Attività soggette ai controlli e norme di prevenzione incendi

ottobre 2009

Fire protection standards and Fire safety controls in Italy

Una delle distinzioni che devono essere capite fin dall’inizio per comprendere il mondo della prevenzione incendi è quella tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e quelle soggette alle norme di sicurezza.

Si deve premettere che, quando si parla di attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (VVF), si intendono quelle attività considerate pericolose (in quanto elencate nel DPR 151 del 2011) e per le quali, in base a quanto stabilito dal decreto legislativo n. 139 del 2006, i titolari devono presentare qualche forma di documentazione prima di avviare l’attività.

L’ELENCO DELLE ATTIVITA’ SI TROVA A QUESTO INDIRIZZO

Per capire quali sono gli obblighi dei titolari si può leggere questo articolo, nel quale sono spiegate le differenze tra attività di categoria A, B e C.

I controlli di prevenzione incendi svolti dai VVF sono obbligatori per tutte le attività e gli edifici a particolare rischio e complessità (cioè, per quelli elencati nel DPR 151/2011 alla categoria C).

Non tutte attività elencate nel DPR 151/11, però, hanno una norma di riferimento. Quelle più diffuse (autorimesse, centrali termiche, depositi di gas ecc.), infatti,

sono soggette a delle norme specifiche, mentre le altre attività (lavanderie industriali, officine di grandi dimensioni ecc.) non hanno una norma di riferimento. Le misure di sicurezza, in questi casi, devono essere individuate dal tecnico ed approvate dai Vigili del fuoco caso per caso.

Fatta questa necessaria premessa, un’attività produttiva può ricadere in una delle quattro possibilità:

  • non è soggetta ai controlli dei VVF e non è soggetta ad una norma (ad esempio un piccolo negozio – sotto i 400 m2, una piccola officina meccanica). In questo caso non si dovrà presentare domanda ai Vigili del fuoco e la sicurezza potrà essere garantita solo con un autocontrollo (che farà parte della SCIA da presentare al comune) e potranno essere applicati solo i criteri generali di sicurezza dei luoghi di lavoro;
  • è soggetta ai controlli dei VVF e non è soggetta ad una norma (ad esempio un locale in cui si vernicia con prodotti infiammabili con oltre 5 addetti). In questo caso si dovrà presentare la SCIA ai Vigili del fuoco ma non dovrà verificare nessuna norma specifica, tranne i criteri generali di sicurezza dei luoghi di lavoro;
  • non è soggetta ai controlli dei VVF ed è soggetta ad una norma (ad esempio un impianto di produzione calora a gas di potenza termica pari a 100 kW). In questo caso non si dovrà presentare domanda ai Vigili del fuoco ma si dovrà verificare il rispetto della norma, il decreto 12 aprile 1996;
  • è soggetta ai controlli dei VVF ed è soggetta ad una norma, (ad esempio, una centrale termica con potenza superiore a 116 kW). In questo caso di dovrà presentare la SCIA ai VVF in cui  è dimostrato il rispetto del decreto 1 febbraio 1986.

Da questo breve elenco si capisce che in molti casi (soprattutto quando esiste una norma) il titolare deve ricorrere ad un tecnico per verificare la sicurezza. Il tecnico, comunque, diventa obbligatorio quando si tratta di presentare le domande ai vigili del Fuoco.

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260 Risposte to “ Attività soggette ai controlli e norme di prevenzione incendi ”

  1. comitato tecnico on giugno 2011 at 10:43 am

    Il limite dei 1000 m2 vale per i depositi. Nel vs caso l’attività ci sembrerebbe non soggetta al CPI in quanto non rientra in una voce del DM del 1982.

    La Segreteria tecnica

  2. Roberto Lattanzi on gennaio 2010 at 7:53 am

    Sono un tecnico che ha avviato l’attività inerente alla gestione della sicurezza (Coord.Sicurezza e ASPP) per conto di una società.
    La Società per cui opero si occupa di discariche e impiantistica realizzata all’interno dei siti.
    Tra questi impianti due tipologie mi danno qualche perplessità:
    - Impianto di captazione biogas con torcia di combustione; in tale impianto il biogas prodotto nelle vasche di discarica viene convogliato fino ad una torcia di combustione, in cui viene bruciato per essere eliminato.
    - Impianto di produzione energia elettrica da biogas; il biogas viene convogliato e trasportato fino all’impianto, che trasforma tramite combustione il gas in energia elettrica.

    Le mie domande sono le seguenti:

    Detti impianti sono soggetti al controllo da parte dei Vigili del Fuoco?
    Quali adempimenti devo svolgere per regolarizzare la situazione?
    E’ necessario richiedere il CPI?

    Ringrazio per l’attenzione. Cordiali saluti

  3. comitato tecnico on gennaio 2010 at 8:05 am

    L’impianto di captazione del biogas, qualora la produzione del gas risulti superiore a 50 Nmc/h, rientra al punto 1 del DM 16/02/1982, mentre la produzione di energia elettrica a mezzo di gruppo elettrogeno rientra al punto 64 dello stesso decreto.
    In questi casi è necessario attivare la procedura per l”ottenimento del parere di conformità ai sensi dell’articolo 2 del DPR 37/98 e successivamente richiedere il Certificato di Prevenzione Incendi.

    Per quanto riguarda la regolarizzazione della struttura possiamo ricordare che non esistono norme tecniche per l’impianto di captazione del biogas (quindi dovrà proporre nel progetto i dispositivi ed i presidi antincendio più idonei), mentre per i gruppi generatori alimentati a gas o ad altri combustibili c’è una norma specifica, alla quale abbiamo dedicato un post nel nostro sito.

    La Segreteria tecnica

  4. luciano on gennaio 2010 at 1:28 am

    cosa vuol dire essere in regola con la normativa antincendio e di sicurezza?
    occorre il certificato prevenzione incendi o basta la dia del legale rappresentante
    grazie

  5. comitato tecnico on gennaio 2010 at 5:38 am

    Essere in regola con la normativa antincendio vuol dire aver rispettato le norme di sicurezza che lo Stato ha emanato. Questo obbligo riguarda qualsiasi attività di lavoro e alcuni edifici o depositi particolari.
    Ci sono, poi, tra i luoghi di lavoro o gli edifici, alcune attività che sono considerate cosi’ pericolose da rendere obbligatoria la richiesta del certificato di prevenzione incendi, il cui rilascio attesta che le norme sono rispettate.
    La Dia, in tutto questo, è uno dei passi previsti dalle procedure, perchè permette di lavorare prima del controllo dei Vigili del fuoco sulla base della dichiarazione che tutte le norme sono state rispettate. La Dia antincendio è obbligatoria solo per le attività più pericolose, mentre per le altre non è richiesta.

    La Segreteria tecnica

  6. stefano on febbraio 2010 at 12:23 pm

    Dovrei aprire un parco giochi indoor con annessa una pizzeria.
    Il locale è di lotre 400 mq (esattamente 591 mq totali) e dovrebbe poter ospitare più di 100 persone. Leggendo l’elenco delle attività soggette al controllo di prevenzione incendi, la mia attività vi rientra al punto 83 (capienza superiore a 100 posti) e al punto 85 (superficie superiore ai 400mq). Dovranno rilasciarmi un parere di conformità e un sopraluogo per entrambi i punti o uno per ogni punto??
    Sarà un’unico costo o la somma di entrambi??

  7. comitato tecnico on febbraio 2010 at 1:23 pm

    La sua attività potrebbe essere compresa al solo punto 83 del DM 16/02/1982 qualora nella stessa si configuri lo svolgimento di manifestazioni riconducibili a quelle di pubblico spettacolo (elencate nel DM 19/08/1996). In questo caso oltre alla pratica per l’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi dovrà essere anche ottenuta l’agibilità da parte della Commissione Comunale Tecnica di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo.
    Ovviamente dovrà essere valutata anche la potenzialità degli impianti di cottura ed il tipo di alimentazione per verificare che non vi siano altri impianti o depositi che necessitano dell’autorizzazione antincendio.

    La Segreteria tecnica

  8. Silvestro Borrello on febbraio 2010 at 7:35 am

    Sono proprietario di un locale commerciale al piano terra di m2 450 circa. Mi è stato chiesto in locazione per una attivita commerciale di vendita di articoli casalinghi.
    Nel richiedere l’autorizzazione amministrativa i tecnici comunali l’hanno negata perchè il locale ha una superficie superiore ai 400 mq., riferendo che è necessario un certificato di prevenzione incendi da parte dei VVFF. In tal caso quali sono le caratteristiche che il locale deve avere per ottenere il CPI? Grazie per la risposta

  9. comitato tecnico on febbraio 2010 at 7:37 am

    Le normative al momento in vigore per i locali di esposizione e vendita sono le circolari del Ministero dell’Interno n. 75/67 e 5210/4184 del 17/02/1975; è disponibile (anche sul sito) inoltre una bozza di norma sull’edilizia commerciale, quindi non ancora emanata, quale possibile riferimento.
    Oltre a rispettare le norme citate, dato che il locale supera i 400 m2, deve chiedere il parere ai Vigili del Fuoco. Nel chiedere questo parere ricordiamo che le misure applicabili al caso (resistenza al fuoco, sistema di esodo, impianti elettrici, antincendio e di sicurezza) devono essere valutate in sede di predisposizione del progetto (a firma di tecnico abilitato), che è poi necessario per il successivo ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi .

    La Segreteria tecnica

  10. Federico Mandelli on marzo 2010 at 3:18 am

    Buongiorno, sono un architetto e devo presentare una pratica VVf relativa ad un autorimessa interrata completamente meccanizzata.
    -Innanzitutto vorrei sapere se devo presentare un parere di conformità o che altro.
    -Trattandosi poi di un edificio residenziale con 3 piani fuori terra (probabilmente ha tamponamenti in legno), anche la parte ft deve passare dal nulla osta dei VVf oppure no?
    -Inoltre Vorrei sapere se negli elaborati si deve semplicemente indicare il posizionamento di idranti e ascensori oppure vanno anche dimensionati gli impianti.

  11. comitato tecnico on marzo 2010 at 3:20 am

    Se l’autorimessa ha più di 9 posti macchina è una attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, quindi in quel caso si deve presentare la domanda di parere di conformità. L’edificio, invece, diventa soggetto sopra i 24 m. Questo non toglie che nel suo caso nel progetto dell’autorimessa si devono indicare le parti in comune con l’edificio.
    Il progetto di prevenzione incendi deve essere redatto secondo quanto prevede un decreto (4 maggio 1998) che indica tutta la documentazione e i dettagli da indicare nei progetti da presentare ai VVFF. Il decreto non prevede il dimensionamento degli impianti in fase di parere di conformità, ma che siano almeno dichiarate le prestazioni (ad esempio, per un impianto idranti: portata, riserva idrica, pressione).

    La Segreteria tecnica

  12. carmine on marzo 2010 at 4:55 pm

    salve. sono il titolare di un’azienda che produce manufatti in cemento e commercializza pochi prodotti x l’edilizia, quali i legnami per casseformi. per il rifornimento dei ns mezzi di lavoro, ho anche una cisterna per il gasolio (contiene circa 2000lt), che credo non sia a norme! vorrei sapere se questo tipo di attività ha bisogno di un sistema antincendio valido, ossia bastano gli estintori? o c’è bisogno di un progetto particolare? da notare che il lavoro grosso viene fatto all’aperto, nel deposito vengono messi i mezzi alla sera e c’è la cisterna con il gasolio. ho grosse perplessità per il capannone dove c’è il legname, lì credo non bastino gli estintori… è da qualche settimana che ci sto pensando, ma sinceramente non so da dove iniziare. vi ringrazio

  13. comitato tecnico on marzo 2010 at 6:01 pm

    E’ possibile utilizzare per la distribuzione del gasolio dei serbatoi mobili, omologati in base al D.M. 19 marzo 1990, anche se certamente non all’interno di locali, a maggior ragione destinati a deposito di legname.

    Infatti, per i contenitori – distributori mobili (omologati dal M.I. ai sensi del D.M. 19/03/1990 fino a 9000 litri), a servizio di macchine non targate e non circolanti su strada in uso presso aziende agricole, cave e cantieri non occorre il C.P.I. (D.M. 19/03/1990); le norme tecniche contenute nel predetto DM 19/03/1990 devono comunque essere osservate sotto la diretta responsabilità del titolare dell’attività;
l’installazione dei contenitori distributori in oggetto è consentita presso altre attività produttive (diverse da quelle indicate al precedente punto 1) esclusivamente per il rifornimento di macchine operatrici non targate e non circolanti su strada; per tale tipologia occorre il C.P.I. (L.C.M.I. P322/4113 del 09/03/1998) per l’attività n. 15 del D.M. 16/02/1982;
il DM 12/09/2003 disciplina invece l’installazione e l’esercizio dei depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacità geometrica fino a 9 mc, in contenitori – distributori rimovibili per il rifornimento di mezzi destinati all’attività di autotrasporto e quindi in possesso di apposita licenza per tale tipo di attività; tale installazione è soggetta al rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi configurandosi analogamente all’attività 18 del DM 16/02/1982. Con lettera circolare prot. n 857 del 17/03/2009, la Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica – Area prevenzione Incendi, ha chiarito, sentito la Direzione Generale per il Trasporto Stradale del Dipartimento per i Trasporti Terrestri e il Trasporto Intcrmodale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, consultata sull’argomento, che “sono da intendersi per imprese di autotrasporto quelle iscritte alla Camera di Commercio, con oggetto sociale l’attività di autotrasporto, che contemporaneamente siano, per quanto concerne:
il settore del trasporto merci, imprese iscritte ali ‘Albo degli autotrasportatori conto terzi;
il settore del trasporto persone, imprese abilitate allo svolgimento del servizio di lìnea, noleggio con conducente e taxi”.
    Per impianto di distribuzione carburanti si deve intendere qualsiasi sistema per il rifornimento di veicoli (compreso i serbatoi per caduta e simili); le tipologie di impianto ammesse, conformi alla normativa di sicurezza, sono comunque esclusivamente quelle riconducibili ai casi citati (con l’impiego quindi di contenitori distributori omologati in base al DM 19/03/1990) o, in alternativa, impianti realizzati a mezzo di serbatoio interrato e colonnina erogatrice (DM 31/07/1934); in questa ultima circostanza si configura l’attività 18 del DM 16/02/1982, ed è quindi necessario ottenere il C.P.I..

    L’edificio industriale utilizzato come deposito di legname risulta soggetto a rilascio di CPI se di dimensioni superiori a 1.000 mq o se i quantitativi di legno in deposito superano i 500 q.li. In ogni caso è necessario, in caso di presenza di lavoratori dipendenti, dimostrare il rispetto del DM 10/3/98.

    La Segreteria tecnica

  14. Alessanndro Tortone on marzo 2010 at 7:20 am

    Salve sono il presidente di un associazione culturale musicale;abbiamo nella nostra sede 3 stanze insonorizzate di circa 25Mq cadauna adibita a sala prova musicale e studio di registrazione. non abbiamo partita iva ma solo codice fiscale, non siamo appunto una soceta’ di lucro e operiamo esclusivamente con i nostri soci.Abbiamo intezione di dotarci di estintori a co2 per ogni stanza ma non sappiamo e nessuno sa dirci se siamo obbligati a fare un contratto di manutenzione degli estintori oppure no, visto che la carica del co2 dura ci dicono 18 anni. il discorso per noi ha una certa valenza economica in quanto 3 estintori possiamo comprarli ad un prezzo onesto in un negozio ma se dobbamo per legge avere un contratto di manutenzione i costi per il medesimo prodotto sono 5 volte superiori!!!
    non abbiamo dipendenti,il circolo non e’ aperto al pubblico ma escusivamente ai sosi tesserati.gradiremmo un aiutino in merito.
    grazie tante!!
    Alessandro Tortone

  15. comitato tecnico on marzo 2010 at 7:34 am

    Come responsabile dell’associazione, deve tutelare la sicurezza di chi entra nei suoi locali. Poichè non esistono norme antincendio specifiche per tale tipo di uso, deve essere il responsabile a valutare le misure di sicurezza da applicare, compreso il numero ed il tipo di estintori.
    Per quanto riguarda la manutenzione, la norma sugli estintori fissa il termine entro cui devono essere controllati, ma non obbliga a stipulare un contratto di manutenzione. Dovrebbe verificare quindi la possibilità di recarsi presso chi fa la manutenzione e chiedere quanto costa tale operazione.
    Riportiamo il post sulla manutenzione degli estintori.

    In tutti i luoghi di lavoro in cui sono installati degli estintori, in caso di mancato rispetto delle scadenze della manutenzione, sono previste delle sanzioni penali (D. Lgs n. 81/2008, D.lgs 758 del 1996). Pertanto, la manutenzione degli estintori deve essere seguita molto seriamente.

    Come svolgere la manutezione è scritto nella norma UNI 9994 (Apparecchiature per estinzione incendi – Estintori di incendio – Manutenzione). Questa norma definisce le varie fasi della manutenzione e contemporaneamente ne indica le scadenze:

    Sorveglianza: misura preventiva finalizzata alla verifica della presenza, dell’integrità e dell’accessibilità dell’estintore. Viene eseguita da personale istruito presente sul posto. Consiste in un semplice esame visivo e pertanto non sostituisce le operazioni in seguito riportate, queste ultime devono essere svolte da personale abilitato e con apposite attrezzature. La sorveglianza si esegue con cadenza mensile.
    Controllo: operazione con frequenza semestrale, atta a verificare il buon funzionamento dell’apparecchio. Il controllo consiste in un esame visivo esterno dell’estintore, e nella verifica della pressione del gas propellente tramite manometro esterno certificato. Gli estintori ad anidride carbonica, e le bomboline di propellente (per estintori a pressione ausiliaria), vengono verificate tramite misura del peso, poiché per vari motivi si preferisce non far riferimento alla pressione.
    Revisione: operazione atta a verificare l’efficienza e lo stato di conservazione dell’estintore e di tutti i suoi componenti, comprende la sostituzione dell’estinguente. La revisione richiede lo smontaggio del gruppo valvola e l’ispezione interna del serbatoio. La frequenza dell’operazione dipende dal tipo di estinguente (schiuma o idrico: 18 mesi; polvere: 36 mesi; CO2: 60 mesi; idrocarburi alogenati: 72 mesi).
    Collaudo: verifica della stabilità del serbatoio riferita alla pressione. La frequenza dell’operazione dipende dal tipo di estintore e dalla data di costruzione, gli estintori a CO2 sono sottoposti alle direttive ISPESL per le bombole di gas compressi (collaudo decennale con punzonatura del serbatoio), tutti gli altri devono essere collaudati ogni 12 anni se il serbatoio è marchiato CE, oppure ogni 6 anni se costruiti prima dell’obbligo della marcatura CE.

    La Segreteria tecnica

  16. Lorenzo Mazza on marzo 2010 at 4:05 am

    Magazzino per deposito corsetteria per più di 50 q.li (attività 48) e centrale termica (attività secondaria 91) esistente di cui devo ottenere cpi. Dovrei inserire box office con superficie vetrata (con presenza continuativa di persone) all’interno del magazzino. Come la tratto? Essendoci il vetro non posso compartimentarla. C’è qualche riferimento normativo?
    Grazie mille.

    Saluti e buoni giornata

  17. comitato tecnico on marzo 2010 at 4:55 am

    La centrale termica è soggetta a norme specifiche che non permettono la comunicazione diretta del locale caldaia con un altro locale interno.
    Per quanto riguarda il magazzino, non esistendo norme di prevenzione incendi, è il professionista a decidere cosa fare sulla base della valutazione dei rischi antincendio. Questa dovrà indicare, quindi, se serve la compartimentazione ed il successivo progetto a evidenziare come (eventualmente) realizzarla.

    La Segreteria tecnica

  18. teresa on aprile 2010 at 3:37 am

    Salve, ho appena ricavato un locale commerciale di mq. 485 lordi da un capannone commerciale di mq.800. Questo immobile non necessitava di PCI essendo al di sotto dei 1000 mq adibito alla vendita solo all’ingrosso. Volevo sapere questa nuova unità che verrà adibita a deposito di abbigliamento di che certificati o autorizzazzioni da parte dei VVFF necessita. Vi ringrazio in anticipo. Teresa

  19. comitato tecnico on aprile 2010 at 5:44 am

    I negozi di superficie superiore a 400 m2 devono essere autorizzati dai VVf attraverso una procedura che parte dalla presentazione del progetto. Nel suo caso, se realizza un negozio (anche all’ingrosso) è soggetta a questa procedura e quindi il progetto deve essere firmato da un tecnico (ingegnere, architetto, geometra, perito industriale) e deve mostrare che il negozio è conforme alle norme vigenti, che sono quelle del 1967 e del 1975 (Circolare n° 75 del 03/07/1967 “Criteri di prevenzione incendi per grandi magazzini, empori, ecc.” e lettera circolare 17 febbraio 1975 “Chiarimenti riguardanti l’applicazione del punto 97 dell’elenco allegato al Decreto Interministeriale n. 1973 del 27 settembre 1965 – Parziali modifiche alla Circolare n. 75 del 3 luglio 1967.)
    Una volta realizzato il negozio si può chiedere il sopralluogo di verifica per ottenere il CPI.
    Se, al contrario, deve realizzare un deposito, essendo inferiore a 1000 m2, non è soggetto alla procedura descritta, ma deve in ogni caso accertarsi direttamente che è garantita la sicurezza dei lavoratori.

    La Segreteria tecnica

  20. florencia ferrari on aprile 2010 at 11:55 am

    Salve, sotto il mio palazzo di 2 piani,composto da 4 appartamenti, + un locale seminterrato 75m2 a incastro nella parte laterale,attraversando tutto il edificio sottostante le camere da letto i soggiorni de due degli appartamenti, il locale ha tutta una parte laterale coperta per il terreno.
    il proprietario che non abita nel palazzo vuole aprire un officina meccanica, è possibile?

  21. comitato tecnico on aprile 2010 at 11:56 am

    Dal solo punto di vista della sicurezza antincendio una autorimessa potrebbe essere aperta nella situazione che descrive. Non esistono norme specifiche in materia e molto probabilmente non si tratta nemmeno di una attività per cui deve essere chiesto il certificato di prevenzione incendi.

    La Segreteria tecnica

  22. florencia ferrari on aprile 2010 at 12:00 pm

    Ancora io, mi scusi
    come condomini possiamo chiedere verifica VVF?
    la ringrazio per la sua gentilezza

  23. comitato tecnico on aprile 2010 at 12:10 pm

    Le pratiche di prevenzione incendi possono essere chieste solo dall’amministratore del condominio.
    Una verifica per un eventuale rischio dovuto a irregolarità nella sicurezza antincendio può essere chiesto da chiunque, tramite una richiesta ai VVF.

    La Segreteria tecnica

  24. Paolo on aprile 2010 at 4:29 am

    Salve a tutti sono un Ingnere e mi occupo si sicurezza sul lavoro, volevo sapere la vostra interpretazione della frase “superiore a 5 dipendenti” al punto 8 delle attività soggette a CPI.
    Come lo intendete voi??? Superiore a 5 in generale…compresa la segretaria..??..ho letto su internet un po di notizie e un articolo pubblicato sul sole 24 ore parla di persone presenti nell’ area di rischio…ma se la mia azienda come piu o meno penso tutte ha anche dei cantieri esterni..in generale posso dire che nn sono mai 6 persone (e quindi >5) presenti in officina, ma se il giorno che succede qualcosa piove, sono tutti dentro e supero il limite…???
    Grazie
    Paolo

  25. comitato tecnico on aprile 2010 at 4:30 am

    L’assoggettabilità al punto 8 dell’allegato al DM 16/2/82 deriva dalla presenza contemporanea di oltre 5 persone addette alle operazioni di saldatura con gas infiammabili

    La Segreteria tecnica

  26. Fabio on aprile 2010 at 6:19 am

    Salve,sono un ingegnere e mi son trovato ad occuparmi della progettazione di una scala antincendio esterna, desideravo conoscere che caratteristiche devono avere queste scale e, se è possibile avere qualche riferimento normativo sul quale trovare tali specifiche,
    distinti saluti e complimenti per la vostra chiarezza espositiva

  27. comitato tecnico on aprile 2010 at 6:22 am

    Su questo argomento abbiamo pubblicato un post, che riportiamo:

    Una scala di sicurezza esterna è un elemento costruttivo che serve a favorire l’esodo da un piano fuori terra di un edificio. Di solito, si realizzano le scale esterne quando per qualche motivo non è possibile realizzarle all’interno, protette o a prova di fumo.

    Dato che una scala esterna deve essere abbastanza protetta dal fumo, deve essere distante dalle aperture dell’edificio, da cui potrebbero uscire i prodotti della combustione che la rendono impraticabile.

    Una norma di riferimento per la realizzazione di scale esterne è il decreto 19 agosto 1996 (regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione, ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo) che prevede al punto 4.5.4 Scale di sicurezza esterne:

    Quando sia prevista la realizzazione di scale di sicurezza esterne, le stesse devono essere realizzate secondo i criteri sotto riportati:

    a) possono essere utilizzate in edifici aventi altezza antincendio non superiore a 24 m;
    b) devono essere realizzate con materiali di classe 0 di reazione al fuoco;
    c) la parete esterna dell’edificio su cui è collocata la scala, compresi gli eventuali infissi, deve possedere, per una larghezza pari alla proiezione della scala, incrementata di 2,5 m per ogni lato, requisiti di resistenza al fuoco di almeno REI 60.
    In alternativa la scala esterna deve distaccarsi di 2,5 m dalle pareti dell’edificio e collegarsi alle porte di piano tramite passerelle protette con setti laterali, a tutta altezza, aventi requisiti di resistenza al fuoco pari a quanto sopra indicato.

    Questa norma è stata riportata quasi integralmente dal decreto sulla sicurezza degli ospedali ( 18 settembre 2002) che prevede:

    Scala di sicurezza esterna: scala totalmente esterna, rispetto al fabbricato servito, munita di parapetto regolamentare e realizzata secondo i criteri sotto riportati:
    - i materiali devono essere di classe 0 di reazione al fuoco;
    - la parete esterna dell’edificio su cui è collocata la scala, compresi gli eventuali infissi, deve possedere, per una larghezza pari alla proiezione della scala, incrementata di 2,5 m per ogni lato, requisiti di resistenza al fuoco almeno REI 60. In alternativa la scala esterna deve distaccarsi di 2,5 m dalle pareti dell’edificio e collegarsi alle porte di piano tramite passerelle protette con setti laterali, a tutta altezza, aventi requisiti di resistenza al fuoco pari a quanto sopra indicato.

  28. Rosario on maggio 2010 at 12:03 am

    Vorrei sapere se è obbligatorio fare il calcolo prestazionale (art. 2 comma 1D.M. 9.5.2007) per una cupola in acciaio e vetro di copertura di un’area comune a dei negozi posti in un centro commerciale di oltre 400 mq. Grazie

  29. comitato tecnico on maggio 2010 at 4:00 am

    L’uso dei metodi di cui al decreto 9 maggio 2007 è facoltativo. Non esistono casi in cui sia obbligatorio, anche se in molte situazioni l’approccio prestazionale è l’unico in grado di fornire delle risposte concrete.

    La Segreteria tecnica

  30. calabrese beniamino on maggio 2010 at 10:58 am

    vorrei sapere se per una cucina di un ristorante con carico di fuoco inferiore a 116KW occarre il parere preventivo dei vigli del fuoco. Grazie

  31. comitato tecnico on maggio 2010 at 11:04 am

    Nel caso di potenza inferiore a 116 kW di tutti gli impianti termici a gas presenti nel locale, non è obbligatorio il parere preventivo.

    La Segreteria tecnica

  32. Camerlingo Raffaele on maggio 2010 at 11:58 pm

    Salve, sono un geometra e mi occupo generalmente di Sicurezza lavoro (81/08), ho avuto un incarico di coordinamento per un parco fotovoltaico e sono curiso di sapere se il tipo di attività è soggetta a CPI, ho già visto nella tabella delle attività soggette e l’unica un po più attinente era la n. 63, ma essendo un cosa un po nuova non sono sicuro sia alla stessa stregua.

    Saluti

  33. comitato tecnico on maggio 2010 at 11:59 pm

    Questa attività non rientra tra quelle soggette ai controlli di prevenzione incendi

    La Segreteria tecnica

  34. Camerlingo Raffaele on maggio 2010 at 12:04 am

    PS
    L’impianto è di 20,40 MW ed è su una superficie di 545000 mt.

    Grazie ancora

  35. Giuseppe on maggio 2010 at 2:55 am

    Salve, vorrei sapere se una centrale termica inferiore ai 116 kw ma installata in una scuola rientrante nell’attività n° 85, è soggetta al rilascio del cpi ?(anche se non rientra nel punto 91).
    Seconda domanda , quando vi sono più attività nello stesso stabile (esempio scuola att. 85 e centr term 91) il cpi deve essere unico o ogni attività ha il suo?
    Mi è capitato in una scuola di adeguare la centrale termica al D.M. 12/04/1996 ma la scuola in generale non era in regola e il comando dei vigili del fuoco non ha rilascio il cpi per l’attività 91 ,in auanto mi hanno detto che deve essere unico non bloccandomi il saldo del lavoro.
    grazie anticipatamente per le risposte.

  36. comitato tecnico on maggio 2010 at 2:56 am

    Confermiamo che il CPI deve essere unico e deve prendere in considerazione anche le centrali termiche al di sotto della soglia dei 116 kW.

    La Segreteria tecnica

  37. Stefano on giugno 2010 at 2:34 am

    Salve,
    vorrei sapere se in un immobile in cui sono presenti più attività, normate da rispettive regole tecniche, che prevedono tutte l’installazione di naspi per il calcolo della riserva idrica bisogna utilizzare il fabbisogno della sola attività più gravosa o la somma di tutte.

    Grazie.

  38. comitato tecnico on giugno 2010 at 2:35 am

    Non abbiamo trovato dei chiarimenti ministeriali su questo tipo di problema. A nostro parere, se le attività sono separate con strutture REI si puo’ ipotizzare che un incendio possa riguardare solo una di esse e che, quindi, una riserva dimensionata per l’attività piu’ gravosa possa essere adeguata. Però si deve anche considerare il problema delle responsabilità. La gestione di questa riserva, infatti, dovrebbe essere a carico di tutti coloro che la possono usare.

    La Segreteria tecnica

  39. massimo on giugno 2010 at 4:39 am

    Salve,

    sono il presidente di un associazione culturale che si occupa dell’insegnamento di danza, yoga e teatro.
    al momento la nostra sede è di 210 mq, ma si profila la possibilità di comprare altri 220 mq nello stesso piano.
    il capannone non ha scale antincendio, sono obbligatorie anche se non dovessimo mai avere 100 persone nello stesso momento?
    chi dovrei contattare per info dettagliate?
    Grazie mille!

  40. comitato tecnico on giugno 2010 at 4:40 am

    Le norme sulle uscite di sicurezza si basano sul numero di persone e non sulla superficie dei locali. Per informazioni più dettagliate sull’argomento abbiamo notato che un testo in vendita su internet sulla sicurezza antincendio dei ristoranti (Editore Lulu) ha una buona sezione sulle vie di esodo, che potrebbe chiarirvi diversi dubbi.

    La Segreteria tecnica

  41. fanigliulo antonio on giugno 2010 at 2:39 am

    Sono un Per. Ind. che si occupa di progettazione di prevenzione incendio al momento seguo la progettazione di un edif. per civili abitazioni e mi è sorto un dubbio ” nelle norme di prev. incendio su edif. per civili abitazioni nella tab. A per massima sup. di competenza di ogni scala cosa si intende: la sup. di piano esclusa dei balconi quindi solo la sup. racchiusa dalle pareti perimetrali dell’ edificio? Se si per superficie di piano si intende quella al netto dello spessore dei muri perimetrali o compreso lo spessore dei muri?
    La ringrazio anticipatamente per l’ attenzione che presterà al mio quesito. Saluti

  42. comitato tecnico on giugno 2010 at 2:40 am

    Non ci risultano chiarimenti sul problema evidenziato. Di conseguenza, conviene chiedere al locale Comando VVF, tenendo conto che é probabile che sia presa in considerazione l’ipotesi più sfavorevole.

    La Segreteria tecnica

  43. Paolo on giugno 2010 at 2:31 am

    Salve,sto aprendo una macelleria di circa 80mq,mi servirebbe sapere se oltre l’agibiltà mi serve qualche altro certificato da parte dei vigili del fuoco.
    Nel caso non ci fosse bisogno di niente,cambia qualcosa la presenza di una cucina a gas?
    La ringrazio anticipatamente

  44. comitato tecnico on giugno 2010 at 12:46 pm

    La macelleria è un’attività di vendita e non è soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco al di sotto di 400 m2.
    La cucina a gas se è sotto i 100 kW non è soggetta ai controlli, ma deve pur sempre rispettare le norme di sicurezza sugli impianti a gas.

    La Segreteria tecnica

  45. anna on giugno 2010 at 10:54 am

    complimenti per la chiarezza

  46. Alessandro on giugno 2010 at 5:53 am

    Salve,
    vorrei chiedere se risulta essere soggetta a CPI anche una piccola azienda agricola con due soli dipendenti che si occupano della raccolta e vendita al dettaglio di olio d’oliva. (l’attività di molitura è svolta da terzi).
    Tale materia prima è stoccata in due silos (cisterne) con una capienza complessiva di circa 3.600 quintali, negli stessi locali aziendali che subiscono idonei controlli sanitari.
    Nei locali ad oggi sono presenti già estintori ed aspiratori, è necessario altro? Sottolineo il fatto che si tratta di un semplice deposito utilizzato per la vendita diretta.
    GRAZIE.

  47. comitato tecnico on giugno 2010 at 5:54 am

    I depositi di olio costituiscono un’attività pericolosa e quindi per questi deve essere chiesto il CPI. Per le misure di sicurezza è opportuno acquisire il parere dei VVF.

    La Segreteria tecnica

  48. Ivana on giugno 2010 at 1:47 am

    Salve,
    devo presentare un progetto per un impianto di cogenerazione a biomassa per la produzione di energia con potenza elettrica di 1000 kw, quale normativa prevenzione incendi devo seguire?
    Le attivita’ sono 46-63-64 o anche la 91?
    GRAZIE

  49. filippo on giugno 2010 at 10:12 pm

    Buongiorno richiedo se vi è l’obbligo di realizzare una riserva idrica e di quali dimensioni per garantire le prestazioni dettate dalla normativa per 3 naspi presenti in un istituto di formazione di tipo 1 attività 85(fino a 300 presenze). ho letto che le prestazioni devono essere garantite per 60 min per almento il 50% dei naspi presenti ovvero 2. è possibile ometterla inserendo solo una stazione di pompaggio? l’acquedotto dovrebbe almeno garantire che la riserva è inesauribile. questo può aiutae? grazie in anticipo

  50. marco on luglio 2010 at 1:05 am

    salve,
    la mia richiesta è la seguente:
    un’attività artigianale (officina per la manutenzione di infissi di alluminio senza saldatura con n°2 addetti) operante su una superficie di circa 435mq è soggetta al rilascio del CPI.

  51. comitato tecnico on luglio 2010 at 7:55 am

    Se il forno è a gas o a gasolio e supera la potenza termica di 116 kW è sicuramente soggetto al CPI. Anche per quanto riguarda i solventi ed il gasolio deve verificare le quantità previste con i limiti stabiliti nelle voci del dm 16 febbraio 1982.

    La Segreteria tecnica

  52. giuseppe on luglio 2010 at 9:54 am

    Salve,
    sono un artigiano che intende aprire una auto carrozzeria per riparazione veicoli senza dipendenti e soci.
    Vorrei chiedere se risulta essere soggetta a CPI?
    Il capannone ha una superficie di circa 400mq. ed al suo interno vi sono forno di verniciatura con annesso riscaldatore ed aspiratore con scarico all’esterno; magazzino per vernici e solventi privo di aperture verso l’esterno di sup. max 25mq. (deve avere strutture REI?); fusti per raccolta oli usati e polveri di carteggiatura – contenitore batterie esauste – cisterna gasolio inferiore ai 1000 mc (devono avere dei locali specifici?), saldatrice a filo continuo.
    Grazie in anticipo.

  53. Adriano on luglio 2010 at 5:23 am

    sono il titolare di un azienda artigiana che sta presentando il progetto per l’ottenimento del CPI.
    L’azienda è stata suddivisa in 2 :
    attività87) Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio con superficie lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi.
    attività88) Locali adibiti a depositi di merci e materiali vari con superficie lorda superiore a 1.000 m2
    Abbiamo proposto un locale con 2 porte rei di collegamento tra le 2 attività ma ci è stato risposto che le due attività devono essere separate e non possono avere un collegamento interno.
    Ci sembra strano che non si possano avere comunicazioni interne tra diverse attività.
    Ci sono normative precise al riguardo?

  54. comitato tecnico on luglio 2010 at 5:24 am

    Le informazioni fornite non sono esaurienti per dare una risposta univoca.
    Due diverse attività con diverse ragioni sociali non vengono generalmente messe in comunicazione tra loro per ridurre la reciproca probabilità di trasmissione dell’incendio; quando non espressamente vietato dalle normative specifiche o regole tecniche di prevenzione incendi la comunicazione potrebbe essere ammessa a condizione che vi sia un unico responsabile delle due attività, con rilascio di un unico Certificato di Prevenzione Incendi.
    Per l’attività 87 deve essere verificata l’applicabilità delle disposizioni contenute nelle circolari del Ministero dell’Interno n. 75/67 e 5210/4184 del 17/02/1975.

    La Segreteria tecnica

  55. Giovanni on luglio 2010 at 5:10 am

    Buongiorno, sono un ingegnere che si occupa di sicurezza sul lavoro; ancora un quesito relativo ad un negozio: sull’autorizzazione all’esercizio è specificata una superficie netta di vendita inferiore a 400 mq, mentre quella lorda li supera. Il negozio si estende su due piani: terra e seminterrato. Da qui, tramite due porte rei separate da un corridoio che costituisce filtro a prova di fumo – seppur attulamente privo di tubazione che dia sfogo sull’esterno – si accede ad un deposito/garage con ulteriore accesso all’esterno tramite saracinesca. E’ a causa di quest’ultimo locale che si superano i 400 mq. L’attività 87 da DM 16/02/82 si riferirebbe alla superficie adibita a negozio copmprensiva di deposito, quindi siamo soggetti a rilascio CPI, oppure è possibile distinguere le due aree come negozio inferiore ai 400 mq e deposito inferiore ai 1000?
    Nel caso in cui questa distinzione non fosse possibile, per non dover richiedere il cpi, dovrebbe esserci una parete al posto delle porte rei (in modo che il locale adibito a negozio ed il deposito non comunichino tra loro)? Grazie

  56. comitato tecnico on luglio 2010 at 6:49 am

    La risposta dipende dall’interpretazione locale della norma, per cui dovrebbe rivolgersi al locale Comando dei vigili del Fuoco.
    Anche secondo noi il collegamento con il locale autorimessa lo rende parte dell’attività. In caso di separazione con pareti REI non dovrebbero esserci problemi a identificare l’attività come inferiore a 400 m2.

    La Segreteria tecnica

  57. mara on luglio 2010 at 12:33 pm

    Per un’attività commerciale la superficie lorda ai fini della prevenzione incendi come viene calcolata? è comprensiva dei muri, scale e metà pareti di confine con altra proprietà?

  58. comitato tecnico on luglio 2010 at 12:35 pm

    Il problema della superficie di riferimento per l’applicazione della norma di solito è risolto utilizzando la superficie lorda, come si legge nella maggior parte delle norme di prevenzione incendi.

    La Segreteria tecnica

  59. Manfredo Bianchi on agosto 2010 at 6:07 am

    Per svolgere una attività di trattenimento con ballo e somministrazione cibi e bevande per meno di 200 persone, zona all’ aperto adiacente bar-ristorante, mesi estivi due giorni a settimana, è necessario il rilascio del CPI? Si possono usare i servizi igienici del bar ?

  60. comitato tecnico on agosto 2010 at 6:08 am

    Possiamo confermare che i locali di trattenimento e spettacolo con capienza superiore a 100 persone sono soggetti al controllo della commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ed anche al CPI.

    La Segreteria tecnica

  61. massimo on settembre 2010 at 11:15 pm

    Salve

    Ad agosto abbiamo preso in affitto un locale di circa 600 mq da adibire come su contratto di affitto a discobar, il locale è confinante con un altro locale( Vuoto ) e sopra vi è una palestra.
    Il punto è che il propietario non riesce a fornirci le certificazioni REI 120 da noi richieste precedentemente alla stipula del contratto di affitto, per procedere con la richiesta ai vigili del fuoco , mi domando se il propietario essendo a conoscenza della mancanza delle certificazioni poteva affittare il locale per l’uso da noi richiesto.
    In questo momento i lavori per la realizzazione del discobar sono fermi per la mancanza dei documenti richiesti.

  62. comitato tecnico on settembre 2010 at 11:16 pm

    Purtroppo il problema sollevato riguarda i rapporti tra privati e non i problemi di prevenzione incendi.
    Per le certificazioni di resistenza al fuoco, però, potete ricorrere ad un professionista iscritto negli elenchi del Ministero dell’Interno.

    La Segreteria tecnica

  63. Pier Luigi on settembre 2010 at 1:56 am

    Nuova concessionaria auto circa 1000mq con officina con meno di 9 auto, esposizione con meno di 9 auto magazzino pezzi di ricambio, è soggetta alla pratica incendi?

  64. comitato tecnico on settembre 2010 at 1:57 am

    Se una concessionaria è un’attività commerciale, l’attività è soggetta al certificato di prevenzione incendi in quanto il locale supera i 400 m2 (punto 87 del DM 16 febbraio 1982:
    87) Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio con superficie lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi.

    La Segreteria tecnica

  65. Alessandra Guarino on settembre 2010 at 11:51 am

    Salve,dovrei aprire un bar all’interno di un istituto scolastico superiore e vorrei sapere se è l’esercizio è soggetto ad una vostra certificazione antincendio o meno.
    In attesa di una vostra risposta, cordiali saluti.

  66. comitato tecnico on settembre 2010 at 11:52 am

    I bar, da soli, non sono soggetti ai controlli di prevenzione incendi. Però, secondo noi, trattandosi molto probabilmente di un edificio soggetto ai controlli di prevenzione incendi, per l’apertura del bar dovrebbe essere fatta almeno una comunicazione ai VVF.

    La Segreteria tecnica

  67. Anonimo on settembre 2010 at 10:49 pm

    buongiorno,
    siamo intenzionati ad aprire una carrozzeria.ci stiamo informando per tutti i permessi.
    la carrozzeria sara’ di mq300 con due operai piu’ la segretaria.
    come ci dobbiamo comportare?
    grazie

  68. comitato tecnico on settembre 2010 at 10:50 pm

    Ai soli fini antincendio, se non ci sono forni a gas o a gasolio di potenza superiore a 116 kW, non dovete chiedere il parere dei VVF.
    In ogni caso dovete applicare le norme sugli impianti ed i criteri di sicurezza per i luoghi di lavoro di cui al DM 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  69. Andrea on ottobre 2010 at 3:56 am

    Salve, sono il presidente di una associazione culturale che organizza corsi di musica per i soli soci. I locali di superficie pari a mq 150 il primo (con 3 uscite verso l’esterno ed un affollamento max di 50-70 persone)e di mq 50 il secondo ( con sbocco su disimpegno dotato di due uscite di sicurezza e affollamento max di 20 persone), sono dotati di estintori in tutti gli ambienti. Non credo, avendo letto la norma, di dover ottemperare a specifiche prescrizioni dei VVF, fatti salvi gli adempimenti previsti per la sicurezza negli ambienti di lavoro (gli insegnanti sotto contratto quindi dipendenti dell’associazione). Chiedo conferma a quanto sopra esposto e porgo distinti saluti.

  70. Giulia on ottobre 2010 at 1:38 am

    Salve, avrei bisogno, di sapere chi deve compilare e tenere aggiornato il registro antincendio. In particolare non mi è chiara la definizione di “responsabile dell’attività”. Il responsabile all’interno di un presidio ospedaliero, per esempio, ove vi è una centrale termica, è “l’ospedale stesso” oppure il soggetto incaricato delle manutenzioni di tutti i dispositivi relativi all’impianto antincendio nonchè terzo responsabile?
    Grazie
    Alessia

  71. comitato tecnico on ottobre 2010 at 1:39 am

    Il registro dell’antincendio deve essere compilato per quanto riguarda l’attività di sorveglianza da parte degli incaricati o addetti interni dell’azienda, mentre per l’attività di controllo la compilazione deve essere fatta dagli addetti delle ditte di manutenzione esterna.

    A meno che l’impianto termico non sia gestito da parte di una ditta esterna (nel qual caso intestataria del Certificato di Prveenzione Incendi) sarà cura del responsabile del presidio ospedaliero organizzare l’attività di controllo ai dispositivi antincendio ed al luogo di lavoro, così come previsto dal DM 10 marzo 1998.

    La Segreteria tecnica

  72. Stefano on ottobre 2010 at 7:24 am

    Per un edificio adibito a civile abitazione del 1950, con altezza di gronda superiore ai 24 m con ascensore ed annessa autorimessa privata sottostante con box auto per più di 9 veicoli, è necessario il CPI? Cioè le leggi sono retroattive?
    Grazie
    Stefano

  73. comitato tecnico on ottobre 2010 at 10:08 am

    La richiesta del CPI è obbligatoria anche per gli edifici esistenti al 1982, quando è stato pubblicato l’attuale elenco di attività soggette.

    La Segreteria tecnica

  74. luca on ottobre 2010 at 6:51 am

    Salve,
    sono il responsabile di un ente di formazione professionale, che eroga corsi di formazione a lavoratori e disocuupati all’interno di uno stabile di propietà del comune, all’interno dello stesso vi è un’altra associazione di volontariato. Le aule e i laboratori hanno un a capienza complessiva che supera le 100 persone. inoltre nella struttura adiacente ha sede una scuola superiore, con cui non ci sono aree in comune ma usufriamo della stessa centrale termica di potenza superiore ai 116 Kw che si trova nei locali tecnici della scuola. E’ necessario il cpi anche per noi? e deve essere in comune con la scuola o possiamo procedere da soli ?

  75. comitato tecnico on ottobre 2010 at 6:53 am

    Non sappiamo se (ai fini delle norme antincendio da applicare) una struttura che eroga corsi di formazione sia equiparabile ad una scuola, che fa formazione. Il quesito dovrebbe essere rivolto ai Vigili del Fuoco, per capire quali misure devono essere adottate. La condivisione del riscaldamento prodotto dalla centrale termica secondo noi non implica nulla ai fini antincendio.

    La Segreteria tecnica

  76. DONATELLA on ottobre 2010 at 12:05 pm

    Salve sono proprietaria di un edificio adibito in parte a uso civile abitazione, in parte uffici collegati a negozio che non supera i 400 mq, piu magazzino, vorrei sapere se sono obbligata a richiedere il certificato prevenzione incendi

  77. redazione tecnica on ottobre 2010 at 12:10 pm

    Per quanto possiamo dire senza vedere gli elaborati grafici se l’edificio non supera l’altezza in gronda di 24 mt, il negozio (comprendendo aree di servizio come magazzini, depositi ecc..) non supera i 400 mq ed i magazzini non presentano deposito di materiali in quantitativi tali da risultare soggetti (50 q.li di carta o plastica, infiammabili ecc..) non ci sarebbe bisogno di richiedere il CPI… Questo ovviamente non significa che non sia necessario valutare l’esistenza di prescrizioni dettate dalle regole tecniche anche per attività non soggette a controllo obbligatorio.

  78. Andrea on ottobre 2010 at 6:03 am

    Salve, sono il presidente di una associazione culturale che organizza corsi di musica per i soli soci. I locali di superficie pari a mq 150 il primo (con 3 uscite verso l’esterno ed un affollamento max di 50-70 persone)e di mq 50 il secondo ( con sbocco su disimpegno dotato di due uscite di sicurezza e affollamento max di 20 persone), sono dotati di estintori in tutti gli ambienti. Non credo, avendo letto la norma, di dover ottemperare a specifiche prescrizioni dei VVF, fatti salvi gli adempimenti previsti per la sicurezza negli ambienti di lavoro (gli insegnanti sotto contratto quindi dipendenti dell’associazione). Chiedo conferma a quanto sopra esposto e porgo distinti saluti.

  79. Sery on ottobre 2010 at 9:35 am

    Spett.le Staff di http://www.antincendio.it,
    sono una giovane avvocatessa interessata alle tematiche della sicurezza sul lavoro e vorrei chiederVi quali sono gli adempimenti che un’azienda di distribuzione carburanti e stazione di servizio deve avere per stare in regola con la normativa anticendi ed i vari certificati che durata hanno e chi è abilitato a rilasciarli?
    Certa di una celere e esauriente risposta anticipatamente Vi ringrazio e ; Vi invio
    cordiali saluti

  80. Luigi falcini on ottobre 2010 at 12:24 pm

    Salve
    Un mio cliente sta costruendo un edificio artigianale con zona ad uso uffici e zona ad uso ricovero mezzi propri nonché piccola officina per riparazioni delle loro macchine operatrici non targate e autocarri
    La notte tali mezzi verranno depositati all’interno dell’edificio ed esistono anche due cisterne mobili omologate da trasporto di 600 lt cadauno
    E’ obbligatorio il Cpi?
    La ditta ha 13 dipendenti di cui 5 operano in ufficio e gli altri lavorano presso cantieri esterni ma in caso di pioggia alcuni rimangono all’interno dell’edificio nella zona officina
    Attendo vostri chiarimenti e ringrazio

  81. Giuseppe on novembre 2010 at 7:58 am

    Salve,
    lavoro presso una cava e mi occuppo dell’amministrazione e controllo. Leggendo la normativa riguardante l’attività di prevenzione e incendio mi sono chiesto se siamo obbligati a richiedere il C.P.I. tenuto conto che utilizziamo un distributore di gasolio di 9000 e uno di 600 litri entrambi per rifornire mezzi non targati e non circolanti su strade. I due serbatoi rientrano tra quelli omologati dal M.I. ai sensi del D.M. 19/03/90. La mia perplessità è dovuta al fatto che, oltre a tali serbatoni, in azienda abbiamo un contenitore a norma per la raccolta dell’olio esausto con capienza di 800 litri e in media circa 500 litri di olio lubrificante in magazzino pronto per essere utilizzato in qualsiasi momento.
    Grazie e buon lavoro

  82. Bresciani geom. Francesco on novembre 2010 at 9:08 am

    Buon Giorno, ho visitatato il vostro sito e voglio complementarmi con Voi per la puntualita degli argomenti trattati e per le risposte date alle domando sottopostevi. Se e possibile gradire formulare anchio un quisito in merito ad un incarico che mi é stato affidato. Un mio cliente, nel piano terra di un capannone industriale, mi chiede di poter aprire una attività di Ludoteca, con presenza di giochi gonfiabili zone morbide ecc… uno spazio dove i bambini da i tre anni fino ai 12 accompagnati dai genitori possono trovarsi, per giochi e per relazioni. La superficie interessata é di mq.1000,00, la presenza ipotizzata e di oltre 100 utenti tra grandi e piccoli. La mia domanda é: I locali sono soggetti al visto dei vigili del Fuoco? devo ottenere anche il parere della commissione di Vigilanza Comunale?

  83. comitato tecnico on novembre 2010 at 9:09 am

    Questo tipo di attività non dovrebbe ricadere nel pubblico spettacolo e nemmeno nell’intrattenimento, ma forse è opportuno verificare se la Commissione di vigilanza è competente ad esprimere un parere, data la particolare destinazione dell’attività.

    La Segreteria tecnica

  84. ermanno on novembre 2010 at 2:00 pm

    Salve, sono il presidente di un aeroclub che ha due aeroplani ultraleggeri,ricoverati insieme ad altri velivoli ultraleggeri,in dei capannoni la cui destinazione d’uso è “deposito attrezzi agricoli” con contratto di locazione però per ricovero velivolo, come per tutti gli altri velivoli.Vi chiedo se è legittima la locazione a titolo oneroso e se vi è obbligo della CPI, trattandosi di depositi costruiti sulla base dello strumento urbanistico che consente di costruire una certa volumetria in funzione di una superficie caratterizzata come zona agricola.grazie.

  85. Riccardo on novembre 2010 at 8:53 am

    Buongiorno,

    nello stabile in cui opero vi sono installate 3 caldaie: una di mia competenza installata al piano interrato di 94kw.
    Al piano 0 dello stabile un’altra caldaia da 60 kw afferente ad altra attività e al piano 2 un’altra caldaia da 60kw, 1 generatore di vapore da 20kw per bagno turco e una sauna da 10kw afferente al solo piano 2 e ad altra attività.
    Tutte le 3 aree caldaia e la centrale sauna/b.turco sono separate in piani diversi dello stabile e non comunicanti.
    Volevo sapere se è necessario per il condominio richiedere il CPI che comprenda tutta la potenza disponibile ( 94+60+60 kw) o se al contrario dato che ogni caldaia ha una potenza minore di 115kw non è assoggettabile al CPI ma solo alla normativa 12/4/96
    grazie

  86. comitato tecnico on novembre 2010 at 8:58 am

    Secondo noi sono attività separate e quindi non si sommano ai fini del certificato di prevenzione incendi.

    La Segreteria tecnica

  87. tecnico on novembre 2010 at 3:31 am

    salve
    dobbiamo trasferire l’attività di realizzazione di prefabbricati in cemento in un nuovo capannone di circa 2000mq;l’attività non prevede l’utilizzo di di combustibili sia liquidi che gassosi ma solo macchinari elettrici;
    gli operai impegnati nella lavorazione sono in numero inferiore a 10, volevo capire cosa prevede la normativa in questo caso non avendo trovato notizie riferite a questo tipo di attività.
    Grazie

  88. comitato tecnico on novembre 2010 at 3:32 am

    La sicurezza antincendio in questo caso in cui non esiste normativa si attua valutando il rischio e adottando le misure previste dal DM 10 marzo 1998. Il compito spetta al datore di lavoro.

    La Segreteria tecnica

  89. giacomo on novembre 2010 at 4:14 am

    Salve,
    volevo sapere se per un edificio privato,destinato a studi privati,ci fosse il bisogno del parere dei Vigili del fuoco…p.s. se può servire,l’edificio ha un’altezza di 30m.
    Grazie.

  90. Massimo on novembre 2010 at 9:10 am

    Buongiorno,
    vorrei sapere se un supermercato con superficie lorda pari a 408 m2, composto da zona vendita di 300 m2 e magazzino interrato e separato al quale si accede da porta esterna alla zona vendita di 108 m2, è soggetto al CPI.
    Grazie

  91. comitato tecnico on novembre 2010 at 9:39 am

    E’ una questione soggetta ad interpretazione, secondo noi potrebbe essere soggetto, ma conta la valutazione del Comando VVF.

    La Segreteria tecnica

  92. tommaso on novembre 2010 at 10:08 am

    Salve,la mia azienda si sta trasferendo in un locale uso magazzino di 1020 mq lordi mentre calpestabili sono circa 980 mq.Sul D.M. 16.02.82 riporta la dicitura oltre 1000 mq lordi,nel mio caso serve il CPI?GRAZIE

  93. comitato tecnico on novembre 2010 at 10:09 am

    Dovrebbe essere soggetto al CPI.

    La Segreteria tecnica

  94. natalia on novembre 2010 at 6:09 am

    Salve, dovrei aprire un piccolo negozio di vendita di integratori alimentari. Devo fare richiesta di certificato antincendio ai vigili del fuoco?

  95. comitato tecnico on novembre 2010 at 6:10 am

    No

    La Segreteria tecnica

  96. Grazia on dicembre 2010 at 3:43 am

    Buongiorno, vorrei sapere se come privato, rispettando tutte le norme citate, volendo costruirmi una scala metallica esterna di sicurezza devo chiedere qualche parere ai vigili del fuoco, od inviare qualche comunicazione.
    Saluti
    Grazia Carta

  97. comitato tecnico on dicembre 2010 at 3:44 am

    Un intervento che comporta un aumento di sicurezza di solito non necessita di solito di comunicazione preventiva ai VVF, che si tratti oppure no di attività soggette ai controlli. Forse è bene che sia comunicata almeno a posteriori, però.

    La Segreteria tecnica

  98. ermanno on dicembre 2010 at 10:31 am

    Salve, sono il presidente di un aeroclub che ha due aeroplani ultraleggeri ricoverati insieme ad altri velivoli ultraleggeri,in dei capannoni la cui destinazione d’uso è “deposito attrezzi agricoli” con contratto di locazione però per ricovero velivolo, come per tutti gli altri velivoli.Vi chiedo se è legittima la locazione a titolo oneroso e se vi è obbligo della CPI, trattandosi di depositi costruiti sulla base dello strumento urbanistico che consente di costruire una certa volumetria,in funzione di una superficie caratterizzata come zona agricola.grazie.

  99. Giordano on dicembre 2010 at 9:03 am

    Buonasera,

    Dovrei realizzare all’esterno di un azienda un deposito di vernici in apposito box in aderenza alle pareti del fabbricato.
    Il comune non mi permette di realizzare pareti chiuse in lamiera o in muratura incombustibili ma solo con materiali leggeri (teli in PVC).
    Esistono normative antincendio che ne vietano l’uso?
    Il deposito di vernici potrebbe superare il quantitativo di 500Kg

    Grazie e saluti

  100. comitato tecnico on dicembre 2010 at 9:04 am

    Non esistono norme per questo tipo di deposito, per cui può realizzarlo come vuole, secondo gli esiti della valutazione del rischio.
    Se supera i 500 kg, però, il progetto deve essere approvato dai VVF.

    La Segreteria tecnica

  101. Luigi on dicembre 2010 at 5:54 am

    Buongiorno,
    secondo voi un’azienda che svolge attività di zincatura a rotobarile ha:
    nr.3 caldaie di cui nr.2 da 114kW e nr. 1 da 116kW
    nr.1 cisterna gasolio 1500l
    materiale infiammabile vario tra i 500 e i 100l
    nr. 2 fusti da 25l di Passivazione Gialla
    • nr. 1 vasca passivazione da 500l
    • nr. 1 vasca da 1000l di acido cloridrico
    • 30 qli di Cloruro di Potassio
    • nr. 5 fusti da 50l di acido nitrico
    • nr. 3 fusti da 50l di lucido
    • nr. 2 fusti da 50l di acqua ossigenata
    • nr. 2 vasche da 500l di zincovel
    • nr. 1 vasca da 500l di Bisolfito di Sodio
    • nr. 1 vasca di 500l di Acido Solforico
    Grazie
    Luigi

  102. Luigi on dicembre 2010 at 5:56 am

    …completo la richiesta, la ditta soprade scritta è soggetta al CPI per i codici 91 e 15?
    Superficie azienda 2200mq
    Grazie

    Luigi

  103. comitato tecnico on dicembre 2010 at 5:57 am

    Ci sembra corretta l’identificazione delle attività soggette.

    La Segreteria tecnica

  104. silvano on dicembre 2010 at 6:09 am

    Vorrei sapere se un’attività non soggetta, a rischio incendio basso, in affitto, all’interno di un palazzo, alimentato da una caldaia condominiale, oltre le 100.000 Kcal,ha degli adempimenti. La palazzina ospita altre 7 attività. Infine deve essere redatto un piano di emergenza coordinato fra le attività e chi lo deve fare, l’amministratore ?
    Gli addetti di questa attività devono fare il corso a rischio basso o medio…..

    Grazie davvero in anticipo….

  105. ermanno on dicembre 2010 at 11:15 am

    Salve, sono il presidente di un aeroclub che ha due aeroplani ultraleggeri,ricoverati insieme ad altri velivoli ultraleggeri,in dei capannoni la cui destinazione d’uso è “deposito attrezzi agricoli” con contratto di locazione però per ricovero velivolo, come per tutti gli altri velivoli.Vi chiedo se è legittima la locazione a titolo oneroso e se vi è obbligo della CPI, trattandosi di depositi costruiti sulla base dello strumento urbanistico che consente di costruire una certa volumetria in funzione di una superficie caratterizzata come zona agricola.grazie.

  106. comitato tecnico on dicembre 2010 at 11:16 am

    Normalmente, in fase di controllo i VVF non controllano i contratti di locazione nè le norme urbanistiche, ma la correttezza dell’indicazione dell’attività nella domanda rispetto alla situazione reale e poi la rispondenza delle norme di sicurezza. Se l’immobile è usato come rimessa per velivoli, deve essere chiesto il CPI come tale.

    La Segreteria tecnica

  107. Giuseppe on dicembre 2010 at 8:05 am

    Egregi Signori,
    ci occupiamo di progettazione e realizzazione di Centri Benessere e Spa; se possibile, vorremmo conoscere la normativa di rigerimento sulla sicurezza rispetto alla messa in opera di Bagni Turchi e Saune. Ad esempio, sapere perchè fra le dotazioni di sicurezza della Sauna, i nostri fornitori includono il tasto anti-panico mentre fra quelle relative al Bagno Turco nessuno sa dirci se è obbligatorio o meno, nascondendosi dietro improbabili giustificazioni ed evasive informazioni.
    Un ringraziamento anticipato per le informazioni che vorrete inviarci.
    Giuseppe

  108. comitato tecnico on dicembre 2010 at 9:41 am

    Non esistendo norme antincendio su questa specifica attività non sapremmo come rispondere. Di solito in mancanza di norme si svolge una valutazione dei rischi, comunque.

    La Segreteria tecnica

  109. gabriele on gennaio 2011 at 1:05 pm

    buonasera.piacere gabriele.sono un ragazzo di28anni che ha rilevato da mio padre l attività di artigiano.cono questo passaggio mi si è verificato un problema.mi hanno detto che la mia attività è soggetta a prevenzione incendi.il mio magazzino ha una superfice di355mq alto6mt circa e in deposito posso andare da un quantitativo da40q a 200q di materiale tessile lana.sono soggetto alla prevenzione incendi.se si quali caratteristiche dovrei avere per essere a norma?ringrazio anticipatamente.buonaserata

  110. comitato tecnico on gennaio 2011 at 1:06 pm

    Se si tratta solo di un magazzino non è soggetto al CPI in quanto il decreto 16 febbraio 1982 li considera pericolosi solo se superano i 1000 m2.
    Se si tratta di altra attività dovrebbe verificare il decreto stesso se la cita come pericolosa.

    La Segreteria tecnica

  111. Salvatore on gennaio 2011 at 5:54 am

    Salve mi trovo a dover richiedere un verbale di progetto per i Vigili del fuoco per un azienda che lavora le arance, sottoponendole a ceratura mediante l’utilizzo di 2 forni che superano i 116 kw, l’edificio ha una superficie di oltre i mille mq
    oltre l’attività 91 e 9 devo anche considerare l’attività 88?
    Chiedo se possibile avere delle linee guida in merito all’attivita 9.
    Grazie

  112. comitato tecnico on gennaio 2011 at 5:55 am

    L’attività 88 è il deposito superiore a 1000 m2: se ha questo tipo di deposito è soggetto anche a questa voce. Purtroppo non esistono linee guida per le attività 9 e 88.

    La Segreteria tecnica

  113. Lapo on gennaio 2011 at 1:44 am

    Buongiorno, un bar con superficie superiore a 400 mq rientra nell’attività 87?

    Grazie

  114. Giovanni on gennaio 2011 at 10:07 am

    Salve, sono in procinto di aprire un centro di noleggio camper, l’ufficio è di circa 20mq in un container, i mezzi sono più di 9 ma tutti all’esterno su di una superficie recintata di circa 2000mq, è necessario il certificato di prevenzione incendi?, e se non lo è in base a quale motivazione (commento da riportare sulla DIA)
    grazie

  115. comitato tecnico on gennaio 2011 at 10:08 am

    IL CPI per le attività di vendita riguarda gli edifici, non le aree all’aperto (87 – Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio con superficie lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi).

    La Segreteria tecnica

  116. Luca on gennaio 2011 at 3:45 am

    Ho un magazzino di 1800 metri quadri se lo riduco sotto i 1000 mq(circa 800) con delle mura compartimentate REI devo comunque richiedere pratica CPI?
    Nella zona che divido ci mettero una cucina industriale con potenza sotto i 100 KW.

    Grazie

  117. comitato tecnico on gennaio 2011 at 3:46 am

    Se le due parti non sono comunicanti oltre ad essere separate potrebbe essere considerate come due attività diverse, sempre che abbiano servizi ed accessi separati.

    La Segreteria tecnica

  118. Enzo Stacchiotti on gennaio 2011 at 3:15 pm

    Ho notato tre o quattro vecchie bombole di GPL appoggiate in un angolo del muro di cinta del campo di calcio del mio quartiere e coperte solo con un telone impermeabile. Ho invitato la società che gestisce l’impianto a rimuoverle, perché a mio avviso costituiscono un potenziale pericolo, ma mi hanno detto che stanno bene dove sono, poiché la capacità totale non supera i 75 Kg e non ci sono particolari norme da rispettare. Vorrei sapere se questo è corretto ed in caso contrario vi sarei grato se voleste comunicarmi le norme da seguire per essere in sicurezza ed evitare possibili sazioni.
    Grazie anticipate.

  119. comitato tecnico on gennaio 2011 at 3:16 pm

    Il titolare di un’attività è sempre responsabile della sicurezza degli elementi pericolosi presenti e, quindi, deve limitare al massimo il rischio connesso a tali elementi, svolgendo una valutazione del rischio e applicando le norme esistenti. in questo quadro si dovrebbe valutare se è necessario proteggere le bombole dagli agenti atmosferici e dagli altri rischi.

    La Segreteria tecnica

  120. michela on gennaio 2011 at 9:06 am

    Salve un ricovero di 5 autocarri + 1 furgone rientra nelle attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco al numero 92?

  121. comitato tecnico on gennaio 2011 at 9:07 am

    Dovreste verificare con i VVF, potrebbe essere considerato soggetto. Purtroppo la norma dovrebbe essere aggiornata da anni e non chiarisce questo importante punto.

    La Segreteria tecnica

  122. Roberta on gennaio 2011 at 8:55 am

    Salve,
    avrei bisogno di sapere se, per 4 centrali termiche, di cui una a gasolio e tre a gpl ognuna della potenza inferiore a 116kw, si è soggetti al parere dei vigili del fuoco.
    Grazie.

  123. comitato tecnico on gennaio 2011 at 9:04 am

    se sono tutte nello stesso locale o in locali comunicanti direttamente è sicuramente un’attività soggetta (ovviamente se la somma supera i 116 kW). Casi diversi potrebbero essere lo stesso soggetti, ma dipende dalla configurazione dei locali.

    La Segreteria tecnica

  124. Roberta on gennaio 2011 at 12:30 am

    la ringrazio per la risposta. volevo precisare che le centrali termiche distano tra di loro almeno 15 mt. (quindici metri).
    distinti saluti.

  125. ROMANO on gennaio 2011 at 3:26 am

    buongiorno, sono il titolare di un negozio di colori e vernici di 50mq con 150mq di magazzino da 20 anni..ora sono in procinto di vendere la attivita’devo produrre il certificato dei vigili del fuoco(non ricordo se l’ho ottenuto)oppure ci deve pensare chi subentra?(contenuto di infiammabili sotto i 500kg)
    ringrazio

  126. comitato tecnico on gennaio 2011 at 5:13 am

    Non dovrebbe essere in possesso del certificato per le quantità che ha indicato, quindi non deve nemmeno produrlo.

    La Segreteria tecnica

  127. Roberta on gennaio 2011 at 12:47 pm

    Buona sera, avrei bisogno di sapere se la distanza di 15 mt tra una centrale termica e l’altra possa comportare la richiesta del parere dei viglili del fuoco.
    Grazie.

  128. comitato tecnico on gennaio 2011 at 12:48 pm

    Se sono nello stesso ambiente le potenze termiche si sommano e se superano i 116 kW è obbligatoria la richiesta di CPI.

    La Segreteria tecnica

  129. GIOVANNI LIBERTI on febbraio 2011 at 12:29 am

    SALVE,SONO UN INSTALLATORE DI IMPIANTI ELETTRICI, CORTESEMENTE VORREI UN VOSTRO PARERE TECNICO, NORMATIVO E CAUTELATIVO SU QUANTO MI E’ STATO RICHIESTO:
    REALIZZARE UN IMPIANTO D’ILLUMINAZIONE IN AREA PRIVATA DI CIRCA 800 MQ DA FITTARE COME DEPOSITO DI UNA QUALSIASI ATTIVITA’;
    ATTUALMENTE QUEST’AREA E’ ADIBITA AL PARCAMENTO DI 9 VEICOLI DEL SOPRASTANTE CONDOMINIO;
    PREMETTO CHE NON MI E’ STATO CHIARITO SE UNA VOLTA REALIZZATO I LAVORI IL PARCAMENTO DEI VEICOLI SARA’DISMESSO.
    GRAZIE

  130. Luigi on febbraio 2011 at 2:57 pm

    Buonasera,
    in riferimento alla vostra risposta:”comitato tecnico on gennaio 2011 at 10:08 am
    IL CPI per le attività di vendita riguarda gli edifici, non le aree all’aperto (87 – Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio con superficie lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi).”
    Un mio cliente ha un magazzino edile che ha una superficie uffici + showroom <400mq ;
    se però consideriamo le tettoie esterne che proteggono il materiale in piazzale superiamo i 400mq; le tettoie le considero depositi?
    Grazie
    Luigi
    ps grazie per la risposta di dicembre

  131. redazione tecnica on febbraio 2011 at 2:58 pm

    Se le tettoie comunicano direttamente con i locali deposito e con l’area di vendita sono a nostro parere da sommare come superfici, a meno che il rapporto altezza/sbalzo sia maggiore o uguale a 2.

  132. Egidio on febbraio 2011 at 2:29 am

    Salve, per una attività di vendita (avente una superficie di 140 mq) di solventi e vernici sono soggetto a prevenzione incendi?se sì a quali disposizioni devo attenermi per regolarizzare l’attività o a quale norma fare riferimento in alternativa?
    Grazie mille in anticipo.

  133. redazione tecnica on febbraio 2011 at 2:30 am

    Essendo la superficie dei locali (comprensiva anche di eventuali depositi comunicanti con l’area di vendita) inferiore ai 400 mq non è presente l’attività di vendita (n. 87) ma potrebbe essere presente presente la n. 20 (vendita di vernici sopra a 500 Kg) la n. 15 (vendita oli per quantitativi superiori a 1 mc) o la n. 16 (vendita di liquidi infiammabili per quantitativi superiori a 200 lt.
    E’ comunque necessario consultare attentamente l’elenco allego al DM 16/2/82.

  134. ing. Pasculli Giustino on febbraio 2011 at 9:34 am

    Per una centrale termica alimentata a gasolio e con potenzialità al focolare
    minore o uguale a 116 Kw non va richiesto il CPI. Ricordo però che se il serbatoio ha capacità superiore a 500 litri va chiesto il CPI per il solo serbatoio. Vorrei sapere, in proposito il riferimento legislativo o normativo. Grazie

  135. antonio on febbraio 2011 at 5:33 am

    sono da poco gestore di un impianto di carburanti. mi hanno istallato il self-service quindi devo fare richiesta di collaudo. tra i documentiper il rinnovo del cpi mi hanno richiesto anche un attestato per aver partecipato ad un corso antincendio. L’ impianto è da me gestito e non ho operai quindi io sono anche l’addetto alla distribuzione. Vorrei sapere se devo effettuare il corso o se non è necessario. grazie

  136. Michela on febbraio 2011 at 1:34 am

    Salve la perizia giurata attestante la funzionalità e l’efficienza degli impianti idrici quali idranti va effettuata solo per la richiesta di RINNOVO CPI oppure anche in fase di richiesta CPI?
    Grazie

  137. Antonio on febbraio 2011 at 3:25 am

    Buongiorno.
    Sto iniziando i lavori per una multi sala per prove musicali e e studio di registrazione. I box per le prove verranno allestiti all’interno di una struttura di circa 100mq (19×5,5). ogni Box sarà di 20/25 mq circa, per accedere ai box ci sarà un corridoio laterale unico, e ogni box avrà il suo accesso. Avrei alcuni dubbi in merito: devo richiedere un controllo di un tecnico per le norme antincendio?
    in ogni caso nel progetto che stiamo preparando sarà previsto comunque un estintore per ogni box e sarà previsto un impianto di areazione, oltre che l’uso di materiale ignifugo.
    L’altro dubbio è relativo alle uscite di sicurezza. Normalmente i locali dove è previsto l’accesso del pubblico devono essere dotati di uscite con maniglie antipanico. Ed in questo senso pensavo di dotare di tale maniglia proprio la porta di accesso alla struttura. Ma vorrei sapere se anche per le singole porte di ogni box devo prevedere tale maniglia oppure se non è necessario.
    Ultimo quesito è relativo all’illuminazione. normalmente per l’abitabilità dei locali è richieta una superficie finestrata non inferiore ad 1/8 della superficie calpestabie. Ma dal momento che verranno costruiti dei box che devono essere chiusi per l’inonorizzazione, come posso ovviare alla mancanza di luce? C’è una normativa relativa alla luce artificiale?
    Grazie per l’interessamento.
    Saluti
    Antonio

  138. comitato tecnico on febbraio 2011 at 3:26 am

    Un progetto di questo tipo per la sua complessità ha bisogno sicuramente di un approfondimento sull’antincendio che, in mancanza di norme, può essere fatto sulla base del DM 10 marzo 1998. Le norme sulle maniglie antipanico sono chiare e non prevedono l’obbligo per questo tipo di locale.
    Ci sembra di capire che la mancanza di finestre sia una questione di igiene più che di sicurezza.

    La Segreteria tecnica

  139. Francesco Verre on febbraio 2011 at 9:19 am

    Salve. Vorrei sottoporre la seguente questione: se avessi un deposito di oltre 1mc di olio lubrificante per veicoli (sia nuovo che esausto) dovrei chiedere il CPI.
    Ma se tale deposito venisse “diviso” in due da 800kg l’uno per esempio, di cui uno solo per le scorte e posizionato in un altro capannone sarei esentato dal CPI per tutti e due i depositi?
    Grazie
    Saluti
    Francesco Verre

  140. comitato tecnico on febbraio 2011 at 11:12 am

    La voce del dm 12 febbraio 1982 sotto questo punto di vista non aiuta molto a capire se basta posizionare il deposito in edifici diversi perchè il contenuto non si sommi. Bisognerebbe chiedere ai VVF locali per l’interpretazione della norma.

    La Segreteria tecnica

  141. Orazio on febbraio 2011 at 2:00 am

    Buongiorno, son un ingegnere, devo presentare una pratica al comando dei VV.F. relativa ad un capannone condominiale suddiviso in più aree adibite a deposito di elettrodomestici aventi superficie complessiva superiore a 1.000 mq, e, per una piccola parte, al deposito ed esposizione di carrelli elevatori.
    Volevo sapere secondo Lei quale normativa si applica nel caso in questione.
    Saluti, Orazio

  142. luciano on febbraio 2011 at 2:29 am

    buongiorno, sono un geometra abilitato alle pratiche di prevenzione incendi, mi trovo ad effettuare la modifica di una pratica antincendio con regolare CPI rilasciato.
    Attività 87 (concessionaria vendita autovetture con più di 400 mq) collegata con autofficina sottostante Attività 72 ( maggiore di 9 autoveicoli) , tale CPI è stato rilasciato mettendo tra l’attività n.87 (concessionaria )e l’attività n.72 (autofficina ) una porta REI 120 con autochiusura e pareti REI 90. Nella mia interpretazione alla luce del D.M. 01/02/86 necessiterebbe tra l’attività 87 (concessionaria) e l’attività 72 (autofficina) filtro come definito dal punto.3.5.2.
    Vorrei il vostro parere.
    Grazie

  143. comitato tecnico on febbraio 2011 at 2:30 am

    La norma è di difficile lettura e in alcuni passaggi si presta ad interpretazioni diverse, come noto da anni a tutti. Per tale motivo, pur ritenendo che la sua lettura è corretta, può rimanere anche il dubbio che sia accettabile la comunicazione protetta dalla porta.

    La Segreteria tecnica

  144. Marco on febbraio 2011 at 11:59 pm

    Buongiorno sono un consultente sulla sicurezza legge 81/08. Un cliente, una scuola di tipo “0″, con affollamento complessivo inferiore a 100 persone, ha il CPI per attività 91 per la caldaia di potenzialità superiore a 116 kW. Premesso che la caldaia è sita in un locale isolato dall’edificio scolastico, vorrei sapere se, essendoci comunque il CPI, le uscite di sicurezza della scuola devono avere il maniglione antipanico, se devono essere per forza apribili nel senso dell’esodo… ho letto il DM 26/08/92 relativo alle scuole ma lo ritengo poco chiaro (riguardo alle scuole di tipo 0) e vorrei avere delle precisazioni… grazie

  145. comitato tecnico on febbraio 2011 at 12:01 am

    Secondo noi l’obbligo di maniglione non dovrebbe valere in quanto la scuola (tolta la centrale termica) non è soggetta, ma è una questione molto legata all’interpretazione e quindi consigliamo di rivolgersi ai VVF.

    La Segreteria tecnica

  146. giuseppe de biasi on febbraio 2011 at 9:34 am

    Salve sono un perito tecnico e mi occupo di redigere il DVR per un deposito e commercio ingrosso di cartoni, shoppers,carta alluminio, carta,etichette, tovaglioli, contenitori per pizza e simili. La superficie del capannone è di mq 600 circa e ci sono tre dipendenti ed il titolare a lavorare. Necessita l’approvazione dei vigili del fuoco o basta la valutazione rischio incendio con relativi estintori fissi e a carrello? Qualcuno mi dice che necessita l’impianto a pioggia antincendio ma non ho riferimenti legislativi in merito, potete darmi dei chiarimenti? Grazie Giuseppe De Biasi

  147. comitato tecnico on febbraio 2011 at 9:35 am

    L’attività non è soggetta ai VVF in quanto i depositi sono soggetti se superiori a 1000 m2 e non ci sono norme per questo tipo di attività, compreso l’eventuale obbligo di un impianto

    La Segreteria tecnica

  148. giuseppe de biasi on febbraio 2011 at 5:09 am

    chiedo scusa se richiamo la Vs. attenzione ma questa attività di deposito e commercio di carta, cartoni, etichette shoppers ecc di cui parlavo prima non rientra nell’elenco delle attività di cui al punto 43 (limite fino a 5 tonn.)del DM16 febbraio 82 e quindi necessita il CPI dei vigili del fuoco? In conclusione devo chiedere o no autorizzazione ai VVF? Grazie De Biasi Giuseppe

  149. redazione tecnica on febbraio 2011 at 5:10 am

    Per quanto descritto l’attività potrebbe essere soggetta se di dimensioni superiori a 400 mq (per la presenza di vendita) comprensiva della parte di vendita, depositi e servizi, oppure in presenza di quantitativi di carta maggiori di 50 Q.li

  150. Riccardo on febbraio 2011 at 6:11 am

    Buongiorno,
    sto redigendo un lay-out di un impianto di cogenerazione.
    Sotto al mio capannone (c’è solo il tetto che fa da copertura, dato che le pareti sono tutte aperte,essendoci solo le colonne) ho un deposito di carbonella.
    Ho visto che rientra nell’attività 46 di prevenzione incendi, volevo sapere se c’è qualche normativa in merito a distanze di sicurezza di tale cumulo da cogeneratori o depositi gasolio.
    Grazie in anticipo, calorosi saluti

  151. comitato tecnico on febbraio 2011 at 6:11 am

    Non ci risulta che esistano norme in materia.

    La Segreteria tecnica

  152. TIZIANO MANFERDINI on febbraio 2011 at 12:49 am

    Spettabile Associazione Italiana Ingegneria Antincendio, Sicurezza e Ambiente,

    sono un’impiegato di Bologna che ha frequentato un corso per Addetto alle Squadre di Emergenza, durante l’anno scorso, con esito positivo.
    Tuttavia, dato che vi è stato poco tempo per studiare approfonditamente e comprendere fino in fondo alcune parti dell’enorme volume che ci era stato assegnato come testo, oltre al fatto che, pubblicate su numerose pagine web di siti internet, si trovano notevoli contraddizioni, desideravo ottenere da Voi qualche chiarimento a riguardo.

    Domanda 1) Perché gli estintori ad acqua, secondo alcune fonti, potrebbero essere utilizzati su impianti elettrici purchè non si sia in presenza di alta tensione (inferiore a 1.000 volt)?

    Domanda 2) Perché gli estintori che funzionano con Anidride Carbonica non sarebbero adatti a spegnere fuochi sviluppatisi su corpi solidi?

    Domanda 3) Attualmente, dato che l’uso dell’amianto è fuori legge dal 1992, di quale materiale sono costituite le tute utilizzate dai pompieri e dai candidati che, come me, hanno sostenuto le prove pratiche d’esame?

    Grato per la pazienza e per la competenza che si evinceranno dalle Vostre risposte autorevoli, colgo l’occasione per porgere i più cordiali saluti.

  153. comitato tecnico on febbraio 2011 at 12:50 am

    Proviamo a rispondere sulla base delle nostre conoscenze:
    1. se per acqua si intende il water mist (cioè una nebbia), in alcuni paesi è permesso, perchè non si mette a rischio l’operatore. In generale l’acqua non si può usare, però;
    2. la CO2 si può usare sui solidi, ma si solidi ha una efficacia minore di altri estinguenti e pare che costi anche di più, per cui è ottimale per altri tipi di incendio;
    3. l’amianto è fuorilegge da molti anni e le tecnologie dei tessuti antifiamma sono molto evolute, per cui sono diversi lustri che non ci sono più rischi per le tute ignifughe.

    La Segreteria tecnica

  154. TIZIANO MANFERDINI on febbraio 2011 at 4:37 am

    Grazie molte per le risposte ottenute. Ne farò tesoro.
    Tiziano

  155. Gaetano Randazzo on marzo 2011 at 7:26 am

    Salve, abito in un grande condominio, sotto il palazzo secondo seminterrato vi è uno spazio adibito a parcheggio superiore ai 9 posti auto all’interno vi sono delle cantine create in parte in muratura e in parte in lamiera e uno di questi è di mia proprietà.
    Il condominio ha fatto tutti i lavori necessari per il rilascio della relativa certificazione antincendio da parte dei Vigili del Fuoco, ma questi dopo un controllo effettuato hanno rilevato che le parti in metallo delle cantine non erano a norma; ed hanno intimato al condominio di regolarizzare anche queste strutture.
    I VVF hanno detto che bisognava inserire dei pannelli REI 120 a coprire la lamiera e sostituire le porte con quelle a norma antincendio sempre con certificazione REI 120.
    Io però ho effettuato una ricerca ed ho letto che esistono delle vernici con lo stesso tipo certificazione REI 120.
    E’ possibile utilizzare la vernice è non sostituire la porta invece di utilizzare i pannelli ed una nuova porta?
    Se si, esiste una normativa che sottolinei il fatto che si possa utilizzare questa soluzione?
    Grazie, cordiali saluti.

  156. redazione tecnica on marzo 2011 at 7:27 am

    Non è possibile utilizzare vernici per conferire il grado di protezione al fuoco richiesto a pareti e porte, sarà quindi necessario intervenire come suggerito dai VVF.

  157. Seccu Patrizia on marzo 2011 at 12:38 am

    Vorrei porre due questi:
    1) Una persona che ha l’idoneità tecnica per l’espletamento dell’incarico di “ADDETTO ANTINCENDIO” (a rischio elevato), attestato rilasciato dei VV.FF.,può abilitare contemporaneamente due società diverse (di cui è amministratore unico) all’attività di “servizi di vigilanza antincendio”?
    2) la titolare di un esercizio di “parrucchiera” è obbligata a partecipare ad un corso per la sicurezza sul lavoro tenuto dai VV.FF.? Ha l’obbligo di detenere nel locale dei sistemi antincendio ad es. un estintore. Il locale è di circa 45 mq. e oltre alla titolare è presente una lavorante.
    Grazie

  158. comitato tecnico on marzo 2011 at 12:39 am

    1) non è una questione di prevenzione incendi
    2) il corso non è obbligatorio che sia svolto dai VVF, l’estintore è obbligatorio.

    La Segreteria tecnica

  159. Ing. Monti on marzo 2011 at 8:48 am

    Salve siamo uno studio che si occupa di pratiche di prevenzione incendi, vorremmo sottoporVi un quesito:
    all’interno di un capannone industriale adibito a deposito di prodotti cosmetici di circa 1400mq. (quindi soggetto attività 88) i titolari vorrebbero ricavare uno spazio di circa 180mq. da adibire a spaccio aziendale, se tale spazio non sarà aperto al pubblico a quale normativa dobbiamo fare riferimento? E’ possibile mantenere la comunicazione diretta del nuovo spazio con il deposito o è necessaria la compartimentazione?

    Ringraziamo e salutiamo cordialmente

  160. comitato tecnico on marzo 2011 at 8:50 am

    non è chiaro cosa sia uno spaccio che non è aperto al pubblico: infatti potrebbe essere una parte dell’attività di deposito.

    La Segreteria tecnica

  161. Gaetano Randazzo on marzo 2011 at 1:43 am

    Salve, abito in un grande condominio, sotto il palazzo secondo seminterrato vi è uno spazio adibito a parcheggio superiore ai 9 posti auto all’interno vi sono delle cantine create in parte in muratura e in parte in lamiera e uno di questi è di mia proprietà.
    Il condominio ha fatto tutti i lavori necessari per il rilascio della relativa certificazione antincendio da parte dei Vigili del Fuoco, ma questi dopo un controllo effettuato hanno rilevato che le parti in metallo delle cantine non erano a norma; ed hanno intimato al condominio di regolarizzare anche queste strutture.
    I VVF hanno detto che bisognava inserire dei pannelli REI 120 a coprire la lamiera e sostituire le porte con quelle a norma antincendio sempre con certificazione REI 120.
    Io però ho effettuato una ricerca ed ho letto che esistono delle vernici con lo stesso tipo certificazione REI 120.
    E’ possibile verniciare il metallo porta compresa ed ottenere la stessa certificazione REI?
    C’è una normativa a riguardo?
    Grazie, cordiali saluti.

  162. comitato tecnico on marzo 2011 at 1:45 am

    La soluzione che proponete potrebbe essere adeguata, ma dovete chiedere il parere ai VVF, nel caso abbiano specificato come proteggere le strutture.

    La Segreteria tecnica

  163. Luigi on marzo 2011 at 2:36 am

    Salve, sono un tecnico che opera nel campo agricolo.
    Il mio quesito è il seguente:
    un’impresa agricola deve posizionare nel suo fondo una cisterna (omologata) per il deposito di gasolio ad uso trazione di trattori circolanti anche su strada. E’ tenuta a richiedere il certificato di prevenzione incendi?

  164. Luigi on marzo 2011 at 2:38 am

    CHIEDO SCUSA HO OMESSO LA CAPACITA’ DELLA CISTERNA CHE E’ DI 1.000 LT.
    GRAZIE
    Salve, sono un tecnico che opera nel campo agricolo.
    Il mio quesito è il seguente:
    un’impresa agricola deve posizionare nel suo fondo una cisterna (omologata) per il deposito di gasolio ad uso trazione di trattori circolanti anche su strada. E’ tenuta a richiedere il certificato di prevenzione incendi?

  165. claudio on marzo 2011 at 12:22 am

    Salve nel ns condominio esiste un autorimessa con ingresso da rampa in cui ci sono 14 box auto e 2 sottonegozi adibiti ad attivita’ commerciali; 1 funge da deposito gomme credo accatastato c1 e l’altro come officina motocicli sempre c1 e tutti e due facenti parte dello stesso piano area box, con accesso anche dalla stessa area oltre che accessi indipendenti.Ora i proprietari dei locali sostengono che non devono partecipare alla spesa di adeguamento per la cpi dei box in quanto attivita’ non soggette, a parte le porte tagliafuoco che danno acceso al locale box. E’ plausibile tutto cio’ nonostante loro abbiano il diritto di passaggio all’iterno dell’area box?

  166. redazione tecnica on marzo 2011 at 12:23 am

    L’aspetto della partecipazione alle spese riguarda più aspetti di tipo legale (tabelle millesimali etc..). La prima cosa è comunque verificare se nell’esame progetto e nel CPI sono presenti le destinazioni d’uso descritte o se si tratta di successive modifiche non autorizzate…

  167. Domenico on marzo 2011 at 12:19 am

    Salve
    sono un tecnico incaricato di richiedere un CPI dopo aver ottenuto il parere favorele dal Comando VV.F. locale.
    Trattasi di un locale di pubblico spettacolo all’aperto da 250 posti (att. 83), il quale ricade in un complesso, preesistente, di cui fa parte anche un locale di trattenimento da 60 posti (quindi non soggetto a controlli ma a norma tecnica DM 19/8/96)
    In fase di progetto ho relazionato anche su tale attività, pur essendo preesistente, e ho dovuto adeguarne le vie d’esodo.
    Chiedo se il CPI deve interessare anche l’altra attività non soggetta e se devo, per essa, produrre tutte le certificazioni di rito, pur non essendo di fatto intervenuto nella sua realizzazione e quindi non disponendo delle certificazioni degli impianti ecc.
    Preciso che le due attività comunicano tra loro tramite ampi spazi scoperti (in pratica ricadono nello stesso “recinto”)
    Grazie

  168. redazione tecnica on marzo 2011 at 12:20 am

    A rigore se separate da spazi scoperti le due attività sembrerebbero indipendenti.. Se però, come sembra, nell’esame progetto si è descritta anche la sala da 60 posti quasi certamente il locale Comando P.le VVF chiederà le certificazioni anche per quella parte.. In ogni caso, comunque, anche la sala più piccola deve essere adeguata in ogni sua parte e rispettare il DM 19/8/96..

  169. Mark on marzo 2011 at 9:27 am

    vorrei sapere se un deposito di ricambi auto per un totale di superficie coperta di quasi 550 mq comprensivi di n. 2 uffici , a che cosa è soggetto come attività? Grazie

  170. redazione tecnica on marzo 2011 at 9:28 am

    Il deposito in quanto tale risulta soggetto se di superficie superiore ai 1.000 mq; bisogna però valutare i quantitativi di materiali in deposito, confrontandoli con quanto previsto dal DM 16/2/82 (es. la presenza di più di 50 Q.li di materie plastiche rende comunque soggetto il deposito).

  171. Piero Antonilli on marzo 2011 at 6:09 am

    Sono un tecnico che è stato incaricato di richiedere al Comune un Cambio di Destinazione d’Uso di un locale di circa 45 mq da abitativo a comerciale. Il CDU è richiesto per aprire nel locale un negozio di vernici e attrezzature per imbianchini. Vorrei sapere se, vista la superficie interessata, bisogna chiedere il CPI o altro controllo da parte dei VVFF. Secondo il DM 16/2/82 l’attività di cui sopra è mensionata al punto 20 dell’allegato.
    Nell’attesa invio cordiali saluti.

  172. Silvana Fiori on marzo 2011 at 8:52 am

    Gentili esperti

    Ho un capannone di 450 mq utilizzato come deposito di materiale non infiammabile. Possiede due portoni industriali con relative porte e maniglioni antipanico. Vi lavora un solo dipendente. Fin qui appare ovvio che non necessita di certificazione prevenzione incendi. Ora, questo capannone è compartimentato con muro REI – Gasbeton di 15 cm di spessore e porta REI tagliafuoco che lo separa da un ufficio di 260mq disposti su due piani di 130 ognuno. L’ufficio ha una porta che si apre verso l’esterno e contiene un dipendente più il titolare. La porta REI di comunicazione tra capannone ed ufficio non è utilizzata dai dipendenti dell’ ufficio ed è una comunicazione utilizzata in casi eccezionali dal magazziniere. DEVO PROCEDERE CON LA PRATICA DI PREVENZIONE INCENDI?

    GRAZIE

  173. comitato tecnico on marzo 2011 at 9:30 am

    Non ci sembra che un capannone inferiore a 1000 m2 di materiale con combustibile ed un ufficio per 2 persone siano un’attività soggetta.

    La Segreteria tecnica

  174. Cesare on marzo 2011 at 1:21 pm

    ho un cortile dal quale accedo
    -ad un deposito (ingrosso alimentari) di 80 mq aperto al pubblico.
    -ad una cella cella frigorifera in muratura 20mq
    - ad un altro piccolo locale laboratorio (non aperto al pubblico)
    20 mq.
    - altri locali deposito di 30 mq
    - locale deposito interrato di 260 mq (non aperto al pubblico).
    Tutti questi locali comunicano solo attraverso il cortile aperto.
    Ho bisogno del certificato di prevenzione incendio?
    saluti

  175. federico on marzo 2011 at 6:52 am

    salve vorrei sapere se una palestra per aerobica e body building, con superficie totale di 290 mq di cui la superficie per sala allenamento è di mq 150 ha bisogno di pratica VVF
    grazie

  176. comitato tecnico on marzo 2011 at 11:06 am

    Non è considerata attività soggetta ai VVF.

    La Segreteria tecnica

  177. comitato tecnico on marzo 2011 at 11:11 am

    Ci sembra che nessuna di queste attività sia soggetta ai VVF, nemmeno se fossero tutte comunicanti direttamente.

    La Segreteria tecnica

  178. claudia on marzo 2011 at 11:12 am

    Vorei sapere se possono coesistere sotto la stessa tettoia di cemento armato un rimessggio di autoveicoli ed un deposito di legnami inferiore ai 500q.li.Avrei pensato a separare le due zone con un muro, mi potete dire quali caratteristiche dovrà avere detto muro e di quali tipi di estinzione dovrò dotare la zona veicoli dato che nella zona legname ci sono gli idranti?Se la gestione delle due attività è in capo ad una sola ditta (quella del legname) cambia qualcosa riguardo al CPI : è da rifare anche se il rimessaggio ne è esonerato?
    Grazie per la gent. risposta e cordiali saluti.

  179. comitato tecnico on aprile 2011 at 10:01 am

    In breve possiamo dire che una tettoia non è considerata un’autorimessa, dall’attuale norma (DM 1 febbraio 1986) se effettivamente è una tettoia ed è priva di pareti. In tale situazione, deve valutare il rischio e le conseguenti misure di sicurezza, ma non trova norme di riferimento e non dovrebbe chiedere nemmeno il CPI.

    La Segreteria tecnica

  180. Ignazio on aprile 2011 at 11:25 pm

    Ho un appartamento in un complesso di 2 piani f.t. e nei locali interrati precedentemente adibiti a box dal costruttore è stato realizzato un unico deposito di un’attività commerciale che vende mangimi per animali, fertilizzanti, terricio, e quant’altro legato alle attività tipiche del piccolo agricoltore.
    La superficie interessata dal deopito dovrebbe essere intorno ai 200 mq.
    E’ possibile la coesistenza di tale attività con le abitazioni ed è necessario il rilascio del CPI?
    Grazie

  181. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:16 am

    Norme contrarie a questa soluzione non ci sembra che siano state pubblicate.

    La Segreteria tecnica

  182. luca on aprile 2011 at 10:59 pm

    salve,
    il mio questito è:
    ho un capannone di 1460 mq. su una metà circa di esso insiste un’attività commerciale all’ingrosso.

    l’altra metà invece sto per affittarla ad una impresa di vendita al dettaglio.

    premetto che l’intero capannone è in regola con le normative vigenti, incluso il certificato prevenzione incendi,
    chiedo pertanto se la impresa al dettaglio, quella cui sto per affittare parte del capannone, debba procurarsi un certificato prevenzione incendi.
    tra comune e vvff non ho avuto risposte univoche.
    grazie

  183. comitato tecnico on aprile 2011 at 8:29 am

    Secondo noi la norma è chiara: il titolare dell’attività chiede il CPI (DPR 37 del 1998), per cui deve essere colui che avvia l’attività a chiederlo, non il proprietario dell’immobile.

    La Segreteria tecnica

  184. marco lovato on aprile 2011 at 1:56 pm

    buongiorno

    ho dato in affitto un mio locale di circa 600mq ad una attività che vende mobili. ora dopo quattro anni mi sono accorto che il locatario non ha presentato domanda per il CPI. ci sono mie responsabilità in merito? dovevo essere a conoscenza prima di locare il locale? ovviamente il locale non risponde ai requisiti (porte rei, impianti, etc.) cosa posso fare ora?
    grazie per la professionalità che dismostrate sempre.
    marco

  185. G. BERTONI on aprile 2011 at 9:54 am

    ho una caldaia a gas metano a 3 moduli x 80 kw cad. all’esterno di un edificio.
    devo fare tichiesta di CPI?

  186. comitato tecnico on aprile 2011 at 11:28 am

    Per quanto ne sappiamo le norme pongono la responsabilità in capo ai titolari delle attività, non ai proprietari degli immobili.

    La Segreteria tecnica

  187. Beppe on aprile 2011 at 7:05 am

    Buongiorno, nel 2006 ho preso in affitto un locale di 300 m2 accatastato come magazzzino dove tengo circa 30 moto d’epoca. Dovrei essere soggetto a qualche norma particolare? Ora il padrone di casa vuole che venga usato un intonaco antincendio. Può chiedermi un intervento del genere? Sono tenuto a fare questo intervento? Grazie. Saluti.

  188. comitato tecnico on aprile 2011 at 9:56 pm

    Se la caldaia è unica è soggetta al CPI ed alle norme del DM del 1996 per le installazioni all’aperto.

    La Segreteria tecnica

  189. comitato tecnico on aprile 2011 at 10:43 am

    Il responsabile della sicurezza antincendio è il titolare dell’attività, non il proprietario dell’immobile. La questione della norma da applicare (e delle misure di sicurezza da attuare) può essere soggetta a interpretazioni diverse, per cui consigliamo di interpellare i VVF.

    La Segreteria tecnica

  190. S.Bartoli on maggio 2011 at 11:27 pm

    Salve,
    volevo sapere se è scorretto considerare un’azienda vinicola come un’attività n.87.L’azienda ha dimensioni circa di 3000 mq(su più livelli), in cui sono presenti numerosi macchinari per la produzione di vino, sono presenti uffici per la parte amministrativa e all’interno lavorano circa 20 persone. Inoltre è aperta al pubblico, per visite e vendita al dettaglio.

  191. GUIDO GIRODO on maggio 2011 at 12:40 am

    Spett.le Segreteria

    Il mio vicino di casa ha accatastato nel suo terreno privato della legna da ardere.
    La distanza dal mio confine è di circa 1,5 metri, mentre la catasta ha una lunghezza di circa 15 metri.x 2 metri c.a. di altezza.

    Si richiede se tale deposito rientra nelle attività soggette alle visite di prevenzione incendi con rilascio di C.P.I. -Punto 46 dell’elenco ai sensi D.M. 16.02.1982.

    Si richiede inoltre se le cataste di legna sul suolo privato debbano essere soggette ad autorizzazione comunale o ad altra autorizzazione.

    Anticipatamente si ringrazia.

  192. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:57 am

    IL DM del 1982 si basa su peso della legna, per cui dovrebbe fare un calcolo e eventualmente interessare i Vigili del fuoco locali.

    La Segreteria tecnica

  193. comitato tecnico on maggio 2011 at 12:08 pm

    Questo tipo di quesito andrebbe rivolto ai VVF in quanto conta molto l’interpretazione data sul singolo caso.

    La Segreteria tecnica

  194. leonardo on maggio 2011 at 12:44 am

    salve avrei necessità di sapere se è necessario per legge installare un sistema anti incendio o un estintore in una lavanderia.

    grazie per l’attenzione

  195. comitato tecnico on maggio 2011 at 11:43 am

    L’impianto antincendio no, l’estintore si se ci sono lavoratori dipendenti, anche se secondo noi sarebbe bene averne uno in ogni caso.

    La Segreteria tecnica

  196. Alessio on maggio 2011 at 7:10 am

    Salve,
    Sono proprietario di un immobile a tre elevazione fuori terra ed una entro terra.Il primo e secondo piano adibite a civile abitazione.
    Il piano terra è adibito ad attività commerciale(vendita di ceramiche e sanitari) per mq 260 comunicante con scala interna con il piano interrato adibito ad esposizione aperta al pubblico per mq 140.
    volevo sapere se ho degli obblighi di legge in materia di antincendio.
    Sicuro di un celere riscontro porgo distinti saluti.
    Anticipatamente si ringrazia.

  197. comitato tecnico on giugno 2011 at 8:56 pm

    Se la somma delle superfici dell’attività commerciale supera i 400 m2 deve rispettare il DM sui negozi e chiedere il CPI.

    La Segreteria tecnica

  198. Alberto on giugno 2011 at 9:32 am

    Vorrei sapere se per un’industria di abbigliamento con un locale di 800 mq in totale ( 600 mq di deposito e 200 mq di uffici ) – dipendenti meno di 6 – è necessario chiedere il Certificato prevenzione incendi, in quanto mi hanno detto che per locali inferiori di 1000 mq lo stesso non è necessario

  199. Giovanni on giugno 2011 at 1:01 am

    Buongiorno, vorrei sapere se un capannone avente una superficie superiore a 1000 mq, adibito ad allevamento di bestiame, rientra in qualche attività prevista dai vigili del fuoco.

  200. comitato tecnico on giugno 2011 at 1:04 am

    No

    La Segreteria tecnica

  201. Dario on luglio 2011 at 10:49 am

    Salve nel ns condominio esiste un autorimessa separata con 12 box auto ma non tutte utilizzate, chiedo se non si supera il numero di 9 autovetture ci vuole il CPI.
    Grazie

  202. andrea on luglio 2011 at 1:53 am

    buongiorno,dobbiamo affittare un commerciale diviso in 3 locali
    comunicanti di cui uno uffici che verra’ adibito a deposito e vendita colori diluenti e accessori,porte e uscite sono a norma antipanico e il tetto e’ stato rifatto e bonificato, succursale con persona n°1 dipendente
    commesso,non sempre presente,ma in ogni caso la zona vendita sara’ aperta al pubblico,i metri quadrati sono 390 e vorrei sapere quali sono le misure antiincendio e relativa documentazione necessaria da adottare, grazie

  203. gennaro on luglio 2011 at 2:06 am

    buongiorno vorrei sapere se i titolari di bar e piccoli esercizi commerciali di vendita sono obbligati a seguire un corso di anticendio e se si è vero che poi alla fine devono superare la prova presso un comando dei vigili del fuoco?

  204. comitato tecnico on luglio 2011 at 2:13 am

    Non ci risulta essere obbligatorio.

    La Segreteria tecnica

  205. Giuseppe on luglio 2011 at 2:58 am

    Per quanto riguarda la costruzione di un capannone con superficie minore di 400 mq (per deposito di materiale per arredo urbabo e pellet)e necessario chiedere il C.P.I. e si hanno particolari obblighi in materia antincendio, grazie

  206. Tina Iacokare on luglio 2011 at 2:45 am

    Salve,sono proprietaria di un edificio scolastico,esistente dal
    1985.Ero in possesso del cert.antincendio,poi scaduto poichè lo stabile era in fitto al Comune che non lo ha rinnovato.Adesso dobbiamo rifare il contratto di locazione con il Comune e la domanda è: Chi deve presentare la richiesta per avere il cert. antincendio?

  207. comitato tecnico on luglio 2011 at 2:55 am

    Chi gestisce la scuola.

    La Segreteria tecnica

  208. Matteo on agosto 2011 at 1:26 am

    Nell’ambito di un progetto per richiesta C.P.I. di una attività industriale è presente un adiacente corpo uffici. Se negli stessi uffici sono presenti 200 Kg di carta (documenti) al di fuori di specifici depositi e/o archivi gli stessi vengono normalmente computati nel calcolo del carico d’incendio. Domanda: i 200 Kg devono essere inseriti tra le sostanze pericolose riportate sul C.P.I.?

  209. comitato tecnico on agosto 2011 at 11:40 am

    Ci sembra una interpretazione estrema della norma.

    La Segreteria tecnica

  210. mauro on agosto 2011 at 7:34 am

    salve.sono titolare di una pizzeria bisteccheria di 80mq.chiedo se sono tenuto a seguire norme spwcifiche per la prevenzione incendi?

  211. francesco on agosto 2011 at 4:20 am

    All’interno di un capannone industriale, appartenente ad insediamento produttivo adibito a deposito e imbottigliamento gas tecnici, si intende realizzare un ampliamento del blocco uffici esistente a discapito di una parte della zona coperta dallo stesso capannone (in pratica, verrà mantenuta inalterata la volumetria dell’intero capannone). Considerato che per l’insediamento è stato rilasciato un CPI per una serie di attività ubicate completamente all’esterno del suddetto capannone e che il suddetto ampliamento degli uffici, per tipologia di intervento ovviamente non determinerà nessuna riduzione delle distanze di sicurezza (interna, esterna, di protezione), è necessario acquisire un parere di conformità’
    E, in caso affermativo, quale è l’attività che dovrà essere indicata nella richiesta di parere, visto che quelle esistenti non subiscono nessuna modifica?

  212. nicola on agosto 2011 at 3:40 pm

    Buon giorno,
    sono titolare di un capannone adibito a concessionaria auto.
    e’ stato richiesto il sopralluogo per il rilascio del CPI limitatamente alla parte Espositiva e vendita in quanto superiore a mq 400 e ho dichiarato che l’officina contiene solo max 9 vetture in lavorazione.
    Nel momento in cui la pratica era in lavorazione presso i VV.F ho ceduto l’azienda ad altra società che fà la stessa attività, vendita vetture e officina. Il sopralluogo non e’ stato ancora effettuato e vi chiedo: – ma la responsabilita’ sullo stato dei luoghi in conformita’ al progetto presentato al fine del rilascio del CPi, spetta alla soc. subentrata o al sottoscritto, quale proprietario dei locali e titolare della richiesta del rilascio del CPI? Grazie della vostra cordiale risposta.

  213. comitato tecnico on agosto 2011 at 11:29 am

    Per i ristoranti non esistono norme specifiche.

    La segreteria tecnica

  214. comitato tecnico on agosto 2011 at 11:12 am

    Il responsabile della sicurezza è il titolare dell’attività, quindi ora è l’attuale titolare.

    La segreteria tecnica

  215. comitato tecnico on agosto 2011 at 11:19 am

    Probabilmente è sufficiente una segnalazione ai VVF circa le modifiche da apportare, ma è consigliabile sentirli prima.

    La segreteria tecnica

  216. Antonio on agosto 2011 at 12:52 am

    Sale sono un ingegnere alle prime armi, mi è sorto un dubbio forse banale, ci sono particolari esigenze e restrizioni nell’uso di agenti estinguenti in locali dove avviene la produzione di alimenti tipo pasticcerie o gelaterie?

  217. Diego on agosto 2011 at 2:08 am

    Buon giorno, volevo chiederle se un locale seminterrato di 800 mq diviso in 6 box (100mq ciascuno) di cui 2 box sono adibiti a garage(c/6) e i restanti 4 box adibiti a magazzini(magazzini anche catastalmente), serve la CPI? Nel caso serva, il CPI solo per i 2 box auto o di tutto il locale?

  218. Maria Francesca on agosto 2011 at 8:46 am

    Buongiorno sono un ingegnere e mi occupo di prevenzione incendi come consulente. Volevo sapere se nel caso di una attività 20 del DM 16.02.82 esiste una norma tecnica di riferimento o un altro rif. normativo applicabile per analogia oppure se occorre applicare il DM 10.03.98 per la redazione del progetto antincendio.
    Grazie in anticipo

  219. comitato tecnico on settembre 2011 at 10:59 am

    L’attività 20: Depositi e/o rivendite di vernici, inchiostri e lacche infiammabili e/o combustibili:
    - con quantitativi da 500 a 1.000 kg
    - con quantitativi superiori a 1.000 kg .

    certamente non è oggetto di norme tecniche. Riteniamo che il DM 10 marzo 1998 sia il minimo, ma anche l’unico riferimento in quanto non sapremmo indicare norme da applicare per analogia.

    La Segreteria tecnica

  220. Alberto on settembre 2011 at 2:40 am

    Salve, la mia domanda è molto semplice:

    sapreste per caso dirmi se e quali norme regolano l’Attività 63 (centrali termoelettriche)?

    Grazie in anticipo per l’attenzione.

  221. comitato tecnico on settembre 2011 at 5:29 am

    Non ci risulta che esistano norme in proposito.

    La Segreteria tecnica

  222. carlo on settembre 2011 at 11:52 am

    salve,
    vi ringrazio per il servizio che date a noi utenti, avrei un quesito da porvi per eventuali vostri chiarimenti.
    Siccome ho acquistato insieme ad altri condomini un appartamento in un condominio di 9 appartamenti con relativi 9 box auto posti nel seminterrato dello stesso condominio; quello che vi chiedo è questo: è obbligatorio un sistema antincendio a split o mettere gli estintori e se bisogna mettere le bocche di aggancio per i vigili del fuoco in quanto il seminterrato è dotato di un paio di finestri che prendono luce dal piano stradale e un portone d’accesso.
    vi ringrazio anticipatamente cordiali saluti

  223. carlo on settembre 2011 at 11:55 am

    P.S
    inoltre vi chiedo se prima di costruire i garage nel seminterrato bisogna fare domanda a i vigili del fuoco per seguire determinate procedure di costruzione?
    bisogna presentare la pianta per ottenere i permessi relativi se ciò che si costruisce è a norma sulle leggi di prevenzione degli incendi?
    cordiali saluti

  224. comitato tecnico on settembre 2011 at 9:24 pm

    Le norme sulle autorimesse sono sempre le stesse dal 1986.

    La Segreteria tecnica

  225. gianluca on settembre 2011 at 11:10 pm

    Buongiorno, ho rilevato un ristorante in centro a Roma, che esiste da 20 anni sempre con le stesse caratteristiche sia di sala che di cucina.
    La cucina non supera la soglia dei 35KW, ed il precedente proprietario non ha mai avuto alcuna certificazione antincendio, ora pero’ in fase di voltura l’uff. tecnico della Asl mi chiede la certificazione.
    Che tipo di obbligo ricorre per un locale di 190 mq con una cucina al di sotto dei 35KW???
    Potrebbe essere sufficiente una autocertificazione?
    Grazie, Saluti

  226. comitato tecnico on settembre 2011 at 11:25 pm

    Ci sembra nessun tipo di certificazione antincendio.

    La Segreteria tecnica

  227. cris on settembre 2011 at 8:29 am

    vorrei sapere se un’autocarrozzeria può svolgere la propria attività in locali seminterrati in un edifico ad uso residenziale plurifamiliare e pluripiano

  228. Luigi on settembre 2011 at 2:14 am

    Salve a tutti
    Vorri conoscere quali attività sono consentite in un capannone completamente realizzato in legno lamellare.
    Grazie, Distinti saluti

  229. comitato tecnico on settembre 2011 at 2:22 am

    Non ci sono vincoli normativi, ma la valutazione dei rischio di incendio deve portare a capire se una attività è compatibile con la struttura del capannone.

    La Segreteria tecnica

  230. edoardo on settembre 2011 at 8:58 am

    Scusate per l’errore su l’ultima parola che è proprietario lo riscrivo.

    Sono il proprietario di una discoteca dove quest’anno scade il certificato prevenzione incendi.Avendo affittato la discoteca nasce il problema su chi deve pagare l’adeguamento che dovrà esser fatto. Dovrà pagare il gestore o io che ne sono il proprietario?

  231. cristian on settembre 2011 at 12:21 am

    vorrei sapere se un’autocarrozzeria può svolgere la propria attività in locali seminterrati in un edifico ad uso residenziale pluripiano

  232. comitato tecnico on settembre 2011 at 1:03 pm

    Le domande di prevenzione incendi sono previste a carico del gestore dell’attività.

    La Segreteria tecnica

  233. Lucia on ottobre 2011 at 2:40 am

    Buongiorno
    siamo un frantoio, l’edificio si sviluppa su due piani per una superficie totale di 580 mq, dei quali 470 c.a al pian terreno (frantoio, imbottigliamento, deposito olio e stoccaggio prodotto finito, magazzino, ufficio), i rimanenti al piano primo (sale di rappresentanza.
    Il deposito di olio extravergine di oliva ha una capacità di 110.000 lt.
    Il rischio incendio nella Valutazione Rischio Incendio è stato ritenuto Medio.
    Il sistema di riscaldamento è caldaia a gasolio con potenzialità di 115kW – 5bar, servita da bruciatore max 178kW
    2 caldaie, una esterna da 3000lt ed una interrata da 8000lt
    Vorrei sapere se siamo obbligati ad avere il cpi e se sì, a quale riferimento normativo facciamo riferimento.
    In attesa di un vostro gentile riscontro
    Saluti
    Lucia

  234. Giuseppe on ottobre 2011 at 12:04 am

    Buon giorno,
    sono titolare di un capannone adibito a lavorazione del cartone con 12 addetti e con materiale in deposito o in lavorazione al di sotto di 500 quintali.
    Non esiste alcun deposito in quanto la materia prima una volta lavorata viene caricata da terzi e portata al destinatario.
    Vorrei sapere quale norme devo rispettare e se sono soggetto a CPI.
    Vi ringrazio anticipatamente,
    cordiali Saluti

  235. Carla on ottobre 2011 at 7:12 am

    Buongiorno,
    vorrei sapere quale norma applicare nel caso di un deposito di legna all’aperto se non rispetta la distanza di sicurezza di 100 m e supera i 1000 q. Devo prevedere un’altezza massima di impilamento? Quali mezzi antincendio devo prevedere?
    Grazie

  236. Andrea P. on ottobre 2011 at 11:07 pm

    buongiorno,
    L’attività è una palestra di 990 mq, caldaia esterna, riscaldamento interno sotto i 30.000 kw. L’attività è soggetta a cpi ?

    grazie
    Andrea

  237. Alfonso on ottobre 2011 at 10:05 am

    Chi è obbligato a richiedere la certificazione prevenzione incendi, il proprietario dell’immobile o l’affittuario che vi svolge la propria attività? Nel caso di un grosso complesso commerciale (circa 17.000 mq.) suddiviso in più attività commerciali e cedute in locazione a terzi, sono gli affittuari o il proprietario a richiedere la certificazione ai VV.F.? L’adeguamento alla normativa antincendio di manufatti tipo commerciale in allestimento, decade al momento in cui l’allestimento dei locali è completato? Un eventuale impianto idrico antincendio installato nel corso dell’allestimento per locali commerciali ceduti in locazione a terzi, deve essere mantenuto efficiente obbligatoriamente da parte del proprietario?
    Grazie

  238. Fabio on ottobre 2011 at 1:47 am

    Devo realizzare una scala esterna di sicurezza a servizio di una scuola di classe 0 (meno di 100 addetti). La parete da servire è finestrata ed ho arretrato la scala di mt 2,70 da essa. Come posso realizzare i parapetti rei 60 delle passerelle ? Sono obbligato a realizzarli o no, visto che sono orrendi ? Le porte di uscita dalle aule verso le passerelle possono essere vetrate con maniglione antipanico ? Che resistenza rei debbono avere ?

  239. mario pacitto on novembre 2011 at 3:48 am

    per istruire la pratica di richiesta parere di conformità di progetto di centrale termica a biomasse quale norma tecnica devo seguire per la realizzazione del progetto da presentare?

  240. comitato tecnico on novembre 2011 at 11:10 am

    Si possono utilizzare le norme sulle centrali termiche a gas.

    La Segreteria tecnica

  241. Antonio on novembre 2011 at 12:05 am

    Buongiorno,
    sono il responsabile artistico di un’Associazone Culturale non a scopo di lucro di Roma, stiamo prendendo in locazione un locale di circa 270 mq con altezza di circa 4 mt dove stabilire la sede dell’associazione. In questo locale verrà svolta attività teatrale e ricreativa con accesso esclusivo ai socio dell’associazione. Vorrei sapere se ci sono norme precise riguardo ai sistemi di prevezione antincendi e se necessita di una sorta di certificato di agibilità da parte dei VV.FF..
    Grazie

  242. redazione tecnica on novembre 2011 at 12:06 am

    Con il DPR 151/11 per l’attività n. 65 dell’allegato I si rendono soggetti i locali di superficie superiore ai 200 m2 indipendentemente dal numero di persone presenti.

  243. massimo pasanisi on novembre 2011 at 10:25 am

    devo progettare la copertura di un capannone adibito a rimessaggio a secco per barche..come devo calcolare il REI da attribuire alle strutture portanti ?
    LA superficie totale è di circa 560 MQ.

  244. redazione tecnica on novembre 2011 at 10:26 am

    Valutando la classe del locale ai sensi del DM 9/3/07 e garantendo una resistenza al fuoco adeguata alla classe..

  245. fabio on novembre 2011 at 10:05 am

    ciao io dovrei aprire un club acsi,noi volevamo rimanere sotto le 100 persone.la domanda che mi viene da fare è :se io trovo un fondo di 300 mq sono comunque obbligato ad avere il parere preventivo dei vigili del fuoco?o la grandezza del fondo nn conta?grazie

  246. fabio on novembre 2011 at 12:40 pm

    domando questo perche ho sentito dire che da questo settembre sono cambiate alcune cose…

  247. redazione tecnica on novembre 2011 at 12:42 pm

    In effetti con il DPR 151/11 l’attività n. 65 dell’allegato I si rendono soggetti i locali di superficie superiore ai 200 m2 indipendentemente dal numero di persone presenti.

  248. fabio on novembre 2011 at 5:01 am

    ok allora la sapevo giusta grazie mille

  249. vincenzo macri on dicembre 2011 at 3:31 am

    Sono un tecnico incaricato nella redazione di una scia per cambio di destinazione d’uso da mostra auto a centro sportivo e cultirale con n° di presenza massima previsto di associati 60 anche se realisticamente (gli iscritti risultano 22), locali con superficie lorda >200 mq.

    Le mie domande sono le seguenti:

    L’attività da insediarsi rientra nelle casistiche della prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco?
    Quali adempimenti devo svolgere per regolarizzare la situazione?
    E’ necessario richiedere il CPI?

    Ringrazio per l’attenzione. Cordiali saluti

  250. comitato tecnico on dicembre 2011 at 11:54 am

    Secondo noi è un’attività soggetta.

    La Segreteria tecnica

  251. Enrico on dicembre 2011 at 7:39 am

    Buongiorno , abito a 30 metri ( come altre decine di famiglie ) da una distilleria e quotidianamente vedo entrare ed uscire vari camion con liquidi infiammabili , peraltro ho sentito che all’interno hanno pure una pompa gasolio per i mezzi da trasporto , questa attivita’ e’ soggetta a norme specifiche ? Se si posso fare un esposto ai Vigili del Fuoco perche’ vadano a controllare se tutto e’ in regola ? Grazie

  252. comitato tecnico on dicembre 2011 at 10:42 pm

    Dovrebbe segnalare la situazione ai VVF.

    La Segreteria tecnica

  253. Francesco on febbraio 2012 at 6:11 am

    Un capannone in c.a.p. con strutture metalliche al suo interno (sostegno nastri e altri macchinari) ha subito un incendio. Mi è stata chiesta una perizia di stima del danno. Oltre ai danni visibili (strutture deformate, etc…). Quali altre verifiche mi impone di fare la normativa e la regola dell’arte..?
    Grazie..

    RISPOSTA
    i gas danneggiano anche il calcestruzzo, non sempre in modo visibile

  254. Fabio on febbraio 2012 at 9:05 am

    Devo realizzare una scala esterna di sicurezza a servizio di una scuola di classe 0 (meno di 100 addetti). La parete da servire è finestrata ed ho arretrato la scala di mt 2,70 da essa. Come posso realizzare i parapetti rei 60 delle passerelle ? Sono obbligato a realizzarli o no, visto che sono orrendi ? Le porte di uscita dalle aule verso le passerelle possono essere vetrate con maniglione antipanico ? Che resistenza rei debbono avere ? Che caratteristiche deve avere il vetro della porta ?

    RISPOSTA
    Parapetti REI non esistono, è la parete che deve essere REI, in caso. Per gli altri quesiti rimandiamo alla pagina sulle scale esterne:
    la parete esterna dell’edificio su cui è collocata la scala, compresi gli eventuali infissi, deve possedere, per una larghezza pari alla proiezione della scala, incrementata di 2,5 m per ogni lato, requisiti di resistenza al fuoco di almeno REI 60.
    In alternativa la scala esterna deve distaccarsi di 2,5 m dalle pareti dell’edificio e collegarsi alle porte di piano tramite passerelle protette con setti laterali, a tutta altezza, aventi requisiti di resistenza al fuoco pari a quanto sopra indicato.

  255. silvestri luciano on febbraio 2012 at 11:00 am

    E’ stato molto utile leggere i quesiti qui riportati e le risposte da Voi date.
    grazie e seguitate nella V/s opera

  256. Luigi on febbraio 2012 at 8:22 am

    Salve,
    una domanda: un ristorante con 100 coperti rientra nel punto 83 dell’elenco delle attività soggette al controllo di prevenzione incendi, oppure in qualche altra categoria?

    RISPOSTA
    come ristorante non rientra mai. Solo se la cucina a gas supera i 116 kW è soggetto

  257. alex on febbraio 2012 at 3:04 am

    scusate una cosa:volevo sapere se l’azienda può obbligarmi a effettuare un corso anticendio!!!!grazie in anticipo, chiedo questo perchè già dovrò fare quello per carrelista e quindi non volevo troppe responsabilità visto il mio livello (3° operaio) e il mio stipendio…ciao grazie

  258. Fabrizio on marzo 2012 at 8:37 am

    Salve, vorrei un’informazione. Nel caso si voglia installare un impianto FotoVoltaico sul tetto di un deposito di carburante, c’è qualche vincolo da rispettare, autorizzazione da richiedere o altre regole da seguire??

    Grazie e distinti saluti.

  259. livia on marzo 2012 at 5:54 am

    Scusate, vi ho scritto già due volte, non avendo avuto nessuna risposta, ve lo richiedo.
    Abito in un condominio di 40 appartamenti, nello scantinato si trova un magazzino elettrico, censito come tale, di circa 150 mq. frequentato da 8-10 dipendenti. Vorrei sapere se hanno l’obbligo della sicurezza e nel caso cosa dovrebbero fare. Grazie. Cordiali saluti

    RISPOSTA
    Tutti i datori di lavoro hanno l’obbligo di garantire la sicurezza. Le misure derivano dalla valuatzione del rischio del datore di lavoro (DM 10 marzo 1998).

  260. vincenzo on aprile 2012 at 11:30 am

    Buongiorno sono il presidente di un circolo privato o culturale che dir si voglia affiliato che deve presentare al SUAP scia per apertura circolo privato con somministrazione.
    Nelle varie voci della domanda ho trovato appunto la richiesta di questa asseverazione antincendio e mi sono chiesto è il circolo privato un attività paragonabile ad una di quelle per cui il requisito dell’asseverazione è necessario o è invece un’attività esente da tale requisito?

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