Uscite di sicurezza

maggio 2010

uscita-di-sicurezza-copia1

(fire safety exits) Per uscita (di sicurezza) il decreto 30/11/1983 intende: Apertura atta a consentire il deflusso di persone verso un luogo sicuro avente altezza non inferiore a 2,00 m. L’uscita, quindi, è un vano porta che si affaccia su un luogo sicuro statico (di solito, all’aperto) o dinamico (un percorso protetto).

Come deve essere realizzata un’uscita di sicurezza?

In primo luogo, l’uscita deve essere adeguatamente segnalata, perchè deve essere riconoscibile come tale. Il pittogramma che si usa (Decreto legislativo n. 81/08 Titolo V art. 161-166, Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro), soprattutto nei luoghi frequentati da persone che non conoscono la lingua locale, non dovrebbe recare scritte (come quella in figura). Si deve pensare, infatti, che uscita di sicurezza si traduce:

  • fire exit in inglese;
  • sortie de secours in francese;
  • notausgang in tedesco
  • salida de emergencia in spagnolo

Questa differenza di vocabolario è tale da rendere possibile qualche confusione nelle persone che debbano usare l’uscita in emergenza.

Per quanto riguarda il metodo di apertura, l’uscita non deve essere necessariamente dotata di maniglione antipanico (è obbligatorio solo nei casi in cui lo  prevede il DM 3 novembre 2004 (Ministero dell’ Interno. Disposizioni relative all’installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l’apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d’incendio), che elenca le categorie di attività in cui devono essere installati:

  • maniglioni antipanico (che devono essere conformi alla UNI EN 1125)  oppure;
  • le manigliepiastre a spinta conformi alle norme di sicurezza (in particolare alla UNI EN 179).

Per quanto riguarda l’altezza, è considerata uscita di sicurezza un passaggio alto almeno 2 metri, mentre per quanto riguarda la larghezza, non si può stabilire un valore unico per tutte le uscite. La larghezza delle uscite, infatti, dipende dal numero di persone presenti.

A parte i locali che hanno una norma specifica (alberghi, teatri, cinema, scuole ecc.) per i luoghi di lavoro vale ancora l’art. 33 del D.lgs 626/94, che prende in considerazione anche la larghezza minima (evidenziata in rosso):

Art. 14 (Porte e portoni)

1. Le porte dei locali di lavoro devono, per numero, dimensioni, posizione e materiali di realizzazione, consentire una rapida uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall’interno durante il lavoro.
2. Quando in un locale le lavorazioni e i materiali comportino pericoli di esplosione o specifici rischi di incendio e siano adibiti alle attività che si svolgono nel locale stesso più di cinque lavoratori, almeno una porta ogni cinque lavoratori deve essere apribile nel verso dell’esodo e avere larghezza minima di m. 1,20
3. Quando in un locale si svolgono lavorazioni diverse da quelle previste al comma 2), la larghezza minima delle porte è la seguente:
a) quando in uno stesso locale i lavoratori normalmente ivi occupati siano fino a venticinque, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m 0,80;
b) quando in uno stesso locale i lavoratori normalmente ivi occupati siano in numero compreso tra ventisei e cinquanta, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m 1,20 che si apra nel verso dell’esodo;
c) quando in uno stesso locale i lavoratori normalmente ivi occupati siano in numero compreso tra cinquantuno e cento, il locale deve essere dotato di una porta avente larghezza minima di m 1,20 e di una porta avente larghezza minima di m 0,80, che si aprano entrambe nel verso dell’esodo;
d) quando in uno stesso locale i lavoratori normalmente ivi occupati siano in numero superiore a cento, in aggiunta alle porte previste alla lettera c) il locale deve essere dotato di almeno una porta che si apra nel verso dell’esodo avente larghezza minima di m 1,20 per ogni cinquanta lavoratori normalmente ivi occupati o frazione compresa tra dieci e cinquanta calcolati limitatamente all’eccedenza rispetto a cento.

4. Il numero complessivo delle porte di cui al comma 3 può anche essere minore, purché la loro larghezza complessiva non risulti inferiore.
5. Alle porte per le quali è prevista una larghezza minima di m 1,20 è applicabile una tolleranza in meno del 5% (cinque per cento). Alle porte per le quali è prevista una larghezza minima di metri 0,80 è applicabile una tolleranza di meno del 2% (due per cento).
6. Quando in un locale di lavoro le uscite di emergenza di cui all’art. 13 comma 5 coincidono con le porte di cui al comma 1, si applicano le disposizioni di cui all’art. 13 comma 5.
7. Nei locali di lavoro e in quelli adibiti a magazzino non sono ammesse le porte scorrevoli, le saracinesche a rullo, le porte girevoli su asse centrale, quando non esistano altre porte apribili verso l’esterno del locale.
8. Immediatamente accanto ai portoni destinati essenzialmente alla circolazione dei veicoli devono esistere, a meno che il passaggio dei pedoni sia sicuro, porte per la circolazione dei pedoni che devono essere segnalate in modo visibile ed essere sgombre in permanenza.
9. Le porte e i portoni apribili nei due versi devono essere trasparenti o essere muniti di pannelli trasparenti.
10. Sulle porte trasparenti deve essere apposto un segno indicativo all’altezza degli occhi.
11. Se le superfici trasparenti o traslucide delle porte e dei portoni non sono costituite da materiali di sicurezza e c’è il rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici, queste devono essere protette contro lo sfondamento.
12. Le porte scorrevoli devono disporre di un sistema di sicurezza che impedisca loro di uscire dalle guide o di cadere.
13. Le porte e i portoni che si aprono verso l’alto devono disporre di un sistema di sicurezza che impedisca loro di ricadere.
14. Le porte e i portoni ad azionamento meccanico devono funzionare senza rischi di infortuni per i lavoratori. Essi devono essere muniti di dispositivi di arresto di emergenza facilmente identificabili ed accessibili e poter essere aperti anche manualmente, salvo che la loro apertura possa avvenire automaticamente in caso di mancanza di energia elettrica.
15. Le porte situate sul percorso delle vie di emergenza devono essere contrassegnate in maniera appropriata con segnaletica durevole conformemente alla normativa vigente. Esse devono poter essere aperte, in ogni momento, dall’interno senza aiuto speciale.
16. Quando i luoghi di lavoro sono occupati le porte devono poter essere aperte.
17. I luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1° gennaio 1993 devono essere provvisti di porte di uscita che, per numero ed ubucazione, consentono la rapida uscita delle persone e che sono agevolmente apribili dall’interno durante il lavoro. Comunque, detti luoghi devono essere adeguati quanto meno alle disposizioni di cui ai precedenti commi 9 e 10. Per i luoghi di lavoro costruiti o utilizzati prima del 27 novembre 1994 non si applicano le disposizioni dei commi 2, 3, 4, 5, 6 concernenti la larghezza delle porte. In ogni caso la largezza delle porte di uscita di detti luoghi di lavoro deve essere conforme a quanto previsto dalla concessione edilizia ovvero dalla licenza di abitabilità.

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523 Risposte to “ Uscite di sicurezza ”

  1. Corrado de Seneen on luglio 2009 at 6:41 am

    Buongiorno.
    Vorrei avere un chiarimento su ciò che prevede la normativa riguardo la realizzazione di un’uscita che si affaccia su tre gradini che portano al luogo sicuro. In altre parole: può il primo gradino (in discesa) essere a fili del portoncino? O il portoncino deve dare su un piccolo pianerottolo prima che inizino i gradini in discesa?
    Spero di aver espresso chiaramente il mio dubbio e ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

    Corrado de Seneen – Ufficio Tecnico Consorzio UNO

  2. comitato tecnico on luglio 2009 at 12:02 pm

    La risposta alla sua domanda può essere trovata nelle norme di abbattimento delle barriere architettoniche, in quanto le norme antincendio non considerano il problema dello spazio minimo che deve essere lasciato tra una porta e dei gradini.
    Secondo il nuovo indirizzo dato dalla circolare n. 4 del 2002 sulla sicurezza antincendio delle persone disabili, secondo noi, per garantire il massimo livello di sicurezza, dovrebbe essere rispettato il D.M. 14 giugno 1989, n. 236, “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche“. Questo decreto stabilisce le misure minime da rispettare nel caso che ha descritto (ad esempio, illustrate nel post Sicurezza persone disabili: il problema generale).
    Non conoscendo di quale struttura si tratti, però, non sappiamo se sia anche obbligatorio rispettare il DM 236 del 1989 per lo specifico edificio.

    La Segreteria tecnica

  3. Andrea on luglio 2009 at 11:53 am

    Vorrei chiedervi un consiglio, anzi un parere tecnico, per ovvie ragioni non si possono ostruire le uscite di emergenza, esiste una norma che indichi per quanti metri deve rimanere libera da intralci l’uscita di emergenza? per esempio una macchina non può sostare a ridosso dell’uscita di emergenza, però se viene parcheggiata a 7 – 10 metri, può sostare? sono certo che esistono normative in merito attendo una vostra risposta, grazie!

  4. comitato tecnico on luglio 2009 at 11:05 am

    Tutte le normative che riguardano l’esodo da edifici chiedono che le uscite conducano fino ad un luogo sicuro, ma nessuna specifica l’area libera intorno alle uscite.
    Partendo dal fatto che la porta di una uscita di sicurezza deve potersi aprire liberamente e consentire il deflusso regolare delle persone, secondo noi, lo spazio antistante la porta deve essere tale da dare continuità al deflusso previsto, che dipende dalla quantità di persone che potrebbero usare quella uscita, in modo che le persone possano poi raggiungere uno spazio tale da contenerle tutte.
    Pertanto, se una porta è larga 1,2 m, gli ostacoli esterni dovranno permettere di dare continuità al flusso largo 1,2 m senza curve strette o restringimenti, fino al luogo in cui possono essere contenute tutte le persone che scappano.

    La Segreteria tecnica

  5. filippo on agosto 2009 at 11:20 am

    avrei bisogno di un chiarimento circa la possibilità di chiudere, ad esempio durante la notte, in un luogo nel quale si lavora solo di giorno, una porta di sicurezza. Nel luogo in cui lavoro, a causa di intrusioni notturne da parte di ladri, è stata disposta, tramite delibera del direttore amministrativo, la chiusura con catena e lucchetto dell’uscita di sicurezza. Vorrei sapere se il solo atto del chiudere la porta di sicurezza nel momento in cui cessa l’attività lavorativa (indipendentemente da possibili incidenti che possano occorrere durante l’orario di chiusura) rappresenti violazione alla sopracitata legge. In caso negativo, qualora si verificassero incidenti ( es: un ladro introdottosi nella struttura da altra entrara e rimasto intrappolato da un incendio per l’impossibilità di sfruttare l’uscita di emergenza), come verrebbero attribuite le responsabilità? Ricordo che nel caso specifico esiste una delibera del direttore amministrativo che impone la chiusura dell’uscita di sicurezza al momento della cessazione dell’attività di lavoro.
    Grazie

  6. comitato tecnico on agosto 2009 at 9:25 am

    Come avviene, ad esempio, nei cinema, teatri ecc. (che ospitano molte persone e che quindi sono ancora più delicati sotto questo punto di vista), anche negli altri luoghi di lavoro le uscite di sicurezza devono essere praticabili nei momenti in cui sono presenti persone all’interno dei locali ma, al di fuori degli orari di presenza di persone, i locali possono essere chiusi in qualsiasi modo.
    In altre parole, non esiste – a nostra conoscenza – alcun motivo normativo che impedisca di chiudere le uscite di sicurezza al di fuori degli orari in cui sono presenti delle persone nei luoghi di lavoro, mentre il suo dubbio sembra trova rispota nell’art. 33 del d.lgs 626/94, ripreso dal D.Lgs 81/08:
    2. L’art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica del 27 aprile 1955, n. 547 è sostituito dal seguente:
    Art. 14 (Porte e portoni)
    1. Le porte dei locali di lavoro devono, per numero, dimensioni, posizione e materiali di realizzazione, consentire una rapida uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall’interno durante il lavoro.

    La Segreteria Tecnica

  7. Francesca on agosto 2009 at 2:19 am

    Sto progettando un capannone diviso in 180 mt di show room e 120 di magazzino al piano terra e 130 mt di esposizione e 130 di uffici al piano primo ( i lavoratori saranno circa 10 e il locale sarà aperto al pubblico come vendita all’ingrosso ). Il livello di rischio di incendio è medio basso. Vorrei sapere il numero e la dimensione delle uscite di sicurezza.

    Grazie

  8. comitato tecnico on agosto 2009 at 11:10 am

    Il numero di uscite dipende dalla distanza massima che si deve percorrere per raggiungere le uscite stesse.
    Se è verificato che è a basso rischio di incendio (questo vale se non è una attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, nel qual caso l’attività si classifica come rischio medio, ma da quello che ha scritto deve controllare che non si configiri come attività di vendita di superficie superiore a 400 m2) le distanze previste per le vie di esodo come indicative dal DM 10 marzo 1998 sono di 45 m o della metà per i corridoi ciechi. Dalle distanze ricava il numero di uscite che soddisfano i requisiti normativi.

    La Segreteria tecnica

  9. David Lambertucci on agosto 2009 at 1:21 am

    Ho un negozio, di cui sono titolare senza dipendenti, con locale aperto al pubblico di 100 mq e un’uscita secondaria con porta a maniglia semplice che si apre verso l’interno. Ho letto che il maniglione antipanico non è necessario nei casi come il mio, ma devo comunque apportare delle modifiche per rendere quella porta un’uscita di sicurezza?
    Grazie

  10. comitato tecnico on agosto 2009 at 3:04 am

    Non ci sono norme di sicurezza per i locali come il suo, dato che le norme sui locali commerciali prendono in considerazione solo quelli di superficie superiore a 400 m2. Pertanto, è la valutazione dei rischi a decidere quali misure di sicurezza sono necessarie.
    Secondo le norme, infatti, solo il titolare (nei casi di negozi come il suo) può decidere, ad esempio, se accettare grande affollamento e mettere maniglioni antipanico, oppure limitare l’accesso ad un numero più piccolo di persone e non adottare tale misura di sicurezza per le porte di uscita.

    La Segreteria tecnica

  11. Enzo on settembre 2009 at 5:52 am

    Buongiorno.

    E’ leggittimo/legale che una parta antincendio di un officina meccanica si apra verso un area di altra proprietà, all’aperto ma recintata, per una dimensione massima di tale area di circa 5 metri in lunghezza per 7 in larghezza? In pratica, può il “luogo sicuro” essere identificato con una proprietà di terzi recintata praticamente a ridosso del luogo in cui potrebbe esserci l’incendio?

    E’ opbbligato il proprietario di quest’area a far aprire su essa l’uscita di emergenza? Non si lede così la sua libertà di utilizzo dell’area?

    Grazie

  12. comitato tecnico on settembre 2009 at 10:47 am

    Secondo noi, se l’area non è a disposizione del locale per il quale servirebbe come luogo sicuro, non dovrebbe essere considerata come luogo sicuro. Infatti, la gestione della sicurezza di un edificio presuppone che il titolare mantenga sempre in condizioni idonee le parti dei percorsi di esodo, compresi i luoghi sicuri. Se, però, una parte del percorso (in questo caso il luogo sicuro)appartiene a terzi, in qualunque momento può essere adibita ad altro uso e, quindi, ai fini della sicurezza può essere resa inutilizzabile senza preavviso.

    La Segreteria Tecnica

  13. vincenzo on settembre 2009 at 2:46 am

    salve!
    ho vinto un appalto di sostituzione porte di emergenza in una centrale elettrica in cui ci sono porte di uscita di emergenza di misura 194×94cm. Ora nella sostituzione posso usare porte delle stesse dimensioni o mi devo attenere alle misure minime di larghezza di 120cm? a quale norma mi devo attenere?
    Grazie anticipatamente

  14. Michele on settembre 2009 at 7:15 am

    Buongiorno,
    nei moduli abitativi di un cantiere abbiamo delle cabine alloggio per due persone che hanno un’unica uscita verso il corridoio, e da qui all’esterno.
    E’ legittimo mettere l’insegna di “uscita di sicurezza” all’interno della porta della cabina, anche se in quanto unica uscita essa si configura come porta di utilizzo quotidiano?
    Inoltre, è solamente possibile o addirittura obbligatoria l’apposizione di tale cartello?
    Grazie

  15. comitato tecnico on settembre 2009 at 8:00 am

    Secondo noi il segnale “uscita di sicurezza” non è obbligatorio nella cabina, ma non è nemmeno vietato.
    Nella situazione che ha descritto, secondo noi un segnale dovrebbe essere apposto nel corridoio per indicare la direzione di fuga.

    La Segreteria tecnica

  16. Andrea on settembre 2009 at 10:52 am

    Buongiorno.
    Vorrei sapere se le uscite di sicurezza devono essere controllate vidimando un cartellino come avviene su estintori, idranti, porte tagliafuoco ecc… o basta semplicemente controllare che siano sempre sgombre e ben segnalate.
    Nel caso sia previsto il controllo periodico obbligatorio per legge, quale sia la normativa di riferimento.
    Ringrazio Vivamente

  17. comitato tecnico on settembre 2009 at 11:15 am

    Il controllo periodico è obbligatorio per i maniglioni antipanico e gli altri dispositivi di apertura compresi nel decreto 3 novembre 2004 – Disposizioni relative all’installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l’apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d’incendio.
    In particolare, l’art. Art. 4. (Commercializzazione, installazione e manutenzione dei dispositivi) prevede che la manutenzione dei dispositivi sia realizzata attraverso l’osservanza dei seguenti adempimenti:

    c) per il titolare dell’attivita’:
    c.1) conservare la dichiarazione di corretta installazione;
    c.2) effettuare la corretta manutenzione del dispositivo osservando tutte le istruzioni per la manutenzione fornite dal produttore del dispositivo stesso;
    c.3) annotare le operazioni di manutenzione e controllo sul registro di cui all’art. 5, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37..

    Pertanto, la periodicità dei controlli è stabilita dal costruttore e indicata nelle relative istruzioni di uso.
    La Segreteria tecnica

  18. ale on settembre 2009 at 6:51 am

    Buongiorno,
    puo’ un uscita di sicurezza di un edificio scolastico, essere usato come entrata privilegiata per alcuni insegnanti? in pratica esiste il doppio uso delle porte di emergenza? ringrazio anticipatamente e mi complimento per la precisione delle risposte che ho letto.

  19. comitato tecnico on settembre 2009 at 7:00 am

    La ringraziamo per i complimenti.
    A nostro parere l’uso delle porte di emergenza dovrebbe essere favorito anche nel quotidiano per due motivi:
    - si verifica nell’uso giornaliero che sono libere, impedendo che siano ostruite per i motivi più diversi;
    - più le porte di emergenza sono utilizzate, più ne è nota la posizione, limitando il problema principale delle uscite di emergenza che è quello di essere poco conosciute anche dai frequentatori abituali degli edifici.

    La Segreteria tecnica

  20. Valerio on settembre 2009 at 12:41 am

    Buongiorno,lavoro in un laboratorio le cui uscite di sicurezza sono ostruite all’esterno dalle macchine parcheggiate.In origine erano passi carrabili ora non più e pertanto le macchine parcheggiano fin sotto la serranda e quando la apriamo le ritroviamo davanti alle uscite di sicurezza.
    Ringrazio anticipatamente.
    Valerio

  21. comitato tecnico on settembre 2009 at 10:10 am

    Se le macchine sono parcheggiate in un luogo sul quale è permesso farlo, le uscite non possono essere considerate di sicurezza e il datore di lavoro deve procedere ad una nuova valutazione del rischio che tenga conto del minore numero di uscite.
    In alternativa, ovviamente, deve essere ripristinato il numero iniziale di passi carrabili.

    La Segreteria tecnica

  22. Anna on ottobre 2009 at 1:13 pm

    Buonasera, volevo sapere se nel caso in cui mi trovo ad avere uno spazio adibito ad uffici con un affluenza di lavoratori pari a 50 e numero 2 uscite di sicurezza da 120. Il corridoio verso le vie di fuga deve essere necessariamente da 120 e cosa succede se nel corridoio si trovano dei ventilconvettori e un quadro elettrico che “ingombrano” il corridoio. C’è pericolo che non venga dato il parere positivo dai vigili del fuoco?E comunque si può prevedere, visto che il corridoio come un ballatoio serve tutti gli ambienti, che il percorso di fuga vada verso una sola uscita tra le due esistenti?
    La ringrazio anticipatamente per la risposta
    Anna

  23. comitato tecnico on ottobre 2009 at 11:21 am

    Gli uffici con meno di 500 persone non sono controllati dai Vigili del Fuoco, a meno che non si trovino in edifici o attività pericolose. Detto questo, che in ogni caso non modifica l’obbligo del datore di lavoro di rispettare tutte le norme di sicurezza, nel caso che ha rappresentato secondo noi la questione della larghezza delle uscite sembrerebbe fondamentalmente in regola. Infatti, le due uscite di sicurezza non devono necessariamente essere larghe 120 cm, ma potrebbero essere anche più strette, dato l’affollamento complessivo.
    Per quanto riguarda la presenza di ingombri sulle vie di esodo, invece, tutti sanno che di norma non dovrebbero essere presenti. Il criterio è quello secondo cui le vie di esodo non dovrebbero subire restringimenti andando verso le uscite. Tutto dipende da quanto questi oggetti si estendono nella larghezza del corridoio.
    Non è molto chiara, infine, la domanda sul corridoio che conduce ad una sola via di esodo. Se l’altra non è accessibile dal corridoio, infatti, dovrebbe spiegare da dove si accede alla seconda uscita di sicurezza. Se la seconda uscita è accessibile solo da un ambiente chiuso, il resto del locale dovrebbe essere considerato come servito da una sola uscita e valutato di conseguenza.

    La Segreteria tecnica

  24. rocky on ottobre 2009 at 5:51 am

    vorrei chiaimenti in merito all’inciampo nelle uscite di emergenza

  25. comitato tecnico on ottobre 2009 at 10:41 am

    Dovrebbe essere più chiaro. Le uscite di sicurezza non dovrebbero essere tali da far inciampare le persone, soprattutto se si applicano le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

    La Segreteria tecnica

  26. andrea on ottobre 2009 at 3:43 am

    Buongiorno. Un banale quesito: in un posto di lavoro dove porte di sicurezza, con maniglione antipanico ed elettromagnete di emergenza rappresentano le uniche porte di accesso agli uffici, mi chiedo se invece di tenerle normalmente aperte (tramite l’elettromagnete appunto) possano essere invece tenute chiuse. Vi sono regole o normative a riguardo?
    grazie

  27. comitato tecnico on ottobre 2009 at 9:52 am

    Secondo noi è bene che le porte di emergenza che sono anche di accesso siano tenute possibilmente aperte. Quando queste porte hanno una funzione di compartimentazione (e quindi in caso di incendio devono essere chiuse), però, devono essere dotate di elettromagnete di sgancio.
    L’esperienza dimostra, infatti, che le porte perdono la propria funzione di protezione dall’incendio quando sono aperte e chiuse in continuazione, come nel caso di quelle utilizzate per l’accesso.

    La Segreteria tecnica

  28. cesare romagna on ottobre 2009 at 12:36 pm

    buonasera, vorrei sapere se è sufficiente in un ristorante con sala di capienza di circa 25 persone una porta come uscita di sicurezza di cm 80 e se serve il maniglione antipanico,grazie

  29. comitato tecnico on ottobre 2009 at 12:58 am

    Nel valutare il sistema di esodo di un ristorante occorre tenere presente l’affollamento massimo previsto (numero di posti) e la lunghezza dei percorsi di esodo.
    Nel caso sottopostoci, capienza 25 persone, la presenza di una sola porta, con larghezza di 80 cm, potrebbe anche essere sufficiente, comunque munita di dispositivo di apertura conforme alla UNI 1125, se la lunghezza del percorso di esodo rientra nel range 12 – 45 m, meglio se vicino al limite inferiore in relazione alla presenza di pubblico.
    Se la capienza complessiva aumenta, però, deve aumentare anche la larghezza della porta, che dovrà essere commisurata al numero di persone, fino ad arrivare a 120 cm.

    La Segreteria Tecnica

  30. Stefano S. on ottobre 2009 at 1:36 pm

    Salve. Ho intenzione di aprire una birreria sotto forma di Associazione Cluturale. Il locale ha una sala interna di circa 40mq e una sorta di cortiletto esterno di identica grandezza. L’associazione culturale necessita di una prima porta d’ingresso (oscurata) e di una successiva seconda porta, questo perchè trattasi di circolo riservato ai soci. Nessuno, purtroppo, sa dirmi se le due porte, o una di esse, deve essere uscita di sicurezza! cioè porta con maniglione antipanico o con altre caratteristiche di cui no sono a conoscenza. potreste aiutarmi? grazie infinite…

  31. comitato tecnico on ottobre 2009 at 2:56 am

    Indipendentemente dal fatto che si tratti di circolo privato o pubblico esercizio, il locale deve garantire i necessari requisiti di sicurezza per le persone.
    In questo caso, in funzione della superficie del locale, è stimabile un affollamento massimo di 20 – 30 utenti e ciò rende necessaria la realizzazione di una uscita di sicurezza (porta apribile verso l’esterno) con larghezza minima di 0,8 m, dotata di sistema di apertura a spinta (maniglione antipanico) con marcatura CE. Se per raggiungere l’esterno è necessario attraversare le due porte allora entrambe devono possedere gli stessi requisiti.
    La porta di uscita di sicurezza deve addurre a luogo sicuro (un luogo dove le persone non sono sottoposte agli effetti dell’incendio) ed il cortile privato, così come descritto potrebbe non costituirlo.
    Può andare bene se lo spazio scoperto dispone di propria uscita di sicurezza (ad esempo se fosse un terrazzo elevato il fatto di essere spazio scoperto non viene considerato), quindi in questo caso il percorso di esodo deve avere larghezza sufficiente all’affollamento dei due ambienti e servono 2 uscite (affollamento superiore a 50 persone) ciascuna dotata di maniglione antipanico UNI 1125.

    La Segreteria tecnica

  32. Domenico on ottobre 2009 at 6:36 am

    Buonasera,
    abbiamo appena aperto un negozio di 700 mq corredato dalle opportune uscite di sicurezza. Il mio problema sta in una sola porta posta a metà del percorso obbligato per la clientela. Come posso rendere sicura questa porta? in quanto alcuni clienti l’hanno presa per uscita senza passare dalla cassa. Un mini allarme ed un cartello sono già stati installati ma non basta.
    Grazie.

  33. comitato tecnico on ottobre 2009 at 9:57 am

    E’ possibile dotare le porte di uscita di sicurezza di sistemi antintrusione a condizione che questi permettano la facile ed immediata apertura dall’interno senza l’uso di chiavi.
    Potrebbero essere installati dispositivi magnetici che tengono chiusa la porta con apertura asservita all’impianto di rivelazione e segnalazione automatica di incendio e dotati di comando di apertura manuale sotto vetro in prossimità dell’infisso.
    Trattandosi comunque di attività soggetta a controllo dei Vigili del Fuoco (punto 87 del DM 16/02/1982, attività di vendita con superficie > 400 m2) per la quale dovrebbe essere già stata ottenuta l’autorizzazione da parte del competente Comando VF, la modifica, poiché sostanziale ai fini delle condizioni di sicurezza, deve essere concordata con lo steso Comando e redatto un nuovo progetto antincendio.

    La Segreteria tecnica

  34. valentina on ottobre 2009 at 2:07 am

    Buongiorno,
    la nostra società sta per affittare a Roma, per una decina di addetti, circa 200 mq di uffici. Questi presentano una sola uscita/entrata larga 90 cm ed apribile verso l’interno. Secondo le noramtive vogenti è sufficiente adattare l’uscita esistente con un’apertura con maniglione antipanico verso l’esterno (pianerottolo)?
    Vi ringrazio anticipatamente.

  35. comitato tecnico on ottobre 2009 at 7:22 am

    Secondo noi la soluzione che ha descritto è conforme ai criteri generali di sicurezza dei luoghi di lavoro (in particolare, al DM 10 marzo 1998).
    E’ opportuno sottolineare che le misure proposte sono superiori a quelle previste dalla norma citata. Le dimensioni e l’affollamento previsto nel locale, infatti, permettono di installare anche una dispositivo di apertura diverso dal maniglione antipanico, come pure l’apertura verso l’esterno non è obbligatoria per gli stessi motivi.

    La Segreteria tecnica

  36. cirilli luigi on novembre 2009 at 1:38 pm

    Buonasera, vorrei sapere se in un condominio dove è stato installato un ascensore e non ci sono finestre d’areazione, ed impianti antincendio, si può avere un collaudo non avendo queste sicurezze? L’ingegnere tecnico e i committenti che responsabilità hanno? E’ con la legge cosa rischiano?
    Vi ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità.

  37. comitato tecnico on novembre 2009 at 8:37 am

    Sulla sicurezza antincendio delle autorimesse esiste un decreto vigente (1 febbraio 1986) che stabilisce le norme di sicurezza. Quando le autorimesse, inoltre, hanno più di 9 posti auto, il titolare deve chiedere il parere ed il certificato ai Vigili del Fuoco.
    Detto questo, se questi locali sono privi delle misure di sicurezza indicate nella norma e (come probabile) non sono luoghi di lavoro, i rischi per i titolari sono quelli di vedersi vietato l’uso delle autorimesse fino al loro adeguamento ed eventuali sanzioni stabilite, anche in questo caso, dal Comune. Tutto questo, ovviamente a seguito dell’accertamento da parte dei VVFF e delle conseguenti comunicazioni agli organi competenti.

    La Segreteria tecnica

  38. andrea finti on novembre 2009 at 3:46 am

    Buongiorno,
    desideriamo allestire una spazio proiezioni video in una sala perfettamente rettangolare di circa 90 mq.
    Il nostro obiettivo sarebbe quello di poter ospitare un massimo di circa 50 persone (da valutare se in forma associativa o come spazio aperto al pubblico).La sala si trova a pianoterra e dispone di un portone a doppio battente di circa 2,50 di larghezza ed un altro portone di circa 120 di larghezza (sempre a doppio battente). Entrambe queste porte danno sirettamente sulla sala.
    Aggiungo che sulla stessa sala affaccia un bagno, di larghezza 1,20 circa (un piccolo bagno in sostanza). Ovviamente l’impianto elettrico è certificato. La mia domanda è volta a capire se dobbiamo sottostare a qualche particolare normativa antincendio o se la struttura si presta già a questa attività senza la necessità di lavori specifici di adattamento allenormative di sicurezza.
    Grazie mille per la cortese disponibilità
    Saluti

  39. Giacomo on novembre 2009 at 12:49 am

    Vorrei fare una domanda spero non troppo stupida:
    E’ possibile utilizzare le uscite di sicurezza come normali porte per l’accesso e l’uscita quotidiani? C’è qualche norma che lo vieta?
    Grazie

  40. Ilaria on novembre 2009 at 3:49 am

    Buongiorno,
    vorrei sapere se è possibile posizionare prima dell’uscita di sicurezza una porta blindata, ad una distanza di circa 50 cm., per aumentare la sicurezza dei locali. Durante la presenza degli addetti la nuova porta rimarrebbe sempre aperta e non ostruirebbe in nessun modo l’uscita.
    Grazie mille per la disponibilità
    saluti

  41. comitato tecnico on novembre 2009 at 10:31 am

    Secondo noi dovrebbe essere favorito l’uso delle uscite di emergenza come porte di uso quotidiano, certamente non è vietato da nessuna parte.

    La Segreteria tecnica

  42. comitato tecnico on novembre 2009 at 10:43 am

    Da quello che si evince dalla domanda, la soluzione non dovrebbe essere in contrasto con alcuna norma, al pari di un lucchetto che blocca l’uscita di sicurezza in orario di chiusura dell’attività lavorativa.

    La Segreteria tecnica

  43. comitato tecnico on novembre 2009 at 6:31 am

    La normativa da tenere a riferimento per la realizzazione di una sala per proiezioni cinematografiche è quella sui locali di pubblico spettacolo, contenuta nel DM 19 agosto 1996.
    Nel caso di spazio aperto al pubblico si rende necessario ottenere l’ agibilità da parte della commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, presentando un apposito progetto redatto da un professionista abilitato.
    Qualora l’attività si realizzi in forma associativa (e costituisca a tutti gli effetti un circolo privato) la normativa di riferimento è, comunque, il DM 10/03/1998, in relazione alla necessità di garantire i necessari requisiti di sicurezza per le persone.

    La Segreteria tecnica

  44. Giorgio on novembre 2009 at 2:15 am

    salve vi ho scoperto casualmente sul web ma devo farvi i complimenti per la chiarezza e completezza delle risposte, ho un quesito riguardante le uscite di sicurezza, porte ricavate all’interno di portoni scorrevoli hanno nella parte bassa il collegamento alla struttura del portone stesso, questo rappresenta una barriera architettonica in quanto chi deve attraversarla deve sollevare il piede (10 cm circa)oppure se la porta è segnalata ed illuminata come previsto dalla normativa si può accettare come uscita di emergenza? grazie

  45. comitato tecnico on novembre 2009 at 11:32 am

    Secondo noi la sua osservazione è giusta.
    Il problema che solleva riguarda il fatto che le norme sulle uscite di sicurezza non chiedono il rispetto delle norme sull’accessibilità. Pertanto, questo problema può emergere solo nella valutazione dei rischi che il datore di lavoro svolge secondo i criteri del DM 10 marzo 1998.
    A questo riguardo si può aggiungere che la parte di 10 cm non è un ostacolo solo per le persone con disabilità.

    La Segreteria tecnica

  46. ANTONIO on novembre 2009 at 3:40 am

    In una scuola sono installate delle nuove porte di uscita di sicurezza 120.
    Siccome che l’apertura massima delle ante verso l’esterno rimane a 90° circa (batte sui muri laterali) le ante riducono la luce di passaggio a 121cm e i maniglioni del tipo push bar lo riducono ancora a 105cm limitatamente nella parte dove sono applicati ( a 90 cm da terra).
    Alla luce di questo la porta è in regola con la normativa?
    grazie

  47. alessandro on novembre 2009 at 2:39 am

    Salve se e possibile volevo sapere se in una scuola dove ci sono dei minorenni e provvisto per legge un segnale acustico o una vigilanza fisica per l’uscita da una porta di sicurezza.
    grazie .

  48. comitato tecnico on novembre 2009 at 11:35 am

    Le norme antincendio sulle scuole esistono (DM 26 agosto 1992) e sono particolarmente complete per gli edifici che ospitano più di 100 persone. In tale caso esiste certamente l’obbligo di allarme, mentre non è prevista in nessuna norma di sicurezza la vigilanza sulle uscite di sicurezza, che devono essere sempre tenute libere ed utilizzabili. Al di sotto di 100 persone in pratica, valgono le stesse regole.

    La Segreteria tecnica

  49. comitato tecnico on novembre 2009 at 9:17 am

    Le normative antincendio più recenti indicano che la larghezza dei percorsi deve essere misurata deducendo l’ingombro di eventuali elementi sporgenti ad esclusione degli estintori; tra gli elementi sporgenti non vanno però considerati i corrimano con sporgenza non superiore a 8 cm.
    In maniera analoga può essere considerata la sporgenza dei sistemi di apertura delle porte di uscita di sicurezza.

    La Segreteria tecnica

  50. Massimo on novembre 2009 at 9:32 am

    Buongiorno, vorrei saper se esiste qualche norma che vieti l’apertura di una porta ad uso misto ordinaria/emergenza di un esercizio commerciale verso l’esterno che in piena apertura finisce per occupare parte del marciapiede pubblico, assai frequentato poiché in corrispondenza di una fermata bus. Non ho trovato nulla in merito.
    Grazie.

  51. Gaetano on novembre 2009 at 12:51 pm

    Buonasera, desidero sapere le caratteristiche (senso di apetura, dimensioni minime, maniglione, ecc) di una porta di sicurezza di una cucina da ristorante (35/40 posti) con num dipendenti max 5, superficie della cucina circa 50mq. grazie

  52. comitato tecnico on novembre 2009 at 3:50 pm

    A noi non risulta che esistano norme che vietano il tipo di realizzazioni che ha citato. Le norme chiedono soprattutto che le porte di sicurezza siano sempre apribili facilmente.
    Peraltro, l’apertura su suolo pubblico non è un problema di sicurezza antincendio, ma di autorizzazioni.
    Certamente, se una porta si apre su uno spazio che non è di proprietà del titolare dell’attività che la usa per la sua sicurezza, è difficile che possa garantirne sempre l’apertura, visto che lo spazio pubblico può essere soggetto ad usi impropri.

    La Segreteria tecnica

  53. alberto on novembre 2009 at 8:23 am

    In una scuola esistono porte antincendio senza marcatura,vecchie di almeno 20 anni, con maniglioni e serrature con scrocco a vista( il tutto assai più robusto di altre più recenti) usate come normali porte di accesso dalle scale, anche un centinaio di volte al giorno . Gli esperti mi dicono che entro il 2010 tali maniglioni vanno sostituiti con altri marcati CE e quindi, molto probabilmente, anche le porte stesse. Voi cosa ne dite? Quali sono le normative che obbligherebbero a questa sostituzione? Grazie

  54. comitato tecnico on novembre 2009 at 8:53 am

    La risposta alla domanda è contenuta nel D.M. (interno) 3 novembre 2004 – Disposizioni relative all’installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l’apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d’incendio.
    Art.5. Termini attuativi e disposizioni transitorie
    I dispositivi non muniti di marcatura CE, gia’ installati nelle attivita’ di cui all’art. 3 del presente decreto, sono sostituiti a cura del titolare in caso di rottura del dispositivo o sostituzione della porta o modifiche dell’attivita’ che comportino un’alterazione peggiorativa delle vie di esodo o entro sei anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
    La manutenzione dei dispositivi di cui al comma precedente dovra’ comunque garantire il mantenimento della loro funzionalita’ originaria e dovra’ essere effettuato quanto prescritto al punto c.3) dell’art. 4.

    Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entrera’ in vigore novanta giorni dopo la pubblicazione.
    Roma, 3 novembre 2004

    La Segreteria tecnica

  55. saverio viva on dicembre 2009 at 2:23 am

    vorrei sapere se è a norma un supermercato sito al I° piano interrato che ha come unica via di uscita un ascensore ed un scala costituita da 25 gradini. grazie per il servizio che offrite!

  56. comitato tecnico on dicembre 2009 at 3:02 am

    Se il supermercato ha una superficie inferiore a 400 m2 non esiste una norma di riferimento, per cui deve essere il titolare a stabilire le misure di sicurezza più idonee, utilizzando i criteri per la valutazione del rischio e la scelta delle misure di sicurezza stabiliti nel DM 10 marzo 1998.
    Nel caso, invece, in cui l’attività sia superiore a 400 m2 si deve verificare se sono rispettate le circolari ministeriali n° 75 del 03/07/1967 “Criteri di prevenzione incendi per grandi magazzini, empori, ecc.” e 17 febbraio 1975 “Chiarimenti riguardanti l’applicazione del punto 97 dell’elenco allegato al Decreto Interministeriale n. 1973 del 27 settembre 1965 – Parziali modifiche alla Circolare n. 75 del 3 luglio 1967.”) oggetto di un post sul nostro sito.
    In particolare, per le vie di esodo riportiamo alcuni passaggi di un certo interesse ai fini della domanda posta:

    E’ consentito che una stessa scala serva più piani. In tal caso la larghezza delle scale sarà commisurata:
    - per edifici a 3 piani fuori terra, alla somma delle capacità di deflusso del 2° e 1° piano;
    - per edifici a più piani fuori terra, alla somma delle capacità di deflusso dell’ultimo e penultimo piano quando la capacità di deflusso da ogni piano sottostante rimanga uguale a quella dell’ultimo e penultimo piano. Per capacità di deflusso maggiori dai piani sottostanti la larghezza, a partire da tali piani, dovrà essere pari alla somma delle due capacità massime.
    Se la scala serve anche il piano interrato la larghezza del pianerottolo del piano terreno e della porta di uscita a livello stradale deve essere uguale alla somma delle larghezze della rampa a servizio dei piani fuori terra e quella del piano interrato.
    Le uscite debbono immettere in ampi disimpegni, direttamente aerati dall’esterno, dai quali si possa accedere alle scale che devono condurre all’esterno.
    Per quanto riguarda l’ubicazione può seguirsi il criterio di disporre le uscite in modo che siano raggiungibili con percorsi non superiori a 30 metri.

    La Segreteria tecnica

  57. giuseppe gregorelli on dicembre 2009 at 6:57 am

    Si chiede che normativa o legge deve far rispettare le distanze di oggetti o cose all’esterno dalle uscite di sicurezza di un cinema che danno su una strada,

    grazie

  58. comitato tecnico on dicembre 2009 at 9:31 am

    Le norme di sicurezza non specificano mai a che distanza possono essere posti degli oggetti dalle porte delle uscite di sicurezza, dando per scontato che, superate tali porte, le persone sono al sicuro.
    Secondo noi, un criterio di buona prassi potrebbe essere quello di verificare che il percorso, dopo la porta, non si restringa a causa di oggetti, automobili o altri ingombri. Se il percorso non si restringe, infatti, le persone che escono non rallentano il flusso e possono disperdersi nello spazio pubblico (piazza, strada, ecc.) senza intralciare quelli che li seguono.

    La Segreteria tecnica

  59. lisa on dicembre 2009 at 6:17 am

    Nel caso di un padiglione fieristico qual è la distanza massima che ogni punto del padiglione può avere dall’uscita di sicurezza più vicina? A quale normativa devo fare riferimento?

    grazie

  60. Valentina on dicembre 2009 at 2:42 am

    Salve..vorrei aprire uno spazio per bambini in un locale di circa 70 m2..il locale però è dotato di una sola porta..posso utilizzare quella porta come entrata e come uscita di emergenza?? oppure è necessaria una seconda uscita??

  61. comitato tecnico on dicembre 2009 at 6:39 am

    Se il locale prevede un numero di persone contemporaneamente presenti (bambini + personale) non superiore a 50 unità, dovrebbe essere possibile utilizzare una sola porta, facendo riferimento alle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
    Non essendo però chiaro il tipo di utilizzazione del locale, non è possibile fornire indicazioni più precise.

    La Segreteria tecnica

  62. Federico on dicembre 2009 at 1:59 am

    Buongiorno!
    Se il locale di lavoro (un ufficio) è in affitto, le spese sostenute per mettere in sicurezza il locale (uscite di emergenza, segnalazioni, estintori, cassetta di pronto soccorso ecc…) sono a carico di chi?
    Di chi è in affitto o di chi affitta?

  63. comitato tecnico on dicembre 2009 at 11:23 am

    Il responsabile della sicurezza di un luogo di lavoro è il datore di lavoro. Di conseguenza, secondo noi, fatti salvi gli impianti elettrici e quelli interni del gas (che dovrebbero essere a norma nel momento in cui un locale è dato in locazione) gli oneri per l’adeguamento come luogo di lavoro dovrebbe essere in capo al datore di lavoro.

    La Segreteria tecnica

  64. Fabio on dicembre 2009 at 10:02 am

    Salve,
    un locale commerciale di 120 mq adibito a parafarmacia con una porta di entrata di 3,50 mt deve avere anche una porta di emergenza? ed in tal caso di quali dimensioni?
    grazie

  65. comitato tecnico on dicembre 2009 at 11:05 am

    Come abbiamo evidenziato in diversi post, i locali commerciali di superficie inferiore a 400 m2 non hanno una norma di riferimento. Di conseguenza, la valutazione della sicurezza deve essere svolta dal titolare sulla base dei criteri indicati nel DM 10 marzo 1998. Questo vuol dire, anche, che non esiste una risposta univoca alla domanda, visto che una seconda uscita potrebbe rendersi necessaria se il percorso di esodo dal punto più lontano è particolarmente lungo o se il numero di persone presenti prevedibilmente è superiore a 50 (come prevede l’art. 33 del D.lgs 626/94). In ogni caso, la larghezza deve essere valutata con la formula del DM 10 marzo 1998 valida per i luoghi a rischio di incendio medio o basso: ” la larghezza complessiva delle uscite di piano deve essere non inferiore a: L (metri) = A/50 X 0,60.”

    La Segreteria tecnica

  66. virgilio caivano on gennaio 2010 at 6:41 am

    La sede del Comune deve essere dotata di uscita di sicurezza e quali sono i criteri minimi per definirla tale?

  67. comitato tecnico on gennaio 2010 at 5:55 am

    Una uscita di sicurezza per le norme antincendio è tale quando è alta almeno 2 m ed ha larghezza sufficiente a consentire l’esodo delle persone presenti nei locali che serve, secondo criteri che abbiamo ampiamente spiegato nelle diverse risposte date. Essa, inoltre, deve essere anche dotata di verso di apertura e di dispositivo di apertura adatti all’uso previsto e che anche in questo caso dipendono dal numero di persone presenti.

    La Segreteria tecnica

  68. Roberto on gennaio 2010 at 8:15 am

    Vorrei porre un quesito per il quale trovo risposte molto vaghe.
    In un edificio adibito ad uffici con un numero di impiegati pari a 50 unità sono previste delle vie di esodo con larghezza minima pari a 2 unità ossia cm 120. Mi trovo ad avere porte a doppia anta (900+400) con maniglioni antipanico tipo touch-bar con luce netta di passaggio tra le ante aperte a 90° pari a cm 115. Chiedo se tali dimensioni sono compatibili con la normativa vigente e le tolleranze in esse riportate se i sopra descritti maniglioni costituiscono elemento di ingmbro al passaggio. Si fa presente che il vano muro di dette porte sono già stati esguiti con misura varco muratura pari a cm 132. In attesa di una risposta più esauriente cordialmente saluto.

  69. comitato tecnico on gennaio 2010 at 8:27 am

    Per quanto riguarda la dimensione delle porte, da quello che ha scritto sembrerebbero più che adeguate alle necessità (120 cm per ciascuna porta contro un afffollamento di 50 persone).
    Per quanto riguarda come si misura la larghezza utile delle porte, riportiamo il testo del post che abbiamo pubblicato su questo argomento, che secondo noi risponde alla sua domanda.

    La Segreteria tecnica

    Per misurare la larghezza della porta di esodo, l’unico riferimento normativo è quello del DM 236 del 1989, che definisce la luce netta. L’applicazione del concetto di luce netta è la misurazione indicata in figura.

    In particolare, il punto “8.0. Generalità – 8.0.1.Modalità di misura” riporta: Luce netta porta o porta-finestra. Larghezza di passaggio al netto dell’ingombro dell’anta mobile in posizione di massima apertura se scorrevole, in posizione di apertura se scorrevole, in posizione di apertura a 90° se incernierata (larghezza utile di passaggio).

    Questo tipo di misura, secondo noi, è però condizionato dal valore della sporgenza interna della maniglia o del maniglione antipanico. Se tale sporgenza supera gli 8 cm, la misura deve avvenire a partire dal filo della maniglia, come è previsto per i passaggi ed i corridoi nei locali di pubblico spettacolo.

    Si deve ricordare anche che il D.Lgs 626 del 1994 (ancora vigente per questo argomento) prevede che alle porte per le quali è prevista una larghezza minima di m 1,20 è applicabile una tolleranza in meno del 5% (cinque per cento). Alle porte per le quali è prevista una larghezza minima di m. 0,80 è applicata una tolleranza in meno del 2% ( due per cento).

  70. clemente on gennaio 2010 at 10:36 pm

    Buon Giorno,
    Complimenti per l’aiuto che fornite, siete faro nella miriade di normative.
    passo al quesito, il mio datore di lavoro ha disposto che in azienda le uscite di emergenza vengano utilizzate solo come tali e non come normali vie di esodo.
    mi spiego, nel nostro edificio (piano terra) sono presenti due vie normali di esodo più due uscite di emergenza. Normalmente utilizzavamo per uscita e ingresso tutte e 4. Da poco il D.L. ha stabilito che le due uscite di emergenza siano chiuse (apribili dall’interno) e vi ha posto un sigillo di carta per impedirne l’uso improprio. E’ previsto da qualche norma? è nel giusto? grazie

  71. comitato tecnico on gennaio 2010 at 8:23 am

    Non è vietato, ma non è nemmeno obbligatorio utilizzare nell’ordinario le uscite di sicurezza.
    Secondo noi è una pratica da favorire, perchè permette di controllare che sono effettivamente utilizzabili ed anche perchè le rende più familiari a che le deve usare. Peraltro, se le uscite non sono chiuse e sono quindi fruibili in caso di emergenza, la legge è rispettata anche se ne è impedito l’uso ordinario.

    La Segreteria tecnica

  72. enzo on gennaio 2010 at 6:25 am

    buonasera,
    Sono in procinto di aprire un centro per l’infanzia in un locale
    di 360 m2, però ho un problema ed è l’uscita d’emergenza.
    Nel locale c’è una sola porta d’entrata con un’apertura di 3,50 metri, quindi volevo sapere se è sufficiente una sola porta che faccia da entrata e da uscita d’emergenza.
    Grazie

  73. comitato tecnico on gennaio 2010 at 10:55 am

    In mancanza di normative specifiche di prevenzione incendi per un’attività, si applicano i criteri di valutazione dei rischi stabiliti nel DM 10 marzo 1998 e le norme generali sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (D.Lgs 81/08 e successive modifiche). Da quanto scrive noi interpretiamo l’applicazione della norma con il limite alle persone che possono essere presenti contemporaneamente, e cioè 50.

    La Segreteria tecnica

  74. Lello Marinelli on gennaio 2010 at 11:08 am

    Innanzitutto complimenti per le risposte ai tanti utenti che pongono quesiti.
    Vorrei sapere, in qualità di condomino di un palazzo, se un cinema multisala può utilizzare le proprie uscite di sicurezza, nonostante il condominio non sia daccordo, come uscita normale all’interno di un cortile di circa 150-160 metri quadri chiuso da un portone e quindi inondando di gente il palazzo stesso, creando enormi fastidi al condomio.

  75. redazione tecnica on gennaio 2010 at 12:08 pm

    Il cortile sembra configurarsi come spazio scoperto e quindi l’utilizzo dello stesso come luogo sicuro è accettabile, anche se di solito viene richiesto che dal cortile si possa in qualche modo poi uscire (cosa che nel caso in esame sembra possibile attraverso un portone).
    In questo caso, per come descritto, si tratta più di un tema di carattere legale (diritti acquisiti, servitù esistenti ecc..) che di prevenzione incendi.

    La Segreteria tecnica

  76. andrea cernigliaro on gennaio 2010 at 10:39 pm

    Salve,
    ho una questione da sottoporvi: mi viene richiesto di “adattare” un ufficio esistente (edificato presumibilmente negli anni ‘80) alle esigenze di una società che ha un organico di circa 90 persone + 10 in occasione di piccoli corsi di formazione. L’ufficio in questione è dotato di una sola porta di emergenza di larghezza pari a 120 cm che conduce al corpo scale. Non vi sono altre uscite nè vi è la possibilità di ricavarle.
    Da quanto si evince al punto 3.5 dell’allegato III al DM 10.03.1998 mi sembrerebbe che il massimo affollamento “sostenibile” dall’ufficio in questione sia di 50 persone, in quanto, per portarlo a 100 avrei bisogno di almeno un’altra uscita di larghezza 120 cm.
    Il ragionamento è corretto? Oppure vi sono delle deroghe alla norma in questione?
    Grazie.

  77. redazione tecnica on gennaio 2010 at 11:06 pm

    Il D.M. 10/03/98 recita agli artt. 3.5 e 3.6:

    3.5 – NUMERO E LARGHEZZA DELLE USCITE DI PIANO
    In molte situazioni è da ritenersi sufficiente disporre di una sola uscita di piano.
    Eccezioni a tale principio sussistono quando:
    a) l’affollamento del piano è superiore a 50 persone;
    … omissis…
    3.6 – NUMERO E LARGHEZZA DELLE SCALE
    Il principio generale di disporre di vie di uscita alternative si applica anche alle scale.
    Possono essere serviti da una sola scala gli edifici, di altezza antincendi non superiore a 24
    metri (così come definita dal D.M. 30 novembre 1983), adibiti a luoghi di lavoro con rischio
    di incendio basso o medio, dove ogni singolo piano può essere servito da una sola uscita.
    ….omissis….

    CALCOLO DELLA LARGHEZZA DELLE SCALE
    …….omissis…..
    B) Se le scale servono più di un piano al di sopra o al di sotto dei piano terra,, la larghezza
    della singola scala non deve essere inferiore a quella delle uscite di piano che si immettono
    nella scala, mentre la larghezza complessiva è calcolata in relazione all’affollamento
    previsto in due piani contigui con riferimento a quelli aventi maggior affollamento.
    ——————————————————————————–
    Nel caso in esame si ha una scala unica, di 120 cm di larghezza che costituisce di fatto l’unica via di esodo dagli uffici di che trattasi.
    Per quanto espresso al punto 3.6, se ci troviamo in un edificio di altezza antincendio non superiore ai 24 metri (è l’altezza del parapetto delle aperture presenti al piano più alto utilizzabile da persone) risulta accettabile una sola uscita per le attività a rischio di incendio medio o basso (come quella considerata).

    In altre parole, anche se sembra paradossale, dei locali al piano terreno con affollamento superiore a 50 persone hanno bisogno di due uscite, mentre se ci troviamo ai piani fuori terra, nelle ipotesi sopra indicate, basta una sola scala.

    Il numero massimo di persone ammissibili deriva dallo stesso art. 3.6 – Calcolo della larghezza delle scale – nel quale si definisce l’obbligo di valutare la larghezza complessiva considerando la somma di due piani contigui, considerando quelii di massimo affollamento.

    Ne consegue che l’affollamento degli uffici dovrà probabilemnte essere limitato in modo da non superare, considerando la somma di due piani consecutivi, il deflusso ammesso, pari a 100 persone (2 moduli da 0.60 cm per n. 50 persone a modulo).

    La Segreteria tecnica

  78. Richy on gennaio 2010 at 12:15 am

    Buongiorno
    vorrei chiederVi un informazione
    Sto per rilevare un ristorante avente una sala di somministrazione per 30 coperti interrata verso strada ma seminterrata verso il cortile avente accesso dal locale soprastante tramite scala in ferro e una via di uscita verso il cortile avente larghezza di mt. 1,00 e alteza di mt 2,00 con scala in legno, senza pianerottolo e porta che si apre verso l’interno.
    La sala è lunga in totale mt.13,00 e larga 5,00.
    Spero di essermi spiegato
    grazie

  79. Michele on gennaio 2010 at 6:30 am

    Buongiorno, vorrei chiedervi un parere tecnico. E’ possibile che una porta di locale (dimensionata in base alle indicazioni contenute nel punto 1.6 dell’All.III D.Lgs 81/08) debba essere più grande di quella richiesta per l’uscita di emergenza (dimensionata in base al DM 10.3.98 come indicata nel punto 1.5.5 dell’ All.III del D.Lgs 81/08) qualora il locale occupi 30 persone?Questa possibilità deriva dal fatto che la porta di locale non viene considerata come porta installata lungo le vie di esodo?
    Vi ringrazio per la collaborazione e vi faccio i complimenti per la competenza e le risposte che date.

  80. comitato tecnico on gennaio 2010 at 6:44 am

    Effettivamente nel caso della presenza in un locale di un numero di persone compreso tra 25 e 50 (come nel caso in esame, nel quale si ipotizza una presenza in un singolo locale di 30 persone) il D.Lgs 81/08 evidenzia la necessità di avere per il locale una porta di almeno 1.20 mt con apertura nel senso dell’esodo, mentre il D.M. 10/3/98 prescrive per lo stesso locale in caso di uscita di sicurezza verso l’esterno o verso il vano scale una uscita di 0.80 mt.
    In effetti anche il DM 22/02/2006 relativo alla sicurezza antincendio per gli uffici, all’articolo 8.1 richiede misure analoghe a quelle indicate dal D. Lgs. 81/08.
    A nostro avviso, salvo l’opportunità di discutere con il locale Comando P.le VVF l’interpretazione normativa anche sulla distinzione tra la definizione di porte e di uscite di sicurezza, stante la generale regola di evitare restringimenti delle vie di esodo, sembrerebbe opportuno mantenere la larghezza di 1.20 mt anche in corrispondenza dell’uscita di sicurezza di piano e relative scale. Interpretazioni diverse, anche se plausibili dal punto di vista strettamente normativo, potrebbero a nostro avviso a rischiare successive contestazioni. Si evidenzia che questo tipo di problematiche è a nostro avviso tipico di un corpo normativo di tipo prescrittivo, ampio e a volte contraddittorio; un approccio di tipo prestazionale (ingegneria antincendio o FSE) permetterebbe di meglio valutare le effettive condizioni di sicurezza legate allo specifico caso.

    La Segreteria tecnica

  81. Flavio Imeco on gennaio 2010 at 8:25 am

    Buongiorno,
    siamo un’azienda di 13 persone e produciamo rampe gas per bruciatori industriali.
    La nostra sede è sita in una palazzina industriale ed utilizziamo bombole di GPL per il collaudo degli impianti.
    Le nostre vie di uscita verso l’esterno/luogo sicuro sono composte da 1 porta ad apertura elettrica/chiave (2m x 0,8m) che si apre verso l’interno ed un passo carraio con portone a 2 ante che si apre verso l’interno (2,8m di altezza x 2,6m di larghezza).
    Vorrei sapere, gentilmente, se rispettiamo la legge.
    Ringrazio anticipatamente.
    Flavio Faraloni

  82. comitato tecnico on gennaio 2010 at 9:45 am

    Il D. Lgs 81/08 prescrive al punto 1.6.2 dell’allegato IV per i locali con rischio di esplosioni una porta di 1.20 mt con apertura nel senso dell’esodo ogni 5 lavoratori.
    Si evidenzia inoltre che il deposito e l’utilizzo delle bombole di gpl (sia vuote che piene) dovrà essere rispondente alle vigenti disposizioni di prevenzione incendi ed attentamente valutato.

    La Segreteria tecnica

  83. Bisby on gennaio 2010 at 12:27 am

    Salve, inanzi tutto complimenti alle risposte date ai vari utenti, precise e dettagliate.
    Mi sa dare qualche consiglio, su un magazzino a cui verrà cambiata destinazione d’uso in locale di pubblico intrattento tipo sala da ballo,,,
    essendo un locale che avra capienza inferiore a 300 persone, in che normativa si possono trovare i dettami di disposizione e metrature x le uscite di emergenza?
    se il locale diventa circolo privato la questione cambia?
    qual’è l’iter per essere idonei all’apertura in materia di antincendio?
    un po troope domande?? grazie in anticipo

  84. comitato tecnico on gennaio 2010 at 11:47 am

    In primo luogo è bene ricordare che un locale che accoglie molte persone deve rispettare le norme previste per tale tipo di attività, sia che si tratti di pubblico spettacolo che di circolo privato. L’unica differenza tra le due possibilità sta nel controllo: nel primo caso c’è una commissione, nel secondo caso c’è l’autocontrollo da parte dei responsabili del circolo.
    Detto questo, le norme sui locali di pubblico spettacolo sono state pubblicate nel decreto 19 agosto 1996, che deve essere letto attentamente data la complessità della materia.
    Per aprire un procedimento di prevenzione incendi si deve inviare una domanda in bollo corredata da un modulo e della relazione tecnica e dagli elaborati grafici, a firma di un professionista abilitato, dopo aver pagato il bollettino postale con l’importo previsto per il servizio che si chiede.

    La Segreteria tecnica

  85. mary on gennaio 2010 at 8:23 am

    chiedo informazioni per quanto riguarda la norma per le porte antipanico per un locale commerciale di 456 m^2. Sono obbligatorie? Anche per attività commerciale con valori?
    Grazie in anticipo per la risposta

  86. Davide on febbraio 2010 at 4:13 am

    Salve vorrei sapere se è possibile munire di serratura in un condominio una porta d’emergenze che si affaccia nei locali garage verso gli alloggi uscendo nel androne di uscita condominiale, per una sicurezza contro i furti.Grazie…

  87. comitato tecnico on febbraio 2010 at 12:18 pm

    La risposta è affermativa, è necessario realizzare uscite di sicurezza che assicurino l’esodo per tutti gli occupanti dell’ambiente (clienti ed eventuali
    dipendenti). anche nel caso di commercio di oggetti di valore.
    Segnaliamo inoltre che in base alla superficie dell’attività commerciale (456 m2) questa risulta soggetta all’obbligo del Certificato di Prevenzione Incendi in base al punto n. 87 del DM 16/02/1982; dovrà essere pertanto presentato al locale Comando dei Vigili del Fuoco il progetto di adeguamento antincendio (a firma di un professionista abilitato) valutando nel contempo le possibili soluzioni per garantire anche la sicurezza verso furti o rapine.

    La Segreteria tecnica

  88. comitato tecnico on febbraio 2010 at 12:23 pm

    Una porta prevista per rispettare le norme come uscita di emergenza, oppure indicata come tale anche se non strettamente indispensabile secondo le norme, NON può essere chiusa a chiave.
    Si deve aggiungere che, al massimo, essa può essere resa non apribile dall’esterno, come avviene nella maggior parte dei locali commerciali o di pubblico spettacolo, ma deve essere sempre agibile nel verso di chi si allontana dai locali a rischio di incendio.

    La Segreteria tecnica

  89. roberto on febbraio 2010 at 2:33 am

    Buongiorno, vorrei sapere dove fare una porta di emergenza in un locale semiinterrato che ha solo un’ apertura dalla parte ant. del magazzino.,
    apertura scorrevole di 5 metri per h 4m. Devo farla obbligatoriamente dalla parte opposta?
    Grazie.

  90. comitato tecnico on febbraio 2010 at 3:32 am

    La necessità di realizzare una seconda porta deriva dal percorso massimo che si deve coprire per raggiungere una uscita di sicurezza, non dalla larghezza dell’unica uscita. Il DM 10 marzo 1998 prevede, per i locali a basso rischio, lunghezze dei percorsi di esodo tipo “corridoio cieco” fino ad alcune decine di m. Dipende molto dall’esito della valutazione del rischio che deve compiere il datore di lavoro.
    Certamente, per una uscita di sicurezza non è accettabile la porta scorrevole, a meno che non sia sempre aperta durante gli orari di lavoro.

    La Segreteria tecnica.

  91. Martin on febbraio 2010 at 2:51 am

    Volevo farle una domanda che riguarda porte delle vie d’esodo di un Ospedale. Nel mio caso si tratta delle porte della bussola d’ingresso principale di un Nuovo Ospedale.
    Ho varie domande:
    1. Le porte possono essere di solo vetro (tipo quelle che si usano spesso come porte d’ingresso di negozi)
    2. Le porte si possono aprire in entrambi i sensi (verso fuori e verso dentro)?
    3. Siccome l’Ospedale è aperto 24 su 24 ore queste porte non saranno munite di serratura, serve in questo caso fare il maniglione antipanico?
    4. In caso non servisse il maniglione antipanico, ci sono altre prescrizioni da rispettare? Nel progetto era previsto un maniglione a bastone verticale in acciaio inox.

    Grazie per la vostra gentile risposta e cordiali saluti

  92. comitato tecnico on febbraio 2010 at 3:09 am

    Le norme antincendio sugli ospedali sono abbastanza dettagliate. Sicuramente, in locali come quelli sono necessari i maniglioni antipanico.
Infatti, il DM 3 novembre 2004 (Ministero dell’ Interno. Disposizioni relative all’installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l’apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d’incendio) prevede: per le porte delle vie di esodo, qualora sia prevista l’installazione di dispositivi e fatto salvo il disposto di cui all’art. 5, che siano installati dispositivi conformi alla norma UNI EN 1125 o ad altra a questa equivalente, qualora si verifichi almeno una delle seguenti condizioni:
b.1) l’attività è aperta al pubblico e la porta è utilizzabile da più di 9 persone.
    Le porte possono certamente aprirsi in entrambi i versi ma essere sempre apribili dall’interno, fatti salvi i casi in cui la sicurezza dei presenti (persone con disabilità mentale) non sia compromessa dalla facile apertura delle porte.
    Si aggiungerebbe che nel caso in cui le porte siano sempre apribili nei due sensi a semplice spinta (e quindi prive di sistemi di chiusura ed ancoraggio – serrature, scrocco ecc..) non è necessario il maniglione antipanico. Inoltre le porte in vetro vanno bene purché si tratti di un vetro antinfortunistico.

    La Segreteria tecnica

  93. roberto pax on febbraio 2010 at 7:09 am

    Salve
    il quesito che pongo si riferisce agli obblighi di legge cui adempiere in materia di normativa antincendio, per un bar (buffet stazione), superficie circa 100 mq, lunghezza circa 18 ml, dotato all`estremita` di due porte senza maniglione e di una terza uscita verso i binari, a meta` locale.
    Ciascun turno contempla la presenza di un max di 5 dipendenti.
    All`interno, oltre al bar, funzionano una tabaccheria e 4 slot machine.
    Vi sono ,inoltre, alcuni tavoli con sedie e sgabelli utilizzati per le consumazioni veloci riscaldate con forno a microonde.
    Chiedo, cortesemente, una risposta a queste domande:
    Se e quanti estintori sono obbligatori e di quale tipologia
    Se esiste l`obbligo di apporre cartelli indicanti le uscite, di indicare il percorso sicuro, delle luci di emergenza, di uno o piu` maniglioni antipanico.
    Gradirei anche un`indicazione precisa sui contenuti del documento valutazione rischi (se obbligatorio)
    Ringrazio anticipatamente per le vostre risposte

  94. comitato tecnico on febbraio 2010 at 8:03 am

    Per i bar non esistono norme antincendio.
    Detto questo, alla sua domanda non puo’ essere data una risposta specifica perchè il numero di estintori lo stabilisce il datore di lavoro sulla base della valutazione dei rischi.
    Lo stesso vale per la posizione ed il numero dei cartelli e dell’illuminazione di sicurezza.

    La Segreteria tecnica

  95. Alessandro on febbraio 2010 at 10:39 pm

    Buongiorno,
    vorrei sapere se sopra un uscita d’emergenza e’ possibile applicare una barriera d’aria per limitare la fuoriuscita di calore all’apertura della porta stessa.
    Grazie
    Cordiali saluti
    Alessandro

  96. comitato tecnico on febbraio 2010 at 11:54 pm

    Non ci risultano impedimenti a questa soluzione nelle norme o in quesiti, per cui di massima potrebbe essere accettabile. Se l’uscita conduce verso l’esterno, in particolare, non dovrebbero esserci problemi. Questo tipo di analisi disolito dovrebbe essere svolta con gli strumento dell’ingegneria antincendio.

    La Segreteria tecnica

  97. Simone on febbraio 2010 at 4:48 am

    Buongiorno,
    noi siamo titolari di una discoteca di circa 250 m2, il comune pretende che ci siano 2 uscite di sicurezza per i normodotati e 2 per i portatori di handicap.
    Volevo sapere se tale richiesta è fondata?
    Grazie
    cordiali saluti

  98. comitato tecnico on febbraio 2010 at 5:40 am

    Nei locali di pubblico spettacolo il numero minimo di uscite di sicurezza è 3, con una deroga per i locali fino a 150 persone, che ne possono avere 2. Infatti il decreto sui locali di pubblico spettacolo prevede:
    Il numero delle uscite, che dal locale adducono in luogo sicuro all’esterno, deve essere non inferiore a tre. Dette uscite vanno ubicate in posizioni ragionevolmente contrapposte.
    Per i locali di capienza non superiore a 150 persone possono essere previste due sole uscite.

    Le uscite di sicurezza (3 nel vostro caso), comunque, dovrebbero essere utilizzabili da tutti i presenti, (incluse le persone con disabilità, dunque) in quanto è evidente che tutti devono disporre delle stesse possibilità di esodo.
    A questo proposito il DM 19/8/96, sui locali di pubblico spettacolo, indica al punto 4.3.4. ultimo capoverso la necessità per i percorsi di esodo con lunghezza fino al luogo sicuro superiore a 30 mt e comprendente una o più rampe di scale di realizzare spazi calmi come definiti al titolo I del citato decreto.
    La Segreteria tecnica

  99. UGO on febbraio 2010 at 10:06 am

    Buongiorno,
    nessuno riesce ancora a chiarire se per un ristorante con capienza inferiore a 100 persone (tra addetti ed avventori) siano necessarie una o due uscite di sicurezza e se tali uscite debbano essere necessariamente provviste di maniglioni antipanico. Posso avere il vs illustre parere? complimenti per il sito.

  100. Caterina on febbraio 2010 at 4:05 am

    Desidererei sapere come si calcola la capacità di deflusso indicata al punto 4.2 del D.M. 19/8/96; in particolare: ho un locale su due piani con max 100 persone adibito a ristorante e intrattenimento. Cosa vuol dire “capacità di deflusso di max 37,5 al punto b)? come calcolo i vani porta di uscita per un max di 100 persone?
    grazie

  101. comitato tecnico on febbraio 2010 at 10:19 am

    La risposta al caso particolare richiederebbe la disponibilità di informazioni
    non note.
    In via generale però, al punto 4.2 del DM 19/08/1996 vengono indicati i valori
    della capacità di deflusso per i locali di pubblico spettacolo in funzione
    della quota alla quale si trovano le uscite di piano rispetto al piano di
    riferimento, da intendersi quale piano di uscita all’esterno; in pratica si
    tiene conto delle diverse condizioni di movimento delle persone che percorrono
    percorsi in salita o discesa per raggiungere un luogo sicuro.
    Ad esempio, 100 persone presenti al piano rialzato di un locale, con quota
    compresa entro i 7,5 m rispetto al piano di riferimento, quindi con capacità di
    deflusso 37,5 persone/modulo, implicano che le uscite, ed i relativi percorsi ,
    siano larghe un numero di moduli (ogni modulo = 60 cm) pari a 100/37,5 = 2,666
    = 3. Quindi le (minimo) due uscite necessarie dovranno avere una larghezza di
    almeno 120 + 90 cm.
    Si specifica che per la determinazione del numero di uscite di piano occorre
    però tenere conto anche della lunghezza dei percorsi di esodo di piano, e degli
    eventuali percorsi ciechi.
    Nel caso di utilizzo del locale per manifestazioni di pubblico spettacolo
    dovrà essere ottenuta l’agibilità da parte della commissione sui locli di
    pubblico spetacolo e se con capienza superiore a 100 persone, anche il
    Certificato di Prevenzione Incendi.

    La Segreteria tecnica

  102. comitato tecnico on febbraio 2010 at 10:25 am

    La capacità di deflusso non si calcola, si applica secondo i valori che la norma prescrive.
    E’ un valore che serve a calcolare quanto devono essere larghe le uscite.
    Ad esempio, 100 persone presenti un locale con capacità 37,5 implicano che le uscite siano larghe un numero di moduli (ogni modulo = 60 cm) pari a 100/37,5 = 2,666 = 3.
    Quindi le uscite nell’esempio preso, dovranno avere tutte insieme una larghezza di almeno 180 cm (ad esempio, una da 120 cm + una da 80 cm, essendo vietato usare di larghezza inferiore).

    La Segreteria tecnica

  103. Eros on febbraio 2010 at 6:20 am

    Buon pomeriggio.
    Avrei un quesito da porre.
    Sto per aprire un piccolo centro di formazione con 2 aule per 12 allievi cadauna, un locale accoglienza, un ufficio direzionale e due servizi (uno per disabili): dunque, affollamento massimo circa 30 persone.
    Devo prevedere un’uscita di sicurezza con maniglione antipanico ed apribile a 180°? E che larghezza dovrebbe avere?
    Ho letto il decreto sull’edilizia scolastica ed il testo unico sulla sicurezza.
    Ma il dubbio ancora è rimasto.
    Spero (sono sicuro che sarà così vista le precisione delle Vs risposte) riusciate a sciogliere il mio dubbio.
    Vi ringrazio anticipatamente.

  104. comitato tecnico on febbraio 2010 at 6:22 am

    Il DM 10/03/1998 (criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze) all’allegato III ritiene sufficiente, per i luoghi di lavoro a rischio di incendio medio o basso, che hanno affollamento inferiore a 50 persone, almeno 1 uscita di sicurezza con larghezza non inferiore a 0,8 m, dotata, in questo caso, di maniglione antipanico ed apribile verso l’esterno. Dovrà comunque essere valutata, al fine della determinazione del numero di uscite, la lunghezza dei percorsi di esodo come indicato nella stessa norma sopra citata.

    La Segreteria tecnica

  105. domenico on febbraio 2010 at 4:20 pm

    Desiderei porvi un quesito molto importante per me.
    Lavoravo al piano -1 di un Ospedale.
    Nel mio luogo di lavoro siamo 9 persone e ci sono 3 uscite di sicurezza ( 1 con scalini ) che portano in un corridoi sotterraneo.
    Per uscire dal corridoi esitono 2 vie… la prima porta a delle rampe di scale in cemento ( i muri affianco hanno subito molti danni fino al crollo ) e la seconda in un magazzino con un ulteriore uscita di sicurezza ( questa seconda uscita rimarrà inagibile per lungo tempo).
    Entrambe sono abbastanza distati dal mio luogo di lavoro(oltre i 300 metri fra curve e porte secondarie).
    Entrambe queste uscite hanno subito dei danni ma hanno intenzione di riportarci nei piani sotterranei.
    La mia domanda è:
    Possono mandarci in un luogo di lavoro dove per arrivare all’esterno ci sono tutte queste difficolta?
    Possiamo richiedere una nuova uscita di sicurezza che dal corridoio porti direttamente all’esterno?
    Grazie per l’aiuto

  106. comitato tecnico on febbraio 2010 at 12:23 pm

    E’ sempre difficile esprimersi su una descrizione testuale di un locale, ma ci sembra di capire che forse è opportuno verificare se il decreto 18 settembre 2002 sulla sicurezza antincendio degli ospedali è pienamente rispettato, almeno nel punto 4.5 che stabilisce le distanze massime dalle uscite dei locali ai luoghi sicuri.

    La Segreteria tecnica

  107. Floriano on febbraio 2010 at 6:22 am

    Buongiorno gradirei una risposta al seguente quesito:
    Debbo aprire un locale per esposizione di mobili di 160 mq.
    avente una lunghezza di ml. 24 con una apertura di cm. 160
    mediante n° 2 porte. Le due porte possono aprirsi verso l’interno
    del locale o è obbligatoria l’apertura verso l’esterno.
    Si precisa che l’afflusso della clientela può essere limitata ad
    un massimo di 15 persone contemporaneamente.
    Ringraziando porgo cordiali saluti.

  108. comitato tecnico on febbraio 2010 at 6:23 am

    In relazione all’affollamento prospettato è necessario disporre di almeno una uscita di sicurezza, larga almeno 80 cm, apribile verso l’esterno mediante maniglione antipanico.
    Relativamente agli altri aspetti da tenere presente per il dimensionamento del sistema di esodo, in assenza al momento di specifica normativa antincendio, si rimenda all’allegato III del DM 10/03/1998.

    La Segreteria tecnica

  109. antonio on marzo 2010 at 5:18 am

    Ringraziandovi per il lavoro e la professionalità che ci mettete a disposizione vi chiedo un chiarimento:
    nella scula dei miei figli sono stati apposti dei catenacci sul punto più alto delle porte di emergenza, a dire degli interpellati per evitare che gli alunni più piccoli possano uscire.sottoponendo il caso al preside mi è stato risposto che comunque i catenacci venivano tolti la mattina e che quindi da quel momento avrebbero svolto la funzione di chiusura notturna(anche se le porte non sono apribili dall’esterno). Durante una scossa di terremoto 4.2 della scala Richter gli alunni e gli insegnanti del secondo piano non sono potuti uscire per tempo perchè non arrivavano ad aprire i catenacci che il bidello si era dimenticato a togliere, e che sono stati tolti quando è arrivato un insegnante abbastanza alto . Secondo Voi tutto questo è possibile? Grazie.

  110. comitato tecnico on marzo 2010 at 5:19 am

    Le porte possono essere legittimamente essere bloccate nelle ore in cui un luogo di lavoro non è utilizzato.
    Il punto è che in base alle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (le cui inadempienze sono trattate penalmente) durante gli orari di lavoro le porte e le uscite di sicurezza devono essere assolutamente praticabili.
    L’episodio che ha citato, quindi, potrebbe costituire quindi un reato.

    La Segreteria tecnica

  111. daniele on marzo 2010 at 7:26 am

    buon giorno, questo il mio dilemma: sto realizzando degli uffici di consulenza telefonica, dove vi sono all interno il seguente numero di persone: 1 lavoratore nel primo ufficio, 11 lavoratori nel secondo; il primo spazio, quello dove cè un solo lavoratore, è confinante con 2 porte, di cui una da all’esterno mentre l altra da nel secondo ufficio, stessa cosa per il secondo spazio dove ci sono 11 lavoratori, dove una porta da nell’altro ufficio, mentre l altra porta da all’esterno; quale deve essere il verso d’apertura delle 3 porte? cè bisogno obbligatorio di maniglioni antipanico? ringrazio in anticipo.

  112. leo on marzo 2010 at 7:32 am

    Buonasera e grazie per la chiarezza e competenza nelle risposte.

    A riguardo di ambienti commerciali di vendita, liberi e senza tamponamenti, sottoposti a CPI con uscite di sicurezza dirette sull’ esterno di dmensioni multiple del modulo (120-180), vorrei conoscere quali sono le distanze minime interne dalle relative porte di sicurezza in cui possono essere collocati arredi o merci. I percorsi di esodo verso le porte di sicurezza si devono intendere rettilinei?
    Grazie in anticipo

  113. comitato tecnico on marzo 2010 at 8:01 am

    Le vie di esodo, che non devono essere necessariamente rettilinee, non devono mai restringersi e devono mantenere in tutta la loro estensione la larghezza minima prevista dalle norme. Pertanto, a seconda della dimensione delle vie di esodo, la distanza delle merci dalle uscite dovrà essere tale da non restringere nessun passaggio.

    La Segreteria tecnica

  114. Federico on marzo 2010 at 4:13 am

    Buon giorno sono un dipendente di un ufficio di servizi che vede impiegati in momenti diversi della giornata circa 10 dipendenti. Durante la pausa pranzo (13-14), su indicazione della direzione, l’unica porta di accesso all’ufficio viene chiusa a chiave senza accertarsi chi sia rimasto all’interno sia in possesso delle chiavi per uscire. Alcuni dipendenti consumano infatti il pasto all’interno dell’ufficio. La porta non presenta alcuna maniglia antipanico ne una serratura elettrica per aprirla, ne una chiave fissa con cui possa essere aperta. Ritiene che questo comportamento sia corretto. Quale normativa può essere citata a riguardo in caso di contestazione.
    Grazie.

  115. comitato tecnico on marzo 2010 at 10:12 am

    La normativa per la sicurezza dei luoghi di lavoro è stata aggiornata nel corso degli anni, a partire dal decreto legislativo 626/94 fino all’attuale decreto legislativo 3 agosto 2009 , n. 106, e prevede le norme da rispettare e le sanzioni in caso di situazioni di mancato rispetto delle stesse. Pertanto, se si verificano situazioni di locali chiusi a chiave con persone al suo interno, la circostanza deve essere segnalata agli organi di controllo, come ad esempio i Vigili del Fuoco.

    La Segreteria tecnica

  116. Pabe on marzo 2010 at 6:04 am

    Buona sera,
    a causa di un ridimensionamento dell’attività produttiva, l’azienda per la quale lavoro ha cessato il contratto di affitto dei locali magazzino che, tramite vie di esodo, prevedevano regolari uscite di sicurezza anche per chi si trovava negli uffici. Verranno dunque effettuati lavori di muratura per rendere indipendenti uffici dal magazzino. Gli uffici, così come sono attualmente non dispongono di uscite di sicurezza. L’accesso è permesso da due porte scorrevoli indipendenti comandate da fotocellula. Nei nostri uffici, di 550 mq, lavorano stabilmente circa 12 persone. Volevo sapere se per legge (quale DM o articolo ?) è necessario disporre di almeno un uscita con apertura verso la parte esterna (attualmente non possibile) e se è necessario il maniglione antipanico.
    Ringrazio anticipatamente per la consulenza.
    Cordiali saluti

  117. Davide on marzo 2010 at 9:11 am

    Salve!
    Vi disturbo per un chiarimento…
    In un’attività direzionale (Agenzia assicurativa) con una superficie di circa 180 mq e con la presenza di 10 impiegati ed una media di altrettanti utenti, già dotata di tre aperture da 120 cm di larghezza e di un portoncino da 80 cm (tutte di altezza superiore ai 2,0 metri) ma con apertura verso l’interno, è obbligatorio provvedere all’adeguamento di almeno una delle porte con maniglione antipanico e apertura verso l’esterno?
    Ringraziando anticipatamente per l’aiuto, porgo cordiali saluti.

  118. Rosario on marzo 2010 at 2:33 am

    Salve, devo effettuare il lavoro su un condominio che prevede l’istallazione di un ascensore richiesto da un condomino portatore di handicap. Per istallare lo stesso ho dovuto rimpicciolire il portone di ingresso del condominio per far spazio all’ascensore stesso. (non c’è altro modo per inserirlo).
    Alcuni condomini mi hanno richiesto un certificato che attesti il fatto che, in caso di pericolo (generico o incendio) questo rimpicciolimento, non limiti il deflusso verso l’esterno dei condomini. Per maggiore informazione l’apertura utile è diventata di 1,00 metri. Telefonando ai vigili del fuoco mi hanno rimandato ad una normativa del 16 maggio 87 n°246 che però non parla del dimensionamento dei portoni.
    Grazie per la cortese attenzione, attendo chiarimenti
    Rosario

  119. comitato tecnico on marzo 2010 at 2:35 am

    La domanda si riferisce alla larghezza minima delle scale nei condomini.
    I Vigili del Fuoco le hanno dato la risposta corretta. Infatti non esistono norme che stabiliscono per gli edifici di civile abitazione la misura minima dei vani scala per gli aspetti di sicurezza antincendio.
    Noi possiamo solo aggiungere che si potrebbero applicare le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche, qualora l’edificio vi rientri, ma sarebbe un evidente controsenso.
    In ogni caso la larghezza di 100 cm è accettata dalle norme sulla sicurezza del lavoro, per cui pensiamo che la soluzione possa essere considerata accettabile.

    La Segreteria tecnica

  120. angelo Passerini on marzo 2010 at 5:18 am

    Buongiorno,
    gradirei una risposta al seguente quesito:
    devo analizzare i rischi di un centro estetico secondo il decreto 81.L’attività in questione si sviluppa in uno stabile di circa 300m2 ed ha 7 dipendenti.L’ingresso allo stabile avviene attraverso un grosso portone in vetro che si affaccia su tre scalini interni al centro. Dato che l’uscita di emergenza da segnalare sarebbe questa, mi chiedevo se il datore di lavoro è obbligato a rimuovere gli scalini e a dotare la porta di maniglione antipanico.
    Ringraziando porgo cordiali saluti

  121. comitato tecnico on marzo 2010 at 5:24 am

    Il centro estetico non è una attività soggetta a norme specifiche, per cui correttamente si cita solo il D.lgs 81/08 (modificato nel 106/09) per l’individuazione delle misure di sicurezza. In particolare, le norme vigenti non impediscono la presenza di gradini davanti alle uscite di sicurezza dei locali generici. Per quanto riguarda il maniglione antipanico, rimandiamo ai numerosi post che trattano l’argomento.

    La Segreteria tecnica

  122. Stefano on marzo 2010 at 8:35 pm

    Salve!
    Grazie mille per il vostro lavoro.

    Credo di aver capito che le uscite di sicurezza previste dal DM 19.08.96 siano più restrittive di quelle previste dal DM 10.03.98. Infatti, il primo, riferito solo al pubblico spettacolo, indica una larghezza minima di 120 cm (2 moduli), mentre il secondo, generico per i luoghi di lavoro, indica una larghezza minima di 80 cm (fatto salvo il calcolo del numero dei moduli necessari e la capacità di deflusso dell’immobile in base alle quote dei piani).

    Detto ciò, 1a domanda:
    se un’associazione culturale non riconosciuta e non a scopo di lucro realizza la propria attività istituzionale (concerti e spettacoli teatrali) a beneficio dei soli soci, configurandosi come circolo privato, essa deve fare riferimento al DM 10.03.98, esatto?

    Il locale in cui opera l’associazione è composto da 3 ambienti di dimensioni simili: un palco (11m x 6.30), una platea (11 m x 7.30) e un terzo ambiente (11 x 5.30) che include foyer bar, toilette, bagni per personale, antibagno, bancone, pedana… Il locale dispone di un’uscita di sicurezza in zona platea (larga 120 cm) e di un’uscita di sicurezza (sempre 120 cm) sul terzo ambiente (uscita che è anche l’ingresso principale al locale). Ambedue le aperture sono dotate di maniglione. Tra la platea e il foyer si trovano due aperture di 118 cm l’una.
    2a domanda: queste due aperture di poco inferiori ai 120 cm, che servono solo alla comunicazione interna tra due dei tre ambienti, vanno predisposte come altre uscite di sicurezza (ad es., ai fini della segnalazione, dei maniglioni etc) o semplicemente non sono di sicurezza in quanto non portano a “luogo sicuro”?

    L’uscita di sicurezza in zona platea interviene sul dislivello tra quota di strada e quota di sala (più bassa del piano stradale) con un piccolo gradino in falegnameria.
    3a domanda: Come influisce il gradino in termini di capacità di deflusso?

    4a domanda: l’indicazione dell’uscita di sicurezza come si configura tecnicamente? Bisogna forse predisporre una segnaletica permanente e “discreta” durante gli spettacoli (quella con l’omino che fugge in campo verde) e una d’emergenza? Quella permanente dev’essere retroilluminata? Quella d’emergenza dev’essere bianca o anch’essa coperta in parte da verde?

    Grazie e scusate l’evidente abuso di spazio.

  123. Diego on marzo 2010 at 11:08 pm

    Buongiorno,
    sto cercando di districarmi in mezzo alle normative che regolano la sicurezza nell’utilizzo di locali privati in caso di affollamento. Nel caso specifico un’assemblea condominiale ha vietato l’uso della sala comune per l’organizzazione di feste e ritrovi, in quanto carente delle misure di sicurezza generali e antincendio in particolare. La sala in questione, 60 mq circa, ha una sola via di accesso/esodo, costituita da una porta tagliafuoco con maniglia, piccolo atrio, seconda porta come la prima, che dà l’accesso sull’atrio interno del condominio, dal quale si esce mediante un portoncino in legno. La mia domanda: quali sono le norme da rispettare in caso la si volesse utilizzare in presenza di un certo affollamento? E’ funzione del numero di persone presenti all’interno? E’ funzione delle attività che vi si svolgono, e/o della presenza o meno di materiale infiammabile?
    Grazie per l’attenzione.

  124. comitato tecnico on marzo 2010 at 11:09 pm

    I locali ad uso privato, evidentemente, non possono essere soggetti a norme specifiche, data l’estrema varietà degli usi che possono essere ipotizzati.
    Come risolvere il problema della sicurezza, visto che esiste sempre qualcuno ha la responsabilità di tutelare la sicurezza delle persone che entrano in questi locali (i propietario, l’amministratore, il titolare)?
    Secondo noi, il reponsabile deve svolgere una propria analisi del rischio ed attuare le misure di sicurezza conseguenti. Ad esempio, se un locale ad uso privato è usato per fare attività identiche a quelle di pubblico spettacolo (differenziandosi da queste magari solo per il tipo di titolo in base al quale si entra), dovrà attuare le norme per i locali di pubblico spettacolo, dato che il rischio è lo stesso.
    Se, al contrario, si usano i locali per attività simili a quelle domestiche (ad esempio, invitare un numero limitato di persone), il rischio deve essere valutato e limitato con misure meno impegnative. Come riferimento si può usare il DM 10 marzo 1998, che spiega ai datori di lavoro come scegliere le misure di sicurezza in base al rischio del luogo di lavoro.
    Nel caso specifico (un locale condominale per feste di tipo privato), potrebbe svolgere la valutazione con gli strumenti del DM 10 marzo 1998, che permettono di capire quante persone possono accedere ai locali in base al numero ed alla dimensione delle uscite. A questo riguardo abbiamo pubblicato diversi post di chiarimento.

    La Segreteria tecnica

  125. Stefania on marzo 2010 at 5:37 am

    Salve,
    vorrei chiedervi se un ingresso secondario di comune proprietà può essere utilizzato come uscita di sicurezza di un locale pubblico, rimanendo sempre aperto nell’orario di esercizio.

    Vi ringrazio anticipatamente.
    Cordiali Saluti.

  126. comitato tecnico on marzo 2010 at 6:17 am

    Una uscita di sicurezza di un locale è considerabile tale se il suo uso e la sua gestione dipendono dal titolare dell’attività. In altre parole, se il titolare può disporre di tenerla aperta durante l’orario di lavoro, può essere usata come uscita di sicurezza. Se non ha questa facoltà, è possibile che l’uscita sia chiusa quando potrebbe servire, vanificandone la funzione.

    La Segreteria tecnica

  127. Francesco on marzo 2010 at 10:48 am

    Buonasera,
    vorrei chiedervi se un’uscita di sicurezza di un ristorante potrebbe essere così predisposta: porta di vetro con maniglione antipanico che non affaccia direttamente all’esterno, ma su di un breve corridoio alla fine del quale è posto un portone con maniglione apribile verso l’interno.

    Grazie per la disponibilità e l’attenzione.

  128. Sacha on marzo 2010 at 8:17 am

    Buongiorno, sotto casa mia a Rovigo sta per aprire un circolo privato noto per organizzare serate musicali e concerti, che ha chiesto il cambio di destinazione d’uso (trattavasi di negozio).
    Il locale è su due piani, dispone di un interrato credo inagibile per mancanza di uscita di sicurezza e ventilazione (dà sulle cantine), con scala non a norma. Tra l’altro suppongo che in caso di cambio di destinazione, si applichino le norme per le nuove costruzioni.
    Il piano terra, di circa 100 metri quadrati, ha un ingresso ampio mascherato con il solito trucchetto della doppia porta. Non so se abbia maniglioni ma nel testo sulla sicurezza ho letto che le porte a bussola non possono essere considerate di sicurezza. E’ vero?
    C’è poi una porticina che dà sul cortile condominiale con maniglione di sicurezza, l’ho visto. Ma a brevissima distanza (meno di 1 metro) ci sono posti auto di proprietà privata, quindi l’eventuale persona in fuga dovrebbe svoltare immediatamente a 90 °C.
    Credete che questa situazione sia conforme alle norme?
    Grazie mille
    Sacha

  129. redazione tecnica on marzo 2010 at 12:43 am

    I circoli privati non sono soggetti a controlli da parte della Commissione Comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo in quanto non pubblici, ma devono comunque a nostro avviso rispettare le stesse norme di un locale pubblico. Inoltre spesso la definizione di privato è solo nominale; in effetti un circolo privato non può far accedere chiunque solo attraverso il rilascio immediato di una tessera (l’accettazione di nuovi soci deve di solito essere portata in discussione tra i gestori del circolo).
    Detto questo le uscite di un locale di pubblico spettacolo dipendono dal numero dei presenti; nel caso in esame potremmo essere sotto le 100 persone e potrebbero essere sufficienti 2 uscite con maniglione antipanico e senso di apertura nel verso dell’esodo, di dimensioni di 120 e 90 cm almeno. La presenza del parcheggio, se lascia un percorso pari alla dimensione della porta libero per l’esodo non costituisce un problema.

  130. Sacha on marzo 2010 at 3:36 am

    Grazie mille. Quindi la svolta a 90 °C se c’è uno spazio di 80 cm (giusto?) non è un problema? Devono esserci 80 cm? Inoltre vi chiederei della porta a bussola, considerato il testo unico di sicurezza che proibisce di considerarle uscite di emergenza.

  131. Sacha on marzo 2010 at 3:38 am

    pardon, 90 cm :-)

  132. sacha on aprile 2010 at 12:55 am

    Vi ringrazio delle delucidazioni. Cosa accadrebbe invece qualora il circolo si spacciasse solo per luogo di attività culturali con mescita? In quale normativa ricadrebbe con riferimento alle uscite di sicurezza?
    Grazie in anticipo

  133. comitato tecnico on aprile 2010 at 9:35 am

    Premesso che non esistono norme di sicurezza per qualsiasi attività si possa mettere in piedi, esiste un problema di responsabilità da parte del titolare su come tutelare le persone che entrano nel locale. Nel caso dell’esempio (attività culturali + mescita) , non esistendo norme specifiche per l’esodo (non esistono per i ristoranti, ai quali però si applicano le disposizioni sulla sicurezza del lavoro), secondo noi dovrebbe essere preso come riferimento almeno il DM 10 marzo 1998, sempre che l’attività non sia molto affine al pubblico spettacolo, nel qual caso esistono norme molto precise.

    La Segreteria tecnica

  134. stefano on aprile 2010 at 9:58 pm

    Buongiorno
    vorrei dei chiarimenti sulla dimensione in larghezza di una porta d’uscita d’emergenza:
    sto’ realizzando un locale bar/panificio con posti a sedere(12 max)avente il laboratorio di panificazione alle spalle(solo attrezzature elettriche, forni,impastatrici abbattitori…).
    Attualmente le persone impiegate(commesse e panificatori)sono 5,
    l’uscita è comune per tutti e si affaccia su una strada con marciapiede largo circa 80cm.
    Oltre alla dimensione in larghezza della porta , vorrei sapere se lo spazio antistante prima di arrivare alla strada è sufficente o se devo arretrare la porta per recuperare dello spazio.
    ringrazio anticipatamente
    Stefano

  135. comitato tecnico on aprile 2010 at 9:59 pm

    Per quanto ci risulta, le norme di sicurezza considerano sicuro uno spazio all’aperto, anche nel caso come quello descritto in cui il marciapiede è più stretto della porta. Quindi, non dovrebbero esserci problemi a non arretrare la porta, anche perchè, se anche arretrasse la porta, la larghezza a disposizione per l’esodo lungo il marciapiede sarebbe sempre di 80 cm.

    La Segreteria tecnica

  136. Gianfranco Piluso on aprile 2010 at 1:29 am

    Salve, avrei una domanda che non ha ancora avuto risposta da gli organi competenti in materia, è possibile che in una scuola l’unica uscita di sicurezza sia posizionata sotto un vano scala in cemento armato ancorata alla vecchia struttura? Grazie anticipatamente.

  137. comitato tecnico on aprile 2010 at 1:30 am

    Una uscita di sicurezza è un vano alto almeno 2 m e largo in proporzione al numero di persone presenti nel locale, con un minimo di 80 cm. Se anche i percorsi sono di caratteristiche non inferiori a queste dimensioni, l’uscita è accettabile, ovviamente fatti salvi problemi alla sicurezza statica.

    La Segreteria tecnica

  138. baggi on aprile 2010 at 3:01 am

    Salve ,chiedo cortesemente il vostro consiglio.
    Su campo da basket/pallavolo di un palazzetto dello sport esistono n.2 porte emergenza,io come responsbile della struttura
    posso vietare la permanente apertura,(lasciate apaerte spalancate),durante lezioni,manifestazioni o partite di gioco,solo perche le persone all’interno sentono caldo,visto che il palazzetto è provvisto di ventilazione forzata?
    Preciso non intendo bloccare le porte ma non permettere che rimangano spalacate,visto che danno verso aree esterne publiche ed entrano persone non autorizzate.

  139. comitato tecnico on aprile 2010 at 3:03 am

    Le porte di uscite dei locali di pubblico spettacolo o degli impianti sportivi devono essere apribili facilmente dall’interno ma non devono necessariamente essere sempre aperte. Dato che devono garantire l’esodo dall’interno, possono essere anche prive di maniglia sul lato esterno.

    La segreteria tecnica

  140. Chiara on aprile 2010 at 1:04 am

    Buongiorno
    vorrei sapere se in un piccolo supermercato di circa 200 mq sono necessarie le uscite di sicurezza e quali dimensioni devono avere?
    Grazie

  141. comitato tecnico on aprile 2010 at 1:05 am

    Poichè sotto i 400 m2 per i negozi non esistono delle norme, per capire quante uscite deve prevedere deve fare riferimento alla valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro (ed in particolare al DM 10 marzo 1998), che determinano il numero di porte in base al numero di persone presenti.
    Certamente, se si ipotizza un numero di persone superiore a 50 serviranno almeno una porta per l’ingresso/uscita + una uscita di sicurezza.

    La Segreteria tecnica

  142. Roberto on aprile 2010 at 12:52 pm

    Buonasera, vorrei sottoporre un quesito al quale non trovo risposta. Ho affittato un locale commerciale open space di 330 m2 con un’uscita di emergenza e due porte normali apribili tirando verso l’interno composte da due ante a vetro chiuse a chiave. Il problema è che sulla piantina una delle due uscite “normali” è denominata “usc emerg” pur con il disegno in cui figura chiaramente che si tira verso destra anzichè spingerla verso il cortile esterno. Il mio geometra insiste sul fatto che dovrei imporre al proprietario di girare quella porta poichè per legge un locale deve avere cmq due uscite di emergenza contrapposte e comunque , se sulla piantina è indicata la porta come “uscita di emergenza” non è possibile che sia rivolta verso l’interno. Gli altri locali vicini invece hanno tutti due porte, uno addirittura tre (per la stessa metratura)

  143. comitato tecnico on aprile 2010 at 12:53 pm

    Poichè non esiste una norma sui locali commerciali di superficie inferiore a 400 m2, deve essere il titolare a svolgere una valutazione dei rischi sulla base dei criteri del DM 10 marzo 1998 e decidere quali misure adottare per garantire la sicurezza dei lavoratori e del pubblico presente, ivi compreso il verso di apertura delle porte.

    La Segreteria tecnica

  144. Andrea on aprile 2010 at 2:39 am

    Buon giorno,
    nel cortile del nostro nostro condominio ci sono delle scale che permettono l’accesso libero ai garage.

    Dai garage è possibile accedere ai singoli edifici utilizzando le porte antipanico che portano dal garage alle cantine.

    Volevo sapere se è possibile installare porte antipanico tra i garage e le scale verso il cortile tenendo il maniglione dalla parte dei garage e la chiave all’esterno.

    Ci sono delle normative a riguardo? Ci sono regolamenti che obbligano a consentire l’accesso rapido anche dall’esterno (ad esempio vigili del fuoco)?

    Grazie anticipatamente.

  145. comitato tecnico on aprile 2010 at 2:45 am

    La domanda non è del tutto chiara. Come criterio da seguire in questi casi si deve ricordare che le porte devono consentire l’uscita dai locali a rischio (come le autorimesse) e quindi non dovrebbero essere chiudibili a chiave dall’esterno. In sostanza, non esistono obblighi di garantire l’accesso dall’esterno ma sicuramente deve essere possibile uscire dai locali considerati a rischio.

    La Segreteria tecnica

  146. Livio on aprile 2010 at 1:43 pm

    Buongiorno
    sto’ trasformando una struttura alberghiera in una residenza turistica alberghiera (ricettiva) composta da due piani fuori terra di circa 170 mq l’uno.
    Premetto che il piano terra, che rimane indipendente e non collegato al piano primo, presenta accessi indipendenti alle residenze direttamente dai cortili.
    Vorrei dei chiarimenti sulla dimensione in larghezza della porta d’ingresso al piano primo utilizzata anche come porta d’uscita d’emergenza (esodo) considerando che la struttura avrà un bacino di utenti al di sotto dei 25 posti letto.
    Inoltre quale deve essere la larghezza della scala esterna di collegamento al piano primo utilizzata per l’accessibilità e la via di esodo.

    Grazie per la disponibilità

  147. Andrea on aprile 2010 at 10:18 pm

    Buon giorno e grazie per la risposta.

    Provo a chiarire meglio. Mi piacerebbe far installare delle porte antipanico che consentano l’uscita in sicurezza dai garage ma che richiedano l’uso della chiave per accedervi.

    Non mi è chiara, invece, la frase “le porte devono consentire l’uscita dai locali a rischio [...] e quindi non dovrebbero essere chiudibili a chiave dall’esterno”.
    Se all’interno c’è la maniglia anti panico non è comunque possibile uscire?

    Grazie ancora.

  148. comitato tecnico on aprile 2010 at 10:19 pm

    Il fatto che una porta sia dotata di maniglia antipanico non vuol dire che non sia chiudibile a chiave.
    Comunque, la soluzione che prospetta ci sembra conforme alle norme.

    La Segreteria tecnica

  149. Francesco on aprile 2010 at 5:33 am

    Buongiorno,
    vorrei chiedervi se un’uscita di sicurezza di un ristorante potrebbe essere così predisposta: porta di vetro con maniglione antipanico che non affaccia direttamente all’esterno, ma su di un breve corridoio (circa 4 mt) alla fine del quale è posto un portone con maniglione apribile verso l’interno.

    Grazie per la disponibilità e l’attenzione.

  150. Simone on aprile 2010 at 4:38 am

    Buongiorno. Avrei un dubbio. Nella normativa non è esplicitato dove l’uscita debba terminare.Può ad esempio una uscita di sicurezza dare su una terrazza, grande, ma al primo piano, sfornita di scale di emergenza per recarsi al livello 0 all’esterno dell’edificio? E le scale stesse,segnalate come scale di sicurezza,possono terminare nella suddetta terrazza (provenendo dal piano 2,che è l’ultimo)? Grazie mille per l’interesse
    Simone

  151. comitato tecnico on aprile 2010 at 4:39 am

    In sostanza la terrazza è accettabile se ha le caratteristiche di “luogo sicuro”, e quindi, se rispetta i requisiti del dm 30 marzo 1983 per gli spazi scoperti.

    La Segreteria tecnica

  152. Pabe on aprile 2010 at 3:59 am

    Buon giorno, vi propongo nuovamente una questione, già sottopostavi nel mese di marzi alla quale non ho ricevuto risposta.

    A causa di un ridimensionamento dell’attività produttiva, l’azienda per la quale lavoro ha cessato il contratto di affitto dei locali magazzino che, tramite vie di esodo, prevedevano regolari uscite di sicurezza anche per chi si trovava negli uffici. Verranno dunque effettuati lavori di muratura per
    rendere indipendenti uffici dal magazzino. Gli uffici, così come sono attualmente non dispongono di uscite di sicurezza. L’accesso è permesso da due porte scorrevoli indipendenti comandate da fotocellula. Nei nostri uffici, di 550 mq, lavorano stabilmente circa 12 persone. Volevo sapere se per legge (quale DM o articolo ?) è necessario disporre di almeno un uscita con apertura verso la parte esterna (attualmente non possibile) e se è necessario il maniglione antipanico.
    Ringrazio anticipatamente per la consulenza.
    Cordiali saluti

  153. comitato tecnico on aprile 2010 at 4:10 am

    L’obbligo di disporre di vie di esodo e porte di uscita deriva dall’allegato IV al DLv. 81/2008 e dall’allegato III del DM 10/03/98.
    Sarà necessaria almeno una uscita con larghezza minima di 80 cm qualora le porte scorrevoli non siano dotate di un sistema che ne permette l’apertura a spinta verso l’esterno e dispositivo di posizionamento delle ante in apertura in caso di mancanza di energia elettrica.
    La Segreteria tecnica

  154. Roberto on aprile 2010 at 12:01 pm

    Buongiorno.
    Vorrei sapere se è possibile, in un locale di pubblico spetacolo, utilizzare delle fascette in materiale plastico per impedire che le uscite di sicurezza vengano usate per scopi diversi da quelli previsti.

    Grazie.

  155. comitato tecnico on aprile 2010 at 12:02 pm

    Se le fascette impediscono l’uso delle uscite di sicurezza dall’interno, oppure rendono meno agevole la loro apertura, secondo noi non possono essere usate.

    La Segreteria tecnica

  156. RDY on aprile 2010 at 10:29 am

    Buongiorno,
    dovendo adeguare alla normativa antinendio una palestra fitness, ubicata all’interno di un condominio costruito nel 1990, ove il numero massimo di persone presenti (dipendenti, collaboratori esterni e pubblico) arriva a 95, mi trovo dinnanzi a due uscite di sicurezza (larghezza utile pari a 105 cm) con apertura contraria a quella dell’esodo.
    Il DM 10/03/1998 mi obbliga a invertire il senso di apertura delle due uscite ?
    Inoltre se la capienza massima di utenza superasse le 100 unità devo richiedere il rilascio di un CPI quale attività soggetta n° 83 di cui al DM 16/02/1982 ?
    Ultima domanda: le attività soggette devono sempr e in qualsiasi caso essere considerate quantomeno a rischio incendio medio ? Se ad esempio ho un capannone industriale di superficie > 1000 m2 in cemento armato contenente solo arredi con classe di reazione al fuoco 1 non posso considerarlo un luogo di lavoro a rischio incendio basso ?
    Grazie mille

  157. caterina on maggio 2010 at 12:41 am

    buongiorno.
    vorrei avere alcune delucidazioni sulle uscite di sicurezza:
    1)quale è la metratura massima da percorrere per raggiungere l’uscita principale e per la quale non è necessaria la realizzazione di un’uscita di emergenza?
    2) ho un locale che devo regolarizzare con un’uscita di emergenza: è necessario che questa venga collocata dalla parte opposta all’uscita regolare?
    3) se non si ha la possibilità di avere uno sbocco alternativo nei lati diversi da quello in cui si trova l’uscita principale (confini con altri immobili) come posso realizzare l’uscita di emergenza? è possibile predisporre un corridoio di fuga ignifugo che rimetta sull’unica parte che dà all’esterno?
    grazie mille

  158. comitato tecnico on maggio 2010 at 12:42 am

    Per trovare risposta alle domande è necessario specificare a quale tipo di edificio o di luogo di riferisce, dato che le misure variano a seconda dell’uso che si fa dei locali e del tipo di attività in essi svolta.

    La Segreteria tecnica

  159. davy on maggio 2010 at 4:19 am

    Buongiorno e grazie in anticipo per la risposta
    in una palestra , in possesso di deroga posta al piano interrato a-7,30 mt dal piano campagna e limitata a 100 persone ,le uscite di sicurezza devono essere minimo 2 una da 1.20 mt. e una almeno da 80 cm. ( è corretto ?); se cosi fosse il percorso per arrivare ad accedere all’uscita di sicurezza può passare attraverso un vano tecnico, con all’interno circolatori, collettori ( non esiste al la caldaia è un impianto centralizzato )

  160. Abracadabra on maggio 2010 at 10:32 am

    Buonasera,
    siamo proprietari di un centro ludico abbastanza grande dotato di uscite di sicurezza con maniglione anti-panico così come previsto dalla legge.
    Il problema è che a volte gli adulti invece di usare l’uscita prevista dal centro, utilizzano l’uscita di sicurezza mettendo a repentaglio la sicurezza dei bambini che potrebbero uscire senza essere visti.
    Esiste una limitazione per aprire la porta solo in caso di emergenza?
    Grazie

  161. comitato tecnico on maggio 2010 at 10:58 am

    Se una uscita è indispensabile per la sicurezza deve essere apribile senza difficoltà in qualsiasi momento siano presenti persone nel locale. E’ possibile allarmare la porta, ma non bloccarne l’apertura.

    La Segreteria tecnica

  162. Laura on maggio 2010 at 12:57 pm

    L’Istituto Comprensivo di una piccola cittadina di provincia è ospitato in uno stabile privato per il quale l’Amministrazione Comunale paga un regolare affitto annuo. Il Dirigente scolastico, rivede, con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) della scuola, il Documento di valutazione dei rischi; nel corso della ricognizione dell’edificio, rileva l’esistenza di una scala di sicurezza inadeguata: non è a norma e l’edificio, su tre piani e costruito nel 1904, non ha sufficienti vie di fuga per permettere ai 336 studenti frequentanti, di abbandonare la scuola in caso di pericolo.
    Chiede quindi al proprietario dello stabile di intervenire per la messa a norma; il proprietario, però, comunica di non avere i soldi necessari per un intervento che si presenta complesso, ed invita il Dirigente a rivolgersi all’Amministrazione Comunale.
    Il Sindaco risponde subito ma ribadisce che il problema non può essere dell’Amministrazione in quanto non proprietaria dello stabile; peraltro sottolinea che il Comune ha già appaltato la costruzione di una nuova scuola in cui l’Istituto sarà trasferito ed invita il Dirigente a prendere visione dell’inizio dei lavori che si concluderanno entro due anni
    A Chi spetta la costruzione della scala secondo quale normativa Grazie la vostra risposta mi è veramente molto utile

  163. comitato tecnico on maggio 2010 at 9:12 pm

    Premesso che questo tipo di domanda è di natura giuridica più che tecnica, pertanto le successive indicazioni hanno un valore essenzialmente indicativo, secondo noi il responsabile della sicurezza di in pratica, è colui che chiede il rilascio del certificato di prevenzione incendi (nel vostro caso, probabilmente il Dirigente).
    Se questa figura non ha i poteri per far effettuare i lavori necessari per garantire il livello minimo di sicurezza, dovrebbe adottare le decisioni conseguenti (cambio di edificio, limitazione del numero di persone presenti, adozione di misure alternative mediante procedimento di deroga ecc.) per la tutela delle persone che accedono nell’edificio.
    Ribadiamo però che il tema dell’individuazione delle responsabilità ha una portata che esula dall’interpretazione delle norme tecniche di prevenzione incendi.

    La Segreteria tecnica

  164. Ettore on maggio 2010 at 8:02 am

    Buongiorno, desideravo sapere se in un ristorante che avevo intenzione di prendere in gestione, fosse obbligatoria l’uscita di sicurezza con maniglione antipanico.
    Attualmente il locale è provvisto di portone di legno esterno e porta interna a vetri con apertura verso l’interno. Il locale è di circa 55-60 mq, di forma rettangolare.
    Da quel che mi dicono i proprietari non sarebbe necessario, ma non vorrei incorrere in errori e problemi vari. Il mio consulente mi assicura di no, ma da quel poco che ho letto lo sarebbe. Grazie

  165. comitato tecnico on maggio 2010 at 8:55 am

    La questione delle uscite di sicurezza dei ristoranti non puo’ essere spiegata in poche righe. Per questo motivo, nel caso di domande di maggior dettaglio rinviamo ad un testo che è in vendita su internet, editore LULU.
    http://www.lulu.com/product/item/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2010/10664915

    La Segreteria tecnica

  166. alfonso on maggio 2010 at 5:11 am

    buon pomeriggio.
    Complimenti per la prontezza delle risposte e la padronanza delle molteplici argomentazioni tecniche trattate.

    Sto curando una consulenza sulla gestione della sicurezza ai sensi della 81/08.
    Il mio cliente, il locatario, gestisce un’attività di commercializzazione tende da sole, gazebi, ombrelloni in un locale di 120 m2 circa. Il locale è previsto di No. 1 ingresso (porta a due ante battenti di cui quella apribile da 100 cm circa) e No. 2 porte della stessa tipologia e dimensione utilizzabili come uscite di emergenza che danno su un cortile. Preciso che sono tutte porte apribili verso l’interno e nessuna è dotata di maniglione antipanico.
    Le domande sono:
    1) occorre prevedere per le 2 uscite di emergenza l’apertura verso l’esterno?
    2) Occorre prevedere per ciascuna il maniglione antipanico?
    3) Nel caso in cui occorre sostituire le porte di cui sopra chi è che si fa carico delle spese il proprietario del locale o il locatario?

    Grazie in anticipo per le Vs risposte
    saluti

  167. fernando on maggio 2010 at 2:12 am

    Buongiorno, desideravo sapere se una porta di sicurezza può essere munita di sarranda avvolgibile (che in caso di guasto potrebbe ostacolarne l’apertura.
    Grazie in anticipo per le Vs risposte.

  168. comitato tecnico on maggio 2010 at 2:55 am

    Se la serranda permette l’apertura della porta durante le ore in cui può essere utilizzata in emergenza, dovrebbe essere compatibile con le norme di sicurezza.

    E’ assolutamente essenziale che una soluzione di questo tipo sia legata ad una osservanza strettissima della gestione della sicurezza, per evitare tragedie come quella che si verifico’ a Torino nell’incendio del cinema Statuto quando le persone non poterono fuggire dall’incendio perchè le porte erano state chiuse prima della chiusura del cinema.

    La Segreteria tecnica

  169. Ettore on maggio 2010 at 11:46 pm

    Salve, vi spiego un pò la situazione di un locale di un mio amico; è di 80 mq circa e verrà aperto un negozio di stampe digitali, la porta del laboratorio è una porta a due ante apribili dall’interno. Dato che sarà una ditta individuale perciò non obbligata alla redazione del DVR, volevo sapere: è obbligata comunque a montare una porta con maniglione antipanico apribile verso l’esterno o può rimanere quella esistente?

    In attesa di una risposta, colgo l’occasione per ringraziarvi anticipatamente.

  170. Margherita Zanchin on maggio 2010 at 1:26 am

    Buongiorno, volevo avere questa informazione. Una scuola di inglese privata che organizza corsi di inglese con 4 dipendenti e con un affluso massimo di trenta persone in alcuni momenti della giornata, come può risolvere il problema delle uscite di sicurezza?
    oltre all’ingresso principale, ci sono due porte nelle sale di insegnamento maggiormente frequentate. queste tre porte di larghezza minima, non apribili nel verso dell’esodo, visto che si affaciano su un corridoio condominiale, se vengono correttamente indicate come uscite di sicurezza possono essere sufficienti a garantire un coretto deflusso e ad ottemperare agli obblighi in materia di sicurezza?
    grazie

  171. Gabriele on maggio 2010 at 4:00 am

    Buongiorno, ho una domanda.
    Ma un ufficio con 10 persone deve avere la porta che consente l’uscita (spesso ex appartamenti in condomini utilizzati ad ufficio) rivolta verso l’esterno o no?
    E se è aperto al pubblico?

    Grazie

  172. comitato tecnico on maggio 2010 at 11:34 pm

    Dipende da quanto pubblico posa affluire. Per 10 persone non è richiesta l’apertura verso l’esterno.

    La Segreteria tecnica

  173. Francesco on maggio 2010 at 1:22 pm

    Salve, vorrei sapere se in un complesso edilizio uso abitazione, le serrature delle porte antincendio, che si aprono, come normali porte e sono sempre aperte non solo per il passaggio in emergenza ma anche per il traffico normale, possiamo sostituirle con maniglioni antipanico a serratura. Il complesso e stato ultimato nel 2002.
    Grazie.

  174. comitato tecnico on maggio 2010 at 1:23 pm

    E’ ovvio che il maniglione antipanico aumenta la sicurezza e quindi è un miglioramento sempre possibile.

    La Segreteria tecnica

  175. piero on maggio 2010 at 10:08 am

    I maniglioni marcati C.E. UNI EN 1125 categoria 1 – normali – vanno dedotti dalla larghezza delle U.S.?
    I VVf fanno riferimento alla larghezza delle porte come definita dalla L.626 (oggi D.lgs.81):
    “ luce netta di una porta: larghezza di passaggio al netto dell’ingombro dell’anta mobile in posizione di massima apertura se scorrevole, in posizione di apertura a 90 gradi se incernierata”.
    Evidentemente la sporgenza dei maniglioni non dovrebbe (oggi) essere dedotta assimilando gli stessi ai corrimano (max. 8cm. che i corrimano possono superare) dei locali di pubblico spettacolo che per effetto della norma specifica non devono essere dedotti, ma perché non sono considerati nella L.626 (oggi d.lgs.81).Tanto più perché l’ingombro max. dei maniglioni è normato, sono obbligatori la marcatura C.E., gli smussi, ecc.
    In tal senso sembra orientata la Direzione Generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi – SERVIZIO TECNICO CENTRALE nella bozza delle “regole tecniche dl sicurezza e prevenzione incendi per la costruzione e l’esercizio dl edifici e locali adibiti a mostre, esposizioni, musei, gallerie, complessi fieristici” al punto 5.3. Larghezza delle vie d’uscita.
    “……….La misurazione della larghezza delle singole uscite va eseguita nel punto più stretto della luce senza tenere conto della sporgenza del maniglione ………..”
    È singolare comunque che i VVf. facciano riferimento ai L626 / D.lgs.81 che a volte rimandano alle norme di prevenzione incendi, che le tolleranze vadano e vengano (vedi quelle per le altezze tra i m.2.00 e gli 1.90) e le uscite di sicurezza diventino di emergenza e ancora che definizioni date dal Ministero dell’Interno siano dallo stesso interpretate sulla base di norme date da quello della Salute.
    Grazie

  176. Ada Gambino on maggio 2010 at 9:38 am

    Desidero sapere se è possibile aprire un bar con birreria dove ci possono entrare circa 50 persone senza che ci sia uscita di sicurezza.
    Dovendo aprire una pizzeria, si possono utilizzare come uscite di sicurezza 2 porte dove ci sono in una 3 gradini a salire e nell’altra 1 sempre a salire?
    certa di un vostro riscontro, vogliate gradire cordiali saluti

  177. comitato tecnico on maggio 2010 at 9:39 am

    La questione delle uscite di sicurezza dei ristoranti o dei bar è complessa, infatti esiste una pubblicazione in vendita su internet proprio su questo argomento. Per questo motivo, è difficile fornire spiegazioni in poche righe. Comunque, quando le persone superano le 50 unità servono 2 uscite e non ci sono problemi di sicurezza che vietino la presenza di gradini, sempre però che siano rispettate le norme sull’accessibilità.

    La Segreteria tecnica

  178. fabio on maggio 2010 at 4:07 am

    salve , vorrei sapere se è possibile che in una agenzia di banca l’uscita di sicurezza dotata di maniglione antipanico non sia apribile dall’interno se non viene prima sbloccata dal personale con un congegno remoto , due chiavi e un bottone , credo che in caso di necessità le manovre siano un impedimento all’uscita .
    vi ringrazio.

  179. comitato tecnico on maggio 2010 at 4:08 am

    Per le banche esiste una sorta di deroga, stabilita dal Ministero del lavoro. Infatti, la lettera 74/2000 ha chiarito questo specifico aspetto circa l’applicazione, dell’articolo 13 del DPR 547/55 (modificato dall’art. 33 del d.lgs 626/94), relativamente al divieto di chiudere a chiave le porte delle uscite di emergenza.
    La circolare ammette i dispositivi elettromagnetici comandati a distanza a condizione che:
    - la disattivazione dei dispositivi di blocco elettromagnetici, installati sulla porta e che in condizioni normali garantiscono la chiusura della stessa, possa essere fatta dal personale dipendente, appositamente informato, mediante pulsanti distribuiti su più postazioni di lavoro;
    - in caso di mancanza di alimentazione elettrica di rete o di quella sussidiaria di emergenza, l’intero sistema risponda ai requisiti minimi di sicurezza indicati nella lettera;
    - ogni dipendente presente nell’ambiente di lavoro in cui sono installati i sistemi di sblocco sia informato circa la loro ubicazione e le modalità di azionamento;
    - sia fornita al pubblico, mediante appositi cartelloni posti in prossimità delle porte, la necessaria informazione sulle procedure in caso di esodo.

    La Segreteria tecnica

  180. Gaetano on maggio 2010 at 10:16 am

    E’ possibile che un magazzino commerciale provvisto anche di supermercato disposto su tre livelli (piano interrato, p.t., 1° piano) con superficie complessiva > 3500 mq abbia delle due uscite di sicurezza che, attraverso una scala che parte dal piano interrato, la prima accede al sottoscala di un edificio e l’altra in un androne della stabile che, attraverso dei gradini, consente un’uscita tramite il normale portone d’accesso.

  181. Francesco on giugno 2010 at 5:33 am

    Salve, mi appello alla vostra lunga esperienza e vi pongo alcuni quesiti:
    vorrei sapere se esistono dei sistemi elettromagnetici che fanno aprire le serrature delle porte antincendio verso l’esterno, normalmente chiuse, collegati elettricamente a rilevatori di fughe di gas o fumi. Mi spiego meglio, le porte rimangono chiuse, ma si devono solamente aprire elettricamente con la segnalazione effettuata, tramite collegamento elettrico, dal rilevatore di fumi o gas, in caso di incendio.
    Se esistono si possono applicare alle via di fuga o di emergenza di uno stabile condominiale?

    Noi abbiamo un sistema inverso, cioè le porte antincendio rimangono aperte sui pianerottoli, tenute tramite delle elettrocalamite.
    Quando i segnalatori di fumo sui pianerottoli rilevano un incendio, una centralina comanda il disinnesto dell’attrazione delle elettrocalamite e le porte si chiudono tramite delle cerniere di richiamo, tenute prima in tensione, il tutto comunque supportato da piccole batterie, in caso di mancanza di tensione.
    Grazie in anticipo per la vostra consulenza.

  182. comitato tecnico on giugno 2010 at 5:34 am

    Il sistema di cui chiedete notizie non ci sembra in commercio nè normalmente installato , ma potremmo non essere aggiornati del tutto.

    La Segreteria tecnica

  183. Francesco on giugno 2010 at 1:00 pm

    Salve, esiste qualche differenza fra porte tagliafuoco e porte antincendio?
    esiste differenza tra uscite di emergenza e vie di fuga?
    Grazie e cordiali saluti.

  184. comitato tecnico on giugno 2010 at 1:01 pm

    Per quanto riguarda le porte entrambi i termini non li trova nelle nuove norme di prevenzione incendi, dato che si dovrebbe parlare di porte REI.
    Le vie di fuga sono percorsi, le uscite sono i vani che immettono da un luogo verso l’esterno o verso un luogo sicuro.

    La Segreteria tecnica

  185. Maria Velardi on giugno 2010 at 2:55 am

    in un’ autorimessa di 9 box, ed 1 posto auto, è necessario che ci sia un’uscita di sicurezza?

  186. comitato tecnico on giugno 2010 at 2:56 am

    E’ sufficiente una sola uscita, purchè raggiungibile in 30 m da qualsiasi punto dell’autorimessa.

    La Segreteria tecnica

  187. Paolo on giugno 2010 at 2:58 am

    Salve,vorrei sottoporVi un quesito.Rilevo un locale con licenza per trattenimenti danzanti per 100 posti. Il locale è composto da 1 piano terra ed un piano interrato dove si svolgevano le serate: i piani sono in comunicazione tramite una scala. Vi sono due uscite di sicurezza al piano terra di modulo mt.1,20 ed una al piano interrato di modulo mt.1,20:quest’ultima, realizzata con porta REI e manigl.antip. affaccia sulla scala condominiale ed immette direttamente nell’androne del palazzo di cui fa parte il locale e successivamente verso l’esterno. Personale di sicurezza presidiava questo percorso in modo che fosse sempre libero e sgombero. Trattasi di palazzo uso uffici con sole n°2 abitazioni ai piani 4° e 5°. Nel momento del subentro devo fare la nuovamente la richiesta di agibilità ma mi sento rispondere che l’uscita di sicurezza al piano interrato verso locale condominiale non è plausibile!!! Come è possibile che fino al 2007 hanno rilasciato regolarmente l’agibilità ed oggi fanno ostruzione? E’ cambiata la normativa dal 2007 ad oggi? Grazie in anticipo per il Vs. parere.
    Dimenticavo: l’ingresso al locale è indipendente, avviene direttamente dall’esterno al piano terra. Solo l’uscita di sicurezza al piano -1 da verso la scala condominiale, che altro non è che la scala che accede al piano -2 dove si trovano le cantine degli appartamenti del fabbricato. Grazie

  188. comitato tecnico on giugno 2010 at 2:59 am

    La questione a nostro parare dipende dal fatto che l’uscita su area condominiale non è gestita dal titolare del locale.
    Per questo motivo, probabilmente il ragionamento seguito per non rinnovare la licenza tiene conto del fatto che non è detto che tale percorso sia sempre agibile.
    Pertanto, poichè il titolare del locale non può garantire l’agibilità di uno dei percorsi di esodo, sarà stato ipotizzato che quel percorso non può essere considerato ai fini della sicurezza del locale.
    Secondo noi dovrebbe trovare una forma di accordo per la gestione di tale parte di edificio.

    La Segreteria tecnica

  189. Giorgio on giugno 2010 at 2:06 am

    Salve, il mio quesito riguarda una scuola per l’infanzia privata per la quale occorre redigere il piano di evacuazione.
    Caratteristiche:
    3 sezioni
    Persone presenti tra alunni e insegnanti max 85
    mq 150 circa tutti a piano terra
    punto di raccolta nel cortile dello stabile.

    Nella parte opposta a questo cortile vi è un area (X) adibita ad attività ludiche all’aperto di superficie e conformazione tale da non poter essere considerata come punto di raccolta. L’esodo verso il punto di raccolta dovrebbe avvenire rientrando nell’edificio per poi riuscire nell’altro cortile (IPOTESI A).
    La domanda è:
    E’ possibile per chi si trova in quell’area (X) organizzare un punto di raccolta esterno allo stabile (sulla pubblica via)? considerando che il portoncino è di quelli normali condominiali con apertura verso l’interno può essere ritenuto idoneo a un’uscita d’emergenza? Ci sono norme che lo vietano? Dal punto di vista normativo sarebbe possibile prevedere l’esodo come da IPOTESI A?

    Spero di esser stato chiaro. Vi ringrazio atnicipatamente.

  190. roberto on giugno 2010 at 2:35 am

    desidero sapere se è possibile nello spazo di manovra di una autorimessa posizionare una scala di sicurezza abbassabile di larghezza regolamentare per consentire il movimento dei veicoli nelle normali condizioni e utilizzabile solo in caso di emergenza
    Grazie

  191. comitato tecnico on giugno 2010 at 2:36 am

    Non ci sembra che le scale da usare per l’esodo possano essere di tipo mobile, almeno non sono consentite esplicitamente.

    La Segreteria tecnica

  192. Davide on giugno 2010 at 8:00 am

    Buongiorno
    sto per attivare un esercizio commerciale artistico disposto su due piani (terra e seminterrato)collegati unicamente da una scala interna.Vorrei effettuare per 2/3 serate alla settimana dell’intrattenimento musicale con dj nel piano seminterrato;tale intrattenimento diverrebbe un’attività implementata negli stessi spazi,ma secondaria rispetto a quella commerciale esercitata continuativamente per tutta la settimana.
    La capienza totale che si vuole mantenere,considerando gli spazi netti disponibili, è 50 persone e si dispone di una sola porta principale di ingresso/uscita con apertura verso l’esterno di 1,20 mt di larghezza posta al piano terra.
    La distanza dal punto più lontano,nel seminterrato,alla suddetta porta è di circa 17 mt.
    Vorrei sapere se questa sola porta è sufficiente, considerando la ridotta capienza degli spazi ed il carattere di secondarietà dell’intrattenimento.
    In tal caso si fa riferimento al DM 10/03/98 oppure al DM 19/08/96?

    Grazie per l’attenzione

    Cordiali saluti

  193. comitato tecnico on giugno 2010 at 8:01 am

    Anche nel suo caso consigliamo di leggere una pubblicazione che ha la migliore descrizione di ciò che si può fare o non si può fare per la sicurezza dell’esodo nei locali non soggetti a norme di di sicurezza, dato che la materia non è proprio semplice:
    http://www.lulu.com/product/file-download/guida-alla-sicurezza-dei-ristoranti-2010/10993436

    La Segreteria tecnica

  194. Marco on giugno 2010 at 10:59 am

    Buongiorno. Devo progettare un asilo nido di 250 mq circa, è prevista un’uscita di sicurezza nel salone attività dell’asilo; questo salone è collegato con gli altri locali (accettazione, sala pranzo, bagni, etc) attraverso un disimpegno a cui si accede attraverso un’ampia porta scorrevole. Quest’ultima è ammessa? Oppure nel passaggio per arrivare nel salone – e quindi uscire dall’uscita di sicurezza – si deve necessariamente mettere una porta a battente?
    Grazie

  195. sabina on giugno 2010 at 12:44 am

    buongiorno,sono in procinto di aprire un asilo nido,vorrei sapere se è obbligatoro avere nella struttura l’uscita di sicurezza.

  196. Gabriele on giugno 2010 at 7:30 am

    salve, devo realizzare una scala esterna al piano S1 di un’autorimessa di auto per n.40 posti.
    visto che devo eseguire un taglio sul muro in c.a. posso lasciare un gradino rendendolo visibile e segnalarlo, in modo tale che l’acqua esterna non entri all’interno dell’autorimessa? GRAZIE

  197. comitato tecnico on giugno 2010 at 7:34 am

    Le norme sulle uscite di sicurezza dalle autorimesse non vietano la presenza di gradini.

    La Segreteria tecnica

  198. giuseppe on giugno 2010 at 2:03 pm

    Può un commissario di esami di licenza media fare chiudere un cancello d’entrata di una scuola con lucchetto e catena con dentro 120 ragazzi che fanno esami + personale scolastico anche se non è un punto di raccolta ed essendoci un altra entrata di servizio per i docenti.

  199. comitato tecnico on giugno 2010 at 10:31 am

    La responsabilità della gestione della sicurezza di un edificio scolastico è certamente del preside.
    Circa la possibilità di chiudere una porta con lucchetto, tutto dipende da quante uscite rimangono disponibili in rapporto alle persone presenti.

    La Segreteria tecnica

  200. mario on giugno 2010 at 1:34 pm

    Vorrei sapere per un locale adibito a palestra di 400m2 quante porte d’mergenza devo avere e i corridoi di fuga quanto devono essere larghi. Infine, le porte dei locali quanto devono esserre larghe?

  201. Geom. Alessio d'Addario on giugno 2010 at 3:23 am

    Sto redigendo una pratica per la realizzazione di una Ludoteca ed avendo una apertura preesistente in muratura di larghezza 2,40 e nella quale dovrei far rientrare sia l’entrata che l’uscita di sicurezza, ho fatto una ricerca al fine di sapere la larghezza utile alla via di esodo. Leggendo sopra per ambienti fino a 25 lavoratori(quindi 25 individui) la larchezza sarebbe di 80 cm però poi la normativa mi dice che per edilizia scolastica la larghezza minima è di 120 cm.
    Due domande:
    Una ludoteca privata la devo fare rientrare nell’ edilizia scolastica o posso usufruire della larcghezza di cm 80 in quanto locale non rientrante nel comma 2.
    Se la Ludoteca rientra nella edilizia scolastica, posso fare la via di esodo larga 120 cm e l’entrata di 90 cm.
    Se potete rispondermi subito.

  202. Stefano on giugno 2010 at 12:30 am

    Salve,
    è normale che in un’azienda le uscire di sicurezza vengano utilizzate da tutti i lavorati per entrare ed uscire?
    L’ingresso principale viene utilizzato da pochi, mentre le uscite di sicurezza da tutti ( ovviamente sono ben segnalate )
    Grazie

  203. Geom. Alessio d'Addario on giugno 2010 at 11:30 pm

    Sto redigendo una pratica per la realizzazione di una Ludoteca ed avendo una apertura preesistente in muratura di larghezza 2,40 e nella quale dovrei far rientrare sia l’entrata che l’uscita di sicurezza, ho fatto una ricerca al fine di sapere la larghezza utile alla via di esodo.
    Leggendo sopra per ambienti fino a 25 lavoratori(quindi 25 individui) la larchezza sarebbe di 80 cm però poi la normativa mi dice che per edilizia scolastica la larghezza minima è di 120 cm.
    Due domande:
    Una ludoteca privata la devo fare rientrare nell’ edilizia scolastica o posso usufruire della larcghezza di cm 80 in quanto locale non rientrante nel comma 2.
    Se la Ludoteca rientra nella edilizia scolastica, posso fare la via di esodo larga 120 cm e l’entrata di 90 cm.

  204. comitato tecnico on giugno 2010 at 11:31 pm

    Come attività la ludoteca non ci sembra sia stata classificata a parte. Se è all’interno di un edificio scolastico si applicano le norme previste per le scuole. Se è in locali indipendenti dovrebbe applicare i criteri sui luoghi di lavoro. Premesso che l’ingresso può essere utilizzato come via di uscita (e che quindi se il numero di persone presenti è adeguato alle larghezze che ha indicato la soluzione prevista dovrebbe essere adeguata), ci sembra che nella valutazione non sia previsto il criterio di evitare i percorsi ciechi, che sono ammessi dal DM 10 marzo 1998 solo quando è verificata la distanza del punto più lontano dalla porta.

    La Segreteria tecnica

  205. Ivano Bellandi on luglio 2010 at 8:43 am

    Sono un professionista e mi occupo di prevenzione incendi anche per grossi gruppi cartari della mia zona. Sto valutando il problema di applicare ad uscite di sicurezza da luoghi di lavoro sistemi a rulli rotolanti verso l’alto a comando manuale (pulsanti accanto alle uscite) ed a sicurezza positiva (apertura immediata in caso di black-out elettrico). Le disposizioni vigenti non mi aiutano (D.M. 10.03.1998 e D. L.vo 81/08) poiché escludono in modo piuttosto categorico l’utilizzo di questi sistemi. E’ pur vero che le sicurezze che si possono adottare (sicurezza positiva, possibilità i comandare l’apertura con sistemi di rivelazione di incendi, segnalazioni ad hoc, alta velocità di apertura, ecc) sembrerebbero rendere plausibile l’adozione di questi sistemi, che hanno una valenza funzionale non trascurabile ai fini della produttività, specie nel campo della carta tissue.
    Gradirei sapere se esite casistica al riguardo e se posso avere qualche conforto in materia.
    Ringrazio e porgo cordiali saluti.

  206. ADA on luglio 2010 at 5:23 am

    Buongiorno vorrei chiedervi se una porta viene definita di sicurezza anche se affaccia su una strada pubblica dove transitano automobili , e con un gradino con altezza di cm 25 ?????
    Grazie
    Arrivederci
    Ada

  207. NICO on luglio 2010 at 1:41 am

    BUON GIORNO VOLEVO SAPERE SE L INGRESSO DI UN CONDOMINIO LA PORTA DEVE APRIRSI VERSO L ESTERNO GRAZIE

  208. giovanni on luglio 2010 at 11:58 am

    salve, volevo sapere se l’uscita di sicurezza di un condominio, che porta in garage, puo avere una porta tagliafuoco che si apri verso l’interno e senza maniglione.e quali possono essere le autorita che possano fare un sopraluogo. ringrazio anticipatamente e attendo una gradita risposta.

  209. comitato tecnico on luglio 2010 at 11:59 am

    I controlli li fanno i Vigili del Fuoco, soprattutto nelle attività soggette a certificato di prevenzione incendi (come ad esempio le autorimesse sopra 9 posti auto).

    La Segreteria tecnica

  210. sergio on luglio 2010 at 3:02 am

    buongiorno, ho un’attività di intermediazione in un capannone, ho ampliato la superficie con un soppalco, arrivando a 1000 metri e di conseguenza dovrei aprire un’uscita di emergenza che darebbe accesso su una stradina privata. La stradina appartiene a più persone, il proprietario con la maggioranza ( 65%) non vuole darmi il permesso, gli altri sì. Prima domanda: posso realizzare ugualmente l’uscita di sicurezza, dovendola utilizzare solo in caso di necessità e dichiarando di rinunciare ad alcun diritto di servitù?
    Seconda domanda: se io abbattessi un angolo del capannone lasciando uno spazio all’aperto di circa 9 mq. prima del confine con la stradina ( e senza alcuna barriera tra le due proprietà ), posso realizzare l’uscita di sicurezza senza chiedere ai vicini ( visto che darebbe ancora sulla mia proprietà ) ? La stradina è sempre libera perchè essendo larga poco più di 2.5 metri e lunga 15 metri, la sosta non è permessa a nessuno, con tanto di cartelli. Grazie

  211. comitato tecnico on luglio 2010 at 9:07 am

    alla prima domanda non siamo in grado di rispondere in modo competente. Per il secondo punto, la soluzione potrebbe essere adeguata se lo spazio ha le caratteristiche di spazio a cielo libero. Per questo deve verificare se la geometria è conforme a quanto indicato nel DM 30 novembre 1983.

    La Segreteria tecnica

  212. Riccardo on agosto 2010 at 1:37 am

    Buongiorno,
    volevo sottoporvi questo mio dubbio: nell’azienda in cui lavoro la sede lavorativa è costituita da quella che era l’abitazione del fu titolare. Un’uscita è costituita da porta a maniglia che si apre verso l’interno + un portone a scuri che si apre verso l’esterno e l’apertura è di 95 cm.Per l’attività lavorativa non è previsto CPI.
    Vorrei eliminare porta+portone e farli sostituire da una porta di emergenza con apertura verso l’esterno.
    Le mie domande sono:
    1)L’apertura di 95cm è troppo stretta o può rientrare nei limiti di legge?(quell’uscita serve per 10-15 persone)
    2)Deve essere contestualmente modificato il progetto? Se si, qual’è il suo iter burocratico e quanto potrebbe venire a costare?
    Grazie

  213. Stefano on agosto 2010 at 8:04 am

    Buongiorno,
    vorrei sapere se in un hotel con 22 posti letto, sono tenuto a mettere la sirena di allarme antincendio.
    Grazie

  214. comitato tecnico on agosto 2010 at 8:05 am

    Secondo noi è importante l’installazione dell’allarme, anche se le norme non lo chiedono esplicitamente.

    La Segreteria tecnica

  215. roberta on agosto 2010 at 1:27 pm

    salve vorrei sapere le scale demergenza messe su 11 piani che non si aprono dal l interno della scala demergenza è a norma e se uno si sente male cosa fa ?

  216. comitato tecnico on agosto 2010 at 1:28 pm

    Scale di emergenza che non si aprono nel verso dell’esodo sono fuori norma. Invece possono essere non apribili dalla scala per entrare ai piani.

    La Segreteria tecnica

  217. Giovanni on agosto 2010 at 7:03 pm

    Vivo in un condominio il cui interrato è adibito a autorimessa a cui è possibile accedere da una rampa e da una scala comunicante con il piano terra.E’ prevista inoltre un’altro accesso attraverso una scala di servizio che comunica con il giardino privato di un solo condomino attraverso un locale aperto che favorisce così anche l’aerazione dell’interrato.
    In base alle norme sulla sicurezza di vostra conoscenza può essere ritenuta scala di emergenza ?
    Nessun documento contrattuale la indica come tale, però da questa situazione derivano problemi sulla ripartizione delle spese di manutenzione sulla scala

  218. Paolo on agosto 2010 at 3:13 am

    Salve
    lavoro in ospedale presso la portineria,
    volevo sapere se un uscita di sicurezza puo essere dotata di eventale sirena con allarme acustico, visto questa usata (non ostante vari cartelli di divieto) come uscita di servizio.
    Specifico che un allarme acustico e gia situato presso la portineria.

  219. antonella on agosto 2010 at 1:48 pm

    Buongiorno,
    vorrei da voi una delucidazione. lavoro in scuola di due piani e ogni piano ospita circa 53 / 55 alunni più gli insegnanti.
    Ogni piano è dotato di una uscita di sicurezza.
    Riguardo il primo piano è presente una porta adeguata con aprtura verso l’esodo (che però non si apre a 180° ma si ferma a 90°) e la via di fuga che arriva al piazzale che si trova sullo stesso livello è delimitata dalla rete del campo da calcio distante solo m. 1,20. la larghezza esterna della via di fuga risulta quindi essere non superiore a m.1,20
    la mia domanda è questa: è sufficiente tale larghezza o la rete del campetto deve essere spostata da m 1,20 a m. 2,00?
    in attesa di una risposta ringrazio per la collaborazione.

  220. comitato tecnico on agosto 2010 at 1:49 pm

    Non esiste una norma che stabilisca questa distanza, anche se la logica impone che sia libera almeno una distanza pari alla larghezza della posta. Probabilmente, qualche elemento in più potrà essere trovato nel decreto 236 del 1989 sul superamento delle barriere architettoniche, che stabilisce anche la profondità degli spazi davanti alle porte.

    La Segreteria tecnica

  221. Pasquale on agosto 2010 at 12:13 am

    Buongiorno
    In riferimento ai luoghi di lavoro con scarso affollamento e alle caratteristiche delle porte e uscite di emergenza chiedo se esista un’interpretazione autentica che chiarisca l’apparente incongruenza tra il punto 1.5.6 dell’allegato IV al D.Lgs. 81/08 (tutte le porte di cui sono dotate le uscite di emergenza devono essere apribili nel verso dell’esodo) e il punto 1.6.3.1 che per i locali fino a 25 lavoratori prevede il requisito minimo di una porta (che quindi è anche di emergenza) da 0,8 m, senza imporre l’apertura verso l’esodo che invece impone sopra i 25 lavoratori.

  222. federico on agosto 2010 at 12:42 pm

    Salve,vi pongo il mio quesito. sono andato in uno studio di musica(sale prove)adibito anche a scuola di musica(con bambini che vengono a questa scuola),dentro non vi era ne uscita di sicurezza,ne bagni per persone diversamente abili,ne rampa di accesso per persone con sedia a rotelle il locale è molto grande,si calcola circa al giorno 50 persone,molti si sono lamentati,nell’atrio all’entrata,fumano,e non c’è nemmeno un estintore antincendio,mi chiedo come si possa fare per mandare dei controlli a tale studio,visto la scarsità e negligenza dei gestori,si tratta di luogo dove vengono anche minori,il locale è iscritto sotto “circolo culturale”grzie per qualsiai risposta

  223. comitato tecnico on agosto 2010 at 12:43 pm

    Per la parte antincendio si può chiedere un controllo ai VVF, per quella igienica alla ASL.

    La Segreteria tecnica

  224. redazione tecnica on settembre 2010 at 9:12 am

    In questo caso si rende secondo noi prima di tutto necessario valutare possibili alternative e la possibilità di realizzare uscite di sicurezza con porte di tipo ordinario (maniglione e apertura nel senso dell’esodo) a fianco ai vani serviti da rulli rotolanti verso l’alto, riportando la situazione, se possibile con sforzi accettabili, a soluzioni facilmente accettate. Se però la tipologia di lavorazione suggerisce o impone la soluzione con rulli questa ipotesi potrebbe essere sottoposta all’approvazione del locale Comando VVF sotto forma di esame progetto, evidenziando il perchè della scelta di infisso e le soluzioni adottate come sicurezza alternativa (sistemi di sicurezza passiva, ecc. indicati aggiungendo anche la parte di istruzione al personale in caso di emergenza e di manutenzione nel tempo.
    In molti casi si possono accettare, in deroga, soluzione alternative a quelle standard (alcuni classici esempi sono un reparto di ospedale psichiatrico con persone che potrebbero fuggire, una banca o una prigione)

  225. carmela on settembre 2010 at 2:31 am

    buongiorno,
    sono in procinto di costituire un’associazione sportiva dilettantistica che si occupa di danza e ginnastica in un locale di 130 mq, ingresso lato strada da vetrina. All’interno c’è una seconda uscita che da sul corridoio del condominio con apertura verso l’interno e una terza porta che da su un piccolo terrazzo. L’affollamento previsto è di non più di 30 persone contemporaneamente. Come devo comportarmi per quel che riguarda le uscite di sicurezza? Nessuna delle porte si apre verso l’esterno, anche perchè una da su lato strada e quindi sul marciapiede e l’altra sul corridoio condominiale.Come devo procedere? grazie per l’attenzione

  226. antonello on settembre 2010 at 1:26 am

    Buongiorno,
    vorrei sapere se è possibile da parte di un gestore di un impianto sportivo, decidere la chiusura temporanea di una delle 3 uscite di emergenza, a causa dell’allestimento di una parete di arrampicata davani proprio un’uscita..
    Per temporaneo intendo 3 mesi, l’utenza dell’impianto durante le attività più seguite non supera ,mai le 30-40 persone..
    grazie

  227. OSTUNI Luciano on settembre 2010 at 2:14 am

    Buon Giorno!!
    Vi sarei grato se poteste fornirmi indicazioni (disposizioni legislative e/o altro) circa le caratteristiche delle Uscite di Sicurezza del mio garage Condominiale. Detto Garage è posto al piano seminterrato di stabile a 3 e 4 piani fuori terra dove sono parcheggiate n° 9 Autovetture di cui 7 facenti parte della Scala A e 2 della Scala B. I Portoni a piano terra di accesso alle 2 Scale sono distinti e lontani tra loro. Il Garage stesso prevede un Cancello scorrevole con la rampa di accesso (dotato di sistema radio comandato a distanza) nonchè di 2 porte tagliafuoco di accesso ai pianerottoli interrati delle Scale condominiali dai quali, tramite 2 rampe di gradini, si accede al Portone e quindi all’aperto. Più esattamente gradirei conoscere se le caratteristiche delle porte tagliafuoco di accesso ai vani scala sono conformi e se rispondono ai requisiti delle “Uscite di Sicurezza” e/o altro eventuale.
    Grazie infinite !!!

  228. comitato tecnico on settembre 2010 at 2:15 am

    Le misure di sicurezza, stabilite dal DM 1-2-1986, variano in funzione del nuemro di posti auto dell’autorimessa. Nel caso specifico, dato che sembrerebbe trattarsi di un’autorimessa piccola, le poche misure previste sono facilmente leggibili al titolo 2. – AUTORIMESSE AVENTI CAPACITA’ DI PARCAMENTO NON SUPERIORE A NOVE AUTOVEICOLI.

    La Segreteria tecnica

  229. Anonimo on settembre 2010 at 2:59 am

    Buongiorno,
    mi sto occupando del progetto di ristrutturazione del piano terra di un edificio residenziale. Si tratta di una galleria simile alla galleria vittorio emanuele di milano ma su scala ridotta: attraverso la galleria si accedeva ai negozi, agli appartamenti e agli uffici. Oggi i locali sono stati acquistati da due soli proprietari, i negozi sono stati ridotti a due, le vetrine e gli accessi verso l interno della galleria sono stati chiusi lasciando solo le uscite di sicurezza.Queste ultime sono state realizzate senza chiedere un parere ai condomini. Ai negozi adesso si accede solo dall esterno. Due grandi portali danno accesso alla galleria su due diversi lati del blocco e il passaggio viene chiuso durante la notte con dei cancelli a baionetta che scompaiono nel pavimento. Adesso i condomini, per motivi di sicurezza, vogliono chiudere la galleria con degli infissi in vetro a tutta altezza le cui porte si apriranno con un meccanismo scorrevole automatico.
    I miei dubbi sono:
    1_è possibile chiudere ermeticamente la galleria considerando che è uno spazio a doppia altezza con mezzanino di circa 300mq?
    2_è necessario che ci siano delle porte antipanico inglobate nell infisso? (ci sono circa 30 immobili fra uffici e residenze, ci sono due corpi scala a una distanza di circa 10 mt dalla posizione prevista per i due nuovi infissi)
    Grazie in anticipo

  230. Anonimo on settembre 2010 at 5:57 am

    buon giorno
    lavoro in ospedale presso la portineria,
    volevo sapere se un uscita di sicurezza puo essere dotata di eventale sirena con allarme acustico, visto questa usata (non ostante vari cartelli di divieto) come uscita di servizio.
    Specifico che un allarme acustico e gia situato presso la portineria.

  231. comitato tecnico on settembre 2010 at 10:29 am

    Non ci sono divieti per questo tipo di installazione, l’importante è che l’uscita sia sempre utilizzabile.

    La Segreteria tecnica

  232. Sandra Morgana on settembre 2010 at 12:16 pm

    Boungiorno e complimenti per la Vostra solerzia ed efficienza, sono in procinto di acquistare una Tabaccheria/Edicola Super/Enalotto con un notevole passagio di clienti. Gradirei sapere se esistono e quali sono le norme di sicurezza ed antindendio a cui mi devo attenere.
    Nel caso specifico se esiste l’obbligo di una uscita di sicurezza con antipanico nel retro del negozio stesso.

    Grazie

  233. Stefano on settembre 2010 at 3:43 am

    Buongiorno, volevo chiedere se sono a norma le porte girevoli sulla uscite di sicurezza nel caso di edifici pubblici (scuole, università,…) con un alto indice di affollamento.
    Ringrazio.

  234. comitato tecnico on settembre 2010 at 10:49 am

    se la superficie è inferiore a 400 m2 non esistono norme, deve valutare il rischio e scegliere le misure di sicurezza più idonee.

    La Segreteria tecnica

  235. Marco GALLI on settembre 2010 at 9:13 am

    Buongiorno, devo realizzare delle portefinestre in legno con apertura verso l’esterno dotate di maniglione antipanico, alcune sono a un’anta, mentre altre a due ante. I locali di destinazione sono a uso Ristorante e Sala Degustazione.
    Il pavimento interno, la soglia e il pavimento esterno sono tutti allo stesso livello e viste le condizioni climatiche della zona, pensavo di realizzare le portefinestre con battuta inferiore su traverso in alluminio normalmente utilizzato per i serramenti. L’altezza del traverso è di 2,5, ci sono limiti da rispettare?
    Grazie in anticipo e complimenti.

  236. comitato tecnico on settembre 2010 at 9:16 am

    Sul tema dei ristoranti consigliamo di leggere un testo in vendita su internet, che tratta in modo adeguato i diversi problemi relativi alle uscite di sicurezza. Nel caso specifico, pensiamo che l’ostacolo di 2,5 cm sia compatibile con l’esodo di persone disabili (DM 236/1989 – 8.1.2 Pavimenti: Qualora i pavimenti presentino un dislivello, questo non deve superare i 2,5 cm. Ove siano prescritte pavimentazioni antisdrucciolevoli, valgono le prescrizioni di cui al successivo punto 8.2.2.)

    La Segreteria tecnica

  237. Stefano on ottobre 2010 at 12:48 am

    Buongiorno,
    vorrei sapere se posso utilizzare le uscite di emergenza per portare all’interno di un supermercato le merci. Chiedo, inoltre, se è sicuro utilizzare per tale operazione dei carrelli spinti da personale autorizzato.
    Ringrazio e saluto cordilmente.

  238. comitato tecnico on ottobre 2010 at 12:50 am

    Secondo noi di massima questa operazione non è vietata, purchè non comprometta mai la percorribilità dell’uscita.

    La Segreteria tecnica

  239. g.lodato on ottobre 2010 at 3:01 am

    Buongiorno e complimenti volevo avere se possibile una risposta a questo problema
    davanti al nostro portone d’ingresso a circa 1.5 mt vi e’ un’uscita di sicurezza a raso del cortile questa era il vecchio locale caldaia .
    ora noi vorremmo sapere se il magazzino e obbligato ha mettere in sicurezza la griglia di uscita e se si in che modo.
    premetto che e stato richiesto un passo carrabile da un condomino di un’altro condominio attiguo e questo passera’ sopra la griglia o a circa 30 centimetri
    Grazie

    Grazie

  240. anellina on ottobre 2010 at 7:40 am

    Nella scuola di mio nipote le porte di uscita di sicurezza sono chiuse con catena e lucchetto per ordine del dirigente che ha motivato la sua decisione dicendo che lo faceva per motivi di sicurezza. Ora io davvero non capisco! Mi può spiegare come possono conciliarsi le due cose?

  241. comitato tecnico on ottobre 2010 at 7:41 am

    Se una uscita è classificata come uscita di sicurezza non può essere bloccata durante le ore di utilizzo del locale. La questione potrebbe essere segnalata ai VVF.

    La Segreteria tecnica

  242. carlo on ottobre 2010 at 5:02 am

    salve. quali caratteristiche devono avere le uscite (numero di uscite? maniglione a spinta si/no? porte rei tagliafuoco si/no? larghezza delle porte?) di un locale per essere adibito a refettorio in una scuola di tipo 0, di tipo 1, con e senza annessa cucina? inoltre per dimensione della porta si intende la larghezza utile o quella del telaio? grazie molte.

  243. Bruno on ottobre 2010 at 3:59 am

    Buongiorno lavoro in un container adibito a sala controllo in un azienda chimica classificata ad alto rischio.
    tale “ufficio” ha 2 ingressi alle estremità e una porta in mezzo che lo suddivide.
    durante il turno notturno e nei festivi vengono chiuse a chiave due porte quella interna ed una delle due di accesso escludendo di fatto un uscita di sicurezza.
    volevo sapere se questo viola la normativa.
    se possibile vorrei sapere dove posso trovare le norme che regolamentano gli uffici operativi.
    grazie mille

  244. Chiara Pernici on ottobre 2010 at 6:07 am

    Buongiorno,
    faccio parte di un’agenzia immobiliare, siamo in 2 persone in un locale di 25 mq in affitto con contratto di locazione stipulato a Gennaio 2009.
    La mia domanda riguarda l’apertura della porta: per motivi di sicurezza, si può chiedere la sostituzione della vetrina intera del locale per modificare l’apertura della porta verso l’esterno?
    Si può richiedere al proprietario del negozio di adeguarsi alle normative sulla sicurezza?
    Grazie anticipatamente.

  245. comitato tecnico on ottobre 2010 at 6:08 am

    Dato che per locali di questo tipo non esistono norme, data la superficie del locale ed il tipo di utilizzo ci sembra difficile chiedere la realizzazione di una misura prevista per i luoghi con affollamento superiore a 25 persone.

    La Segreteria tecnica

  246. miriam on ottobre 2010 at 6:24 am

    Buona sera,avrei bisogno di una delucidazione.In un esercizio pubblico con un utenza al di sotto delle 100 persone(pertanto non soggetto al CPI) è d obbligo che la porta si apra verso l esterno?
    Grazie per l attenzione.

  247. comitato tecnico on ottobre 2010 at 6:25 am

    Secondo noi serve l’apertura verso l’esterno se la capienza è intorno ai 100 posti.
    Anche se non esistono norme, deve svolgere una valutazione dei rischi ed utilizzare un criterio di valutazione, come ad esempio il Dm 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  248. gaia on ottobre 2010 at 4:32 am

    vorrei esporle il mio dubbio:
    nell’aula dove seguo le lezioni universitarie (tipica aula universitaria) ci sono in cima a tutti gli scalini due porte una alla sinistra e una alla destra, sono identiche entrambe con le maniglie tipiche delle uscite di sicurezza.
    La porta di sinistra, una volta aperta ha un metro di spazio prima di svoltare a destra. Una volta svoltato a destra si trovano 2 scalini. questo breve percorso (in tutto saranno 3 metri massimo) è contornato da una ringhiera.
    La porta di destra, una volta aperta ha un breve corridoio di 4 metri e 4 rampe di scale (in tutto saranno 40 scalini) poi un altro corridoio e due porte di vetro.
    il mio dubbio è: Come mai nelle istruzioni di evacuazione l’ uscita consigliata è quella più lunga (uscita di destra) nonostante l’ area di ritrovo sia esattamente di fronte all’uscita di sinistra?
    grazie

  249. Giuseppe - foggia on ottobre 2010 at 3:14 am

    Mi trovo come Direttore dei lavori, ad eseguire delle lavorazioni per un anfiteatro all’aperto con richiesta di parere approvato: Nella pratica di richiesta di parere dei VV.FF. è stato inserito che le porte dell’uscita di sicurezza siano dotati di dispositivo a barra. Le porte prima descritte, rappresnatano però anche le porte di ingresso dell’anfieatro all’aperto: se la committenza dichiara di presidiare le porte con personale, continua l’obbligo delle barre di comando sulle porte?
    grazie

  250. comitato tecnico on ottobre 2010 at 3:15 am

    La questione dovrebbe essere discussa con i VVF, anche se secondo noi la prescrizione sembra non derogabile.

    La Segreteria tecnica

  251. walter on ottobre 2010 at 5:18 am

    una officina meccanica necessita di uscita di sicurezza richiesta dai VVFF sul lato posteriore dell’edificio.
    l’edificio posteriormente affaccia su una strada privata ( ma aperta all’accesso di auto e pedoni senza barriera alcuna ) di un condominio di villette a schiera.
    i condomini affermano che essendo proprietà privata loro, senza il loro consenso ( che non hanno intenzione di rilasciare ) non è possibile avere accesso di sicurezza su quella strada. l’immobile è completamente circondato da abitazioni ( le villette del complesso sopra citato ) ed altra uscita sarebbe solo nei loro giardini privati.
    non esiste una norma specifica che obbliga di permettere l’apertura di uscite di sicurezza anche su terreni altrui se non ci sono altrenative ? tanto più che si tratta di strada aperta al passaggio di auto ecc.
    grazie per una risposta con riferimenti normativi precisi
    walter

  252. comitato tecnico on ottobre 2010 at 5:20 am

    Purtroppo è una questione da codice civile più che di prevenzione incendi.

    La Segreteria tecnica

  253. Maurizio DG on ottobre 2010 at 6:31 am

    Ho un autorimessa condominiale con 20 posti auto. Deve essere adeguata alle norme VVF e stiamo lavorando in tal senso.
    Abbiamo un solo ingresso con porta basculante, all’interno della quale vogliamo mettere anche una porta pedonale con uscita antipanico.
    All’uscita c’è subito una salita e quindi utilizzare porta da 120cm crea problemi (urta sulla salita). Vorrei capire se posso mettere anche una porta leggermente più piccola (90-100cm), per evitare gradini pericolosi per le auto.
    Ci sono deroghe in tal senso su edifici costruiti prima di tali regole?

    grazie

  254. Simone on ottobre 2010 at 2:16 am

    Buongiorno,
    siamo titolari di una discoteca con tre uscite di sicurezza.
    Sono stati fatti dei lavori di adeguamento al locale con i vari spogliatoi, bagno handicappati 2 montascale ecc.
    In questi giorni si deve riunire la commissione comunale per verificare gli stessi e decidere sulla capienza del locale,
    c’è qualche norma a riguardo? va in base ai m2 disponibili? Alle uscite di sicurezza? Grazie

  255. chiara on ottobre 2010 at 2:24 am

    Buongiorno,
    mi occupo della progettazione di capannoni industriali con superficie superiore o uguale ai 1000 mq, come devo comportarmi con le U.S. , ed in particolare vorrei sapere se è corretto posizionare le U.S. ogni 30 mt lungo il perimetro dello stesso ed in misura di 1 ogni 5 lavoratori presenti all’interno dello stesso. Preciso, inoltre, che si tratta di capannoni per lo più utilizzatoi come luoghi di lavoro, con tipologie di lavorazione varia, ma in ogni caso lavorazioni considerate a basso/medio rischio d’incendio.
    grazie

  256. comitato tecnico on ottobre 2010 at 2:25 am

    Sicuramente le misure previste sono adeguate, forse anche troppo cautelative se all’interno dell’edificio non si svolgono lavorazioni pericolose.

    La Segreteria tecnica

  257. Anna Mancuso on ottobre 2010 at 11:30 am

    Il comune ha ristrutturato un immobile di due piani con scala interna sul lato scivolo, prevedendo una sola uscita di sicurezza antincendio a piano terreno su scivolo carraio privato avente pendenza del 24%.
    Minaccia di esproprio il proprietario ove non si addivenga a concordato d’uso.
    Si precisa che sul lato opposto allo scivolo esiste strada di accesso all’immobile comunale priva di pendenza. Grazie

  258. lisa on ottobre 2010 at 12:41 am

    Sto progettando un piccolo locale (inferiore a 30mq) adibito a reception e centro visite di un parco aperto al pubblico. Vorrei sapere se una uscita di sicurezza di 130cm è sufficiente e può essere assicurata mediante una portafinestra a doppio battente apribile verso l’esterno con ciascuna anta di larghezza utile 65cm.

  259. Anna Mancuso on ottobre 2010 at 8:37 am

    Chiedo di sapere se e consentito realizzare una uscita di sicurezza di un edificio pubblico sopra uno scivolo carraio privato con pendenza del 24%.
    Grazie.

  260. claudia on novembre 2010 at 4:51 am

    buongiorno,
    vorrei un’informazione: dobbiamo ristrutturare un capannone di circa 1600 m2 attualmente adibito a uffici e attività di produzione nel settore medicale.
    la struttura è su due piani al piano terra dovremmo ricavare lo spazio per un laboratorio di analisi chimiche e microbiologiche, il laboratorio sarà frequentato da 6-10 addetti vorrei le seguenti delucidazioni: l’area adibita a laboratorio può avere un solo accesso/uscita? può essere delimitata su 2 lati da un magazzino (stoccaggio materiali vari compreso imballaggi: cartone, imballaggi plastici); le stanze adibite a laboratorio chimico/microbiologico possono sussistere anche in assenza di areazione/luce naturale (non avrebbero aperture sull’esterno).
    Sono abbastanza dubbiosa perchè nei locali laboratorio devono essere utilizzati anche solventi infiammabili e gas (sia infiammabili che tossici).
    grazie mille e complimentie per il bel servizio che ci state dando

  261. Rossella on novembre 2010 at 6:00 am

    Salve,
    avrei un quesito da porre.
    Parliamo di una clinica veterinaria in cui si lavora anche di notte. Il questito è questo: la segnaletica relativa alle vie e alle uscite di emergenza deve essere obbligatoriamente luminosa oppure, in presenza di un gruppo elettrogeno che garantisce comunque la presenza di luce e quindi la visibilità dei cartelli, è possibile utilizzare la segnaletica tradizionale?
    Grazie per l’ottimo servizio.

  262. giovanni on novembre 2010 at 11:10 am

    io ho un esercizio commerciale (arredamenti) di 35 mq divisi su due piani, il piano superiore comunica con quello inferiore tramite una porta condominiale. L’altro condomino ha aperto un super mercato e deve aprire una uscita di sicurezza su questa scala comune. Lo può fare? visto che già esiste un esercizio commerciale che comunica con la stessa scala?

  263. comitato tecnico on novembre 2010 at 11:59 am

    L’utilizzo comune della scala rende questo problema simile a quelli di un condominio, in cui la sicurezza delle parti comuni è responsabilità dell’amministratore. Se le vie di esodo non sono adeguate alle necessità delle singole attività, peraltro, queste devono limitare il proprio affollamento.

    La Segreteria tecnica

  264. Antonio on novembre 2010 at 10:18 am

    Complimentandomi per la chiarezza e il lavoro che svolgete, voerrei anchio … approfittare e chiedere il seguente quesito:
    - un cliente vuole aprire una sala giochi disposta al piano terreno avente una superficie di sala di circa 45 mq con capienza inferiore a 100 persone, quindi non soggetto a CPI.
    Il locale deve obbligatoriamente essere dotato di uscita di sicurezza?
    Nel locale ho un unico accesso largo 100 cm ma che non è una uscita di sicurezza. Tale porta non accede ad un luogo sicuro (accede ad una strada).
    Il comune richiede una relazione tecnica laddove viene specificato la capienza del locale in funzione delle uscite di sicurezza, della superficie del locale e del numero e tipo dei giochi.
    Come calcolo la capienza di un locale data una uscita di sicurezza?
    Ho fatto troppe domande…. Distinti saluti e grazie

  265. comitato tecnico on novembre 2010 at 10:20 am

    Non esistendo una norma per questi locali deve essere svolta una valutazione dei rischi, applicando ad esempio i criteri del dm 10 marzo 1998. Per quanto riguarda la capienza, questa dipende dal numero di uscite ma non ci sembra esistano norme che stabiliscono l’affollamento per questo tipo di locale.

    La Segreteria tecnica

  266. marco on novembre 2010 at 12:53 pm

    salve,
    spero di essere il più preciso possibile nella mia descrizione, allora ho un terreno di 3500mq con un unico grande cancello largo 3 mt come entrata dove alla destra di questo vi è una piccola casa e sulla sinistra di questo un ex campetto di tennis che vorrei adibire ad un locale per effettuare concerti live ricoperto soltanto da un tendone. la mia domanda è basterebbe come unica uscita di sicurezza il grande cancello oltre alle uscite del tendone?
    grazie dell attenzione

  267. comitato tecnico on novembre 2010 at 12:54 pm

    Si dovrebbe verificare la planimetria, non è possibile rispondere con questo tipo di descrizione.

    La Segreteria tecnica

  268. Roberto on novembre 2010 at 1:08 pm

    Complimenti per il servizio offerto dal Vs sito;
    vorrei conoscere quali argomentazioni tecniche siano utilizzabili dal corpo docente ( di cui faccio parte)e dal Dirigente Scolastico in un Istituto pubblico (scuola media superiore) per impedire agli alunni di utilizzare le uscite di sicurezza poste al piano primo dell’edificio scolastico per fumare durante l’orario di lezione data la vera o presunta impossibilità durante le attività di bloccare le uscite;
    per effetto dell’uso continuo ed a volte non corretto i maniglioni già risentono dell’usura e potrebbero bloccarsi ed inoltre sulla scala esterna a volte sono presenti più di 10 ragazzi! dato che vi sono minorenni è obbligatorio il sistema di allarme? la manutenzione delle aperture potrebbe sarebbe un ulteriore deterrente? ( DM 26.08.92 e DM 03.11.04 ?)
    Un grazie anticipato.

  269. comitato tecnico on novembre 2010 at 1:09 pm

    Di solito l’uso delle uscite di sicurezza dovrebbe essere incoraggiato.
    Nel caso specifico, però, se non è possibile per qualche motivo allarmare le porte, si può prendere in considerazione il divieto di usare queste porte se non per condizioni di emergenza proprio perchè l’uso improprio ne compromette la funzionalità e, quindi, diminuisce il livello di sicurezza.

    La Segreteria tecnica

  270. Giovanni Castelli on novembre 2010 at 9:37 am

    In una esposizione attigua a una falegnameria (rispetto alla quale è compartimentata) l’uscita di sicurezza, che coincide con la porta di ingresso dall’esterno, è costituita da una porta con apertura contraria al senso dell’esodo. Poichè la presenza massima di persone prevista non supera le 10 unità chiedo se il senso di apertura dell’anta è regolare visto che il punto 3.9 del DM 10 marzo 1998 recita: “In ogni caso l’apertura nel verso dell’esodo è obbligatoria quando: a) l’area servita ha un affollamento superiore a 50 persone;” lasciando a mio parere intendere che quando è inferiore a 50 può essere aperta anche in senso opposto a quello dell’esodo.
    Chiedo alla vs. cortese attenzione se la mia interpretazione è corretta.
    Ringrazio per la risposta che mi potrete dare.

  271. comitato tecnico on novembre 2010 at 9:37 am

    Secondo noi la norma è molto chiara al riguardo e non lascia margine di interpretazione sul fatto che l’apertura verso l’esterno è obbligatoria solo nei casi di maggiore rischio per affollamento, cioè quando ci sono più di 50 persone.

    La Segreteria tecnica

  272. alessio on novembre 2010 at 6:31 am

    Buongiorno,volevo chiedervi un ‘informazione.Sto per rile vare un night club ad un piano interrato con licenza di pubblico spettacolo e capienza max di 50 persone,la seconda uscita di sicurezza pero’ da sfogo nelle scale del condominio soprastante , puo’ essere a norma?
    Grazie.

  273. comitato tecnico on novembre 2010 at 6:32 am

    Dipende dalla completa disponibilità delle scale condominiali ai fini dell’esodo.
    Di solito le uscite di sicurezza dovrebbero essere a disposizione della sola attività.

    La Segreteria tecnica

  274. Roberto on novembre 2010 at 9:01 am

    Complimenti per il sito che trovo ottimo e interessante per la risoluzione di molti quesiti.
    Vorrei chiedervi un informazione in merito all’altezza delle uscite di emergenza.
    Sia il D.Lgs. 626/94 che il D.Lgs. 81/08 prevedono che l’altezza minima delle uscite di emergenza sia non inferiore a 2,0 m.
    Per questo valore minimo è prevista la tolleranza del D.M. 30/11/83 del 5% ottenendo delle altezze di 1.9 m.

  275. chistoni germana on novembre 2010 at 12:57 am

    Buongiorno, vorrei un’informazione. A chi compete la responsabilità del ripristino del buon funzionamento delle porte antipanico dopo che il delegato sindacale, su segnalazione dei lavoratori, ha informato il direttore di fabbrica di una errata manutenzione delle stesse? Cordiali saluti

  276. Marvi on novembre 2010 at 7:05 am

    L’impresa per cui lavoro sta realizzando un fabbricato con destinazione supermercato con vendita all’ingrosso di superficie superiore ai 400 mq. Abbiamo previsto delle uscite di sicurezza con larghezza 120cm. La larghezza di 120 cm è rispettata a foro netto porta. La mia domanda è i 120cm sono da misurare con porta aperta a 90° e compreso il maniglione antipanico? La normativa non sembra chiara al riguardo e se effettivamente fosse così noi non rientreremo neanche con la deroga del 5%.Grazie

  277. Paolo on novembre 2010 at 9:03 am

    Buongiorno,

    devo realizzare un uscita di sicurezza con un serramento in alluminio, vetri 5+5.1 e maniglione ntipanico a leva con un punto di chiusura.
    il cliente chiede opportuna documentazone di conformità.
    quali documenti devo fornire?

  278. LF on dicembre 2010 at 9:23 am

    Secondo la norma EN 14351-1 le porte sulle vie di fuga, hanno l’obbligo di marcatura CE con sistema di attestazione 1 che prevede di avere oltre ai certificati di prova ITT (per le caratteristiche obbligatorie) anche la verifica dell’FPC da parte di un organismo notificato.

    Non è più quindi sufficiente la sola installazione sulla porta di un dispositivo di apertura realizzato secondo EN 179 o EN1125.

    Inoltre, anche le cernere devono essere marcate CE

    I documenti da consegnare al suo cliente sono quindi l’etichetta CE e la “dichiarazione CE di conformità” entrambi riportanti il numero del “certificato di conformità” emesso da un organismo notificato.

    Il consiglio è quello di rivolgersi al gammista che le fornisce i materiali, alcuni sono già organizzati per gestire il processo di certificazione.

  279. gaetano on dicembre 2010 at 11:59 am

    Salve, vorrei porre 2 quesiti :
    - In una scuola elementare distribuita tra piano terra e primo, nel calcolo della lunghezza delle vie di uscita è corretto considerare anche gli sviluppi lineari delle scale interne ancorché di tipo non protette?
    - per numero di uscite ai piani devono intendersi quelli diretti esclusivamente verso spazi esterni o per essi vanno considerate anche quelli delle scale che portano al piano inferiore ?

  280. Stefano Lombardi on dicembre 2010 at 3:22 am

    Buongiorno
    avrei bisogno di sapere, per un locale commerciale di circa 180 mq, quante uscite di emergenza devo considerare.

    Grazie

  281. comitato tecnico on dicembre 2010 at 3:23 am

    Deve svolgere la valutazione del rischio di incendio. Non esistono norme per tale tipo di locale.

    La Segreteria tecnica

  282. luigi on dicembre 2010 at 4:35 am

    una struttura pubblica sanitaria, che ospita mamme e neonati, con circa 30 dipendenti. come si può calcolare se occorre la seconda uscita?

  283. Clara23 on dicembre 2010 at 5:55 am

    Salve

    in un condominio con le seguenti carettistiche:

    * costruzione del ’67
    * 7 piani
    * uscita principale (a mezzo apertura elettrica) a livello strada
    * uscita secondaria sul cortile con box a cielo aperto – nel dettaglio:
    -ascensore di servizio allo stesso piano
    -una porta scorrevole di ferro divide il corridoio in corridoio sbarco ascensore/scale e corrioio vs uscita cortile
    -cortile delimitato da cancello con chiusura elettrica
    - dislivello del cortile dal piano strada di circa 1 metro sotto.

    esistono degli obblighi di legge da rispettare in merito all’uscita secondaria che da sul cortile ?

    Grazie in anticipo

    Cordiali saluti

  284. Christian on dicembre 2010 at 6:54 am

    Buona sera,
    a seguito di delibera assembleare è stata autorizzata l’apertura di una porta (esistente ma chiusa in passato) che consente l’accesso diretto dalle scale condominiali al BOX sottostante. La porta non si configura, in base alle certificazioni di legge, come uscita di sicurezza dei box (non potrebbe essere diversamente). L’amministratore ha presentato in assemblea un progetto che prevede:
    - l’installazione di 2 porte tagliafuoco in modo che creino uno spazio isolante al proprio interno.
    - l’installazione di un sistema di aspirazione elettronico a sensori da installare tra le 2 porte che deve attivarsi in caso di incendio, del costo di 4800 euro. La mia domanda è la seguente: è previsto dalla legge che per una porta di questo tipo si debba installare questo apparato? Qual’è la normativa di riferimento? Grazie

  285. Alberto Randazzo on dicembre 2010 at 1:58 am

    Sono un insegnante di scuola media superiore
    Ieri entrando in una delle aule al piano terra, per svolgere la mia lezione, mi accorgo che tutte le porte di uscita erano state bloccate con catene e lucchetti dal personale non docente, sicuramente su disposizione del Dirigente Scolastico per evitare l’afflusso in classe ai ragazzi in ritardo.
    Ho immediatamente chiesto in segreteria che fossero tolte catene e lucchetti perchè avrebbero impedito in caso di necessità “terremoto, incendio o altra calamità” il regolare deflusso dei miei alunni verso zone di sicurezza.
    Mi chiedo:
    - ho sbagliato io ad essere preso dal panico al semplice pensiero del potersi avverare una simile situazione?
    - è corretto bloccare le vie di fuga in una scuola dove al piano sono situate 4 classi con non meno di 100 alunni?

  286. comitato tecnico on dicembre 2010 at 1:59 am

    Se un edificio è dotato di uscite di sicurezza, queste durante le ore di attività dovrebbero essere utilizzabili senza nessun ostacolo, per cui l’osservazione ci sembra corretta.
    Rimane il problema dell’uso scorretto di tali uscite, che dovrebbe essere affrontato con sistemi quali allarmi alle porte o videosorveglianza. Questi sistemi, però, presuppongono fondi non sempre disponibili.

    La Segreteria tecnica

  287. titti on dicembre 2010 at 11:21 am

    scusate se una scuola non ha uscite di emergenza,può essere chiusa se si fa una denuncia???? cioè è obbligatoria un uscita di emergenza veroo??? e un’altra domanda se mi sapete rispondere,in un contratto scolastico,se vorrei smettere di andare a scuola,mio padre deve perforza pagare!!e se non paga??nn c è un modo x togliere il contratto??

  288. comitato tecnico on dicembre 2010 at 11:42 am

    Premettiamo che andare a scuola aiuta a scrivere meglio, cosa che non fa mai male.
    Detto questo, se si hanno dei dubbi sulla sicurezza di una scuola si può inviare una comunicazione ai Vigili del Fuoco, spiegando i motivi per cui si ritiene che ci siano problemi di sicurezza nell’edificio.
    Per quanto riguarda il contratto, infine, non sapremmo cosa rispondere, dato che ci limitiamo a spiegare alcuni aspetti della sicurezza antincendio.

    La Segreteria tecnica

  289. barbara on dicembre 2010 at 5:27 am

    Buongiorno,
    su di una porta antincendio che dà su un pianerottolo è da considerare attivo l’ingombro del raggio di apertura dell’anta stessa in riduzione del passaggio della via di esodo? In pratica quando la porta si apre interseca brevemente, durante l’apertura, ed in parte l’ideale spazio di cm 120 della via di esodo della scala. Questa riduzione (solo temporanea durante l’apertura) è ammissibile oppure occorre cercare una alternativa allontanando la porta da pianerottolo stesso ma che nel mio caso porterebbe al restringimento del corridoio che corre in modo perpendicolare al pianerottolo? Grazie.

  290. Antonio on dicembre 2010 at 7:02 am

    Buona sera a Tutti Voi, in una area recintata su tre lati di circa 300 mq., con cancello scorrevole di entrata\uscita, vi è una uscita di sicurezza di un ristorante ubicato nella struttura esistente.
    Vi chiedo: dovendo usare l’area per esposizione, attenendomi agli orari di apertura e chiusura attività ( è un centro commerciale tipo Ipercoop) a quali norme devo attenermi per evitare contenziosi inerenti quella uscita di sicurezza. Avrò problemi ? Non vorrei trovarmi disposizioni di chiusura o altro. Cosa mi consigliate ? Vi ringrazio e Cordialmente Vi saluto.

  291. Fabio on dicembre 2010 at 3:01 am

    Buongiorno,
    Si tratta di un ambulatorio medico di 130 mq in costruzione, sito al piano terra di un condominio, con ingresso direttamente dalla villetta prospiciente. Il cancelletto della villetta verrebbe tenuto aperto durante l’orario di lavoro quindi suppongo non sia necessario un maniglione o altro dispositivo.
    La porta d’ingresso è invece una porta finestra in alluminio e vetro con maniglia normale e apertura verso l’interno. Sono previsti due dipendenti oltre al titolare e un picco di accessi di circa 10 utenti. Dobbiamo sostituire la porta con altra ad apertura verso l’esterno e maniglione antipamico ? Grazie

  292. comitato tecnico on dicembre 2010 at 3:02 am

    Le norme sui maniglioni antipanico li rendono obbligatori solo per le attività più pericolose e quindi non per gli studi medici.
    Nei casi come il vostro il datore di lavoro deve svolgere la valutazione dei rischi e stabilire quali misure sono necessarie. Da quello che ha scritto, comunque, la situazione sembrerebbe adeguata alle necessità.

    La Segreteria tecnica

  293. Antonio on dicembre 2010 at 5:25 am

    Salve!
    Vorrei sapere se un ristorante sito in un centro storico, con 70 posti a sedere necessita di un’uscita di sicurezza.

    Se nello stesso vengono organizzati saltuariamente piccoli eventi tipo “concertini da ascolto” l’uscita di sicurezza è necessaria?

    Grazie e a presto!

  294. Sara on gennaio 2011 at 7:51 am

    Salve, vorrei un chiarimento circa la dislocazione delle porte antincendio all’interno di un bar. La struttura è di circa 150 metri quadri, vi sono 4 porte a norma. La struttura è composta da 4 stanze tutte comunicanti tra loro con archi molto grandi. Dovrebbero esser fatte delle ristrutturazioni e alla fine dovrebbe rimanere una stanza di circa 20 metri quadri “più isolata”: l’arco sparirebbe e rimarrebbe aperta solo una porta con dimensioni classiche e con ante tipo saloon. Dal punto di vista della sicurezza andiamo a creare qualcosa che non è a norma?

    Grazie

  295. comitato tecnico on gennaio 2011 at 7:56 am

    Per i bar la questione della sicurezza è meno complessa di quella dei ristoranti. Dovrebbe valutare l’affollamento e verificare se le uscite sono idonee per numero e dimensione, ad esempio confrontando con quanto scritto nell’articolo sulla progettazione delle vie di esodo.

    La Segreteria tecnica

  296. Grazia on gennaio 2011 at 1:56 pm

    Buonasera,

    vorrei affittare un negozio a Milano di 35 mq. per attività di tatuaggi , ho solo un’entrata dalla vetrina larga 3.50 mt, un bagno e dovro’ creare un antibagno. E’ necessario una doppia uscita? Grazie

  297. comitato tecnico on gennaio 2011 at 1:57 pm

    Dipende dal numero massimo di persone. Servono due uscite se pensa che nel negozio possano essere presenti più di 50 persone.

    La Segreteria tecnica

  298. umberto on gennaio 2011 at 6:13 am

    buona sera
    volevo sapere se si poteva eliminare una porta antiincendio nel locale spogliatoi , visto che è un luogo dove il personale ci resta per pochiminuti.
    grazie

  299. alessandra on gennaio 2011 at 1:30 am

    Buon Giorno
    avrei un quesito, in magazzino a medio rischio incendio il titolare vuole riconfigurare i percorsi di esodo ricavando un’uscita di emergenza con maniglione antipanico h. 2 mt e larga 1.20 mt in portone a rullo che porta all’esterno su piazzale carico/scarico.
    il titolare mi chiede se la porta di emergenza deve essere REI io direi di no visto che non è finalizzato a generare una zona di interdizione al fumo e fiamma tra due zone segregate o comunque interne e che lo stesso portone è ibn lamierato metallico non REI.

    vorrei Vostro parere.
    grazie

  300. comitato tecnico on gennaio 2011 at 1:31 am

    Non ci sembra intelligente installare una porta REI in un vano che dà all’esterno.
    Tranne casi particolari, infatti, non esplica nessuna funzione di protezione.

    La Segreteria tecnica

  301. Enrico Aleandri on gennaio 2011 at 10:55 am

    Salve, nel nostro istituto superiore abbiamo da sempre avuto delle discussione sul corretto utilizzo delle uscite di emergenza. Mentre leggevo i commenti e le loro relative risposte, stavo quasi per mettere pace alla mia domanda, fino a quando non sono arrivato ad un’ulteriore risposta che mi ha rimesso in crisi. CIT.1: ”
    comitato tecnico on settembre 2009 at 7:00 am

    La ringraziamo per i complimenti.
    A nostro parere l’uso delle porte di emergenza dovrebbe essere favorito anche nel quotidiano per due motivi:
    - si verifica nell’uso giornaliero che sono libere, impedendo che siano ostruite per i motivi più diversi;
    - più le porte di emergenza sono utilizzate, più ne è nota la posizione, limitando il problema principale delle uscite di emergenza che è quello di essere poco conosciute anche dai frequentatori abituali degli edifici.”

    CIT.2: ”
    comitato tecnico on ottobre 2009 at 9:52 am

    Secondo noi è bene che le porte di emergenza che sono anche di accesso siano tenute possibilmente aperte. Quando queste porte hanno una funzione di compartimentazione (e quindi in caso di incendio devono essere chiuse), però, devono essere dotate di elettromagnete di sgancio.
    L’esperienza dimostra, infatti, che le porte perdono la propria funzione di protezione dall’incendio quando sono aperte e chiuse in continuazione, come nel caso di quelle utilizzate per l’accesso.
    La Segreteria tecnica”

    C’è stata una mia interpretazione sbagliata, oppure viene data una direttiva differente nelle due risposte, su lo stesso argomento: “Le porte d’emergenza, possono essere usate nel quotidiano, in maniera indiscriminata? Oppure bisogna preservarne le loro funzione di sicurezza, usandole SOLO IN CASI DI EMERGENZA?”
    Vi sarei grato di una risposta con fonti, almeno se mi dovessi presentare in un eventuale consiglio di istituto non ci andre con solo TANTI BUONI CONSIGLI! Grazie, cordiali saluti Mario!

  302. comitato tecnico on gennaio 2011 at 11:35 am

    Le due cose non si escludono. Il fatto che tutti sappiano dove si trovano le uscite alternative e che sappiano che sono praticabili è importante quanto la loro integrità. Come raggiungere tutti gli scopi dipende dal titolare dell’attività, che deve adottare i provvedimenti più idonei a seconda del tipo di utilizzo.
    Per evitare di portare solo buoni consigli su questi argomenti, le consigliamo di leggersi il DM 10 marzo 1998, che fornisce i criteri a cui si deve attenere ogni datore di lavoro in materia antincendio.

    La Segreteria tecnica

  303. Valeria on gennaio 2011 at 4:28 am

    Ho un quesito da porre:
    Locale di circa 500 mq (28.5 x 15)al primo piano, con scale e ascensore, adibito a formazione professionale, con 2 aule di circa 60 mq cadauna, ed 1 aula da 26 mq, il resto sono 6 uffici e corridoi da 2 metri di larghezza, magazzino, bagni.
    Ho necessità di sapere:
    1)la dimensione e la quantità delle porte delle aule;
    se necessitano di maniglioni antipanico;
    2)dimensione della porta di ingresso e se la stessa necessita di maniglione antipanico;
    3) se è necessaria un ulteriore uscita di sicurezza dal locale, e la dimensione della stessa.

  304. ELISA on gennaio 2011 at 9:13 am

    Buonasera,
    sto cercando di affittare un capannone di 450 mq a un’artigiano che vorrebbe aprire una tipografia. La spesa per le porte antipanico dovranno essere a carico mio o di chi affitta?
    Grazie

  305. fra on gennaio 2011 at 8:04 am

    Buonasera, ho un quesito da porre:è il caso di un ufficio con un dipendente e unica porta di entrata/emergenza larga 71 cm e dotata di apertura verso l’interno.nel momento in cui devo sostituire la porta in quanto troppo stretta e quindi non conforme alla normativa, devo provvedere anche all’apertura della stessa verso l’esterno?preciso però che la porta da su un marciapiede, per cui si rischia nell’aprirla di sbatterla in faccia ad un passante.
    grazie

  306. comitato tecnico on gennaio 2011 at 8:05 am

    Non esiste l’obbligo di apertura verso l’esterno in questo caso, secondo il DM 10 marzo 1998:
    In ogni caso l’apertura nel verso dell’esodo è obbligatoria quando:
    a) l’area servita ha un affollamento superiore a 50 persone;
    b) la porta è situata al piede o vicino al piede di una scala;
    c) la porta serve un’area ad elevato rischio di incendio.

    La Segreteria tecnica

  307. Sacha on gennaio 2011 at 1:37 pm

    Buonasera, vorrei aprire un circolo privato su due piani, livello terra e interrato, con attività di intrattenimento. Entrambi i piani hanno capienza di oltre 100 metri quadrati. Quante uscite di sicurezza deve avere il piano interrato? E’ sufficiente che ci sia un’ampia scala a norma o occorre anche un’uscita per il piano interrato? E qual è la normativa di riferimento, considerato che il decreto ministeriale parla solo di numeri di affollamento, non di piani? Grazie.

  308. comitato tecnico on gennaio 2011 at 1:38 pm

    Secondo noi dovrebbe applicare il decreto sui locali di pubblico spettacolo, almeno per la parte vie di esodo.

    La Segreteria tecnica

  309. Marco on gennaio 2011 at 5:04 am

    Buongiorno
    vorrei avviare un esercizio commerciale per somministrazione di cibi e bevande disposto su due piani (terra e seminterrato, mq totali 160 circa) collegati unicamente da una scala interna.
    L’affollamento massimo è da supporre superiore alle 50 persone.
    Il locale dispone di due porte, entrambe situate al piano terreno.
    Dalla lettura del DM 10/03/98, classificherei la tipologia del locale con un livello di rischio basso.
    In base a queste informazioni, ritenete sia comunque obbligatorio predisporre un’uscita anche a livello del piano seminterrato?

    Grazie in anticipo per la vostra risposta

  310. comitato tecnico on gennaio 2011 at 5:05 am

    Il Dm 10 marzo 1998 fornisce dei criteri. Quello che conta, quando non esiste una norma da applicare, è svolgere la valutazione dei rischi, che può essere elaborata sulla base della situazione dei locali e delle misure di sicurezza che si vogliono installare. Non esiste, quindi, una risposta positiva o negativa a questa domanda, anche se il DM 10 marzo 1998 dovrebbe permettere anche la situazione senza uscita diretta dal piano interrato.

    La Segreteria tecnica

  311. PAOLA on gennaio 2011 at 8:26 am

    I serramenti (non REI) delle uscite di sicurezza devono essere sottoposti a verifiche obbligatorie per le quali va rilasciata dichiarazione o si possono eseguire verifiche in economia con personale interno?
    Grazie

  312. Giuseppe on gennaio 2011 at 9:08 am

    Buonasera, vorrei sapere se è possibile aggiungere a delle normali porte (verso l’esterno con maniglione) utilizzate come uscite d’emergenza, delle saracineche da chiudere durante la notte. Significa che siamo in regola secondo quanto previsto dal comma 1 dell’art. 14 (…consentire una rapida uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall’interno durante il lavoro), ma va bene per il comma 7 dello stesso articolo (…non sono ammesse le porte scorrevoli, le saracinesche a rullo…)? Grazie

  313. comitato tecnico on gennaio 2011 at 9:09 am

    Nelle ore in cui non ci sono lavoratori i locali possono essere chiusi come si preferisce. L’importante è che i locali presentino il sistema di vie di esodo perfettamente praticabili quando è presente anche una sola persona.
    Il DM 10 marzo 1998 al punto 3.9 prevede: “…Il datore di lavoro o persona addetta, deve assicurarsi, all’inizio della giornata lavorativa, che le porte in corrispondenza delle uscite di piano e quelle da utilizzare lungo le vie di esodo non siano chiuse a chiave o, nel caso siano previsti accorgimenti antintrusione, possano essere aperte facilmente ed immediatamente dall’interno senza l’uso di chiavi.”

    La Segreteria tecnica

  314. katia on gennaio 2011 at 5:12 am

    Salve,
    ho dato in affitto un locale al pianoterra di un edificio con 3 proprietari( io sono una dei 3). Il locale è usato come pizzeria al taglio e bar; ora mi è stato chiesto di affittare anche l’interrato (accessibile dalpianoterra con una scala a chiocciola) per poterlo usare come piccolo locale per bere birre o mangiare pizza. Il comune non ha problemi, l’unico ad opporsi è uno dei proprietari dell’edificio perchè non vuole che la porta della cantina (che da quindi sulla scala comune) sia usata come uscita di emerganza. E’ necessario avere il suo nullaosta?

  315. comitato tecnico on gennaio 2011 at 5:13 am

    Il titolare di una attività che prevede una uscita di sicurezza deve essere anche la figura che ne dispone. In caso contrario l’attività dovrebbe essere limitata ogni volta che l’uscita non sia resa disponibile per qualche motivo.

    La Segreteria tecnica

  316. enrico on gennaio 2011 at 9:55 am

    salve devo aprire un negozio di mq 150 e l’ingresso sarà con una porta scorrevole automatica a due ante.
    tra gli optional possibili nella porta mi è stato proposto anche l’apertura antipanico a sfondamento. volevo sapere se in una attività commerciale delle dimensioni sopracitate è obbligatoria la presenza dell’uscita di emergenza.

  317. comitato tecnico on gennaio 2011 at 9:56 am

    Il dispositivo per l’apertura a spinta non è obbligatorio per i negozi inferiori a 400 m2.

    La Segreteria tecnica

  318. Mataei on febbraio 2011 at 3:13 am

    Buon giorno vorrei sapere la porta d’ingresso di un negozio di 20 mq dovrebbe aprire verso esterno (marciapiede pubblico) o va bene anche verso interno.
    grazie

  319. marcello on febbraio 2011 at 4:14 pm

    grazie per la risposta e complimenti per il servizio che ci date.
    ecco il mio quesito,vorrei avviare un nuovo panificio 75mq (divisi fra sotto e sopra) che ha un piano sottointerrato che ovviamente mi giova per la lavorazione del pane ma, che non ha uscite a parte la scala interna che porta alla vendita,(16 scalini)dopo di che 3 metri e si e’ fuori.
    il locale sottointerrato dal punto di vista elettrico e a norma cee .lo posso aprire questo panificio???
    o perche sotto non si puo’fare la porta di sicurezza mi inpediscono di aprirmi questa attivita’.

  320. redazione tecnica on febbraio 2011 at 4:15 pm

    Risulta difficile rispondere con certezza perchè non vengono fornite informazioni sui bruciatori dei forni presenti. Percorsi monodirezionali in attività a medio rischio sono accettabili (ai sensi del DM 10/3/98) almeno fino a 15 mt e, in certe condizioni, anche di misure superiori.

  321. Carlo on febbraio 2011 at 12:21 am

    Buongiorno vorrei avere un vostro parere…
    Ho una casa indipendente tipologia trivano, vorrei affittarla ad una società che la utilizzarebbe per uffici.
    Gli impianti sono a norma, ma in questo caso serve un uscita di emergenza eventualmente segnalata con lampada? Nel caso si può utilizzare il portoncino d’ingresso con la sostituzione del maniglione antipanico?
    Grazie Buona giornata.

  322. redazione tecnica on febbraio 2011 at 12:22 am

    Se gli uffici sono aperti al pubblico e sono presenti più di 9 p persone è necessario installare il maniglione antipanico e disporre di apertura nel senso dell’esodo (DM 3/11/2004).

  323. mauro on febbraio 2011 at 11:47 am

    Salve,gentilmente vorrei sapere se un corridoio di 1,60cm di un teatro che funge anche da via di fuga,può essere occupato da materiale vario fino a ridurlo di circa la metà? quale è la distanza rispetto ad una uscita di sicurezza per cominciare a depositare mobilio vario?e se con punte di 200/250 persone in palcoscenico 3 uscite di sicurezza di 1,20cm sono sufficenti?Grazie .

  324. redazione tecnica on febbraio 2011 at 11:48 am

    Sicuramente in un teatro le uscite di sicurezza devono essere almeno di dimensioni pari a 1.20 mt. Per quanto riguarda le altre richieste è difficile esprimere un giudizio senza una adeguata documentazione grafica che illustri il caso.

  325. massimo on febbraio 2011 at 10:18 am

    Salve,
    sono il gestore di un supermercato e per esigenze momentanee vorrei utilizzare un’uscita di emergenza per effettuare il carico e lo scarico della merce.
    Questo potrebbe provocare , anche se momentaneamente, l’ostruzione parziale (non totalmente) delle uscite di sicurezza a causa della presenza di “pallet” di merce che necessita di essere trasferita nel locale.
    Posso farlo legalmente?
    Grazie.

  326. Medina Davide on febbraio 2011 at 11:37 am

    Buonasera,

    in un edificio adibito a sscuola per l’infanzia privata con meno di 100 persone presenti contemporaneamente, è indinspensabile la luce di emergenza accompagnata dai pittogrammi per indicare le vie di esodo, oppure servono solo i pittogrammi?

  327. Franco on febbraio 2011 at 11:50 am

    Salve,
    vorrei chiedere gentilmente una delucidazione circa l’uscita di sicurezza in un bar.
    Su una superficie di circa 150 mq di locale con 40 posti a sedere è necessario un’uscita di sicurezza con maniglione antipanico?
    E nel caso l’entrata principale del locale (1,80 m) fosse a doppio battente apribile in entrambi i versi (verso l’interno e verso l’esterno) equivarrebbe ad un’uscita di sicurezza?
    Grazie

  328. comitato tecnico on febbraio 2011 at 11:51 am

    Il maniglione antipanico non è obbligatorio in una attività non soggetta ai controlli di prevenzione incendi, come un bar (ovviamente, non è nemmeno vietato).
    Per la dimensione delle uscite, non esistendo norme specifiche, si può solo cercare di applicare le norme generali sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Per tale motivo l’unico riferimento, secondo noi, è il DM 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  329. Raffaele on febbraio 2011 at 6:49 am

    Salve, vorrei chiedere se è possibile vietare l’uso quotidiano di una porta di emergenza. Se si appellandosi a quale normativa?

  330. comitato tecnico on febbraio 2011 at 6:50 am

    Secondo noi vietare l’uso frequente delle uscite di sicurezza potrebbe essere controproducente, ma ovviamente possono esserci anche situazioni nelle quali è bene limitare tale uso. In ogni caso non ci sembra che esistano disposizioni di tale tipo.

    La Segreteria tecnica

  331. Tommaso on febbraio 2011 at 7:44 am

    Buongiorno
    in un circolo privato adibito a scuola di lingue ci sono quattro ambienti (aule) che ospitano 8, 15, 15+15, e 8 alunni. Tra alunni insegnanti e addetti si arriva ad una prenza massima complessiva di 65 persone.
    le mie domande sono:
    1 – le porte delle aule (tutte con meno di 25 persone) devono essere apribili verso l’esterno e con una dimensione minima di 80? (Dlgs 9 Aprile 2008 art. 1.6.3 comma a) devono avere sistema di apertura a spinta (maniglione antipanico) con marcatura CE oppure possono non avere maniglione antipanico?
    2 – le uscite di sicurezza devono essere poste ad una distanza massima di 45m (D.M. 10 marzo 1998 art.3.3 comma c) visto che l’attività non essendo soggetta a prevenzione incendi si può considerare con rischio medio-basso?
    3 – Servono 2 uscite di sicurezza (D.M. 10 marzo 1998 art.3.5) ognuna da minimo 80cm? Devono essere dotate ciascuna di maniglione antipanico UNI 1125?
    Grazie
    Siete molto precisi è il vostro sito è molto utile.

  332. Alfredo on febbraio 2011 at 6:54 am

    Ho un negozio con 2 dipendenti, circa 160 mq, ho redatto DVR ma non ho capito se sono obbligato, estintori a parte, a mettere luci di emergenza e tabella con vie di esodo, anche se il locale è a pianta rettangolare, semplicissimo. Grazie

  333. Riccardo on febbraio 2011 at 3:55 pm

    Salve, ho realizzato due piani di box auto sotto il giardino della mia abitazione. La capacità di ciascun piano è di 20 vetture al massimo. Le rampe di accesso a ciascun piano sono indipendenti ma l’uscita di sicurezza, comune ai due piani, sfocia nel mio giardino. Ho ottenuto il nulla osta dei VVFF, ma su di esso non vi è alcun riferimento alle dimensioni o alle caratteristiche che il luogo sicuro deve avere.
    La domanda è questa: posso recintare una porzione del giardino in modo da garantire il “luogo sicuro” e al contempo evitare che gli utilizzatori dei box “scorrazzino” liberamente nella mia proprietà? In caso affermativo, qual è la superficie minima che il luogo sicuro deve avere, per ciascun potenziale occupante?
    Grazie in anticipo per la cortese attenzione.
    Riccardo

  334. alberto fant on febbraio 2011 at 2:57 am

    Buongiorno,

    volevo sapere se è possibile apporre su maniglioni antipanico
    sigilli di sicurezza in plastica per verificare l’eventuale
    aperture delle stesse anche in orari di apertura al pubblico (supermercati). E se si ch ecaratteristiche devono avere i sigilli per essere a normativa uni1125.
    grazie

  335. redazione tecnica on febbraio 2011 at 2:58 am

    In generale è possibile allarmare le uscite, in modo che una eventuale apertura non collegata ad una situazione incidentale sia rilevabile.

  336. enrico on febbraio 2011 at 8:10 am

    salve
    volevo chiedere se un ufficio di 40 dipendenti dotato di due porte di uscita (larghe 120 cm ciascuna) che danno sullo stesso vano scale sia a norma. Dovranno essere ristrutturate per cui mi chiedevo se fosse necessario trasformarne una (o entrambe?) in uscita di sicurezza modificandone l’apertura nel verso dell’esodo. Nel TU2008 si specifica questa condizione (all.4 art. 1.6.3.b) mentre dal decreto antincendio la condizione nn sembra necessaria. Potreste gentilmente farmi chiarezza?
    Vi ringrazio in anticipo e vi saluto cordialmente

  337. comitato tecnico on febbraio 2011 at 8:11 am

    Secondo noi in questo caso la valutazione del rischio (non esistendo norme) deve essere svolta sulla base del DM 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  338. Marco on febbraio 2011 at 1:55 am

    Salve,

    vorrei avviare un esercizio commerciale per somministrazione di cibi e bevande (assenza di bruciatori a gas) disposto su due livelli (piano terra e seminterrato, mq totali 160 circa) collegati da una scala interna.
    Le uniche 2 porte presenti, sono situate al piano terreno senza possibilità di predisporre altre uscite al livello seminterrato.
    Dalla lettura del DM 10/03/98, non riesco a valutare:
    1. se è obbligatorio predisporre uscite al piano seminterrato.
    2. se c’è un limite al numero massimo di persone che possono affollare il locale seminterrato.

    Vi ringrazio in anticipo per la vostra risposta

  339. Francesco on febbraio 2011 at 12:51 pm

    Buonasera,
    sto progettando un impianto antincendio per un capannone industriale adibito alla lavorazione del legno. I miei dubbi sono due:
    1 – Posso far rientrare questa struttura in un’area di livello II (UNI10779) e quindi evitare di realizzare un’alimentazione di tipo singolo superiore, qualora le caratteristiche (portata e pressione) dell’acquedotto vicino mi consentano di eseguire il collegamento diretto al suddetto acquedotto?
    2 – l’unica apertura che accede direttamente alla strada è una serranda larga 4.8m e alta più di 2 metri; essa può essere considerata come uscita di sicurezza? E’ necessario ad esempio puntualizzare nella relazione che affinchè sia tale (cioè un’uscita di sicurezza), deve rimanere sempre aperta? C’è un altro vano per uscire dalla struttura all’aria aperta; tuttavia, uscendo da questo vano, è necessario seguire un percorso (all’aperto, nell’aria privata della struttura di circa 40m) prima di uscire nella strada pubblica; essa può essere considerata come uscita di sicurezza?
    Ringrazio anticipatamente
    Francesco

  340. Nicolò on febbraio 2011 at 1:53 am

    Buongiorno a tutti. Avendo dimenticato Nome e indirizzo mail riposto il quesito
    nel nostro ufficio per motivi di spazio hanno dovuto ridurre l’archivio presente, dimezzandolo e costruendo nell’altra metà 8 nuovi uffici destinati al personale. dal punto di vista della normativa, autorizzazioni certificazioni è tutto in regola ma il problema nasce da una porta rei posizionata nel corridoio. mi spiego meglio: e’ stato creato un corridoio centrale dove alla sinistra si trovano 8 uffici e a destra si trova l’archivio ben compartimentato con mattoni a norma e due porte rei che permettono l’accesso all’archivio stesso. il problema è che per accedere al corridoio è stata messa una porta rei che però ha un bordo rialzato e che quindi crea intralcio e pericolo alla circolazione nonchè ostacolo per eventuali portatori di handicap. abbiamo chiesto di toglierla/modificarla/sostituirla ma ci è stato risposto che il CPI prevede che li ci sia una porta di quel tipo e quindi la dobbiamo lasciare così com’è. a me sembra una cosa forzata in quanto questo corridoio permette l’accesso non direttamente all’archivio ma a un corridoio di passaggio che permette l’accesso sia agli uffici che all’archivio (già compartimentato da porte rei).
    Grazie in anticipo.

  341. comitato tecnico on febbraio 2011 at 1:54 am

    Il problema esiste perchè una porta REI in effetti di solito presenta un bordo in basso che, però, è in contrasto con le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche (che servono a garantire a tutti un migliore livello di fruizione degli edifici, non solo per le persone con disabilità) e che potrebbe essere considerato anche in sede di valutazione dei rischi.
    In effetti la porta potrebbe essere non necessaria, ma per stabilirlo si dovrebbe esaminare il progetto.

    La Segreteria tecnica

  342. vittorio on febbraio 2011 at 2:38 am

    salve.
    Devo predisporre dei cartelli per l’uscita di sicurezza di un supermercato/centro commerciale.
    con i geometri che operano nel punto vendita abbiamo campionato diverse proposte, una delle quali comporta la copertura completa della porta dell’ uscita stessa in adesivo.
    la porta è quella regolamentare con maniglione antipanico di dimensioni 120×220 cm.
    volevo sapere se esiste una normativa che impedisce un cartello di questo tipo, visto che essendo un centro commerciale è spesso sottoposto a controlli da parte dei VVF.
    Inoltre i geometri mi informavano dell’esistenza di una normativa europea che rende uguale il cartello per l’uscita di sicurezza per ogni stato della UE.
    di sicuro voi ne saprete di più di me.
    resto in attesa di una vostra cordiale risposta, ringraziandovi in anticipo.
    cordiali saluti

  343. giovanni on febbraio 2011 at 12:39 am

    Buongiorno,
    trovo una contraddizione tra gli articoli 1.5 e 1.6 del DLGS 81: nel primo si prescrive che le porte delle uscite di sicurezza si aprano nel senso dell’esodo, nel secondo per locali con presenza inferiore a 25 e rischio incendio basso sembra di no.
    Potete darmi un parere?
    grazie
    Giovanni Melati

  344. redazione tecnica on febbraio 2011 at 12:40 am

    In effetti il criterio generale indica che le porte devono aprirsi nel senso dell’esodo ma poi il decreto stesso indica alcuni casi nei quali questo non è obbligatorio.

  345. Walter on febbraio 2011 at 1:25 am

    Buongiorno,vi chiedo come viene considerata una porta doppia con due maniglioni antipanico ,ai fini del calcolo dei moduli di larghezza .La porta in questione è L 170cm x H 220 e si aprirà totalmente agendo su un maniglione o sull’altro.
    Grazie. Walter.

  346. redazione tecnica on febbraio 2011 at 1:26 am

    L’uscita potrà essere considerata come due moduli (per i tre moduli si devono avere 3*60= 180 cm disponibili.

  347. Gianfranco on marzo 2011 at 1:16 am

    Buongiorno. Vi chiedo gentilmente un’ informazione circa il numero di uscite per un ufficio A10 posto seminterrato di 220mq a Roma. Attualmente ci sono 2 porte di ingresso/uscita in posizione opposta l’ una dall’ altra, distanti circa 50/60mt.
    E’ necessario mantenerle entrambe operative in considerazione della metratura e della posizione dell’ immobile o si può chiuderne una?
    Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti. Gianfranco

  348. Simone on marzo 2011 at 4:08 am

    Le porte d’emergenza con maniglioni antipoanico ed è segnalata con l’apposito cartello (fire safety exits) Per uscita (di sicurezza)ma è chiusa con luchetto e non è agibile.
    Le porte antipanico possono essere chiuse?

  349. franco on marzo 2011 at 5:24 am

    Buongiorno,
    vorrei sapere se una porta di emergenza, dotata di maniglione antipanico, possa essere accessoriata con chiudiporta aereo.
    Grazie

  350. fra on marzo 2011 at 2:24 pm

    Salve chiedevo un’informazione:nel caso di un ufficio, rischio incendio basso, con 2 dipendenti e una scala larga 74 cm che conduce alla via di uscita, ho l’obbligo di sostuitire la scala con una larga almeno 80cm? nel caso invece in cui il percorso di esodo non possa essere allargato per motivi architettonici posso adottare misure di sicurezza alternative come indicato al punto 3.7 del dm 10.03.98, giusto?
    Grazie

  351. Matteo on marzo 2011 at 11:06 am

    Buongiorno,
    i VV.F in un supermercato superiore ai 400 m2, hanno fatto rimuovere dei piccoli passanti alle porte di emergenza, situati nella parte bassa, che andavano ad incastrarsi sul pavimento, perchè secondo loro inavvertitamente potevano scendere e bloccare la porta.
    Aggiungo che questi passanti non erano dotati di lucchetto ed erano facilmente apribili.
    Se io durante l’orario di apertura lascio i passanti aperti rispetto la norma?

  352. comitato tecnico on marzo 2011 at 12:47 pm

    La prescrizione dei VVF è basata sul buon senso. Anche se non è previsto un lucchetto, potrebbero intralciare lo stesso l’esodo delle persone.

    La Segreteria tecnica

  353. Gianluca on marzo 2011 at 9:54 am

    innanzitutto volevo complimentarmi nel essere precisi e offrire un servizio molto importante :
    io vorrei mettere su un club per feste bambini il locale gia’ e stato individuato e sui 70mq e dispone di due punti luce che danno direttamente al marciapiedi .La mia domanda e ma l’uscita di sicurezza puo’ stare affianco all’entrata?oppure si deve trovare al lato opposto?
    il locale e quadrato .

  354. comitato tecnico on marzo 2011 at 9:55 am

    Non ci pare che esistano norme per questo tipo di locale.
    Di norma, comunque, le uscite di sicurezza devono essere poste in modo da essere contrapposte, per dare la possibilità di limitare al massimo i percorsi unidirezionali (corridoi ciechi).
    Nelle attività non soggette ai VVF, per capire se la soluzione va bene quando non esiste una norma, si deve misurare la distanza massima del percorso che porta all’uscita e verificare se è superiore ai valori stabiliti dal DM 10 marzo 1998 (indicativamente 20-30 m) per il rischio basso.

    La Segreteria tecnica

  355. Alessandro on marzo 2011 at 7:23 am

    Buona sera,
    nel complimentarmi per le vostre dettagliate risposte, volevo porvi un questito.
    In uno studio di fisioterapia (140 mq ca.) dove avvengono trattamenti su pazienti che possono avere ridotte capacità di deambulazione. Abbiamo già formato l’addetto antincendio e gestione delle emergenze e segnalato il percorso di esodo. La valutazione del rischio incendio ha dato esito Medio. Il locale può essere frequentato da max 15 persone.
    Mi potete gentilmente indicare le caratteristiche dell’uscita di emergenza (l’obbligatorietà dell’installazione del maniglione, il materiale di costruzione, la tipologia della maniglia)?
    Ringrazio in anticipo.
    Cordiali saluti.

  356. redazione tecnica on marzo 2011 at 7:24 am

    Se la struttura è accreditata presso la locale USL rientra comunque nel campo di applicazione del DM 18/9/2002 titolo IV nel quale viene comunque richiamato il DM 10/3/98. Il maniglione dovrà comunque essere previsto e rispondere al DM 3/11/2004.

  357. barbara on marzo 2011 at 3:42 am

    buongiorno, vorrei un’informazione riguardo ad una scale di sicurezza che da sull’esterno di un’ ospedale.
    questa scala in cemento armato, e’ di sicurezza a tutti i reparti di un’ala dell’ospedale ma e’ priva di illuminazione. da tutti i reparti e’ possibile uscire per le scale esterne(ci vanno costantemente medici e infermieri a fumare a giudicare dalle condizioni) e quindi uscire ed entrare da quella parte dell’ospedale(qualunque esterno puo’ entrare a qualunque ora del giorno e della notte)perche le porte non hanno nessun allarme o suoneria di qualunque genere.
    se un paziente di notte esce per sbaglio, volutamente o no e cade dalle scale, l’ospedale e’ responsabile di una mancata custodia o di mancati sistemi di sicurezza?
    grazie per l’eventuale risposta

  358. redazione tecnica on marzo 2011 at 3:43 am

    Si tratta di un problema di gestione tranne per l’illuminazione di sicurezza che comunque deve essere prevista su tutto il percorso di esodo e quindi anche sulla scala esterna. In certi casi è possibile allarmare le uscite di sicurezza, per permetterne una migliore gestione, ma comunque garanetndone la fruibilità in ogni momento.

  359. Nino Ferrigno on marzo 2011 at 2:00 am

    gentile redazione tecnica,
    sono un fabbro e spesso mi viene chiesto di installare dei maniglioni antipanico a US esistenti su portoni. Purtroppo non sempre è possibile togliere il traverso inferiore, pena il cedimento strutturale del portone (in particolare su portoni scorrevoli) pertanto in alcuni casi viene ridotto al minimo e opportunamente smussato o deve rimanere integro (con altezze fino a 20cm dal pavimento, specie nei grandi portoni industriali). In questi casi il pericolo viene debitamente segnalato con l’applicazione di bande giallo/nere. Questo può essere sufficiente laddove non si prevede la presenza di persone disabili? Io che procedo alla modifica su ordine del committente ho delle responsabilità in merito?
    Grazie
    Nino

  360. comitato tecnico on marzo 2011 at 2:02 am

    Il problema che solleva è reale e non ha (secondo noi) una vera soluzione normativa, visto che le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche non sono richiamate da quelle sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, fatto salvo quanto previsto dalla circolare n. 4 del 2002 dei VVF, che però fissa dei criteri generali. Questa circolare permette di adottare misure equivalenti, purchè sia garantito l’obiettivo di sicurezza, per cui in linea teorica si può accettare una soluzione con traverso non a filo pavimento, purchè siano previste misure idonee compensative.
    Per quanto riguarda le responsabilità, infine, possono esserci interpretazioni difformi, ma il primo titolare di responsabilità è il datore di lavoro.

    La Segreteria tecnica

  361. Alberto on marzo 2011 at 7:20 am

    Nella scuola di mia figlia (Liceo) esiste una struttura prefabbricata con n. 4 aule di circa 25 ragazzi poste al piano primo e 4 aule al piano terra.Il piano primo risulta accessibile
    mediante una scala esterna. Una altra scala estrena funge da uscita di sicurezza.Il primo gradino in discesa di tale U.S. risulta posto prospettante la porta di 120 cm. Si è ovviato riducendo la porta a 90 cm. con un fisso di 30 cm.E’ una procedura corretta o bisognava spostare la scala almeno sul filo dello stipite della U.S.
    Vi ringrazio.

  362. comitato tecnico on marzo 2011 at 7:21 am

    Ci sembra che le porte da 90 cm siano adeguate per gli edifici scolastici con classi da 25 persone.

    La Segreteria tecnica

  363. Antonio on marzo 2011 at 2:04 am

    Salve, vorrei sapere se in un teatro, in cui come porta di accesso al palcoscenico per lo scarico di materiali,ingresso personale e artisti, viene indicata dal personale del teatro stesso, una porta dotata di maniglione antipanico a spinta, se la stessa porta deve essere dotata di una maniglia che ne consenta l’apertura dall’esterno.
    Colgo l’occasione per complimentarmi per il servizio reso ed augurarVi buon lavoro.

  364. mario bossolasco on aprile 2011 at 4:18 am

    Avrei bisogno di un’informazione.
    Abito in una casa con autorimessa al piano interrato con due uscite di sicurezza segnalate dai cartelli verdi a norma, ma, ormai da mesi, le lampadine che illuminavano tali segnaletiche sono bruciate. Ho avvisato l’amministratore sia a livello privato che in assemblea condominiale, ma a tutto’oggi le uscite non risultano evidenti soprattutto di notte (ovviamente!).
    Avrei bisogno di sapere quale è la legge che regolamenta tali segnaletiche, in modo da riproporre il problema con , forse, maggiori possibilità di vederlo risolto.
    Grazie per l’aiuto

  365. paolo on aprile 2011 at 2:48 pm

    Salve,
    rappresento un circolo privato che per la sua capienza rientra in prevenzione incendio e comunque per una maggiore tranquillità mia e dei soci anche qualora non fossimo obbligati richiederemmo questo certificato.
    Ritengo di aver sinora attrezzato la struttura nel migliore dei modi:naspi, adeguato numero di uscite d’emergenza (4 a doppia anta da 2,40 m), estintori, pittografie e corretta segnalazione delle vie di fuga.
    l’unico dubbio che ho è questo: le porte d’emergenza danno su un cortile di circa 400mq che può essere considerato area sicura; alla fine del cortile vi è un cancello carrabile di 5,50 metri ed un cancello pedonale di 80 cm che si aprano tutti e due verso l’interno (quindi in direzione contraria all’esodo).
    E’ obbligatorio che questi cancelli aprano verso la strada?
    Anche se vorrebbe dire invadere perfino la sede stradale?
    Purtroppo non è possibile ricavare in questo carrabile dei passaggi pedonali senza effettuare degli interventi strutturali molto antieconomici. Grazie mille per le delucidazioni.

  366. domenico on aprile 2011 at 4:06 am

    spett.le Segreteria Tecnica, Vi porgo il seguente quesito:
    trattasi di “locale di trattenimento e attrazioni varie” con capienza 60 persone, quindi non soggetto a controllo di prevenzione incendi, per il quale valgono le disposizioni di cui al titolo XI del DM 19-08-1996. Il locale è un immobile storico, presenta 6 porte comunicanti con l’esterno; di queste almeno due dovranno essere utilizzate come uscite di sicurezza.
    Esse sono dotate di un doppio serramento: una porta vetrata all’interno con senso di apertura all’interno, e lo “scuro” esterno con apertura verso l’esterno.
    E’ possibile dotare il serramento esterno di maniglie antipanico, diventando porta di emergenza, e bloccare in posizione aperta il serramento interno durante lo svolgimento delle attività?
    Preciso che tali serramenti sono in legno, ci sono problemi a tale proposito?
    ringrazio per la Vs cortese disponibilità

  367. antonio on aprile 2011 at 6:29 am

    gentile redazione tecnica
    sto affrontando la ristrutturazione e messa a norma di un campo sportivo comunale. le attuali vie di esodo per i praticanti prevedono l’uso di 2 scale trovandosi ad una quota di circa 6 m sopra la strada di accesso, e non vi è possibilità di inserire delle scivole per disabili. In questo caso come affronto il problema “barriere architettoniche”? non avendo trovato riferimenti legislativi in merito confido nel vostro prezioso consiglio.

  368. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:44 am

    Se il cortile ha le caratteristiche di uno Spazio scoperto* di solito non serve verificare la successiva uscita, in quanto è considerato un luogo sicuro. LA certezza la potrà avere però chiedendo al locale Comando VVF.

    La Segreteria tecnica

    *Spazio a cielo libero o superiormente grigliato avente, anche se delimitato su tutti i lati, superficie minima in pianta (in metri quadrati) non inferiore a quella calcolata moltiplicando per tre l’altezza in metri della parete più bassa che lo delimita.
    La distanza fra le strutture verticali che delimitano lo spazio scoperto deve essere non inferiore a 3,50 m.
    Se le pareti delimitanti lo spazio a cielo libero o grigliato hanno strutture che aggettano o rientrano, detto spazio è considerato “scoperto” se sono rispettate le condizioni del precedente comma e se il rapporto fra la sporgenza (o rientranza) e la relativa altezza di impostazione è non superiore ad 1/2.
    La superficie minima libera deve risultare al netto delle superfici aggettanti.
    La distanza minima di 3,50 m deve essere computata fra le pareti più vicine in caso di rientranze, fra parete e limite esterno della proiezione dell’aggetto in caso di sporgenze, fra i limiti delle proiezioni di aggetti prospicienti.

  369. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:49 am

    Secondo noi, quando il locale è utilizzato, potrebbe essere accettabile una soluzione come quella proposta, perchè non ci sembra in contrasto con nessun punto del decreto. In ogni caso i VVf dovrebbero darvi una risposta certa, essendo la questione soggetta all’interpretazione della norma.

    La Segreteria tecnica

  370. Irene on aprile 2011 at 10:48 pm

    Buongiorno,

    secondo voi è possibile porre un’uscita di sicurezza vicino ad una centrale termica o da normativa bisogna lasciare una fascia di rispetto? (mi è stato detto almeno 10m)

    Grazie

  371. Matteo on aprile 2011 at 1:15 am

    Sono titolare di un supermercato superiore ai 400 mq e 2 settimane fa ho subito il sopralluogo dei VVF per l’ottenimento del C.P.I. ma non è andato a buon fine perchè mi hanno detto che dovevo cambiare tutti i maniglioni antipanico con quelli marcati CE (il locale è del 2005).
    A parte non essere d’accordo con la norma che mi impone la sostituzione anche di quelli già installati, lasciamo perdere questo, ho l’obbigo della sostituzione o c’è per caso qualche proroga o altra alternativa?
    Grazie mille

  372. comitato tecnico on aprile 2011 at 9:13 am

    In linea teorica il problema esiste, ma non ci sembra che nessuna norma preveda una distanza minima delle uscite di sicurezza da centrali termiche o simili.

    La Segreteria tecnica

  373. comitato tecnico on aprile 2011 at 9:17 am

    Il 16 febbraio è scaduto il termine entro il quale dovevano essere sostituiti i maniglioni non conformi al nuovo decreto (quello del 2004) per cui è obbligato a sostituirli immediatamente.

    La Segreteria tecnica

  374. Roberto on aprile 2011 at 11:24 am

    Salve,
    ho un ufficio in un condominio con portiere, formato da quattro scale (dotate di proprio portoncino con chiave esterna e elettromagnetica interna) con due portoni d’accesso (ognuno per coppia di scale). I portoni sono separati da un cortile con giardino per una distanza pedonale di circa 45 metri. Uno è apribile dal di dentro con apertura elettromagnetica, mentre l’altro solo con chiave. Ognuno è collegato attraverso la linea citofonica a tutte e quattro le scale.
    E’ lecita la richiesta di poter rendere apribile anche il secondo portone con apertura elettromagnetica?
    Grazie in anticipo per la risposta.

  375. Vanni on aprile 2011 at 12:26 pm

    Salve,
    stiamo aprendo un bar (2 soci snc, no dipendenti). Abbiamo una piccola cucina che utilizzeremo per la preparazione degli aperitivi e per piccola ristorazione a pranzo (ore 6:00 – 20:00). La sera saremo praticamente sempre chiusi. L’attività principale è dunque il bar.
    In cucina abbiamo un’uscita con maniglione antipanico, nella sala di somministrazione (circa 30 mq con 8 tavolini da 2 posti e banco d’appoggio con 4 sgabelli, Totale 20 persone) abbiamo solamente come uscita la stessa porta d’ingresso che si apre verso l’interno, segnalata con cartello luminoso e batteria per interruzione di corrente.
    Non abbiamo fuochi, tutto è elettrico e non siamo soggetti al certificato prevenzione incendi. La distanza massima cliente-uscita non supera i 6 metri. La porta è da 0,80.
    Oggi ci hanno detto in Comune che dobbiamo mettere una porta antipanico con apertura verso l’esterno al posto della porta d’ingresso. Inoltre richiedono di posizionarla un metro circa all’interno per evitare che si apra direttamente sul marciapiede.In pratica dobbiamo creare un box con all’interno la porta antipanico ed all’esterno la porta attuale sempre aperta.

    Prima domanda:
    Non rientriamo nel DM 3.11.2004 (niente certificato prev. incendi), siamo sotto i 400 mq. , non abbiamo una capienza a sedere tale che , in qualità di datore di lavoro, mi faccia pensare alla necessità dell’antipanico in fase di analisi dei rischi. Dobbiamo davvero fare tutto questo lavoro?

    Seconda domanda:
    Se a noi richiedono tali modifiche, essendo passati oltre 6 anni dal DM 2004 , allora tutti i locali simili al nostro già esistenti dovrebbero comunque avere le stesse prescrizioni? Accanto abbiamo una gelateria ed una pizzeria con posti a sedere con gli stessi requisiti nostri ma a loro, essendo locali di 10 anni, la porta la fanno andare bene poichè dicono che le normative si applicano solo ai nuovi locali.

    Grazie mille per la disponibilità.

  376. comitato tecnico on aprile 2011 at 12:39 pm

    Il DM del 2004 è chiaro in merito e obbliga al maniglione antipanico solo le attività soggette al CPI (e solo in certi casi), pertanto il caso descritto non sembra proprio rientrare nella previsione del decreto.
    Però il regolamento edilizio di un Comune potrebbe essere più cautelativo e chiedere di installare questi dispositivi anche in locali non soggetti al CPI, ma ovviamente questa regola nel territorio comunale deve essere applicata a tutti i locali dello stesso tipo.

    La Segreteria tecnica

  377. ENRICO on aprile 2011 at 11:24 pm

    Buongiorno, sto realizzando progettualmente l’adeguamento antincendio per una casa di riposo. La larghezza delle uscite sarà non inferiore a 0,9 m. Volevo sapere se questi 90 cm possono essere suddivisi su 2 ante (entrambe munite di dispositivo di autochiusura e di maniglione antipanico), e se possibile se c’e una dimensione minima della laghezza di un anta. Es. 600+300 o 450+450. Sperando di essere stato chiaro e nell’attesa di una risposta, vi porgo i miei più sentiti complimenti per il sito.
    Saluti

  378. valentina on aprile 2011 at 7:55 am

    Salve ho comprato un locale commerciale di circa 100 mq per svolgervi attività di scuola nautica, composto da due piani: piano terra con ingresso principale e piano seminterrato con finestre. Per poter svolgere attività di scuola al piano seminterrato il geometra mi ha detto che devo aprire una porta di sicurezza, il problema è che tale porta aprirebbe sulla rampa di accesso ai garage che è data in uso esclusivo ai condomini proprietari dei posti auto ma un solo condomino si è opposto alla mia richiesta di aprire tale porta e l’amministratore mi dice che quindi non posso aprirla. Come posso fare? posso aprirla lo stesso avendo il consenso di tutti i condomini tranne uno. Se si, a quali norme mi posso appellare. Grazie e complimenti per la Vostra attenzione!

  379. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:27 am

    Secondo noi nelle norme di prevenzione incendi non si trova un dettaglio sulla dimensione delle ante, mentre può trovare delle disposizioni in merito nelle norme sulle barriere architettoniche.

    La Segreteria tecnica

  380. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:36 am

    Non esistendo norme sulle scuole di questo tipo, dovrebbe verificare se è proprio necessaria una seconda uscita di sicurezza. La valutazione in questo caso può essere svolta secondo i criteri del DM 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  381. massimiliano on aprile 2011 at 5:54 am

    salve. Sto progettando un audirium in grado di ospitare 450 persone. Il foyer misura 450mq mentre la sala dell’auditrium(posti a sedere + palco) ne misura 550 mq. Volevo chiedervi quante uscite d’emergenza sono necessarie e di che dimensione.

  382. gianluca on aprile 2011 at 8:36 am

    buongiorno, sono il titolare di un negozio di arredamento di 870 metri quadri. Il punto piu lontano dalla porta di ingresso e’distante da quest’ultima 30 metri. Nel mio localenon c’e’ mai un affollamento di piu di 10 persone (comreso il personale). E’ necessario avere una uscita di emergenza o posso semplicemente considerare quella di ingresso come uscita di emergenza magari mettendo un maniglione antipanico?

  383. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:35 am

    A questo tipo di attività si applica uno specifico decreto antincendio, che è bene leggere con attenzione soprattutto considerando la dimensione del locale.

    La Segreteria tecnica

  384. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:36 am

    A questo tipo di attività si applica uno specifico decreto antincendio, che è bene leggere con attenzione soprattutto considerando la dimensione del locale.

    La Segreteria tecnica

  385. Maria Grazia on aprile 2011 at 2:36 am

    La mia domanda e’ relativa alla realizzazione di una uscita di sicurezza all’interno di un cancello scorrevole che chiude u’area interrata adibita a deposito (non si ha permanenza di persone nè accesso a disabili).
    Inevitabilmente, volendo utilizzare il cancello esistente, si creerà un ostacolo di altenna compresa tra 5 e 8 cm. Questa situazione è compatibile con la realizzazione di una uscita di sicurezza se si segnala opportunamente tale ostacolo?
    Grazie mille

  386. comitato tecnico on aprile 2011 at 2:38 am

    Conviene valutare la situazione presso il locale Comando P.le VVF .. In generale questo può essere ammesso a meno di condizioni particolari (locali di pubblico spettacolo ecc…)

    La Segreteria tecnica

  387. gianluca on aprile 2011 at 6:29 am

    Buongiorno, sono il titolare del negozio di arredamento di 870 metri quadri. Vi ho scritto da poco circa l’uscita di sicurezza del mio locale e mi avete risposto che per attivita’ come la mia c’e’ un decreto particolare, e mi avete indicato il link. Controllando il link ho visto che si tratta di indicazioni per uscita di sicurezza di locali di intrattenimento pubblico. Quindi credo ci sia stato un fraintendimento. Il mio locale e’ adibito a deposito e vendita di mobili e non c’e’ mai un affolamento superiore a 10 persone. Vi sarei grato se mi potete rispondere.

    grazie

  388. Gino on aprile 2011 at 8:46 am

    Salve,
    in un condominio al piano terreno con ingresso a comune (portone condominiale) esiste da sempre un locale ad uso artigianale ed ai piani superiori alcuni appartamenti. Il locale ad uso artigianale necessita dell’USCITA DI SICUREZZA con maniglione antipanico. Tale USCITA DI SICUREZZA coinciderebbe col portone di ingresso condominiale. La ritengo una semplice modifica del portone di ingresso e non una innovazione che necessita di maggioranze + qualificate ecc. Gli altri condomini possono opporsi a tale modifica (pur a spese esclusive ovviamente del propietario del locale ad uso artigianale). Inoltre è comunque necessaria una deliberazione assembleare?
    Grazie per la risposta e se fosse anche per mail meglio. Nel ringraziarVi invio i migliori saluti.
    I migliori saluti.

  389. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:06 am

    Le norme sono quelle dei negozi > 400m2 e dei grandi magazzini. Tenga conto che serve il progetto a firma di un professionista.

    La Segreteria tecnica

  390. Oreste on maggio 2011 at 2:16 pm

    2 maggio 2011

    Sono proprietario, in un edificio condominiale a destinazione prevalentemente abitativa, di tre piani contigui (piano interrato, piano terra e primo piano ) ciascuno di 200 mq circa, collegati da un ascensore privato alloggiato in un vano, 2 x 2 m, posto in posizione quasi centrale rispetto ai piani.
    Scadendo a breve la locazione, avrei intenzione di adibire predetti locali ad intrattenimento. Sto valutando l’ipotesi di dismettere l’ascensore e di applicare una scala all’esterno del vano ascensore stesso, previo taglio delle solette dei due piani interessati. La scala metallica, sostenuta da struttura pure metallica, sarebbe costituita da rampe con gradini di almeno 1,2 m di larghezza.
    Un tecnico mi ha fatto presente che le norme prevedono, per i locali con affollamento anche inferiore a 100 persone, almeno due indipendenti vie di fuga. Nel caso specifico però, dato che la scala diverrebbe impraticabile in caso di incendio, costituendo essa una via di propagazione dell’incendio fra i tre piani, ogni piano dovrebbe avere una propria via d’uscita.
    Confermate questa impostazione?

    In attesa del Vostro autorevole parere il merito, ringrazio e porgo cordiali saluti

  391. comitato tecnico on maggio 2011 at 10:52 am

    Le norme stabiliscono il numero minimo di uscite dal locale (3, oppure 2 nei casi di locali con capienza inferiore) e poi le caratteristiche delle vie di esodo e dei percorsi nella sala fino alle uscite. Quindi deve fare queste due verifiche, anche tenendo conto della compartimentazione del vano scala.

    La Segreteria tecnica

  392. Ives Sicuro on maggio 2011 at 4:43 am

    Buongiorno
    la presente per avere qualche informazione, in merito alla sicurezza per le vie di esodo di uffici (azienda privata)
    per l’entrata vi è una scalinata larga mt. 17,50 di cinque scalini abbastanza regolari al termine di questa scalinata (h. 85cm ca) c’è un pianerottolo, di altrettanta larghezza della scalinata,avente una profondità di mt 1,79 dove vi sono tre entrate due ai lati e una centrale di cm 90 cad.
    Queste tre entrate sono anche uscite di sicurezza con l’apertura interna e senza maniglione antipanico.
    l’ufficio è composto da 23 pers. ma quando ci sono le riunioni o assemblee raggiungiamo n. 30/35 pers.
    Tornando al pianerottolo e alle uscite di sicurezza:
    il pianerottolo è delimitato, nella parte centrale, da 5 paletti con catenella per circa mt.12 di largh. ai lati di questa a dx e sx i paletti con catenella scendono per tre scalini.
    le uscite laterali hanno una larghezza di 2 mt e una sola di queste ha il ha il corrimano l’altra ha un parapetto.
    la porta di sicurezza centrale non ha accesso alle scale in (quanto bloccata da paletto con catenella) non c’è neppure un cartello che indica la via di fuga a dx o sx, appena scesi dalla scalinata troviamo le macchine parcheggiate.
    Dedideravo sapere se quanto descritto rientra nelle normative per la sicurezza.
    Vi ringrazio per l’attenzione e nell’attesa di una Vostra graditisima risposta colgo l’occazione per inviarvi i migliori saluti.
    Ives Sicuro

  393. redazione tecnica on maggio 2011 at 4:44 am

    Risulta difficile esprimere un giudizio, la descrizione è relativa ad un edificio piuttosto complesso… La destinazione ad uffici richiede l’applicazione del DM 22/2/2006 che, per i numeri di presenze indicate, rimanda alle indicazioni del DM 16/2/82..
    In generale non sono comunque ammessi ostacoli alle vie di esodo, bloccando o ostacolando l’esodo.

  394. Stefano Flacco on maggio 2011 at 5:47 am

    ..Scusatemi,perchè probabilmente Vi starò ponendo una domanda che Vi sembrerà stupida (ma che mi sta assillando da qualche tempo)…
    un’appartamento situato a pianterreno (sala – cucina a vista,separata solo da una semi-parete tirata su per rendere in qualche modo l’angolo cottura separato dalla sala ma non chiusa,due stanze letto e un bagno)con unica entrata e con tutte le finestre dotate di inferiate fisse…e quindi con una unica possibilità di uscita (la stessa porta di entrata)in caso di ‘incidente’…e con la cucina situata proprio nella zona entrata…è possibile che sia a normativa di sicurezza..in caso di incendio o altro??…scusate il disturbo e grazie ancora per la Vostra attenzione..e spero in una Vostra cortese risposta.

  395. redazione tecnica on maggio 2011 at 5:48 am

    Dal punto di vista antincendio non esistono normative che contrastino con la situazione illustrata.. E’ certo importante verificare gli impianti della cucina, in particolare i collegamenti tra gli utilizzatori e la rete, e mantenere le ventilazioni richieste dalle norme UNI-CIG; la verifica deve essere fatta in occasione delle manutenzioni annuali degli impianti alimentati a gas.

  396. pierin a on maggio 2011 at 12:38 am

    bun giorno vorrei sapere la porta anti panico di un asilo dall’esterno deve star chiusa a chiave o aperta.

  397. redazione tecnica on maggio 2011 at 12:39 am

    E’ importante che le porte che servono come via di esodo siano apribili dall’interno e dotate di maniglioni antipanico. In alcuni casi è possibile anche prevedere dei blocchi che però devono essere valutati ed approvati dal locale Comando P.le VVF e che devono comunque, attraverso una corretta gestione, garantire comunque la sicurezza.

  398. Leonardo on maggio 2011 at 1:46 am

    stò progettando un supermercato di 1700 mq. totali tra vendita e magazzino. la vendita è di 1300 mt il resto sono magazzino e laboratori. ho la possibilità di creare uscite di sicurezza solo su un lato dello stabile della lunghezza di 50 mt. di quante uscite di sicurezza devo disporre per metterlo a norma? di quali misure?

  399. Stefano Flacco on maggio 2011 at 2:31 am

    Scusatemi ancora:
    intanto grazie della gentile risposta al mio quesito,
    ma ora vorrei sapere se visto che ,come affittuario, devo e faccio giustamente verificare la perfetta funzionalità della caldaia ,le richieste verifiche delle normative UNI-CIG sono già comprese nella suddetta verifica o se sono da richiedere a parte ,e se sono da richiedere a parte da fare a mie spese o a spese del “padrone di casa”…..Grazie ancora!

  400. Babis on maggio 2011 at 5:49 am

    Ultimamente ho assistito ad un concerto, in una sala concerti al 2°piano, che conteneva circa 600 persone. Seduti tutti sulle sedie, fissate tra di loro con delle staffe e con 3 uscite di emergenza non apribili dall’interno con maniglie antipanico. C’era tutto monitorato e controllato con telecamere. Ma é regolamentare una sala concerti così? In caso d’incendio come si fa ad eveacuare tutta questa gente attraverso sedie fissate tra di loro, dal 2° piano e senza porte con maniglie antipanico?
    Grazie

  401. comitato tecnico on maggio 2011 at 12:01 pm

    Per legge a queste sale dovrebbe essere stato rilasciato il CPI, per l’elevato rischio dovuto all’affollamento. Il fatto che non ci siano maniglioni antipanico però sembrerebbe indicare il contrario. In questi casi si dovrebbe segnalare la cosa ai VVF.

    La Segreteria tecnica

  402. comitato tecnico on maggio 2011 at 12:07 pm

    Deve applicare la norma specifica. Non è possibile rispondere in generale a questo tipo di domande.

    La Segreteria tecnica

  403. Piero on maggio 2011 at 5:32 am

    Buongiorno
    Dovrei realizzare un capannone artigianale di 300 mq di superficie. E’ possibile fare un unico ingresso della larghezza di 3,5 m e utilizzarlo anche come uscita di sicurezza? Nella struttura si svolge l’attività di taglio del polistirolo per l’edilizia, ci lavora all’interno una sola persona.
    Grazie

  404. Edoardo on maggio 2011 at 3:51 pm

    Buonasera, sto realizzando un progetto di tesi per delle residenze universitarie. si tratta di un edificio in linea di 8 piani con distribuzione a ballatoi, alcuni dei quali ciechi. Volendo verificarne l’idoneità, ho consultato il D.M del 16/05/87 n.246, ma non ho trovato nessun riferimento ad una lunghezza massima delle vie di fuga né tantomeno dei corridoi ciechi. è possibile che l’unico limite siano i mq per vano scala? Colgo l’occasione per ringraziarvi dell’ottimo database utilissimo anche per chi, come me, si sta formando.

  405. Ilaria Bianchi on maggio 2011 at 5:26 am

    Salve, mi chiedevo quali fossero le norme antincendio per le porte situate in locali domestici, se devono sottostare a qualche normativa (EN UNI ISO) specifica.
    Grazie mille

  406. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:59 pm

    L’interno delle abitazioni non è soggetto a nessuna norma di prevenzione incendi, quindi anche per le porte non esistono obblighi.

    La Segreteria tecnica

  407. Fiorenzo on maggio 2011 at 6:29 pm

    Buongiorno.

    E’ legittimo/legale/possibile che si decida di installare una porta antincendio in un Oratorio (adibito solo saltuariamente a qualche conferenza) sul lato opposto all’entrata, a cui si accede dal 1° piano della 2° scala; e che questa porta antincendio si apra, verso un pianerottolo di circa 2 metri in lunghezza per 3 in larghezza, della 3° scala, e che, oltre alla vicina presenza dei 2 unici appartamenti, consentirebbe attraverso scale e gradini, solo di accedere come “luogo sicuro”(e dopo aver trovato ancora un portoncino chiuso), allo stesso cortile che riporta verso la 2° scala. praticamente a ridosso del luogo in cui potrebbe esserci l’incendio.
    Se poi aggiungiamo che si tratta di un vecchio complesso monumentale ( vedi Belle Arti) e il fatto chel’unica via di entata/uscita rimane l’ingresso, quello della scala 1.

    E’ davvero obbligata la proprietà a far aprire sul mio pianerottolo l’uscita di emergenza? Non ci sono troppe difficoltà nel creare questa falsa via d’uscita. E Non si lede così anche la mia privacy.
    Scusate la lungaggine ma, io sono uno dei due inquilini.
    Grazie

  408. stefano on maggio 2011 at 4:28 am

    buongiorno mi ritrovo a progettare una mensa mi chiedevo a quale distanza i tavoli possano essere disposti dalle uscite di sicurezza le quali hanno larghezza 1,20 m grazie

  409. Giulio on maggio 2011 at 5:02 pm

    Buonasera,
    Avrei bisogno di sapere se è possibile porre rimedio a un problema che di recente si è verificato. E’ stato concesso un permesso al locale accanto al mio di mettere dei tavoli e degli ombrelloni proprio davanti al mio locale, il problema è che io a 2 metri dai tavoli e proprio accanto ad altri che erano posizionati li pirma della concessione ho proprio un uscita di sicurezza che a questo punto diventa praticamente inutilizzabile, dato che uscendo le persone rischiano in corsa di cadere o di trovare il passaggio ostruito dai tavoli e le sedie del locale in questione.( da premettere che il locale ha licenza per musica dal vivo quindi è obbligatoria una porta di emergenza per un pubblico di 100 persone. Vorrei sapere se è un problema che posso risolvere in qualche modo, ovvero facendogli revocare la concessione e se questo non è possibile in caso di incidenti causati a persone o cose per l’ ostruzione di cui sopra è il mio locale ad esserne responsabile ! grazie in anticipo

  410. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:30 am

    Purtroppo le norme non la aiutano.
    Questa domanda secondo noi dovrebbe essere rivolta al Comune, perchè la questione riguarda l’uso di spazi pubblici.

    La Segreteria tecnica

  411. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:39 am

    Non esiste una norma, ma potrebbe verificare che i percorsi siano di larghezza adeguata alle esigenze di esodo.

    La Segreteria tecnica

  412. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:54 am

    Per questo tipo di attività non esistono norme di sicurezza, per cui la decisione sulle misure dipende dalla valutazione del rischio svolta dal titolare.

    La Segreteria tecnica

  413. Alessandro LUZ on maggio 2011 at 12:10 pm

    Buonasera vorrei sapere se possibile quali attività soggette ai controlli di prevenzione incendi potrebbero esser necessarie per un laboratorio artigianale per la produzione di Pane e affini a fronte di una superficie di laboratorio pari a circa 120mq contenente forni, impastatrici … , una superficie di vendita pari a circa 95mq oltre una superficie di circa 20mq per una cucina adiacente.
    La presente domanda fa riferimento ad una ristrutturazione/ampliamento di un laboratorio esistente.

    Potrebbero essere la 91 per i forni? la 39 se se produzione sup. a 500q.li/giorno? la 9? eventuali altre?

    Grazie 1000

  414. comitato tecnico on giugno 2011 at 8:59 pm

    Per i forni l’attività più comune è la 91, le altre dipendono dalla quantità di materie in deposito.

    La Segreteria tecnica

  415. Massimo on giugno 2011 at 7:54 am

    ho un locale di circa 100mq dove svolgo un’attività di ludoteca con una dipendente e la presenza massima di 20 bambini, vorrei sapere quante uscite di sicurezza ci devono essere e di che dimensioni, grazie e cordiali saluti

  416. Kri on giugno 2011 at 2:39 am

    Buongiorno sono una studentessa di Architettura e volevo alcune informazioni.
    Vorrei sapere come faccio a progettare scale anti incendio e di vie di fuga (uscite di sicurezza)secondo un numero di persone prestabilito dalla normativa per la rifunzionalizzazione di un Ex Manicomio diventato centro riabilitativo per disturbi alimentari.
    Grazie per la Vostra disponibilità
    Distinti saluti

  417. comitato tecnico on giugno 2011 at 10:31 am

    Non esistono norme per le ludoteche, per cui consigliamo di applicare il DM 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  418. comitato tecnico on giugno 2011 at 11:26 am

    Quanto meno devono essere applicate i criteri del DM 10 marzo 1998, a meno che non si vogliano applicare le norme, più restrittive sugli ospedali.

    La Segreteria tecnica

  419. Donatella on giugno 2011 at 7:50 am

    buongiorno,
    lavoro in un asilo nido,le porte sono state dotate di maniglie antipanico, che sono tutte ad altezza di bambino, chiedo se c’è una norma che stabilisce a quale altezza minima e massima queste maniglie devono essere posizionate.
    la ringrazio

  420. comitato tecnico on giugno 2011 at 12:15 pm

    Le norme sulle barriere architettoniche (dm 236 del 1989) forniscono delle indicazioni sulle maniglie.

    La Segreteria tecnica

  421. pier luigi on giugno 2011 at 4:33 am

    buongiorno.
    Una mia cliente ha perso l’equilibrio davanti ad una porta scorrevole che non si è aperta, cadendo all’indietro sulle scale di accesso. Vorrei sapere la profondità minima del pianerottolo posto frontalmente alla porta. Quello esistente è di 74 cm. Sottolineo che la porta scorrevole è stata posizionata in seguito, tagliando esattamente in due il pianerottolo originario (profondo 148 cm).
    Grazie

  422. comitato tecnico on giugno 2011 at 4:34 am

    L’unico riferimento è il DM 236 del 1989, che regola gli spazi minimi avanti e dietro le porte.

    La Segreteria tecnica

  423. Luca on giugno 2011 at 7:58 am

    Salve,
    in un locale di pubblico spettacolo alcune uscite di sicurezza che adducono direttamente a spazio esterno, sono arretrate per circa 1,5 m rispetto al perimetro esterno, in pratica prima di arrivare allo spazio scoperto si percorre un piccolo corridoio coperto lungo 1,5 m.
    Sono in regola con la normativa di riferimento?
    Grazie mille!

  424. barbara on giugno 2011 at 9:02 am

    Buongiorno,
    complimenti per la vostra consulenza!
    in un locale bar/ristorante di cui 380 mq adibiti a bar e 100 mq a ristorante, vorrei realizzare all’interno del bar una sala da ballo chiusa con capienza inferiore alle 100 pers, che verrebbe considerata come attività accessoria. So che non ho l’obbligo del CPI vorrei sapere quali normative di sicurezza devo considerare nella progettazione oltre al DM 10 marzo 1998.
    Nel locale ci sono tanti dislivelli e giochi di passerelle come mi devo comportare con i percorsi e le vie d’uscita? è sufficiente segnalarli con luci segnapasso? il percorso d’esodo quanto deve essere largo?
    GRAZIE

  425. comitato tecnico on giugno 2011 at 9:17 am

    Il riferimento normativo per i locali di pubblico spettacolo è il DM del 1996, che vale anche per i locali di capienza inferiore a 100 persone.

    La Segreteria tecnica

  426. comitato tecnico on giugno 2011 at 9:18 am

    Perchè no?

    La Segreteria tecnica

  427. Sergio Spelta on luglio 2011 at 3:08 am

    Buongiorno e grazie fin d’ora per l’aiuto che ci potrete dare.

    Nella nostra scuola il corridoio che dà accesso alle classi primarie I-IV presenta un’uscita di sicurezza con maniglione antipanico; come possiamo impedire che i bimbi utilizzino questa uscita per poter sgattaiolare all’esterno durante le ore di scuola?

  428. Silvia on luglio 2011 at 11:05 pm

    Buongiorno,
    stò ristrutturando un edificio di due piani, piano terra e primo di circa 690 mq ciascuno,adibito a spogliatoi e servizi igienici per due aziende. Al piano terra verranno ospitati circa 210 addetti e al piano primo altri 200 circa, i quali frequenteranno l’ambiente per il cambio indumenti, l’uso dei wc e delle docce. secondo il tecnico impiantista la struttura non è sottoposta alla normativa antincendio; mi chiedevo però se devo comunque prevedere uscite di emergenza, considerando che l’uscita all’esterno dei due piani avvienne dalla stessa porta. Grazie

  429. comitato tecnico on luglio 2011 at 11:20 pm

    Deve valutare il rischio secondo quanto prevede il dm 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  430. antonio caruso on luglio 2011 at 5:31 am

    vorrei delucidazioni in merito ad un asilo nido per circa 30 bambini e 4/5 personale addetto che si trova in un condominio la asl ci vuole far mettere una porta con maniglione al portone d’ingresso del palazzo ma i condomini non vogliono cosa dobbiamo fare?

  431. Giuseppe on luglio 2011 at 2:48 am

    Buion Giorno,
    vorrei dei chiarimenti in merito alle norme di sicurezza per uffici posizionati a pino rialzoto (esattamente al 1° piano).
    In ufficio non ci sono porte/uscite secondarie d’emergenza esterne che conducono i loavoratori nel punto di ritrovo/raccolta.
    Cosa prevede il DL 81?
    Nota: C’è solo una scala (unica) che porta ai vari uffici.
    Siamo più di 26 impiegati.

    grazie in attesa di riscontro
    Giuseppe

  432. comitato tecnico on luglio 2011 at 2:51 am

    DIpende dal numero di dipendenti e dalla larghezza delle scale.

    La Segreteria tecnica

  433. Anonimo on luglio 2011 at 9:14 pm

    E’ normale che in alcuni uffici bancari, filiali, dove c’è personale e clientela che entra, l’unica uscita di sicurezza all’interno della banca sia una porta con maniglione antipanico che si apre in modo temporizzato dopo 10, 15 secondi? Non deve aprirsi immediatamente una uscita di sicurezza in casi di calamità?
    Grazie

  434. comitato tecnico on luglio 2011 at 2:22 am

    Un ambiente chiuso di solito non è un luogo sicuro, a meno che non sia privo di materiali combustibili e resistente al fuoco in modo adeguato.

    La Segreteria tecnica

  435. Giovanna on luglio 2011 at 2:54 am

    Salve, vorrei gentilmente chiedere se su un terrazzino chiuso di 95 metri quadri (a cui si accede dakll’interno mediante un’uscita di emergenza)posto a 50 cm dal suolo, possa essere considerato un luogo sicuro.

    Grazie

  436. comitato tecnico on luglio 2011 at 3:09 am

    Potete dotarlo di impianto di allarme.

    La Segreteria tecnica

  437. Bruno Sebastiano on luglio 2011 at 9:35 am

    Vorrei sapere se è possibile che una cooperativa composta da soci interni ed esterni al condominio di cui faccio parte,la quale ha acquistato un grande locale sito al disotto del fabbricato condominiale avente pianta ad U,possa utilizzare quale uscita di sicurezza di una grande autorimessa per 30 boxes auto, costruita sul suolo di cui prima avente ingresso ampio ca mt.tre dal viale di accesso del fabbricato condominiale,utilizzi quale uscita di sicurezza dell’autorimessa lo spazio esistente all’interno del cortile condominiale tra i lati della pianta ad U del fabbricato.Tale spazio è chiuso tra i lati del fabbricato ed un lato da un muro di proprietà aliena per cui non è una uscita che dà all’aperto.

  438. comitato tecnico on luglio 2011 at 11:41 am

    Secondo il criteri di prevenzione incendi una uscita di sicurezza non dovrebbe condurre ad un luogo a rischio di incendio.

    La Segreteria tecnica

  439. Giovanna on luglio 2011 at 8:20 am

    Salve, scrivo in emrito al quesito posto ieri alle 2:54:

    “Salve, vorrei gentilmente chiedere se su un terrazzino chiuso di 95 metri quadri (a cui si accede dakll’interno mediante un’uscita di emergenza)posto a 50 cm dal suolo, possa essere considerato un luogo sicuro.”

    ..cosa si dovrebbe dotare di allarme? il terrazzino?

    Grazie

  440. filippo on luglio 2011 at 8:08 am

    Buongiorno,
    chiedo se un panificio-pasticceria e bar con accesso e porta di sicurezza unico, può avere il senso di apertura verso l’interno, contro l’esodo?

  441. Giunio Santini on luglio 2011 at 1:52 am

    Chiedo cortesemente come deve essere gestita un’uscita di sicurezza in un centro di cura, in forma Hospital day, di pazienti con problemi mentali, soprattutto di età inferiore a 18 anni.
    Attualmente è installata una porta con maniglione antipanico e senso di apertura verso l’esterno; ma i ragazzi disabili spesso aprono la porta e accedono direttamente ad una strada con veicoli in transito. E’ evidente il pericolo che qualche ragazzo possa essere investito. Il personale chiudeva la porta con un a catena ed un lucchetto, ma io, in qualità di consulente, ho vietato tassativamente questa iniziativa. Ora chiedo come si può conciliare la sicurezza delle persone con la necessità di avere una via di fuga in caso di emergenza. Grazie.

  442. Michele Mazziotta on agosto 2011 at 8:25 am

    Desidero che mi venga confermatala la normativa vigente in merito ai portoncini di stabili adibiti a civile abitazione. Il caso in questione è il seguente: A parte il portoncino a vetri principale che da sulla strada, la cui apertura è con la chiave o tramite il videocitofono; la maggior parte degli appartamenti sono situati al primo ed al secondo piano ai quali si accede attraverso un secondo portoncino a vetri che vorremmo fosse sempre apribile, per ragioni di sicurezza e di emergenza, dall’interno verso l’esterno con relativa maniglia, al contrario con la chiave, in appresso con collegamento al videocitofono analogamente al portoncino principale.E’ ovvio che deve essere garantita per ragioni di sicurezza ed in casi di amergenza un rapido deflusso dall’interno dello stabile verso l’esterno. Gradirei ricevere apprezzata conferma. Rigrazio sentitamente
    M.Mazziotta

  443. Carlo on agosto 2011 at 9:11 am

    Mi occupo di arredi per farmacie ed un tecnico ASS ci chiede che la porta d’ingresso con bussola e scorrevole da noi progettata, diventi Uscita di Sicurezza applicando anche i maniglioni antipanico apribili a spinta.
    Esiste una casistica di questo tipo ?
    Grazie.

  444. Nello on agosto 2011 at 4:31 am

    Buondì.
    Vi sarei grato qualora mi aiutaste a comprendere.
    L’Azienda preso cui lavoro su uno stabile di tre piani ha una sola scala, con una sola uscita.
    La porta in questione non dispone di un maniglione antipanico, apre verso l’interno della scala e da nell’unico luogo sicuro possibile: l’esterno dello stabile.
    Vorrei dunque comprendere se i miei dubbi circa le condizioni di regolarità di questa porta sono o meno validi.
    A ciò si aggiunge che per definizione lo stabile in questione ha poco meno di 50 agenti operanti per piano e, secondo l’azienda, ha un basso rischio incendio nonostante i numerosissimi pc con i quali lavoriamo.
    Vi sono grato per la risposta poiché quando ho domandato lumi sulla necessità di una scala d’emergenza, mi è parso di parlare a dei marziani…
    A presto.
    Nello

  445. comitato tecnico on agosto 2011 at 11:16 am

    Non esiste una norma sugli uffici se non di dimensioni molto più grandi. Pertanto le misure vanno stabilite sulla base della valutazione dei rischi del titolare. La descrizione potrebbe essere compatibile con le linee guida stabilite dal DM 10 marzo 1998.

    La segreteria tecnica

  446. Alessandra on agosto 2011 at 4:52 am

    Buona sera,
    mi serviva un’informazione riguardo le uscite di sicurezza.
    Attualmente sto sistemando un ufficio di fine anni ‘70, poichè all’interno vi sarà una sala meeting avrò un’affluenza media di circa 100-110 persone. La porta d’ingresso all’unità può mantenere le dimensioni attuali (1m) o deve essere sostituita? e in caso di che uscite avrei bisogno?

    La ringrazio
    Alessandra

  447. AlessioPietroCarlo on agosto 2011 at 6:48 am

    Buon giorno,
    Le chiedo cortesemente se una parta a bussola potrebbe essere utilizzata come via di fuga.
    Grazie.

  448. comitato tecnico on agosto 2011 at 11:09 am

    Se per sala meeting si intende un locale da adibire a pubblico spettacolo o intrettenimento deve applicare il decreto specifico.

    La Segreteria tecnica

  449. carmine on settembre 2011 at 6:29 am

    in una plaestra di nuova edificazione, ampia circa 800 mq, basterebbe una porta antincendio dotata di due aperture di 1.20m? oppure quale soluzione?
    i clienti sarebbero concentrati in un intervallo di 50-100/turno al massimo.
    grazie

  450. Grossi on settembre 2011 at 11:41 pm

    In un condominio con alloggi e con più di 500 persone, la porte di sfuggita di sicurezza antincendio poste ad ogni piano (10 piani), apribili verso la scala di emergenza(larga cm.105), fisicamente non possono essere eseguite con 2 moduli per una larghezza totale di cm.120. Possono, in deroga, essere eseguite ad un’unica anta di larghezza cm. 100 ?
    Grazie Carlo.

  451. cinzia on settembre 2011 at 5:24 am

    Esiste una distanza minima fra un’uscita di Sicurezza e l’attacco del gas a servizio dell’edificio? (trattasi di un scuola: l’attacco del gas è esistente, l’uscita di sicurezza è stata chiesta dal comando VV.F in fase di progetto di adeguamento).
    Attendo risposta…
    Grazie

  452. comitato tecnico on settembre 2011 at 10:33 pm

    Secondo noi deve trovare una risposta congruente con il decreto sull’abbattimento delle barriere architettoniche (dm 236 del 1989).

    La Segreteria tecnica

  453. Luca on settembre 2011 at 4:40 am

    In un Centro Diurno capienza 15 persone e di dimensione 150m2, qual’è la dimensione minima dell’uscita di sicurezza? 80cm o 120cm?

  454. paolo on settembre 2011 at 5:31 am

    Buongiorno,
    volevo sapere se dei serramenti (portefinestra) relativi ad uscite di sicurezza verso l’esterno devono obbligatoriamente essere omologati come porte via di fuga oppure è sufficiente l’omologazione CE di livello 1.

    Grazie

  455. piero on settembre 2011 at 9:26 am

    Salve; sono curioso di sapere se le uscite di sicurezza possono essere usate anche x far uscire il personale x la classica sigaretta durante l’orario di lavoro, se no quale norma o articolo lo vieta. GRAZIE

  456. comitato tecnico on settembre 2011 at 9:37 am

    Non esistono divieti in merito nelle norme vigenti.

    La Segreteria tecnica

  457. Alberto on settembre 2011 at 7:08 am

    Buon giorno…ringrazio innzazitutto e in anticipo per il supporto. Abito in un appartamento di proprietà in un condominio che si affaccia all’interno su un cortile a forma rettangolare. Su un lato sono collocati i garage di ogni appartamento e sul lato opposto è collocato l’ingresso di una sala prove musiciali.
    Fatto salvo per una striscia di circa 2 mt di proprietà della suddetta sala prove, che dall’ingresso porta all’uscita sulla strada, il resto del cortile è di proprietà del condominio.
    E’ possibile delimitare i suddetti confini del cortile mettendo sulla ipotetica linea di demarcazione un serie di paletti con catenella?
    Grazie
    A.

  458. Anonimo on settembre 2011 at 9:11 am

    volevo sapere caratteristiche che deve avere l’unica porta d’ingresso per un bar di 30 metri quadri, se devo mettere la maniglia antipanico e la porta si deva aprire solo dall’interno verso l’esterno o se posso usare una porta apribili nei due versi

  459. Alessandra on settembre 2011 at 7:54 am

    Buongiorno,
    sto progettando un’area per il pubblico spettacolo, composta da strutture temporanee che conteranno bar, ristorantini, tutta l’area è a cielo aperto ed è di circa 25000 mq recintanta sul perimetro, qui dovrò sistemare le uscite di sicurezza, a quale decreto mi devo attenere per il calcolo della larghezza e la quantità delle uscite? per il calcolo del sovraffollamento devo utilizzare l’indice di 1,2 ersone al mq anche se la gran parte dell’area è dedicata a parco?
    Grazie anticipatamente e complimenti per il servizio e il supporto che fornite
    Alessandra

  460. comitato tecnico on settembre 2011 at 7:55 am

    La norma è il DM sui locali di pubblico spettacolo, ovviamente per la parte relativa ai locali all’aperto.

    La Segreteria tecnica

  461. claudio on settembre 2011 at 3:42 pm

    Buonasera,

    un’attività commerciale al piano terra del mio condominio ha pensato bene di costituire un’uscita di sicurezza che sfocia in un porticato condominiale privato (privato nel senso che appartiene al condominio) e un’altra che sfocia sul parcheggio condominiale (in pratica le auto possono posteggiare a meno di 60 cm dalla saracinesca e solo perchè l’antistante marciapiede impedisce di avvicinarsi ancora di piu’) è legale????
    grazie mille

  462. GEATANO on settembre 2011 at 11:28 pm

    200 Mq di laboratorio artigianale e’ obbligatorio avere porta antipanico con apertura esterna o e’ sufficente una porta con apertura interna
    Grazie
    Spero non cancelliate anche questa domanda

  463. comitato tecnico on settembre 2011 at 11:33 pm

    Non c’è obbligo di maniglione per i laboratori artigianali, a meno che non siano ricompresi nella tabella del DPR 151/11.

    La Segreteria tecnica

  464. Fabio on settembre 2011 at 7:45 am

    l’art. 13 del DPR 547/55(modificato dall’art.33 del d.lgs 626/94 ) indicava il divieto di chiudere a chiave le porte di uscita emergenza.Ora il DL 81 non prevede nulla in merito ? il nostro problema è riferito a una sola postazione remota atta alla apertura della porta dell’uscita emergenza in banca , come si deve procedere? è sufficiente una sola postazione o come prevedeva la vecchia normativa due postazioni?
    Vi ringrazio

  465. Luca on settembre 2011 at 11:54 pm

    Salve, per lavoro mi chiedono una porta a 2 ante con luce passaggio 1,2 m con maniglione antipanico che sia a Bilico ( anche detta pivot ) . Volevo sapere se questa porta rientra nella uscite d’emergenza o se potrebbe essere pericolosa visto che c’è una parte di anta che entra quando la porta si apre.
    Grazie

  466. al126 on ottobre 2011 at 12:32 am

    buongiorno, premetto sono un tecnico che in passato si è occupato di sicurezza sul lavoro, entrando nell’asilo nido COMUNALE di mio figlio ho notato subito che questi era sprovvisto dei maniglioni antipanico sulle uscite di sicurezza,lasciamo stare il piano d’evacuazione non orientato e con il punto di raccolta posto nel punto sbagliato (in corrispondenza di una casetta in mezzo ad un orto) la struttura è anni 70, le porte, anche se apribili verso l’esterno, hanno delle maniglie metalliche verticali che toccano quasi terra a semplice spinta e perciò vengono chiuse a chiave dalle insegnanti poichè altrimenti aperte ripetutamente dai bimbi. So che l’asilo nido non è un’attività soggetta a cpi però, vista la vostra esperienza, posso obbligare il Comune a porre i maniglioni per un discorso di sicurezza degli ambienti di lavoro? la capienza dell’asilo dovrebbe essere di 18 bimbi per sezione circa e quattro addetti, nonchè l’afflusso dei genitori quando portano e ritirano i bimbi. richiedo cortesemente il vostro aiuto poichè si sta parlando di bimbi di uno due anni,perciò ritengo la questione molto seria. Inoltre qui siam anche in zona sismica 3 oltre all’incendio c’è sempre il rischio terremoto.
    Ringraziando anticipatamente porgo i miei più distinti saluti.

  467. Teresa Matracia on ottobre 2011 at 5:20 am

    Salve, sono una collaboratrice scolastica; La scuola presso cui lavoro ha 5 Piani e le relative porte di uscita di Sicurezza che danno sulla scala antincendio e di evaquazione; siccome la scuola ha subito furti l’RSPP ha fatto montare all’esterno delle porte delle sbarre murate a muro con lucchetti; ogni mattina ci hanno chiesto di salire esternamente sulla scala antincendio per tutti e 5 i piani e togliere le sbarre per permettere l’apertura delle porte che altresì sarebbe inibita dall’interno dell’edificio, costringendoci a salire a piedi piano per piano per togliere i lucchetti e sbarre esposti giornalmente alle intemperie del tempo. Mi chiedevo se fosse legale bloccare le porte con le sbarre e lucchetti e se fosse legale chiedere al lavoratore di salire sulla scala antincendio giornalmente anche quando piove e diluvia con il rischio di scivolare per aprire i lucchetti delle sbarre e rendere fruibile la scala antincendio in considerazione del fatto che cè comunque personale già all’interno della struttura quando ancora le porte sono bloccate perchè bisogna prima entrare nell’edificio e firmare l’ingresso. se tutto ciò è illegale, quale articolo di legge della 626/94 e successive modifiche devo citare per risolvere il problema?
    Ringraziando anticipatamente porgo i miei più distinti saluti

  468. Franco Cutruneo on ottobre 2011 at 9:10 am

    Salve,
    sono titolare di un fabbricato di forma rettangolare (11×46 mt), su tre piani di 500 mq. ciascuno. Davanti (fronte di 11 mt.) c’è l’ingresso con un un’area\parcheggio di 80 mq.; dietro c’è un’aree pertinenziale “occlusa” di circa 300 mq. destinata a parcheggio a cui si accede per mezzo di un corridoio (lungo 46 mt.)posto al piano terra (pianta, lato sx). Al piano terra si accede da una porta posta a dx; al centro c’è una porta che accede alla scala che consente il collegamento ai piani superiori. Nel retro, i piano superiori hanno uscite che sboccano dell’area “occlusa” (parcheggio).
    1° Domanda: posso utilizzare il corridoio che conduce al parcheggio (L. 3,40 mt., H. 3,0 mt.)anche come via di fuga delle uscite retrostanti?.
    2° Domanda: ho intenzione di separare il piano terra dagli altri 2 piani superiori(ridotto dal corridoio sul lato sx e dalla scala, è di 300 mq.): deve avere anche questo un’uscita di sicurezza nel retro (lunghezza percors mt. 46)?
    Ringraziando anticipatamente, porgo distinti saluti.

  469. Nazzareno on ottobre 2011 at 10:04 pm

    Buongiorno,
    mio figlio maggiore per motivi di studio soggiorna, pegando una retta mensile, presso un pensionato maschile con circa 200 camere. Mi ha informato che la nuova direzione, visto che l’orario di entrata/uscita è permessa dalle 7,30 alle 1,00, nella fascia restante blocca tutte le porte. Alcune di queste, a detta di mio figlio, si sbloccano solo per attivazione dell’impianto di allarme. Visto che, per urgenze varie (es. malore di un ragazzo) non si riuscirebbe a farlo uscire, salvo trovare un responsabile con le chiavi di accesso e che in caso di incendio localizzato i sensori potrebbero non sbloccare le porte come previsto, reputa un siffatto atteggiamento della direzione consono con le misure di sicurezza a norma?
    Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti,

  470. comitato tecnico on ottobre 2011 at 10:10 pm

    Non ci sembra una situazione conforme alle norme o ai criteri di prevenzione incendi. In caso, possono essere interessati i VVFF.

    La Segreteria tecnica

  471. RITA on ottobre 2011 at 1:13 am

    BUONGIORNO,VORREI CHIEDERE UN CHIARIMENTO,
    HO UN LOCALE PUBBLICO CON UN USCITA DI SICUREZZA è POSSIBILE TENERLA SEMPRE APERTA.
    GRAZIE SALUTI

  472. comitato tecnico on ottobre 2011 at 1:15 am

    Certo che è possibile tenere aperta una uscita di sicurezza.

    La Segreteria tecnica

  473. mario on ottobre 2011 at 10:55 am

    Salve,
    vorrei sapere se è previsto dalla normativa la possibilità di mettere un fermo magnetico (un blocco della porta mediante elettromagnete) su una porta di emergenza che viene disattivato solo nel caso in cui scatti l’allarme (senza possiblità di sblocco manuale), in una struttura ricettiva (alberghiera o ostello).
    Grazie per ogni informazione

  474. comitato tecnico on ottobre 2011 at 10:59 am

    Secondo noi è possibile e rispetta la norma.

    La Segreteria tecnica

  475. Luci on ottobre 2011 at 10:01 am

    Salve,
    per quanto riguarda la gestione di un Teatro, vorrei sapere se c’è un minimo di persone per cui la chiamata dei Vigili del Fuoco non è necessaria.Ringrazio anticipatamente, porgo distinti saluti.

  476. comitato tecnico on ottobre 2011 at 11:04 am

    Il limite per i servizi di vigilanza antincendio sono stabiliti dal DM 261 del 1996.
    La Segreteria tecnica

  477. RICCARDO on ottobre 2011 at 1:13 am

    Salve,

    sono un RLS in una azienda a rischio incendio basso. Volevo sapere se in un edificio posto al primo piano, dove lavorano 36 persone, è a norma il fatto che l’uscita dell’edificio sia al piano terra e quindi l’unica via di fuga è costituita da una rampa di scale interna.
    Grazie per il vostro lavoro!

  478. comitato tecnico on ottobre 2011 at 11:43 am

    Se è larga almeno 1,20 m ci sembra a norma.

    La Segreteria tecnica

  479. Francesco on ottobre 2011 at 4:49 pm

    Salve vorrei un chiarimento su una questione spinosa, sto trasferendo una farmacia in locali su tre livelli collegati da un ascensore, la superficie totale della farmacia é di circa 250 metri quadri, al piano inferiore ho il magazzino con uscita di sicurezza , al piano terra la zona servizi ,dispensazione e libero servizio per parafarmaco ,al piano primo solo una stanza di 10 metri quadri climatizzata e dotata di ampia finestra adibita a laboratorio per preparazioni galeniche che non rientra tra le attività a rischio incendio, lpremetto che la farmacia é dotata di adeguato gruppo elettrogeno posizionato allo scoperto a piano terra,l’asl durante la visita preventiva per l’idoneita’ igienico sanitaria della struttura mi contesta il laboratorio al piano primo non per norme igienico sanitarie ma per la sicurezza sul posto di lavoro asserendo che essendo collegato solo tramite ascensore il piano primo adibito a laboratorio non ha vie di fuga in caso di guasto, l’eventuale apertura di una porta che da in un appartamento di mia proprietà dove il farmacista di turno dovrebbe svolgere servizio di reperibilità alla asl non va bene perché la farmacia non puo avere collegamento con locali accatastati ad abitazione anche se sempre di mia proprietà ed utilizzati per la farmacia, a loro andrebbe bene una scala a chiocciola che peró discriminerebbe un mio collaboratore portatore di handicap perché naturalmente dovrei eliminare ascensore per far posto alla scala.
    Le mi domande sono le seguenti,
    Puo l’asl negare la idoneità del laboratorio su basi di sicurezza sul luogo di lavoro visto che non è di loro competenza la valutazione dei rischi ma del titolare della farmacia vista la superficie di 250 mq?
    In questo modo non si va a ledere e discriminare il mio collaboratore diversamente abile visto che non potrà mai utilizzare scala ?
    Se ricavassi una scala apribile di larghezza circa 50cm per dare comunque una via di fuga in caso di non funzionamento dell’ascensore sarei a posto con la normativa ?
    Quale é la normativa ed obblighi a cui devo attenermi?
    Grazie anticipatamente per le risposte,
    Francesco

  480. comitato tecnico on ottobre 2011 at 4:54 pm

    La questione dal punto di vista tecnico è molto complessa e, tra l’altro, ricade nelle competenze di due organi diversi (VVF e ASL).
    Secondo noi, però, il rispetto delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche prevede anche la possibilità di portare assistenza in caso di guasto (c’è anche la circolare del 2002 dei VVFF in merito). Leggendo quest’ultima circolare, probabilmente una scala larga 50 cm ci sembra inadatta a permettere il soccorso ad una persona che non si può muovere autonomamente.

    La Segreteria tecnica

  481. Alessio on ottobre 2011 at 6:43 am

    salve, vorrei porre un quesito. nell’articolo 14 comma 2 si scrive che se in un ambiente di lavoro si è im presenza di rischio di incendio e se i lavoratori sono più di 5, allora è necessaria almeno un porta avente larghezza di almeno 1,2 metri ed apribile secondo il deflusso. nel nostro caso i lavoratori presenti nell’ambiente sono 2, quindi possiamo utilizzare porte di larghezza 80 cm? altra questione, per raggiungere la porta dobbiamo creare un passaggio sicuro tra le macchine (lungo circa 6 metri), esistono normative circa la larghezza minima di tale corridoio?
    grazie sin da subito

  482. Sara on novembre 2011 at 8:41 am

    Salve,sto progettando un cinema-auditorium per cui è previsto un numero di studenti pari a 250, vorrei sapere se sono sufficienti 4 porte antincendio e se quelle di entrata/uscita (posizionate sul lato opposto rispetto al palco) possono essere considerate tali, in aggiunta alle 4 sopracitate.
    Ringrazio anticipatamente per le risposte.

  483. comitato tecnico on novembre 2011 at 10:25 pm

    Tenga conto che il progetto dovrà essere visto dalla commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, per cui serve una progettazione in cui si dimostra l’esatta conformità al relativo decreto.

    La Segreteria tecnica

  484. Silvio on novembre 2011 at 9:28 am

    Buonasera
    Vorrei sapere se è a norma la porta di entrata di un negozio di 150 mq circa che si apre verso l’interno.
    Solo la metà però è aperta al pubblico.
    Grazie

  485. Marco on novembre 2011 at 1:34 am

    Salve
    sono Marco, un giovane apicoltore. Sto progettando un laboratorio di smielatura. Pultroppo il locale è provvisto di una sola porta: siccome in questo laboratorio( a cui è annesso anche un magazzino per il deposito dei melari in legno) lavoro solo io e non c’è modo di costruire un’altra porta verso l’esterno, posso far coincidere la porta d’entrata con quella di sicurezza cioè avere solo una porta?

  486. comitato tecnico on novembre 2011 at 1:35 am

    A meno che non abbia percorsi di fuga superiori a 45 m non ci sembra che ci siano problemi, se la porta è larga 80 cm almeno (vd DM 10 marzo 1998).

    La Segreteria tecnica

  487. Valentina on novembre 2011 at 12:00 pm

    Salve,
    sto restaurando un magazzino da adibire a ludoteca, sale compleanni. Questo è dotato di un’unica apertura verso l’esterno. Posso ricavare da quest’ultima sia la porta di normale utilizzo entrata/uscita dal locale che uscita di emergenza, essendo la stessa apertura abbastanza larga e alta?
    Grazie

  488. comitato tecnico on novembre 2011 at 11:43 pm

    Di massima non è vietato. Non dovrebbero essere conteggiate come due uscite, essendo affiancate, ma come una uscita di larghezza pari alla simma delle due.

    La Segreteria tecnica

  489. Cesare on novembre 2011 at 6:06 am

    Buongiorno,
    sto restaurando dei locali destinati a sala polifunzionale dove, oltre a cene sociali e feste, saltuariamente, verranno messi in scena spettacoli teatrali; l’immobile è già dotato di uscite di sicurezza, protette però con infissi in legno. Vorrei sapere se per rendere a norma queste uscite sia sufficiente dotare gli infissi esistenti di maniglione antipanico e di pannello ignifugo all’interno o se debbano essere sostituite con nuovi elementi.
    Grazie.

  490. comitato tecnico on novembre 2011 at 6:07 am

    Il problema dell’ignifugazione delle porte non ci sembra che sia mai stato considerato dalle norme, che invece considerano la larghezza minima delle uscite e, quando servono, i maniglioni antipatico.

    La Segreteria tecnica

  491. Stefano on novembre 2011 at 5:51 pm

    Buongiorno, vorrei acquistare un immobile per la mia attività che risulta, da quanto mi ha comunicato il proprietario, accatastato come A/10 con permanenza di persone. Il locale ha un solo accesso. Secondo la normativa attuale l’uscita di sicurezza antincendio è obbligatoria in questo caso? se si come si può risolvere? se no, come è possibile che sia accatastato in questo modo?

    Grazie!

  492. Raimondo on novembre 2011 at 7:28 am

    Buongiorno,
    sono un installatore di portoni, porte ed automazioni e vorrei porVi un quesito in merito ad un tema ricorrente:
    Qualora un portone automatizzato a scorrimento verticale e da varco carraio abbia una porta di passaggio pedonale inserita nel manto del portone stesso, ad esempio nel centro, questa porta, se di equa dimensione e dotata di maniglione antipanico, può essere riconosciuta come uscita di sicurezza e quindi essere oggetto di dichiarazione di corretta posa in opera?
    Ringrazio per l’attenzione prestatami.

  493. comitato tecnico on novembre 2011 at 7:29 am

    In generale dovrebbe essere possibile, secondo noi, anche se rimane il problema dell’ostacolo determinato dall’elemento orizzontale del portone, che genera un ostacolo al passaggio.

    La Segreteria tecnica

  494. Roberto on novembre 2011 at 11:10 am

    Salve, agli uffici di progettazione della nostra azienda sono applicati dei dispositivi di chiusura elettronici con controllo accessi. Ogni ufficio ospita 3/4 persone e l’unica porta di ogni stanza si apre e chiude tramite tessera magnetica su lettore esterno al varco. Per sicurezza, abbiamo installato uno scrocco interno che apre comunque la porta anche se qualcuno ha sbadatamente chiuso dall’esterno. Secondo voi è sufficiente così ai fini della sicurezza delle persone? Oppure occorre mettere (ma siamo sotto 25 persone!) un maniglione antipanico?
    Grazie

  495. comitato tecnico on novembre 2011 at 12:08 pm

    La norma prevede che le porte dei luoghi di lavoro siano apribili facilmente durante l’orario di lavoro. I maniglioni riguardano una categoria particolare di locali.

    La Segreteria tecnica

  496. rocco on novembre 2011 at 3:04 pm

    uNA AUTORIMESSA CONDOMINIALE AL PIANO INTERRATO CON 50 POSTI AUTO COSTRUITA NEL MAGGIO 1981 SENZA USCITE DI SICUREZZA COMUNICANTE CON 4 DISIMPEGNI ASCENSORI E’ STATA DICHIARATA INAGIBILE NEL 2011 NONOSTANTE CHE NEL 1981 IL COSTRUTTORE AVESSE RICEVUTO IL CERTIF. PREV.INCENDI SCADUTO IL 31 12 1984 E NON RINNOVATO..PER COLPA DELL’AMMINISTRATORE..IL CTU DEL TRIBUNALE HA PERITATO NEL 1985 CHE L’AUTORIMESSA ERA REGOLARE AI SENSI DEL DM 1934 NONOSTANTE CARENTE DI USCITE DI SICUREZZA…INVECE I VV FF HANNO NEGATO IL RINNOVO CON SOPRALLUOGO NEL 1986 E 2011 PERCHE MANCANTE DI USCITE, SCARSA AREAZIONE, COMUNICAZIONE CON VANI ASCENSORI…

    N.B. LE USCITE NON SI POSSONO RICAVARE…CHDE SI PUO FARE PER SANARE LA COSA? GRAZIE

  497. redazione tecnica on novembre 2011 at 3:05 pm

    E’ impossibile fornire indicazioni in questa sede.. L’attività dovrebbe essere ben analizzata da un tecnico antincendio esperto per valutare la possibilità di una deroga, eventualmente sfruttando tecniche spinte di analisi come l’ingegneria antincendio.

  498. Rocco on novembre 2011 at 10:28 am

    Grazie per la risposta..a nome anche delle 50 famiglie.. in vista dell’assemblea condominiale potrebbe farci qualche esempio di tecnica spinta di analisi.. per derogare alla mancanza di uscite di sicurezza dato che il corridoio di manovra è di oltre 90 m…in noi c’è ancora dubbio sul CPI rilasciato nel 1981 al costruttore…perchè gli stessi VV FF nel 1986 ne hanno negato il rinnovo…visto che l’autorimessa è stata ultimata nel maggio 1981, prima del DM 1 2 1986 che al punto 1.2.0 esclude l’estensione ai vecchi fabbricati delle nuove norme…a questo punto, se il Comune emetterà l’ordinanza di chiusura suggerita nella diffida dei VV FF rivolta giorni fa all’amm.re…quali conseguenze penali graveranno sui condomini nel caso decidessero di continuare a utilizzare l’autorimessa? Non basta consolarsi al pensiero che la percentuale delle situazioni fuori norma è ancora così alta…grazie ancora e saluti

  499. chiara on novembre 2011 at 10:09 pm

    Abito in uno stabile in cui l’autorimessa del condominio è condivisa con il centro commerciale posto nello stesso edificio. La mia domanda è se può essere utilizzata come porta di emergenza del garage la porta di ingresso al condominio. Faccio presente che, poichè vi è il centro commerciale, il garage rimane aperto tutto il giorno e chiuso solo di notte, cosicchè l’accesso al condominio, da parte di estranei è sempre libero e senza controlli, visto che la porta di emergenza dà direttamente dentro il condominio. grazie

  500. comitato tecnico on novembre 2011 at 1:07 pm

    Di solito l’uscita di sicurezza dovrebbe condurre ad un luogo sicuro attraverso percorsi la cui fruibilità non dipende da altri.

    La Segreteria tecnica

  501. chiara on novembre 2011 at 11:09 pm

    Con riferimento alla domanda precedente, visto che la sicurezza del condominio è notevolmente ridotta, stante la sempre aperta porta di sicurezza del centro commerciale, il quale utilizza come via di emergenza le scale del corridoio del condominio, a quale norma mi devo appellare per far capire all’amministratore che deve porre rimeddio a detta situazione??

  502. massimo on dicembre 2011 at 10:59 pm

    la norma che prevede che la luce netta di una porta si deve calcolare con l’anta a 90° mi sta mettendo in crisi.
    Ho delle porte di sicurezza che si aprono a 180° e con quella apertura hanno la dimensione richiesta, ma se si aprono a 90° la perdono.
    Volevo sapere se c’è qualche circolare che possa evitare che io debba allargare le porte.

  503. rossy on dicembre 2011 at 1:43 pm

    salve
    vorrei avere alcune informazioni riguardanti le uscite di sicurezza del cinema. é giusto che il cinema faccia uscire la gente per il deflusso (senza alcuna emergenza) dalle uscite di sicurezza?
    grazie

  504. michele on dicembre 2011 at 3:07 pm

    Un fabbro in genere, quale corso di addetto alle misure antincendio deve fare? rischio basso, o rischio medio. grazie

  505. comitato tecnico on dicembre 2011 at 1:34 pm

    Dipende dove lavora, anche basso se lavora in un locale non soggetto alla prevenzione incendi.

    La segreteria tecnica

  506. fabio on dicembre 2011 at 6:58 am

    Salve, volevo sapere un vostro un parere su i versi di apertura
    di una grata in ferro istallata in un androne condominiale. grazie!

  507. Antonello on gennaio 2012 at 1:08 am

    Buongiorno,
    siamo produttori di porte acustiche ad alto potere fonoisolante che prevedono una battuta su 4 lati con soglia a pavimento alta 20 mm. Completandole con maniglione antipanico e chiudiporta, possiamo utilizzarle come porte per uscite di sicurezza in un pub/birreria con problemi di emissione di rumore all’esterno?
    Grazie

    RISPOSTA
    Secondo noi una soglia alta 2 cm potrebbe essere inadatta all’esodo (è in contrasto con le norme sulle barriere architettoniche), però nelle norme antincendio non conosciamo divieti espliciti a tale soluzione.

  508. Matteo on febbraio 2012 at 7:13 am

    Buon giorno,
    sono un giovane progettista e mi è capitato di vedere porte con maniglione antipanico, che fungono come uscite di sicurezza, che presentano una problematica durante l’apertura contemporanea delle due ante. Le ante tendono ad impuntarsi una contro l’altra e per aprire serve una bella spinta. Le porte sono certificate CE come pure i maniglione antipanico.
    Questa problematica è diffusa ed è dovuta a un difetto di montaggio o esiste un difetto nella tipologia di porta ed apertura stessa?
    Cosa potete dirmi in merito?
    Grazie

    RISPOSTA
    Commento interessante. Però non abbiamo una risposta particolare, oltre al fatto che non è una situazione conforme alla normativa.

  509. claudio on febbraio 2012 at 12:07 pm

    Salve,
    Vorrei sapere quante uscite di sicurezza e quanti idranti devo installare in una zona pavimentata di circa 600 mq all’aperto in uno stabilimento balneare perche leggendo il dm 19 del 96 per i locali all’aperto non riesco a capire niente.

  510. federico on febbraio 2012 at 12:29 pm

    Buonasera,
    chiedo gentilmente se un locale commerciale piano terra(per apertura negozio)di circa 100 mq, con unico ingresso, deve avere l’apertura della porta necessariamente verso l’esterno.
    Grazie

  511. massimo on febbraio 2012 at 9:12 am

    In un compartimento indipendente, posto al piano terra, (ma facente parte dell’edificio) di una sede universitaria sono ubicati dei laboratori di ricerca di tipo farmacologico e zootecnico. La scuola nel complesso è di tipologia 3. Il carico antincendio è tale da non classificare il luogo come a maggior rischio in caso di incendio. L’affollamento previsto per singolo laboratorio è inferiore ai 5 lavoratori. Il corridoio dei laboratori costituisce il sistema delle vie di esodo con 2 uscite di emergenza a 2 moduli l’una. Si chiede se le porte di accesso ai vari ambienti di laboratorio possano essere di 90 cm di larghezza. La lunghezza dei percorsi di esodo è di molto inferiore ai 45 mt. l’edificio è in corso di progettazione. grazie per l’eventuale risposta

    RISPOSTA
    In questi casi ci sembra che si applichi il dlgs 81/08 per la misura minima delle porte.

  512. aldo on febbraio 2012 at 6:11 am

    Buongiorno, un ufficio pubblico è dotato di porta di ingresso munita di maniglione antipanico. Una disposizione dirigenziale su indicazione del responsabile sicurezza prevenzione e protezione, ha stabilito che gli impiegati,in entrata, debbano essere muniti di chiave e debbano provvedere a girare la chiave stessa nel lucchetto affinchè eventuali estranei non possano avere accesso ai locali. Vi chiedo se questo è previsto dalle normative sulla sicurezza o si debba provvedere altrimenti e dunque, la disposizione dirigenziale è illegittima.

    RISPOSTA
    Le norme di sicurezza si occupano solo di come uscire da un locale.

  513. matteo on febbraio 2012 at 2:17 am

    Salve
    un cinema, con sale disposte il primo piano,può considerarsi accessibile a persone disabili carrozzate se, in caso di emergenza(incendio), l’evacuazione della sala prevede uscite di sicurezza che portano su delle scale esterne che non sono dotate di specifiche rampe nè di dispositivi atti a far “scendere” il disabile nel cosiddetto “luogo sicuro”?

    RISPOSTA
    se le vie di esodo non consentono di arrivare al luogo sicuro secondo noi almeno devono poter essere considerate sicure, quindi protette dall’effetto dell’incendio.

  514. edmea on febbraio 2012 at 2:36 am

    Azienda di produzione con 60 dipendenti: è vero che per essere considerata uscita di emergenza la porta deve essere REI altrimenti viene considerata solo via di fuga? Le nostre porte sono con maniglione antipanico marcato CE, è sufficiente?

    RISPOSTA
    Una porta REI ha lo scopo di separare compartimenti diversi. Se la via di esodo porta da un compartimento all’altro, la porta deve essere REI. Se non li attraversa, non serve il requisito.

  515. giusy on febbraio 2012 at 1:49 pm

    non so se mi rivolgo alle persone giuste.
    Ho preso in affito un locale commerciale di 140 mq con un solo ingresso con porta verso l’interno e solo con un bagno senza antibagno.
    2 domande :

    1. l’apertura della porta é ok ??
    2. Ci deve essere l’antibagno ?

    L’attività commerciale da avviare é la vendita di prodotti alla spina, con casalinghi vari.

    Resto in attesa di Vs. graditi chiarimenti

    Grazie

  516. Giovanni on febbraio 2012 at 10:45 pm

    Buongiorno,sono il “produttore” di una piccola rock band di provincia.
    Ieri sera ho fatto un sopralluogo nel locale che
    ci ha chiamati per un concerto.E’ una pizzeria ristorante e il nuovo
    titolare sta cercando di adibirla anche a locale per concerti .Hanno
    montato un piccolo palco/pedana alto circa 40 cm appena di fianco all’unica uscita di
    di sicurezza già presente dalla vecchia gestione,immagino e spero quindi
    a norma.L’intenzione del nuovo gestore è quella di allargare il palco per tutta
    la lunghezza della parete,ostruendo quindi la porta di uscita.Vorrei quindi per cortesia
    sapere se è possibile fare una cosa del genere,a mio avviso assurda.
    So solo che i miei ragazzi in quel posto non suoneranno MAI.
    Grazie ancora e complimenti per le preziose e utili informazioni
    che fornite.
    A presto.

    RISPOSTA
    Il pubblico spettacolo ha delle norme precise. Di solito, le porte non possono essere ostruite, a meno che non siano presenti altre uscite in numero e larghezza tale da consentire l’esodo delle persone. Per gli spettacoli aperti al pubblico, comunque, deve esserci l’autorizzazione preventiva della commissione comunale sui locali di pubblico spettacolo.

  517. Giorgio Vannelli on marzo 2012 at 4:01 am

    Buongiorno,
    grazie in anticipo per la vostra cortesia e precisione.

    Devo acquistare un locale seminterrato di 110 mq per aprire un negozio di casalinghi oppure una cartoleria, si accede al locale tramite una breve discesa larga 3 metri che costeggiando il locale sale in strada all’esterno dello stabile (le finestre danno sulla strada). Purtroppo non c’è la possibilità di aprire una uscita di sicurezza, ma il portone di ingresso è largo 80 cm e si apre appunto direttamente all’esterno dello stabile sulla discesa, quindi non direttamente su strada, ma comunque all’esterno. Il locale è rettangolare ed il percorso massimo dagli angoli alla porta di ingresso è inferiore a 20 metri.
    E’ possibile utilizzarlo anche se non ha una uscita di sicurezza ?

    RISPOSTA
    se l’affollamento è basso e il carico di incendio non elevato (la quantità di materiali combustibili) una sola uscita potrebbe essere compatibile con il DM 10 marzo 1998.

  518. Paola on marzo 2012 at 7:35 am

    Buongiorno, in una palazzina per uffici costituita da interrato, piano terra e piano primo gli ultimi due sono destinati ad uffici che ospiteranno diverse attività, ad esempio studi di commercialisti, avvocati ecc., con possibilità di accesso da parte di clienti.
    Al piano primo si accede da una sola scala con larghezza per rampa di 120 cm. che porta al piano terra, è sufficiente o sarà necessario realizzare una scala esterna antincendio?
    La lunghezza complessiva del fabbricato è 34 m e la scala si trova proprio ad una estremità.
    Inoltre in prossimità della scala è possibile accedere ad un terrazzino all’aperto che porta su un ascensore esterno dal quale è possibile scendere direttamente all’interno del piano terra.
    Vi ringrazio

  519. Padrone Ciro on marzo 2012 at 11:32 am

    Salve. avrei un piccolo quesito. ho una trattoria con porta di emergenza che esce su una strada priva di marciapiede rialzato. se un auto non consente la completa apertura e nell’aprirla si crea danni all’auto sono responsabile dei danni?. grazie per la risposta

  520. Valerio on aprile 2012 at 11:34 am

    Buonasera e complimenti per le risposte celeri e precise , vorrei porvi un quesito che in questi giorni ci sta portando a diatribe infinite , vorrei sapere secondo voi quale differenza c’è tra la scritta “uscita di sicurezza” ed “uscita di emergenza” posta sotto il cartello verde che segnala le vie di esodo , visto che nel catalogo del nostro fornitore di cartelli ci sono queste due tipologie di cartelli ci siamo chiesti dove fosse la differenza . Vi ringrazio anticipatamente e vi auguro una felice Pasqua a voi e a tutti i lettori

  521. Marco on maggio 2012 at 1:20 am

    Buongiorno, sono da breve il proprietario di un piccolo hotel e mi da quando ho frequentato il corso sulla sicurezza mi sono venuti molti dubbi sulla struttura che ho preso in gestione.
    La struttura si compone di un hotel con 16 posti letto e di un residence con 24 posti letto, separate.
    -Hotel
    L’hotel è su 2 piani, 4 camere per piano, senza aascensore. L’uscita di emergenza l’abbiamo individuata nell’uscita/entrata principale. Ora su questa c’è una porta che apre verso l’interno ed ha una serratura che la sera viene chiusa e c’è bisogno della chiave per aprirla sia dall’interno che dall’esterno. Ora ho capito che questa porta non va bene ed ho chiesto dei preventivi per sostituirla ma avrei bisogno di sapere che caratteristiche deve avere la porta nuova (visto il costo non vorrei rischiare di sbagliare qualcosa): altezza, larghezza, maniglione antipanico o maniglia normale a sblocco, ecc.
    Sulla porta abbiamo messo l’apposito cartello Uscita di emergenza in italiano. Dobbiamo metterlo anche in altre lingue?
    Abbiamo gli estintori e le luci di emergenza ed il tecnico ci sta preparando le piantine da appendere nei corridoi, dobbiamo metterle anche nelle camere?
    Al momento non abbiamo impianti di allarme antincendio, dobbiamo metterlo?
    -Residence
    Il residence è stato ricavato da una casa di origine medioevale alla fine degli anni ‘80, anche questo su 2 piani con 4 appartamenti per piano che si affacciano su un pianerottolo.Abbiamo provveduto a segnalare l’uscita di emergenza con la luce ed il segnale, ma il problema rimane la porta. Quella che c’è adesso apre a 90° verso l’interno ed ha una maniglia che necessita della chiave solo dall’esterno, non dall’interno. Abbiamo pensato di sostituirla, ma è impossibile farla aprire verso l’esterno a 180°, arriviamo al massimo a 140°-150°. Cosa suggerite di fare?
    Le piantine sono richieste anche qui?
    Vi ringrazio anticipatamente per il prezioso aiuto che ci darete.

  522. fabio on maggio 2012 at 5:20 am

    Salve, dobbiamo realizzare delle porte d’ingresso di negozi all’interno di un centro commerciale,
    ci interessava sapere se utilizzando un chiudiporta a pavimento
    con apertura a ventola (con funzione uscita di emergenza) si poteva evitare di montare un maniglione antipatico.

    RISPOSTA
    Non ci sembra che le norme prevedano questa soluzione. Trattandosi di attività poste all’interno di un’attività soggetta a CPI suggeriamo di rivolgersi ai VVF.

  523. Cristiano on maggio 2013 at 11:21 am

    Salve ho urgente bisogno di un consiglio.
    Vorrei sapere se è obbligatoria una uscita di sicurezza in presenza di una porta a bussola in un negozio di metalli preziosi grazie e complimenti.
    Cristiano

    Il DM 10 marzo 1998 al punto 3.10 prevede:
    Porte scorrevoli e porte girevoli.
    Una porta scorrevole non deve essere utilizzata quale porta di una
    uscita di piano. Tale tipo di porta può però essere utilizzata, se è
    del tipo ad azionamento automatico e può essere aperta nel verso
    dell’esodo a spinta con dispositivo opportunamente segnalato e
    restare in posizione di apertura in mancanza di alimentazione
    elettrica.
    Una porta girevole su asse verticale non può essere utilizzata in
    corrispondenza di una uscita di piano. Qualora sia previsto un tale
    tipo di porta, occorre che nelle immediate vicinanze della stessa sia
    installata una porta apribile a spinta opportunamente segnalata

    Non è detto, però, che a seguito della valutazione del rischio per le particolari esigenze di sicurezza dell’attività non si possano individuare misure alternative di sicurezza che consentano l’utilizzo della sola porta girevole.

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