La UNI 9795 ed i rivelatori di incendio wireless

giugno 2009

Nel contesto normativo italiano attuale, gli impianti di rivelazione e segnalazione automatica di incendio, si collocano tra le misure di protezione attiva e risultano un presidio molto importante relativamente alla sicurezza delle persone (una rilevazione precoce dell’incendio ed una rapida segnalazione dell’incendio aumentano i tempi disponibili per l’esodo) per la limitazione dei danni agli edifici ed ai loro contenuti, in particolare quindi nei beni culturali.
Anche nell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio (DM 9 maggio 2007) gli impianti di rivelazione trovano frequente applicazione quale misura compensativa, ed in questo caso si evidenzia la necessità di disporre di impianti estremamente affidabili.
Ad oggi la UNI 9795 (sistemi fissi automatici di rivelazione e segnalazione manuale e di allarme di incendio) considera la progettazione e realizzazione di impianti di tipo esclusivamente cablato (tutte le componenti, rivelatori, pulsanti, centrale, allarmi ottici ed acustici, sono collegate a mezzo di cavi). Tale soluzione può comportare in alcuni ambiti, ed in particolare negli edifici storici, difficoltà o impossibilità di installazione, necessità di interruzioni, anche lunghe, dell’attività, oltre ad un aumento degli oneri economici vista la necessità di opere edili.
In alternativa alla realizzazione di impianti cablati possono essere installati impianti wireless nei quali la trasmissione dei segnali tra rivelatori e centrale può avvenire parzialmente o interamente a mezzo di sistemi radio, che ovviano in gran parte alle problematiche prima evidenziate.
Un freno alla diffusione dei sistemi radio è dato dall’assenza di una norma di progettazione ed installazione del sistema perché in questo caso la UNI 9795 non trova applicazione.
In merito la Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica – Area Prevenzione Incendi del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, con nota prot. n. P 1723 del 23/03/2006 ha precisato che il ricorso a soluzioni impiantistiche diverse da quelle previste dalla UNI 9795, può essere ammesso a condizione che vi sia una certificazione (completa di documentazione tecnica illustrativa) a firma di professionista iscritto negli elenchi del Ministero dell’Interno, ai sensi della Legge 818/84, che dimostri che l’impianto ed i suoi componenti sono progettati e realizzati a regola d’arte.

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3 Risposte to “ La UNI 9795 ed i rivelatori di incendio wireless ”

  1. Daniele Frosali on gennaio 2010 at 6:53 am

    In quest’ottica nel 2008 a Siena è stato condotto un interessante studio per la validazione della tecnologia wireless, in attesa dell’emanazione della normativa internazionale EN54-25 “Fire detection and fire alarm systems – Part 25: Components using radio links” che dovrebbe proprio andare a regolamentare l’utilizzo da parte dei vari costruttori di questa tecnologia, indispensabile in determinati ambiti di utilizzo.
    Nel corso di tale studio che ha visto coinvolti fra gli altri partner il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Siena e il Comando Provinciale VV.FF. sono state condotte delle prove prestazionali sul campo, andando a studiare la risposta e i tempi di attivazione dell’allarme dei sensori che utilizzano l’interfaccia wireless rispetto a quelli completamente cablati.
    Le prove sono state condotte in condizioni di “fuoco vero” (legna e poliuretano con varii carichi) grazie all’ospitalità del Complesso Museale del Santa Maria della Scala che ha messo a disposizione alcuni locali ancora da restaurare.
    I risultati sono stati molto interessanti e hanno dimostrato che, nel caso in cui la rete dei sensori wireless sia correttamente dimensionata, le prestazioni del wireless sono del tutto equivalenti alla tecnologia cablata.
    Lo studio fra le altre cose ha prodotto delle guidelines per la corretta installazione dei sensori wireless, e, in assenza della normativa EN54-25 ha definito alcune caratteristiche indispensabili che il produttore dei sistemi wireless deve garantire, perchè possa essere considerato un prodotto affidabile.

  2. Lia on marzo 2011 at 6:30 am

    E’ possibile sapere quando scatta l’allarme del rivelatore? Ovvero qual è la quantità di fumi in corrispondenza della quale si attiva l’allarme?
    Grazie.

  3. comitato tecnico on marzo 2011 at 6:33 am

    Il problema potrebbe essere affrontato con i metodi dell’ingegneria antincendio se il costruttore indica chiaramente i limiti di concentrazione del fumo che determinano l’attivazione del sistema. Le norme servono a uniformare i criteri per l’installazione ma non aiutano a risolvere problemi di questo tipo.

    La Segreteria tecnica

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