Impianti fotovoltaici: Guida per la sicurezza antincendio
ATTENZIONE: QUESTA GUIDA E’ STATA SOSTITUITA DALLA GUIDA 2012 DEL 7 FEBBRAIO 2012
(Guidelines about features of photovoltaic systems aimed at rescuers safety) Gli impianti fotovoltaici possono costituire un rischio per la sicurezza di chi interviene per spegnere un incendio o in caso di altro tipo di incidente. Per questo motivo, i Vigili del Fuoco hanno emanato la lettera circolare 26 maggio 2010 prot. 5158 ”Guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici.” di cui riportiamo il testo, che è scaricabile insieme agli allegati: Guida_fotovoltaico
Testo della lettera circolare 26 maggio 2010 prot. 5158:
In allegato si trasmette la guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici nelle attività soggette al controllo dei vigili del fuoco, redatte da un apposito gruppo di lavoro, costituito da esperti del settore elettrico ed approvate recentemente dal C.C.T.S.
Si segnala che la mera installazione di un impianto fotovoltaico, ove non modifichi il rischio incendio, non richiede la presentazione di un nuovo parere di conformità. In caso di modifica, valutata con aumento del rischio incendio ovvero di modifica delle misure di prevenzione e/o protezione dovrà essere effettuato l’aggiornamento della valutazione del rischio, prevista dal D.M. 04 maggio 1998, con la conseguente presentazione di un nuovo parere di conformità ai sensi del D.P.R. 12 gennaio 1998 n.37.
GUIDA PER L’INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI
Campo di applicazione
Rientrano nel campo di applicazione della seguente guida, gli impianti fotovoltaici (FV) con tensione in corrente continua (c.c.) non superiore a 1500V.
In allegato I sono riportate le definizioni, ricavate dalle vigenti norme e guide di settore, cui si farà riferimento.
Attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco ai sensi del DM 16/2/1982.
Documentazione
Gli impianti FV devono essere progettati, realizzati e mantenuti a regola d’arte. Si intendono realizzati a regola d’arte gli impianti elettrici eseguiti secondo le norme CEI. Gli impianti FV non configurano, di per se stessi, attività soggette al controllo ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi {CPI).
Tuttavia, quando presenti in attività soggette ai controlli dei WF, per il rilascio del CPI, oltre alla documentazione prevista dal DM 4/5/1998, dovrà essere acquisita copia del certificato di collaudo (di cui si riporta in allegato II un facsimile) ai sensi del DM 19/2/2007 ”Criterì e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’art. 7 del D. Lgs. 29/12/2003 n. 387″.
Requisiti tecnici
Dal punto di vista della sicurezza, occorre tenere conto che è impossibile porre il sistema fuori tensione in presenza di luce solare. Questo costituisce elemento di attenzione non solo in fase di costruzione e manutenzione del generatore fotovoltaico ma anche in caso di intervento di soccorso.
L’impianto FV nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco:
- non deve costituire causa primaria di incendio o di esplosione;
- non deve fornire alimento o via privilegiata di propagazione degli incendi;
- deve essere previsto un dispositivo di sezionamento sotto carico, azionabile da comando remoto, ubicato in posizione segnalata ed accessibile, in modo da mettere in sicurezza ogni parte dell’impianto elettrico all’interno del compartimento antincendio, anche nei confronti del generatore fotovoltaico. In alternativa al sezionamento del generatore fotovoltaico si dovrà collocare lo stesso in apposita area recintata. La parte del generatore FV a monte di tale dispositivo di sezionamento deve essere esterna ai compartimenti antincendio, oppure interna ma ubicata in apposito vano tecnico con idonee caratteristiche di resistenza al fuoco;
- in caso di presenza di gas, vapori, nebbie infiammabili o polveri combustibili, o in caso di fabbricazione, manipolazione o deposito di materiali esplosivi, al fine di evitare i pericoli determinati dall’innesco elettrico di atmosfere potenzialmente esplosive, è necessario installare la parte di impianto in c.c, compreso l’inverter, all’esterno delle zone classificate ai sensi del D. Lgs. 81/2008 – allegato XLIX;
- i componenti degli impianti FV non devono essere installati in luoghi sicuri, ne essere di intralcio alle vie di esodo;
- l’area in cui è ubicato il generatore ed i suoi accessori, qualora accessibile, dovrà essere segnalata con apposita cartellonistica conforme al D. Lgs. 81/2008. La predetta cartellonistica dovrà riportare la seguente dicitura: ATTENZIONE: Impianto Fotovoltaico in tensione durante le ore diurne (…. Volt). La predetta segnaletica dovrà essere installata ogni 5 metri per i tratti di conduttura.
- l’ubicazione dei pannelli e delle condutture elettriche deve consentire il corretto funzionamento e la manutenzione di eventuali evacuatori di fumo e di calore (EFC) presenti nonché deve tener conto dell’esistenza di possibili vie di veicolazione di incendi (lucernari, camini, ecc). In ogni caso i pannelli, le condutture ed ogni altro dispositivo non dovranno distare meno di 1 metro dai predetti dispositivi.
Attività non soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco
Gli impianti fotovoltaici, installati in attività non soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, devono essere realizzati in conformità a quanto stabilito dalla Legge 1° Marzo 1968, n. 186 e dal D.M. 22/01/2008, n. 37.
ALLEGATO I
Le seguenti definizioni sono ricavate dalla Norma CEI 64-8, Sezione 712 e dalla Guida CEI 82-25
Cella fotovoltaica: Dispositivo fondamentale in grado di generare elettricità quando viene esposto alla radiazione solare.
Modulo fotovoltaico: Minimo insieme di celle fotovoltaiche interconnesse e protette contro gli agenti ambientali.
Impianto fotovoltaico: Impianto di produzione di energia elettrica, mediante l’effetto fotovoltaico. Esso è composto dall’insieme di moduli fotovoltaici (Generatore fotovoltaico), dal gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata (Inverter) e dagli altri componenti, tali da consentire di produrre energia elettrica e fornirla alle utenze elettriche e/o di immetterla nella rete del distributore.
Gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata: Insieme di inverter installati in un impianto fotovoltaico impiegati per la conversione in corrente alternata della corrente continua prodotta dalle varie sezioni che costituiscono il generatore fotovoltaico.



c’è bisogno di un CPI per un’impianto fotovoltaico a terra in un’area agricola con una tensione in corrente continua inferiore a 1500V
Gli impianti fotovoltaici non sono considerati nel decreto 16 febbraio 1982 e quindi non hanno bisogno del CPI.
La Segreteria tecnica
UN IMPIANTO FOTOVOLTAICI SI PUO’ APPOGGIARE SU COPERTURA CON CARATTERISTICHE NON REI?
PER UNA SCUOLA E’ NECESSARIO CHE LE CARATTERISTICHE DEL TETTO SIANO REI ? E QUANTI MINUTI ?
Le caratteristiche di resistenza al fuoco delle strutture delle scuole sono specificate nel decreto sulla sicurezza delle scuole (decreto 26 agosto 1992), indipendentemente dal fatto che siano posti in opera dei pannelli fotovoltaici.
La Segreteria tecnica
Come interpretate il fatto di dover mantenere una distanza di un metro da lucernari, camini, EFC? Il mio caso specifico è che vorremmo rifare una copertura industriale con struttura a travi ad Y ricreando degli shed artificiali in cui la parte verticale del triangolo fungerà da lucernario e dove necessario da EFC, il metro di distanza si intende sul piano orizzontale o per il volume dato dalla distanza di un metro da tutta la superficie finestrata? Se integro dal punto di vista architettonico i pannelli fotovoltaici nella struttura superiore dello shed rientro comunque nella prescrizione?
Non appare chiaro a cosa è riferita la distanza di un metro dai lucernari, camini, efc; nel caso di scaffalture la distanza tra soffitti e pareti è legata alla maggiore azione termica sugli elementi costruttivi prossimi al fuoco. La distanza dovrebbe quindi essere considerata tra l’elemento costruttivo orizzontale e la sommità dell’impilaggio.
Si ricorda poi che la UNI 9494 non consente l’installazione di EFC sulla falda verticale di coperture a dente di sega se il loro funzionamento è negativamente influenzato dal vento.
Infine per l’eventuale integrazione di pannelli fotovoltaici nella struttura dello shed, oltre a rientrare comunque nella condizione, si ricordano le disposizioni emanate dal Ministero dell’Interno con la lettera circolare 26 maggio 2010 prot. 5158 che può essere scaricata dal sito http://www.antincendio.it.
Non appare chiaro a cosa è riferita la distanza di un metro dai lucernari, camini, efc; nel caso di scaffalture la distanza tra soffitti e pareti è legata alla maggiore azione termica sugli elementi costruttivi prossimi al fuoco. La distanza dovrebbe quindi essere considerata tra l’elemento costruttivo orizzontale e la sommità dell’impilaggio.
Si ricorda poi che la UNI 9494 non consente l’installazione di EFC sulla falda verticale di coperture a dente di sega se il loro funzionamento è negativamente influenzato dal vento.
Infine per l’eventuale integrazione di pannelli fotovoltaici nella struttura dello shed, oltre a rientrare comunque nella condizione, si ricordano le disposizioni emanate dal Ministero dell’Interno con la lettera circolare 26 maggio 2010 prot. 5158 che può essere scaricata dal sito http://www.antincendio.it.
La Segreteria tecnica
Buon pomeriggio,
sono un progettista di impianti di distribuzione cerburanti.
Molte normative regionali impongono, nella realizzazione di nuovi impianti, la installazione di pannelli fotovoltaici che necessariamente, considerate a volte le ridotte dimensioni delle aree di intervento, devono essere poste o a copertura dei parcheggi o sulle pensiline di rifornimento.
Quali rischi si hanno in caso di incendio di un distributore sottostante?
Quali rischi invece in caso di incendio di un pannello fotovoltaico?
Grazie
Non ci risultano analisi dei rischi specificamente svolte sull’argomento, per cui – purtroppo – non possiamo rispondere nel dettaglio alla domanda.
La Segreteria tecnica
Salve,
mi sto occupando del progetto di un impianto fotovoltaico molto simile a quello di Massimiliano, ovvero sul tetto di una fabbrica con travi a y e tetto in etrnit da bonificare con nuovi shed. In particolare vorremmo realizzare dei lucernari sugli shed e ho sentito dire che se i lucernari non sono apribili ma fissi è possibile anche non rispettare il vincolo della distanza di 1m per i moduli fotovoltaici, ne sapete qualcosa?
Grazie
La domanda non riguarda questioni di prevenzione incendi. La pubblichiamo lo stesso in caso qualcuno possa rispondere.
La Segreteria tecnica
La problematica sussiste perchè sono già diversi i casi di incendio di pannelli fotovoltaici occorsi in Italia.
Buongiorno,
in un impianto a valle del contatore attualmente esistente sono presenti due partenze, quella generale e quella della pompa antincendio. A breve dovremo installare un impianto fotovoltaico e secondo la normativa si prevede che l’interfacciamento con la rete elettrica venga effettuato con un unico dispositivo generale: a questo punto credo che il parallelo con la rete possa essere effettuato a valle del dispositivo generale esistente (lasciando perciò la partenza della pompa antincendio come è adesso) oppure realizzare il parallelo con la rete a monte di tutto predisponendo un nuovo dispositivo generale (lasciando perciò la pompa antincendio a valle del nuovo dispositivo).
Come mi devo comportare???
Grazie mille.
Senza entrare nel merito del quesito, che riguarda questioni che non ci sembrano essere ancora state affrontate dalle norme antincendio, ci sembra evidente che l’alimentazione del gruppo pompa debba essere garantita in ogni condizione.
La Segreteria tecnica
quali problemi da un punto di vista della sicurezza si possono avere si pannelli di notte? o meglio latensioe a vuoto dei pannelli può essere pericolosa? e in che rapporto con la temperatura ?
Datosi che in un un impianto fotovoltaico è impossibile portarlo fuori tensione con presenza di luce solare, quali sono le misure di prevenzioni e protezioni migliori da adottare in fase di istallazione dell’impianto ?
Grazie
A proposito della frase contenuta nella suddetta circolare: “In ogni caso i pannelli, le condutture ed ogni altro dispositivo non dovranno distare meno di 1 metro dai predetti dispositivi” credo dia adito a diversa interpretazione. A mio parere i lucernari non possono essere considerati “dispositivi” e pertanto la circolare pare sottolineare unicamente la necessità di “tenere conto dell’esistenza” in particolare per la loro manutenzione.
Tenere 1 metro da ogni lucernario annullerebbe di fatto la possibilità di realizzare la gran parte degli impianti sui tetti industriali.
Chiedo cortesemente se qualcuno ha già verificato tale concetto.
grazie
Buona sera, sono un’istallatore di impianti fotovoltaici, ho realizzato alcuni impianti fotovoltaici su pensiline di distributori di carduranti.
Ci sono alcuni problemi legati alla chiarezza della linea guida dei vigili del fuoco “Testo della lettera circolare 26 maggio 2010 prot. 5158″ non si riesce bene a capire che tipo di dispositivi si devano utilizzare e in che modo.
Mi potete aiutare a risolvere questa situazione visto che i vigili del fuoco ritengono nuovo l’argomento?
Grazie
Da quello che abbiamo capito l’installazione i impianti fotovoltaici non è particolarmente rilevante ai fini della sicurezza antincendio secondo la circolare del 26 maggio 2010. La circolare, infatti, si preoccupa della sicurezza in caso di incendio di coloro che intervengono per spegnerlo.
Per questo motivo, l’intera questione deve essere trattata secondo le norme sulla sicurezza elettrica, anche se avremmo preferito che la norma sui pannelli avesse imposto un dispositivo, relativamente economico, che interrompe l’alimentazione in uscita dai pannelli in caso di guasti quali quelli derivanti dall’incendio.
La Segreteria tecnica
Impianto fotovoltaico installato sul tetto di un deposito (Att.88) costituito da un unico compartimento antincendio. Leggendo la circolare 5158 non mi è chiaro il sistema di sezionamento. L’interpretazione del fornitore dei pannelli è quella che sia sufficiente garantire che all’interno dell’edificio l’impianto elettrico sia fuori tensione. Pertanto il dispositivo di sezionamento sarà collocato sulla parete esterna dell’edifico in posizione accessibile. In questo modo l’intero impianto a tetto rimarrà sempre in tensione ad oltre 400 V. E’ possibile? Come sarà gestito un incendio generalizzato? non sarà possibile utilizzare gli idranti a colonna per il raffreddamento dell’edificio?
Il testo della circolare ammette il fatto che nelle ore diurne è impossibile mettere fuori tensione l’impianto: Dal punto di vista della sicurezza, occorre tenere conto che è impossibile porre il sistema fuori tensione in presenza di luce solare.
Pertanto ci sembra che la soluzione ipotizzata sia compatibile con il testo della circolare, che mira a evitare che gli impianti siano causa di incendio e che tutela la sicurezza dei soccorritori.
La Segreteria tecnica
Salve, devo installare un impianto su un sito di stoccaggio dove è presente un serbatoio GPL interrato da 1,75 mc. Vorrei sapere se:
- in occasione di bonifica e rifacimento del tetto devo prevedere pannelli ignifughi o un pannello sandwich “normale”
- per quanto riguarda il generatore FV leggo ” … dispositivo di sezionamento sotto carico, azionabile da comando remoto, … In alternativa al sezionamento del generatore fotovoltaico si dovrà collocare lo stesso in apposita area recintata. ….”
Ho previsto un sezionamento sotto carico, ma NON azionabile da remoto, a questo punto vorrei sapere se il requisito della recinzione è soddisfatto dal fatto che l’impianto viene posto su tetto non accessibile.
Grazie, nicola
Salve, qualcuno saprebbe dirmi se il mio vicino nel montare i pannelli solari deve rispettare alcuni confini dal mio muro, e se un domani lui può essermi vincolo per una futura costruzione di una abitazione sul mio tetto????? grazie
Per quanto riguarda la sicurezza antincendio non esistono vincoli in proposito.
La Segreteria tecnica
Salve, devo installare delle pensiline fotovoltaiche (tettoie con struttura in acciaio + “copertura” in pannelli fotovoltaici adibite a ricovero /riparo per automobili) sull’area adibita a spazio di manovra e parcheggio di un fabbricato ad uso commerciale, sito in zona industriale (all’interno delll’area di manovra tali strutture saranno posizionate in prossimità di una aiula verde)
Volevo chiedervi se tale intervento necessita di qualche parere da parte dei VVFF
(PS L’inverter verrà collocato in prossimità dei contatori elettrici esistenti)
Grazie,
Luca
Non ci sembra che l’installazione sia rilevante ai fini della sicurezza antincendio, nè che sia presa in considerazione da qualche norma, per cui non dovrebbe essere necessario un parere dei VVF.
La Segreteria tecnica
NON MI PARE SIA STATA CHIARITA LA QUESTIONE “DISTANZA MINIMA DAI LUCERNAI” CHE DIVENTA ESSENZIALE PER IL CASO DEI NUMEROSISSIMI IMPIANTI FV SU SHED CON FINESTRE VERTICALI, MA NON SOLO. SONO O NO DA COMPRENDERE NEI “DISPOSITIVI” DA CUI MANTENERE LA DISTANZA DI 1 METRO? SAREBBE OPPORTUNO OTTENERE UNA INTERPRETAZIONE AUTOREVOLE SU QUESTO PUNTO PERCHE’ STA METTENDO IN SERIA DIFFICOLTA’ L’INTERO SETTORE CON COSPICUI DANNI ECONOMICI.
GRAZIE
MASSIMO
In effetti il problema sollevato è rilevante, su molte tipologie di shed si renderebbe di fatto impossibile l’installazione nel caso di una interpretazione estensiva.. La distanza deve essere rispettata nei riguardi delle eventuali aperture sovrastanti l’impianto o anche di quelle sottostanti?? anche nei riguardi delle finestre laterali di un capannone?? E qual’é il criterio per cui viene definita una distanza di un metro?? Sicuramente condivisibile è l’accessibilità all’impianto, anche per eventuali manutenzioni, mentre non risulta chiaro l’obiettivo nei riguardi di un eventuale incendio.. Si tratta di evitare che l’impianto possa essere coinvolto in un incendio che si sviluppa al di sotto della copertura?? oppure si ipotizza un incendio dell’impianto che potrebbe poi trasmettersi al piano inferiore?? Appare veramente opportuno porre un quesito su questo tema al Ministero, evidenziando le limitazioni che si vengono a creare e le conseguenze, anche economiche, della prescrizione imposta.
Salve,
stiamo realizzando un impianto fotovoltaico da 100kW a terra presso un’azienda agricola; in un locale appositamente costituito saranno alloggiate le apparecchiature elettriche, quadri, gruppi di conversione e di misura.
Quale caratteristiche REI deve possedere tale struttura?
Grazie
La resistenza al fuoco delle strutture del locale, in questo caso, la deve decidere il progettista sulla base della valutazione del rischio, non esistendo una norma specifica. Per la definizione della classe di resistenza al fuoco, di massima si possono utilizzare i criteri del decreto 9 marzo 2007. Da quello che abbiamo letto potrebbe essere un livello di rischio I (non essendo un’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi) o, al massimo, II.
La Segreteria tecnica
Gentili,
vi chiedo un vostro parere relativamente alla nuova normativa antincendio nel caso di realizzazione di impianti FV su tetti di fiere e palazzetti pubblici provvisti di file di camini, la distanza di 1m dai camini è da considerarsi valida?
grazie per la collaborazione
filippo fauli
Salve
sto progettando un sistema di Bike Sharing composto da pensiline aperte su 4 lati con pannelli fotovoltaici in copertura per il parcheggio e ricarica delle bici a pedalata assistita. Sotto la pensilina è localizzato un Totem all’interno del quale vengono alloggiate le batterie delle bici per la loro ricarica, e dal quale l’utente, una volta accreditato con tessera di riconoscimento, preleva la batteria da inserire sulla bici ed avviare la sua attività/viaggio. Ora mi chiedo se sia obbligatorio prevedere un sistema antincendio (idranti o estintori).
Grazie per la collaborazione
Non esistono norme in materia e non pensiamo che la valutazione dei rischi per questo tipo di installazione porti necessariamente a prevedere misure del genere.
La Segreteria tecnica
Salve,vi chiedo su un tetto a pannelli fotovoltaici, in caso di incendio, come si interviene dato che non si può buttare dell’acqua.Grazie
In effetti è un problema ancora da approfondire e dipende dal tipo di impianto(e in definitiva da cosa sta bruciando dell’impianto o della struttura) , anche se l’utilizzo da parte dei Vigili del Fuoco e con le dovute cautele di acqua frazionata può essere in certi casi possibile. Da parte degli addetti alle aziende, salvo il primissimo intervento in un incendio nella fase di innesco, è meglio limitasi a disattivare l’impianto e mettere in sicurezza l’area .
C’è quache novità in merito all’installazione di pannelli fotovoltaici in prossimità di lucernai?
Bisogna rispettare la distanza di un metro o i lucernai non sono considerati rilevanti sotto questo aspetto?
grazie
quindi, se non ho malcompreso, non è possibile installare lucernari che incorporano i pannelli FV al silicio o di tipo amordo in fabbricati che hanno il CPI ?
Salve,
volevo innanzitutto congratularmi per il bel servizio che state dando. Il Vostro sito è molto utile, e mi sembra che la Vostra Associazione stia facendo un ottimo lavoro.
Scrivevo anche per porre un quesito che riguarderà sicuramente molti altri interventi simili.
Il mio caso è un capannone artigianale con all’interno attività soggetta a CPI, in aderenza ad altri capannoni con attività soggette a CPI.
Il mio cliente vorrebbe, nel suo capannone, smaltire il manto di copertura contenente amianto, rifare il nuovo manto di copertura con pannello isolante tipo sandwich in lamiera metallica su entrambe le faccie, e montare al di sopra una bella fila di pannelli fotovoltaici: il tutto a servizio dell’edificio.
Nella copertura non ci sono lucernai o bucature e/o passaggi, e la struttura risulta già REI per ovvi motivi. Inoltre non vengono aumentati i carichi sulla copertura in quanto le lastre smaltite pesano di più del risultato/situazione finale.
L’impianto elettrico dei pannelli verrebbe eseguito indipendente, all’esterno del capannone, come da indicazioni della circolare 5158, e collegato al contatore dell’ente gestore in nicchia stradale, lontano dal capannone soggetto ad attività VVF.
Tenuto in consoiderazione quanto sopra, è giusto dire questa installazione non modifica il rischio incendio e quindi non è richiesta la presentazione di un parere di conformità?
Ringraziando anticipatamente per la gentile collaborazione, colgo l’occasione per porgere
Cordiali Saluti.
Pensiamo che trattandosi di attività soggetta a rilascio del CPI poiché si apportano variazioni al livello di rischio dell’attività è necessaria la presentazione di un esame progetto.
La Segreteria tecnica
I tetti di recente costruzione, su cui vengono montati i pannelli fotovoltaici devono essere certificati antincendio? Se si quanto.
questa certificazione non è richiesta per i tetti su cui sono montati i pannelli fotovoltaici
La Segreteria tecnica
Salve
E’ abbondantemente chiarito che gli impianti fotovoltaici non sono soggetti a CPI, ma per quanto concerne un Parco fotovoltaico di 20,4 MW, del quale mi sto occupando, dove è presente nei pressi della sottostazione ENEL un trasformatore trifase della potenza MVA 16/20, come ci si comporta? ci vuole un cpi per l’area dove è presente il trasformatore, oppure si va nell’art. 8 del D.lgs 339/99?
Grazie e complimenti per il servizio offerto.
Per quanto riguarda la prevenzione incendi ordinaria, non ci sembra che i trasformatori siano tra le attività soggette ai controlli e quindi al CPI.
La Segreteria tecnica
Gent.le redazione buongiorno,
sono un Vigile del Fuoco e svolgo questo lavoro da 25 anni, io come altri miei colleghi abbiamo molti dubbi su come oggi potremmo intervenire su di un incendio di tetto in legno di tipo ventilato con posizionato sopra di esso un impianto fotovoltaico.
Da informazioni prese da internet, visto che la nostra amministrazione non ci illumina in ciò, si deduce che i pannelli di giorno o in presenza di luce sono sempre in tensione, ma come possiamo intervenire per la nostra sicurezza nel caso dobbiamo dare acqua per poter estinguere un’incendio se interessa un tetto in legno di tipo ventilato?? ciò crea molti problemi, infatti a volte dobbiamo addirittura tagliare una parte di tetto per poter interrompere l’incendio, attualmente capita molto spesso di intervenire in questo modo…
Sarei a chiedervi gentilmente su come consigliarci nel caso noi Vigili del Fuoco siamo obbligati a dare acqua in un tetto in legno con posizionato al di sopra l’impianto fotovoltaico nel caso in cui ci sia un’incendio in modo da poter operare in sicurezza senza pericoli dovuti a presenza di tensione elettrica, ed eventualmente se esiste un sistema per poter interrompere tale tensione da ogni singolo pannello.
Grazie per l’attenzione e con l’occasione porgo cordiali saluti.
Gentile redazione, approfitto per risondere a Maurizio Gubbiotti, in quanto ex funzionario dei Vigili del Fuoco, ora operante come tecnico nel settore della prevenzione incendi e sicurezza sui luoghi di lavoro.
La questione del pannello soggetto all’effetto d’irragiamento solare resta un grave problema, in quanto non esiste, anche se vi si sta lavorando, un sistema per sospendere la produzione di energia elettrica. quindi il pannello, ovvero l’assieme dei pannelli, resta elemento di grave pericolo di folgorazione, in particolar modo nel momento in cui la potenza erogata, seppur in bassa tensione, supera il valore di 600 W, potenza che viene abbondantemente superata nel caso di normali piccoli impianti installati sulle ridotte coperture di civli abitazioni.
Se a ciò si somma il pericolo derivante dalla presenza d una copertura di tipo ventilato, allora la questione assume un valore di rischio grave per i vigili del fuoco in caso d’incendio.
Qualora l’incendio dovesse superare la barriera che lo separa dai pannelli, l’uso dell’acqua è sconsigliablie, quindi meglio utilizzare polveri, dato che a quel punto l’incendio potrebbe aver lesionato e scoperto i cavi di connessione del circuito che raggruppa i pannelli, difatti per raggiungere la potenza di 600 W, è necessario che vi sia convogliata la potenza erogata da 4 o 5 pannelli (qualora non siano ad alto rendimento, peraltro ancora poco diffusi).
Un consiglio, cominciare a seguire delle regole importanti come quella di mettere in sicurezza almeno la porzione d’impianto che conduce all’inverter. Al link “www.youtube.com/watch?v=4oaF9GV3pIU” c’è un video prodotto dai vigili del fuoco della California che spiega come agire (visto che il Corpo Nazionale VV.F. non si è ancora mosso in tal senso..strano?!?)
Ad ogni modo, nella progettazione d’impianti installati in attività soggette a rilascio del CPI, o meno, personalemente tendo a prevedere la protezione dell’intradosso del solaio in corrispondenza dei pannelli, estesa per almeno un metro tutt’attorno, per ottenere un’adeguata protezione al fuoco, un’adeguata protezione resistente al fuoco della linea elettrica fino all’inverter qualora questa dovesse esser necessariamente realizzata all’interno dei locali, oltre che la protezione dell’inverter in un locale all’interno ed uno sgangio della linae elettrica, posto appena prima dell’inverter, attivabile a distanza.
Ne consegue che, ricollegandomi alle domande relative alle distanze da aperture richieste dalle linee guida dettate dal Ministero dell’Interno, che tendenzialmente considero qualsiasi apertura affacciantesi su ambienti soggetti a rilascio del CPI una potenziale superficie di ventilazione in caso d’incendio, provvedendo a distanziarne i pannelli.
Certo che nel caso di coperture a shed tale criterio risulta una grande limitazione, con buona pace per la produzione dell’energia…
Cordiali saluti.
I pannelli fotovoltaici hanno in media queste temperature di esercizio per volts erogati per mq.di superficie : a 15°C ,37 Volts. a 25°C 35 Volts. a 35°C 34 Volts.a 45°C 32 Volts,a 55°C 31 Volts.a65°C 29 Volts a 75°C 28 Volts,a 85°C 26 Volts …a 150° C 0 Volts circa.Poi vi sono pannelli divesri uno dall’altro con diversi rendimenti ma la media cui bisogna attenersi è quella sopradescritta.
Su un tetto classico in legno con pacco coibente e ben ventilato il problema è serio per il tiraggio dei flussi d’aria ventilanti nell’intercapedine,che alimentano l’incendio e lo propagano velocemente.A casa mia non ho fatto volutamente il tetto ventilato proprio per questi motivi.
Perchè un tetto classico sia in sicurezza occorre prima di tutto che ci siano sul medesimo tetto dei “corridoi” sicuri,interrompendo ogni tre metri circa la serie dei pannelli(pianali), e su ogni pianale ci siano ben in vista almeno due termometri per bordo(uno in basso e uno in alto) affinchè ci segnalino sempre la temperatura del tetto e oltre a questi ci siano accanto dei voltmetri che ci segnalino quanta tensione è presente nei pannelli. SE UN TETTO PRENDE FUOCO I PANNELLI SARANNO AUTOMATICAMENTE FUORI USO PERCHE’ I 150°C DI TEMPERATURA CI SARANNO SENZ’ALTRO(ALTRIMENTI CHE INCENDIO E’?) E NON CI SARA’ ALCUN PERICOLO DI PRENDERSI UNA FOLGORAZIONE.
MA SENZA QUESTE MISURE PRECAUZIONALI (corridoi sicuri,termometri,voltmetri)NON POTRA’ ESSERCI SICUREZZA ALCUNA. PERTANTO CREDO SIA OPPORTUNO CHE TUTTE ,DICO TUTTE,LE APPLICAZIONI DI PANNELLI FOTOVOLTAICI SIANO soggetti a CPI ,perchè è quasi impossibile prevedere il carico di incendio di una casa di abitazione ove vi sono attività domestiche o hobbistiche assai soggettive e con soggetti i più disparati.
Solo con la disciplina in questo delicato settore si può ottenere il massimo di sicurezza.Se uno ha da spendere €25.000 per installare pannelli FV tali da erogare 3,5/4 KWatt circa,ne spenda altri € 1.000 per la sicurezza.
Occorre sempre fare una seria analisi del rischio da allegare alla pratica da presentare al comando VVF per l’approvazione,oltre al Certificato di Collaudo dell’impianto.
In questo momento sto facendo l’analisi del rischio di un impianto FV da 2 MW su 25.000 mq di tetti di una fabbrica in provincia di Varese: non vi sono tracce ben precise e occorre affidarsi alla nostra esperienza di ingegneri supportati,quando occorre, dall’esperienza e dall’intelligenza del Comando VVF che hanno ingegneri e tecnici sempre disponibili a coadiuvarci nelle nostre progettazioni e ricerche.
Complimenti per la vostra iniziativa e vorrei iscrivermi al vostro comitato.
Buongiorno
innanzitutto mi complimento per il servizio che offrite.
Passo al mio quesito: sto installando un impianto fotovoltaico sulla copertura di un cinema (attività sottoposta al rilascio di CPI).
Oltre all’integrazione da presentare in allegato al CPI, vorrei sapere se esiste una casistica codificata per i dispositivi di sezionamento dei pannelli, e se esistono prescrizioni precise riguardo la tipologia e la composizione di tali apparati, oltre che spiegazioni approfondite sulla loro ubicazione.
Grazie
Non possiamo escludere che esistano queste informazioni, ma noi non sappiamo se siano state pubblicate.
La Segreteria tecnica
Gent.le redazione buongiorno,
sto progettando un impianto fotovoltaico il quale prevede l’installazione di un trasformatore d’isolamento bt/bt A=160kVA raffreddato in aria contenuto entro apposito box IP44. Tale trasformatore, nonchè gli inverter, sono ubicati in un Hangar di attività soggetta a CPI.
Vorrei un Vs parere relativamente alla possibilità che dette aparecchiature possano aumentare il carico d’incendio e di conseguenza modificare la il CPI esistente.
Grazie per l’attenzione e con l’occasione porgo cordiali saluti.
I trasformatori non sono considerati attività soggette a controllo, nè ci sembra che nelle regole tecniche di prevenzione incendi siano elencati tra gli elementi pericolosi di un’attività.
Detto questo, la questione dipende molto dalla discrezionalità di chi esamina la pratica, anche se dal punto di vista del rischio di incendio il rischio associato ai trasformatori in aria sia trascurabile rispetto, ad esempio, a quelli in olio e, pertanto, secondo noi non dovrebbero essere oggetto di un divieto di installazione.
La Segreteria tecnica
Gent.le redazione buonasera,
innanzi tutto volevo farvi i complimenti per i servizi che prestate, vorrei inoltre ringraziarvi per aver pubblicato la mia mail che riassume le preoccupazioni di Noi Vigili del Fuoco in presenza di incendi di tetto con interessamento di pannelli fotovoltaici, in ultimo vorrei ringraziare anche i due Tecnici Claudio Tentellini e Pietro Francesco Romeo che hanno risposto con dovuta professionalità al mio quesito.
In definitiva credo di aver capito che in caso di incendio di tetto in legno ventilato con interessamento di pannelli fotovoltaici, la cosa migliore è quella di intervenire con delle polveri, fino a qui nulla da eccepire, il problema però è che nelle nostre APS (Autopompeserbatoio) abbiamo a disposizione solo n°2 estintori a polvere da 9Kg.,quindi lascio immaginare che con tale quantità è possibile intervenire solo su un principio di incendio e non su un incendio più generalizzato; mi pare anche di aver capito che la resa in Volt dei pannelli fotovoltaici diminuisce con l’aumento della temperatura, ossia aumentando la temperatura dovuta ad un incendio il pannello tenderà ad avere 0 Volt all’uscita, questo potrebbe sicuramente essere la soluzione giusta per i nostri casi, solo che ciò dovrebbe essere verificato con apposite strumentazioni posizionate in prossimità dei pannelli e di tipo certificato, ma che però al momento l’attuale normativa vigente non richiede tale strumentazione all’atto dell’istallazione.
Quindi tornando al nostro incendio di tetto, al quale magari dobbiamo tagliare una parte di esso proprio per scongiurare il propagarsi dell’incendio stesso a tutto il resto della copertura, ed avendo sopra di esso posizionato il nostro impianto fotovoltaico cosa facciamo??? Estinguente a polvere ne abbiamo ben poco, acqua è bene non darla onde evitare folgorazioni, che soluzioni ci rimangono?? Che risposta di tipo professionale possiamo dare a chi richiede il nostro intervento perchè gli ha preso fuoco il tetto?? Penso che nella coscienza e nella professionalità di ogni Vigile del Fuoco non ci può essere la risposta “purtroppo non possiamo spegnere l’incendio perchè non si può togliere tensione dall’impianto ecc. ecc.” personalmente continuerò a chiedere e ad informarmi con tutti i mezzi a mia disposizione proprio per non dover affrontare in futuro un’intervento di questo tipo è presentarmi all’appuntamento impreparato.
Per concludere vorrei scusarmi se mi ripeterò con le mie richieste ma vorrei ringraziare anticipatamente chi, sia per esperienza diretta o indiretta, potrà dare a Noi Vigili del Fuoco un contributo tecnico per gli incendi sopra descritti in maniera da poter lavorare sempre con maggiore professionalità.
Cordiali saluti e complimenti ancora alla vostra redazione.
Sono un tecnico ed opero nel settore del fotovoltaico.
La sola sicurezza certa è quella di ridurre la tensione in uscita dai moduli esposti all’irraggiamento solare. Il metodo più pratico e diretto è quello di munire gli addetti all’intevento di appositi tronchesi con impugnature ad alto isolamento ed istruirli nel procedere a tagliare i cavi che compongono le serie dei collegamenti dei moduli fotovoltaici (di solito i cavi di stringa variano da una sezione minima di 4 mmq ad una massima di 10 mmq). Più si riducono i pannelli in serie più si riduce la tensione: tagliando i cavi di ogni pannello si riduce la tensione a livelli sicuri.
In assenza di luce solare, di sera o di notte, non si corrono rischi.
Mi occupo da molti anni di impianti elettrici.
Avrei molte cose da osservare in proposito del rischio di folgorazione per chi opera con acqua per spegnere incendi.
Molti problemi e notevoli costi pone la richiesta del sezionamento di sicurezza degli impianti elettrici di BT tensione.
Personalmente lo vedo come un problema enfatizzato, per l’approfondimento del quale si sono spese molto poche risorse.
Tanti anni fa scrissi un articolo, non mi ricordo se nel Giornale dell’Installatore Elettrico, GIE, nel quale dimostravo o comunque affermavo giustificato da mie elementari valutazioni quantitative come il rischio sopra richiamato fosse sopravalutato.
A distanza di anni ho letto qualche giorno fa che anche il prof. Vito Carrescia, ritengo tra i massimi esperti di sicurezza elettrica in Italia, in qualche misura richiamava in un suo testo la mia tesi.
Mi sento di riproporla oggi, sostenuta da così autorevole fonte.
Penso pertanto che nello studio delle cautele da adottare per offrire la massima garanzia di sicurezza a chi è chiamato ad intervenire per spegnere il fuoco con acqua, si debba mettere in conto anche la sopravalutazione non trascurabile del rischio fino ad oggi subita.
Naturalmente mi riferisco esclusivamente a impianti in BT ( CEI 64-8 ) e non ad impianti in MT.
Da un maggior dialogo tra gli esperti delle varie discipline scaturirebbero anche importanti vantaggi per gli utenti.
Buongiorno a tutti. Volevo sottoporvi il mio caso. Siamo una ditta di installatori di impianti fotovoltaici. A breve inizieremo ad installare un impianto fotovoltaico sulla copertura di un capannone che funge da deposito di barre di alluminio lavorato. Il tetto ha molti lucernari che permettono il passaggio di luce;per sfruttare al massimo lo spazio,i moduli sono installati a ridosso dei lucernari. Secondo voi un capannone che funge solo da deposito di materiale (alluminio già lavorato,quindi non infiammabile) è soggetto a CPI? se così fosse, l’impianto che andró ad installare non andrebbe bene secondo i VVFF? Vi ringrazio anticipatamente dei vostri consigli. Grazie
Un deposito è soggetto a VVf se supera i 1000 m2. Per l’idoneità da parte dei VVf deve verificare la conformità alle linee guida che hanno emanato da poco.
La Segreteria tecnica
Buongiorno,
in un impianto fotovoltaico alimentato in MT abbiamo installato un pulsante di sgancio dell’alimentazione della cabina MT/BT.
Poichè all’interno della cabina sono presenti gli inverter e,quindi, gli arrivi dei cavi dal campo fotovoltaico, la pressione del pulsante di sgancio non esclude la presenza della tensione DC (750V circa) proveniente dal campo.
Sulla porta della cabina è stato inserito il cartello indicante la presenza di impianto fotovoltaico “Attenzione, Impianto fotovoltaico in tensione durante le ore diurne”.
La domanda è se, in prossimità del pulsante di sgancio, oltre al pittogramma ed alla dicitura “PULSANTE DI SGANCIO” debba essere prevista una specifica dicitura.
Grazie
Nella “Guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici” del Ministero dell’interno del 26 Marzo 2010 viene specificata la necessità di un “dispositivo di sezionamento sotto carico azionabile da comando remoto”, ma non è esplicitato il tipo di remotizzazione da adottare. E’ indifferente l’utilizzo di una bobina di minima tensione o di una bobina a lancio di corrente? Oppure ci sono dei vincoli che obbligano all’uso dell’una oppure dell’altra?
Ma la distanza di 1 metro che la pannellatura fotovoltaica dovrebbe avere attorno alle aperture riguarda solo gli estrattori fumo e i lucernari così detti, oppure se su di una copertura ho soltanto delle luci questa distanza non è obbligatoria?
buongiorno a tutti e complimenti per l’ottimo servizio che rendete! anche noi siamo installatori fv e vedo che siamo in molti a scontrarci sulla questione della “distanza di 1 mt”. stupisce notare come gli organi competenti non stiano dando risposta e per lo meno chiara interpretazione dei loro stessi testi così da semplificare il lavoro degli operatori e elevare notevolemente la sicurezza di tutti. la domanda resta: come procedere nella progettazione e quindi nella realizzazione di un impianto fv su tetto di azienda che smaltisce amianto, rifa’ la copertura e contestualmente installa fv? come calcolare le opportune distanze di sicurezza da lucernari e sfiati?
Buon Giorno, sono un tecnico, e sto seguendo la pratica antincendio per un deposito alla rinfusa di cereali (grano) superiore a 1000 mq. Il tetto è realizzato a sheet mediante pannelli solari, ho già intenzione di prevedere un impianto di spegnimento manuale ad idranti, vorrei capire se è il caso di installare anche un impianto automatico di rivelazione d’incendio. Premetto che all’interno del deposito non vi saranno tramezzi e che il numero di adetti non sarà mai maggiore di due o tre unità.
Saluti.
Buongiorno a tutti e scusate il disturbo volevo porgervi una domanda.In caso di incendio in presenza di pannelli fotovoltaici sulla copertura durante il giorno noi vvf ci troveremo ad operare con la presenza di corrente fino al sezionatore se non ho capito male .Vi e’ la possibilita’ di escludere completamente i moduli, per non trovarsi cavi in tensione dentro case, edeifici in generale oppure sul tetto
La guida impone di poter sezionare l’impianto a valle dell’inverter, in modo da poter togliere tensione agli utilizzatori a valle dell’impianto. e’ ovvio che l’impianto fotovoltaico resta in tensione, producendo di fatto corrente se illuminato da luce solare; da qui la necessità di forte cautela per la residua presenza di tensione.
Buongiorno a tutti .
Perche’ all’aumentare della temperatura cala il rendimento dei pannelli? Cosa accade chimicamente e a quale temperatura circa il pannello smette di produrre corrente?E’ piu influente la temperatura sulla parte irragiata o quella fra il pannello e le tegole o la soletta se e’ un impianto integrato? In attesa di una vostra risposta vi porgo i piu’ cordiali saluti.
BUON GIORNO,
ABITO IN APPARTAMENTO AL PIANO RIALZATO, IN UN LATO DELLA CASA VI E’ IL TETTO DEL PORTICO DELLA FAMIGLIA SOTTOSTANTE.
TALE TETTO PARTE SOPRA LA LORO SOLETTA A POCHI CENTIMETRI DALL’APERTURA DELLE MIE FINESTRE.
SU QUESTO TETTO HANNO INSTALLATO PANNELLI SOLARI DISTANZIANDOLI DALLA PARETE DELLA CASA DI SOLO 50 CENTIMETRI A SONO A CIRCA 40 CENTIMETRI SOTTO LE MIE FINESTRE.
CHIEDO PER CORTESIA, SE SI DEVONO IN QUESTO CASO RISPETTARE DELLE DISTANZE DALLE FINESTRE.
gRAZIE PER L’ATTENZIONE
MIRIAM
Buon giorno,
volevo chiedervi un parere circa il problema che vado a sintetizzare.
Impianto fotovoltaico di c.a. 19 Kwp installato sul tetto della scuola elementare a tempo pieno (frequentata anche dai miei figli).
Posizione inverter (Solarmax S20, da 20 Kw) in una stanza (c.a. dim. 3×5 )che si affaccia, come tutte le altre del piano terra (aule comprese)sull’atrio principale dell’edificio, ed avente destinazione d’uso(così recita il cartello affisso sulla porta) di “segreteria”.
C’era la mcchina del caffè ed una fotocopiatrice (che hanno spostato); è rimasta una vetrinetta con del materiale di pronto soccorso ed il telefono.
Naturalmente la porta in legno è sempre aperta ed i bambini entrano ed escono perchè lì dentro sono depositati vari oggetti che utilizzano durante la pausa pranzo.
Dopo alcune lamentele per il “rumore”, hanno provveduto ad “isolare” l’inverter con del “cartongesso” per eliminare il fastidioso “ronzio” creando un’area chiusa (dim. c.a. 1.5 x 1.5) all’interno della stanza suddetta.
Visto che soluzioni diverse per il posizionamento dell’inverter c’erano e non sono state prese in considerazione, quella che vi ho descritto è una soluzione che rispetta tutti i principi e le norme antincedio? Ci sono argomenti e se si quali (oltre alla mancanza assoluta di buon senso generosamente dimostrata con la scelta fatta !!) per contestare il lavoro suddetto??
In attesa di un Vs. cortese riscontro
cordiali saluti
Buongiorno,
forse Voi mi potete aiutare, abito in una quadrifamiglare (due famiglie sotto e due sopra) e vivo al primo piano le due famiglie che abitano al piano terra hanno installato sul tetto un impianto fotovoltaico, il nostro tetto è ventilato, ma da quando è stato installato l’impianto io e la mia vicina sentiamo in continuazione un rumore tipo una ventola, di giorno di meno ovviamente la notte di più, che viene dal tetto e non si riesce a dormire.
Abbiamo sottoposto il problema alle due famiglie, ma la risposta è stata: la ditta che ha installato i pannelli dice che va tutto bene.
Conclusione io e la mia vicina siamo ormai all’esasperazione.
Vi ringrazio buona giornata
Purtroppo la questione non riguarda la sicurezza, ma al massimo l’igiene ambientale, per cui dovrebbe interessare il Comune o la ASL locale.
La Segreteria tecnica
Salve, volevo sapere se e possibile l’installazione di stringbox e quadri di campo, corredati di interruttori a norma per lo sgancio in tensione di corrente continua( da azionare manualmente )nei locali o nelle aree di stoccaggio opportunamente recintate di aziende non soggette al CPI. Lo sgancio sabebbe installato solo salla parte di impianto in AC mentre sulla DC si avrebbe sempre tensione fino ai quadri di campo che comunque andrebbero aperti e sezionati manualmente. o in alternativa è obbligatorio installare i quadri di campo fuori dall’edificio?
Vi ringrazio.
Salve,
ho operativo, da circa 6 mesi, un impianto fotovoltaico totalmente integrato da 4,8 Kwp, montato su tetto in cemento armato della mia abitazione. I risultati sono buoni ma, a fornte di una discussione con un mio collega tedesco che è tralaltro impegnato come vigile del fuoco volontario, mi è stato fatto notare che in Germania ci si sta muovendo per dotare tali impianti di un sezionamento di emergenza delle singole stringhe, a livello tetto, per poter permettere ai VV.FF., in caso di incendio, di operare la disibilitazione dell’impianto dall’esterno dell’abitazione.
Che ne pensate?
Esiste già una normativa a livello Italia in merito?
Vi ringrazio anticipatamante della risposta.
Cordialità
Roberto
Le uniche regole antincendio sui pannelli fotovoltaici sono quelle che abbiamo pubblicato nell’articolo da cui parte la Sua domanda.
Anche noi siamo d’accordo sulla necessità del sezionamento di emergenza. In Germania, tra le altre cose, hanno molta più esperienza di noi sul tema dell’antincendio dei pannelli fotovoltaici, per cui sono state adottate regole più stringenti per la protezione delle abitazioni e dei soccorritori.
La Segreteria tecnica
Buongiorno,
ho letto un pò gli ultimi post ma non riesco ancora a capire il punto:
sto progettando un impianto fotovoltaico su una copertura con lucernari e translucidi ossia coppelle trasparenti con unica funzione di diffondere luce negli spazi sottostanti. Si applica anche in quest’ultimo caso la regola della distanza di un metro per cavi e moduli fotovoltaici?
Esiste una circolare che chiarisce in merito?
Grazie mille
Buon giorno,sono previsti estintori o sistemi di spegnimento ove esistano impianti fotovoltaici?
Buongiorno, come premesso nella mia precedente nota, sono un ex ispettore VVF ed oggi mi occupo di consulenze e progettazione nel settore della prevenzione incendi.
In riferimento al caso della scuola, rappresentato del sig. Casali Tiziano con la nota di marzo 2011 at 1:27 am, la informo che se l’istituto dovesse superare la soglia delle 100 persone presenti, di conseguenza soggetto a controllo dei Vigili del Fuoco, l’alloggiamento dell’inverter all’interno di un locale non dedicato e non compartimentato (struttura e porte tagliafuoco)sarebbe contestabile.
Vorrei anche rispondere al sig. Pietro Francesco Romeo, in relazione al pericolo di folgorazione, chiarendo che non è tanto il pericolo che l’incendio coinvolga il pannello, in tal caso la produzione d’energia cesserebbe, ma quello del coinvolgimento di un cavo di stringa che con l’incendio venga a perdere l’isolamento, questo è il caso che i VVF devono temere.
Infine, relativamente al sezionamento delle stringhe, pare si stia studiando una direttiva specifica in sede CEI.
Cordiali saluti,
Claudio T
Buongiorno e complimenti per la Vs. associazione
Mi chiedevo se e come fosse possibile leggere le risposte a tutti i quesiti che vivengono posti e che pubblicate.
Posso avere ulteriori informazioni sulla Vs. associazione ?
Salve, nel cortile della scuola frequentata da mio figlio, sono stati installati dei pannelli fotovoltaici: i suddetti pannelli sono praticamente appoggiati su delle pensiline in legno e sono a mezzo metro di distanza dalle finestre dell’aula occupata dai bambini. Può costituire un rischio per i bambini ? Può causare un aumento della temperatura della stanza a causa del riflesso dei raggi solari?
Ps L’aula e quindi i pannelli sono esposti alla luce diiretta del sole per tutta la mattinata, proprio quando i bambini sono a scuola.
Siamo preoccupati e speriamo ci possiate dare informazioni.
Grazie
I problemi di sicurezza antincendio sono stati trattati dalla circolare dei VVFF e non dovrebbero essere motivo di preoccupazione, almeno secondo noi.
La Segreteria tecnica
a proposito di tema di sicurezza per gli operatori antincendio (vvf) avete dei riferimenti comportamentali da suggerire? Eventuali siti o circolari in merito sono gradite. Grazie, cordiali saluti, Mauro
Gentile redazione, volevo informare il sig. Mauro che il Ministero dell’Interno ha pubblicato, e spero largamente divulgato, una circolare inerente i comportamenti delle squadre di soccorso in caso di incendio in presenza di pannelli fotovoltaici. La circolare è la 622/867 del 18 feb 2011, indirizzata a tutti i Comandi ed alle Direzioni Regionali VV.F.
Saluti, Claudio Tentellini
Gentile redazione, sono un installatore di sistemi fotovoltaici. Trovo difficoltà ad avere risposte certe sulla possibilità di installare un sistema fotovoltaico su una pensilina di un distributore di carburanti.Ne stò sentendo di tutti i colori, ma trovo difficoltà a capire. Grazie Salvatorangelo
La questione non è stata chiarita a livello normativo, per cui è soggetta ad interpretazione. Pertanto, la nostra interpretazione non conta più delle altre.
La Segreteria tecnica
In relazione alla CEI 82-25 Variante 1 non mi è chiaro come mai se l’inverter è contenuto in un vano tecnico con idonee caratteristiche di resistenza al fuoco è possibile effettuare il sezionamento con IMS sul lato AC dell’inverter.
Grazie
Siamo una azienda di installazione di impianti fotovoltaici.Abbiamo in corso una trattativa per l’installazione di un impianto fotovoltaico a servizio di un distributore di carburanti,lavaggi automatici, bar. Una sezione di impianto va installata sopra un solaio normale, mentre una rimanennte sezione andrebbe installata sopra la pensilina di copertura delle colonnine di distribuzione dunque zona soggetta al CPI.Troviamo difficoltà ad avere un parere preventivo e ufficiale da parte dei Vigili del Fuoco. E’ possibile avere qualche informazione? ringrazio anticipatamente.
RISPOSTA
Purtroppo, in assenza di una normativa chiara si deve fare riferimento all’interpretazione delle norme dei Comandi VVF.
La Segreteria tecnica