DM 13 luglio 2011 – Regola tecnica sui gruppi elettrogeni

luglio 2011

Nella GU n. 169 del 22-7-2011 è stato pubblicato il nuovo decreto di prevenzione incendi sui gruppi elettrogeni, che abroga il precedente decreto del 2007. Ne pubblichiamo di seguito il testo.

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la installazione di motori a combustione interna accoppiati a macchina generatrice elettrica o ad altra macchina operatrice e di unita’ di cogenerazione a servizio di attivita’ civili, industriali, agricole, artigianali, commerciali e di servizi

  Art. 1  Campo di applicazione 

  1. Il presente decreto individua i criteri di  sicurezza  contro  i
rischi  d'incendio  e  di  esplosione  riguardanti  le  installazioni
terrestri fisse e mobili di motori a combustione interna accoppiati a
macchine  generatrici  di  energia  elettrica  o  ad  altre  macchine
operatrici,  di  seguito  denominati   gruppi,   e   di   unita'   di
cogenerazione e si applica ad installazioni  di  nuova  realizzazione
aventi potenza nominale complessiva, come definita dalla  lettera  q)
del paragrafo 1.1 del Capo I, del Titolo I dell'allegato al  presente
decreto, non superiore a 10000 kW a  servizio  di  attivita'  civili,
industriali, agricole, artigianali, commerciali e di servizi.
  2. Per le installazioni di gruppi  e  di  unita'  di  cogenerazione
aventi potenza nominale complessiva maggiore di 50 kW e fino a  10000
kW si applicano le disposizioni di cui ai Titoli I e II dell'allegato
al presente decreto. Per le installazioni di gruppi e  di  unita'  di
cogenerazione aventi potenza nominale complessiva maggiore di 25 kW e
non superiore a 50 kW si applicano le disposizioni di cui ai Titoli I
e III dell'allegato. Per le installazioni di gruppi e  di  unita'  di
cogenerazione aventi potenza nominale complessiva fino  a  25  kW  si
applicano le disposizioni di cui al Titolo IV dell'allegato.
  3. Le presenti disposizioni non si applicano  ad  installazioni  di
gruppi e unita' di cogenerazione inseriti in processi  di  produzione
industriale, impianti antincendio, stazioni  e  centrali  elettriche,
dighe e ripetitori radio ed installazioni impiegate al  movimento  di
qualsiasi struttura. Per l'installazione in tali ambiti o per potenza
nominale complessiva superiori a 10000 kW, le  presenti  disposizioni
costituiscono utili criteri di riferimento.
  Art. 2   Disposizioni per le installazioni esistenti 

  1. Alle installazioni  il  cui  progetto  e'  stato  approvato  dal
competente  Comando  provinciale  dei  vigili  del  fuoco,  ai  sensi
dell'art. 2 del decreto del Presidente della  Repubblica  12  gennaio
1998, n. 37, in data antecedente all'entrata in vigore  del  presente
decreto, o in possesso di Certificato di prevenzione incendi, non  e'
richiesto alcun adeguamento al presente decreto.
 Art. 3  Obiettivi
  1. Ai  fini  della  prevenzione  degli  incendi  e  allo  scopo  di
raggiungere  i  primari  obiettivi   di   sicurezza   relativi   alla
salvaguardia delle persone  e  dei  beni,  le  installazioni  di  cui
all'art. 1 del presente decreto sono realizzate e gestite in modo da:
    a) evitare la fuoriuscita accidentale di combustibile;
    b) limitare,  in  caso  di  incendio  o  esplosione,  danni  alle
persone, agli animali ed ai beni;
    c)  consentire  ai  soccorritori  di  operare  in  condizioni  di
sicurezza.
 Art. 4  Disposizioni tecniche 

  1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi riportati all'art.  3
del presente decreto e' approvata la regola  tecnica  di  prevenzione
incendi allegata al presente decreto.
 Art. 5 Sicurezza delle macchine, degli apparecchi e dei relativi dispositivi 

  1. Ai fini della salvaguardia e  della  sicurezza  antincendio,  le
macchine, gli apparecchi ed  i  relativi  dispositivi  di  sicurezza,
regolazione e controllo devono essere costruiti secondo la  normativa
vigente e le norme di buona tecnica.
 Art. 6 Esercizio e manutenzione 

  1. L'esercizio e la manutenzione degli impianti di cui  all'art.  1
del presente decreto sono effettuati secondo la regola dell'arte e la
regolamentazione vigente nonche' secondo quanto indicato nelle  norme
tecniche   impiegate   per   la   progettazione   ed    installazione
dell'impianto  e  nel  manuale  di   uso   e   manutenzione   fornito
dall'impresa  installatrice.  Le  operazioni  da   effettuare   sugli
impianti e la relativa cadenza temporale sono almeno quelle  indicate
dalle norme tecniche di installazione e di manutenzione previste  per
i  predetti  impianti,  nonche'  dal  relativo  manuale  di   uso   e
manutenzione.
  2. La manutenzione degli impianti di cui all'art.  1  del  presente
decreto e dei componenti che li costituiscono e' svolta da  personale
esperto, qualificato sulla base della regola dell'arte  specifica  ed
applicabile, che garantisce la corretta esecuzione  delle  operazioni
svolte.
 Art. 7 Commercializzazione ed impiego dei prodotti 

  1. Possono essere impiegati nel campo di applicazione  disciplinato
nel presente decreto:
    a)  i  prodotti  regolamentati  dalle  disposizioni   comunitarie
applicabili,  a  queste  conformi  e  rispondenti  ai  requisiti   di
prestazione previsti dal presente decreto;
    b) i prodotti non regolamentati da disposizioni comunitarie o per
i quali non risultino ancora  applicabili  disposizioni  comunitarie,
disciplinati in  Italia  da  specifiche  disposizioni  nazionali  che
prevedono,  per  la  commercializzazione  sul  territorio   italiano,
apposita  omologazione  rilasciata  dal  Ministero   dell'interno   -
Dipartimento dei vigili del fuoco,  del  soccorso  pubblico  e  della
difesa civile, e che rispondono ai requisiti di prestazione  previsti
dal presente decreto. Per i suddetti prodotti legalmente fabbricati o
commercializzati in uno degli Stati membri dell'Unione europea  o  in
Turchia, in virtu' di specifici accordi internazionali stipulati  con
l'Unione europea, ovvero legalmente fabbricati  in  uno  degli  Stati
firmatari dell'Associazione Europea di libero scambio  (EFTA),  parte
contraente dell'accordo sullo spazio economico europeo (SEE), ed  ivi
sottoposti ad attestazione  della  conformita'  per  l'impiego  nelle
stesse  condizioni  che  permettono  di  garantire  un   livello   di
protezione, ai fini della sicurezza antincendio, equivalente a quello
prescritto dal presente decreto, si applicano le  procedure  previste
per il reciproco riconoscimento dall'art. 5 del regolamento  (CE)  n.
764/2008 del Parlamento europeo e del consiglio del 9 luglio 2008;
    c) le tipologie di  prodotti  non  contemplati  dalle  precedenti
lettere a) e b), purche' legalmente fabbricati o commercializzati  in
uno degli Stati membri dell'Unione europea o in Turchia, in virtu' di
specifici accordi  internazionali  stipulati  con  l'Unione  europea,
ovvero  legalmente  fabbricati   in   uno   degli   Stati   firmatari
dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA), parte  contraente
dell'accordo sullo spazio  economico  europeo  (SEE),  per  l'impiego
nelle stesse condizioni che permettono di  garantire  un  livello  di
protezione, ai fini della sicurezza antincendio, equivalente a quello
prescritto dal presente decreto.
Art. 8 Disposizioni finali e abrogazioni 

  1. Fatto salvo quanto previsto all'art. 2 del presente decreto  per
le  installazioni  esistenti,  sono  abrogate  tutte  le   precedenti
disposizioni di prevenzione incendi impartite in materia dal Ministro
dell'interno, con particolare riferimento  al  decreto  del  Ministro
dell'interno 22 ottobre  2007,  recante  «Approvazione  della  regola
tecnica di prevenzione incendi  per  la  installazione  di  motori  a
combustione interna accoppiati a macchina generatrice elettrica  o  a
macchina operatrice a  servizio  di  attivita'  civili,  industriali,
agricole, artigianali, commerciali e di servizi».
  2. Le disposizioni di prevenzione incendi emanate  in  materia,  in
particolare  con  la  lettera  circolare  Ministero  dell'interno  n.
756-4188 del 16  marzo  2009,  recante  chiarimenti  al  decreto  del
Ministro dell'interno 22 ottobre 2007, continuano a  disciplinare  le
attivita' di cui all'art. 2 del presente decreto.
  3. Il presente decreto  entra  in  vigore  il  sessantesimo  giorno
successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale  della
Repubblica italiana.
    Roma, 13 luglio 2011
                                            Allegato 

REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA INSTALLAZIONE DI  MOTORI
A COMBUSTIONE INTERNA ACCOPPIATI A MACCHINA GENERATRICE  ELETTRICA  O
AD ALTRA MACCHINA OPERATRICE E DI UNITA' DI COGENERAZIONE A  SERVIZIO
DI ATTIVITA' CIVILI, INDUSTRIALI, AGRICOLE, ARTIGIANALI,  COMMERCIALI
E DI SERVIZI 

                              Titolo I
                  GENERALITA' E DISPOSIZIONI COMUNI 

                               Capo I
                             Generalita' 

  1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali
  1.1. Ai fini delle presenti disposizioni si applicano i termini, le
definizioni e le tolleranze dimensionali approvati con il decreto del
Ministro dell'interno 30 novembre  1983,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale del 12 dicembre 1983, n. 339,  e  successive  modifiche  ed
integrazioni. Inoltre, si definisce:
    a) capacita' di  un  serbatoio:  volume  geometrico  interno  del
serbatoio. In caso di serbatoi suddivisi  in  piu'  compartimenti  la
capacita' dello stesso e' pari  alla  somma  dei  volumi  interni  di
ciascun compartimento;
    b) combustibile di alimentazione. Si intende di tipo:
    liquido: combustibile che e' allo stato liquido  alle  condizioni
di riferimento normalizzate, anche di origine vegetale od animale. Il
gasolio e' considerato combustibile liquido  di  categoria  C)  cosi'
come  definito  nel  D.M.  31/7/1934  indipendentemente   dalla   sua
temperatura di infiammabilita'. Sono  inoltre  ritenuti  similari  al
gasolio i combustibili liquidi  aventi  comparabili  caratteristiche,
nonche' i combustibili liquidi aventi temperatura di  infiammabilita'
pari o superiore a 55 °C.
    gassoso: combustibile che e' allo stato gassoso  alle  condizioni
di riferimento normalizzate;
    c)  condizioni  di  riferimento  normalizzate:  si  intendono  le
condizioni come  definite  nella  norma  UNI  EN  ISO  13443,  ovvero
temperatura 288,15 K (15 °C) e pressione 101,325 kPa;
    d) condotte di adduzione del combustibile: insieme  di  tubazioni
rigide e flessibili, curve, raccordi ed accessori, uniti fra loro per
la distribuzione del combustibile, conformi alla normativa vigente;
    e) involucro metallico: cofanatura o  contenitore  di  protezione
entro il quale e' installato il gruppo e/o la unita' di cogenerazione
e relativi accessori, normalmente per funzionamento  all'esterno,  ma
installabile anche all'interno di locali di cui al  titolo  II  della
presente regola  tecnica.  L'involucro  metallico  puo'  avere  anche
funzione di riduzione delle  emissioni  acustiche  e,  se  dotato  di
propri sistemi di adduzione ed espulsione dell'aria  di  ventilazione
da e verso l'esterno del locale, costituisce sistema  di  separazione
ai fini funzionali;
    f) gruppo: complesso derivante dall'accoppiamento di un motore  a
combustione interna con generatore di energia elettrica e/o con altra
macchina operatrice; puo' essere di tipo fisso,  rimovibile,  mobile.
Esso  puo'  comprendere  anche  l'insieme  dei   relativi   accessori
necessari per il funzionamento;
    g) unita' di cogenerazione: unita' che puo' operare in  modalita'
di cogenerazione, ovvero di produzione combinata di energia elettrica
e/o meccanica ed energia termica di cui all'art. 2 comma 1 lett.  a),
b) e c) del D.Lgs. 8 febbraio 2007, n. 20.
    h) installazione  mobile:  gruppo  e/o  unita'  di  cogenerazione
montati su carrello, autoveicolo o altro mezzo  mobile  destinati  ad
utilizzo temporaneo;
    i) installazione rimovibile: gruppo e/o unita'  di  cogenerazione
di tipo non fisso e non mobile, facilmente disinstallabile;
    j) installazione  all'aperto:  si  intende  tale  il  gruppo  e/o
l'unita' di cogenerazione anche munita di involucro di cui  al  punto
e) del presente articolo installata su  spazio  scoperto  cosi'  come
definito dal D.M. 30/11/1983.
    k) locale esterno: locale ubicato su spazio  scoperto,  anche  in
adiacenza al fabbricato servito, purche' strutturalmente  separato  e
privo di pareti comuni. Sono considerati locali esterni anche  quelli
ubicati sulla copertura piana del fabbricato servito purche' privi di
pareti comuni;
    l) locale fuori terra: locale il cui  piano  di  calpestio  e'  a
quota non inferiore a quello del piano di riferimento;
    m) locale interrato: locale in cui  l'intradosso  del  solaio  di
copertura e' a quota inferiore a + 0,6 m al di  sopra  del  piano  di
riferimento;
    n) locale seminterrato: locale che non e' definibile fuori  terra
ne' interrato;
    o) normativa  vigente:  disposizioni  stabilite  dalle  direttive
comunitarie,  normative  nazionali  di   recepimento   di   direttive
comunitarie, normative nazionali, norme tecniche europee  armonizzate
per  le  quali  vengono  pubblicati  i  riferimenti  nella   Gazzetta
Ufficiale della Unione europea o, in loro assenza, documenti  europei
di armonizzazione, norme europee, norme nazionali o internazionali;
    p) piano di riferimento: piano della strada pubblica o privata  o
dello spazio scoperto sul quale e' attestata la  parete  nella  quale
sono realizzate le aperture di aerazione;
    q) potenza nominale complessiva: potenza meccanica,  espressa  in
kW,  resa  disponibile  all'asse  dall'insieme   dei   motori   primi
costituenti l'installazione di gruppi e/o unita' di cogenerazione. La
potenza  nominale  di  ciascun  motore  primo   e'   dichiarata   dal
fabbricante e deve essere riportata sulla  targa  di  identificazione
del gruppo o unita' di cogenerazione;
    r) potenza termica o portata  termica  del  gruppo  o  unita'  di
cogenerazione: potenza termica immessa con il combustibile nel motore
primo del gruppo o unita' di cogenerazione,  pari  alla  portata  del
combustibile moltiplicata per il  suo  potere  calorifico  inferiore,
espressa in kW;
    s) potenza termica complessiva  o  portata  termica  complessiva:
potenza termica immessa con il combustibile nell'installazione,  pari
alla  somma  delle  portate  dei  combustibili  moltiplicate  per   i
rispettivi poteri calorifici inferiori, espressa in kW;
    t) serbatoio  incorporato:  serbatoio  per  combustibili  liquidi
montato a bordo gruppo o unita' di cogenerazione;
    u) serbatoio di servizio:  serbatoio  per  combustibili  liquidi,
diverso da quello incorporato, posto nello stesso locale del gruppo o
unita' di cogenerazione;
    v) serbatoio di deposito: serbatoio costituente il  deposito  per
il contenimento del combustibile di alimentazione, esterno al  locale
di installazione del gruppo o unita' di cogenerazione;
    w) sistema di contenimento: sistema che impedisce lo  spargimento
del  combustibile  liquido  contenuto   all'interno   del   serbatoio
incorporato o di servizio. Il  sistema  puo'  essere  realizzato  con
bacini o vasche sottostanti il serbatoio o anche utilizzando serbatoi
con doppia parete;
    x) sistema  di  rabbocco:  sistema  automatico  che  consente  il
trasferimento del combustibile liquido dal serbatoio di  deposito  al
serbatoio incorporato o a  quello  di  servizio  durante  il  normale
funzionamento del gruppo o della unita' di cogenerazione;
    y) rampa gas: insieme di valvole di  intercettazione,  apparecchi
di regolazione della pressione, filtri, dispositivi di controllo  e/o
di misura, del combustibile  gassoso,  disposti  sulle  tubazioni  di
adduzione
  2. Marcatura CE
  2.1. Il gruppo e/o l'unita' di cogenerazione, deve essere dotato di
marcatura CE e di dichiarazione CE di conformita'. L'utilizzatore  e'
tenuto ad esibire copia della dichiarazione CE di conformita'  ed  il
manuale di uso e manutenzione, ai fini dei controlli  dell'organo  di
vigilanza.
  2.2.  I  dispositivi  e  i  materiali   accessori   devono   essere
certificati secondo le normative vigenti. 

                               Capo II
                         Disposizioni comuni 

                              Sezione I
           Alimentazione dei motori a combustibile gassoso 

  1. Alimentazione
  1.1. L'alimentazione del gruppo e/o della unita'  di  cogenerazione
puo' avvenire  da  deposito  di  combustibile  gassoso,  da  condotta
interna di stabilimento o condotta derivata da cabina di riduzione  o
da condotta derivante  da  gasometro  o  da  centrale  di  estrazione
biogas; la pressione di alimentazione non  deve  superare  il  valore
massimo prescritto dal fabbricante  del  gruppo  e/o  dell'unita'  di
cogenerazione. L'alimentazione di gruppi e/o unita' di  cogenerazione
con combustibili gassosi  aventi  massa  volumica  rispetto  all'aria
superiore a  0,8  dovra'  avvenire  tramite  deposito  realizzato  in
conformita' alle norme  vigenti  che  ne  disciplinano  la  sicurezza
antincendio. Non sono ammessi serbatoi incorporati o di servizio.
  2. Dispositivi esterni di intercettazione del combustibile
  2.1. Deve essere previsto un dispositivo manuale di intercettazione
in posizione facilmente e sicuramente raggiungibile ed  adeguatamente
segnalata.
  2.2. Tale  dispositivo  deve  essere  posizionato  all'esterno  del
locale di installazione del gruppo e/o unita' di cogenerazione.
  3. Impianto interno
  3.1. L'impianto interno ed i relativi  materiali  impiegati  devono
essere conformi alla normativa vigente. In particolare, nel  caso  di
alimentazione a gas avente densita' non  superiore  a  0,8,  sono  da
rispettare, se rientranti nel  relativo  campo  di  applicazione,  le
indicazioni riportate nel Decreto del Ministro dell'interno 16 aprile
2008.
  3.2. L'impianto interno non deve presentare prese libere.
  3.3. Prima di  mettere  in  servizio  l'impianto  di  distribuzione
interna del combustibile gassoso, si deve  verificarne  accuratamente
la tenuta; l'impianto deve essere provato con aria o  gas  inerte  ad
una pressione pari  almeno  al  doppio  della  pressione  normale  di
esercizio e comunque non inferiore a 100 kPa di pressione relativa ed
in conformita' alla normativa vigente. Tale prova deve essere  estesa
sia alla tubazione rigida che alla tubazione flessibile.
  3.4. Tubazioni flessibili. Il collegamento tra gruppo e/o unita' di
cogenerazione  e  terminale  dell'impianto  di  alimentazione  dovra'
essere realizzato con un tratto di tubo metallico flessibile o  altro
materiale  idoneo  allo  scopo,  con  caratteristiche  adeguate  alla
pressione di esercizio.
  4. Caratteristiche del sistema di adduzione e utilizzo del gas
  4.1. I sistemi di adduzione  ed  utilizzo  del  gas  devono  essere
realizzati a regola  d'arte  secondo  quanto  previsto  dal  D.M.  22
gennaio 2008, n. 37.
  4.2. Le valvole di sicurezza e/o valvole di sfiato, a corredo delle
rampe  gas  e  dei  regolatori  di   pressione,   qualora   sistemate
all'interno del locale di installazione,  devono  avere  un  tubo  di
sfogo con l'estremita' posta all'esterno del locale o dell'edificio a
non meno di 1,50 m da qualsiasi apertura o presa d'aria.
  4.3 Deve essere  prevista  l'installazione  di  almeno  i  seguenti
dispositivi di sicurezza:
    a) un dispositivo automatico di arresto del gruppo e/o unita' per
minima pressione di alimentazione del combustibile;
    b) nel caso di alimentazione a  pressione  superiore  a  50  kPa,
anche un dispositivo automatico di blocco del gruppo e/o  unita'  per
massima pressione di alimentazione del combustibile;
    c) all'interno del locale un rilevatore di presenza gas che  deve
comandare   automaticamente   l'intercettazione   del    combustibile
all'esterno del locale;
    d) un dispositivo di intercettazione del  combustibile  a  gruppo
e/o unita' spenti, nel caso che  il  gruppo  e/o  la  unita'  vengano
arrestati   diversamente   dalla   chiusura   della   adduzione   del
combustibile. 

                             Sezione II 

           Alimentazione dei motori a combustibile liquido 

  1. Disposizione comune
  1.1. Qualsiasi sia il luogo di installazione il piano  di  appoggio
del gruppo e/o unita' di cogenerazione dovra'  essere  realizzato  in
modo tale da consentire di rilevare e segnalare eventuali perdite  di
combustibile al fine di limitarne gli spargimenti.
  2. Sistema di alimentazione
  2.1.  Il  gruppo  e/o  la  unita'  di  cogenerazione  puo'   essere
alimentato direttamente dal serbatoio di  deposito  o  attraverso  un
serbatoio incorporato o di servizio. Il  rifornimento  del  serbatoio
incorporato o di servizio deve avvenire per circolazione forzata.
  2.2. Nel caso  venga  utilizzato  un  serbatoio  incorporato  o  di
servizio,  deve  essere  previsto  un  sistema  di  contenimento  del
combustibile contenuto nei suddetti serbatoi.
  3. Serbatoio incorporato
  3.1. Ciascun gruppo e/o  unita'  di  cogenerazione  puo'  avere  un
serbatoio incorporato anche diviso in  piu'  setti  o  piu'  serbatoi
singoli purche' la capacita' complessiva non superi  quella  indicata
al  successivo  punto  3.2;  i  serbatoi  devono  essere   fermamente
vincolati  all'intelaiatura,  protetti  contro  urti,  vibrazioni   e
calore.
  3.2. La capacita' del serbatoio incorporato  non  puo'  eccedere  i
2.500 dm3 nel caso di combustibile con temperatura di infiammabilita'
pari o superiore a 55 °C, fatto  salvo  quanto  prescritto  ai  punti
precedenti; nel caso di alimentazione con combustibile liquido avente
temperatura di infiammabilita' inferiore a  55°C,  la  capacita'  del
serbatoio non puo' eccedere i 120 dm3.
  4. Serbatoio di servizio
  4.1.  La  capacita'  del  serbatoio  di  servizio,  realizzato  con
materiale incombustibile, non deve essere superiore a 2.500  dm3  per
combustibili con temperatura di infiammabilita' pari o superiore a 55
°C,  e  120  dm3  per  combustibile  liquido  avente  temperatura  di
infiammabilita' inferiore a 55°C.
  5. Alimentazione del serbatoio incorporato o di servizio
  5.1. Il presente paragrafo si applica per serbatoi incorporati o di
servizio non alimentati dal serbatoio di  deposito.  Il  rifornimento
deve avvenire a gruppo fermo; nel caso  di  gruppi  con  serbatoi  di
capacita' superiore  a  120  dm3,  installati  nella  volumetria  dei
fabbricati,  tale  rifornimento  deve  avvenire  tramite  sistema  di
tubazioni fisse aventi origine all'esterno di edifici; tali  serbatoi
devono essere dotati di valvola limitatrice di carico  al  90%  della
capacita'  dei  medesimi.  Quando   il   gruppo   e/o   l'unita'   di
cogenerazione e' munito di serbatoio di capacita' non superiore a 120
dm3, il rifornimento  del  serbatoio  e'  consentito  con  recipienti
portatili del tipo approvato secondo la vigente normativa.
  6.  Capacita'  complessiva  dei  serbatoi  interni  al  locale   di
installazione
  6.1.  La  capacita'  complessiva  dei  serbatoi  incorporati  e  di
servizio installati all'interno del locale  in  cui  sono  ubicati  i
gruppi e/o le unita' di cogenerazione, non puo'  essere  superiore  a
2500 dm3 nel caso
  di combustibile con temperatura di infiammabilita' pari o superiore
a 55 °C o 120 dm3 nel caso di combustibile liquido avente temperatura
di infiammabilita' inferiore a 55°C.
  7. Serbatoi di deposito
  7.1. Per i serbatoi di  combustibile  liquido  con  temperatura  di
infiammabilita' pari o superiore a 55 °C, interrati  o  fuori  terra,
all'interno o all'esterno di edifici, si applica la disciplina di cui
al decreto del Ministero dell'interno 28 aprile 2005 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 20 maggio 2005, n. 116.
  7.2.  I  serbatoi  di  deposito  di  combustibile  liquido   avente
temperatura di infiammabilita' inferiore a 55°C  non  possono  essere
sistemati entro  locali  o  su  terrazzi.  L'installazione  di  detti
serbatoi e' disciplinata dalle norme di cui al decreto  del  Ministro
dell'interno 31 luglio 1934, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  28
settembre 1934, n. 228.
  8. Dispositivi di controllo del flusso del combustibile liquido
  8.1. Nel caso di utilizzazione di serbatoio di  deposito,  a  quota
uguale o inferiore a quella del gruppo e/o unita' di cogenerazione, i
serbatoi incorporati o  di  servizio  devono  essere  muniti  di  una
tubazione di scarico del troppo pieno nel serbatoio di deposito.
  Tale condotta deve essere priva di valvole  o  di  saracinesche  di
qualsiasi genere e non presentare impedimenti  al  naturale  deflusso
verso il serbatoio di deposito.
  Nel caso  di  utilizzazione  del  serbatoio  di  deposito  a  quota
superiore a quella  del  gruppo  e/o  dell'unita'  di  cogenerazione,
l'alimentazione puo' avvenire per gravita', purche' la  tubazione  di
adduzione sia intercettata da due dispositivi in serie,  di  cui  uno
esterno al locale, realizzanti le funzioni di cui al successivo punto
8.2, lettere a) e b).
  8.2. Il sistema di rabbocco dei serbatoi incorporati o di  servizio
deve inoltre essere munito dei seguenti dispositivi di sicurezza  che
intervengono automaticamente quando il livello del  combustibile  nei
suddetti serbatoi supera quello massimo consentito:
    a) dispositivo di arresto delle pompe di alimentazione;
    b) dispositivo di intercettazione del flusso;
    c) dispositivo di allarme ottico e acustico.
  8.3.  Tali  dispositivi  devono  intervenire  anche  in   caso   di
versamento di liquidi nel sistema  di  contenimento;  in  alternativa
tale sistema  puo'  prevedere  una  condotta  di  deflusso  verso  il
serbatoio di deposito, o altro serbatoio di analoga capacita',  priva
di valvole o di saracinesche di qualsiasi genere e che  non  presenti
impedimenti al naturale deflusso.
  8.4. Nel caso di installazioni all'interno di locali, con serbatoio
di deposito o alimentazione esterno con o senza serbatoio di servizio
od incorporato,  deve  essere  previsto  un  dispositivo  manuale  di
intercettazione del flusso  di  combustibile  liquido,  in  posizione
esterna al locale, con comando facilmente e sicuramente raggiungibile
ed adeguatamente segnalato.
  Le tubazioni esterne al locale devono essere  in  metallo  o  altro
materiale idoneo allo scopo.
  8.5. Nel caso il serbatoio di deposito sia ad una quota maggiore di
quella del gruppo e/o della unita' di cogenerazione,  il  sistema  di
rilevamento e segnalazione perdite deve essere in grado di  segnalare
gli spargimenti provenienti da qualsiasi punto all'interno del locale
di installazione. In caso di spargimento del combustibile il  sistema
deve  automaticamente  far  intervenire  i  seguenti  dispositivi  di
sicurezza:
    a) arresto delle eventuali pompe elettriche rifornimento;
    b) intercettazione del flusso di combustibile in un punto esterno
al locale;
    c) allarme ottico e acustico esterno al locale.
  Al di sotto del livello di intervento del sistema di sicurezza,  in
posizione raggiungibile dai liquidi eventualmente versati, non devono
essere presenti cavi, dispositivi o apparecchiature elettriche. 

                              Capo III 

                     Disposizioni complementari 

  1. Sistemi di scarico dei gas combusti
  1.1. Varie.
  I gas di combustione devono essere convogliati all'esterno mediante
tubazioni  in  acciaio  o  altro  materiale  idoneo  allo  scopo   di
sufficiente robustezza e a perfetta tenuta a  valle  della  tubazione
del gruppo  e/o  unita'  di  cogenerazione.  Il  convogliamento  deve
avvenire in modo che l'estremita' del tubo di  scarico  sia  posto  a
distanza adeguata da finestre, pareti o aperture praticabili o  prese
d'aria  di  ventilazione,  in   relazione   alla   potenza   nominale
installata, comunque non inferiore  a  1,5  m  per  potenze  nominali
complessive fino a 2500 kW e 3 m per potenze superiori e a quota  non
inferiore a 3 m sul piano praticabile.
  Qualora il recupero dell'energia termica dei gas di scarico avvenga
tramite apposito scambiatore o caldaia a recupero, questi  apparecchi
devono  essere  provvisti  di  sistemi  di  by-pass   ad   intervento
automatico al superamento  dei  parametri  di  sicurezza  del  fluido
termovettore utilizzato. In alternativa al  sistema  di  by-pass,  e'
obbligatorio l'arresto delle unita' di cogenerazione.
  Se i gas di scarico non vengono immessi in atmosfera ma  utilizzati
in condotti a servizio di altre apparecchiature di utilizzo  dei  gas
di scarico medesimi, l'apposito sistema di by-pass dovra' intervenire
automaticamente in ogni fase  di  avviamento  per  evitare  eventuali
indebiti accumuli di gas combustibile  nei  sopraddetti  condotti  ed
apparecchiature.
  1.2. Protezioni delle tubazioni.
    a) le tubazioni all'interno del locale devono essere protette con
materiali coibenti;
    b) le tubazioni devono essere adeguatamente protette o  schermate
per la protezione delle persone da contatti accidentali;
    c) i materiali destinati all'isolamento termico  delle  tubazioni
devono essere di classe A1L di reazione al fuoco. Per i prodotti  per
i quali non e' applicata la procedura ai fini della marcatura CE,  in
assenza di specificazioni tecniche o in applicazione volontaria delle
procedure nazionali durante il periodo  di  coesistenza,  gli  stessi
devono essere installati,  tenendo  conto  delle  corrispondenze  tra
classi di reazione  al  fuoco  stabilite  dal  decreto  del  Ministro
dell'interno 15 marzo 2005 (Gazzetta Ufficiale n.  73  del  30  marzo
2005).
  2. Installazione
  2.1. Gli impianti e i dispositivi posti a servizio sia  del  gruppo
e/o dell'unita' di cogenerazione che  del  locale  di  installazione,
devono essere eseguiti a regola d'arte in base alla normativa tecnica
vigente. Il pulsante di arresto di emergenza di tutti  i  gruppi  e/o
delle  unita'  di  cogenerazione  installati  deve  essere  duplicato
all'esterno,  in   prossimita'   dell'installazione,   in   posizione
facilmente raggiungibile ed adeguatamente segnalato.
  2.2. Tale pulsante deve attivare, oltre all'arresto del gruppo  e/o
unita' di cogenerazione, anche il  dispositivo  di  sezionamento  dei
circuiti elettrici interni al locale alimentati non a bassa  tensione
di sicurezza.
  3. Valutazione del rischio di formazione di atmosfere esplosive
  3.1. Per tutte le  tipologie  di  installazioni  contemplate  nella
presente regola tecnica deve essere  effettuata  la  valutazione  del
rischio di formazione di  atmosfere  esplosive  in  conformita'  alla
normativa vigente.
  3.2. Per le installazioni dove il rischio di esplosione e' ritenuto
residuale, quali in particolare i casi in cui l'alimentazione avviene
con combustibili liquidi con temperatura di  infiammabilita'  pari  o
superiore a 55  °C  la  valutazione  puo'  ridursi  ad  una  semplice
dichiarazione di insussistenza del rischio di esplosione.
  4. Illuminazione di Sicurezza
  4.1. Deve essere previsto un impianto di illuminazione di sicurezza
che garantisca un  illuminamento  dei  locali  di  installazione  dei
gruppi e/o unita' di cogenerazione, anche in assenza di alimentazione
da rete, di almeno 25 lux ad 1 m dal piano di calpestio per un  tempo
compatibile con la classe di resistenza al  fuoco  minima  prescritta
per il locale.
  5. Mezzi di estinzione portatili
  5.1. Nei pressi del locale di installazione  deve  essere  prevista
l'ubicazione, in posizione segnalata e facilmente  raggiungibile,  di
estintori portatili di tipo omologato per fuochi di classe 21-A,  113
B-C.
  5.2. Il numero di estintori deve essere:
    a) uno per installazioni di gruppi e/o di unita' di cogenerazione
di potenza nominale complessiva fino a 400 kW;
    b) due per potenze fino a 800 kW;
    c) un estintore portatile come sopra ed un estintore carrellato a
polvere avente  capacita'  estinguente  pari  a  A-B1-C  per  potenze
superiori a 800 kW.
  6. Impianto automatico di rivelazione incendi
  6.1. Per installazioni di gruppi e/o  unita'  di  cogenerazione  di
potenza  nominale  complessiva  superiore  a  2500  kW  deve   essere
installato un impianto automatico di rivelazione incendi da asservire
alla linea di alimentazione del combustibile per l'intercettazione.
  7. Segnaletica di sicurezza
  7.1. La segnaletica di sicurezza deve essere conforme al Titolo V e
Allegati da XXIV a XXXII del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
  I gruppi che garantiscono il funzionamento di dispositivi, impianti
e  sistemi  preposti  alla  protezione  antincendio,  a  servizi   di
emergenza o soccorso o a servizi  essenziali  che  necessitano  della
continuita' di esercizio, devono essere chiaramente segnalati. 

                              Titolo II
INSTALLAZIONE DI  GRUPPI  E/O  UNITA'  DI  COGENERAZIONE  DI  POTENZA
NOMINALE COMPLESSIVA SUPERIORE A 50 kW E FINO A 10000 kW 

                               Capo I
                             Generalita' 

  1. Luoghi di installazione
  1.1. I  gruppi  e/o  le  unita'  di  cogenerazione  possono  essere
installati:
    a) all'aperto;
    b) in locali esterni;
    c) in locali inseriti nella volumetria di un fabbricato.
  2. Disposizioni comuni
  2.1. I gruppi e/o le unita'  di  cogenerazione,  se  installati  in
luoghi di cui al punto 1.1. lettera c) del  presente  titolo,  devono
essere ubicati in locali fuori terra, salvo quanto previsto nei punti
successivi.
  2.2. E' consentita l'installazione  di  gruppi  e/o  di  unita'  di
cogenerazione alimentati a combustibile liquido  con  temperatura  di
infiammabilita' pari o superiore  a  55  °C  o  a  gas  aventi  massa
volumica rispetto all'aria non superiore a  0,8  in  locali  siti  al
primo piano interrato, il cui piano di calpestio  non  puo'  comunque
essere ubicato a quota inferiore a 5 m  al  di  sotto  del  piano  di
riferimento.
  2.3. L'installazione di  gruppi  e/o  di  unita'  di  cogenerazione
alimentati   con   combustibili   liquidi   aventi   temperatura   di
infiammabilita' inferiore a  55°C  o  a  gas  aventi  massa  volumica
rispetto all'aria superiore a 0,8  e'  consentita  esclusivamente  in
locali a piano terra, con piano  di  calpestio  posto  ad  una  quota
superiore al massimo un metro rispetto al piano di riferimento, e non
comunicanti con locali interrati.
  I gruppi e/o le unita' di cogenerazione alimentati con i sopradetti
combustibili liquidi devono avere gli eventuali serbatoi  incorporati
o di servizio con una capacita' complessiva non superiore a 120  dm3.
Per i  gruppi  e/o  le  unita'  di  cogenerazione  alimentati  con  i
sopradetti combustibili gassosi sono vietate  aperture  poste  al  di
sotto del locale sede di installazione per  una  fascia  laterale  di
larghezza fino a  2,5  metri  rispetto  al  filo  delle  aperture  di
aereazione  dello  stesso.   Deve   essere   comunque   impedita   la
possibilita' di formazione  di  sacche  di  gas.  Non  e'  consentita
l'installazione di tali gruppi e/o unita' di cogenerazione  entro  il
volume dei fabbricati di cui al successivo punto 2.4.
  2.4. Entro il volume di fabbricati di altezza antincendio superiore
a 24 m o in fabbricati destinati, anche in parte, ad attivita' di cui
ai punti 51, 75, 83,  84,  85,  86,  87,  89,  90,  del  Decreto  del
Ministero dell'Interno 16 febbraio 1982,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 9 aprile 1982, n. 98, o comunque nei quali  siano  previsti
locali con affollamento  superiore  a  100  persone,  possono  essere
installati gruppi e/o unita' di  cogenerazione  di  potenza  nominale
complessiva non  superiore  a  2.500  kW  alimentati  a  combustibile
liquido con temperatura di infiammabilita' pari o superiore a 55 °C o
a gas aventi massa volumica rispetto all'aria non  superiore  a  0,8.
Gli eventuali serbatoi incorporati o di  servizio  devono  avere  una
capacita' complessiva non superiore a 500 dm3.
  2.5. Entro il volume di fabbricati destinati, anche  in  parte,  ad
attivita' di cui ai punti 51, 75, 83, 84, 85, 86,  87,  89,  90,  del
Decreto del Ministero dell'Interno 16 febbraio 1982, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 9 aprile 1982, n. 98, o comunque nei  quali  siano
previsti  locali   con   affollamento   superiore   a   100   persone
l'installazione di gruppi e/o unita' di  cogenerazione  alimentati  a
gas aventi massa volumica rispetto all'aria non superiore a 0,8  puo'
essere consentita esclusivamente in  locali  non  sottostanti  e  non
contigui ad ambienti  destinati  ad  affluenza  di  pubblico  e  alle
relative vie di esodo.
  2.6. Nello stesso locale possono essere sistemati piu'  gruppi  e/o
unita' di  cogenerazione  purche'  la  potenza  nominale  complessiva
installata non risulti superiore a 8.000 kW. I gruppi e/o  le  unita'
di  cogenerazione  alimentati   con   combustibile   liquido   avente
temperatura di infiammabilita' inferiore a 55°C o a gas aventi  massa
volumica rispetto all'aria superiore a 0,8  possono  coesistere  solo
con gruppi e/o unita' di cogenerazione alimentati con lo stesso  tipo
di combustibile.
  2.7 . Sono  ammessi  nel  medesimo  locale  gruppi  e/o  unita'  di
cogenerazione con impianti di  produzione  calore  a  condizione  che
siano alimentati dalla medesima tipologia di combustibile. E' inoltre
consentita la coesistenza in un medesimo locale di uno o piu'  gruppi
e/o una o piu' unita' di cogenerazione con impianti di produzione  di
calore alimentati con i combustibili riportati nella seguente tabella
1: 

                              Tabella 1 

              Parte di provvedimento in formato grafico

    alle ulteriori condizioni:
    - la somma della potenza  termica  complessiva  delle  unita'  di
cogenerazione e della potenzialita' degli impianti di produzione  del
calore non superi i 10.000 kW
    - gli eventuali serbatoi incorporati o di servizio dei gruppi e/o
unita' di cogenerazione non superino complessivamente i 120 dm3;
    - i gruppi e/o unita' di cogenerazione non svolgano  funzioni  di
sicurezza;
    - i gruppi e/o unita' di cogenerazione siano muniti di  involucro
metallico; qualora  provvisti  di  sistemi  di  ventilazione  forzata
devono essere dotati di propri sistemi  di  adduzione  ed  espulsione
dell'aria  di  ventilazione  da  e  verso   l'esterno   del   locale,
indipendenti da altri sistemi di adduzione ed  espulsione  dell'aria.
Tale involucro costituisce sistema di separazione ai fini funzionali;
    - le distanze laterali tra i gruppi e/o unita' di cogenerazione e
gli  impianti  di  produzione  calore  siano  quelle   indicate   dai
fabbricanti  delle  rispettive   macchine   e   apparecchi   per   la
effettuazione della relativa manutenzione ordinaria e straordinaria e
comunque non devono essere inferiori a 0,6 m;
    - siano rispettate le misure di  sicurezza  antincendio  previste
dalle  vigenti  norme  di  prevenzione  incendi  degli  impianti   di
produzione  calore  applicabili  in  funzione  della  tipologia   del
combustibile utilizzato, a parita'  di  potenza  termica  complessiva
dell'unita' di cogenerazione installata nel locale incrementata della
potenzialita'  dell'impianto   di   produzione   calore,   ove   piu'
restrittive di quelle di cui al  presente  decreto  limitatamente  ai
seguenti  aspetti:  accesso,  comunicazione,  resistenza  al   fuoco,
ventilazione.
    Le medesime prescrizioni del  presente  paragrafo  devono  essere
osservate anche per i  locali  adibiti  a  centrale  termica  qualora
vengano inseriti gruppi e/o unita' di cogenerazione.
  2.8 . Le distanze  dei  gruppi  e/o  unita'  di  cogenerazione  dai
serbatoi di servizio non devono risultare inferiori a quanto indicato
nel fascicolo tecnico dal fabbricante e/o assemblatore.
  2.9. Fermo restando quanto previsto ai punti 2.1 e 2.2  del  Titolo
I, Capo II, Sezione I, deve inoltre essere  previsto  un  dispositivo
esterno a comando elettrico  o  elettropneumatico  a  ripristino  non
automatico che consenta l'intercettazione del combustibile in caso di
emergenza. Tale dispositivo deve essere posizionato  all'esterno  del
locale di installazione del gruppo e/o unita' di cogenerazione. 

                               Capo II 

                      Installazione all'aperto 

  1. Le installazioni all'aperto devono essere poste ad una  distanza
non inferiore a  quanto  indicato  nella  tabella  2,  colonna  2  da
depositi di sostanze combustibili, fermo restando il  rispetto  delle
distanze di sicurezza interne relative ai depositi di G.P.L di cui al
decreto ministeriale 14 maggio 2004  e  al  decreto  ministeriale  13
ottobre 1994 e loro successive modificazioni e/o integrazioni  ed  il
punto 2.8 del Capo I del Titolo  II.  Tali  distanze  possono  essere
ridotte secondo la tabella 2 colonna 3 in caso di  interposizione  di
idoneo schermo protettivo realizzato in materiale incombustibile e di
dimensioni tali da  proteggere  l'intero  ingombro  del  deposito  di
sostanze combustibili. 

                    Tabella 2

-------------------------------------------------
        Colonna 1       Colonna 2     Colonna 3
-------------------------------------------------
    Potenza nominale     Distanza      Distanza
      complessiva                      ridotta
-------------------------------------------------
   Fino a 2500 kW          3 m     !
-----------------------------------!      3 m
   Fino a 5000 kW          4 m     !
-----------------------------------!-------------
   Fino a 7500 kW          5 m     !      4 m
-----------------------------------!-------------
   Fino a 10000 kW         6 m     !      5 m
-----------------------------------!--------------

  I gruppi e/o le unita' di cogenerazione installati  all'aperto,  in
luogo avente le caratteristiche di  spazio  scoperto,  devono  essere
costruiti  per  tale  tipo  di  installazione  oppure   adeguatamente
protetti  dagli  agenti  atmosferici  secondo  quanto  stabilito  dal
fabbricante.
  2. I gruppi e/o le unita' di cogenerazione devono essere contornati
da un'area avente profondita' non minore di 3 m priva di materiali  o
vegetazione che possano costituire pericolo di incendio.
  3.  Qualora  l'installazione  sia  prevista  sulla  copertura   del
fabbricato o su terrazzi intermedi aventi caratteristiche  di  spazio
scoperto i gruppi e/o le unita' di  cogenerazione,  i  cui  eventuali
serbatoi  incorporati  o  di  servizio  devono  avere  una  capacita'
complessiva non superiore a 500 dm3, devono  poggiare  su  strutture,
portanti e/o separanti, aventi una resistenza al fuoco non  inferiore
a R,  REI  60  rispettivamente.  Inoltre  devono  essere  di  potenza
nominale complessiva non superiore a 5000 kW, salvo che in fabbricati
destinati ad uso industriale.
  Sulla copertura di fabbricati aventi altezza antincendio  superiore
a 24 metri o destinati anche in parte ad attivita' di  cui  ai  punti
51, 75, 83, 84,  85,  86,  87,  89,  90,  del  decreto  del  Ministro
dell'interno 16 Febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  9
Aprile 1982, n. 98 o comunque nei quali  siano  previsti  locali  con
affollamento superiore  a  100  persone,  possono  essere  installati
esclusivamente i gruppi e/o le unita' di cogenerazione  alimentati  a
gas aventi massa volumica rispetto all'aria non superiore a  0,8  con
potenza nominale complessiva non superiore a 2500 kW  ferme  restando
le prescrizioni sulla resistenza al fuoco delle strutture di  cui  al
primo capoverso del presente punto. 

                              Capo III 

                   Installazione in locali esterni 

  1. I locali esterni, fatto salvo quanto previsto al punto 2.7, capo
I, titolo II, devono essere ad uso esclusivo del gruppo e/o unita' di
cogenerazione  e  delle  relative   apparecchiature   ausiliarie.   I
materiali costituenti i locali devono possedere classe di reazione al
fuoco A1, A1 FL (prodotti installati a  pavimento),  A1  L  (prodotti
destinati all'isolamento termico di condutture) ai sensi del  decreto
del Ministero dell'interno 15 marzo 2005, pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 30 marzo 2005, n. 73. Per i prodotti per  i  quali  non  e'
applicata la procedura ai fini della  marcatura  CE,  in  assenza  di
specificazioni tecniche o in applicazione volontaria delle  procedure
nazionali durante il periodo di coesistenza, gli stessi devono essere
installati, tenendo conto delle corrispondenze tra classi di reazione
al fuoco stabilite dal decreto del  Ministro  dell'interno  15  marzo
2005 (Gazzetta Ufficiale n. 73 del 30 marzo 2005). Inoltre, i  gruppi
e/o  le  unita'  di  cogenerazione  devono  soddisfare  i   requisiti
richiesti dal titolo II, capo I.
  Sono ricompresi nei locali esterni i  locali  interrati  fuori  dal
volume del fabbricato, il cui piano di calpestio  non  puo'  comunque
essere ubicato a quota inferiore a 5 m  al  di  sotto  del  piano  di
riferimento.
  2. Le dimensioni dei locali devono rispettare  quanto  previsto  al
capo  IV,  punto  1,  lettera  c)  del  Titolo  II;  le  aperture  di
ventilazione non devono essere inferiori a quelle stabilite  al  capo
IV, punto 1, lettera f) del titolo II.
  3. Qualora i locali siano realizzati sulla copertura del fabbricato
o su terrazzi intermedi aventi caratteristiche di spazio scoperto,  i
gruppi e/o le unita' di  cogenerazione,  i  cui  eventuali  serbatoio
incorporati o di servizio devono avere una capacita' complessiva  non
superiore a 500  dm3,  devono  poggiare  su  strutture  portanti  e/o
separanti aventi una resistenza al fuoco non inferiore a R,  REI  60.
Inoltre devono essere di potenza nominale complessiva non superiore a
5000 kW, salvo che in fabbricati destinati ad uso industriale.  Sulla
copertura di fabbricati aventi altezza  antincendio  superiore  a  24
metri o destinati anche in parte ad attivita' di cui ai punti 51, 75,
83, 84, 85, 86, 87, 89, 90, del Decreto del Ministero dell'Interno 16
Febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 Aprile 1982,  n.
98 o comunque  nei  quali  siano  previsti  locali  con  affollamento
superiore a 100 persone, possono essere installati  esclusivamente  i
gruppi e/o le unita' di cogenerazione alimentati a gas  aventi  massa
volumica rispetto all'aria non superiore a 0,8 con  potenza  nominale
complessiva non superiore a 2500 kW ferme  restando  le  prescrizioni
sulla resistenza al fuoco delle strutture di cui al  primo  capoverso
del presente punto.
  4.  L'accesso  ai  locali  esterni   puo'   avvenire,   oltre   che
direttamente  dall'esterno,  anche  dai  locali  comuni  interni  del
fabbricato servito, secondo le modalita' previste nel successivo capo
IV, punto 1, lettera d). 

                               Capo IV 

 Installazione in locali inseriti nella volumetria di un fabbricato 

  1. Il locale, fatto salvo quanto previsto al  punto  2.7,  capo  I,
titolo II, deve essere ad uso esclusivo  del  gruppo  e/o  unita'  di
cogenerazione e delle relative apparecchiature  ausiliarie  e,  oltre
che soddisfare i requisiti richiesti dal titolo II,  capo  III,  deve
avere le seguenti caratteristiche:
    a) Attestazione
    a1. Almeno una parete, di lunghezza  non  inferiore  al  15%  del
perimetro, deve  essere  confinante  con  spazio  scoperto  o  strada
pubblica o privata scoperta o, nel  caso  di  locali  interrati,  con
intercapedine ad uso esclusivo,  di  sezione  orizzontale  netta  non
inferiore a quella richiesta per l'aerazione e larga non meno di  0,6
m ed attestata superiormente su spazio scoperto o su strada scoperta.
    a2. Se la parete  e'  attestata  su  intercapedine,  questa  deve
essere ad esclusivo servizio del locale dove e' installato il  gruppo
e/o la unita' di cogenerazione; e' ammesso che tale intercapedine sia
anche a servizio  dei  locali  in  cui  sono  installati  i  relativi
accessori compresi i quadri elettrici; deve  avere  larghezza  minima
non inferiore a 0,60 m e,  al  piano  grigliato,  sezione  netta  non
inferiore ad una volta e mezzo la superficie di aerazione del  locale
stesso.  Quando  l'intercapedine  immette  su  cortile,  questo  deve
presentare i requisiti fissati al precedente capoverso.
    a3. Se la parete e' attestata su terrapieno, il dislivello fra la
quota del piano riferimento e l'intradosso del  soffitto  del  locale
deve essere almeno di 0,60 m, onde  consentire  la  realizzazione  di
aperture di aerazione. Dette  aperture  dovranno  immettere  a  cielo
libero ed avere altezza non inferiore a 0,50 m.
    b) Strutture
    b1. Le strutture orizzontali e verticali, portanti e/o separanti,
devono avere una resistenza al fuoco R, REI, EI 120 rispettivamente.
    c) Dimensioni
    c1. L'altezza libera interna dal pavimento al soffitto  non  deve
essere inferiore a 2,50 m con un minimo di 2,00 m sotto trave.
    c2. Le distanze tra un qualsiasi punto  esterno  dei  gruppi  e/o
delle  unita'  di  cogenerazione  e  delle  relative  apparecchiature
accessorie e le pareti verticali ed orizzontali del  locale,  nonche'
le distanze tra i  gruppi  e/o  le  unita'  installati  nello  stesso
locale,   devono   permettere   l'accessibilita'   agli   organi   di
regolazione, sicurezza e controllo nonche' la manutenzione  ordinaria
e straordinaria secondo quanto prescritto dal fabbricante del  gruppo
e/o della unita' di cogenerazione.
    c3.  Ai  fini  antincendio  le  distanze  di  cui  sopra   devono
rispettare un minimo di 0,6 m su almeno tre lati.
    d) Accesso e comunicazione.
    d1. L'accesso al locale puo' avvenire:
      - direttamente dall'esterno da spazio scoperto;
      - tramite disimpegno aerato dall'esterno con adeguate  aperture
di aerazione non inferiori a 0,30 m2 realizzate su  parete  attestata
su  spazio  scoperto,  strada  pubblica  o  privata  scoperta  o   su
intercapedine antincendio, oppure a mezzo di condotto  realizzato  in
materiale incombustibile di sezione non inferiore a 0,10  m2  atto  a
conseguire una adeguata ventilazione del  locale  di  disimpegno.  La
struttura e le porte del disimpegno devono avere resistenza al  fuoco
non inferiore a R, REI, EI 60 rispettivamente;
      - da intercapedini antincendio nelle quali non siano installati
apparecchiature o impianti che rendano difficoltoso l'accesso;
    d2. Indipendentemente dall'inserimento o no nella volumetria  del
fabbricato, per gruppi e/o unita'  di  cogenerazione  a  servizio  di
fabbricati destinati, in tutto o in parte, alle attivita' di  cui  ai
punti 51, 75, 83, 84, 85, 86, 87, 89, 90, indicati  nel  decreto  del
Ministro dell'interno 16 febbraio  1982,  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale  9  aprile  1982,  n.  98,  o  fabbricati  aventi   altezza
antincendio superiore a 24 m, l'accesso al  locale  deve  realizzarsi
direttamente da spazio scoperto oppure da intercapedine antincendio a
servizio esclusivo del locale stesso.
    d3. Il locale non deve avere aperture  di  comunicazione  dirette
con locali destinati ad altri usi; sono consentite le aperture  verso
locali destinati  ad  accogliere  quadri  elettrici  di  controllo  e
manovra e apparecchiature ausiliarie a servizio del gruppo e/o  della
unita' di cogenerazione.
    e) Porte
    e1. Le porte del locale devono essere incombustibili ed  apribili
verso l'esterno. Quelle che si aprono verso i disimpegni ed i  locali
di cui alla precedente lettera d), punti 2 e 3, devono essere EI  120
e munite di congegno di autochiusura.
    f) Ventilazione.
    f1. Le aperture di aerazione, da realizzarsi sulla parete di  cui
al  capo  IV,  punto  1,  lettera  a),  devono  avere,  in  caso   di
ventilazione naturale, una adeguata superficie non inferiore ad  1/30
della superficie in pianta del locale e comunque non inferiore a 0,20
m2 per impianti di potenza nominale complessiva fino a  400  kW;  per
gli impianti di potenza nominale complessiva superiore a 400  kW,  la
superficie minima e' calcolata come segue: 12,5 cm2 per  ogni  kW  di
potenza nominale complessiva installata. Per i  locali  interrati  le
superfici suddette sono maggiorate del 25%. Qualora  la  ventilazione
del locale sia di tipo forzato, le superfici suddette possono  essere
diminuite fino al 50%. Per il regolare funzionamento del  gruppo  e/o
unita' di cogenerazione devono in  ogni  caso  essere  rispettate  le
caratteristiche di ventilazione prescritte dal fabbricante.
    f2. Per gruppi e/o unita' di cogenerazione alimentati con un  gas
avente  massa  volumica  riferita  all'aria  superiore  a   0,8,   la
superficie di ventilazione deve essere non  inferiore  a  1/20  della
superficie in pianta, di cui il  50%  distribuita  in  basso  a  filo
pavimento. Per il regolare funzionamento del  gruppo  e/o  unita'  di
cogenerazione   devono   in   ogni   caso   essere   rispettate    le
caratteristiche di ventilazione prescritte dal fabbricante. 

                             Titolo III 

DISPOSIZIONI PER INSTALLAZIONI DI GRUPPI E/O UNITA' DI  COGENERAZIONE
AVENTI POTENZA NOMINALE COMPLESSIVA MAGGIORE DI 25 kW E NON SUPERIORE
A 50 kW 

  1. Il locale di installazione, fatto salvo quanto previsto al punto
2.2,  2.3  e  2.8,  capo  I,  titolo  II,  deve  avere  le   seguenti
caratteristiche:
    a) Attestazione
  Almeno una parete, di lunghezza non inferiore al 10% del perimetro,
deve essere confinante  con  spazio  scoperto  o  strada  pubblica  o
privata scoperta o, nel caso di locali interrati, con  intercapedine,
di sezione orizzontale netta non inferiore  a  quella  richiesta  per
l'aerazione e larga non meno di 0,6 m ed attestata  superiormente  su
spazio scoperto o su strada scoperta.
    b) Strutture
    Le strutture orizzontali e  verticali,  portanti  e/o  separanti,
devono avere una resistenza al fuoco non inferiore a R,  REI,  EI  60
rispettivamente.
    c) Dimensioni.
    l'altezza libera interna  dal  pavimento  al  soffitto  non  deve
essere inferiore a 2,50 m con un minimo di 2,00  m  sotto  trave.  Le
distanze tra un qualsiasi punto esterno dei gruppi e/o  delle  unita'
di cogenerazione e delle relative  apparecchiature  accessorie  e  le
pareti verticali ed orizzontali del locale, nonche' le distanze tra i
gruppi  e/o  le  unita'  installati  nello  stesso   locale,   devono
permettere l'accessibilita' agli organi di regolazione,  sicurezza  e
controllo nonche' la manutenzione ordinaria e  straordinaria  secondo
quanto prescritto dal fabbricante del  gruppo  e/o  della  unita'  di
cogenerazione. Ai fini antincendio tali distanze devono rispettare un
minimo di 0,6 m su almeno tre lati.
    d) Accesso e comunicazioni.
    d1. L'accesso al locale puo' avvenire:
      - direttamente dall'esterno da spazio scoperto;
      - tramite disimpegno, anche  non  aerato,  avente  strutture  e
porte di resistenza  al  fuoco  non  inferiore  a  R60,  REI60,  EI60
rispettivamente.  Suddetto  disimpegno  deve  possedere  le  medesime
caratteristiche di cui al punto d1 del Capo IV del Titolo II in  caso
di comunicazione con attivita' di cui ai punti 51, 75,  83,  84,  85,
86, 87, 89 e 90, indicati nel decreto del  Ministro  dell'interno  16
febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 aprile 1982,  n.
98;
      - da intercapedini antincendio nelle quali non siano installati
apparecchiature o impianti che rendano difficoltoso l'accesso.
    d2. Il locale non deve avere aperture  di  comunicazione  diretta
con locali destinati ad altri usi; sono consentite le aperture  verso
locali destinati  ad  accogliere  quadri  elettrici  di  controllo  e
manovra e apparecchiature ausiliarie a servizio del gruppo e/o  della
unita' di cogenerazione.
    e) Porte.
    Le porte del locale  devono  essere  incombustibili  ed  apribili
verso l'esterno. Quelle che si aprono verso i disimpegni ed i  locali
di cui alla precedente lettera d), punti d1 e d2, devono essere EI 60
e munite di congegno di autochiusura.
    f) Ventilazione.
    Le aperture di aerazione, da realizzarsi sulla parete di  cui  al
punto 1, lettera a), devono avere, in caso di ventilazione  naturale,
una adeguata superficie non inferiore ad  1/30  della  superficie  in
pianta del locale e comunque non inferiore 12,5 cm2 per  ogni  kW  di
potenza nominale complessiva installata. Per i  locali  interrati  le
superfici suddette sono maggiorate del 25%. Qualora  la  ventilazione
del locale sia di tipo forzato, le superfici suddette possono  essere
diminuite fino al 50%. Per il regolare funzionamento del  gruppo  e/o
unita' di cogenerazione devono in  ogni  caso  essere  rispettate  le
caratteristiche di ventilazione prescritte dal fabbricante.
  2. Per gruppi e/o unita' di cogenerazione  alimentati  con  un  gas
avente  massa  volumica  riferita  all'aria  superiore  a   0,8,   la
superficie di ventilazione deve essere non  inferiore  a  1/20  della
superficie in pianta, di cui il  50%  distribuita  in  basso  a  filo
pavimento. Per il regolare funzionamento del  gruppo  e/o  unita'  di
cogenerazione   devono   in   ogni   caso   essere   rispettate    le
caratteristiche di ventilazione prescritte dal fabbricante.
  3. I gas  di  combustione  devono  essere  convogliati  all'esterno
mediante tubazioni in acciaio o altro materiale idoneo allo scopo  di
sufficiente robustezza e a perfetta tenuta a  valle  della  tubazione
del gruppo  e/o  unita'  di  cogenerazione.  Il  convogliamento  deve
avvenire in modo che l'estremita' del tubo di  scarico  sia  posto  a
distanza da finestre, pareti o aperture praticabili o prese d'aria di
ventilazione adeguata in relazione alla potenza nominale  installata,
comunque non inferiore a 1,5 m e a quota non  inferiore  a  3  m  sul
piano praticabile. 

                              Titolo IV 

DISPOSIZIONI PER INSTALLAZIONI DI GRUPPI E/O UNITA' DI  COGENERAZIONE
AVENTI POTENZA NOMINALE COMPLESSIVA FINO A 25 kW 

  1. Le installazioni di gruppi e/o unita' di  cogenerazione,  aventi
potenza  nominale  complessiva  fino  a  25   kW,   sono   effettuate
dall'installatore secondo le prescrizioni fornite dal fabbricante del
gruppo  e/o  unita'  di  cogenerazione,  riportate  nel  manuale   di
istruzioni per l'uso ed in base alle  norme  di  buona  tecnica.  Per
suddette installazioni si applicano unicamente le disposizioni di cui
al Capo I, Titolo I.
  2. L'installatore, ad  installazione  avvenuta,  attesta  sotto  la
propria responsabilita' che il gruppo e/o unita' di cogenerazione  e'
installato a regola d'arte.

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