GPL: i rischi del trasporto e le norme di sicurezza
Nella notte tra il 30 giugno ed il 1 luglio 2009 un incidente avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Viareggio ha causato la rottura di una ferrocisterna, la fuoriuscita del propano contenuto e l’incendio del vapore formatosi.
Per la violenza dell’accaduto, che ha stupito solo chi non conosce i rischi connessi alle sostanze pericolose, sono morte venticinque persone, sono state ferite gravemente altre decine di persone e sono stati completamente distrutti cinque edifici.
La causa dell’incidente (che la stampa attribuisce alla rottura di uno dei carrelli del convoglio) sarà stabilita dalle inchieste avviate da diverse Autorità.
L’Associazione IASA si associa al cordoglio per la tragedia che ha toccato tante persone e che investe in pieno il ruolo di chi è chiamato ogni giorno a valutare i rischi di incendio e di esplosione legati all’uso di sostanze e prodotti che sono a volte pericolosi ma fondamentali per la collettività nazionale. Abbiamo letto di proposte per rivedere le normative europee che regolano i controlli sulla sicurezza dei trasporti ferroviari e ovviamente ci associamo a questa richiesta.
Riteniamo, però, necessario segnalare che l’attuale normativa sull’uso delle bombole di GPL è molto vecchia (redatta nel 1956, quando l’Italia era prevalentemente rurale) e molto probabilmente non più rispondente alle esigenze di sicurezza della collettività.
Per questo motivo, sollecitiamo le Autorità competenti a rivedere l’attuale normativa, partendo dall’evidenza dei fatti, che chiede di limitare al massimo il passaggio ed il deposito di GPL nelle aree urbane.
Il livello di sicurezza richiesto dalla collettività nazionale è molto più alto di quello degli anni cinquanta, e quindi riteniamo non più rinviabile una revisione critica dell’intera normativa sulle bombole di GPL, per consentire agli operatori del settore di lavorare con tranquillità ed ai cittadini di percepire che esiste uno sforzo continuo di miglioramento della sicurezza.
