Ristoranti – norme di sicurezza antincendio

ottobre 2008

Per trattare il problema della sicurezza antincendio dei ristoranti, in primo luogo si  deve puntualizzare che i ristoranti non sono elencati nel decreto 16 febbario 1982 e che, quindi, per essi non esiste l’obbligo di chiedere il certificato di prevenzione incendi.

Questo fatto è attestato anche dalla circolare del Ministero n. 36 del  11.12.1985, che prevede:
I ristoranti, bar e simili non rientrano tra le attività di cui al punto 83) del D.M. 16 febbraio 1982 come già chiarito con circolare 20 novembre 1982, n. 52 e pertanto non sono soggetti alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Comandi dei Vigili del Fuoco, fatto salvo quanto previsto all’art. 15, punto 5., del D.P.R. n. 577/1982. Sono comunque soggetti ai controlli antincendio i relativi impianti di produzione di calore di cui al punto 91) del Decreto ministeriale citato.

Per quanto riguarda le misure tecniche di sicurezza, anche se non esistono delle norme di sicurezza antincendio studiate proprio per i ristoranti, esistono alcune norme alle quali i ristoranti si devono attenere. In particolare, le cucine costituiscono dei locali in cui sono presenti molti fornelli e che quindi sono assimilabili a centrali termiche. Per le centrali termiche, fino a 35 kW le norme di sicurezza sono stabilite per l’alimentazione a gas dalle norme UNI CIG (mentre non esiste l’analogo per le piccole centrali termiche a gasolio).

Al di sopra dei 35 kW si applicano dei decreti ministeriali (il 12 aprile 1996 per l’alimentazione a gas e 28 aprile 2005 per il gasolio).

Queste norme si applicano anche se  i fornelli complessivamente non superano i 116 kW (per una valutazione rapida si deve tenere conto che un fornello domestico disolito non supera i 10 kW). Se questa soglia è superata, la norma da rispettare non cambia ma si deve anche chiedere il certificato di prevenzione incendi.

Un altro problema  che i proprietari dei ristoranti devono controllare è la sicurezza delle persone presenti al loro interno. A questo scopo, se i fornelli sono a diretta presenza dei clienti, nel decreto 12 aprile 1996 (fornelli a gas dipotenza supertiore a 35 kW) sono indicate le precazioni da verificare, e cioè:

L’installazione di apparecchi a servizio di cucine negli stessi locali di consumazione pasti, è consentita alle seguenti ulteriori condizioni:
a) gli apparecchi utilizzati devono essere asserviti a un sistema di evacuazione forzata ( p.e.: cappa munita di aspiratore meccanico)
b) l’alimentazione del gas alle apparecchiature deve essere direttamente asservita al sistema di evacuazione forzata e deve interrompersi nel caso che la portata di questo scenda sotto i valori prescritti in seguito; la riammissione del gas alle apparecchiature deve potersi fare solo manualmente;
c) l’atmosfera della zona cucina, durante l’esercizio, deve essere mantenuta costantemente in depressione rispetto a quella della zona consumazione pasti.
d) il sistema di evacuazione deve consentire l’aspirazione di un volume almeno uguale a 1 m 3 /min di fumi per ogni kW di potenza assorbita dagli apparecchi ad esso asserviti;
e) le cappe o i dispositivi similari devono essere costruiti in materiale di classe 0 di reazione al fuoco e dotati di filtri per grassi e di dispositivi per la raccolta delle eventuali condense;
f) tra la zona cucina e la zona consumazione pasti deve essere realizzata una separazione verticale, pendente dalla copertura fino a quota 2,2 m dal pavimento, atta ad evitare l’espandersi dei fumi e dei gas caldi in senso orizzontale all’interno del locale, in materiale di classe 0 di reazione al fuoco ed avente adeguata resistenza meccanica, particolarmente nel vincolo;
g) le comunicazioni dei locali con altri, pertinenti l’attività servita, deve avvenire tramite porte REI 30 con dispositivo di autochiusura;
h) il locale consumazione pasti, in relazione all’affollamento previsto, deve essere servito da vie di circolazione ed uscite, tali da consentire una rapida e sicura evacuazione delle persone presenti in caso di emergenza.

Per l’esodo e la sicurezza dei clienti sarebbe necessario sempre provvedere alla segnaletica di sicurezza, all’illuminazione di emergenza se il locale è frequentato anche di sera e ai maniglioni antipanico se l’affluenza è superiore 100 persone.

E’ anche importante evidenziare che il rispetto delle norme sull’accessibilità aiuta molto a realizzare un ambiente sicuro per le persone che hanno difficoltà motorie. Le norme sull’accessibilità non sono difficili da leggere o da applicare, per la maggior parte sono regole di buon senso.

L’elemento fondamentale da ricordare per rispettare queste norme (obbligatorie nei locali pubblici ed aperti al pubblico) è quello di eliminare al massimo i gradini ed anche le soglie (si deve sempre ricordare che anche un elemento in risalto di pochi cm può dare fastidio a chi usa le sedie a ruote o i passeggini, alle persone anziane, alle persone distratte ecc.). Per questo tema, la normativa di riferimento è il DM 236 del 1989 (che è richiamato dalla circolare n. 4 del 2002 per la parte di sicurezza antincendio delle persone disabili).

Bisogna anche aggiungere, però, che non sempre è possibile eliminare i gradini e sostituirli con rampe o piani inclinati. Nei casi in cui è impossibile farlo, la norma è abbastanza elastica e permette di prendere in considerazione delle misure alternative, che spiegheremo in un altro post.

Se, infine, il locale è usato per manifestazioni che possono essere classificate come di “pubblico spettacolo o intrattenimento” è probabile che debbano essere applicate per l’esodo le relative norme e che debba essere chiesta una specifica autorizzazione al Comune.

Molte risposte al problema di verificare la sicurezza dei ristoranti si possono trovare in questo stesso sito, in articoli e successivi commenti, ma un quadro complessivo specifico sui ristoranti si può trovare nella Guida alla sicurezza dei ristoranti; un libro poco costoso pubblicato su Lulu. Un libro particolare perché non si tratta della solita raccolta normativa, la cui utilità è limitata dalle conoscenze pregresse del lettore, ma di una raccolta completa di risposte ai problemi che si pongono nella progettazione e nella conduzione dei ristoranti, che guida concretamente all’applicazione delle norme di sicurezza a questi locali.


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249 Risposte to “ Ristoranti – norme di sicurezza antincendio ”

  1. guglielmo on novembre 2008 at 10:09 pm

    A quali normative mi devo attenere nella progettazione di un piccolo ristorante bar per quanto riguarda le paretti e le aperture della cucina.

  2. Comitato Tecnico on novembre 2008 at 3:47 pm

    I punti da controllare sono tre: la cucina, la sala ed i servizi aperti al pubblico e la sicurezza dei dipendenti.

    In realtà, per un piccolo ristorante non ci sono particolari norme da applicare, soprattutto se i fornelli sono elettrici.

    Se i fornelli sono a gas, sia per la cucina che le aperture di ventilazione e le porte di comunicazione dipendono dalla potenza termica dei fornelli. Se questi non superano i 35 kW la soluzione è relativamente semplice (al massimo si deve praticare una apertura di ventilazione di almeno 12 cm2 per ogni Kw con un minimo di 200 cm2), mentre se superano i 35kW si deve leggere con attenzione il decreto 16 aprile 1996 sia per la aperture di ventilazione (in generale, la dimensione delle aperture di ventilazione deve essere superiore al valore S > Q*10. Cioè, se il valore Q della potenza dei fornelli è di 40 kW, l’apertura deve essere superiore a 40*10 cmq = 400 cmq) sia per gli accessi.

    Per gli accessi riportiamo la norma sugli accessi:

    l’accesso può avvenire direttamente:
    - dall’esterno, tramite porta larga almeno 0,9 m in materiale di classe 0 di reazione al fuoco;
    - e/o dal locale consumazione pasti, tramite porte larghe almeno 0,9 m di caratteristiche almeno REI 60 per portate termiche superiori a 116 kW e REI 30 negli altri casi, dotate di dispositivo di autochiusura anche del tipo normalmente aperto purchè asservito ad un sistema di rilevazione incendi).

    Per la sala e per le parti aperte al pubblico non ci sono misure specifiche sulle caratteristiche degli arredi e delle pareti. Per il numero e la dimensione delle uscite si possono applicare le norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (che in ogni caso vanno rispettate perchè ci sono sempre dei lavoratori dipendenti). A questo scopo riportiamo quello che è previsto dall’art. 33 del decreto 626:

    a) quando in uno stesso locale i lavoratori normalmente ivi occupati siano fino a 25, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m 0,90;

    b) quando in uno stesso locale i lavoratori normalmente ivi occupati siano in numero compreso tra 26 e 50, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m 1,20 che si apra nel verso dell’esodo;

    c) quando in uno stesso locale i lavoratori normalmente ivi occupati siano in numero compreso tra 51 e 100, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m 1,20 e di una porta avente larghezza minima di m 0,90, che si aprano entrambe nel verso dell’esodo;

    d) quando in uno stesso locale i lavoratori normalmente ivi occupati siano in numero superiore a 100, in aggiunta alle porte previste alla lettera c) il locale deve essere dotato di almeno 1 porta che si apra nel verso dell’esodo avente larghezza minima di m 1,20 per ogni 50 lavoratori normalmente ivi occupati o frazione compresa tra 10 e 50, calcolati limitatamente all’eccedenza rispetto a 100.

    Altre misure per la sala sono stabilite dallo stesso decreto (sempre per cucine superiori a 35 KW):
    L’installazione di apparecchi a servizio di cucine negli stessi locali di consumazione pasti, è consentita alle seguenti ulteriori condizioni:
    a) gli apparecchi utilizzati devono essere asserviti a un sistema di evacuazione forzata ( p.e.: cappa munita di aspiratore meccanico)
    b) l’alimentazione del gas alle apparecchiature deve essere direttamente asservita al sistema di evacuazione forzata e deve interrompersi nel caso che la portata di questo scenda sotto i valori prescritti in seguito; la riammissione del gas alle apparecchiature deve potersi fare solo manualmente;
    c) l’atmosfera della zona cucina, durante l’esercizio, deve essere mantenuta costantemente in depressione rispetto a quella della zona consumazione pasti.
    d) il sistema di evacuazione deve consentire l’aspirazione di un volume almeno uguale a 1 m 3 /min di fumi per ogni kW di potenza assorbita dagli apparecchi ad esso asserviti;
    e) le cappe o i dispositivi similari devono essere costruiti in materiale di classe 0 di reazione al fuoco e dotati di filtri per grassi e di dispositivi per la raccolta delle eventuali condense;
    f) tra la zona cucina e la zona consumazione pasti deve essere realizzata una separazione verticale, pendente dalla copertura fino a quota 2,2 m dal pavimento, atta ad evitare l’espandersi dei fumi e dei gas caldi in senso orizzontale all’interno del locale, in materiale di classe 0 di reazione al fuoco ed avente adeguata resistenza meccanica, particolarmente nel vincolo;
    g) le comunicazioni dei locali con altri, pertinenti l’attività servita, deve avvenire tramite porte REI 30 con dispositivo di autochiusura;
    h) il locale consumazione pasti, in relazione all’affollamento previsto, deve essere servito da vie di circolazione ed uscite, tali da consentire una rapida e sicura evacuazione delle persone presenti in caso di emergenza.

    Applicate le norme che abbiamo citato si è in regola anche per la parte di sicurezza dei lavoratori.

  3. ALESSIA on luglio 2009 at 6:36 am

    A quali normative mi devo attenere nella progettazione di un ristorante bar di 380 mq ?
    grazie mille

  4. comitato tecnico on luglio 2009 at 11:21 am

    La risposta su quali norme di sicurezza si applicano a un ristorante è articolata perchè fa riferimento a diverse norme, come abbiamo cercato di evidenziare nel post.

    In generale, per la verifica della rispondenza del progetto alle norme dovrebbe partire da quelle sugli impianti di produzione calore per la parte cucina e dalle norme sull’esodo per tutto il locale, soprattutto per quanto riguarda la sala.

    Cordiali saluti
    La Segreteria tecnica

  5. michele lamia on luglio 2009 at 3:03 am

    qual’è il limite di superficie e/o di coperti per un ristorante al di sotto del quale non bisogna chiedere il n.o. ai vv.ff.?
    molte grazie

  6. comitato tecnico on luglio 2009 at 11:53 am

    Un qualsiasi ristorante è soggetto ai controlli di prevenzione incendi solo in funzione della potenza termica dei fornelli (in particolare, quando superano i 116 kW). Non c’è invece un numero di coperti o una superficie massima oltre la quale si deve chiedere il parere ai Vigili del Fuoco.
    Ricordiamo sempre, però, che le norme di sicurezza vanno rispettate sempre, non solo quando c’è il controllo obbligatorio da parte dei VVFF.

    La Segreteria tecnica

  7. alessandro on settembre 2009 at 7:53 am

    Salve! sono un geometra alle prime armi, devo redarre le pratiche e seguire le lavorazioni per l’ampliamento (riguardante solo la sala, non la cucina) di un bar trattoria (capacità intorno alle 60 persone), per la normativa antincendio, a livello burocratico, da quanto leggo nei post qui sopra, non dovrebbe occorrermi nulla (o mi sbaglio?), a livello pratico che parametri devo seguire per eventuali uscite di sicurezza con maniglioni antipanico per il pubblico? c’è un numero minimo di persone o un tot di metri quadrati entro i quali devo installare, in sala, una porta d’uscita con particolari caratteristiche?
    Grazie

  8. comitato tecnico on settembre 2009 at 10:10 am

    Non essendo state emanate per i ristoranti norme specifiche, deve essere la valutazione dei rischi ad evidenziare quali sono le misure da attuare. Influiscono sulla valutazione non solo il numero di persone ma la lunghezza dei percorsi, la larghezza delle porte ecc.
    Anche per i maniglioni antipanico, il minimo di legge lo abbiamo illustrato nel post specifico, ma nulla vieta di migliorare il livello minimo di sicurezza.
    In tutti i casi il riferimento per la valutazione dei rischi è il decreto 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  9. angelo on settembre 2009 at 11:27 am

    salve devo inserire una friggitoria nel mio negozio gia esistente circa 30 mq ,quanto è il limite massimo di kw da installare su friggitrici a gas grazie angelo

  10. comitato tecnico on settembre 2009 at 12:00 pm

    Non esiste un limite di potenza oltre il quale non si possano installare apparecchi a gas.
    A seconda della potenza termica complessiva degli apparecchi a gas (minore o maggiore di 35 kW) deve rispettare norme diverse (UNI CIG 7129 oppure DM 12 aprile 1996) e quindi diverse misure per le aperture di aerazione, la resistenza al fuoco ecc. .
    Se la potenza termica di tutti gli apparecchi supera i 116 kW, inoltre, diventa obbligatorio il controllo dei Vigili del Fuoco.
    Comunque, le norme di più facile applicazione riguardano gli apparecchi di potenza inferiore a 35 KW.

    La Segreteria tecnica

  11. Marco on settembre 2009 at 4:10 am

    Salve,
    devo progettare una soluzione per un ristorante con un’affluenza superiore alle 100 persone.
    Riguardo alle uscite di sicurezza, pensavo di prevedere un unico portoncino a 2 ante con maniglioni antipanico. La luce di passaggio prevista di ogni anta è mm. 900. E’ sufficiente? E se si la luce di passaggio è dimensionata corretta o devo portare ogni anta a mm. 1200?

    Grazie infinite.
    Marco

  12. comitato tecnico on settembre 2009 at 8:42 am

    Secondo noi per la valutazione delle vie di esodo, ai ristoranti si devono almeno applicare le norme sulla sicurezza del lavoro (in particolare, del decreto 10 marzo 1998 sulla valutazione dei rischi di incendio), che nel caso specifico prevedono almeno 2 uscite (in quanto sono presenti più di 50 persone). La larghezza minima di ciascuna porta potrà essere di 80 cm, sempre ai sensi del D.M. 10 marzo 1998. La somma delle larghezze delle porte, essendo pari a 2 moduli, dovrebbe essere poi aumentata per permettere l’esodo del numero di tutte le persone presenti (ad esempio, 150 persone rendono necessari 3 moduli, quindi una porta da 80 cm e l’altra da 120).

    La Segreteria tecnica

  13. paolo on ottobre 2009 at 10:56 pm

    Nel piccolo ristorante in progetto < di 50 persone la cucina è separata dai locali del pubblico; la cucina misura 5,20×5,00=26 mq; oggi facendo il conteggio della potenza dei vari fornelli, forni ecc. siamo arrivati a 64 Kw;
    a quali norme sono soggetto per il locale?? e per l’impianto di fornitura gas??

    Grazie

    Paolo

  14. comitato tecnico on ottobre 2009 at 11:06 am

    Sia il locale cottura che l’impianto interno dovranno essere conformi al DM 12 aprile 1996. Non è necessario presentare alcuna domanda ai Vigili del Fuoco, essendo l’impianto inferiore a 116 kW:

    La Segreteria tecnica

  15. MICHELE on ottobre 2009 at 8:33 am

    BUONGIORNO IO HO UN CASO COME QUELLO DI PAOLO. CIOE’ HO UNA LINEA COTTURA PARI A 75 KW DI GAS. STIAMO INSTALLANDO UN MOTORE CON 3 CV CON FILTRO CON IMMISSIONE 750 CM QUADRATI.
    SECONDO IL DECRETO SIAMO APPOSTO, MA PER QUANTO RIGUARDA QUESTO PUNTO:
    b) l’alimentazione del gas alle apparecchiature deve essere direttamente asservita al sistema di evacuazione forzata e deve interrompersi nel caso che la portata di questo scenda sotto i valori prescritti in seguito; la riammissione del gas alle apparecchiature deve potersi fare solo manualmente;
    COSA NE DITE???

  16. comitato tecnico on ottobre 2009 at 11:56 am

    La normativa di sicurezza antincendio per le cucine alimentate a gas e potenzialità complessiva superiore a 35 KW è contenuta nel DM 12/04/1996.
    Per questi impianti sono consentite due possibili soluzioni:
    la cucina è separata dalla sala di consumazione dei pasti, a mezzo di strutture e porte resistenti al fuoco;
    la cucina è installata nel locale nel quale avviene anche la consumazione dei pasti.
    Il caso descritto sembrerebbe poter essere ricondotto al punto 2, e per questo tipo di installazione, oltre a quanto citato, è previsto che:
    a) gli apparecchi utilizzati devono essere asserviti a un sistema di evacuazione forzata (per es. cappa munita di aspiratore meccanico);
    b) l’alimentazione del gas alle apparecchiature deve essere direttamente asservita al sistema di evacuazione forzata e deve interrompersi nel caso che la portata di questo scenda sotto i valori prescritti in seguito; la riammissione del gas alle apparecchiature deve potersi fare solo manualmente;
    c) l’atmosfera della zona cucina, durante l’esercizio, deve essere mantenuta costantemente in depressione rispetto a quella della zona consumazione pasti;
    d) il sistema di evacuazione deve consentire l’aspirazione di un volume almeno uguale a 1 m3/h di fumi per ogni KW di potenza assorbita dagli apparecchi ad esso asserviti (1);
    e) le cappe o i dispositivi similari devono essere costruiti in materiale di classe 0 di reazione al fuoco e dotati di filtri per grassi e di dispositivi per la raccolta delle eventuali condense;
    f) tra la zona cucina e la zona consumazione pasti deve essere realizzata una separazione verticale, pendente dalla copertura fino a quota 2,2 m dal pavimento, atta ad evitare l’espandersi dei fumi e dei gas caldi in senso orizzontale all’interno del locale, in materiale di classe 0 di reazione al fuoco ed avente adeguata resistenza meccanica, particolarmente nel vincolo;
    g) le comunicazioni dei locali con altri, pertinenti l’attività servita, deve avvenire tramite porte REI 30 con dispositivo di autochiusura;
    h) il locale consumazione pasti, in relazione all’affollamento previsto, deve essere servito da vie di circolazione ed uscite, tali da consentire una rapida e sicura evacuazione delle persone presenti in caso di emergenza.

    La Segreteria tecnica

  17. Antonio on novembre 2009 at 3:36 am

    Salve,
    ho un ristorante da progettare, nella sala ho circa 60 posti e una decina di lavoratori in cucina, seguendo il DM 10 Marzo 1998 ho applicato la formula per il n° vie di uscita e ottengo 2 moduli da 0.80 m, cioè 2 vie di uscita per le persone in sala e 1 porta per da 0.90 m in cucina (dal D.Lgs 81/08).

    La mia domanda è: Una delle due vie di uscita della sala si può far coincidere con la porta d’ingresso al locale??

    la ringrazio per la disponibilità

    Antonio

  18. comitato tecnico on novembre 2009 at 10:33 am

    Certamente l’ingresso può essere usato e considerato come via di uscita, sempre che abbia i requisiti di altezza, larghezza e sia dotato del dispositivo di apertura idoneo.

    La Segreteria tecnica

  19. Rino Chiricallo on dicembre 2009 at 10:51 am

    Salve, vorrei sapere se per utilizzare una piastra a gas per crepes di potenza circa 6,4 Kw in locale pubblico senza posti a sedere ho bisogno di requisiti particolari o se ci sono norme che regolano il tutto. Il locale è sito in Bari. Grazie.

  20. comitato tecnico on dicembre 2009 at 10:11 am

    Se l’installazione è all’aperto non ci sono problemi.
    Se deve essere installato al chiuso, invece, si deve controllare il tipo di apparecchio in relazione a quanto prevedono le norme UNI CIG 7129. Infatti, per quanto ne sappiamo, apparecchi di questa potenza dovrebbero essere installati nel rispetto delle stesse misure di sicurezza che si applicano agli altri apparecchi a gas (apertura di ventilazione, cappa) ma potrebbero essere soggetti a specifiche deroghe.

    La Segreteria tecnica

  21. claudia on gennaio 2010 at 2:29 am

    salve
    sto ampliando il mio ristorante e vorrei sapere a quali norme devo attenermi.
    la superficie totale sarà di circa 70 mq e la potenza delle cucine intorno ai 60 kw (4 fuochi e un bruciatore per il forno, tutto alimentato a bombole gpl).
    a parte seguire le norme del DM 12, la mia domanda è: essendo la cucina a vista all’interno di un locale di circa 30 mq quale areazione devo prevedere?
    essendo il locale nel centro storico ci sono norme particolari da seguire?
    dove posso posizionare le bombole?
    grazie

  22. comitato tecnico on gennaio 2010 at 10:11 am

    L’aerazione, secondo il DM 12 aprile 1996, è proporzionale alla potenza termica dell’impianto secondo la formula S > Q x 10.
    Non ci risultano, invece, particolari norme per i centro storici. Per quanto riguarda le bombole, ovviamente dipende dalla quantità di gas presente. In generale, è meglio tenere le bombole in una nicchia aerata direttamente sull’esterno, ricordando sempre che non possono essere mai depositate in locali con piano al di sotto di quello di riferimento esterno.

    La Segreteria tecnica

  23. calogero on gennaio 2010 at 6:16 am

    salve ,è mia intenzione realizzare un ristorante pizzeria bar palchetto per complessi in un locale di circa 300 mq con un solo ingresso e senza finestre .pensate che oltre alla normativa relativa alla cucina potrei realizzare questo locale visto che come uscita di sicurezza non ho altre possibilità?grazie

  24. comitato tecnico on gennaio 2010 at 8:31 am

    Il numero di uscite di sicurezza in un locale come il suo (che non è soggetto a norme specifiche di prevenzione incendi) è una questione che non dipende da quante finestre sono presenti, ma dipende essenzialmente dal numero di persone previste (pubblico + dipendenti).
    Come regola generale deve tenere presente che, con una sola porta, non possono essere presenti più di 50 persone, almeno secondo le norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
    Se è previsto lo svolgimento di attività che configurano il pubblico spettacolo (palchetto per musica) dovrebbe sentire anche l’ufficio comunale per i locali di pubblico spettacolo, visto che a seconda dei comuni varia l’interpretazione su questo tipo di attività e potrebbe essere richiesta anche una seconda uscita di sicurezza.

    La Segreteria tecnica

  25. fabrizio on gennaio 2010 at 8:13 am

    Ho un locale di 197 mq, sto realizzando una cucina misure 5 x 3,80 mt volevo sapere se posso realizzarla con struttura in profilati e pannelli quelli che si usano anche per box interni, evitando la muratura e inoltre devo necessariamente piastrellare le pareti della cucina formata da due pareti in muratura e due con pannelli, se si fi a che altezza montare piastrelle l’altezza utile è circa 3 mt.
    grazie

  26. comitato tecnico on gennaio 2010 at 10:56 am

    Se la cucina è per un ristorante e la potenza termica supera i 35 kW le caratteristiche delle strutture devono essere conformi a quanto previsto nel DM 12 aprile 1996.

    La Segreteria tecnica

  27. alelio on gennaio 2010 at 8:24 am

    Salve sto cercando di capire se nel seminterrato del ristornate che dovrei ristrutturare, con h.240 portabile a h.300cm e superfice pari a 25mq, areato ed illuminato artificialmente le norme antincendio e altre mi diano la possibilita di realizzare: servizi igenici del personale, servizi igenici per il pubblico, deposito merci, locali tecnici ed eventualmente anche sguatteria e dispensa?
    Esagero ipotizzando se fosse invece tutta la cucina ad essere posiziana al seminterrato con un altezza di 3.0h ovviamente?
    grazie…

  28. comitato tecnico on gennaio 2010 at 5:41 am

    Per quanto riguarda le norme di sicurezza antincendio dei ristoranti, abbiamo notato che è in vendita su internet una pubblicazione che risponde in pratica a tutte le numerose domande che ci pervengono su queste specifiche attività. Pertanto, data la complessità della materia, abbiamo pensato opportuno pubblicare l’indirizzo di questa pubblicazione sul post dei ristoranti.

    La Segreteria tecnica

  29. digo on febbraio 2010 at 8:59 am

    salve,
    sto progettando la ristrutturazione di un locale commerciale per trasformarlo in un ristorante di circa 60mq su due livelli, in cucina
    saranno installati 45kw di fuochi vari;
    oltre alla ventilazione S come devo trattare le pareti il soffitto (che è in legno) e la porta (che da sulla sala) dal punto di vista REI?
    la porta ho visto che deve essere almeno REI 30 ma il soffitto e le pareti anche oppure no?
    se li soffitto ed una parete danno verso un’altra proptietà cambia qualcosa?

    grazie 1000

  30. comitato tecnico on febbraio 2010 at 9:00 am

    Gli ambienti in cui sono presenti impianti termici a gas di potenza maggiore di 35 kW devono essere trattati secondo quanto previsto dal Dm 12 aprile 1996. Questa norma è abbastanza semplice, ma va letta con attenzione.
    La resistenza al fuoco deve essere garantita secondo quanto previsto nel decreto, come ha evidenziato. Il decreto, però, non fissa particolari regole quando le pareti sono di un’altra proprietà.

    La Segreteria tecnica

  31. Giovanni on febbraio 2010 at 6:00 am

    Salve,
    sto sostituendo la cucina del mio ristorante. L’ambiente cucina non è aperta al pubblico e la potenzialità max sarà di 100 kw. Secondo il D.M. 12 aprile 1996, devo prevedere la cappa di aspirazione con elettroventilatore? Grazie

  32. Giovanni on febbraio 2010 at 3:40 am

    Salve, sono Giovanni
    sto sostituendo la cucina di un piccolo ristornante con un’altra che sarà alimentata con un serbatoio Gpl. La potenza complessiva è 100 kW. la sala cucina è separata dal locale consumazione pasti attraverso una porta in legno. Per il D.M. 12 aprile 1996 è necessario dotare la cucina con una cappa e aspiratore meccanico? E se cambiassi la porta ingresso della cucina con una REI 30 è ancora necessario dotarsi di una cappa con aspiratore meccanico? Grazie

  33. comitato tecnico on febbraio 2010 at 1:12 pm

    Il DM 12/04/1996 prevede, per gli impianti di cucina, due possibili soluzioni rispetto alla sala, alternative tra loro: la separazione a mezzo di strutture e serramenti resistenti al fuoco (su porte passavivande e cc..) oppure cucina installata all’interno del locale di consumazione. In quest’ultimo caso sono necessari interventi impiantistici (sistema di aspirazione con predeterminata portata al quale deve essere asservito l’impianto di adduzuine del gas) e strutturali (in maniera da garantire, a soffitto, un contenimento dei fumi verso lo spazio occupato dai clienti).
    Si rammenta che per il serbatoio di gpl dovrà essere richiesto il certificato di prevenzione incendi al locale Comando dei Vigili del Fuoco.

    La Segreteria tecnica

  34. mony on febbraio 2010 at 11:54 am

    ho un bar caffetteria di 70mq, ho un dipendente part-time. secondo il d.lgs 8108 a quali obblighi mi devo attenere? non ho cucina, solo un scalda tost, oltre alla normale attrezzatura da bar.

  35. comitato tecnico on febbraio 2010 at 11:55 am

    In presenza di lavoratori dipendenti, così come definiti nell’articolo 3 del D. Lgs 81/2008, il datore di lavoro deve ottemperare alle disposizioni del predetto D. Lgs, ed in particolare:
    - alla valutazione di tutti i rischi, con l’elaborazione di uno specifico documento;
    - alla designazione del responsabile del servizio prevenzione e protezione;
    - alla designazione del personale incaricato dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio;
    - alla informazione e formazione del personale dipendente;
    - all’adozione delle misure necessarie alla prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro.
    Tali argomenti sono stati già trattati su alcuni posts presenti sul sito e comunque il riferimento per maggiori approfondimenti è il DM 10 marzo 1998 recante i “criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze”.

    La Segreteria tecnica

  36. miriam galli on febbraio 2010 at 10:51 am

    volevo chiederle come potevo fare o meglio da dove si comincia in genere, dato che sono ancora studentessa, a progettare un ristorante da 150 posti in un lotto di terreno di 50×70 m all’inteno ci dovrebbero stare anche dei parcheggi.
    se riuscisse a dirmi da dove si comincia gliene sarei grata perchè il mio professore non ha risposto a questo mio quesito

  37. comitato tecnico on febbraio 2010 at 10:52 am

    La progettazione di un ristorante è una questione che riguarda anche la sicurezza, ma non solo questa.
    Per quanto riguarda la sicurezza antincendio i ristoranti sono soggetti a diverse norme, che riguardano l’esodo, gli apparecchi di produzione calore ed i depositi o gli impianti gas.
    Come abbiamo accennato, abbiamo visto che un libro a basso costo in vendita on line riassume in modo preciso e adeguato i principali problemi del progetto di queste attività, che abbiamo affrontato anche noi in diversi post specifici.

    La Segreteria tecnica

  38. lorenzo on marzo 2010 at 7:23 am

    volevo chiedere se in un bar devo fare coimbentere tutte le tubazioni antincendio e quelle dell’impianto idraulico?
    Se si, a quale legge devo fare riferimento?

  39. comitato tecnico on marzo 2010 at 7:24 am

    Per quanto ne sappiamo, non esiste un obbligo di coibentare le condotte idrauliche per un bar, almeno ai fini antincendio.

    La Segreteria tecnica

  40. MARCO on marzo 2010 at 5:54 am

    Salve, volevo chiedere: un ristorante che si sviluppa su un unico piano e che prevede un affollamento di 100 persone max ha l’obbligatorietà di uscite di emergenza (e quindi di porta che si apra nel verso dell’esodo)? Il dubbio mi è sorto dal momento in cui ho letto dal dm 10/03/98 che le attività a rischio incendio basso (e il ristorante ricade in queste attività) non hanno bisogno di vie di uscita alternative (art. 3.3 comma a).
    Il d.lgs. 81/08 al punto 1.6 dell’allegato IV fa riferimento alle porte dei locali di lavoro e non alle porte delle uscite di emergenza.
    A quali articoli di legge bisogna quindi attenersi? Quali esplicitano l’obbligo di almeno una uscita di emergenza (porta con maniglione antipanico) anche per i ristoranti o in senso generale per le attività a rischio incendio medio e basso.

    Vi ringrazio anticipatamente per la risposta, Marco.

  41. comitato tecnico on marzo 2010 at 11:46 am

    Anche se i ristoranti non sono soggetti ai controlli di sicurezza dei VVFF (a parte quando le cucine superano i 116 kW), ci sono norme precise da rispettare. Proprio per quanto riguarda l’esodo, nei pos precedenti abbiamo chiarito che si deve fare riferimento al DM 10 marzo 1998 che prevede, per locali con più di 50 persone, 2 uscite di sicurezza.
    Dato che la materia è abbastanza complessa, se non si può dare l’incarico a un tecnico noi consigliamo di leggere la pubblicazione sulla sicurezza dei ristoranti che abbiamo visto in vendita on line su internet che è abbastanza completa:
    (http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2010/8234250).

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  42. chiara da venezia on marzo 2010 at 4:56 pm

    Buongiorno a tutti! Vorrei avere una risposta gentilmente a un mio dubbio che è emerso oggi: la caldaia che riscalda le sale di un ristorante che si trova all’esterno del mio locale in una stanza a parte con un’entrata indipendente non va a fare cumulo con la somma dei kw totali? E poi se al piano di soppra ho l’appartamento dei miei genitori la cui caldaia e’ sempre in quel vano può essere soggetta al controllo delle autorità anche se non riguarda niente con l’attività?

  43. comitato tecnico on marzo 2010 at 4:58 pm

    Da quello che leggiamo sembrerebbe che, se la caldaia è in un locale con accesso dall’esterno, l’apparecchio non somma la potenza con gli altri apparecchi a servizio del ristorante, ma somma la potenza con quella dell’appartamento se sono posti nello stesso locale.
    Pertanto, qualora la somma di tali apparecchi superi i 116 kW, il controllo riguarda anche l’apparecchio a servizio del riscaldamento.

    La Segreteria tecnica

  44. vittorio on marzo 2010 at 1:59 am

    in un albergo tra cucina elettrica ( Kw 90 installata, kw 63 in contemporanea, kw 44 con sistema risparmio enbergetico) e sala ristorante
    debbo mettere porta REI 60- REI 30 o normale?
    Se REI, esistono REI scorrevoli automatizzate?
    Grazie mille
    Vittorio

  45. comitato tecnico on marzo 2010 at 8:57 am

    Se gli impianti di cottura sono elettrici non ci sono norme antincendio specifiche da applicare, ma (al massimo, dato che nel caso dell’albergo la norma non chiede misure particolari per le cucine elettriche) i criteri di valutazione del rischio e di scelta delle misure del decreto 10 marzo 1998. Non è quindi detto che si debba necessariamente installare una porta REI. Sarebbe opportuno chiedere al locale Comando VVFF un parere, visto che secondo noi la questione, pur non essendo trattata dalle norme, è importante.

    La Segreteria tecnica

  46. chris on marzo 2010 at 6:26 am

    Buon giorno,
    volevo conferma che non è necessario richiedere il CPI nel caso di ristorante con cucina a gas da 100 kW e centrale termica da 110 kW. Il fabbricato è unico, ma i 2 locali sono compartimentati e la centrale termica ha accesso diretto dall’esterno.
    Grazie
    Chris

  47. comitato tecnico on marzo 2010 at 6:27 am

    La domanda riguarda l’interpretazione della norma sulle attività soggette ed in particolare se due centrali termiche con ingressi separati e compartimentate costituiscono una sola attività soggetta.
    Premettiamo che è probabile che su questo tipo di domanda possa trovare interpretazioni diverse.
    Secondo noi è certo che per quanto riguarda l’applicazione della norma tecnica, sono due impianti diversi. Secondo noi, anche per quanto riguarda l’obbligo di CPI, non dovrebbero rientrare tra le attività da controllare. Un criterio simile lo troviamo applicato nei box che hanno l’uscita direttamente sull’esterno che, secondo un chiarimento, non costituiscono una autorimessa.

    Per quanto ne sappiamo, però, non ci sono chiarimenti simili sulle centrali termiche e quindi vale l’interpretazione che ne danno i singoli.

    La Segreteria tecnica

  48. chiara da venezia on marzo 2010 at 12:46 pm

    Salve possiedo un ristorante a conduzione famigliare attivo già dal 1930.L’ ultima data relativa all’autorizzazione sanitaria risale al 1986.Ora vorrei far richiesta di ampliamento dell’autorizzazione sanitaria, per fare cio’ devo cambiare le porte in legno che danno dalla cucina alle sale poichè non sono rei 30? o posso lasciarle così dato che la cucina non ha subito variazioni di potenza kw (100)?

  49. comitato tecnico on marzo 2010 at 12:52 pm

    La norma antincendio per le cucine a gas dei ristoranti prevede delle misure anche per le porte di comunicazione tra locale cucina ed altre parti dell’ambiente. Quindi, indipendentemente dall’autorizzazione sanitaria, dovrebbe rispettare tale norma, che prevede:
    4.4.2 Accesso e comunicazioni
    L’accesso può avvenire direttamente:
    - dall’esterno, tramite porta larga almeno 0,9 m in materiale di classe 0 di reazione al fuoco;
    - e/o dal locale consumazione pasti, tramite porte larghe almeno 0,9 m di caratteristiche almeno REI 60 per portate termiche superiori a 116 kW e REI 30 negli altri casi, dotate di dispositivo di autochiusura anche del tipo normalmente aperto purché asservito ad un sistema di rivelazione incendi.

    Deve tenere presente che l’adeguamento è obbligatorio da anni perchè questa norma, quando è entrata in vigore, ha previsto l’adeguamento delle attività preesistenti, infatti il titolo VII prevede:
    IMPIANTI ESISTENTI
    7.1 Gli impianti esistenti devono essere resi conformi alle presenti disposizioni. E’ tuttavia ammesso che:
    - la superficie di aerazione sia inferiore a quella richiesta al punto 4.1.2, purché non inferiore a quella risultante dalla formula:
    S > 8,6 Q (locali fuori terra);
    S > 12, 9 Q (locali seminterrati ed interrati fino a quota -5 m);
    S > 17,2 Q (locale interrato fra quota compresa tra -5 e -10 metri al di sotto del piano di riferimento).
    E’ consentito che l’altezza dei locali sia inferiore a quella prevista nella precedente normativa, nel rispetto dei punti 4.1.3. e 4.2.4. Per impianti di portata termica superiore a 350 kW l’altezza non deve essere comunque inferiore a 2,5 m.

    La Segreteria tecnica

  50. Riccardo on marzo 2010 at 3:00 pm

    Salve, io ho acquistato un’attività di bar caffetteria ( licenza dell’82 ) . ora sto ristrutturando il bar completamente . verrà dotato anche di un piccolo laboratorio per la preparazione di panini e crepes . Avrò un forno elettrico e una creperia doppia elettrica . Il locale ha in totale 87 mq ( compresi bagni , sala principale e saletta posteriore e laboratorio cucina con le dotazioni prima citate )e max 35 persone a sedere. La sala principale da sulla strada ( marciapiede ) ed è dotata di 2 ingressi-uscite da 130mm ognuna con apertura verso l’interno . Devo per forza creare un’uscita che apra verso l’esterno ( con il rischio di colpire i passanti nel marciapiede ) o posso lasciare le porte anche così come sono ? dimenticavo di dire che sia la saletta posteriore, sia il laboratotio cucina, oltre ad essere connesse alla sala principale senza ostruzioni ( il laboratorio ha uina porta a vento come da legge) hanno un’ulteriore uscita in un piccolo cortile ( chiuso ) di 12 mq .

  51. comitato tecnico on marzo 2010 at 6:03 am

    Da quello che scrive non sembra esserci motivo di aumentare o modificare le uscite di sicurezza, dato che secondo i criteri del DM 10 marzo 1998 sono più che sufficienti alle necessità.

    La Segreteria tecnica

  52. Riccardo on marzo 2010 at 9:29 am

    il mio dubbio era solo per il senso di apertura …. dato che sono tutte ad apertura verso l’interno del locale ( con maniglione a tirare, non a spingere )

  53. comitato tecnico on marzo 2010 at 10:20 pm

    la risposta riguardava anche il verso di apertura

    La Segreteria tecnica

  54. samuele on marzo 2010 at 3:31 am

    Salve, sono uno studente che sta progettando una mensa con capienza di circa 100 persone e relativa cucina per una casa dello studente.
    Volevo sapere come si calcola la potenza in Kw della cucina e se devo contare anche i fornelli a gas.
    Inoltre volevo sapere se il locale dove istallerò i fornelli deve essere all’interno di una muratura che mi garantisca la prestazione antincendio (rei 60/90/120?). grazie

  55. comitato tecnico on marzo 2010 at 3:33 am

    La potenza della cucina dipende dall’apparecchio che acquista. Poichè nel progetto deve soddisfare delle esigenze funzionali, dovrà anche controllare quale è la potenza complessiva che soddisfa tali esigenze.
    Ovviamente i singoli fornelli contribuiscono al computo del valore complessivo. Per la resistenza al fuoco, se la cucina supera i 35 kW, deve rispettare il decreto 12 aprile 1996, che prevede diverse misure di sicurezza, compresa la resistenza al fuoco delle strutture.

    La Segreteria tecnica

  56. MARIO on marzo 2010 at 11:49 am

    mi trovo spesso ad affrontare situazioni ibride fra regola tecnica relativa ai locali cucina – vedi DM 12.04.96 e prescrizioni ULSS in merito al numero di accessi/uscite dalla cucina; se mi riferisco al DM citato, mi basta un solo accesso da 90 cm REI 30 per potenze sotto i 116 KW ma non quadra con la gestione sotto l’aspetto della movimentazione delle vivande. A questo punto cosa prevedete? una o piu’ accessi/uscite? se poi in caso di pericolo la porta REI si chiude, da dove scappa il cuoco?

  57. comitato tecnico on marzo 2010 at 11:50 am

    La cosa importante da ricordare è che una porta REI non è una porta che, una volta chiusa, si blocca. Pertanto, il fatto che sia prevista per rispettare una norma di sicurezza antincendio, magari con un dispositivo di chiusura automatica, non pregiudica la sicurezza delle persone, ma serve a migliorarla.
    Per quanto riguarda la coesistenza con norme di tipo igienico-sanitario, il fatto che possano essere chieste più vani non va contro il decreto 12.04.96, se tali vani sono protetti da porte REI.

    La Segreteria tecnica

  58. boris on aprile 2010 at 3:02 am

    buongiorno devo aprire un ristorante e mi hanno parlato di una legge appena uscita sui parcheggi mi sapete dare qualche informazione?grazie mille

  59. comitato tecnico on aprile 2010 at 6:24 am

    Possiamo solo assicurare che ultimamente non sono state pubblicate nuove norme antincendio sui parcheggi. Quelle vigenti sono del 1986.

    La Segreteria tecnica

  60. Rocco on aprile 2010 at 1:25 am

    Buongiorno, ho un ristorante con una cucina a gas metano con potenzialità superiore a 116kW al piano primo che è separata dalla zona consumazione pasti da una porta REI 120. La cucina ha un montacarichi interno che comunica con un’altra cucina con potenzialità <116kW situata la piano terra , la domanda è: le porte del montacarichi devono essere REI 60 o REI 120?

  61. comitato tecnico on aprile 2010 at 1:26 am

    Non c’è una risposta univoca a questa domanda perchè molto dipende dalle caratteristiche della seconda cucina. Se questa è inferiore a 35 kW e non rispetta il DM 12 aprile 1996 ma solo le UNI CIG, sicuramente serve la compartimentazione. Se è superiore a 35 kW, dovendo rispettare il DM del 1996, probabilmente si può considerare il tutto come un unico ambiente cucina e le porte del montacarichi potrebbero non dover essere REI.

    La Segreteria tecnica

  62. mario on aprile 2010 at 1:44 pm

    Un bar caffè con meno di 10 dipendenti non ha l’obbligo di redigere il piano di emerenza, ma solo l’adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio. (DM 10 marzo 1998 Art. 5 comma 2).
    Se nel locale ci possono essere piu di 10 persone è sempre valida la possibilità di non redigere il piano di emergenza?
    Grazie

  63. Monica on aprile 2010 at 4:45 am

    Sto progettando un ristorante all’interno di un rustico esistente da ristrutturare.Il ristorante prevede circa dai 100 ai 150 utenti. Le sale da pranzo sono ubicate al piano terra e al piano primo.Volevo sapere se è necessario prevedere una scala esterna di sicurezza.

    Grazie

  64. comitato tecnico on aprile 2010 at 9:29 am

    Tutto dipende dalla capienza delle sale e dalla larghezza delle vie di uscita. Anche in questo caso, data la complessità del tema, consigliamo il testo che abbiamo visto pubblicato su internet.

    La Segreteria tecnica

  65. Andrea on maggio 2010 at 4:49 am

    Abbiamo l’esigenza di aggiungere una lavastoviglie alla cucina di una mensa scolastica. Bisogna aggiornare il lay-out e anche i disegni degli impianti tecnici e ci sono altri eventuali adempimenti ?

    Grazie

  66. comitato tecnico on maggio 2010 at 4:50 am

    Se la lavastoviglie è ad alimentazione elettrica non dovrebbe essere necessaria una modifica alla documentazione antincendio. Nelle norme sulle cucine non si citano gli impianti elettrici, infatti. Se è a gas serve una modifica del progetto.

    La Segreteria tecnica

  67. chiara on maggio 2010 at 6:10 am

    Salve, dovrei ampliare un ristorante in un centro storico, l’ampliamento è al piano interrato, senza finestre e con una sola via di accesso.
    A quali normative devo fare riferimento oltre a quelle già sopra evidenziate per la ventilazione, aperture di sicurezza e per la potenza delle cucine installate?
    L’ampliamento consiste solo per la zona di ristoro.
    Grazie.

  68. comitato tecnico on maggio 2010 at 6:12 am

    Su questo specifico argomento non esistono norme particolari. Dovrà applicare le misure di sicurezza ed i criteri di sicurezza antincendio vigenti per i luoghi di lavoro (d.lgs 81/08 e DM 10/3/98).

    La Segreteria tecnica

  69. valentina on maggio 2010 at 12:38 am

    Salve un mion cliente mi ha chiesto di redigere un piano di emergenza ed evacuazione per il suo ristorante con 30 posti a sedere e volevo sapere se c’erano delle norme o cose particolari che devo specificare nel farlo e poi questo locale non ha le uscite di sicurezza con il maniglione antipanico è uguale????
    Saluti Valentina e Grazie.

  70. Alan on maggio 2010 at 8:16 am

    Buonasera,
    vorrei realizzare una struttura per ospitare matrimoni ed eventi. La gestione del servizio varrà affidata ad una società esperrta nel settore del catering.
    La mia domanda è: devo comunque far riferimento alle norme (comprese quindi quelle relative all’antincendio) per i ristoranti o se esiste una normativa dedicata..

  71. comitato tecnico on maggio 2010 at 8:17 am

    Non esistono norme antincendio per i ristoranti, esistono norme per le cucine e indicazioni generali per i locali soggetti ad affollamento non previsti singole norme. Per maggiori dettagli su questo tema rimandiamo ad un testo in vendita su internet:
    http://www.lulu.com/product/item/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2010/10993436

    La Segreteria tecnica

  72. Alessio on maggio 2010 at 4:09 am

    Avrei bisogno di un chiarimento relativo ad un ristorante complessivo di 400-500mq: il gestore vuole realizzare anche la musica dal vivo, ma non un semplice karaoke o con un piano bar, ma proprio una zona con possibilità di danza. Secondo me rientra nei casi per cui è necessario il CPI in quanto assimilabile a sala da ballo. Secondo voi?
    Grazie, Alessio

  73. comitato tecnico on maggio 2010 at 4:10 am

    Sembrerebbe un locale di intrattenimento, e quindi soggetto ad una procedura di approvazione da parte del Comune. Consigliamo di sentire la commissione sui locali di pubblico spettacolo. Se rientra in quei casi è anche soggetto al CPI.

    La Segreteria tecnica

  74. MC on maggio 2010 at 7:40 am

    Salve, sono in procinto di aprire un piccolo (meno di 100 mq.tot) laboratorio di pasticceria con annesso negozio. I forni installati (elettrici) hanno potenza 6.0kW e 9.3kW e vi sarà anche un piano cottura in vetroceramica a infrarossi, nel laboratorio non esistono “fiamme libere”; nella parte destinata a negozio è presente una caldaia a gas per il riscaldamento dei locali. La mia domanda è: volendo separare la parte laboratorio dalla parte negozio (aperta al pubblico) con una parete mobile realizzata in pannelli di legno (nobilitato) con porta a scorrere in vetro, che caratteristiche di resistenza al fuoco deve avere la parete stessa? Grazie
    MC

  75. comitato tecnico on maggio 2010 at 7:41 am

    Da quello che scrive si deduce che il locale non è soggetto a norme di prevenzione incendi, per cui non esiste una risposta relativa alla resistenza al fuoco della porta, a meno che la caldaia a gas abbia potenza termica superiore a 35 kW. Nel caso, deve applicare in toto il DM 12 aprile 1996 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti… ), che prevede la resistenza REI 30 per le porte.

    La Segreteria tecnica

  76. MC on maggio 2010 at 2:08 pm

    Grazie, il mio dubbio, però, si riferiva soprattutto alla parete in legno….grazie!
    MC

  77. comitato tecnico on giugno 2010 at 11:11 am

    la risposta vale, ovviamente, anche per la parete.

    La Segreteria tecnica

  78. GAETANO on giugno 2010 at 12:51 am

    Buongiorno,vorrei sapere per cortesia se per dividere l’ambiente cucina dalla sala,potrei usare una porta rei del tipo “antirivieni” se esiste naturalmente ,tutto ciò per semplificare il lavoro dei camerieri.Grazie.

  79. comitato tecnico on giugno 2010 at 12:52 am

    Abbiamo dei dubbi sul fatto che possa esistere una porta REI di quel tipo. Potrebbe provare con una porta REI che si chiude in caso di incendio, però.

    La Segreteria tecnica

  80. giò on giugno 2010 at 2:06 pm

    Salve, dovrei allestire un ristorante di circa 150mq; il locale è provvisto di tre aperture, il tecnico che dovrebbe eseguire i lavori mi ha specificato che una delle tre aperture deve essere adibita all’entrata diretta ed indipendente della cucina (per l’ungresso merci).
    Mi interessava sapere se vi è una qualche normativa che stabilisca questo punto, o se al contrario posso evitare di “sacrificare” un’entrata e progettare quindi la cucina in un lato più interno del locale. Grazie.

  81. Marco on giugno 2010 at 2:30 am

    Salve, sono un accertatore delibera 40/04 AEEG, sto valutando una cucina professionale con portata termica totale di 108KW, l’apertura di aerazione calcolata secondo il DM 12/04/96 dovrebbe essere 108×10=1080cmq. Tale apertura deve essere realizzata rispettando anche il minimo imposto dal suddetto decreto di 3000cmq oppure trattandosi di una cucina e non di una centrale termica deve solo rispettare il dato di calcolo?
    Grazie

  82. alessandro on giugno 2010 at 1:57 am

    la porta diservizio di una pizzeria d’asporto che accede ad una scala comune residenziale dev’essere del tipo anticendio?
    grazie
    alessandro

  83. chris on luglio 2010 at 7:54 am

    Buon giorno,
    mi trovo in questa situazione: ho un cucina da 65 kW con 2 accessi entrambi da ambienti interni (uno verso la sala consumazione pasti ed uno verso disimpegno che porta agli spogliatoi della cucina). In questo disimpegno (che oltre alle porte verso la cucina e gli spogliatoi ha anche una porta verso la sala consumazione pasti ed un’altra porta verso l’esterno) è stata installata una caldaia da 34,6 kW, pertanto ho una cucina da 65 kW ed una caldaia da 34,6 kW in locali comunicanti.
    Secondo voi è possibile installare una porta REI con dispositivo di autochiusura per compartimentare i 2 locali (che avrebbero comunque accessi indipendenti)oppure mi conviene
    considerare cucina+disimpegno come unico locale con potenza installata 100 kW e compartimentare con porte REI tutti gli altri accessi?
    In questo caso, essendo la caldaia inferiore ai 35 kW, posso seguire le indicazioni previste per i locali cucina oppure devo ipotizzare che si tratti di centrale termica?
    Grazie
    Chris

  84. comitato tecnico on luglio 2010 at 7:55 am

    La sicurezza dei ristoranti è una questione complessa. Per questo motivo noi ricordiamo spesso che, dato che manca una norma antincendio di riferimento per queste attività (alle quali si applicano almeno 3 diverse norme) un buon riferimento bibliografico è un testo in vendita su internet (http://www.lulu.com/product/file-download/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2010/10993436).
    Nel suo caso, secondo noi, la somma delle potenze termiche è tale da rendere l’intero locale come una centrale termica a meno che i locali non siano separati da un filtro a prova di fumo. Forse, dato il possibile dubbio, è il caso di acquisire il parere dei VVF.

    La Segreteria tecnica

  85. Marco on luglio 2010 at 12:11 am

    In riferimento alla domanda, da me precedentemente posta, riguardante l’apertura di ventilazione per cucine sottoposte a DM 12/04/96, dopo aver interpellato i vigili del fuoco e lo sportello telefonico del CIG, ho capito che le aperture di ventilazione di locali adibiti a cucina professionale dovranno essere calcolate con la formula prevista nel DM (Q x 10 o Q x 15 a seconda dell’ubicazione art.4.1.2 Aperture di aerazione), senza richiedere l’apertura minima di 3000 cmq, limitata alle ct, questo perchè i locali adibiti a cucina professionale sono locali presidiati , a differenza delle CT.

  86. giulio on luglio 2010 at 8:47 am

    In un edificio di pregio deve essere realizzato un ristorante. Al piano terra sono presenti 3 sale di 60, 42, 20 mq la cucina, disimpegno e vano scala che porta alla terrazza con accesso ai servizi igienici sul pianerottolo. Si deve compartimentare il locale? Le porte che danno accesso ai servizi igienici e alla copertura devono essere porte rei? La porta di accesso alla cucina (potenza installata < 116 kW) basta rei 30? Grazie.

  87. comitato tecnico on luglio 2010 at 9:57 am

    Il tema dei ristoranti è abbastanza complesso per non consentire una risposta breve a quesiti all’apparenza semplici. Per questo motivo suggeriamo la lettura di un testo scaricabile da internet che tratta la materia: http://www.lulu.com/product/file-download/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2010/10993436

    La Segreteria tecnica

  88. carmen carabellese on luglio 2010 at 1:30 pm

    salve, a breve aprirò una gastronomia, supererò la 35 kw….. devo installare porta rei? se le porte in cucina sono più di una più porte rei? nel calcolo dei kw viene inserita anche la caldaia? grazie mille

  89. comitato tecnico on luglio 2010 at 1:31 pm

    Come nel caso precedente, anche per capire se è necessaria una porta REI (molto probabilmente si, visto che si deve applicare il DM 12/4/96 se l’alimentazione è a gas) rispondiamo dicendo che il tema dei ristoranti è abbastanza complesso per non consentire una risposta breve a quesiti all’apparenza semplici. Per questo motivo suggeriamo la lettura di un testo scaricabile da internet che tratta la materia: http://www.lulu.com/product/file-download/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2010/10993436.

    La Segreteria tecnica

  90. giulio on luglio 2010 at 1:36 am

    Il ristorante descritto nel post precedente lo posso considerara a rischi incendio basso, medio o alto? Grazie

  91. comitato tecnico on luglio 2010 at 1:37 am

    Non essendo presenti attività soggette al CPI dovrebbe essere considerato un rischio basso. Noi però faremmo una verifica anche sull’affollamento.

    La Segreteria tecnica

  92. Bruno on luglio 2010 at 2:27 am

    Buongiorno, in un locale commerciale di mia proprietà (~80 mq. la zona clienti, previsti 24 posti a sedere, 2 porte sulla strada larghe ognuna 1,2 metri – vincolato dalla sovrintendenza perchè storico) vorrei ricavare una paninoteca /piccola cucina (potenza gas 24,5 Kw, il resto tutto elettrico, cappa aspirante 2800 mc/h). Avendo il soffitto a volte (altezza min. 3,6 metri/ max 4.4 metri), pensavo di realizzare l’ambiente cucina chiudendo un angolo finestrato con pareti in cartongesso (senza soffitto) alte 2,6 metri. La cucina così ricavata avrà una porta che comunica con un corridoio accessibile alla clientela (per i servizi igienici) ed è in comunicazione con il retro del banco di servizio mediante un arco aperto largo circa 2 metri e alto 2,2 metri.
    E’ possibile tenere questo arco aperto oppure devo montare una porta?

  93. nurae on luglio 2010 at 5:36 am

    Buongiorno,
    chiedo in merito alle uscita sicurezza ristorante.
    Metratira totale circa 90 mq, posti a sedere 35-40, dipendenti massimo 4, uscite presenti: una di 90×230h apertura verso interno, un’altra di 210×250h a due ante verso esterno.
    domanda: su questa seconda è necessario installare i maniglioni antipanico?
    Il serramentista mi suggerisce eventualmente, se non vi è obbligo, di eliminare la maniglia e fare in mdo che la porta si apra direttamente con la sola spinta (togliendo anche il blocco alla seconda anta). Fattibile?
    Grazie

  94. Annalisa on luglio 2010 at 2:51 am

    Salve! ho bisogno di un vostro parere in merito ad un’attività di pizzeria d’asporto e polleria. All’interno dello stesso locale, di circa 150mq, verranno installati, da una parte, il forno a legna per la produzione delle pizze e dall’altra le attrezzature alimentate a gas gpl per la produzione di polli e patatine. La somma delle potenze delle attrezzature alimentate a gas è di 33Kw, per cui < di 35Kw e non dovrei aver bisogno di apllicare le regole tecniche (D.M. 1996). La mia domanda è se nella somma della potenza devo aggiungere quella del forno a legna per applicare o meno le regole tecniche.La potenza del forno è 26KW per cui anche sommandole siamo al di sotto di 116KW (attività non soggetta al controllo dei V.F.), ma in merito all'applicazione o meno delle regole tecniche come mi debbo comportare?Grazie

  95. alfonso on agosto 2010 at 9:17 am

    buongiorno, stiamo pensando di aprire un disco pub in un locale di 1.000mq al 2° livello.
    la struttura è un capannone prefabbricato con ingresso di unica scala con pianerottolo al 1° livello.
    la scala è di larghezza mc120, oltre ad ascensore montacarichi per kg. 900
    il locale in questione è dotato di una sola uscita di emergenza con porta dotata di maniglione con apertura verso via di fuga.
    la scala antincendio segue le norme vigenti.
    vista l’ampiezza della struttura, la quale può ospitare anche 500/700 persone, secondo voi è sufficiente una sola scala antincendio oltre la scala d’ingresso al locale descritta??

    p.s. il locale non prevede cucina a gas, prevede solo eventualmente un forno elettrico per pizze e altri cibi compatibili.
    grazie
    alfonso

  96. comitato tecnico on agosto 2010 at 9:18 am

    Un locale di pubblico spettacolo deve avere almeno tre uscite. Sono ammesse due uscite solo per locali con capienza inferiore a 150 posti. Una uscita non è prevista da nessuna norma e non è proponibile per un locale di tale tipo.

    (4.3.2 NUMERO DELLE USCITE

    Il numero delle uscite, che dal locale adducono in luogo sicuro all’esterno, deve essere non inferiore a tre. Dette uscite vanno ubicate in posizioni ragionevolmente contrapposte.

    Per i locali di capienza non superiore a 150 persone possono essere previste due sole uscite.)

    La Segreteria tecnica

  97. alfonso on agosto 2010 at 6:21 am

    QUINDI, SE IL LOCALE SITUATO AL 2° PIANNO E’ DOTATO DI 2 USCITE DI EMERGENZA OLTRE LA SCALA D’INGRESSO COME SOPRA INDICATO, PUO’ REGOLARMENTE ESERCITARE OSPITANDO SINO AD UN NUMERO DI PERSONE PARI A 700 UNITA’????
    ALFONSO

  98. comitato tecnico on agosto 2010 at 6:22 am

    Se ci sono 3 scale larghe almeno 120 cm ciascuna distribuite lungo il perimetro, quindi non tutte vicine, può ospitare 300 persone (50 persone ogni 60 cm di porta).

    La Segreteria tecnica

  99. Dario on agosto 2010 at 6:24 am

    In base a quale norma (se esiste) è obbligatorio compartimentare una cucina direttamente a contatto con il locale somministrazione, che veda installata una potenza complessiva di attrezzature a gas superiore a 35 e inferiore 1 116 kW? Questo premettendo che in cucina e’ previsto di installare esclusivamente un apparecchio in classe A (fornelli per i quali il costruttore non prevede l’allaccio obbligatorio ad una cappa di estrazione), che è espressamente esclusa dall’applicazione del decreto 12 aprile 96
    Grazie in anticipo a chi potra’ aiutarmi!
    Dario

  100. comitato tecnico on agosto 2010 at 10:10 pm

    La compartimentazione della cucina è prevista dal DM 12 aprile 1996. Se il decreto non si applica perchè la cucina non rientra nel suo campo di applicazione la compartimentazione non è obbligatoria.

    La Segreteria tecnica

  101. enio on agosto 2010 at 4:47 am

    in un piccolo ristorante con 30 posti a sedere ,l’uscita da 120 cm puo’ essere sostituita da 2 porte da 90 cm

  102. comitato tecnico on agosto 2010 at 4:49 am

    Certamente si

    La Segreteria tecnica

  103. paolo on agosto 2010 at 5:48 am

    chiedo scusa ma non riesco a capire bene una cosa della normativa (DM 12/04/96)nel caso di cucina separata dalla sala consumazione:
    - E’ obbligatorio l’installazione di cappe di aspirazione sui fornelli ?
    - Tali cappe di aspirazione possono sostituire l’areazione naturale dei locali?
    rivolgo tali domande in quanto, per la conformazione strutturale del locale e quasi impossibile realizzare aperture senza avere delle possibili sacche di gas (trave in c.a. che non permettere di posizionare l’apertura nella parte più in alto
    grazie

  104. comitato tecnico on agosto 2010 at 10:51 am

    Secondo noi la risposta è “no” a tutte e due le domande.

    La Segreteria tecnica

  105. enio on agosto 2010 at 5:44 am

    sostituendo l’uscita da 120 in un ristorantino di 30 posti con 2 uscite da 90 ,il verso di apertura delle porte da 90 puo’ essere verso l’interno?
    grazie

  106. giulio on settembre 2010 at 8:18 am

    In una cucina di un ristorante devo considerare secondo il dm 12 4 96 solo le apparecchiature a gas per il conteggio della portata termica o devo considerara anche le apparecchiature elettriche? Grazie

  107. vanessa on settembre 2010 at 1:20 am

    buon giorno
    sto aprendo una pizzeria di 200 mq in provincia di milano e dispongo anche di una sala di altri 180mq interrati nella quale volevo allestire un’area gioco a disposizione dei bambini ed eventualmente feste di compleanno private.
    la sala interrata non ha finestre ed ha un’altezza di 250,( il tutto è un’ex banca ) sicuramente prevedo un’areazione forzata e mi chiedo se sia una cosa fattibile.
    grazie

  108. comitato tecnico on settembre 2010 at 1:22 am

    Premesso che per i ristoranti la situazione è complessa e che consigliamo di leggere un testo scritto appositamente, il problema della sala giochi potrebbe essere trattato, per le vie di esodo, secondo i criteri della sala del ristorante, non esistendo norme specifiche in materia. Il problema dell’aerazione è soprattutto di natura igienica, per cui dovrà rivolgersi alla ASL.

    La Segreteria tecnica

  109. PASQUALE on settembre 2010 at 3:09 am

    sotto il balcone di casa si svolge attività di ristorazione con somministrazione dei pasti all’esterno , sostano dalle 80-100 persone a quali norme attenersi e se c’è bisogno di un nullaosta dei terzi?

  110. comitato tecnico on settembre 2010 at 3:45 am

    Non esistono norme antincendio per i ristoranti all’aperto, nè obbligo di controllo antincendio.

    La Segreteria tecnica

  111. nicoletta on settembre 2010 at 5:58 am

    Buon giorno.Vorrei sapere se per un ristorante – sala trattenimenti le tende ignifughe sono obbligatorie per legge oppure si possono mettere quelle normale.Aspetto la sua risposta al più presto.Grazie

  112. comitato tecnico on settembre 2010 at 5:59 am

    Non esistendo norme antincendio per i ristoranti, non esistono nemmeno obblighi per le tende. Questo non toglie che la valutazione dei rischi, che il titolare deve svolgere per la sicurezza del pubblico e dei lavoratori, potrebbe portare a considerare opportuno chiedere che le tende siano ignifughe.

    La Segreteria tecnica

  113. Claudia on settembre 2010 at 12:19 pm

    Salve,
    volevo sapere se vi sono aggiornamenti per il DM12/4/96 ;in caso negativo quale è l’ultimo aggiornamento disponibile.
    Grazie

  114. enrico on settembre 2010 at 12:20 am

    Buongiorno, stò per acquistare un piccolo bar in MIlano,ho notato che non vi sono uscite di sicurezza e neppure estintori,mi è stato detto che non sono necessari in quanto non vi sono impioanti a gas. vorrei avere una conferma da voi,premetto che il locale ha 2 luci sul piano strada ed ha una superfice di circa 50mq.anticipatamente ringrazio

  115. antonello on settembre 2010 at 6:48 am

    salve….vorrei sapere delle regole da rispettare in un albergo o in un ristorante!al piu presto possibile ..grazie mille

  116. comitato tecnico on settembre 2010 at 12:44 am

    Non ci sembra che esistano vincoli per questo tipo di realizzazione. Al riguardo, comunque, consigliamo di leggere un testo in vendita su internet.

    La Segreteria tecnica

  117. michela on settembre 2010 at 12:57 am

    Salve,
    sono in procinto di realizzare un ristorante in un capannone commerciale.
    Vorrei sapere se un’attività del genere di circa 220 mq (compresi servizi e quant’altro) può essere comunicante con un’attività di mostra/vendita di mobili.
    grazie

  118. Giampaolo on settembre 2010 at 3:10 pm

    Ho recentemente ristrutturato un magazzino di circa 80 mq. con tre portoni di cui molto della larghezza di 2 mt. circa, se volessi aprire un locale di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, le aperture devo necessariamente essere dotati di maniglioni antipanico con apertura verso l’esterno ? Il locale è dotato di due servizi igienici con relativi antibagno, ma non per disabili. Esiste una norma specifica che ci dovrebbe essere. Grazie

  119. comitato tecnico on settembre 2010 at 3:11 pm

    Sul tema dei ristoranti, applicabile però ai locali aperti al pubblico, consigliamo di leggere un testo in vendita su internet, che tratta in modo adeguato i diversi problemi relativi alle uscite di sicurezza.

    La Segreteria tecnica

  120. max on ottobre 2010 at 6:34 am

    salve.. sto per acquistare un ristorante pizzeria di piccole dimensioni. Ho il timore che la cucina abbia una potenza superiore ai 35kw e che il locale non sia a norma sotto questo aspetto. La mia domanda è: visto che sono in possesso della dichiarazione di conformità rilasciata del termotecnico che ha eseguito l’ impianto nel 1998 posso stare tranquillo visto che mi sembra di aver capito che la disciplina è regolata ancora da un decreto del 1996?

  121. giulio on ottobre 2010 at 7:48 am

    Gentilmente volevo sapere per una cucina esistente il dm 12 4 96 dice che non è richiesto nessun adeguamento se realizzata in conformità alla precedente normativa, ma qual’ è la precedente normativa? Grazie.

  122. Damiano on ottobre 2010 at 4:52 am

    Buongiorno, sono stato contattato dal proprietario di un ristorante per valutare la fattibilità del seguente intervento: il progetto prevede la realizzazione di un dehor, nel quale vorrebero installare 20 tavoli con griglia integrata, a gas, per la cottura dei cibi. La potenza complessiva è minore di 116 kW e la capacità del dehor è inferiore a 100 persone. Quale normativa dovrei seguire per la progettazione?
    Grazie per l’attenzione

  123. Leonardo on novembre 2010 at 11:36 pm

    Buongiorno,
    sono un giovane geometra alle prime armi e sono stato incaricato di prevedere un ristorante per un numero massimo di 90 coperti all’interno di un locale commerciale posto al piano primo di un più ampio fabbricato. Attualmente tale fondo è dotato di una scala di accesso esterna con larghezza delle rampe di 130 cm e montacarichi-ascensore per l’accessibilità di persone disabili.
    La mia domanda è tale scala è sufficiente come uscita di sicurezza (per il ristorante da 90 coperti) o deve prevedere una seconda via d’esodo con altra scala di sicurezza con larghezza minima della rampa di 120 cm?
    Grazie

  124. fra on novembre 2010 at 8:56 am

    Salve, chiedevo un’informazione.
    Leggendo il testo “Guida alla sicurezza dei ristoranti 2010″ da voi consigliato, riguardo alla sicurezza antincendio, scrivono: Possiamo trovarci fondamentalmente di fronte ai seguenti casi:
    1)l’attività di ristorazione è inserita all’interno di una struttura turistico ricettiva con oltre 25 posti letto;2)l’attività di ristorazione è inserita in un centro commerciale;3)l’attività di ristorazione prevede anche la presenza di attività di pubblico spettacolo (ballo, musica dal vivo ecc..);4)l’attività di ristorazione è indipendente, non facente cioè parte di altre strutture.

    Nel caso invece di un ristorante inserito all’interno di un albergo con meno di 25 posti letto, faccio riferimento al dm 10/03/98 per il ristorante, e al dm 09/04/94, titolo III, per l’albergo?
    Grazie
    Fra

  125. giovanni on novembre 2010 at 5:43 am

    salve, vorrei un chiarimento.
    un centro cottura con due bombole gas da 62 kg. cadauna poste all’esterno della cucina, quali norme deve rispettare? deve munirsi di qualche certificazione particolare9
    grazie

  126. oricchio maurizio on novembre 2010 at 12:38 pm

    Salve,vorrei una spiegazione
    possiedo un ristorante- pizzeria,ho chiesto il certificato di prevenzione incendi per il serbatoio gpl,al momento del controllo da parte dei Vigili del Fuoco,a parte il serbatoio gpl, che è risultato tutto ok, hanno controllato la cucina, in cui vi è la presenza di un forno a legna per la produzione di pizze non vicino alla cucina a gas ma distante alcuni metri,sono rimasti perplessi del fatto che secondo loro(VV.FF) la zona forno a legna vada separata dalla zona cucina,da cosa, non hanno saputo rispondermi,vorrei sapere se c’è una norma specifica per quanto riguarda i forni a legna presenti nelle cucine di ristoranti. Grazie

  127. comitato tecnico on novembre 2010 at 12:39 pm

    Non risulta nemmeno a noi

    La Segreteria tecnica

  128. Michele on dicembre 2010 at 5:21 am

    Buongiorno.
    Nel caso di cucina con pot. >35 kW il DM 12/04/1996 permette l’installazione all’interno del locale pasti. Una delle condizioni è relativa alla comunicazioni dei locali con altri, pertinenti l’attività servita, che deve avvenire tramite porte REI 30 con dispositivo di autochiusura.
    Non si fa’ quindi riferimento alle strutture di separazione ma solo alle porte di comunicazione; quindi leggendo tra le righe si deduce che le porte/serramenti devono essere REI mentre per le pareti non è richiesto nessun requisito??
    Grazie
    Michele

  129. comitato tecnico on dicembre 2010 at 5:22 am

    Secondo la norma, i locali di installazione degli apparecchi devono essere dotati di resistenza al fuoco.

    La Segreteria tecnica

  130. marco on dicembre 2010 at 11:41 am

    buonasera devo fare un impianto a gas per un ristorante kebab il valore complessivo dei kw e’ di 85 kw vorrei sapere cosa dovrei mettere in particolare oltre alla elettrovalvola esterna e di che diametro farlo grazie.

  131. barone on dicembre 2010 at 6:38 pm

    Salve,ho un ristorante per il quale ho richiesto il C.P.I per il serbatoio GPL ai VV.FF, ma al momento del sopralluogo hanno controllato anche la cucina di potenza inferiore ai 116 kw, ma superiore ai 35 kw, mi hanno contestato il non rispetto di alcune norme di sicurezza del dm. 12/04/96 areazione non sufficiente e mancanza di una porta Rei 30,per queste mancanze il comando dei VV.FF ha espresso parere contrario al rilascio del CPI,nonostante il serbatoio sia risultato tutto ok a riguardo la norma.A parte le mancanze che hanno rilevato in cucina che quanto prima saranno adeguate, vorrei sapere se è legale non rilasciarmi il CPI per il serbatoio, il quale è risultato tutto a posto,posso contestare il parere che hanno espresso,non mi sembra giusto,consigliatemi cosa fare, grazie.

  132. comitato tecnico on dicembre 2010 at 6:43 pm

    Ci sembra che i VVFF abbiano svolto il loro lavoro. Se verificano un impianto presente in un locale o a servizio di un locale e notano delle difformità dalle norme di sicurezza nell’attività, è normale che le rilevino.
    Come cittadini, almeno, ci sentiamo più tutelati se i controlli riguardano tutta l’attività.

    La Segreteria tecnica

  133. Riccardo on dicembre 2010 at 6:14 am

    Buongiorno,
    Ho un ristorante albergo e vorrei avere risposta sempre gentilmente ad alcuni miei dubbi…
    - la centrale termica (caldaia alimentata a metano potenza 80kw circa) riscalda le sale del ristorante, zone comuni e le stanze dell’albergo la caldaia si trova all’esterno del mio locale in una stanza a parte con un’entrata indipendente la domanda è va a fare cumulo con la somma dei kw della cucina alimentata a gas?
    -Tra cucina e sala pranzo ci deve essere un muro divisorio con materiale ignifugo?
    - qual’è altezza minima della cucina?
    grazie.

  134. Luca on gennaio 2011 at 10:28 am

    Salve,
    stiamo realizzando un ristorantino di circa 60 coperti con una superficie di circa 200 mq. (130 mq la sala, 70 mq la cucina). La cucina ha una potenza di 106,50 kw. Sono obbligatori gli estintori ? Se si, dove, quanti e di che tipo ?
    Grazie in anticipo.

  135. comitato tecnico on gennaio 2011 at 10:29 am

    Non esiste una regola particolare per la disposizione degli estintori nei ristoranti. Di massima si devono rispettare le indicazioni del DM 10 marzo 1998, tenendo conto anche della presenza del pubblico. Come al solito, per questo tema che è abbastanza complesso consigliamo di leggere un testo specifico, in vendita on line.

    La Segreteria tecnica

  136. fra on gennaio 2011 at 9:53 am

    Salve, volevo sapere se le uscite di sicurezza devono essere obbligatoriamente dotate di illuminazione di sicurezza oppure se l’illuminazione lungo il percorso di esodo è sufficiente.
    Grazie.

  137. stefano on gennaio 2011 at 8:47 am

    Salve,
    dovrei realizzare un angolo cottura/dimostrazione di barbecue all’interno del negozio. Volevo sapere quali sono le normative che dovrei rispettare ( cappa e a proposito di che tipo? , ) Calcolando che la potenza massima applicata dei bruciatori non supera i 20 Kw e che il loro funzionamento è a GPL quindi con bombola.
    Grazie

  138. comitato tecnico on gennaio 2011 at 8:48 am

    Se il negozio è di superficie inferiore a 400 m2 non ci sono norme, quindi deve valutare il rischio. Per i negozi più grandi la norma non ci sembra che lo permetta, basta leggere le prescrizioni per la parte depositi, ma questa lettura potrebbe essere soggetta a interpretazioni diverse, quindi dovrebbe chiedere ai VVF:

    5.3 – SPAZI PER DEPOSITI 5.3.1 – Depositi di liquidi combustibili, infiammabili e di g.p.l. I depositi di liquidi infiammabili e combustibili, nelle confezioni originali, devono essere ubicati in locali appositi rispondenti alle specifiche norme di prevenzione incendi in vigore. La vendita al pubblico di fluidi combustibili e di prodotti contenuti in recipienti a pressione per uso domestico (insetticidi, prodotti spray in genere, cosmetici, alcooli in concentrazione superiore a 60 % in volume, oli lubrificanti, ecc.) è consentita alle seguenti prescrizioni:

    a) tali prodotti devono essere esposti al pubblico esclusivamente nei relativi contenitori originali

    sigillati e deve essere imposto il divieto di travaso;

    b) al personale addetto devono essere fornite istruzioni al fine di evitare perdite di prodotti e di

    intervenire tempestivamente in caso di spargimenti accidentali.

    Il quantitativo complessivo in vendita di tali prodotti non deve essere superiore a 600 kg; di questi il quantitativo di prodotti con punto di infiammabilità inferiore a 21 °C , non deve essere superiore a 200 kg. I depositi di g.p.l., nei recipienti portatili originali, devono essere ubicati in locali appositi rispondenti alle specifiche norme di prevenzione incendi in vigore. La vendita al pubblico di g.p.l. in piccoli recipienti portatili del tipo “da campeggio” può essere consentita esclusivamente in compartimenti monopiano fuori terra, non sovrastanti altri locali, alle seguenti condizioni:

    i recipienti devono avere capacità singola non superiore a 5 kg;
    b) l’alloggiamento deve essere effettuato su un solo ripiano posizionato a non più di 1 m dal

    pavimento;

    c) prima della collocazione dei recipienti sulle scaffalature, deve essere verificata, da parte del

    personale addetto, l’integrità dei contenitori stessi; d) il quantitativo di g.p.l. complessivo in vendita deve essere inferiore a 75 kg.

    La Segreteria tecnica

  139. Fabiano ruvioli on gennaio 2011 at 2:11 am

    Vorrei info a riguardo Di un eventuale stoccaggio Di carburante (gasolio) per un eventuale installazione Di caldaia inferiore a 21kw , se le norme lo consentono provvedero ha una sua futura installazione per USO privato grazie

  140. roberto on gennaio 2011 at 11:38 am

    vorrei sapere se un ristorante può avere le bombole del gas da 30 litri poste a pochi metri dalla cucina visto che sopra al ristorante ci abitiamo noi . grazie

  141. stefranto on gennaio 2011 at 8:35 am

    Salve, stiamo aprendo un bar-pub con sala clienti 70mq, zona bagni 20mq, e laboratorio di 17mq.
    Nel laboratorio e’ presente una cucina a gas a 4fuochi di 15Kcal e un forno elettrico da 2.6KW a 220V, con cappa di aspirazione e filtraggio.
    La sala clienti e’ separata con porta controvento dal laboratorio.
    Vorrei sapere se la normativa prevede l’uso obbligatorio di arredamento (divani tavolini e sedie) di tipo ignifugo e di quanti estintori e’ necessario dotare gli ambienti.
    Grazie

  142. comitato tecnico on gennaio 2011 at 8:36 am

    Non esistendo norme per i pub o per i bar, non esiste l’obbligo specifico di installare questi arredi. Si deve, però, svolgere la valutazione dei rischio per decidere se questi arredi servono.

    La Segreteria tecnica

  143. eugenio on gennaio 2011 at 10:44 am

    Salve,
    stiamo aprendo un risto-pub pizzeria con una capienza superiore alle 100 persone.
    Intendiamo realizzare serate karaoke ed happy-hour. Per tale attività e necessario il CPI.
    In attesa di una Vs. risposta porgo cordiali saluti._

  144. comitato tecnico on gennaio 2011 at 10:45 am

    Dovreste interpellare l’ufficio comunale responsabile per le attività di pubblico spettacolo per verificare se le attività di karaoke sono considerate soggette alla commissione comunale di vigilanza. In ogni caso consigliamo di adottare le norme tecniche previste per i locali di pubblico spettacolo, almeno per la parte vie di esodo.

    La Segreteria tecnica

  145. comitato tecnico on febbraio 2011 at 4:17 am

    Non esistendo norme sui ristoranti, si può solo cercare di applicare le norme generali sulla sicurezza dei luoghi di lavoro,anche per quello che riguarda le vie di esodo. Per tale motivo l’unico riferimento, secondo noi, è il DM 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  146. Giancarlo on febbraio 2011 at 4:17 am

    Salve, devo redigere una perizia su un locale esistente: bar, ristorante, pizzeria, al piano terra di superficie 350 mq circa, la cui cucina di 44 mq ha un’attrezzatura a gas di 120 kw,il forno della pizzeria anch’esso a gas è in un altro locale separato dalla cucina di potenza termica pari a 28 kw. Al piano superiore c’è la birreria e altre sale pranzo del ristorante di superfici complessive pari a 450 mq, l’unico accesso al piano è attraverso una scala avente una rampa larga 2 mt, non ci sono altre uscite di piano.
    Volevo sapere in generale le normative di riferimento e in particolare se al piano superiore non sono necessarie altre vie di uscita oltre la scala grazie.
    Cordiali saluti

  147. giuseppe on febbraio 2011 at 11:07 pm

    ho una pizzeria da asporto e devo installare un fornetto elettrico per Kebab, quali normative ci sono?.

  148. redazione tecnica on febbraio 2011 at 11:08 pm

    Dal punto di vista antincendio non vi sono normative specifiche, se non, in caso di presenza di lavoratori dipendenti, il DM 10/3/98.

  149. Riccardo on febbraio 2011 at 1:27 pm

    Salve,
    dovrei realizzare un ristorante in un locale esistente.
    Premetto che la potenza termica della cucina non supera i 116 kW.
    Vorrei sapere cortesemente, le porte della cucina devono essere tagliafuoco obbligatoriamente? Nel caso in cui volessi realizzare una parete di separazione tra cucina e sala con parti vetrate, ci sono particolari prescrizioni?
    Grazie

  150. redazione tecnica on febbraio 2011 at 1:46 pm

    Dal punto di vista dell’impianto a gas il DM 12/4/96 permette varie soluzioni, anche ammettendo che, a certe condizioni, la cucina possa comunicare direttamente con la sala. Come in altri casi, per questo tema che è abbastanza complesso consigliamo di leggere un testo specifico, in vendita on line.

    La Segreteria tecnica

  151. aldo on febbraio 2011 at 3:55 pm

    salve.ho in progetto di aprire una pizzeria d’asporto.siccome nel locale che ho intenzione di affittare nella parte da adibire a cucina non c’è possibilità di aprire finestre trattandosi di un semiinterrato,mi chiedevo se questo handicap risulta essere un problema o se si può semplicemente aggirare con degli impianti di aspirazione forzata.grazie

  152. comitato tecnico on febbraio 2011 at 3:56 pm

    Se non c’è gas nella stanza per cottura o riscaldamento il problema riguarda solo l’igiene del luogo e non la sicurezza.

    La Segreteria tecnica

  153. claudia on febbraio 2011 at 1:31 am

    sto per aprire una scuola di cucina amatoriale (corsi con non più di 10 persone per corso) con relativa degustazione dei piatti preparati e volevo sapere a che norme devo attenermi se sono le stesse norme di sicurezza antincendio per i locali ristoranti.
    Grazie

  154. comitato tecnico on febbraio 2011 at 1:32 am

    Non risultando che esistano norme per le scuole di cucina, l’unica possibilità è quella di seguire le norme applicabili alle cucine.

    La Segreteria tecnica

  155. erika on marzo 2011 at 5:51 am

    BUON GIORNO VI PREGO AIUTATEMI HO ACQUISTATO UN RISTORANTE ALBERGO NELLA PROVINCIA DI PAVIA , IL COMUNE MI HA NEGATO IL SUBENTRO NELLE LICENZE IN QUANTO HO VARIATO I LOCALI OSSIA AL PT PER ADEGUARMI ALLA NORMATIVA ASL HO CREATO UN BAGNO USO CLIENTI RISTORANTE E AL PRIMO PIANO DOVE C’ERA L’ALBERGO HO UTILIZZATO DUE STANZE PER ADIBIRLE A USO MAGAZZINO E USO SPOBLIATOIO DIPENDENTI CON BAGNO. PER LAVORARE ALMENO COME RISTORANTE HO RICHIESTO NUVOA AUTORIZZAZIONE E DA POCO IL COMUNE ME L’HA RILASCIATA, MA QUELLA DELL’ALBERGO RITIENE NON SIA FATTIBLIE IN QUANTO ESSENDO LE CAMERE POSTE AL PRIMO PIANO DOVE CI SONO LE DUE STANZE CITATE PRECEDENTEMENTE ADIBITE AL RISORANTE ED ESSENDO LA SCALA UNICA NON POSSO SVOLGERE DUE ATTIVITà PER LE QUALI BISOGNO PASSARE UNA DENTRO L’ALTRA PER PASSARE. PRECISO CHE LE DUE ATTIVITà SAREBBERO SVOLTE DA UN UNICO SOGGETTO DITTA INDIVIDUALE E CHE è PPREVISTA UN’ENTRATA ESTRERNA PER ACCEDERE DIRETTAMENTE ALLE SCALE.

  156. comitato tecnico on marzo 2011 at 5:52 am

    Esistono norme antincendio per gli alberghi ma non per i ristoranti. Dovrebbe quindi verificare la situazione dell’albergo, eventualmente con i VVF.

    La Segreteria tecnica

  157. comitato tecnico on marzo 2011 at 5:53 am

    Purtroppo non ci risulta che queste norme in Italia esistano. Probabilmente si dovrà fare riferimento per un po’ di tempo alle norme di altri paesi.

    La Segreteria tecnica

  158. walter on marzo 2011 at 12:11 am

    Devo mettere a norma un locale con albergo al primo e secondo piano dell’edificio, bar al piano terra e locale di pubblico spettacolo nel piano interrato. Devo compartimentare tutte le tre attività con porte rei?

  159. raffaele on marzo 2011 at 2:13 am

    un osservazione sulla somma delle portate termiche.
    Uno scalda acqua a gas di tipo C di 24kW concorre alla somma delle portate termiche della cucina, essendo posizionato in un ambiente contiguo comunicante?
    Grazie

  160. redazione tecnica on marzo 2011 at 2:14 am

    Di solito si considerano separati ( e quindi da non sommare) apparecchi posizionati in diversi locali separati da porte; è però difficile dare una risposta senza visionare il caso e sarebbe opportuno mostrare il caso al locale Comando P.le VVF

  161. redazione tecnica on marzo 2011 at 11:23 am

    Se le attività sono comunicanti dovranno avere, dal punto di vista antincendio, un solo responsabile e rispettare le relative norme di prevenzione incendi, che presentano vari aspetti.

  162. Lenamaria K. Witthoff on marzo 2011 at 9:47 am

    Sotto la mia camera da letto si trova un locale seminterrato con destino d’uso cantine magazzino. Nel passato erano utilizzate come ristorante. Una grande cucina con fornelli etc di gas era costruita nella parte verso la terra, ma sempre in comunicazione con la sala situata sotto la mia abitazione. Tra la cucina e la sala non esiste ne porte REI 30 Ne parete. La soletta sotto la mia camera consiste di vecchie travi di legno c/c 50 con pavimento di legno. Il soffitto Del ristorante era calce su listelli di legno. Credo che questa costruzione non sia adeguata come divisorio tra ristorante e abitazione . Ne come protezione contro incendio ne acustico ne vapore ( cantina umido riscaldata). Le mie domande sono due. 1) Va bene avere un ristorante in questi locali senza adeguare anche la soletta? 2) Va bene utilizzare i magazzini ciò è anche la cucina come abitazione senza sopraluogo del vigile del fuoco e con la soletta come è.

  163. comitato tecnico on marzo 2011 at 9:48 am

    Non abbiamo abbastanza dati per rispondere. Potrebbe essere richiesto un controllo da parte dei VVF, che ha senso soprattutto se la cucina è a gas e la potenza termica dei fornelli supera i 35 kW.

    La Segreteria tecnica

  164. fabrizio on marzo 2011 at 12:41 am

    buongiorno, sono due giorni, che affondo tra documenti e carte varie riguardo la richiesta o meno del CPI.
    l’oggetto e’ una cucina per mensa ospedaliera, non aperta al pubblico ne alla vendita. Solo per la produzione. Gli impianti sono tutti elettrici. Non sono presenti grandi quantità di liquido a rischio incendio.
    Il locale supera i 400 mq,(ma nn e’ attività commerciale!) e ci lavorano 35 persone.
    Va fatta la richiesta del CPI?
    devo rispettare solo i decreti per la sicurezza die lavoratori?
    GRAZIE Per un vostro commento. Tra tutti i siti il Vs e’ il più completo e chiaro.

  165. comitato tecnico on marzo 2011 at 12:44 am

    A meno che non si tratti di un edificio separato e non comunicante con l’ospedale, secondo noi il CPI è obbligatorio come parte dell’attività ospedaliera. Alternativamente, non dovrebbe essere una attività soggetta, il che non toglie che devono essere attuate tutte le misure di sicurezza di cui al DM 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  166. Dino on marzo 2011 at 6:33 am

    Buonasera; ho letto tutte le risposte ma non ho trovato nessun riferimento alla uni 8723 relativa alle cucine professionali.
    Nel mio caso (come molti altri descritti precedentemente), in una cucina di una pizzeria sono installate utenze a gas (forno, piano cottura, friggitrice, griglia) per circa 80 kW.
    La normativa di riferimento è: DM 12.04.96, UNI 8723, UNI 7129 (alcune utenze sono < 35 kW).
    La UNI 8723 pone dei vincoli in termini di potenza installata all'interno della cucina che il DM non pone.
    Cosa dobbiamo seguire?
    Grazie in anticipo

  167. comitato tecnico on marzo 2011 at 11:51 am

    In quale parte la 8732 è più vincolante del DM 12.04.86?

    La Segreteria tecnica

  168. Dino on marzo 2011 at 6:03 am

    Buonasera
    Ad esempio nel capitolo 5 la uni 8723 vieta l’installazione di apparecchi di tipo A se la portata termica supera 1.5 mc/kW oppure se si superano 15 kW con sola aerazione naturale.
    Il DM 12.04.96 gli apparecchi di tipo A non li considera nemmeno, ergo siccome nelle cucine di ristoranti e pizzerie gli apparecchi di tipo A sono sempre installati (ad esempio griglie a gas, friggitrici a gas, piani cottura (qui potremmo aprire un contenzioso sul fatto che la 7129 li considera a se stanti)) sembrerebbe di dover seguire la UNI 8723 anzichè il DM 12.04.96.
    Quindi le tubazioni di adduzione del gas potremmo farle sottotraccia anzichè a vista.
    Inoltre la UNI 8723 vieta l’installazione di apparecchi di tipo B11 e B21 se si ha l’aerazione forzata; il DM non dice nulla.
    La mia impressione è che non ci sia dialogo tra coloro che fanno le norme e/o leggi.

  169. comitato tecnico on marzo 2011 at 6:04 am

    Circa il coordinamento che potrebbe essere migliore siamo d’accordo.
    In questo caso, però, la 8723 regola questioni non trattate dal decreto del 1996, per cui non ci sembra di vedere particolari contraddizioni.
    Un testo unico sulla sicurezza degli impianti a gas, però, sarebbe l’ideale, in quanto il solo fatto che sorgano dei dubbi indica la necessità di migliorare il coordinamento.

    La Segreteria tecnica

  170. Angelo on marzo 2011 at 1:54 pm

    Buongiorno, stavo leggendo l’articolo Ristoranti-Norme di sicurezza antincendio, ma notavo una contraddizione (o forse un mio problema di interpretazione).
    Entro nello specifico. Sto per realizzare un ristorante con una cucina nella quale installerò apparecchi tipo A per un totale di 128kW.
    L’impianto sarà asservito da un bombolone GPL.
    L’articolo di cui sopra inizia con ” i ristoranti non sono elencati nel decreto 16 febbario 1982 e , quindi, per essi non esiste l’obbligo di chiedere il certificato di prevenzione incendi”.

    Seguitando a leggere però il ristorante (o meglio la cucina)viene paragonata ad una centrale termica e quindi, per potenze superioria 116kW, si ha l’obbligo del CPI.

    Questa frase non contraddice la prima?

    Quali sono, quindi, i documenti da produrre per regolarizzare cucina e bombolone gpl, chi deve fornirli e chi comunicarli ai VVFF?
    Per esempio devo attendere l’approvazione, da parte dei VVFF, del progetto redatto da un profesionista prima di iniziare i lavori?

    Grazie mille per le molte informazioni che ho trovato su questo sito.

  171. redazione tecnica on marzo 2011 at 1:55 pm

    I ristoranti come tali non sono soggetti a rilascio del CPi ma nel caso in esame sia il deposito di GPL che la cucina sono soggetti e portano l’attività ad essere sottoposti alla procedura autorizzativa (Esame progetto e visita di controllo) prevista dal DPR 37/98.
    A questo proposito è possibile trovare approfondimenti su http://www.lulu.com/product/scarica/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2010/6274410.

  172. Dino on marzo 2011 at 6:20 am

    Buonasera (ri)leggendo il DM 12.04.96 mi sorge il seguente dubbio:
    è possibile installare nel solito locale un forno per pizza a gas/legna e una cucina a gas?

    Inoltre quando il DM parla di aerazione, intende anche ventilazione?
    Grazie

  173. redazione tecnica on marzo 2011 at 6:21 am

    E’ possibile installare più impianti, anche alimentati a diversi combustibili nello stesso locale ma, in questo caso, vanno sommate le singole potenzialità per verificare se è necessario, nel complesso, richiedere il CPI.

  174. alessio on marzo 2011 at 4:31 am

    Buon giorno .
    Stiamo realizzando un piccolo ristorante 20 coperti .
    Superfice coplessiva (sala + cupina 55mq)
    Circa 20mq utilzzati per la cucina che sara senza finestre con impianto di aria forzata immississione e cappa di aspirazione )
    la potenza istallata compresa di caldia è di circa 60 kw a gas metano.
    Volevamo realizzare una cucina a vista è possibile realizzarla con una finestra scorrevole per effettuare un servizio di self service tipo autogril per il pranzo.
    La divisione tra sala e cucina deve essere perf forza compartimenata quindi con una finestra antincendio oppure è sufficente collegare l’alimentazione del metano con l’impianto di areazione e mantenere il locale cucina in depressione .
    Ho già visto delle cucine direttamente comunicanti con la sala ma nessuno è riuscito a dirmi se devono essere compartimentate .

    Vorremo realizzarlo con cucina a vista quindi aperta tramite un afinestra

  175. Angelo on marzo 2011 at 1:11 pm

    Buonasera,
    nella ralizzazione di una cucina con potenza superiore a 116kW ho un dubbio che non riesco a fugare.

    Secondo DM all’interno dei fabbricati le tubazioni dovrebbero essere posizionate in appositi alloggiamenti. Nel mio caso però i tubi, che partono da un collettore esterno, dovrebbero entrare nella cucina (attraverso la parete) e correre sotto il pavimento per raggiungere un isola posizionata al centro della cucina stessa. I tubi sarebbero di rame in guaina areata-saldato (affogati nel massetto, con guaina sigillata verso l’interno, con valvola sul collettore e valvola subito all’uscita dal pavimento).La soluzione a vista non è praticabile. In realtà ho già visto tale soluzione in altre cucine sempre soggette alla verifica dei VVFF ma non riesco a convincermi che sia una soluzione sempre accettabile dai VVFF.
    In alternativa cosa potrei fare?

    Molte grazie

  176. mirko on aprile 2011 at 2:10 pm

    buona sera
    sto aprendo una gastronomia all’interno di uno stabile di frutta e verdura con annessa cucina completamente elettrica con piastra ad induzione,bollitori e friggitrice e forno tutto senza gas o oltre fonti di energia,la cucina ha anche una porta finestra e una cappa di aspirazione volevo chiedere e vero che che non posso utilizzare pareti di cartongesso rivestite in resina ma che devo utilizzare solo pareti REI?? e che non posso fare una porta che mi da dalla cucina al reparto vendita??e a quale normativa di legge devo visionare?? aspettando una Vostra cortese Risposta
    grazie mille

  177. comitato tecnico on aprile 2011 at 10:36 pm

    Se non ci sono apparecchi a gas, dal punto di vista della prevenzione incendi non ci sono norme e qundi deve fare una valutazione del rischio secondo i criteri generali (quelli del DM 10 marzo 1998). Questo vale per la porta e le pareti, per le quali cose però non ci sembra che servano requisiti particolari nel suo caso. Ovviamente rimangono le prescrizioni di tipo igienico per la cappa e la ventilazione del locale, che però non hanno a che fare con la sicurezza antincendio.

    La Segreteria tecnica

  178. Daniela di Vaio on aprile 2011 at 3:10 am

    salve, volevo un’info riguardante un bar ristorante senza cucina (codice ateco 56.30.00) ma con somministrazione ai tavoli; è possibile installare una piastra per bruschette/panini/hamburger senza variare il codice? se no, quali adempimenti devo compiere?

    grazie

  179. mirko on aprile 2011 at 3:26 am

    vi ringrazio moltissimo per la vostra risposta

  180. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:45 am

    Non riguardando la prevenzione incendi non possiamo rispondere con certezza alla domanda.

    La Segreteria tecnica

  181. vittorio on aprile 2011 at 10:47 am

    salve,io volevo sapere quali permessi mi servono e a chi mi devo rivolgere,per mettere un barbeque nel dehor del mio ristorante,calcolando che d’estate e’ un dehor,ma in inverno una terrazza chiusa della capienza di 40 persone ed e’ sito al piano terra di un condominio.
    Grazie.

  182. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:22 am

    Se non c’è uso di gas non ci sono norme anticendio, ma rimane l’obbligo di valutare la sicurezza in relazione al tipo di combustibile usato.

    La Segreteria tecnica

  183. vittorio on aprile 2011 at 7:42 am

    non userei gas ma carbonella o pietra lavica,e invece per quanto riguarda le fiamme libere??grazie

  184. claudio pisotti on aprile 2011 at 2:53 am

    buon giorno
    ho un ristorante di 90 posti a sedere con una uscita di sicurezza e volevo mettere di fronte a questa uscita di sicurezza dei vasi di fiori per abbellire il locale . Domanda :
    a che distanza dell’uscita di sicurezza posso mettere i vasi?
    ringraziando saluto.

  185. ruggeri mariangela on aprile 2011 at 2:18 am

    ci è stato contestato dall’usl che la cucina con potenzialità max dei fuochi sotto i 35Kw debba dotarsi di una porta rei 30 in quanto da verso il bar nel quale non vengono serviti pasti questi (i pasti) sono serviti nel ristorante attiguo al bar e ad esso collegato da apertura a volta senza porte ,ma è leggittimo che sia l’ufficiale usl a contestare, non è un’abuso di competenze

  186. comitato tecnico on aprile 2011 at 10:06 pm

    Non possiamo rispondere circa l’abuso, anche se ci sembra abbastanza evidente che la sicurezza antincendio sia competenza dei VVF.
    L’unico commento che possiamo fare è che, per quanto riguarda l’obbligo della porta, per il tipo di locale e di impianto non esistono norme antincendio, per cui la necessità di una porta REI dovrebbe discendere dall’esito della valutazione dei rischi, che è a cura del titolare.
    Pertanto, secondo noi, la richiesta della porta deve essere posta all’interno dell’esame della valutazione dei rischi e non come prescrizione a sé stante.

    La Segreteria tecnica

  187. matteo on aprile 2011 at 11:29 am

    Buonasera, sono alle prese con la progettazione di un ristorante in provincia di Torino con superficie di somministrazione pari a 500mq circa disposto su due livelli comunicanti con una scala interna. Per ovviare il problema di att. 91 in cucina, la proprietà ha scelto di mettere elementi per la cottura sia a gas che elettrici, così da non superare i 35kW (alimentazione a gas).E’ corretto computare solo gli apparecchi a gas oppure anche gli elettrici fanno somma? Non essendoci nessuna attività, dovrò stilare esclusivamente la valutazione dei rischi e depositarla presso il Comando Competente con allegati gli elaborati facenti vedere le vie d’esodo chiaramente dimensionate secondo l’affollamento?
    sul tetto verrà installato un roof-top asservente il locale con potenzialità 40 Kw elettrici (no alimentazione gas): devo ritenerlo non rientrante nell’attività 91) vista l’alimentazione elettrica?
    grazie.

  188. redazione tecnica on aprile 2011 at 11:30 am

    Gli apparecchi elettrici effettivamente non vanno sommati, come potenzialità totale, a quelli alimentati a gas; questo vale anche per i dispositivi per il riscaldamento degli ambienti. Con utilizzatori alimentati a gas di potenzialità totale non superiore a 35 Kw non si applica il DM 12/4/96.
    Non è previsto il deposito di alcuna documentazione presso il locale Comando P.le VVF, mentre saranno necessarie la valutazione dei rischi e quanto previsto dal DLvo 81, compreso il dimensionamento delle vie di esodo ai sensi del DM 10/3/98.
    Qui si può trovare una guida che chiarisce i vari aspetti relativi alla sicurezza per i ristoranti.

  189. ArchB on maggio 2011 at 2:00 am

    Buongiorno,devo occuparmi della progettazione di interni di un piccolo ristorante di montagna (30 posti). Il committente vorrebbe inserire un camino a fiamma libera nella sala da pranzo, volevo sapere se questo é possibile e, soprattutto, visto che il lato opposto della parete perimetrale (60 cm in pietra) a cui andrebbe appoggiato detto camino ospita il contatore del gas, che precauzioni occorre prendere. grazie.

  190. redazione tecnica on maggio 2011 at 2:01 am

    La norma che regolamenta l’istallazione degli impianti a gas in cucina (DM 12/4/96) non vieta la coesistenza di impianti di produzione di calore alimentati a legna. E’ importante garantire la ventilazione per il reintegro dell’ossigeno necessario alla combustione. Per quanto riguarda la parete, è importante verificare che il vano esterno che contiene il contatore sia ventilato e sigillato rispetto all’interno, e che lo spessore della muratura sia tale da non far raggiungere temperature elevate nel vano stesso.

  191. Bruno on maggio 2011 at 1:10 am

    Salve, vorrei sapere se per un piccolo ristorante (30 persone) devo far redigere da un professionista un piano di emergenza o cose simili. Oppure semplicemnte basta che sia esposta una planimetria con segnalate le uscite di sicurezza? Non so come comportarmi ho preso in gestione questo ristorante, mi hanno detto che è tutto a norma ma non c’è nessun piano di sicurezza o cose simili.

  192. redazione tecnica on maggio 2011 at 1:11 am

    Se l’attività non è soggetta a CPI e la valutazione dei rischi porta ad un livello basso bastano dei semplici avvisi, tranne la necessità di disporre di addetti antincendio. Una guida completa ai problemi di sicurezza dei ristoranti si può trovare su http://www.lulu.com/product/file-download/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2010/10993436

  193. Me on maggio 2011 at 4:33 am

    E’ possibile realizzare la cucina di un ristorante/pizzeria nell’interrato?
    Per l’aereazione e l’illuminazione quale normativa devo seguire?

  194. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:54 pm

    Se è a gas si può realizzare (purchè non si utilizzi il GPL!, ma dovete rispettare le norme UNI oppure, se è di potenza superiore a 35 kW, il decreto del 1996.

    La Segreteria tecnica

  195. Antonio on maggio 2011 at 9:14 am

    Salve,
    i cuochi di ristoranti, praticando con fonti di calore come i fornelli sono obbligati a sostenere un corso di formazione antincendio e/o 81.08?

  196. Max on maggio 2011 at 1:46 am

    Salve e grazie in anticipo per il vostro servizio.
    La mia domanda è: Se un gestore di un ristorante volesse fare intrattenimento con musica e ballo all’esterno non superando le 100 persone, ci sono norme antincendio da rispettare?
    Grazie a tutti

  197. stefano on maggio 2011 at 3:07 am

    buongiorno dovrei progettare una mensa di un industria quale norma devo prendere in riferimento

  198. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:42 am

    Si, le norme sui locali di pubblico spettacolo, in particolare le misure riferite ai locali con meno di 100 posti.

    La Segreteria tecnica

  199. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:47 am

    Dipende da chi è scelto come addetto antincendio dal datore di lavoro.

    La Segreteria tecnica

  200. angelo on giugno 2011 at 8:56 am

    salve ,devo installare nel mio negozio di 30mq due friggitrici da 80000 btu = 47 kw circa cosa devo fare per essere in regola? è possibile grazie angelo…

  201. comitato tecnico on giugno 2011 at 8:57 am

    Deve far installare gli impianti da un installatore autorizzato, che rilascerà le certificazioni necessarie.

    La Segreteria tecnica

  202. giovanni on giugno 2011 at 5:53 am

    Salve, sono un ingegnere che deve realizzare un progetto di adduzione gas metano di un ristorante, le utenze hanno una potenzialità complessiva di 77Kw mentre i singoli apparecchi non superano i 35 Kw. Non vi è presenza di centrali termiche e le utenze si trovano in un unico ambiente(cucina) separato dal locale clienti attraverso una parete divisoria con un ampia porta a battente. Specifico che sia i fornelli che la friggitrice ed il grill in pietra lavica sono dotate di cappa con sistema di aspirazione fumi forzato. Il mio dubbio è inerente al riferimento normativo, devo seguire il DM 12/04/1996 oppure posso seguire le UNi 7165 e 7129 essendo la pressione di esercizio inferiore a 0,05 bar e non essendo le singole utenze superiori a 35Kw. Grazie in anticipo per il servizio da voi offerto.

  203. comitato tecnico on giugno 2011 at 5:55 am

    Trattandosi di impianti posti nello stesso locale la cui potenza termica sommata supera i 35 kW, il riferimento è il DM del 1996.

    La Segreteria tecnica

  204. Elena on giugno 2011 at 5:39 am

    Salve, sono alle prime armi e devo progettare un rifacimento d’impianto di adduzione gas esterno per l’alimentazione di due locali cucine esistenti per una portata complessiva di 173kW. Il CPI è stato regolarmente rilasciato. Il lavoro riguarda solo le condotte esterne in parte interrete ed in parte no. Per il calcolo delle perdite di carico nelle condotte gas posso far riferimento sempre alle UNI CIg7129 e specificatamente essendo presente un regolatore di pressione al contatore della fornitura gas posso considerare ammissimile un DP=2 mmbar?
    Grazie per la cortese attenzione

  205. comasia on luglio 2011 at 10:29 am

    Salve ma se le cucine di un ristorante fossero elettriche a quali normative si dovrebbe sottostare?

  206. Luca on luglio 2011 at 8:54 am

    Buongiorno,
    avrei bisogno dei due seguenti chiarimenti circa i locali cucina a gas superiori a 35 kW:
    - Secondo l’art. 4.4.2 del DM 12.4.96 l’accesso al locale cucina può avvenire direttamente dall’esterno, oltre che dal locale consumazione pasti. Per “esterno” si può considerare anche un porticato, così come meglio specificato per le centrali termiche?
    - Secondo la UNI 8723/10 il volume del locale deve essere di almeno 1,5 m3 per ogni kw di portata termica installata; questo vale sia per i locali con aerazione naturale che per quelli con estrazione forzata?
    Grazie

  207. comitato tecnico on luglio 2011 at 8:55 am

    Secondo noi:
    1) dovrebbe essere considerato secondo il criterio valido per le centrali termiche;
    2) non dovrebbe valere per il caso di aerazione forzata

    La Segreteria tecnica

  208. Daniele on agosto 2011 at 2:42 pm

    alcuni dubbi su una cucina di un ristorante a gas metano >35 kW (fino a 116 kW, ho una compartimentazione con porta rei 120 fra cucina e locale consumazione pasti e una uscita larga 0.9 dalla cucina direttamente verso l’esterno
    - devo avere la cappa?
    - devo compartimentare con porta REI i locali dispensa e spogliatoio personale adiacenti alla cucina?
    - posso mettere una caldaia < 35 kW nella dispensa? (la somma degli apparecchi cottura + caldaia <116 kW)
    Grazie

  209. comitato tecnico on agosto 2011 at 11:23 am

    La situazione descritta sembra a norma se non vi sono presenti comunicazioni con diverse attività (ad es. un albergo) e purchè sia presente, oltre alla porta REI 120, una compartimentazione (muratura) REI tra cucina e sala pasti. Serve inoltre nella cucina la parete attestata su spazio scoperto e una adeguata ventilazione.

    La cappa nel caso in esame non presenta funzioni dal punto di vista antincendio. I locali dispensa e spogliatoio, se accessibili dalla cucina, dovrebbero essere compartimentati, a meno di poterli considerare all’interno della cucina stessa, cosa però da valutare caso per caso e che modifica le condizioni di sicurezza della cucina stessa in termini di lunghezza della parete verso spazio scoperto e ventilazione necessaria.

    E’ possibile aggiungere la caldaia in cucina salvo adeguare le valutazioni alla nuova potenzialità presente (ad esempio in termini di ventilazione).

    La Segreteria tecnica

  210. giuseppe on agosto 2011 at 3:45 pm

    vorrei fare una finestra tra cucina e sala che mi permetta di comunicare ed uscire eventuali teglie per banco selfservice . E POSSIBILE ???

  211. Lisa on agosto 2011 at 10:08 pm

    Buongiorno.
    Un locale di circa 50 mq da adibire a wine bar, senza cause di emissioni di fumi (forni, fornelli, friggitrici), con posti a sedere per circa 30 persone, deve avere necessarimente un impianto di condizionamento dell’aria o quantomeno l’aerazione forzata in assenza di aperture ad eccezione della porta di ingresso?
    Grazie

  212. comitato tecnico on agosto 2011 at 11:33 am

    Dipende dal tipo di alimentazione delle cucine e dalla loro potenza termica. Se è inferiore a 35 kW non esistono divieti.

    La segreteria tecnica

  213. jacopo on agosto 2011 at 4:31 am

    Buongiorno.Sto progettando un ristorante con un locale cucina superiore a 35Kw e portata termica >di 116 kW. Esiste un altezza minima del locale cucina?? Attualmente il progetto concerne un altezza di 270cm. Devo portare l’altezza del locale cucina a 300cm??

  214. Simone on settembre 2011 at 4:56 am

    Salve, sto progettando la cucina di un ristorante con potenza <35kw, la stessa sarà completamente a vista tramite una vetrata. Esiste una normativa specifica che indica quale tipologia e che caratteristiche deve avere il vetro da utilizzare per la vetrata?
    Grazie mille

    Simone

  215. comitato tecnico on settembre 2011 at 10:02 am

    Per quanto riguarda le norme di sicurezza la risposta dipende dal tipo di alimentazione. Se, infatti, l’alimentazione è elettrica non ci sono vincoli per le finestre. Il caso è diverso per il gas, al quale si applicano le norme UNI o quelle del DM 12 aprile 1996.

    La Segreteria tecnica

  216. Antonio on settembre 2011 at 1:15 am

    Salve, vorrei un chiarimento riguardante la potenza termica installata. Il DM 12 Aprile 1996 parla di portata singola >35 kw Esempio: una cucina da 28kw, una griglia da 30 kw. Non é soggetta al DM 12 04 1996. Pertanto la norma da rispettare sarà la uni 8723 2010 è la Uni Cig 7129/08. Correggetemi se spaglio.

  217. Daniele on settembre 2011 at 10:00 am

    Buongiorno,
    avrei bisogno di sapere se esiste una normativa per quanto riguarda le finestre dei locali cucina di un ristorante che si trova all’interno di un condominio.

    Esiste una distanza minima per legge tra le finestre del locale cucina e quelle di un appartamento?

    Le finestre dei locali cucina del locale (del tipo vasistas) possono essere tenute aperte o vanno tenute chiuse durante la preparazione dei cibi (presupponendo che esista un impianto di aspirazione e ventilazione adeguato)? (fuoriuscita di rumori, schiamazzi del personale di cucina e odori di cucinato)?

    In attesa di un Vs. riscontro ringrazio.

  218. enrico on settembre 2011 at 1:28 pm

    salve vorrei chiedere è obbligatorio installare le luci di sicurezza anche se il locale (bar sala goichi ) sta sotto di 100 persone? grazie.

  219. comitato tecnico on settembre 2011 at 1:13 am

    Se sono a gas e sono nello stesso locale o in locali non separati REI le potenze si sommano e si applica il DM del 1996.

    La Segreteria tecnica

  220. comitato tecnico on settembre 2011 at 8:17 pm

    I bar non hanno una norma, ma le sale giochi di solito si assimilano per le norme di sicurezza ai locali di pubblico spettacolo, per cui secondo noi le luci servono.

    La Segreteria tecnica

  221. LUIGI on settembre 2011 at 3:01 am

    All’interno della cucina di un ristorante alimentata a gpl con potenzialità minore di 35 Kw è presente una caminetto con una griglia lunga circa 4 metri x 0.8 mt in profondità, devo sommare le potenzialità ??
    Con quale norma le devo calcolare??

  222. comitato tecnico on settembre 2011 at 5:21 am

    Se il camino non è a gas no.

    La Segreteria tecnica

  223. Giuseppe on settembre 2011 at 8:40 am

    Buongiorno,sono un geometra di Trapani e sto seguendo i lavori di progettazione e realizzazione di un piccolo ristorante nel centro storico della mia città. Premetto che si tratta di un piccolo locale con stanze comunicanti che hanno un solo accesso dall’esterno. Il locale è composto da una cucina avente una superficie di mq. 20 comunicante con la sala in maniera diretta, una sala avente una superficie complessiva di mq. 47 ed i servizi igienici. Come detto prima la cucina è comunicante con la sala tramite porta e la potenza della stessa cucina non dovrebbe superare i 35kw. Si sta comunque provvedendo ad una cappa con aspirazione forzata e filtri attivi per abbattere gli odori del 95% adesso mi sorge il problema della porta tra la sala e la cucina, questa deve essere tagliafuoco?inoltre sto provvedendo alle luci di emergenza per ogni ambiente, è obbligatorio comunque dalla norma?grazie

  224. comitato tecnico on settembre 2011 at 8:41 am

    Le norme non obbligano ad avere una porta REI.

    Le luci secondo noi servono.

    La Segreteria tecnica

  225. gennaro on settembre 2011 at 11:02 pm

    Salve,
    vorrei sapere se c’è una legge che stabilisce chi puo elaborare e firmare i progetti per ristoranti con potenzialita compresa tra i 51 kw e 116 kw. Ovvero quelli per i quali bisogna attenersi al dm 12/04/1996 e non occorre il CPI.
    Grazie

  226. FC on settembre 2011 at 2:51 am

    Salve, sto progettando un ristorante per 60 persone che prevede dei lunghi banconi refrigerati e che danno la possibilità di consumare i pasti, vorrei sapere quali sono i materiali che si possono impiegare per i banconi.
    E’ consentita l’ecopelle come rivestiento?
    E’ consentito il legno a supporto di banchi in vetro?
    C’è una norma di riferimento che impone materiali ignifughi?
    cordiali saluti

    Grazie

  227. comitato tecnico on settembre 2011 at 2:55 am

    Purtroppo non esiste una norma sui ristoranti, per cui c’è la libertà di utilizzare i materiali che si ritengono opportuni, sempre che la valutazione del rischio di incendio non porti a auto limitarsi nella scelta dei materiali.

    La Segreteria tecnica

  228. andrea on ottobre 2011 at 9:32 am

    Salve, stiamo realizzando un laboratorio cosmetico naturale. Per fare il sapone utilizziamo una normalissima cucina a gas con la quale si cuoce il sapone a bagnomaria. Non abbiamo dipendenti all’interno del locale e il locale è chiuso al pubblico, si trova sotto un condominio, al pian terreno in un centro storico.
    Il locale che abbiamo scelto (circa 35 mq con adeguate finestre e una cappa da 1.000 mc/ora) non dispone dell’allaccio al gas metano. Pensavamo quindi di utilizzare una normalissima bombola di gas. Molti ci hanno detto però che non si può fare. Sapreste cortesemente farci un pò di luce? Grazie mille.
    Andrea

  229. Angelo on ottobre 2011 at 10:22 am

    salve, mi hanno commissionato la pregettazione tecnico-amministrativa per la realizzazione di una cucina per un’azienda che si occupa di catering. Premesso che non ci saranno posti a sedere per un eventuale consumo delle pietanze e che il lavoro verrà svolto da un’unica persona, mi chiedo se devo tenere conto di particolari accorgimenti?
    grazie mille Angelo

  230. Eros Chemolli on ottobre 2011 at 8:09 am

    Esiste ora un prodotto porta va e vieni omologato REI 30 e REI 60, basta cercare su google “porta va e vieni rei”.

  231. Raffaella on ottobre 2011 at 1:51 am

    Salve,
    mi chiamo Raffaella e sto progettando di aprire un ristorantino nella mia città. Sto visionando locali di circa 100m2 per rendermi conto del pigione e così avviare, presso il mio commercialista. un piano di fattibilità.
    Sto smanetttando in internet…per vedere un pochino le caratteristiche di cui necessita un esercizio simile a quello da me concepito…e a tal proposito mi chidevo se potevate gentilmente rispondere alla mie domande???
    Le mie domande sono:
    1) ci sono delle dimensioni da rispettare per la cucina????
    2) i bagni??? dimensione, numero (avevo letto che per locali inferiori a 100m2 non c’è l’obbligo del doppio bagno uomo/donna…è vero???
    3)bagno per disabili…a tal riguardo non ho domande perchè ho
    cmq intenzione di considerarlo a prescindere dalla normativa.
    4) facendo un po’ i conti…e considerando lo spazio che rimane…quanti coperti al massimo potremo considerare?
    Resto in attesa di una vs risposta e vi ringrazio anticipatamente.
    Buona giornata e buon lavoro

  232. comitato tecnico on ottobre 2011 at 2:57 am

    Le domande riguardano igiene e barriere architettoniche. Per i coperti, la valutazione dipende anche dalla larghezza delle vie di esodo. Segnaliamo un testo che affronta questo argomento sui ristoranti:
    http://www.lulu.com/product/ebook/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2012-ebook/18466662?productTrackingContext=search_results/search_shelf/center/2
    http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2012/18418292?productTrackingContext=search_results/search_shelf/center/1

    La Segreteria tecnica

  233. mario on ottobre 2011 at 4:08 am

    Devo avviare un ristorante/pizzeria nel quale si accede da un cancello d’ingresso (piano terra) che immette su una ampia terrazza a livello all’aperto di mq 85 calpestabili (previsti coperti n. 60 nel periodo estivo).
    Dalla terrazza si entra in un locale di mq 50 calpestabili realizzato con il locale cucina (con forno a legna e bancone bar) posto nello stesso ambiente in cui accede il pubblico, fornito all’interno della cucina di uscita indipendente. Inoltre da detto locale si accede sia in una veranda di mq 40 calpestabili (coperti n. 30) che, tramite un corpo scala di collegamento al piano interrato (S1).
    Al piano interrato di mq 100 c’è: magazzino, spogliatoio, bagno clienti, bagno dipendenti, locale tecnico, mentre il restante spazio verrebbe utilizzato come altra sala sosta (coperti n. 40).
    Mi sembra sia fuor di dubbio l’obbligo di costruire al piano terra un bagno attrezzato anche per i disabili.
    Si chiede se emerge qualche irregolarità nella impostazione suddetta ed in particolare:
    1)Quali sono i requisiti e le relative norme che si applicano per il cancello d’ingresso per essere considerato valido anche come uscita di sicurezza?
    2)In quali casi è obbligatoria una doppia scala nel locale interrato?
    3)Se sia permesso che il locale tecnico sia posto nel sottoscala per ispezione fognaria?

    Grazie, cordiali saluti.

  234. Alessio Garzia on novembre 2011 at 5:04 am

    Bello l’ebook. L’ho pure comprato…
    La cosa TERRIBILE è che il libro non esiste stampato, e l’ebook è protetto e NON stampabile. Ottibo strumento per chi lavora … il solo file risulta davvero poco utile. !! :-(

  235. virginia on novembre 2011 at 3:31 am

    salve,
    devo progettare un wine bar.
    L’attività del locale si svolge al piano terra ma al piano interrato c’è una grande cantina che in parte verrà recuperata per realizzare bagno + spogliatoio staff e deposito.

    La scala che mette in comunicazione i 2 livelli sfocia nella sala principale del locale.

    Volevo sapere se devo seguire dei parametri di legge vspecifici per il verso di apertura della porta, le dimensioni e i materiali.

  236. redazione tecnica on novembre 2011 at 3:32 am
  237. isman on novembre 2011 at 4:09 am

    buongiorno,
    volevo sapere se la cucina di un bar tavola calda deve essere un locale commerciale! Mi spiego meglio, ho trovato un locale commerciale di circa 140 mq con annesso magazzino di oltre 100 mq, la cucina volevo farla nei 100 mq ma questa parte non é ad uso commerciale ma bensì ad uso artigianale/laboratorio! posso farla ugualmente o devo prima trasformare quella parte in commerciale?
    Grazie.
    Isman

  238. redazione tecnica on novembre 2011 at 4:10 am

    Purtroppo non appare trattarsi di un problema di prevenzione incendi…

  239. Claudia on novembre 2011 at 9:05 am

    Salve,
    volevo sapere: per una cucina di un ristorante di 42mq che ha una potenza complessiva di 123,5 KW alimentata a GPL quanti fori di areazione devono esserci? Che dimensione devono avere?
    Grazie

  240. comitato tecnico on novembre 2011 at 9:26 am

    La superficie è proporzionale alla potenza ed è indicata nel DM 12 aprile 1996, circa 0,123 m2.

    La segreteria tecnica

  241. georgia on novembre 2011 at 11:41 pm

    salve, ho un locale bar ristorante pizzeria ,il locale ha due entrate una è l’entrata principale e la secconda ha una porta anti panico,èobligattorio che questa resti chiusa in modo che sia solo un uscita di emergenza ,o è possibile utilizarla anche come entrata e uscita normale? grazie per le vostre informazzioni..

  242. comitato tecnico on novembre 2011 at 11:44 pm

    Una uscita di sicurezza può essere usata come ingresso, non esistono divieti in tale senso in nessuna norma.

    La segreteria tecnica

  243. Luciana on novembre 2011 at 6:22 am

    Buongiorno,
    per la sede di un gruppo scout, volendo installare una stufa/cucina con forno a gas di potenza complessiva 24,2 Kw in un locale con volume 48 metri cubi, quale portata è consigliabile abbia la cappa aspirante e di che dimensioni dev’essere il foro di aerazione?

  244. antonio on dicembre 2011 at 1:41 am

    salve sto per aprire un bar pizzeria con una piccola cucina e vorrei sapere se posso mettere il tubo della canna fumaria del forno a legna nel tubo della canna fumaria della cucina purtroppo ho una sola canna fumaria. grazie

  245. Filippo Corazza on dicembre 2011 at 12:11 am

    Ciao a tutti,
    sto progettando un impianto di adduzione e distribuzione di gas GPL (da serbatoio interrato) a servizio di un laboratorio bar-pasticceria. fuori terra.
    Nella “zona calda” ho una cucina 4 fuochi, fry top, due friggitrici, cuocipasta e un forno combinato per una potenza termica complessiva di 80 KW e tutti gli apparecchi sono provvisti di cappa aspirante.
    Mi pare ovvio che siamo in regime di applicazione del D.M. 12 aprile ‘96.
    Il mio dubbio è: ricado nella tipologia 4.4 locali di installazione di impianti cucina e lavaggio stoviglie?
    Per quanto concerne l’apertura d’aerazione mi basta sottostare alle disposizioni comuni del punto 4.1? Mi basta dunque una superficie S=Qx10 per almeno 2/3 (ma anche interamente, no?) a filo pavimento?
    In una guida che ho consultato, per gli impianti al punto 4.4 ed a GPL viene riportato un limite minimo dell’apertura d’aerazione pari a 5.000 cm2, ma nel DM non ne vedo traccia, non è così? Oppure questo valore di mezzo metro quadro è corretto?
    Grazie mille!

  246. stefania on gennaio 2012 at 5:49 am

    salve,
    sto aprendo un piccolo laboratorio di torte, c’è una cucina con forno elettrico e fornelli a gas. C’è annesso un piccolo locale (negozio).
    I due locali (laboratorio e negozio) non sono riscaldati, vorrei comprare qualcosa per riscaldarli.
    Si può evitare l’elettrico?
    grazie

  247. Fabio on gennaio 2012 at 5:54 pm

    Salve,
    stò progettando una sala di un ristorante/bar e avrei intenzione di posizionare al suo interno una piastra a gas (le portate termiche possono variare da 6-12-18kW). L’apparecchiatura si troverebbe quindi all’interno della sala ove si consumano i pasti e pertanto vorrei sapere se ho dei limiti al livello di installazione.
    Premetto che l’apparecchiatura sarà carrelabile con vano portabombola GPL. Bombola GPL di capacità max di 5kg.

    Stò seguendo la norma UNI 8723:2010 e visto che la portata termica in gioco è inferiore ai 35 kW ho escluso i D.M. 12/04/1996.

    Ci sono altre normative alle quali devo attenermi per la sicurezza antincendio?
    Anche se la UNI 7129 riguarda l’installazione di apparecchiature ad uso domestico devo comunque tenerla in considerazione?

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