  25. Vanna Motta on giugno 2010 at 8:45 am

    Vi pongo il seguente caso: autorimessa open space di nuova costruzione di villa privata, per n°4 auto, del tipo “isolato” con piano di parcamento alla stessa quota di quello di riferimento, ossia accesso diretto da cortile. Dimensioni in pianta: metri 11,8 x 5,8 H 260, uno dei 2 lati lunghi è provvisto per tutta la sua lunghezza di 2 portelloni basculanti.
    Qual’è il rapporto di aerazione permanente che deve essere rispettato?
    Grazie

  26. Francesca on giugno 2010 at 7:25 am

    Buongiorno, devo certificare la resistenza R dei pilastri in c.a. in un’autorimessa.
    Dalla tabella D.6.2 del decreto 16 febbraio 2007 deduco che per ottenere la classe R 90 richiesta per le strutture mi serve una sezione minima di 35 cm. Come mi comporto se mi trovo in presenza di pilastri con lato minimo inferiore?
    Grazie

  27. fede on giugno 2010 at 8:30 am

    buongiorno,nel tunnel condominiale ci sono 11box auto e misurano circa tutti sui 27mq con 10 aperture bocche di lupo; larghezza basculanti 3,80,in alto ci sono 40cm di grata con fori areazione più fessure sul fondo ,ora tre condomini io compresa abbiamo applicato sopra questa grata un’altra, uguale, per sicurezza.Ora l’amministratore vuole una certicazione di un tecnico,per Lui, perchè se succede un incendio è lui il responsabile e solo lui..
    Ma noi ci siamo informati e come areazione siamo apposto,ma i vvf
    non firmano nulla..PER cortesia ci sapete dire qualcosa.GRAZIE MILLE .FEDE

  28. comitato tecnico on giugno 2010 at 8:31 am

    Aumentare la superficie minima di aerazione verso valori più elevati non dovrebbe essere mai un problema. Inoltre, nel vostro caso non è richiesta alcuna certificazione antincendio per le porte dei box auto, per cui risulta anche difficile prevedere certificazioni sull’aumento di superficie di aerazione.

    La Segreteria tecnica

  29. fabrizio on giugno 2010 at 8:10 am

    Buongiorno, sono proprietario di un villino uso abitativo a schiera facente parte di un residence di 20 villini con autorimessa di tipo misto, interrata, organizzata in 22 box uguali e non sorvegliata con una sola rampa di uscita a cielo aperto della lunghezza di 10 mt. circa, ampiezza di circa 2.80 mt.,ed una altezza sotto trave non superiore a 2.50 mt. I box hanno una superficie di 15 mq. e la maggioranza sono sprovvisti di camino di aerazione naturale. Lo spazio delle corsie di manovra ortogonalmente ai box è di circa 2.80mt, esiste altra via d’ uscita con scala a chiocciola di larghezza 60cm., volevo sapere se eravamo soggetti al DM del 86 e quali misure erano necessarie per essere in regola.
    Per il punto 3.10.0 con superficie lorda cosa si intende ? Quella comprensiva dei box ?
    In caso di incendio non avendo il CPI, l’ assicuratore pagherebbe il danno ? Se SI, facendo rivalsa ?
    Vi ringrazio anticipatamente.

  30. comitato tecnico on giugno 2010 at 10:56 am

    Non possiamo rispondere circa il comportamento dell’assicurazione.
    Sicuramente, la superficie lorda riguarda anche i box.

    La Segreteria tecnica

  31. maurizio a. on giugno 2010 at 11:25 am

    non sono sicuro che sia arrivata la mia richiesta , comunque la ripeto :
    ho acquistato nel 2006 da una societa’ immobiliare un’appartamento con garage, nell’immobile sono presenti altri 15 appartamenti e n. 12 garages. La societa’ venditrice ha rilasciato, tramite professionista, certificato di agibilita/abitabilita’ non mensionando assolutamente la necessita’ della richiesta del cpi. Ad oggi non e’ stato rilasciato nessun cpi. Vorrei, se possibile, capire le problematiche a cui vado incontro, come proprietario, inoltre sapere su chi devo rivalere per i danni arrecati, al venditore, al tecnico e/o a chi altro?

  32. marco on luglio 2010 at 11:41 pm

    Buongiorno, nel condominio in cui vivo ci sono circa 80 box interrati al primo piano sotto terra. Il piano che ospita i box è diviso in due zone non comunicanti, ognuna servita da una rampa.
    Se non vado errato devono essere installati due attacchi per impianti idrici anti incendio, la verifica viene effettuata con il 50% degli attacchi in funzione.
    In questo caso, dato che i box sono divisi in due e le zone non sono comunicanti, la verifica viene fatta con 1 impianto idrico in funzione (il 50% degli impianti come dice la norma) oppure viene effettuata con entrambi gli attacchi (dato che le zone non zone non sono comunicanti) ?
    Grazie per la cortese risposta

  33. Antonio on luglio 2010 at 12:48 am

    Buongiorno,

    non trovandone informazioni direttamente nel sito, chiedo cortesemente se esistano riferimenti normativi in merito al parcamento di veicoli elettrici.

    Grazie in anticipo

    Antonio

  34. comitato tecnico on luglio 2010 at 12:49 am

    A nostro parere le norme sulle autorimesse si applicano anche a quelle usate per i veicoli elettrici. Purtroppo la norma è datata e si attende da anni un suo aggiornamento.

    La Segreteria tecnica

  35. Giuseppe on luglio 2010 at 5:06 pm

    Salve,
    ho un box in un condominio così organizzato: al piano terra (livello stradale) e sotto gli appartamenti un locale totalmente aperto utilizzato come autorimessa con ingresso indipendente; al piano -1 a cui si accede da un’altra rampa direttamente dalla strada c’è un accesso a 9 boxes che si trovano sotto il fabbricato, mentre con accesso diretto dalla rampa, quindi a cielo aperto, ci sono ulteriori 4 boxes (tra cui il mio).
    Nel mio box alto circa 3,6 metri ho realizzato un soppalco in legno per un’altezza di 1,3 metri. L’amministratore mi ha chiesto di toglere il soppalco perchè non conforme alle norme antincendio. Volevo sapere se per il mio box e previsto il controllo da parte dei VV.FF e se quindi sono obbligato a eliminare il soppalco o se posso attuare degli accorgimenti per poter comunque mantenere la struttura in legno. grazie mille

  36. daniele on luglio 2010 at 3:40 am

    sono un progettista, dovrei realizzare in un locale sotto un condominio, tramite cambio di destinazione d’uso, una motorimessa per circa 10 motoveicoli, vorrei sapere se per il tipo di attività è richiesto il CPI e a quale norma a ntincendio mi devo riferire

  37. Dario on luglio 2010 at 7:22 am

    Salve, abito in un condominio con autorimessa interrata solo di un piano, con più di nove box. Per l’accesso è servita da rampa unica di almeno 4,5 metri di larghezza (quindi a doppio senso di marcia). Secondo le nuove disposizioni che impongono ai privati di collocare sul terreno di petinenza le apposite aree ecologiche, durante un’assemblea condominiale, è stato deliberato di utilizzare parte della rampa per sistemare i cassonetti in lunghezza, nella zona vicino al cancello automatico.
    Tale cancello non si apre per i totali 4,5 metri, ma ha una parte fissa non automatica, eventualmente apribile di circa 1,2 metri.
    In questa zona la rampa non presenta pendenza e si trova a quota del piano calpestio, e secondo la delibera, per collocare i cassonetti, la patre pianeggiante deve essere allungata a scapito del tratto inclinato, con eventuale modifica anche della pendenza dello stesso (che ora risulterebbe maggiore). Concludo chiedendo gentimente un vostro parere. Grazie.

  38. michela on luglio 2010 at 10:29 pm

    In un condominio di n.19 appartamenti e si sono realizzati 19 posti auto piano sotterraneo . Un condomino avendo la bocca di lupo sotto il suo balcone con la grata l’ha chiusa dicendo che aveva delle inalazioni di fumo che gli davano fastidio.Ora vista la normativa puo’ fare questaazione a scapito degli altri condomini in quanto non ci sono altre aperture per aria con bocche di lupo?

  39. comitato tecnico on luglio 2010 at 10:30 pm

    Molto probabilmente la chiusura altera le condizioni di sicurezza dell’autorimessa e la rende fuori norma, ma per esserne certi si deve verificare se è ancora rispettato il DM 1 febbraio 1986 nella parte relativa all’aerazione.

    La Segreteria tecnica

  40. BOERO AUGUSTO on agosto 2010 at 11:54 pm

    Di fronte al mio condominio vengono costruiti 10 box interrati in linea orizzontale (per un totale di 30 metri di larghezza)con attorno una intercapedine per una lunghezza di circa 60 metri la quale ,si presume, debba fungere da ventilazione per tutti i box dalla quale non vediamo griglie di uscita per i fumi per l’intero tratto. E possibile che la ventilazione sia prevista alle sole estremità di detta intercapedine? Come farebbero i fumi ad uscire? . Grazie e cordiali saluti

  41. Fiorenza Polacchi on agosto 2010 at 6:28 am

    Salve,
    una autorimessa privata di 80 box è servita da una rampa a doppio senso di marcia di ampiezza pari a 4,5 m.
    Il cancello di ingresso può essere utilizzato anche dai pedoni che raggiungono l’autorimessa a piedi.
    . Il cancello carrabile di 4,5 m può avere al suo interno una porzione apribile per i pedoni di 1,20 cm in modo tale che non si debbano aprire sempre tutte e due le ante?
    . è possibile delimitare il percorso pedonale con una semplice segnaletica a terra?

    grazie e cordiali saluti

  42. Condominio Castello on settembre 2010 at 4:38 am

    Salve, autorimessa privata piano terra, meno di 40 posti auto un accesso a senso unico alternato regolato da semaforo un accesso pedonale oltre a quello carrabile. Vorrei acquistare un posto auto, vorrei sapere se è a norma dal punto di vista delle vie di fuga.
    Vi ringrazio
    Cordiali saluti

  43. redazione tecnica on settembre 2010 at 8:25 am

    Per verificare se l’autorimessa è a norma occorre valutare se sono rispettate le richieste della relativa regola tecnica (DM 1/2/86); non è possibile rispondere sulla base dei dati forniti, anche per le vie di esodo.

    Per quanto riguarda l’accesso una dimensione di almeno 3 metri è indicato tra i Criteri per la concessione di deroghe in via generale al punto 7.2 del D.M. 1° febbraio 1986 fissati dalla Lettera- Circolare n. P1563/4108 sott. 28 del 29 agosto 1995.

    In altre parole la Circolare indicata ammette che l’accesso per autorimesse fino a 40 autovetture possa essere al minimo di 3 mt, in presenza di un impianto semaforico in grado di permettere l’utilizzo dell’accesso in senso unico alternato.

  44. ING. DIEGO TASSONI on settembre 2010 at 1:21 am

    Buon giorno, ho un quesito da porvi:
    Autorimessa a piano interrato con 49 posti auto, può comunicare direttamente con il locale autoclave posto sempre a piano interrato…? ovvio compartimento tutto REI90 (con porta). Vorremmo evitare di creare il filtro fumo per il collegamento locale autoclave con autorimessa.
    La centrale termica che era prima nello stesso locale è stata spostata esternamente su spazio scoperto.

    Saluti

  45. redazione tecnica on settembre 2010 at 12:54 am

    Il DM 1/2/86 prescrive che le autorimesse con numero di posti auto superiore a 40 possano comunicare con una serie di diverse attività soggette a controllo VVF attraverso un filtro a prova di fumo, fornendo poi una serie di casi particolari per le autorimesse con un numero di posti auto inferiore a 40. L’interpretazione più diffusa è quella che, superando le 40 auto in parcheggio, anche locali a diversa destinazione (quali quelli destinati all’autoclave) che non ricadono tra le attività soggette a controllo VVF debbano essere comunque separati con filtro a prova di fumo. Vista però l’evidente onerosità della richiesta e lo spazio interpretativo che comunque esiste per il caso di cui si tratta, si consiglia di verificare presso il locale Comando VVF se possano essere accettate semplici protezioni. In alcuni casi, addirittura, potrebbe essere sufficiente verificare la compatibilità dell’installazione dal punto di vista della classificazione dei luoghi secondo le norme CEI, consentendo l’installazione direttamente nel box. Il DM 1/2/86 risulta a nostro parere veramente datato e avrebbe bisogno, per questo e per diversi altri punti di una urgente revisione (ad esempio per la ventilazione, definendo possibili sistemi meccanici, alternativi o ad integrazione della naturale), specificando diversi requisiti per le autorimesse pubbliche e quelle condominiali, anche tenendo conto di quella che effettivamente sarà poi nel tempo la reale gestione di una autorimessa condominiale.

  46. Andrea on settembre 2010 at 1:54 am

    Buongiorno,
    volevo sapere se il riscaldamento di una autorimessa può essere effettuato con pannelli radianti elettrici oppure con termostrisce radianti elettriche.
    Ringrazio in anticipo per la risposta.
    Andrea

  47. comitato tecnico on settembre 2010 at 1:55 am

    Gli apparecchi elettrici devono essere compatibili con l’ambiente in cui devono essere installati, per cui deve verificare con chi li immette in commercio che possano essere installati anche nelle autorimesse.

    La Segreteria tecnica

  48. mauro on settembre 2010 at 7:55 pm

    Buon giorno,
    l’immobile dove abito ha un’area perimetrale privata per l’accesso a 3 box. Quali norme per la sicurezza e quali distanze dall’immobile si devono adottare per parcheggiare un camper in questa zona? Considerate che lo spazio destinato al parcheggio del camper è di 20×6 metri ed essendo interrato ed è adiacente all’immobile su un lato e confinante con un muro di 4 metri sull’altro. Grazie.

  49. comitato tecnico on settembre 2010 at 7:56 pm

    Non esistono norme particolari sul parcheggio dei camper, quindi deve solo rispettare i vincoli previsti per l’autorimessa a box.

    La Segreteria tecnica

  50. salvatore on settembre 2010 at 12:14 pm

    Salve !

    Salve l’immobile dove abito è collocato in un complesso di tre palazzine provviste ognuna di un autorimessa (rispettivamente di 25 ,16,13 unità) interrata ma con un unico e solo accesso. Mi chiedo quali dispositivi antincendio sono obbligatori per legge.

  51. comitato tecnico on settembre 2010 at 12:15 pm

    Le misure di sicurezza, stabilite dal DM 1-2-1986, secondo noi sono quelle relative alle autorimesse con più di 40 posti auto.

    La Segreteria tecnica

  52. Gianni on settembre 2010 at 10:44 pm

    Buongiorno.
    La situazione è questa: condominio risalente al 1965, nove appartamenti e relativi box, al piano terra, ognuno con proprio ingresso.
    I box, per gli standard odierni, sono piccoli (al massimo ci può entrare una Fiat Punto), quindi in maggioranza vengono utilizzati dai condomini come ripostigli.
    Vengono conservati normali oggetti di uso domestico (scaffalature, pentolame ed elettrodomestici in disuso, biciclette, mobili inutilizzati e smontati, libri e pubblicazioni varie, scorte di detersivi, adibizione a “cantina” con bottiglie di vino, ecc.).
    Un condomino zelante sostiene che tali oggetti non possano essere conservati nel box, che può contenere SOLO autovetture e/o motocicli, e si starebbero trasgredendo non meglio identificate prescrizioni antincendio.
    Ha ragione?
    Grazie.

  53. comitato tecnico on settembre 2010 at 10:50 pm

    La norma vigente (DM 1-2-1986) vieta di depositare materiale combustibile nelle autorimesse, compresi i box. Se i locali non sono utilizzati come autorimessa, però, potrebbe decadere il vincolo della norma.

    La Segreteria tecnica

  54. Gianni on ottobre 2010 at 12:45 am

    Vi ringrazio per la risposta al quesito precedente, e chiedo una delucidazione.
    I locali, seppur non utilizzati come rimessa, sono censiti come C6. Risalendo agli anni 60 non sono conformi, e non otterrebbero mai il CPI (anche se non obbligatorio, visto che in tutto sono 9).
    Le spese per la messa a norma sarebbero elevate, e putroppo pressochè inutili, per i problemi già esposti relativamente alle scarse dimensioni di tali locali.
    Come possiamo certificare e/o dimostrare il “non-uso” come autorimessa, evitando quindi la necessità di mettere a norma tali locali?
    Grazie ancora.

  55. Alessandro on ottobre 2010 at 12:13 am

    Buongiorno,
    abito in un condominio di 35 condomini e altrettanti box posti al primo e secondo piano interrato;
    Ho deciso di sostituire la porta basculante del mio box in quanto ammalorata e mal funzionante;
    Il mio box è al primo piano interrato e misura 2,5 x 5,5 m. ed è alto 2,3 m., la basculante misura 2,1 x 2,2 m.
    sulla parete opposta al basculante è presente una finestrella che prende aria da una bocca di lupo che affaccia sul marciapiede (la finestrella misura 100 x 70 cm).

    Quesito n° 1: Che areazione devo far predisporre sulla nuova basculante?
    Quesito n° 2: la nuova basculante dev’essere certificata REI? Nel caso REI 30/60/90/120?

    Grazie in anticipo per la cortesia e disponibilità

  56. comitato tecnico on ottobre 2010 at 12:14 am

    La nuova porta deve avere requisiti non inferiori a quelli della vecchia. Quindi, l’aerazione non inferiore e la certificazione REI se già prevista per quella esistente.

    La Segreteria tecnica

  57. Sergio on ottobre 2010 at 9:00 am

    Buonasera, sono proprietario di 2 box con un’altezza di cm. 320 in un complesso con più di 40 e li ho entrambi soppalcati. Uno lo uso per la macchina mentre l’altro, con la basculante bloccata da bulloni, solo come deposito delle mie collezioni cartacee, fumetti, documenti antichi, libri, ecc.. Volevo gentilmente sapere se posso tenere i soppalchi ed i scaffali perimetrali contenenti le mie collezioni. Stiamo facendo le modifiche per portare a norma antincendio i corselli e non vorrei che ad un controllo dei VVFF risultassero fuori regola i miei box, anche se più o meno anche gli altri sono dei ripostigli. Ringrazio anticipatamente e cordialmente saluto.

  58. comitato tecnico on ottobre 2010 at 9:01 am

    La norma su questo punto è chiara: le autorimesse (anche a box) non possono essere utilizzate per depositare materiale. Possiamo solo aggiungere che secondo noi, se il materiale non è combustibile, il problema in effetti è molto limitato.

    La Segreteria tecnica

  59. silvano on ottobre 2010 at 1:02 pm

    salve,
    ho avuto l’incarico di redigere il progetto da presentare ai vvf al fine dell’ottenimento del parere di conformità di un’autorimessa interrata di 80 box. la norma verticale prevede vie d’esodo da 1,2m, nel mio caso sono sufficienti tre percorsi che conducono in luogo sicuro. nella realtà l’autorimessa dispone di quattro scale che conducono all’esterno in luogo sicuro, il problema sta nel fatto che solo una di questa ha larghezza maggiore di 1,2, le altre tre sono da 1m.
    la norma prevede che una via d’esodo possa essere inferiore di 1,2m, pertanto sarebbe sufficiente allargare solo una scala, ma ciò non è possibile. sapete consigliarmi una soluzione alternativa?
    preciso che l’autorimessa è stata costruita nel 1979.
    saluti
    silvano

  60. comitato tecnico on ottobre 2010 at 1:03 pm

    Sembrerebbe un tipico caso che richiede la proposta di deroga con misure di sicurezza alternative.

    La Segreteria tecnica

  61. Francesco raiti on ottobre 2010 at 2:35 am

    Abito in uno stabile finito di costruire nel 1993. Nel piano semienterrato (sporge in media 1 ml dal piano stradale) è stata costruita un’autorimessa condominiale chiusa, non sorvegliata a spazio aperto per un numero di 25 autovetture. Gli amministratori attuali, in subordinazione al rilascio del certificato prevenzione incendi che dovrà essere rilasciato dal comando provinciale dei VV.FF di Marino(RM) hanno eseguito la tamponatura di quattro prese d’aria esistenti che garantivano la ventilazione naturale. La superficie in pianta del locale autorimessa è superiore a 700mq,le aperture di aereazione naturale erano 8 per una superficie totale di 32mq. La tamponatura di quattro aperture ha portato, la superfice totale di aereazione naturale, a 16 mq. Le quattro aperture rimaste sono disposte, alle contrapposte estremità del locale garage ( ha una sola entrate ed una profondità di 70ml), ad una distanza reciproca superiore a 40ml.Inoltre, il locale è accessibile tramite una rampa avente un raggio di curvatura superiore a 8,5 ml ed un’ampiezza di carreggiata superiore a 4,5ml.Desidero sapere:
    1) La superfice di aereazione naturale e la sua collocazione è sufficiente a garantire il ricambio d’aria nel locale garage e non pregiudicare la salute dei condomini;
    2) L’apposizione di un semaforo, all’ingresso dellla rampa è pregiudiziale per il rilascio del cpi da parte dei VV.FF.
    Ringrazio anticipatamente e porgo Distinti Saluti

  62. gino on novembre 2010 at 10:55 am

    Salve vorrei sapere sé in una autorimessa con 11 box auto cé bisogno dell’impianto antincendio.
    Grazie

  63. redazione tecnica on novembre 2010 at 10:56 am

    Si tratta di una attività che necessita di un esame progetto e del rilascio del CPI da parte del Locale Comando P.le VVF. L’impianto di idranti è richiesto dal DM 1/2/86 quando le autorimesse al piano terreno ed al primo interrato superano le 50 macchine, ma in questo caso basteranno 3 estintori di classe 21A 89BC.

    La Segreteria tecnica

  64. ARCHITETTO LUANA ASCENZI on novembre 2010 at 3:15 am

    Con riferimento al quesito del sig. Francesco Raiti, segnalo che trova piena applicazione la norma ultima costituita dal D.M. Interno del 01.02.1986. Questa prevede un valore della superficie di aerazione pari almeno a 1/25 della superficie in pianta dell’autorimessa (conteggiando anche la superficie offerta dalla bocca di accesso dalla rampa) che equivalgono a circa 28 mq. La distanza reciproca massima deve essere limitata a 40 m.
    Inoltre hai segnalato delle caratteristiche geometriche della rampa (raggio di curvatura e larghezza) che soddisfano appieno lanormativa applicabile: non è obbligatorio il ricorso al semaforo che regoli il transito dei veicoli con senso unico alternato. Se viene proposto (ed installato) non può che migliorare il livello di sicurezza (limitatamente a questo aspetto) e pertanto non risulta affatto pregiudizievole (anche se francamente mi sembra superfluo).

  65. mario bossi on novembre 2010 at 9:28 am

    Condominio con 20 box al piano interrato. Si sono verifcati furti dal momento che i ladri penetrano nell’edificio passando dalla zona box al vano scale attraverso le porte rei che separano i box dal vano scale, che sono permanente mente apribili semplicemente utilizzando il maniglione antipanico. E’ possibile ovviare a questo inconveniente pur preservando gli elementi di sicurezza?

  66. comitato tecnico on novembre 2010 at 9:29 am

    Se le uscite di sicurezza dalla zona box conducono nel condominio, l’unica possibilità è quella di collegarle ad un impianto di allarme, ma devono essere sempre apribili.

    La Segreteria tecnica

  67. ARCHITETTO LUANA ASCENZI on novembre 2010 at 10:16 am

    Se mi è permesso integrare tale ultima ed esauriente risposta offerta dal Comitato, mi permetto di segnalare che qualora le rampe di accesso/deflusso dei veicoli sono sempre fruibiuli (per es.: non vi è saracinesca di chiusura), queste possono rappresentare la/le uscite di sicurezza necessarie; in questo caso sarebbe possibile – previa segnalazione al competente Comando Provinciale VF – far si che le porte REI di accesso al vano scala (che divengono varchi di servizio e non conteggiati ai fini dell’esodo) possano essere tenute normalmente chiuse (anche a chiave), non segnalate come uscite di emergenza, ed apribili (mediante chiave) pertanto solo dagli aventi titolo per accedere al vano scala. Le uscite di emergenza (tramite rampa) devono essere adeguatamente segnalate.

  68. comitato tecnico on novembre 2010 at 11:36 am

    L’osservazione secondo noi è corretta, purchè in tutti i casi sia rispettata la distanza di fuga di 30 m tra qualsiasi punto dell’autorimessa e l’uscita/rampa.

    La Segreteria tecnica

  69. Attilio on novembre 2010 at 10:04 am

    Buonasera,non ho mai avuto un autorimessa,ora mi son deciso di rilevarne una.Questa è un autorimessa che ha più di 40 vetture.
    Mi sapreste indicare quali sono i certificati,autorizzazioni,perizie,dichiarazioni che mi dovrebbe far vedere?
    Grazie

  70. comitato tecnico on novembre 2010 at 10:05 am

    Per la sicurezza antincendio deve acquisire il certificato di prevenzione incendi da chi cede l’attività e poi provvedere alla voltura. Se l’autorimessa non è in possesso del certificato, come titolare deve presentare una domanda ai Vigili del fuoco corredata da un progetto che dimostra che il locale è conforme alle norme antincendio, a firma di tecnico abilitato. Ottenuto il parere favorevole, si deve chiedere il certificato.
    Un modo alternativo di procedere a quello di richiesta del certificato è invece quello di autocertificare la sicurezza presentando una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) nella quale si dichiara che la normativa antincendio è completamente rispettata.

    La Segreteria tecnica

  71. laura on novembre 2010 at 1:32 am

    Buongiorno, ho sostituito la caldaia a gasolio in una casa del 1980 con una a gas, trovandosi nel garage, anche se non metto l’auto, devo fare un locale caldaia, la porta che divide i due locali posso metterla rei 60 ed eventualmente dipingerla con vernici adatte per aumentare a rei 120? Non vorrei mettere la porta rei 120 a causa del peso della stessa potete aiutarmi? grazie

  72. cristina on dicembre 2010 at 11:35 am

    Buonasera, vorrei sapere se in un box per 2 auto, che affaccia direttamente sulla strada pubblica, è obbligatorio realizzare l’uscita di sicurezza. In caso affermativo, questa deve necessariamente aprire verso l’esterno (costringendomi ad arretrare la serranda in cui tale uscita sarebbe contenuta, per non andare a invadere il suolo pubblico, e perdendo in tal modo un posto auto)? Grazie per la cortese risposta

  73. Fulvio Nepote on dicembre 2010 at 3:08 pm

    Buonasera, desidererei avere una interpretazione della norma in merito alle rampe di accesso. Al punto 3.7.2 si dice che “le rampe non devono avere pendenza superiore al 20% …”: cosa si intende? il valore medio? il limite non valicabile in qualunque punto della rampa? Se una rampa rispetta il 20% di pendenza sull’asse ma la rampa è in curva, ovviamente la pendenza sul lato interno sarà notevolmente superiore: è compatibile con la norma? Esiste un punto della norma o della sua interpretazione che preveda che la rampa deve essere planare o quantomeno tale da garantire il contatto sulle 4 ruote? Grazie

  74. comitato tecnico on dicembre 2010 at 3:09 pm

    Non sappiamo se ci sono risposte a quesiti specifici, ma a nostro parere la norma è abbastanza chiara. Le rampe hanno pendenza costante di solito e se sono in curva dovrebbe essere valutata sull’asse. La norma è di prevenzione incendi, chiedere che tutte le ruote siano a contatto della rampa ci sembra che esuli dai problemi di prevenzione incendi.

    La Segreteria tecnica

  75. Mimmo Grillich on dicembre 2010 at 9:20 am

    Buon giorno, abito in un condominio di quaranta appartamenti. Sotto l’edificio, al piano piloti, sono ubicati venti posti auto di proprietà privata. Per raggiungere la parte posteriore dell’edificio, dalla quale si accede alla metà dei posti auto, esiste un solo viottolo, largo circa 4-5 metri, posto lungo uno dei fianchi dello stabile. Una seconda via di accesso, sul lato opposto del palazzo, è stata chiusa da un anno con barriere di metallo.
    Al riguardo, gradirei sapere se il D.M. in oggetto si applica anche alla fattispecie da me rappresentata; se può essere contestata la sosta dei veicoli lungo l’unica via di accesso all’area suddetta e se è legittima la chiusura della seconda via di transito.
    Grazie e complimenti per il servizo offerto.

  76. lopez on gennaio 2011 at 2:36 am

    Buon giorno, vorrei trasformare 600 mq di un magazzino (tot. mq 1000) ubicato in un p. terra condominiale, in autorimessa.
    Ricaverei 7 box auto (4 doppi e 3 singoli) e tre posti auto.
    Dal momento che l’autorimessa sarebbe dotata di un’unica corsia
    di entrata/uscita veicoli, ho due perplessità da sottoporvi:
    1-i trenta mt. di requisito limite che consente l’accesso unico, devono essere letti come spazio che intercorre tra l’ingresso dell’autorimessa e l’ingresso dell’ultimo box, oppure il percorso che impiegherebbe un auto per entrare ed uscire?
    2-un tratto della corsia di entrata/uscita sarebbe delimitata (in larghezza) da una parte da box e dall’altra da posti auto. La distanza tra i due è pari a mt. 5. Nella direzione di manovra, esistono ad una distanza l’uno dall’altro di mt 4, due pilastri che di fatto mi restringono la corsia da mt. 5 a mt.3.60. Sono questi 3.60 (che tra l’altro credo insufficienti per ottenere il CPI) o i 5 mt. che fanno testo? Grazie

  77. comitato tecnico on gennaio 2011 at 2:37 am

    Secondo noi il punto 1 dovrebbe essere verificato con l’interpretazione data dal locale Comando provinciale dei Vigili del fuoco, in considerazione dei diversi punti di vista che esistono in materia.
    Per il punto 2 ci sembra invece che la norma sia abbastanza chiara sul valore minimo della corsia di manovra e che, quindi, dovrebbe pensare ad una domanda di deroga.

    La Segreteria tecnica

  78. beniamino d'agostino on gennaio 2011 at 3:51 pm

    Gentilissimi signori, due quesiti:
    Abbiamo realizzato un complesso residenziale con due piani interrati in cui sono stati ricavati complessivamente 70 box auto;
    Il primo quesito è: Il responsabile del nostro procedimento è arrivato al terzo sopralluogo per il rilascio del CPI ed ogni volta ha eccepito prescrizioni diverse, messe per iscritto e comunicateci ufficialmente, la domanda è, è consentito questo comportamento?
    Da ultimo abbiamo adempiuto a tutte le sue richieste ed alla nuova comunicazione per il sopralluogo ci ha già comunicato che la prossima volta eccepirà che nei box sono posizionati gli autoclavi a servizio degli appartamenti, e di cui chiederà la compartimentazione, nonostante gli stessi siano marcati CEI e tutto l’impianto elettrico risulti a norma.
    grazie anticipatamente

  79. comitato tecnico on gennaio 2011 at 3:52 pm

    Immaginiamo che si tratti di sopralluoghi di prevenzione incendi. Consigliamo di chiedere lumi al dirigente del servizio, compreso il problema degli autoclavi.

    La Segreteria tecnica

  80. Stella on gennaio 2011 at 2:51 am

    In autorimessa condominiale di 15 box di cui alcuni doppi con CPI dal 2000, porte, idranti, estintori, ventilazione regolari:
    vi sono nel soffitto alcune tubazioni degli scarichi “neri” dei servizi igienici degli appartamenti soprastanti in tubo grigio autoestinguente diametro 12 che tramite gomito a tubazione a soffitto si raccolgono e scendono al pavimento sui muri perimetrali.
    Domanda: e’ necessario proteggere in qualche modo il teorico passaggio tra la soletta e i piani soprastanti? Esiste un pericolo di passaggio fumi negli appartamenti tramite i sifoni dei WC?
    Grazie.

  81. comitato tecnico on gennaio 2011 at 2:52 am

    Il termine REI implica la continuità delle strutture, per cui la risposta ci sembra scontata.

    La Segreteria tecnica

  82. Alessandro on gennaio 2011 at 9:29 am

    Spett.le segreteria tecnica
    Ho acquistato da breve un immobile con annesso box auto. Quest’ultimo nonostante sia profondo circa 5,05m e largo 4,57m presenta nel lato d’ingresso una colonna portante posta quasi al centro che ne riduce la luce della porta d’ingresso a 2,10m con l’obbligo pertanto di posizionarvi solo una piccola autovetture nonostante una superficie di circa 22mq!(io purtoppo possiedo una vettura media come la fiat Bravo)ed inoltre consentire l’entrata solo se perfettamente perpendicolari all’ingresso!Considerate che la luce antistante lo spazio di manovra è di 5,20m (immaginate le manovre con una vettura media lunga 4,50m!)
    Si consideri che gli altri box realizzati hanno tutti un’apertura di 2,50m.
    Io chiedo: c’è una larghezza minima della serranda d’ingresso ad un box oppure, esiste una proporzione tra superficie e larghezza della stessa?

  83. Giuseppe on gennaio 2011 at 10:34 am

    In un edificio di tre elevazioni fuori terra , realizzato dal 1968 ed abitato dal 1972, il piano terra su strada è composto da porticato libero delimitato da semplice ringhiera in ferro, che viene utilizzato quale parcheggio condominiale della scala con un massimo di otto posti macchina.
    All’interno del porticato in una zona centrale esiste l’accesso al condominio,realizzato all’interno di una piccola struttura contenente il vano scala.
    Si chiede se la normativa di cui al punto 2.1 del D.M. 1.2.1986 per la verifica della resistenza al fuoco debba essere rispettata,per l’edificio utilizzato dal 1972, o la normativa vale per nuove costruzioni o modifiche.
    Si richiede tale parere ,stante che da parte dei VV.FF. è stato inibito con diffida l’utilizzo dei parcheggi ,in assenza della verifica della resistenza al fuoco, anche se si tratta di parcheggio esistente ed inferiore a 9 autovetture.
    Si ringrazia.

  84. Mimmo Grillich on febbraio 2011 at 3:23 am

    Buon giorno, il piano terreno (pilotì) del mio condominio è destinato ad autorimessa e vi sono venti posti auto privati(non si tratta di box). Per raggiungere i posti auto esiste un’unico viottolo sempre condominiale, lungo 10 metri e largo 4,5 metri.
    Al riguardo, gradirei sapere se anche per tale viottolo vale l’ampiezza minima di 4,5 metri prevista per le “rampe” dall’art. 3.7.2 del DM e se un’eventuale autorizzazione condominiale alla sosta lungo uno dei lati del viottolo stesso(che di fatto ne ridurrebbe la larghezza, pur non modificandone la struttura), costituisca giuridicamente una violazione della norma predetta.
    Grazie e buon lavoro

  85. redazione tecnica on febbraio 2011 at 2:24 pm

    Se l’accesso ai posti auto avviene da una corsia centrale (punto 3.6.3 del DM 1/2/86) questa deve avere dimensioni di 4.50 mt o 5 mt se i posti auto sono ortogonali alla corsia di manovra

  86. Masimo on febbraio 2011 at 5:44 am

    Buongiorno, non è una domanda personale è che non trovo risposta da nessuna parte e prima di chiamare un tecnico mi affido a voi , Grazie
    Risiedo in un complesso condominiale di 56 posti auto, tutti singoli e divisi da una muratura in cemento armato. Ogni Condomino possiede due dei suddetti posti auto. I due posti auto comunicano tra loro con un apertura nel Cemento armato libera e con 2 porte REI120 verso l’abitazione. Ora per il rinnovo del CPI vengono a chiedere la chiusura del”apertura tra i due box con una porta REI120. Il quesito che pongo è : cè una metratura che vincola la chiusura del suddetto passaggio , considerando che la somma della superficie dei due box è inferiore a 40m2.

    grazie mille

  87. comitato tecnico on febbraio 2011 at 5:45 am

    In effetti non ci sembra che nelle norme sui box o sulle autorimesse ci sia scritto esplicitamente questo obbligo, se la superficie è inferiore a 40 m2. Probabilmente si tratta di una interpretazione un po’ restrittiva della norma.

    La Segreteria tecnica

  88. franco on febbraio 2011 at 9:38 am

    Buongiorno.
    Nel periodo estivo utilizzo locali di proprietà situati in un condominio risalente agli anni 60.
    Nel fabbricato ci sono anche 10 posti auto – assegnati ai singoli proprietari – disposti in un unico locale (piano terra) con un unico accesso per gli autoveicoli e un secondo accesso utilizzabile solo dalle persone.
    Nei miei 2 posti-auto attigui ho “parcheggiato” nel periodo invernale un motoscafo di piccole dimensioni (motore < 25 cv) tenendolo comunque sull'apposito carrello di traino da agganciare all'autovettura.
    Altri condomini stanno invece occupando i loro posti-auto con mobili e scatolame vario.
    Un condomino "precisino" sostiene che tali oggetti non possano essere conservati nel locale, che può contenere SOLO autovetture e/o motocicli, contestandomi anche la presenza del motoscafo.
    Ha ragione ?
    Ci sono norme preecise in merito ?
    Grazie.

  89. redazione tecnica on febbraio 2011 at 9:40 am

    Sicuramente non possono essere conservati scatoloni vari e mobili. Per il motoscafo si potrebbero avere diverse interpretazioni, in effetti i natanti vengono considerati più gravosi delle auto dal punto di vista antincendio.. Conviene, per sicurezza, consultare il locale Comando VVF.

  90. EMANUELE on marzo 2011 at 8:53 am

    Buongiorno mi è stata segnalata da un ufficiale dei VVF di Torino la circolare ministeriale prot. 2080/4108 sott. 22/15 del 28/11/97 in merito all’equivalenza superficie di parcamento autobus/autovetture. Io non sono riuscito a trovarla in nessun modo…..
    saluti

  91. Concetta on marzo 2011 at 6:29 am

    Buongiorno, vorrei sottoporvi la seguente questione: l’autorimessa custodita sottostante il mio stabile, in origine dotata di doppia rampa ciascuna a senso unico (le auto sono, pur fuori norma, almeno 150), ha recentemente tolto il cartello di “divieto di sosta” dall’uscita secondaria – di sicurezza che è stata di fatto eliminata e sostituita dalla striscia continua di parcheggio. Nonostante le rimostranze del condominio per voce dell’Amministratore, il proprietario si ostina a non ripristinare il passaggio. Cosa si può fare perchè venga rispettata la normativa antincendio? E’ sufficiente che alcuni condomini facciano una denuncia tramite raccomandata – l’amministratore non vuole farla “per paura”, per fare intervenire i VVF? Grazie

  92. comitato tecnico on marzo 2011 at 6:30 am

    L’unica possibilità ci sembra quella di chiedere un sopralluogo ai VVF.

    La Segreteria tecnica

  93. Elisa on marzo 2011 at 12:52 am

    Buon giorno, vorrei un chiarimento sul punto 3.9.1 del DM, quando si parla di superficie completamente priva di serramenti cosa si intende? possono esserci delle griglie?
    Nel caso in esame il condominio vorrebbe istallare un cancello a maglia metallica a chiusura sella rampa di accessso all’autorimessa, nel progetto presentato ai VVF. era indicato un cancello a maglia metallica alto 2 m lasciando così 50 cm sopra il cancello liberi da infissi, posso far istallare invece un cancello alto 2.5 m e poratre in conto l’apertura non solo per il rispetto di 1/25 ma anche come superficie priva di serramenti pari ad almeno 0.003mq per mq di pavimento?
    Grazie

  94. Giorgio Calucci on aprile 2011 at 11:36 am

    Non è un commento, ma una richiesta di informazione:
    il D.M. 1.2.1986 è
    stato seguito da altre normative più recenti?

    Molte grazie

  95. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:21 am

    Il DM del 1986 sulle autorimesse a nostro giudizio è una norma alquanto datata, ma è ancora vigente.

    La Segreteria tecnica

  96. Giovanni Carlo MANNU on aprile 2011 at 12:43 am

    buongiorno, il quesito che vi pongo e questo, posso trasformare un locale con 14 box auto in locali misti, box + magazzini, ( 9 box e 6 magazzini) per aggirare nel rispetto delle normative vigenti il vincolo dei VVF per i box superiori a 9, e la collocazione deve avere un ordine di disposizione oppure posso avere in batteria sia box che magazzini?
    L’ingresso a una rampa di circa 3 mt l’altezza dei locali e di circa 4,10 ed e interrato e la distanza massima e di circa 34 mt dal punto più lontano al lastrico solare di uscita.
    Grazie

  97. comitato tecnico on aprile 2011 at 12:56 pm

    Ci sembra che le comunicazioni tra autorimesse e altri locali siano consentite, ma a certe condizioni, da verificare sul decreto del 1986.

    La Segreteria tecnica

  98. marco on aprile 2011 at 8:41 am

    Faccio i complimenti per il sito. Abito in un condominio di 20 famiglie suddivise in due palazzine da 10 famiglie per comparto. Abbiamo in comune un autorimessa costituita da nr 9 box per il ricovero delle auto e 10 cantine. Dalla autorimessa si accede agli appartamenti attraverso il solo uso degli ascensori.Gradirei conoscere le norme che regolano la sicurezza del locale, ovvero larghezza rampa unica d’accesso, altezza corsia autorimessa, via di fuga, porte taglia fuoco e quant’altro. Grazie per favore aiutatemi

  99. gili rossano on aprile 2011 at 3:01 am

    corsia garage condominiale di 36 box. fabbricato costruito nel 1978.
    le norme per la concessione del CPI obbligano la eliminazione di qualsiasi presa elettrica lungo l’intera corsia e/o nelle immediate adiacenze dei singoli box?
    grazie

  100. comitato tecnico on aprile 2011 at 10:42 am

    Le norme sugli impianti elettrici non ci sembra che prevedano questo particolare limite.

    La Segreteria tecnica

  101. comitato tecnico on aprile 2011 at 10:46 am

    Da quello che capiamo gli edifici sono bassi (meno di 12 m), per cui non esistono norme di prevenzione incendi, mentre per l’autorimessa la norma è quella del post a cui fate riferimento.

    La Segreteria tecnica

  102. marco on aprile 2011 at 11:22 pm

    scusate vi ho posto un quesito qualche giorno fà ma non ho ancora ricevuto alcuna risposta, forse non sono riuscito a pubblicarlo pertanto lo inserisco nuovamente. Abito in un condominio di 20 famiglie suddivise in due palazzine da 10 famiglie per comparto. Abbiamo in comune un autorimessa costituita da nr 9 box per il ricovero delle auto e 10 cantine. Dalla autorimessa si accede agli appartamenti attraverso il solo uso degli ascensori.Gradirei conoscere le norme che regolano la sicurezza del locale, ovvero larghezza rampa unica d’accesso, altezza corsia autorimessa, via di fuga, porte taglia fuoco e quant’altro. Grazie per favore aiutatemi.

  103. comitato tecnico on aprile 2011 at 12:10 pm

    Da quello che capiamo gli edifici sono bassi (meno di 12 m), per cui non esistono norme di prevenzione incendi, mentre per l’autorimessa la norma è quella del post a cui fate riferimento.

    La Segreteria tecnica

  104. LUISA on maggio 2011 at 6:46 am

    Buongiorno, vorrei porre il seguente quesito:
    autorimessa costruita nel 1984 con due piani interrati, isolata e capacità di parcamento superiore a 9, struttura composta da travi, setti portanti spessore 12 cm.e solaio celerpan.
    dovendo costruire sopra un condominio a 4 piani non comunicante con l’autorimessa e relativo piano pilotis a parcheggio, dobbiamo verificare la situazione dell’autorimessa per i VVF. Per fare il condominio usiamo come struttura portante i setti dell’autorimessa e le relative fondazioni, la soletta invece dell’autorimessa non ci interessa. Alcuni esperti consultati hanno dato le seguenti risposte:
    dovete avere:
    setti R60 e solaio REI 120 e potete fare il condominio sopra;
    setti R90 e solaio Rei 90
    setti R90 e solaio Rei 120.
    capisco anch’io che se devo essere in una botta di ferro l’ultima risposta mi garantisce, ma ho bisogno di capire quale è quella giusta e sufficiente tutto ciò che è in più è guadagnato.
    qualora ci fossero dei problemi lo sprinkler cosa risolve? solo il problema del solaio ?
    grazie Luisa Gallo

  105. redazione tecnica on maggio 2011 at 6:47 am

    Se si tratta di un condominio di civili abitazioni il DM 1/2/86 prevede strutture di separazione REI 90 e strutture portanti R 90. L’autorimessa, ovviamente , non sarà di tipo isolato..

  106. Maurizio Schiassi on maggio 2011 at 2:06 am

    Il DM 01.02.86 afferma che: “Per le autorimesse esistenti o in corso di esecuzione possono essere applicate le disposizioni in vigore alla data del provvedimento amministrativo comunale di autorizzazione a costruire” e l’autorimessa sottostante il ns condominio che ha 14 posti auto, è stata costruita in precedenza, ovviamente nel rispetto delle norme vigenti, tuttavia secondo l’Amministratore dovrebbe essere messa a norma secondo detto decreto, addirittura con l’installazione di porte REI 120 alle cantinette condominiali presenti nell’autorimessa che non costitiuscono certo una via di fuga. Quale sarebbe la fonte normativa che modifica quanto previsto dal DM 01.02.86? Grazie

  107. redazione tecnica on maggio 2011 at 2:07 am

    In generale è condiviso dai Comandi P.le VVF il concetto che è possibile adeguare ad esempio un’autorimessa alle norme esistenti al tempo di realizzazione o, in alternativa, alla norma attuale (il DM 1/2/86).. E’ chiaro che l’adeguamento deve essere totale, non è cioè ammissibile seguire il DM 1/2/86 in parte ed in parte, ad esempio il precedente DM 20/11/1981, ma applicare integralmente uno dei due.. Va considerato che, in generale, le regole tecniche hanno visto, nel tempo, un processo, per certi versi, di alleggerimento e non risulta quindi sempre conveniente applicare le vecchie norme.

  108. Maurizio Schiassi on maggio 2011 at 5:45 am

    Grazie per la vs. pronta risposta. Poichè il ns condominio è del 1978 dovremmo quindi adottare la normativa vigente al tempo della costruzione che sarebbe quella anteriore al DM 20/11/81 da voi citato per cui vi chiedo esiste una normativa precedente a questo DM?
    Per quanto riguarda le cantinette presenti nell’autorimessa non vi sembra eccessiva la richiesta di porte REI120, tenuto conto che non costituiscono vie di fuga? Grazie

  109. comitato tecnico on maggio 2011 at 12:04 pm

    Le porte REI non si usano per le vie di fuga, ma per evitare che un incendio si propaghi velocemente da un locale a tutto l’edificio.

    La Segreteria tecnica

  110. Maurizio Schiassi on maggio 2011 at 11:57 pm

    Grazie per la risposta che ha chiarito il problema delle porte REI, ma non avete risposta alla prima domanda e cioè: “Poichè il ns condominio è del 1978 dovremmo quindi adottare la normativa vigente al tempo della costruzione che sarebbe quella anteriore al DM 20/11/81 da voi citato, per cui vi chiedo esiste una normativa precedente a questo DM alla quale fare riferimento?

    Grazie e disitnti saluti,
    Maurizio Schiassi

  111. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:42 am

    E’ il decreto del luglio 1934 (!) su olii minerali e autorimesse.

  112. Giuseppe Ciampalini on maggio 2011 at 2:23 pm

    Abito in un condominio, costruito a fine degli anni 60, con box in n° maggiore di 9, ma che si trovano a piano terra ed ognuno ha l’apertura che da direttamente nel cortile, inoltre vi sono altri e più numerosi box nel piano interrato.
    Gentilmente chiedo se anche i box in superficie devono ottenere la CPI dei vigili del fuoco e se l’intero complesso deve attenersi al DM del 1/02/86 essendo stato costruito precedentemente.
    In attesa di risposta distintamente saluto e ringrazio.

  113. Giorgio Di Sacco Rolla on maggio 2011 at 6:27 am

    Buon giorno, avrei intenzione di adibire un fondo di circa 60mq a rimessa per motociclette e scooter. Precedentemente il locale, di mia proprietà, ospitò un’attività commerciale ed in seguito un archivio notarile. Penso che al massimo vi si possano collocare una decina di moto. Il locale si trova al piano stradale di un palazzo in centro città. E’ un progetto realizzabile?
    Grazie per la cortese attenzione

  114. Elisabetta Borghesi on maggio 2011 at 12:24 pm

    Abito in un condominio con costruito 15 anni fa, ch e è provvisto di posti auto seminterrati,completame te aperti, vale a dire che sono contrassegnati solo da righe a terra. Naturalmente vi sono i muri portanti dei vari blocchi di appartamenti che ogni tanto dividono le aree e i pilastri portanti che in taluni casi delimitano le aree, inoltre a livello della superficie esterna vi sono ampie finestre, larghe quanto il posto auto e alte circa 1 metro. Dato che abbiamo un piccolo caminetto, oltre alla moto, in modo molto ordinato, cioè che non cada o rotoli via, vi riponiamo un pò di legna, previa richiesta di permesso agli altri condomini. Stiamo contravvenendo alla legge 1-2 1986? Grazie per la eventuale cortese risposta

  115. alessandro on maggio 2011 at 12:33 am

    Buongiorno,
    Vi chiedo se la superficie di areazione di ogni box, pari a almeno 1/100 della superficie in pianta del box stesso, é un valore che vale per tutta Italia oppure ci sono variazioni da comune a comune?

    grazie infinite per la cortesia e disponibilità.

  116. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:50 am

    la norma vale su tutto il territorio nazionale, ad eccezione delle province autonome che hanno definito una norma diversa.

    La Segreteria tecnica

  117. Manfredi Greco on giugno 2011 at 6:49 am

    Vorrei un chiarimento circa la computazione delle superfici aeranti nel caso di autorimessa interrata con camini shunt: si considerano le superfici verticali al piano o la sezione in pianta del camino?

  118. bonaventura on giugno 2011 at 8:27 am

    Una autorimessa di nuova costruzione prevede un unico accesso carrabile a 2 corsie con larghezza pari a 4.90 m. La carreggiata serve 20 posti auto e si sviluppa in modo lineare per 90 metri circa.
    E’ conforme al DM 1/2/86???
    ringrazio anticipatamente

  119. Ivan on giugno 2011 at 6:51 am

    Salve,
    sto progettando un’autorimessa per due autoveicoli al piano terra di un’abitazione privata.
    L’autorimessa non ha finestre e comunica con l’esterno tramite una porta basculante, dalla quale accedono le vetture e tramite una porta pedonale sul retro.
    In base alla legge devo garantire un’areazione naturale permanente pari a 1/100 della superficie e un’areazione naturale pari a 1/30.
    Per quanto riguarda l’areazione naturale la porta basculante e la porta pedonale possono essere considerate nel calcolo della superficie aerante?
    Grazie

  120. comitato tecnico on giugno 2011 at 6:52 am

    Se danno sull’esterno si.

    La Segreteria tecnica

  121. Andrea on giugno 2011 at 12:32 am

    Buongiorno,
    possiedo una villetta facente parte di un complesso di 3 villette con unico cortile con unica rampa di accesso. Ogni villetta ha un garage a livello del cortile che è a cielo aperto, ma sotto il livello della strada comunale a cui si accede tramite una rampa di cemento.
    Il problema è la rampa che secondo noi è troppo inclinata (circa 27°) ed è per di più una curva verso dx. In pratica quando accedo alla strada comunale, non vedo se passa qualcuno o se c’è un ostacolo.
    Inoltre per accedervi devo fare un’inversione ad U perchè l’entrata è a 90° rispetto al senso di marcia della strada comunale e per questo fatto quando vi si accede alcune auto restano su 3 ruote per il primo tratto di discesa!

    Per noi è l’UNICO punto di accesso per entrare in casa anche a piedi.
    Ciò che chiedo è: ci sono normative che regolamentano queste rampe sia carrabili che pedonabili? Se un’autoambulanza non riuscissse a percorrerla? Oppure i VVF non riuscissero a scednere o a salire in caso di incendio??

  122. comitato tecnico on giugno 2011 at 12:18 pm

    Possiamo solo commentare ricordando che questo caso le norme antincendio non si applicano, perchè riguardano solo edifici più grandi.

    La Segreteria tecnica

  123. Andrea on giugno 2011 at 2:36 am

    Quindi mi par di capire che non posso appellarmi a nessuna Norma o Legge per farla modificare?
    Nemmeno per la storia che uscendo dal cortile ci si immette su una strada di pubblico passaggio (anche se solo col muso dell’auto) senza poter vedere nulla se non il cielo?

  124. Marco on luglio 2011 at 4:09 am

    Buongiorno,
    sono locatario in un condominio di 30 appartamenti, di proprietà di una società. Nel piano seminterratovi sono presenti nr.21 box, di cui solo alcuni provvisti di finestre con bocche di lupo. All’interno del corridoio dei box, non vi sono indicazioni relative all’antincendio, ne vi sono installati estintori o manichette antincendio, inoltre le porte tagliafuoco non sono munite di maniclione antipanico ma di semplici maniglie in plastica. Questo è regolare?
    Inoltre, la proprietà mi ha informato che all’inerno del box non si possono cusodire oggetti personalei tipo mobili, suppellettili o altiri oggetti personali, opponendo che il box è stato locato come autorimessa?
    Posso rivolgerni direttaanente come affittuario ai Vigili del Fuoco per sapere se i locali adibiti ad autorimessa con box sono a norma?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta e vi prego in indicarmi anche le fornti normative da porte poi mostrare alla proprietà.

  125. umberto piccioni on luglio 2011 at 7:20 am

    pongo il seguente quesito: in una autorimessa privata composta da 32 box auto la separazione tra scala interna di servizio agli appartamenti e il garage è affidata ad una porta rei 120 con maniglioni antipanico con direzione di fuga verso la scala. l’autorimessa ha altre vie di fuga. Questa soluzione va a scapito della sicurezza personale dei condomini, poiche chiunque può, attraverso la rampa dell’autorimessa, entrare nella scala al servizio degli appartamenti. quali soluzioni alternative ci sono?

  126. raffaella on luglio 2011 at 5:45 am

    salve
    il garage di proprietà di un privato (costruito negli anni 60 e con oltre 40 posti auto)è sottostante al mio terrazzo ed è dotato di sola areazione naturale, infatti le sue finestre a bocca di lupo si affacciano sul mio terrazzo e su quello di altri condomini.
    Naturalmente io subisco le inalazioni dei gas di scarico. Posso chiudere le finestrelle e pretendere che il proprietario del garage adotti una ventilazione meccanica?
    grazie
    raffaella

  127. Giambattista Carboni on agosto 2011 at 2:06 am

    In un piano interrato con 15 posti auto, è possibile incrementare la superficie di aereazione con il metodo meccanico?
    I VV.F. non approvano il progetto in quanto, secondo loro, la ventilazione è necessaria oltre i 300 posti auto, quindi ci si trova in una fase di stallo.
    Grazie e complimenti per il sito

  128. comitato tecnico on agosto 2011 at 11:22 am

    Non è chiaro se è un incremento richiesto perchè non esiste il minimo di norma per la ventilazione o se esiste il minimo di norma.
    Nel primo caso serve una richiesta di deroga perchè si tratta di una misura alternativa. Nel secondo caso non dovrebbero esserci problemi perchè la norma è rispettata.

    La segreteria tecnica

  129. slalom on settembre 2011 at 6:17 am

    salve, volevo sapere se è possibile che un’autorimessa che chiude il servizio alle 24 (ora in cui viene chiusa e allarmata) non abbia nessuno all’interno che vigili. a livello legale è possibile? GRAZIE

  130. Michele on settembre 2011 at 6:35 am

    Ho un locale di circa 70 mq che vorrei adibire a autorimessa per motocicli. Vorrei sapere teoricamente quanti posti moto potrei ricavare tenendo conto anche della corsia di ingresso e uscita e inoltre che dimensioni deve avere uno spazio moto. Grazie.

  131. comitato tecnico on settembre 2011 at 10:55 am

    Purtroppo su questo punto la norma sulle autorimesse non è stata ancora aggiornata e quindi siamo fermi al 1986.

    La Segreteria tecnica

  132. Bruno on settembre 2011 at 9:29 am

    Abito in una palazzina realizzata nel 1990 con 6 appartamenti, e 12 box interrati + un locale vasche, la corsia garage è larga ml 4.50 e lunga 28 ml, ha un solo accesso con rampa esterna a cielo libero di 12 metri, un ulteriore garage è posto all’esterno direttamente accessibile dalla rampa, la corsia ha anche un accesso pedonale sul vano scala che porta agli appartamenti chiuso con porta REI 30. Per avere il CPI e poi l’agibilità basterbbe adeguare la porta REI ed installare 3 estintori?
    O, forse è più conveniente, considerando che 5 dei box non sono usati come parcheggio, fare il cambio di destinazione d’uso di tre box adibendoli a deposito di materiali non infiammabili ed ottenere così l’agibilità? Grazie

  133. Giovanni on settembre 2011 at 9:22 am

    Il D.M 1/2/86 prescrive che le aperture di areazione naturale devono avere sup. non inferiore ad 1/25 della superficie in pianta del compartimento.
    Nel caso in cui non sia possibile, ad esempio in presenza di edifici esistenti, realizzare una superficie di areazione naturale pari ad 1/25 della superficie in pianta del compartimento, è possibile ovviare a tale mancanza con un impianto di areazione forzata? Se si ci sono delle prescrizioni minime di rapporto tra areazione forzata e naturale?
    Si ringrazia e si pongono sinceri saluti.

  134. Maria on ottobre 2011 at 4:25 am

    Sono proprietaria di 10 box posti nell’interrato di un fabbricato risalente al 1980. Solo 3 box dei 17 esistenti sono di proprietà dei condomini dello stabile. Per procedere all’adeguamento dei box alla normativa antincendio devo ottenere il consenso del condominio facendo riferimento alla tabella generale o a quella indicante i nominativi dei soli proprietari dei box?

  135. Giovanni on ottobre 2011 at 12:19 am

    Buon giorno. L’ufficio tecnico di un comune toscano mi chiede di asseverare il rispetto della normativa di sicurezza antincendio, ai sensi del DM 01.02.1986.
    Poiché si tratta di un’abitazione privata monofamiliare ad un piano f.t. e un piano scantinato con autorimessa privata per due auto e cantina, collegata al piano e alla cantina con due porte antincendio mi chiedo che cosa vogliano.

    Grazie e buona settimana

  136. comitato tecnico on ottobre 2011 at 12:22 am

    L’asseverazione richiesta riguarda il rispetto delle misure di sicurezza per autorimesse con capacità inferiore a 9 autoveicoli contenute nel DM 1/2/1986 al punto 2.

    Vogliamo inoltre cogliere l’occasione per evidenziare che l’applicazione della SCIA nel settore edilizio richiede anche per le attività non soggette a controllo dei Vigili del Fuoco (vedere DPR 151/2011 allegato I) la certificazione dei requisiti di sicurezza antincendio, previsti da specifiche normative, come nel caso in esame, oppure desumibili dai criteri generali di sicurezza antincendio del DM 10/031998, ad esempio per piccole attività lavorative, piccoli insediamenti commerciali e artigianali ecc..

    La Segreteria tecnica

  137. comitato tecnico on ottobre 2011 at 12:45 am

    Per una attività non soggetta ai controlli dei VVFF la SCIA per la parte antincendio dipende dal comune, al quale andrebbe rivolta questa domanda.

    La Segreteria tecnica

  138. Ing. Sara Fortuna on ottobre 2011 at 9:07 am

    Buonasera, volevo porre un quesito in merito al seguente tema progettuale:
    sto progettando un’autorimessa interrata, di tipo misto e chiuso con superficie di parcamento oltre i 2500mq come indicato dal DM 01.02.1986 per cui devo necessariamente progettare l’impianto sprinkler; i miei quesiti sono i seguenti:
    1) devo comunque mettere anche la rete idranti?
    2) nel calcolo della capacità della vasca d’accumulo devo considerare i due impianti (idranti e sprinkler) funzionanti contemporaneamente e quindi sommare le necessità idriche dei due?
    Ringrazio per l’attenzione e per il servizio offerto.
    Cordiali saluti

  139. Valentina on ottobre 2011 at 11:39 pm

    Nel mio condominio (formato da 3palazzine) abbiamo 2 rampe con una decina di box auto ciascuna. I 21 blocchi” di box auto sono collegati tra loro da un piccolo corridoio che è anche via di fuga e che sbuca su un muro che è in fondo ad uno dei due “blocchi” di box.
    Un condomino insiste nel posizionare il suo scooter (e di recente anche la bici del figlio) vicino a tale muro e quindi in prossimità della via di fuga.
    L’amministratore ha riconosciuto che il condomino ha torto e in una riunione condominiale fu detto al condomino di spostare lo scooter. Il condominio lo ha spostato nel periodo estivo ma ora lo scooter è di nuovo nella medesima posizione nonostante l’amministratore abbia scritto a tutti i condomini in via generica di non poter sostare in tale posizione (anche se ancora non è stato affisso nessun cartello di divieto) e nonostante l’amministratore abbia detto (non ho potuto ancora verificare) di aver scritto diffida al condomino.
    Cosa si può fare? E’vero che se il condomino non toglie lo scooter, per farlo rimuovere in maniera coatta dai VVFF deve esserci l’accordo dell’assemblea condominiale? (così ha detto l’amministratore ma mi sembra strano che per far rispettare un divieto si debba “votare” l’intervento dell’autorità!).
    Grazie.

  140. comitato tecnico on novembre 2011 at 12:03 am

    Non è vietato dal dm del 1986.

    La Segreteria tecnica

  141. gian on novembre 2011 at 11:59 pm

    buon giorno. nel nostro condominio vi è un cortile condominiale dove i vari condomini hanno dei posti auto scoperti. io posseggo un posto auto di 32 mq. ho la facoltà di parcheddiare due autoveicoli?
    grazie per la cortese risposta

  142. Franco on novembre 2011 at 8:37 am

    Buongiorno, siamo dei produttori di chiusure per garage, vorremo sapere se in un condominio con ubicato al piano terra 8 garage indipendenti che si affacciano sul cortile condominiale con nessuna apertura se non la porta basculante di accesso è necessario applicare i fori di ventilazione sulle porte stesse. Grazie per la risposta.
    Cordiali saluti

  143. comitato tecnico on novembre 2011 at 8:44 am

    Ci sembra che la norma permetta di realizzare le aperture anche sulle porte e le chiusure.

    La segreteria tecnica

  144. Marco on novembre 2011 at 8:54 am

    Buonasera,
    stiamo installando un cancello posizionandolo a circa metà strada dell’unica rampa di accesso ad un’auto rimessa di quattordici box auto. Si è lasciato lo spazio scoperto necessario per il deflusso di persone in luogo sicuro ed in più è stata realizzata una porta al lato del cancello di circa 90cm che però ha apertura verso l’interno. La domanda è: il cancello posizionato in questa posizione può andar bene ai fini del rilascio del cpi o c’è una norma particolare che prescrive il tipo di vie di fuga da uno spazio a cielo scoperto? Grazie mille per la gentile risposta.

  145. comitato tecnico on novembre 2011 at 8:55 am

    La soluzione sembrerebbe conforme al decreto, ma in assenza di una planimetria è difficile esprimersi.

    La segreteria tecnica

  146. Fulvio on novembre 2011 at 8:46 am

    Buongiorno,nel mio condominio tutti i box auto (22) sono senza presa di corrente (illuminazione con contatore condominiale). L’amministratore mi ha detto che è proibito per legge installare una presa anche se collegata all’appartamento per ragioni di sicurezza. Posso contestare questa regola? Posso a mie spese collegarmi con il mio contatore? grazie per l’eventuale risposta. Saluti.

  147. Marco on dicembre 2011 at 2:11 am

    Buongiorno,
    in riferimento al quesito da me posto prima del Signor Fulvio, vorrei spiegarmi meglio. L’autorimessa, già dotata di c.p.i. rilasciato dai vigili del fuoco, è seminterrata da 14 box auto, ha una via di uscita dotata di porta tagliafuoco di dimensione inferiore a 120cm posizionata a circa metà dell’autorimessa stessa. Si vuole installare un cancello posizionandolo a circa metà della rampa di accesso dotato di cancelletto pedonale di larghezza di circa 90cm il cui verso di apertura è verso l’interno. Io ho fatto il seguente ragionamento: in base al punto 3.10.2 del D.M. del 1 Febbraio 1989 le autorimesse devono essere provviste di un sistema di vie d’uscita per il deflusso rapido ed ordinato degli occupanti verso l’esterno o in luogo sicuro. In base alla definizione data al punto 3.4 del D.M. del 30 Novembre 1983 il luogo sicuro è uno spazio scoperto. Al punto 1.12 dello stesso D.M. viene data la definizione di spazio scoperto. Dove verrà posizionato il cancello si lascerà uno spazio (delimitato dal cancello e dalle pareti perimetrali della rampa di accesso fino all’ingresso carrabile ai garages) che verica ampiamente la definizione di spazio scoperto e dunque di luogo sicuro. Volevo sapere se, installando il cancello, si vengono a modificare le condizioni di sicurezza. L’ingresso ai garages è completamente libero.
    Grazie mille per la gentile risposta.

  148. comitato tecnico on dicembre 2011 at 3:22 am

    La risposta potrebbe dipendere dalle interpretazioni dei singoli, per cui è bene chiedere ai VVF cosa ne pensano.
    La segreteria tecnica

  149. alfonso on gennaio 2012 at 2:44 pm

    posso realizzare cancello su rampa a cielo aperto?

  150. comitato tecnico on gennaio 2012 at 3:03 pm

    Non dovrebbero esserci problemi, ma se l’attività è soggetta al DPR 151/11 si deve verificare prima con i VVFF.

    La Segreteria tecnica

  151. Chiara on gennaio 2012 at 7:35 am

    Salve,
    in un deposito di circa 1300 mq solo 490 mq vengono impiegati come autorimessa senza tuttavia compartimentazioni con la restante porzione.Ricade nella cat. A del DPR 151/11 o mancando compartimentazioni si considera tutta la superficie (1300 mq) e quindi cat. B?Infine, applicando il DM 1/2/86 il numero di vetture da considerare è quello reale (sarà inferiore a 9) o quello potenziale (considerando una superficie di 20 mq a vettura)?
    Grazie, saluti

  152. comitato tecnico on gennaio 2012 at 8:46 am

    Secondo noi, per l’assoggettabilità, vale la superficie.

    La Segreteria tecnica

  153. luciano on febbraio 2012 at 3:12 am

    Buongiorno , alla luce del DPR 151/2011 attualmente le autofficine con superficie superiore a 300 mq fino a mq.1.000 rientrano nell’attività 53.1.B, quindi soggette a valutazione progetto e SCIA, qualora venga dichiarato che i mezzi custoditi sono inferiore a 9 è possibile che le strutture portanti e di separazione siano rispettivamente R60 e REI60 come previsto dal DM 01/02/86 e nel caso sarà necessaria dichiarazione scritta dal titolare sul numero di veicoli custoditi??
    Grazie, cordialità

    RISPOSTA
    La norma tecnica ed il fatto che sia un’attività soggetta al DPR 151 sono cose diverse.

  154. marco on febbraio 2012 at 10:52 am

    un garage seminterrato con oltre 40 posti, mi ha richiesto (come architetto) un parere tecnico sulla rampa da rilasciare ai vigili del fuoco.
    chiedo un consiglio: posso verificare la conformità al DM 01.02.1986? è ancora attuato? se si a quale comma mi conviene riferirmi?

  155. Ponti on febbraio 2012 at 5:16 am

    Buon giorno,
    è vero che la norma antincendio per garage condominiale con superficie minore di 300 mq, accessibile mediante basculante azionato elettricamente, preveda una porta di sicurezza (nel basculante) di larghezza non inferiore a 120 cm?

    Il nostro condominio ha dotato il basculante di accesso al garage di una porta di uscita di sicurezza (con maniglione anti-panico) di larghezza 83 cm realizzata precedentemente al 2011. E’ necessario modificare la dimensione della porta?Grazie per la cortese attezione. Cordiali saluti.

    RISPOSTA
    Un luogo deve disporre di una uscita che si apra anche quando non c’è alimentazione elettrica. Soprattutto se a rischio di incendio.

  156. Carmine Nocera on febbraio 2012 at 4:12 am

    Salve, vorrei sapere cosa si intende per 60% della superficie delle pareti perimetrali nelle autorimesse aperte. Grazie

  157. Luca on marzo 2012 at 11:37 am

    Buongiorno,
    possiedo un posto auto in un garage condominiale di circa 24 posti.
    Vorrei sapere se è possibile parcheggiare auto e scooter nello stesso posto, senza intralciare la mobilità degli altri posti auto e senza utilizzare spazi condominiali.
    Premetto che il fabbricato, tra cui i posti auto, sono coperti da assicurazione e diversi condomini si lamentano sul fatto che eventuali danni non sarebbero coperti dalla polizza assicuratrice.
    Sui vari DM non ho trovato nulla.
    Grazie

    RISPOSTA
    Secondo noi il Dm sulle autorimesse è obsoleto e andrebbe riscritto. Al momento in base a tale decreto ci sembra che non sia permesso questo tipo di soluzione.

Scrivi un commento