resistenza al fuoco delle strutture

febbraio 2008

La resistenza al fuoco è la caratteristica dei prodotti e delle opere che consente di valutare il loro comportamento durante l’incendio nei confronti:

- della capacità di mantenere la resistenza meccanica ai carichi;

- della capacità di limitare il calore emesso per irraggiamento;

- della capacità di limitare il passaggio di fumi e gas da una parte all’altra.

La resistenza al fuoco riguarda i muri, i solai, le porte e tutti gli elementi di chiusura e di solito è indicata con la sigla REI seguita da un numero.

In particolare, la sigla REI indica la presenza delle caratteristiche di resistenza meccanica (R), di capacità di limitare il passaggio di fumi e gas (E) e di limitazione del calore irraggiato (I). Il numero che segue la sigla indica il tempo nel quale sono garantite quelle caratteristiche rispetto all’incendio di riferimento al quale si sottopone in laboratorio l’elemento resistente al fuoco. Esistono due problemi principali connessi al requisito di resistenza al fuoco degli elementi costruttivi:

1. quanto tempo deve resistere un determinato elemento (ad esempio, una trave, un pilastro)?

2. come si determina la durata di resistenza al fuoco di ogni elemento?

Per rispondere a queste domande sono stati emanati due distinti decreti, che precisano quanto tempo e come si calcola (o si misura) il requisito. i due decreti sono:

- decreto 9 marzo 2007;

- decreto 16 febbraio 2007.

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6 Risposte to “ resistenza al fuoco delle strutture ”

  1. Michael Steiner on luglio 2009 at 2:28 am

    buongiorno,
    può essere detratto il valore R di un singolo prodotto dal valore complessivo REI di un solaio? p.es. un pannello da cassero con il valore R60 può diminuire il copriferro di cls, l’acciao e cls sulla struttura?

  2. redazione tecnica on luglio 2009 at 2:25 am

    Un prodotto che possiede caratteristiche ad esempio REI 60 sicuramente presenta una R60.
    Variazioni alla posizione delle armature in acciaio o degli spessori fanno decadere il valore di prove sperimentali eventualmente condotte su un prototipo (ne modificano le caratteristiche) e rendono necessario in genere una nuova valutazione svolta ai sensi del D.M. 16/02/07 e del D.M. 09/03/07

  3. Fausto Carella on giugno 2010 at 1:19 am

    Buongiorno.
    Se nel calcolo del carico d’incendio di un’attività di deposito di materiale cartaceo al piano seminterrato, risulta una classe 240, le porte che immettono su di un disimpegno coperto comune ad altra attività, devono avere le medesime caratteristiche REI 240? Solitamente ho riscontrato l’esistenza di porte REI 60 o 120; esistono anche REI 240? Inoltre le compartimentazioni che devono rispondere alla classe scaturita dal calcolo del carico d’incendio, sono anche tutte le strutture che danno sull’esterno (muri perimetrali) o solo quelle che confinano con altri ambienti?
    Grazie.

  4. Carlo on agosto 2010 at 8:21 am

    Domanda da 1 milione di euro.
    Fino a quale diametro non occorre chiudere i fori di passaggio in muri REI con collarini intumescenti, intervenendo solo con schiume fire barrier?
    N.B. I fori possono essere passaggi di cavi elettrici singoli o di tubazioni in acciaio.

    Help
    Carlo S. Torino

  5. sara fortuna on giugno 2011 at 6:56 am

    Salve, io devo mettere a norma antincendio un capannone artigianale prefabbricato in c.a.v. e tamponatura in pannelli sandwich; supponendo che attualmente abbia caratteristica REI120 e dovendo raggiungere valore REI240 posso aggiungere esternamente un materiale (intonaco protettivo a base di cemento) di caratteristica REI120 ed ottenere per somma dei due materiali 240 totale? Grazie per l’attenzione

  6. sara fortuna on giugno 2011 at 6:58 am

    Aggiungo alla precedente domanda: c’è un modo analitico per stabilire il valore attuale della caratteristica antincendio del manufatto considerando che, essendo di vecchia data, non è più visibile il marchio del prefabbricatore e che non si possiede alcuna documentazione di progetto? Grazie ancora per l’attenzione

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