Le reti idranti o reti idriche sono installate allo scopo di fornire acqua in quantità adeguata per combattere, tramite gli idranti ed i naspi (tipi di idrante) ad esse collegati, l’incendio di maggiore forza prevedibile nell’area protetta. La norma uni 10779 ne stabilisce l’uso e le caratteristiche.

La presenza di altri sistemi antincendio non esclude la necessità di installare una rete di idranti, a meno che l’acqua sia controindicata come agente  estinguente.

Nota: La norma UNI 10779 costituisce il riferimento principale per la progettazione, l’installazione e la manutenzione delle reti idranti. Tuttavia, può risultare utile consultare anche altre normative complementari, come UNI EN 12845 (impianti sprinkler automatici) e UNI EN 54-2 (rivelazione e segnalazione incendi), soprattutto quando si progettano sistemi antincendio complessi o integrati.

Aree che devono essere avere gli idranti nell’impiantistica antincendio

impianto idrico antincendio
impianto idrico antincendio

Un fabbricato o un’area sono considerati protetti se l’impianto è esteso all’intero fabbricato o area,  comprendendo comunque anche quelle zone dove sono presenti materiali pericolosi ai fini dell’incendio, e dove queste zone sono raggiungibili con il getto d’acqua di perlomeno un idrante o naspo.

Ovviamente l’impianto impianto idrico antincendio non deve essere installato nei luoghi o nei locali, dove sono presenti controindicazioni al contatto con l’acqua. Queste situazioni devono essere valutate caso per caso in fase di progettazione della riserva idrica antincendio. È importante ricordare che la copertura delle aree deve essere attestata tramite elaborati progettuali aggiornati e relazioni tecniche, conformemente alle ultime edizioni delle norme UNI.

Caratteristiche degli impianti idrici

Un impianto ad idranti è in pratica costituito da una tubazione ad anello con delle bocchette, un gruppo attacco per i pompieri e un gruppo di pompe corredato da una riserva idrica.

La tipologia degli idranti può essere varia, qui alcuni esempi:

  • a colonnina idrante soprasuolo
  • idrante sottosuolo
  • idrante a muro
  • idrante tipo naspo (vedi foto sopra)
  • idrante UNI 70 o 45

Gli idranti hanno la funzione principale di :

  • estinguere l’incendio;
  • controllare l’incendio;
  • raffreddare la struttura.

Per approfondire, le norme UNI 10779 e UNI EN 12845 indicano anche i requisiti relativi alla progettazione, installazione e manutenzione degli impianti automatici a sprinkler, che possono essere integrati con la rete idranti per garantire una protezione più completa.

L’alimentazione degli idranti

L’alimentazione idrica a servizio delle reti di idranti deve essere realizzata secondo i criteri della regola dell’arte, e devono soddisfare le caratteristiche di sicurezza ed affidabilità dell’impianto.

Parte integrante dell’impianto è l’attacco motopompa per i vigili del fuoco, in derivazione o in linea, in sostanza serve ad immettere acqua nel sistema se per un caso l’alimentazione primaria non funzionasse. Pressione massima 12 bar.

È fondamentale che l’alimentazione primaria e quella di riserva siano progettate considerando la continuità del servizio, in conformità agli standard UNI. In determinati casi, è obbligatoria la presenza di una doppia alimentazione, ad esempio acquedotto e riserva idrica dedicata.

Fonti di alimentazione
Le fonti di approvvigionamento idrico possono essere rappresentate da una riserva idrica (vasca, serbatoio, pozzo), da una connessione diretta all’acquedotto o da sistemi di accumulo con pompaggio. È fondamentale prevedere soluzioni ridondanti e di emergenza, per assicurare la continuità dell’alimentazione anche in caso di guasti o di manutenzione programmata.

Requisiti richiesti per idrante

Le alimentazioni idriche devono essere in grado, di garantire la portata e la pressione richiesta dall’impianto, nonché avere la capacità di assicurare i tempi di erogazione previsti.

Infatti, le alimentazioni idriche devono mantenere permanentemente in pressione la rete di idranti. Anche se, l’edizione Novembre 2014 introduce la definizione di rete a secco, che viene riempita e pressurizzata in caso di attivazione dell’impianto. Tale tipologia di impianto, non era finora contemplata dalla norma 10779.

La nuova edizione della norma UNI 10779 rappresenta un aggiornamento rilevante per le reti di idranti. Tra le principali novità, la revisione ha ampliato le tipologie di reti riconosciute, includendo finalmente la rete a secco tra le soluzioni normate. Questo aggiornamento fornisce indicazioni più dettagliate e aggiornate per la progettazione, l’installazione e la gestione delle reti idranti, offrendo maggiore chiarezza agli operatori del settore e alle aziende che devono conformarsi agli standard di sicurezza antincendio.

Nota La permanenza delle prestazioni idrauliche nel tempo è considerata sufficiente quando risponde ai requisiti di cui al punto “Continuità dell’alimentazione” dell’appendice A.

Tipologie di reti idranti

  • Reti ordinarie interne: Sempre in pressione, destinate alla protezione delle attività all’interno degli edifici.

  • Reti all’aperto: Progettate per proteggere aree esterne, spesso soggette a rischi di gelo, con tubazioni a pressione d’acqua o a secco a seconda delle condizioni ambientali.

I componenti degli impianti

Ovviamente i componenti degli impianti devono essere costruiti, installati  e collaudati in conformità a quanto precisato nella presente norma.

La pressione nominale dei componenti del sistema non può essere inferiore a 1,2 MPa.

Questa norma (UNI10779) distingue tra reti ordinarie che proteggono le attività all’interno degli edifici e che stanno sempre in pressione; e reti all’aperto progettate per la protezione di attività esterne e sottoposte ai pericoli del congelamento. Questi tipi d’impianto di nuova generazione sono costruiti con tubi permanentemente a pressione ad acqua o a secco.

Inoltre, per garantire la corretta realizzazione e gestione dei gruppi di pompaggio antincendio, la norma UNI 11292 definisce i requisiti dei locali destinati a ospitarli, indicando dimensioni minime, ventilazione, accessibilità e caratteristiche costruttive necessarie per sicurezza e funzionalità. È essenziale che tali locali siano facilmente accessibili ai Vigili del Fuoco, dotati di illuminazione di emergenza, porte apribili verso l’esterno e sistemi di drenaggio adeguati per eventuali perdite d’acqua.

Componenti della rete idranti

Tubazioni per installazione fuori terra (idranti soprasuolo)

Nei tratti fuori terra si devono utilizzare tubazioni metalliche aventi pressione nominale come definite sopra non inferiore a 1,2 MPa.
Le tubazioni di acciaio devono avere spessori minimi conformi alla UNI 8863 serie leggera, se poste in opera con giunzioni saldate o che non richiedono asportazione di materiale, oppure alla UNI 8863 serie media, se poste in opera con giunzioni filettate.
Possono essere usate anche tubazioni conformi alla UNI 6363 serie b, purché con giunzioni che non richiedano asportazione di materiale. I raccordi, le giunzioni, ed i pezzi speciali relativi devono essere di acciaio o ghisa conformi alla specifica normativa di riferimento ed aventi pressione nominale almeno pari a quella della tubazione utilizzata. È importante che anche i supporti e i sistemi di fissaggio rispettino le indicazioni della norma UNI 10779 per garantire la stabilità e la durata delle tubazioni nel tempo.

Suggerimento progettuale: La documentazione tecnica relativa alle tubazioni, comprese le schede dei materiali e i certificati di conformità alle norme UNI, deve essere sempre allegata al progetto esecutivo e resa disponibile durante il collaudo.

Tubazioni per installazione interrata (idranti sottosuolo)

Le tubazioni per installazione interrata devono essere conformi alla specifica normativa di riferimento ed avere, unitamente ai relativi accessori, le pressioni nominali definite in 6.1;
le tubazioni devono essere scelte tenendo conto delle caratteristiche di resistenza meccanica ed alla corrosione richieste per assicurare la voluta affidabilità dell’impianto.

Valvole di intercettazione

Le valvole di intercettazione devono essere di tipo indicante la posizione di apertura/chiusura; sono ammesse valvole a stelo uscente di tipo a saracinesca o a globo, valvole a farfalla, valvole a sfera. Le valvole di intercettazione devono essere bloccate usando un  apposito dispositivo nella posizione di normale funzionamento, oppure sorvegliate mediante dispositivi di controllo a distanza.

Idranti sottosuolo idrante sottosuolo

La posizione degli idranti in sottosuolo deve essere adeguatamente indicata; devono altresì porsi in atto misure per far si che la segnaletica sia pienamente visibile ai Vigili del Fuoco e che gli idranti siano stati montati correttamente abbiano ricevuto una corretta manutenzione.

Si consiglia inoltre di utilizzare dispositivi di protezione e chiusura che impediscano l’ingresso accidentale di corpi estranei o materiali in grado di compromettere il corretto funzionamento dell’idrante.

Approfondimento: La documentazione UNI 10779 e altre pubblicazioni tecniche forniscono tabelle riassuntive e modelli di schede per il controllo periodico degli idranti, strumenti utili per la manutenzione programmata.

Idranti a colonna soprasuolo 

Gli idranti a colonna soprasuolo devono essere conformi alla UNI 9485. All’esterno degli edifici, si raccomanda l’uso di idranti a colonna soprasuolo.

Deve essere prevista, per ciascun idrante, sia in sottosuolo che in soprasuolo, l’installazione di una cassetta di contenimento con almeno una dotazione di tubazione flessibile, completa di raccordi e lancia di erogazione, e con i dispositivi di attacco indispensabili all’uso dell’idrante stesso.

La manutenzione regolare e la disponibilità immediata degli accessori sono fondamentali per assicurare l’efficienza completa dell’impianto in caso di emergenza.

Idranti a muro

idrante antincendio
idrante antincendio

Sono costituiti da una cassetta al cui interno si trova un rubinetto, una tubazione flessibile dal diametro di 45 mm (prima rilevante differenza da un naspi) ed una lancia di erogazione. L’alimentazione idrica è, solitamente, collegata all’acquedotto comunale.

Naspi (vedi foto sopra)

Sono costituiti da un tubo semirigido (largo 25 mm), avvolto in una bobina rotante che a sua volta è inserita in un box a muro, dotato di schermo di protezione. Al termine del tubo vi è una lancia dotata di rubinetto con valvola a saracinesca.

Tubazioni antincendio per idranti e naspi

Sia le Tubazioni flessibili che le tubazioni semirigide ovviamente devono essere conformi alle norme UNI e cosi i Raccordi, gli attacchi, le loro guarnizioni , legature e chiavi usabili per la manovra . Ci si può immaginare che confusione e perdita di tempo sorgerebbe dalla ricerca della persona che interviene, sia per la manutenzione che per la manovra vera e propria in caso di sistemi o marche che siano differenti una dall’altra. Altri tipi di apparecchiature possono essere previsti per uniformarsi a prescrizioni delle autorità locali aventi giurisdizione in materia di antincendio.

Importanza della manutenzione delle manichette antincendio

Un elemento spesso trascurato, ma essenziale per garantire l’efficienza dei sistemi antincendio, è la manutenzione periodica delle manichette. Questa include il controllo visivo e funzionale delle tubazioni, dei raccordi e delle guarnizioni, rispettando le scadenze stabilite dalla normativa vigente. Una manutenzione insufficiente può compromettere l’operatività dell’intero impianto proprio nei momenti di maggiore necessità.

Nota:  attenzione, a non comprare manichette vendute sottoprezzo, reperibili sul mercato, prodotte in Cina con i raccordi denominati VVF , che sono più leggeri ma non sono a norma.

Segnaletica e accessibilità degli idranti

Gli idranti interrati devono essere chiaramente segnalati, e devono essere adottate tutte le misure necessarie affinché la segnaletica sia ben visibile ai Vigili del Fuoco. È fondamentale che gli idranti siano installati correttamente e sottoposti a una manutenzione adeguata. Una segnaletica chiara, la verifica costante dello stato degli idranti e la loro pronta accessibilità sono elementi essenziali per garantire una risposta rapida ed efficace in caso di emergenza.

Attacchi di mandata per autopompagruppi attacchi autopompa

L’attacco di mandata per autopompa  è un dispositivo, collegato alla rete di idranti, attraverso il quale può essere immessa acqua nella rete di idranti in condizioni di emergenza.

Il dispositivo costituente l’attacco per autopompa deve comprendere almeno:

  • una o più bocche di immissione conformi alla specifica normativa di riferimento,
    protetti contro l’ingresso di corpi estranei nel sistema a mezzo di tappo;
  • valvola di sicurezza tarata a 1,2 MPa, per sfogare l’eventuale eccesso di pressione
    dell’autopompa;
  • valvola di non ritorno o altro dispositivo atto ad evitare fuoriuscita d’acqua
    dall’impianto in pressione;
  • valvola di intercettazione, normalmente aperta, che consenta l’intervento di
    manutenzione sui componenti senza vuotare l’impianto;
  • nel caso di possibilità di gelo, eventuale dispositivo di drenaggio.

(per indicazioni più specifiche: Norma UNI 10779)

Locali tecnici e gruppi di pompaggio

In conformità alla norma UNI 11292, i locali tecnici che ospitano i gruppi di pompaggio devono rispettare requisiti specifici: essere facilmente accessibili, garantire adeguata ventilazione naturale o forzata e realizzati con materiali resistenti al fuoco. Devono inoltre offrire spazi sufficienti per la manutenzione, la movimentazione delle pompe e l’installazione di quadri elettrici e sistemi di allarme, come previsto dalla normativa vigente.

I gruppi di pompaggio devono essere dimensionati in funzione del rischio dell’attività protetta, assicurando portata e pressione anche in caso di guasto dell’alimentazione primaria. È obbligatoria la presenza di una riserva idrica dedicata, facilmente accessibile per le operazioni di riempimento e controllo.

Installazione delle Tubazioni

  • Le tubazioni fuori terra devono essere ancorate a mezzo di adeguati sostegni
  • Tutte le tubazioni devono essere svuotabili senza dover smontare componenti significativi
    dell’impianto.
  • Le tubazioni devono essere installate in modo da non risultare esposte a danneggiamenti
    per urti meccanici, in particolare per il passaggio di automezzi, carrelli elevatori e simili.
  • Nei luoghi con pericolo di gelo, le tubazioni devono sempre essere installate in ambienti
    riscaldati, mai al di sotto di 4°C, o comunque devono essere messe in atto adeguate protezioni dipendendo dal clima.
  • In zone sismiche le tubazioni, devono essere realizzate in modo di evitare rotture, causabili dai movimenti tellurici.
  • Così come nell’attraversamento di pareti, solai, e fondazioni, i tubi devono essere posizionati con giochi adeguati e sigillati infine con lana minerale o altro materiale adatto.
  • Le tubazioni fuori terra devono essere installate a vista o in spazi nascosti, purché accessibili per eventuali interventi di manutenzione.
  • Le tubazioni interrate devono essere installate tenendo conto della necessità di protezione dal gelo e da possibili danni meccanici. Particolare cura deve essere posta nei riguardi della protezione delle tubazioni contro la corrosione anche di origine elettrochimica.

Esistono infine sempre nella norma UNI 10779 indicazioni appropriate per il tipo di sostegni adatti al posizionamento e alla protezione delle tubature idriche così come sul posizionamento e distribuzione delle valvole di intercettazione e infine ma non ultimo in importanza, la normativa della Manutenzione Idranti.

Per approfondire

Sono disponibili numerose pubblicazioni tecniche e manuali di sintesi che illustrano le principali novità e i dettagli applicativi delle norme UNI 10779 e UNI EN 12845 per idranti e sistemi sprinkler. Questi materiali sono spesso corredati da schemi, esempi pratici e checklist di manutenzione, strumenti che facilitano la comprensione delle procedure di progettazione, installazione e gestione degli impianti antincendio.

Confronto tra normative UNI ed EN per impianti idranti

idrantePer chi desidera approfondire le differenze e le convergenze tra le principali norme tecniche sugli impianti idrici antincendio, sono disponibili documenti e guide elaborate da enti come UNI, CEN e altri organismi di normazione europei. In particolare, le pubblicazioni tecniche della UNI, comprese le guide di confronto tra la norma UNI 10779 e le corrispondenti norme europee EN (ad esempio EN 12845 per gli impianti sprinkler), forniscono una panoramica dettagliata sulle modalità di progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi idrici antincendio.

Alcuni documenti evidenziano:

  • le differenze pratiche tra la normativa italiana e quella europea;

  • i requisiti minimi relativi a portata, pressione e alimentazione idrica;

  • confronti diretti sulle specifiche tecniche richieste per ciascuna tipologia di impianto.

Guide di comparazione ufficiali e tavole sinottiche, spesso pubblicate da UNI, CEN e da associazioni come ANIE e Asso Antincendio, risultano particolarmente utili a progettisti, installatori e responsabili della sicurezza che operano in contesti soggetti sia a regolamenti nazionali sia a normative comunitarie.

Risorse tecniche e guide per la progettazione di sistemi antincendio

Per chi si occupa di progettazione, installazione o manutenzione di impianti antincendio, il panorama normativo e tecnico mette a disposizione un’ampia gamma di manuali, guide e documentazioni. Ecco dove consultare informazioni affidabili senza perdersi tra le numerose sigle:

Norme UNI di riferimento: La base più solida rimane la consultazione delle principali norme UNI, come UNI 10779 (reti di idranti), UNI EN 12845 (impianti sprinkler), UNI EN 179 (dispositivi antipanico) e UNI EN 54-2 (rivelazione e segnalazione incendi). Questi documenti definiscono criteri di progettazione, installazione e collaudo.

Manuali pratici e sintesi: Sono disponibili numerose guide operative, libretti tecnici e sintesi che aiutano a tradurre nella pratica i requisiti normativi. Risultano particolarmente utili a chi progetta da zero una rete idrica antincendio, offrendo panoramiche dei punti chiave, esempi concreti e casi applicativi.

Guide alla progettazione: Esistono veri e propri tutorial passo-passo per progettare e realizzare impianti antincendio, dai sistemi di tubazioni agli attacchi di mandata, dagli sprinkler agli impianti di segnalazione e evacuazione. Questi strumenti consentono di evitare errori comuni e seguire le best practice di settore.

Approfondimenti tematici: Alcuni documenti approfondiscono aspetti specifici, come gli spazi tecnici per le pompe antincendio (UNI 11292), la manutenzione delle manichette, la prevenzione dei guasti o le domande frequenti sull’applicazione delle normative.

Codici e regolamenti: Per chi desidera una visione completa, sono disponibili i Codici di Prevenzione Incendi e i draft ministeriali più aggiornati, che integrano le norme UNI con le prescrizioni legislative italiane.

In sintesi, chi opera nella sicurezza antincendio dispone di un ampio set di risorse tecniche, dai testi normativi ufficiali alle guide pratiche, utili tanto ai progettisti quanto ai manutentori.

Documenti tecnici di riferimento per impianti Sprinkler

Per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti automatici sprinkler, il principale riferimento è la norma UNI EN 12845, che definisce tutti i criteri necessari per realizzare impianti conformi, sicuri ed efficienti, disponibile nelle sue varie edizioni aggiornate.

Tra i principali documenti di riferimento si segnalano:

  • UNI EN 12845:2020 – L’edizione più recente, con indicazioni dettagliate su progettazione, scelta dei materiali, modalità di installazione e manutenzione degli impianti sprinkler.

  • UNI EN 12845:2009 – Versione precedente, ancora utilizzata come riferimento per impianti esistenti o per confronti normativi.

  • Manuali tecnici UNI – Offrono approfondimenti su procedure operative specifiche, check-list per la manutenzione ordinaria e indicazioni sulle verifiche periodiche.

Queste norme sono rivolte a progettisti, installatori e responsabili della manutenzione, per garantire sia la sicurezza antincendio sia il rispetto dei requisiti imposti dalle autorità competenti.

Per ogni intervento, è consigliabile consultare sempre la versione più aggiornata della norma e, se necessario, fare riferimento anche alle guide tecniche fornite da associazioni di settore come ANIE o FirePro, che offrono chiarimenti aggiuntivi e best practice condivise. Non esitare a contattarci, chiamaci al nostro numero verde, inviaci una email o compila il form per affidarti ai nostri consulenti ed avere la nostra consulenza sul rispetto delle normative in materia di dispositivi antincendio.