Il carico di incendio

aprile 2009

Il carico di incendio è una entità definita dal decreto ministeriale 30 novembre 1983. In questo decreto, infatti, il carico di incendio è definito come il potenziale termico della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio, ivi compresi i rivestimenti dei muri, delle pareti provvisorie, dei pavimenti e dei soffitti. Convenzionalmente è espresso in chilogrammi di legno equivalente (potere calorifico inferiore 4.400 Kcal/kg).

A cosa serve il carico di incendio? Esso è stato definito per aiutare i progettisti a verificare se le strutture degli edifici civili sono in grado di sopportare l’incendio generato dai prodotti e dalle sostanze combustibili presenti nell’ambiente.

E’ importante sottolineare che il carico di incendio non dovrebbe essere utilizzato per la valutazione delle strutture di tipo industriale. Infatti, in molti casi in queste strutture le quantità più rilevanti di materiale combustibile sono concentrate in alcune aree e questa disposizione non può essere colta dalla valutazione tradizionale del carico di incendio, che “spalma” sull’intera superficie dell’ambiente il potere calorifico presente.

Si deve tenere presente, inoltre, che il carico di incendio non permette di capire se un locale è più o meno sicuro per l’uomo. Infatti, frequentemente le sostanze che sono dannose per l’uomo possono creare problemi anche per piccole quantità, che corrispondono a carichi di incendio molto bassi.

Per questo motivo, il carico di incendio non dovrebbe essere usato come indicatore del livello di rischio per le persone, ma dovrebbe tornare ad essere ciò per cui è stato concepito, cioè uno strumento per la valutazione della sicurezza delle strutture.

5 Risposte to “ Il carico di incendio ”

  1. fabio on agosto 2010 at 8:57 am

    Salve,

    desideravo chiedere che tipo di valutazione dei rischi e conseguenti misure di prevenzione adottare nel caso di un piccolo padiglione ristoro immerso in un parco (sup. lorda 70mq) con struttura interamente in legno e tamponamenti realizzati con materiali derivati del legno (quindi ad elevato pericolo di incendio). Il locale (un ambiente unico senza cucina e con una piccola area x scaldare panini preconfezionati e simili) accoglierebbe poco meno di 100 persone ed è un esercizio svolto per un esame.

    Cordiali saluti,

    F.R.

  2. ROBERTO on aprile 2011 at 1:31 am

    Buongiorno,
    mi capita spesso di avere degli edifici con copertura idranti solo esterna. In questi casi, nella verifica del carico d’incendio, posso utilizzare il fattore di riduzione indicando magari “solo copertura interna” oppure no? grazie.

  3. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:39 am

    Le interpretazioni di questi passaggi normativi sono quasi un fatto personale. Secondo noi, in questo caso un idrante esterno può anche arrivare a coprire l’interno, se ubicato e realizzato per tale scopo.

    La Segreteria tecnica

  4. Mazzola Giulio on maggio 2011 at 1:03 am

    Salve, mi trovo a dover valutare il carico di incendio per una 88 in cui quale materiale in deposito saranno medicinali e pannolini; il peso come quantità è un dato noto ma non conosco il potere calorifico o a quale materiale assimilarlo; qualcuno sa come potrei procedere?

  5. Franco Cavrini on dicembre 2011 at 7:18 am

    Se non si conosce il peso del materiale soggetto alla verifica del carico d’incendio, dove si attinge il paramentro di conversione?

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