Di’ la tua sulla prevenzione incendi
(have your say about fire protection service) Norme ambigue, incomprensibili, contraddittorie oppure coerenti ed efficaci? Facciamo sentire la voce di chi le deve applicare!
A volte norme che sembrano perfettamente sensate sono poi difficili da applicare concretamente o, più spesso, capitano situazioni particolari in cui norme normalmente applicabili diventano problematiche.
Normalmente le norme devono essere correttamente interpretate ma a volte questo è difficile in quanto le possibili interpretazioni possono differire sensibilmente se non addirittura confliggere. In questi casi il ministero interviene con chiarimenti ma sta agli utenti segnalarli!
Dato il numero elevatissimo di domande che continuano ad arrivare sui temi più disparati, vorremmo dare voce a coloro che hanno suggerimenti o idee per il miglioramento di questo servizio, per capire quanto è vicino alle esigenze di chi è tutelato (tutti i cittadini), di chi ha degli obblighi (i titolari delle attività, i datori di lavoro) e di chi deve mettere in pratica le misure di sicurezza (i tecnici, i professionisti, le imprese).
Ci impegniamo a pubblicare tutti i commenti che non siano offensivi o lesivi di persone.

Buongiorno,
ritengo che la normativa, in alcuni casi, sia confusa e diverse norme, regole e successivi chiarimenti dei VVF siano in contrasto o difficilmente applicabili.
Inoltre, mentre alcuni contesti lavorativi quali ospedali, teatri, scuole sono normati (giustamente), altri, come gli edifici destinati a civile abitazione sotto i 12 metri di altezza (o più specificatamente quelli sotto i 24 metri che rientrano nel medio rischio), non hanno alcun vincolo. Ritengo utile ricordare, secondo quanto pubblicato dai VVF, che la maggiorparte degli incendi sul territorio nazionale accade in casa.
Grazie per l’attenzione e buon lavoro.
Non entriamo nel merito della qualità delle norme, perchè è complesso e non può essere liquidato in poche righe.
Per quanto riguarda il problema degli incendi nelle abitazioni, possiamo ricordare che il rischio è all’interno delle abitazioni, nelle quali le norme non possono “entrare”, ed all’interno delle quali non sarebbero possibili i controlli di prevenzione incendi.
La Segreteria tecnica
Buon giorno a tutti, prendo spunto sull’articolo riguardante il rilascio del CPI ” a vista” per buttare lì una provocazione: ma ha ancora senso il CPI alla luce di tutta la nuova normativa in particolare in tutte le attività dove è identificabile un Datore di Lavoro? Considerando che:
un DdL ha l’obblio di valutare tutti i rischi e prendere le idoneee misure di prevenzione e protezione; di avvalersi di personale qualificato; di esercire e mantenere nel tempo attività ed attrezzature a norme, ecc.
progettisti ed in generale i professionisti hanno visto accrescere le loro responsabilità;
esistono Norme e Norme tecniche internazionali molto precise
Con queste premesse quale valore aggiunto da il possesso del CPI? Mi sembra che sarebbe più utili liberare risorse per effettuare un efficace e capillare servizio di vigilanza e controllo.
A mio giudizio quindi per avviare/modificare un’ attività basterebbe una semplice comunicazione con valore di autocertificazione per un parere solo sulla compatibilità generale nel contesto dello specifico territorio. Dovrebbe però fare seguito sempre visita di controllo(ma non vincolante sull’inizio attività,questa possibilità dovrebbe rimanee a responsabilità del DdL). Ovviamente sono favorevole a sanzioni anche pesanti nel caso di riscontri negativi.
A richiesta ma solo per particolari problematiche dovrebbe anche rimanere una attività di consulenza nello sviluppo dei nuovi progetti o per la messa a norma di attività esistenti (Funzionari diversi da quelli ispettivi, naturalmente)
Mi scuso se sono stato troppo prolisso e saluto
al di là di quanto sopra per snellire le pratiche in genere, fermo restando l’opera di controllo da parte dei comandi che potranno avvenire a campione il rilascio del CPI, dovrebbe avvenire a seguito di Dichiarazione di conformità e piena rispondenza delle opere eseguite al Progetto Approvato Da parte di Professionista abilitato –
E’ ovvio che l’esame del progetto DEVE essere esaustivo e non soggetto a varianti in corso d’opera, che nel caso ci fossero dovranno essere sottoposte a nuovo esame. (IL RILASCIO DEL PARERE DI CONFORMITA’ ASSUME LA STESSA INPORTANZA DEL CPI)
Giusto il modello di richiesta sopralluogo e rilascio CPI attuale; giusto il versamento in CCP ecc..,
Così facendo viene individuata inequivocabilmente una sola persona fisica, al contrario di oggi che im caso di Evento, abbiamo indiziati dall’inbianchino al muratore all’impiantista, al progettista, al dirett. lavori, al committente ecc..
ovvio che l’applicazione delle norme a volte e/o nei casi estremi, richiedano una interpretazione che coinvolge un ampia e profonda conoscenza una notevole esperienza in materia che concorrono ad un analisi dei luoghi e/o del contesto di applicazione;
ovvio che la sicurezza non si applica con il solo metro (per le distanze di sicurezza e quant’altro), nè tanto meno con il Kg (vedi magazzini intensivi)
SI AUSPICA CHE AD OGNI EMANAZIONE DI UNA NORMA, SEGUANO INCONTRI E/O CONFERENZE FRA GLI ADDETTI AI LAVORI AL FINE DI ARRIVARE AD UNA INTERPRETAZIONE/APPLICAZIONE DELLA NORMA VICINA AL 100%
Buona giornata a tutti, scusate la mia polemica, ma non vi sembra che la miriade di norme emanate, e quelle in continua evoluzione siano troppe e spesso non chiare. Non sarebbe opportuno fermarsi un attimo e fornire delle linee guida precise e utilizzare il buon senso. La continua regolamentazione giusta, ma fa si che metta in moto le aziende di software, con i relativi aggirnamenti e sono un costo per uno studio tecnico. E’ anche vero che con questo sistema la professionalità spesso viene a mancare.
vorrei sapere se come proprietario di un capannone industriale sono obbligato a realizzare impianto antincendio con relativa richiesta di parere di conformita’ anche se la struttura e’ vuota o e in fitto.
ho richiesto agibilita’ al comune di appartenenza ma mi e’ stata respinta la pratica perche’ non ho il parere dei vigili del fuoco .
i vigili mi hanno chiesto l’ agibilita’.non so cosa devo fare!!!
Forse dovrebbe partire chiedendo il parere ai VVF e poi l’agibilità al Comune.
Per quanto ne sappiamo, però, il parere dei VVF è legato all’uso del capannone. Se non si sa’ cosa contiene, come si possono prevedere delle misure antincendio? Peraltro, su un progetto di prevenzione incendi non dovrebbe essere richiesta l’agibilità perchè l’edificio potrebbe non esistere ancora.
La Segreteria tecnica
Una tettoia aperta su tutti i 4 lati perimetrali, uso deposito di materiali vari non infiammabili, di sup. >1000 mq è da considerarsi attività n. 88 soggetta al controllo dei VVFF? Grazie per la cortese risposta e auguri
Il comando VVF non accetta la richiesta di parere di conformità presentata dal proprietario che intende eseguire modifche miglirative e di manutenzione in quanto l’attività è svolta da altro soggetto non proprietario e che ha già intestata una pratica riguardante lo stesso edificio su cui il proprietario intende eseguire i lavori. I lavori probabilmente saranno eseguiti in epoca in cui l’attuale gestore non sarà presente per scadenza del contratto. Sapete darmi indicazioni sugli orientamenti di altri comandi o di normativa in merito? Mi sembra assurdo che venga negato al proprietario di avere un parere sugli impianti fissi da installare nell’edificio. Grazie
La norma prevede che una pratica sia presentata dal titolare dell’attività e questo ci sembra del tutto logico perchè è il titolare che ha la responsabilità della sicurezza antincendio. Se poi il titolare non ha diritto a realizzare determinate opere, il problema non ha a che fare con la prevenzione incendi.
La Segreteria tecnica