DPR 151/11 – Cosa cambia per i titolari di attività soggette alla prevenzione incendi

settembre 2011

Nella Gazzetta Ufficiale del 22 settembre 2011 è stato pubblicato il decreto contenente il nuovo regolamento (DPR 151 del 1 agosto 2011). Con questo decreto la prevenzione incendi cambia radicalmente, anche se il nuovo regolamento appare essere simile alla procedura che era vigente in precedenza (obbligo di esame progetto e obbligo di CPI per le 97 attività soggette ai controlli di prevenzione incendi). Infatti, anche se rimane ancora in vita il CPI e se l’elenco delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi è più o meno lo stesso, nei fatti scompare la maggior parte dei controlli sui progetti e dei sopralluoghi di verifica svolti da parte dei VVF .

Uno dei punti più importanti del DPR 151 riguarda le sanzioni penali: con il nuovo regolamento, infatti, chi non presenta una domanda o una segnalazione pur avendone l’obbligo (quindi, i titolari delle attività elencate nella tabella del decreto) è soggetto alle sanzioni penali previste dal d.lgs 139/2006.

Il DPR 151 pone sotto il regime dell’autocertificazione (cioè della SCIA – segnalazione certificata di inizio attività) le attività che costituiscono la maggior parte di quelle considerate “più pericolose per incendio o esplosione”. Per tali attività, una volta presentata l’autocertificazione sulla regolarità delle misure antincendio, il regolamento rimanda ad eventuali controlli a campione successivi all’avvio dell’attività, ampliando lo schema che a suo tempo è stato introdotto per i piccoli serbatoi di gpl. Per le altre attività, che interessano un piccolo numero di insediamenti, rimane l’obbligo di esame progetto (classi B e C) e di sopralluogo per il CPI (classe C).

Un’altra novità, che adegua la normativa di prevenzione incendi alle regole generali sull’avvio delle attività produttive, riguarda la presentazione per via telematica delle domande ai VVF. In questo caso, però, la previsione della norma si scontra con una realtà dei fatti che è radicalmente diversa: la maggior parte degli enti locali, a distanza di anni dall’introduzione degli obblighi di rendere telematici i SUAP, non ha ancora messo a disposizione delle imprese i servizi necessari, con il conseguente svuotamento delle norme che continuano ad essere emanate. Questo è ad esempio il caso degli articoli del nuovo regolamento sul raccordo con i SUAP, che solo in pochi casi ci risultano in grado di operare secondo gli standard fissati dalle norme.

Come accennato in precedenza, la nuova classificazione delle attività soggette ai controlli è funzionale al tipo di domanda che il titolare deve presentare ai VVF. In base alla classe in cui ricadono (A, B o C) , le attività pericolose per incendio o esplosione avranno iter diversi per l’approvazione:

- per le attività a basso rischio, viene eliminato il parere di conformità e sarà sufficiente utilizzare la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). I controlli successivi all’avvio delle attività saranno effettuati a campione entro 60 giorni;

- per le attività a medio rischio, la valutazione di conformità dei progetti ai criteri di sicurezza antincendio si dovrà invece ottenere entro 60 giorni. Per avviare l’attività sarà sufficiente presentare la SCIA e i controlli successivi saranno effettuati a campione entro 60 giorni;

- per le attività ad alto rischio, la valutazione di conformità dei progetti ai criteri di sicurezza antincendio si dovrà anch’essa ottenere entro 60 giorni. Per avviare l’attività sarà sufficiente presentare la SCIA e i controlli successivi saranno effettuati entro 60 giorni.

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32 Risposte to “ DPR 151/11 – Cosa cambia per i titolari di attività soggette alla prevenzione incendi ”

  1. Anonimo on settembre 2011 at 3:36 am

    È vero che con il nuovo regolamento scattano delle sanzioni penali anche per la sola mancata presentazione della scia?

  2. andrea on settembre 2011 at 9:49 am

    buonasera. a qualcuno risulta che con la presente legge viene abbrogato il registro antincendio?

  3. comitato tecnico on settembre 2011 at 10:26 am

    Ci sembra il contrario. L’art. 6 prevede:

    Art. 6 – Obblighi connessi con l’esercizio dell’attivita’

    1. Gli enti e i privati responsabili di attivita’ di cui all’Allegato I del presente regolamento, non soggette alla disciplina del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, hanno l’obbligo di mantenere in stato di efficienza i sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio adottate e di effettuare verifiche di controllo ed interventi di manutenzione secondo le cadenze temporali che sono indicate dal Comando nel certificato di prevenzione o all’atto del rilascio della ricevuta a seguito della presentazione della SCIA di cui all’articolo 4, comma 1, nonche’ di assicurare una adeguata informazione sui rischi di incendio connessi con la specifica attivita’, sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sulle precauzioni da osservare per evitare l’insorgere di un incendio e sulle procedure da attuare in caso di incendio.

    2. I controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione e l’informazione di cui al comma 1, devono essere annotati in un apposito registro a cura dei responsabili dell’attivita’. Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di competenza del Comando.

    La Segreteria tecnica

  4. massimiliano on ottobre 2011 at 8:01 am

    Giusto una domandina: l’attuazione del decreto, che decorre dal 07/10/11, avviene in modalità “monca” perchè mancano i decreti attuativi: uno che serve a definire i nuovi oneri (che, a quanto sembra, non dovrebbero comunque aumentare), e l’altro, fondamentale, che stabilisce le nuove modalità e procedure burocratiche (ci sarà presumibilmente una “revisione” dei modelli ministeriali da utilizzare ecc. ecc.).

    Il mio caso, che penso sarà comune a molti che si occupano di prevenzione incendi, è il seguente:

    - attività in possesso di parere di conformità al progetto favorevole.
    - si richiede il rilascio del C.P.I. a valle del 07/10/11.
    - i decreti attuativi non sono ovviamente ancora usciti.

    Mi parrebbe logico utilizzare la vecchia procedura ed i vecchi moduli, poichè il D.M. 04/05/98 rimane valido fino al varo dei fantomatici decreti attuativi… se non fosse che all’art. 11 comma 7 viene indicato esplicitamente di utilizzare la nuova procedura (di cui all’art.4 ovvero devo presentare la SCIA).
    OK ma…. che modelli utilizzo per la presentazione?
    E’ errato utilizzare la vecchia domanda di rilascio C.P.I.?
    E’ a discrezione del Comando di riferimento?
    Le attività soggette per cui hanno rilasciato il parere devono essere “sostituite” con le nuove di cui all’allegato 1?

  5. elena on ottobre 2011 at 7:29 am

    Tornando al registro dei controlli antincendio l’art. 6 parla di attività NON soggette alla disciplina del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Ma cosa vuol dire?le attività soggette che obblighi hanno??
    Ringrazio per l’attenzione
    Elena

  6. comitato tecnico on ottobre 2011 at 7:31 am

    Si riferisce alle attività che NON sono luoghi di lavoro.

    La Segreteria tecnica

  7. elena on ottobre 2011 at 11:36 pm

    E per le attività che sono dei luoghi di lavoro?anche per loro c’è sempre l’obbligo di mantenere il registro dei controlli antincendio?
    Ringrazio

  8. comitato tecnico on ottobre 2011 at 11:50 pm

    ovviamente si

    La Segreteria tecnica

  9. Aurora Casati on ottobre 2011 at 2:10 am

    Buongiorno,
    con la presente sono a chiedervi spiegazioni in merito alle procedure comunali di SCIA.
    Il mio caso tratta un generatore di aria calda a scambio diretto al di sotto dei 350 KW. Il Comune di riferimento ha richiesto che la pratica venga presentata in n.5 copie, poichè oltre a quella comunale/copia studio/VV.F. ne verrà inviata una all’ARPA e una all’ASL.
    Sottolineo che la pratica doveva essere presentata al comando VV.F. di pertinenza poichè il ciclo produttivo andava a modificarsi con la cessazione delle (ex)attività 20-21 e per la dismissione di uno dei due generatori di aria calda.
    Essendo il nuovo decreto migliorativo proceduralmente (così dicono), mi chiedo come un comune che conosce ben poco di pratiche di Prevenzione Incendi tiri in ballo ARPA ed ASL per il mio caso.
    Posso fare qualcosa o devo sottostare al volere di un tecnico comunale che, a mio modesto avviso, conosce solo la sua mansione di SCIA e DIAP.

    Grazie mille per l’attenzione,
    distinti saluti.

  10. elena on ottobre 2011 at 5:02 am

    Vista l’entrata in vigore della nuova normativa vorrei aggiornare il registro dei controlli sostiuendo l’ex art. 6 del D.P.R. 37/1998 con l’attuale art. 6 del D.P.R. 151/2011. Ma secondo voi è corretto aggiornare il registro dei controlli di un ambiente di lavoro rientrante nell’elenco delle attività di cui all’Allegato I, anche se il nuovo articolo parla SOLO di attività NON soggette alla disciplina del decreto legislativo 81/2008?
    Scusate l’insistenza, ma non mi convince questa cosa che nell’art 6 sia presente questo “NON SOGGETTE”.
    Ringrazio per la pazienza!

  11. Agnese on ottobre 2011 at 12:20 am

    Qualcuno mi potrebbe spiegare in parole chiare come dovrebbe essere il piano portabombole per un autonegozio (furgone allestito per la vendita di panini e patatine) per la sicurezza ed anche per le normative di legge?, grazie

  12. giuseppe on ottobre 2011 at 7:09 am

    Salve, è possibile che dopo il sopralluogo in azienda con esito positivo , al momento della firma del CPI , ( unica operazione da effettuarsi dopo il 7 ottobre 2011 ) , il comando dei VVFF, prenda tempo per capire in quale categoria ( A B C )di azienda rientriamo e cosa possa cambiare con le novità introdotte dal 151/2011 ?. Ma chi è già alla firma del CPI in quale semplificazione potrà rientrare ? Grazie

  13. comitato tecnico on ottobre 2011 at 7:12 am

    Le domande effettuate prima del 7 ottobre 2011 dovrebbero essere trattate secondo le norme precedenti.
    d.1) Il titolare ha presentato la dichiarazione di inizio attività (DIA) ai sensi del comma 5 dell’articolo 3 del d.P.R 37/98 all’atto della richiesta di CPI.

    Tenuto conto che l’articolo 49 comma 4-ter della legge 122/10 prevede che “Le espressioni “segnalazione certificata di inizio di attività” e “Scia” sostituiscono, rispettivamente, quelle di “dichiarazione di inizio di attività” e “Dia”, ovunque ricorrano, anche come parte di una espressione più ampia”, per questa casistica si ritiene che la presentazione della DIA ex comma 5 dell’articolo 3 del d.P.R 37/98 assolva l’obbligo della presentazione della SCIA ex comma 1 dell’articolo 4 del d.P.R. 151/11

    La Segreteria tecnica

  14. ANDREA GIAMPAOLO on ottobre 2011 at 11:39 pm

    Le sanzioni per i conduttori di attività soggetta che non richiedono nulla sono sanzionati penalmente con il 139/06. Che vuol dire 258 euro quando impiegano materiali infiammabili pericolosi per l’incolumità delle persone.
    Ma secondo il legislatore un conduttore con obbligo di scia preferirebbe pagare un tecnico (più della multa che avrebbe) e richiedere la scia o pagare al limite la multa se beccato inadempiente ??

    Alle multe avrebbe dovuto aggiungere 2 zeri alla cifra

  15. comitato tecnico on ottobre 2011 at 11:58 pm

    Nel 139/06 sono previste anche le sanzioni che limitano la libertà degli interessati.

    La Segreteria tecnica

  16. andrea on ottobre 2011 at 8:54 am

    ho una falegnameria di 350 metri ed una mostra piano terra divisa dal laboratorio di150metri, nel piano superiore una mostra di 500 metri i vigili mi fanno mettere la pompa, se divido i locali sotto i 400 metri con divisioni limpianto antincendio lo devo sempre fare grazie

  17. comitato tecnico on ottobre 2011 at 9:28 am

    Un’attività commerciale di superficie inferiore a 400 m2 non ha una norma antincendio, per cui le misure le decide il titolare. Se si separano le due attività, ovviamente, devono essere ben separate anche per la sicurezza antincendio.

    La Segreteria tecnica

  18. Alessio on ottobre 2011 at 3:15 am

    Vi invito a leggere con attenzione l’art 6 del recente dpr 151: l’obbligo di tenuta del registro dei controlli antincendio è sancito dal comma 2, dove si fa riferimento alle attività di cui al comma 1, ossia quelle non soggette al DLgs 81/08 (luoghi non di lavoro e pochi altri casi).

    La cosa è spiegata anche nell’opuscolo distribuito dal Ministero alcuni giorni fa: “http://www.vigilfuoco.it/aspx/download_file.aspx?id=10527″

    L’obbligo di tenuta del registro decade in quanto già previsto, se pur in forma diversa, nel DLgs 81.

  19. comitato tecnico on ottobre 2011 at 12:00 am

    Concordiamo (ci sembra che questo fosse il senso della nostra risposta), in sostanza ora tutti hanno l’obbligo di tenuta del registro antincendio, che si tratti di luoghi di lavoro oppure no.

    La Segreteria tecnica

  20. Andrea on novembre 2011 at 12:46 pm

    Se dopo la presentazione della scia vengono effettuate modifiche dal titolare dell’attivita chi e’ il responsabile, il tecnico che ha firmato la scia o il titolare stesso?
    Grazie

  21. comitato tecnico on novembre 2011 at 12:47 pm

    Secondo noi è il titolare.

    La Segreteria tecnica

  22. Giovanni Carlo on novembre 2011 at 4:03 am

    Un opificio, precisamente per la lavorazione delle uve con relativo deposito del vino superiore a 1.000 Mq., ex attività N. 88 del D.M. 16/02/1982, era soggetto al CPI?
    Con la nuova normativa, attività N. 70, è completamente esclusa:
    se era soggetta al CPI con la vecchia normativa e fosse in corso una pratica di adeguamento dei locali, adesso come bisogna comportarsi

  23. redazione tecnica on novembre 2011 at 4:04 am

    L’attività era prima compresa nell’allegato al DM 16/2/82 ed ora non è più soggetta al DPR 151/11.. Se la pratica è in corso basta segnalare al locale Comando P.le VVF che non si è più soggetti.. A nostro parere, però, se il Comando ha emesso delle prescrizioni è comunque necessario adeguarsi.

  24. Marilisa Modena on dicembre 2011 at 5:53 am

    Leggo nel nuovo decreto che sono compresi anche gli asili nido con oltre 30 persone presenti (immagino n. bambini + n. operatori adulti). Qualcuno mi sa indicare cortesemente dove posso trovare le norme antincendio da adottare? Ho trovato come riferimento le linee guida dei Vigili del Fuoco del friuli Venezia Giulia, ma sono antecedenti al DPR 151/11.

  25. comitato tecnico on dicembre 2011 at 6:04 am

    Il principale riferimento dovrebbe essere il Dm sulle scuole, tenendo conto che si deve usare come riferimento, appunto, e non obbligo.

    La Segreteria tecnica

  26. emanuele filoni on dicembre 2011 at 9:52 am

    capannone azienda lavorazione acciai (nastri e taglio)da mq 4600 ca con meno di 5.000 kg ddi materiale combustibile – attività ex 88 oggi attivita’ 70 con il nuovo decreto non è piu’ attività soggetta?

  27. meg on dicembre 2011 at 2:01 am

    Vorrei sapere se per le categorie C La S.C.I.A. SOSTITUISCE il C.P.I o no.
    Qualcuno continua a dire che il C.P.I sparisce per sempre.
    Finora il professionista veniva pagato solo se esibiva l’ottenimento del C.P.I.
    Ora può essere sufficiente la S.C.I.A o dobbiamo ancora esigere il C.P.I.????
    O forse è necessario attendere la conversione del decreto?
    Grazie

  28. comitato tecnico on dicembre 2011 at 10:46 pm

    La nuova disciplina abroga la il CPI, fatte salve le attività di tipo C, nelle quali il CPI esiste ancora, ma con un contenuto molto meno importante del vecchio. In tutti i casi, il valore del vecchio CPI è assorbito dal contenuto della SCIA, che quindi si può intendere come il nuovo CPI.

    La Segreteria tecnica

  29. giancarlo on gennaio 2012 at 11:25 am

    Io ho un unico immobile che comprende unn’albergo con meno di 25 posti letto una sal ristorante con cucina inferiore alle 116 kw centrale termica inferiore a 116kw bar e locale adibito a discoteca quindi locale di trattenimento inferiore a 200mq2 e con meno di 100 posti secondo voi ricado in categoria A\B o C
    grazie

  30. comitato tecnico on gennaio 2012 at 12:42 pm

    Se le centrali di produzione calore non sono nello stesso ambiente l’attività non dovrebbe essere soggetta al DPR 151/11.

    La Segreteria tecnica

  31. Vittorio on gennaio 2012 at 8:18 am

    Salve chiedo corttesemente una corretta interpretazione del DM 9.4.1994 aggiornato con il DM 6.10.2003, di quanto segue:
    il Titolo I punto 2, relativamente alle attività esistenti cita: “Nelle attività ricettive esistenti, oggetto di ampliamenti che comportano un aumento della capacità ricettiva, qualora il sistema di vie di esodo esistente sia compatibile con l’incremento di affollamento e con il nuovo assetto planovolumetrico dell’attività, può essere applicato il Titolo II – Parte II.”.
    Tutto ciò significa, che se amplio un’albergo di un piano con o senza aumento della capacità ricettiva, qualora il sistema di vie di esodo esistente sia compatibile con l’incremento di affollamento, non mi serve la 2° scala?
    Ringrazio in anticipo della risposta.-

  32. roby on febbraio 2012 at 8:41 am

    buongiorno,
    un negozio di ottica di circa 60mq, senza dipendenti ,ha l’obbligo di munirsi di estintori o altri mezzi antiincendio?
    deve comunque adempiere a particolari obblighi normativi (registri,comunicazioni..etc,etc?)
    Ringrazio anticipatamente per la cortesia.

    RISPOSTA
    Non c’è obbligo di estintore, anche se forse è opportuno averlo.

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