Capacità di deflusso e vie di esodo: come capire se una uscita è adatta?

agosto 2010

(how to check if a safety exit compliant to fire standards) Il problema delle vie di uscita è uno dei principali aspetti da controllare quando si vuole comprare un ambiente da destinare a locale aperto al pubblico o si deve valutare se un luogo di lavoro è sicuro.

Per capire come si valuta l’adeguatezza delle uscite secondo i criteri generali di sicurezza dei luoghi di lavoro adottati con il decreto 10 marzo 1998 si deve tenere conto che vanno controllati due aspetti diversi:

1. quante uscite ci sono

2. quanto sono larghe le uscite

Il punto 1 (quante uscite) è importante per gli ambienti che ospitano più di 50 persone. Se, infatti, ci si aspetta che in un luogo possono essere presenti contemporaneamente più di 50 persone, le uscite devono essere almeno 2. Nei locali di pubblico spettacolo dovrebbero essere almeno 3, ma una deroga generale prevista dalla norma accetta 2 uscite per locali che ospitano non più di 150 persone.

Il punto 2 (la larghezza delle uscite) si verifica attraverso il calcolo della “capacità di deflusso” delle uscite. La capacità di deflusso non è altro che il numero di persone che si considera possano usare una uscita o, per essere più precisi, una parte di 60 cm di ciascuna uscita. In altre parole, le norme prevedono quante persone possono essere considerate ai fini dell’uso di ciascuna parte di 60 cm di larghezza di una porta (questa misura è chiamata “modulo”). Ad esempio, se un locale ha una capacità di deflusso di 50 persone ed ha una porta da 120 cm, da quella porta si calcola che possano uscire 50+50 persone, corrispondenti a 60+60 cm di larghezza della porta. Se la porta fosse larga 10 cm di più quella parte non aumenterebbe proporzionalmente il numero di persone che possono essere presenti nel locale. La capacità di deflusso si applica alle parti intere del modulo e non alle sue frazioni.

La capacità di deflusso non è uguale per tutti i locali: essa varia a seconda della quota e del tipo di locale ed è stabilita nelle norme di riferimento. Per i luoghi di lavoro ordinari è però sempre la stessa: 50 persone/modulo.

Svolte queste verifiche si dovrà poi garantire che l’altezza libera sia di almeno 200 cm, che il verso di apertura sia compatibile con quanto stabilito nelle singole norme  e che le maniglie o i maniglioni antipanico siano installati secondo i casi previsti dalle norme.

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58 Risposte to “ Capacità di deflusso e vie di esodo: come capire se una uscita è adatta? ”

  1. Riccardo on settembre 2010 at 7:55 am

    Buongiorno,
    volevo sottoporvi il mio caso: nell’azienda in cui lavoro la sede lavorativa ha un’uscita costituita da porta a maniglia che si apre verso l’interno + un portone a scuri che si apre verso l’esterno e l’apertura è di 95 cm(per l’attività lavorativa non è previsto CPI).
    Volendo eliminare porta+portone e farli sostituire da una porta di emergenza con apertura verso l’esterno, è corretto dire che un’apertura di 84 cm è sufficiente a norma di legge per far uscire 10-15 persone ?
    Deve essere contestualmente modificato il progetto dell’edificio? Se si, qual’è il suo iter burocratico e quanto potrebbe venire a costare?
    Grazie

  2. comitato tecnico on settembre 2010 at 7:56 am

    Sia per il DL 81 che per il 10/3/98, basta una porta di 80 (netti) fino a 25 persone Se è un’attività aperta al pubblico sopra a 9 persone deve avere il maniglione antipanico e apertura nel senso dell’esodo (DM 3/11/2004) .

    La Segreteria tecnica

  3. roberto podio on settembre 2010 at 12:25 am

    buongiorno, sto aprendo una palestra e volevo sapere quali norme antincendio devo rispettare.siamo un’associazione sportiva dilettantistica…
    allora andremo ad ospitare massimo 100 persone, quindi 2 porte antipanico.
    quanti estintori??
    altre norme?
    grazie

  4. comitato tecnico on settembre 2010 at 12:26 am

    Non esistono norme di prevenzione incendi per le palestre private, per cui deve valutare i rischi sulla base dei materiali e degli spazi e poi decidere le misure di sicurezza, compresi gli eventuali estintori.

    La Segreteria tecnica

  5. mario on settembre 2010 at 9:06 am

    vorrei capire se, in un asilo frequentato da 30 bambini più tre adulti, volendo rifare i serramenti e costruire un’uscita di sicurezza larga 120cm, la suddetta uscita può essere costituita da un’anta sola oppure se devono per forza essere due. dove posso reperire eventuale normativa? grazie

  6. comitato tecnico on settembre 2010 at 9:08 am

    La risposta a questo tipo di problema non si trova nelle norme sull’antincendio ma in quelle sull’accessibilità, nel DM n. 236 del 1989.

    La Segreteria tecnica

  7. angelo on ottobre 2010 at 3:05 am

    dovendo adeguare un albergo (45 posti letto) esistente alle norme antincendio, sono obbligato a realizzare, nei corridoi di larghezza interna > di cm 110, porte REI 60 di larghezza netta da cm 85-87 compreso maniglione; le persone che devono uscire da queste porte sono: (n. 1 camera doppia e n.1 camera tripla) in totale n. 5 persone. Il D.L. 81/2009, indica che la porta può essere da cm 80 con una tolleranza del 2%….vale anche per gli alberghi?
    grazie

  8. angelo on ottobre 2010 at 3:19 am

    il Comando dei VVF, mi ha approvato un progetto di un impianto sportivo, nel quale le porte REI di esodo dal campo di gioco (solo giocatori, arbitri e personale addetto) devono essere da cm 120; in corso d’opera le porte (n. 2) che danno accesso agli spogliatoi, non possono essere realizzati da cm 120, ma da cm 90, per motivi tecnologici…Posso diventare di tale dimensione?

  9. filippo on novembre 2010 at 3:36 am

    Buon giorno,
    vorrei chiedere il vs. autorevole parere su un luogo di culto. Si prevede la presenza di circa 120 persone. Quante uscite di sicurezza sono necessarie ? Di che dimensioni ? Quanto deve essere la lunghezza massima per raggiungere il luogo sicuro ?
    Grazie

  10. Enrico on novembre 2010 at 6:10 am

    Buongiorno,
    sono un ricercatore italiano che attualmente lavora in Spagna su tematiche di evacuazione sicura.
    Oggi come oggi esistono delle tecniche di simulazione software che permettono di valutare caso per caso se una determinata uscita è adatta a un dato contesto (metodo performance based design). E’ possibile simulare svariati parametri tra i quali il grado di affollammento, le dimensioni e il numero delle uscite attraverso software specifici. Purtroppo in Italia non è ancora una pratica molto diffusa (spesso purtroppo si pensa più a rispettare le normative che ad assicurare la sicurezza) , ma potrebbe risolvere tanti dei casi che ho letto qui.

  11. Guido on novembre 2010 at 1:09 pm

    Salve ho un officina dove ho installato una serranda sezionale, nella quale ho inserito una porta di 120cm, essendo il meccanismo di chiusura complesso non è stato possibile inserire nella porta ricavata la maniglia anti panico, può crearmi problemi per un eventuale controllo sulla sicurezza?

  12. comitato tecnico on novembre 2010 at 1:10 pm

    E’ l’unica uscita? Se è così, se ne deve considerare la presenza nella valutazione dei rischi e capire se è adeguata alle necessità.

    La Segreteria tecnica

  13. Giuseppe Quartarone on dicembre 2010 at 2:04 am

    Buon giorno,
    Vorrei installare in un locale adibito ad archivio, una porta a due battenti in un’uscita d’emergenza, dividendola in 40+80 cm.
    Mi domando se tale soluzione sia da considerarsi a norma.
    Grazie e cordiali saluti.

  14. comitato tecnico on dicembre 2010 at 2:06 am

    Nelle norme di prevenzione incendi non ci sembra che ci siano limitazioni per la dimensione delle singole ante, purchè sua rispettata la dimensione del passaggio.

    La Segreteria tecnica

  15. michele on dicembre 2010 at 2:34 pm

    salve vorrei aprire un mercatino dell’usato in un seminterrato di circa 1200 mq con 3 uscite,mi hanno detto che il punto definiamolo di raccolta del pubblico non deve essere più lontano dalle uscite di 20 metri è così?

  16. comitato tecnico on dicembre 2010 at 2:35 pm

    Si applica il nuovo decreto sui locali commerciali.

    La Segreteria tecnica

  17. Samuele on gennaio 2011 at 5:23 am

    Salve, recentemente è stato effettuato il restyling della sala d’aspetto della stazione ferroviaria del mio paese. Si tratta di un unico locale che può contenere ca 50 pax (in piedi) accedibile direttamente dall’esterno con una sola porta.
    Il mio quesito è sulla porta in quanto si apre verso l’interno, è corretto?

  18. cristina on gennaio 2011 at 1:08 am

    Abitiamo in un condominio costruito a fianco di un capannone che ospitava una fonderia artigianale. Da qualche tempo (circa 3 anni)è stato frammentato ed ospita 9 luoghi di culto di diverse religioni. Si celebrano funzioni, feste diurne e notturne, fanno concerti, vi cucinano e dormono ecc. Quali norme si devono rispettare all’interno e all’esterno di detto capannone? in che rischi possiamo incorrere noi vicini visto che hanno anche aperto abusivamente nel ns. muro di confine quattro buchi di circa 20cm di diametro per ottenere l’abitabilità per un appartamento, che in realtà è luogo di culto ? Spero possiate risponderci, perchè siamo molto preoccupati. Grazie e complimenti per il Vs. lavoro. Cristina

  19. comitato tecnico on gennaio 2011 at 1:09 am

    Purtroppo non ci sono risposte a queste domande. I luoghi di culto non sono soggetti a norme di prevenzione incendi nè a controlli, per cui rimane l’obbligo di installare impianti (elettrici, gas ecc.) a regola d’arte e di detenere le eventuali bombole di gas secondo i criteri vigenti.
    Per le feste la questione è diversa, perchè in alcuni casi potrebbero essere classificabili come pubblico spettacolo e quindi essere soggette alle autorizzazioni comunali o prefettizie.
    I rischi per gli edifici vicini dipendono dalla quantità di combustibile presente nell’edificio, ma le quantità di combustibili dovrebbero essere molto alte per esporre a rischio gli edifici vicini.

    La Segreteria tecnica

  20. Samuele on gennaio 2011 at 12:17 am

    Buongiorno,
    mi potreste rispondere al quesito che avevo posto qualche giorno fa? (per semplicità lo riporto sotto?)

    Grazie.

    ———————————
    Salve, recentemente è stato effettuato il restyling della sala d’aspetto della stazione ferroviaria del mio paese. Si tratta di un unico locale che può contenere ca 50 pax (in piedi) accedibile direttamente dall’esterno con una sola porta.
    Il mio quesito è sulla porta in quanto si apre verso l’interno, è corretto?

  21. comitato tecnico on gennaio 2011 at 12:18 am

    Non ci sono norme sulle stazioni. Se si volesse applicare la normativa generale, i principi di base li abbiamo scritti su questo articolo.

    La Segreteria tecnica

  22. piero on gennaio 2011 at 4:29 am

    Dovendo adeguare le aule di un edificio civile adibito a scuola (anche in virtù del decreto Gelmini che aumenta il numero di alunni per ogni aula) mi è stato chiesto di cambiare sia la dimensione (attualmente solo 80 cm) che il senso di apertura delle porte (ora si aprono verso l’interno dell’aula).
    In questo modo, però, riduco lo spazio utile del corridoio: come posso ovviare a tale inconveniente?
    E’ da escludere la realizzazione di una “nicchia” per arretrare la porta all’interno dell’aula, in quanto in questo modo andrei a ridurre lo spazio nella aule, gia’ ora fin troppo piccole.
    Grazie

  23. comitato tecnico on gennaio 2011 at 4:30 am

    La risposta sul verso di apertura delle porte è contenuta nel DM 10 marzo 1998:
    Le porte installate lungo le vie di uscita ed in corrispondenza delle uscite di piano, devono aprirsi nel verso dell’esodo.
    L’apertura nel verso dell’esodo non è richiesta quando possa determinare pericoli per passaggio di mezzi o per altre cause, fatta salva l’adozione di accorgimenti atti a garantire condizioni di sicurezza equivalente.
    In ogni caso l’apertura nel verso dell’esodo è obbligatoria quando:
    a) l’area servita ha un affollamento superiore a 50 persone;
    b) la porta è situata al piede o vicino al piede di una scala;
    c) la porta serve un’area ad elevato rischio di incendio.

    La Segreteria tecnica

  24. Lia on gennaio 2011 at 2:05 am

    Buongiorno,
    il mio quesito è il seguente: quando l’ambiente è troppo grande (es. un capannone industriale di 200×100 m) per garantire che la distanza tra persona e uscita di sicurezza sia massimo di 60m, come ci si comporta? La normativa prevede delle eccezioni a riguardo? Grazie mille per l’aiuto.

  25. comitato tecnico on gennaio 2011 at 2:06 am

    Il DM 10 marzo 1998 fornisce dei criteri per la valutazione del rischio, che prevede anche l’adozione di misure alternative purchè garantiscano la sicurezza.
    Se la valutazione dimostra, ad esempio attraverso l’uso della fire safety engineering, che sono adeguati percorsi di lunghezza maggiore, si è lo stesso in regola. Ovviamente la FSE non è uno strumento per dimostrare ad ogni costo che la situazione è in regola, ma è uno strumento in più per valutare la situazione.

    La Segreteria tecnica

  26. diego on gennaio 2011 at 6:28 am

    in un edificio isolato a destinazione uffici e contenente un numero inferiore a 500 utenti posso realizzare 2 vani scala di sicurezza interni al perimetro dell’edificio, opportunamente compartimentati e provvisti di filtro a prova di fumo secondo le normative vigenti.
    vorrei sapere come mi devo comportare al piano terra di questo edificio: devo garantire l’esodo all’esterno dell’edificio mediante un percorso protetto, visto che la scala di emergenza a prova di fumo interna non ha uno sbocco diretto all’esterno, o è sufficiente garantire la presenza di un luogo sicuro interno per gli utenti provenienti dai piani superiori?

  27. comitato tecnico on gennaio 2011 at 6:29 am

    Gli uffici con meno di 500 posti non sono oggetto di norme specifiche ma vanno valutati secondo il DM 10 marzo 1998. In generale, se le persone arrivano ad un luogo sicuro l’edificio dovrebbe essere in regola. Dovrebbe essere chiarito, però, cosa è un luogo sicuro interno.

    La Segreteria tecnica

  28. emanuele on gennaio 2011 at 5:34 am

    salve sono il padrone di una autoscuola che è divisa su 2 livelli il piano superiore è di 30 mt e il sotto negozio di circa 70 mt devo fare una uscita di sicurezza , quali sono le caratteristiche tecniche che deve avere per fare anche lezioni con non piu di 20 persone ? ovviamente mi riferisco al sotto negozio .grazie

  29. roberto on febbraio 2011 at 7:07 am

    buongiorno,

    ai fine dell’applicazione delle larghezze e del numero delle vie d’esodo definite dal 10/3/98 cosa si intende per “luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1° gennaio 1993?”
    abbiamo un bar da tre anni, lo stabile è stato costruito nel 1987 ha cambiato dest. d’uso nel 2002 ed ha cambiato varie gestioni, possiamo seguire le rettifiche alla normativa per luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1° gennaio 1993? o dobbiamo adeguarci alla normativa integralmente?
    grazie

  30. redazione tecnica on febbraio 2011 at 7:08 am

    Secondo noi il riferimento è comunque il DM 10/3/98.

  31. Antonio on febbraio 2011 at 11:16 am

    Buongiorno
    Vorrei venire a conoscenza delle modalità di calcolo dell’affollamento massimo di un’area di circa 3000 mq completamente all’aperto ma circoscritta da murature, da destinare a pubblico spettacolo e con quale criterio viene calcolata la capacità di deflusso in funzione delle vie di uscita.
    Grazie

  32. redazione tecnica on febbraio 2011 at 11:18 am

    Il DM 19/8/96 ammette per le sale da ballo una densità di affollamento di 1.2 persone/mq (art. 4.1). Al successivo art. 4.2 viene indicata una capacità di deflusso di 250 persone/modulo per i locali all’aperto.

  33. Mauro Saccone on febbraio 2011 at 4:04 am

    buongiorno,
    sto per ristrutturare un locale che sarà adibito a Birreria ed in più una sala del locale verrà destinata a spettacoli di musica dal vivo.
    La capienza dello spazio da destinare a pubblico spettacolo è di 84 persone e sarà diviso dal resto del locale attraverso un filtro areato. Volevo chiedere:

    0) posso considerare le attività separate se tra loro ho un filtro areato?

    1) l’area di pubblico spettacolo ha 2 uscite da 90cm con maniglioni antipanico (una dà verso l’esterno, l’altra attraverso il filtro areato immette nella birreria) sono sufficienti?

    2) il decreto dice che anche i locali di pubblico spettacolo con meno di 100 persone devono rispettare le disposizioni dell’ allegato relative all’esodo del pubblico, alla statica
    delle strutture e all’esecuzione a regola d’arte degli impianti installati, ma quali sono quelle relative all’esodo? si riferiscono a tutto il TITOLO IV?

  34. Laura on febbraio 2011 at 5:45 am

    Buongiorno,
    mi sto occupando per la prima volta dell’apertura di un’associazione e ho dei dubbi per quanto riguarda la normativa antincendio. Il fatto è che il locale dove andrà a stabilirsi l’associazione, di circa 200mq, ha un’unica entrata che sarebbe anche l’uscita e non c’è nessuna possibilità di aprire altre uscite. Cosa implica questo? Grazie

  35. comitato tecnico on febbraio 2011 at 5:46 am

    Il principale limite è che dovrebbe limitare il numero di persone presenti contemporaneamente, secondo le indicazioni previste, ad esempio, dal decreto sui locali di pubblico spettacolo.

    La Segreteria tecnica

  36. Alessandro on febbraio 2011 at 10:21 am

    Buonasera,
    mi stò occupando della progettazione di una sala polivalente comunale che può ospitare un numero massimo di persone pari a 40. Sono state previste due porte di emergenza provviste di maniglione antipanico e apribili sull’esterno della dimensione 110×240. Sono a norma o almeno una delle due deve essere pari a 120? Grazie

  37. comitato tecnico on febbraio 2011 at 10:22 am

    Non esistendo norme su questo tipo di locale si può svolgere una valutazione del rischio ed adottare la soluzione proposta oppure fare riferimento alle norme sui locali di pubblico spettacolo, che prevedono almeno una porta larga 120 cm.

    La Segreteria tecnica

  38. Luca on febbraio 2011 at 1:39 am

    Circa l’applicazione del D.M. 22.02.2006 sugli edifici ad uso uffici, non mi è chiaro se il calcolo delle vie di fuga debba intendersi “per piano” o meno.
    In pratica : edificio adibito ad uso uffici di due piani con 400 + 400 persone = 800 persone di massimo affollamento (il calcolo viene fatto sommando i due piani come da norma al p.to 6.5.2).
    Ora, dividendo il massimo numero di occupanti per l’indice dato dalla norma per la capacità di deflusso (p.to 6.2) avremo il numero di moduli d’uscita :
    800 / 37,5 = 21,33 (arrotondiamo a 22 per facilitare il conto).
    Quesito : i 22 moduli ottenuti dal calcolo, corrispondono alla larghezza delle uscite di piano o alle uscite complessive dei due piani?
    C’è infatti assai differenza tra l’avere (ad esempio) 11 uscite da 1,2 m tanto al piano primo (su scale antincendio) quanto al piano terra (per un totale di 44 moduli ripartiti su entrambi i piani), oppure l’avere 6 uscite da 1,2 m al primo piano (su scale antincendio) ed altrettante al piano terra (per un totale di 24 moduli ripartiti su entrambi i piani).
    Grazie

  39. Mario on marzo 2011 at 3:21 am

    Buongiorno,
    vi chiedo un chiarimento perchè trovo confusione sulla questione delle vie di emergenza dotate di porte. Il DL81/08 sembra accettare in alcuni casi le porte scorrevoli orizzontali, mentre il Decreto 10 marzo 1998 3.11 le vieta. In un’attività dove sono presenti solo porte scorrevoli come ci si deve comportare?
    Queste porte hanno anche uno zoccolo si circa 10 cm. Basta eventualmente segnalarlo?

  40. Fabrizio Del Rosa on marzo 2011 at 4:57 am

    Buongiorno e innanzitutto complimenti per il valido servizio che offrite.
    Nella scuola materna comunale di Milano che frequentano i miei figli, pur essendoci le dotazioni di norma per l’evacuazione dell’edificio (maniglioni antipanico etc.) una volta giunti ai punti di raccolta situati nei piazzali del giardino che circonda il corpo di fabbrica, non rimane che una sola uscita dal cancello esterno, per potere, nel caso di incendio del fabbricato e/o esplosione, evacuare non solo l’edificio, ma il comprensorio. Essendo quest’unico cancello posto in prossimità dell’ingresso principale dell’edificio (corrisponde infatti all’ingresso della scuola) in caso di emergenza, ad esempio di incendio, sarebbe certamente di difficile o impossibile accesso per evacuare il comprensorio stesso. Un secondo cancello esiste ma non è agibile. Ora vorrei sapere, è possibile, come mi è stato detto dal tecnico comunale cui ho chiesto lumi, che le normative antincendio si occupino precipuamente dell’evacuazione degli edifici e al massimo della raccolta in appositi punti, ma non della successiva (se necessaria) evacuazione di un intero comprensorio? Mi è stato detto che l’uscita su strada non è concepita in quanto verrebbero a decadere gli standard di sicurezza dei bambini, ma personalmente credo che a fronte di un incendio esteso, un’ordinata raccolta all’esterno sul marciapiede al comprensorio sia meglio dei danni alla salute cui si potrebbe incorrere durante un’esposizione prolungata al fumo.

    Grazie in anticipo pee la Vs. gentile risposta

    F. Del Rosa

  41. redazione tecnica on marzo 2011 at 4:58 am

    In genere dagli spazi sicuri (luogo esterno di dimensioni di almeno 3.5 x 3.5 mt) è comunque necessario disporre di percorsi verso l’”esterno”. E’ però difficile dare un parere preciso… Certo il punto di raccolta si deve comunque realizzare in un luogo che garantisca la sicurezza dagli effetti di un possibile incendio.

  42. Paola Giusti on marzo 2011 at 9:16 am

    Anzichè un commento ho una richiesta : è corretto che le porte di entrata-uscita di un grande teatro siano apribili nei due versi(spingere,tirare) ma siano di vetro opaco , assolutamente non trasparente? Quale normativa devo cercare per documentarmi ?
    Ringrazio di cuore, poichè mi urge saperlo e non so dove trovare la normativa .

  43. comitato tecnico on marzo 2011 at 12:46 pm

    No ci pare che da nessuna parte sia scritto che le porte devono essere trasparenti.

    La Segreteria tecnica

  44. Claudia on marzo 2011 at 9:05 am

    Buonasera,
    stiamo aprendo una scuola danza inquadrata come ASD, vorremmo sapere se la porta del locale dovrà essere tassativamente del tipo antipanico, o se le normative prevedano questo tipo di porta solo a partire da un determinato numero di persone presenti all’interno del locale, e nel caso quante.
    grazie mille
    Claudia

  45. comitato tecnico on marzo 2011 at 11:12 am

    Per l’obbligo dei maniglioni forse è il caso di leggere l’articolo specifico.

    La Segreteria tecnica

  46. dolce vaino on maggio 2011 at 3:21 am

    buon g.
    vorrei una informazione. devo aprire una sala giochi di circa 450m
    il locale è diviso in 2 piani, il primo piano di 200m è tutto a norma, ma il secondo piano che è sotto terra non a vie di uscita tranne le scale che si usano per scendere. secondo voi è regolare?

  47. Pippo on giugno 2011 at 5:34 am

    Buongiorno,
    sto provvedendo alla progettazione di un Centro Polifunzionale per Immigrati, la cui funzione è assimilabile a quella Ricettiva, alberghiero-turistica.
    Ho letto le disposizioni del decreto ministeriale 10 marzo 1998 e i vostri articoli relativi alle vie di esodo, ma ancora non sono riuscito a togliermi un dubbio.
    L’edificio è organizzato su 3 piani, con massimo affollamento per piano di 50 persone, due uscite di sicurezza distanti e su lati opposti di 1,20 m ciascuna.
    Il problema sorge al piano terra: l’arrivo della scala e l’uscita di piano al piano terra sono molto vicine, esiste un qualche tipo di vincolo a riguardo? una distanza minima da mantenere?
    Preciso che le uscite danno su uno spazio aperto.
    Grazie per il gentile aiuto.

    Pippo

  48. comitato tecnico on giugno 2011 at 5:36 am

    Non ci sembra, vanno verificate le distanze e la lunghezza dei percorsi come nelle altre situazioni.

    La Segreteria tecnica

  49. Giorgio on agosto 2011 at 2:21 am

    Buongiorno,
    Devo organizzare una convention in un locale situato a piano terreno con uscite di sicurezza esistenti che portano direttamente all’esterno.
    Esiste una larghezza massima di un’uscita di sicurezza al di sopra della quale aggiungere moduli da 60 non serve ad aumentare la capacità di deflusso?
    Nel mio caso l’ingresso principale è un portellone che rimarrà aperto largo 600cm ed alto 400 cm, vale 10 moduli quindi?
    Consideriamo comunque che non è l’unica uscita di sicurezza.
    Grazie.
    Giorgio

  50. cristina on settembre 2011 at 12:25 pm

    Buonasera,
    avrei un problema da esporre: sono prorietaria di un locale adibito a circolo culturale ,la porta di emergenza che si affaccia su pianerottolo ,sovrastante un altro locale , è tenuta sempre aperta gli associati che fumano continuano a gettare i mozziconi di sigaretta che inevitabilmente si riversano davanti all’ingresso del locale sottostante. Inoltre la porta di emergenza viene usata come porta normale di accesso nonostante nel contratto sia previsto un altro ingresso . Poichè ho già ricevuto diverse lamentele dai proprietari del locale sottostante che posso fare ? Posso imporre al mio conduttore di tenere chiusa la porta in questione (che in teoria dovrebbe essere usata solo in casi di emergenza)
    Grazie per la cortese risposta
    Cristina

  51. Gianluca on ottobre 2011 at 1:00 pm

    La mia ditta vuole farci tenere un corso di formazione e sicurezza nel ns locale mensa che ospita 12 posti a sedere e di circa 20 mq il problema e’ che noi siamo in 42 dipendenti piu’ 3 ing. che faranno il corso. E’ normale?

  52. Tiziana on dicembre 2011 at 1:21 pm

    Buona sera,
    grazie per il servizio che offrite.
    i miei figli frequentano una scuola dell’infanzia in cui ci sono 3 porte di sicurezza del salone dove ci sono i giochi che danno direttamente sulla strada.Noi genitori ci siamo chiesti se ciò sia sicuro. Le porte in questione sono state verificate nel 2000,quando all’esterno vi era una recinzione che portava al punto di raccolta in giardino. Oggi dopo una bella ristrutturazione,quella recinzione non c’è più e non c’è neanche una valutazione dei rischi aggiornata POST-ristrutturazione. Noi genitori cosa possiamo fare per far stare sicuri i nostri bambini.
    Grazie

  53. comitato tecnico on dicembre 2011 at 1:29 pm

    Purtroppo la questione non è di prevenzione incendi, dato che per la sicurezza antincendio serve che ci siano delle porte, ma non interessa se poi possono essere usate male.

    La segreteria tecnica

  54. Angelo on dicembre 2011 at 9:27 am

    Buonasera
    sono uno studente,devo posizionare una scala antincendio all’interno di un pozzo luce che va da quota -3 m a quota terreno. Questo pozzo luce ha una superficie di 3×8 mq e la porta d’emergenza si trova a metà del lato più lungo. Per posizionare la scala devo verificare,prima, che le dimensioni del pozzo siano tali da classificarlo come “luogo sicuro” o qualcosa del genere, non trovo niente riguardante questa verifica, potreste aiutarmi? e nel caso di esito negativo? devo considerare che la scala non sia una struttura a parte e sia continua con l’uscita di emergenza?
    Grazie

  55. comitato tecnico on dicembre 2011 at 11:52 am

    Un pozzo 3×8 m difficilmente può essere una luogo sicuro, comunque il riferimento è il DM 31-11-83, voce spazio a cielo aperto

    La Segreteria tecnica

  56. Massimo on dicembre 2011 at 9:36 am

    si può mettere a meno di 2 metri un cancello con elettroserratura davanti ad una porta antipanico??? è una fabbrica con 60/70 persone a turno

  57. comitato tecnico on dicembre 2011 at 10:41 pm

    La domanda non ci permette di capire esattamente la situazione. Il cancello è all’esterno? in questo caso non dovrebbero esserci problemi, se lo spazio esterno è un luogo nel quale le persone possono defluire e portarsi ad una distanza di sicurezza. Se è all’interno, invece, dovrebbe essere sempre apribile, senza necessità di intervento del dispositivo elettrico.

    La Segreteria tecnica

  58. Claudio on gennaio 2012 at 3:02 am

    Salve! In merito al quesito posto da “diego” in data gennaio 2011, vorrei sapere perchè non ritenete applicabile il decreto 22 febbraio 2006. Anche per il mio ufficio, con meno di 500 dipendenti, essendo stato oggetto nel 2009 di una ristrutturazione ed un adeguamento funzionale, non sarebbe applicabile?

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