Resistenza al fuoco delle case unifamiliari

giugno 2009

Quali valori di resistenza al fuoco devono garantire le case uni e bi-familiari ? Il decreto 9 marzo 2007 (Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) non aiuta i progettisti che devono individuare i requisiti delle strutture ai fini della resistenza al fuoco. Infatti, il decreto si applica solo a “le costruzioni nelle attivita’ soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ad esclusione delle attivita’ per le quali le prestazioni di resistenza al fuoco sono espressamente stabilite da specifiche regole tecniche di prevenzione incendi”.

A questo punto, per essere sicuri che non esistano previsioni normative specifiche su queste particolari tipologie di costruzioni si deve verificare il contenuto della norma sugli edifici di civile abitazione, il decreto 16 maggio 1987.

Questo decreto, però, si applica solo agli edifici di altezza superiore a 12 m e chiede valori di resistenza minimi di 60 minuti e quindi lascia il progettista nel dubbio.

A nostro parere, quindi, a meno che negli edifici non siano presenti attività quali box o autorimesse, non esistono riferimenti normativi specifici su questo requisito, che è quindi lasciato libero di attribuire la classe di resistenza al fuoco alle strutture.

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2 Risposte to “ Resistenza al fuoco delle case unifamiliari ”

  1. gilioli sergio on luglio 2009 at 1:30 pm

    ma nel caso l’abitazione civile unifamiliare sia con struttura portante in legno lamellare ci sono ulteriori richieste o normative.

    grazie in anticipo per la risposta

  2. comitato tecnico on agosto 2009 at 11:12 am

    Non ci risulta che esistano altre norme in cui sono fissati i requisiti di resistenza al fuoco, oltre a quelle emenate dai Vigili del Fuoco.

    LA Segreteria tecnica

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