I sistemi di allarme vocale antincendio EVAC (Emergency Voice and Communication) rientrano secondo il Codice Prevenzione Incendi tra i più generali Impianti di rilevazione ed allarme antincendio (IRAI) al capitolo S.7.5 . Progettati ed installati secondo la norma UNI9795 e quindi considerate soluzioni conformi . Ovviamente sono considerati tra i sistemi antincendio attivi come gli estintori ecc.
Inoltre, va considerato che il rispetto dei requisiti normativi e delle certificazioni di sicurezza può influire sul costo complessivo dell’impianto, poiché potrebbero essere necessarie soluzioni tecnologiche più avanzate e pienamente conformi agli standard di settore per ottenere le omologazioni e le attestazioni di conformità richieste.
Per la verifica di compatibilità di un impianto evac si indica come soluzione conforme l’impiego della norma europea UNI EN 54-13 “Valutazione di compatibilità dei componenti di un sistema”.
Valutazione del rischio e criteri di obbligatorietà
La decisione sull’obbligatorietà di un impianto EVAC in edifici con elevati affollamenti o geometrie complesse non segue una regola uniforme per tutte le strutture. In questi casi, la normativa antincendio richiede una valutazione del rischio specifica per ciascun edificio.
Durante questa valutazione si considerano diversi fattori:
Numero di presenze contemporanee: maggiore è l’affluenza, più probabile sarà la necessità di un sistema EVAC;
Configurazione degli spazi: edifici con percorsi di fuga articolati, visibilità ridotta o più livelli presentano criticità superiori rispetto a strutture semplici;
Funzione e destinazione d’uso: ambienti come teatri, strutture ricettive, scuole, ospedali e luoghi similmente sensibili richiedono un’attenzione particolare;
Esito della valutazione del rischio incendio: può suggerire l’adozione del sistema anche in assenza di un obbligo normativo esplicito.
Spesso sono le commissioni dei Vigili del Fuoco che, a seguito di questa analisi dettagliata del rischio e delle caratteristiche specifiche dell’edificio, raccomandano l’installazione di un sistema EVAC per garantire la sicurezza degli occupanti, anche quando non sia previsto un obbligo diretto.

Indice
ToggleS.7.5. IRAI Impianti di Rilevazione ed Allarme Incendio
1. Gli impianti di rivelazione ed allarme incendio (IRAI) progettati ed installati secondo la norma UNI 9795 sono considerati soluzione conforme. Le soluzioni conformi sono descritte in relazione alle funzioni principali e secondarie descritte nella norma UNI EN 54-1 e riportate nelle tabelle S.7-5 e S.7-6.
2. Per la corretta progettazione, installazione ed esercizio di un IRAI deve essere prevista, in conformità alla vigente regolamentazione e alle norme adottate dall’ente di normazione nazionale, la verifica della
compatibilità e della corretta interconnessione dei componenti, compresa la specifica sequenza operativa delle funzioni da svolgere. I componenti degli IRAI verificati secondo la norma UNI EN 54-13 sono considerati soluzione conforme.
3. Per consentire a tutti gli occupanti, anche a quelli che impiegano ausili di movimento, di inviare l’allarme d’incendio, i pulsanti manuali della funzione D dovrebbero essere collocati ad una quota pari a circa 110 cm dal piano di calpestio.
Nota: Qualora i pulsanti manuali d’allarme incendio non siano adeguati alle specifiche necessità degli occupanti, si può ricorrere anche a sistemi prensili (es. interruttori a corda pendenti da soffitto o pareti, …).
4. La comunicazione dell’allarme con la funzione principale C deve essere veicolata attraverso modalità
multisensoriali cioè percepibili dai vari sensi (almeno due), a seconda della condizione degli occupanti cui è diretta, per ottenerne una partecipazione collaborativa adeguata alla situazione di emergenza.
Nota Per adattarsi alle esigenze degli occupanti, possono essere utilizzati differenti dispositivi quali pannelli visivi, cercapersone di nuova generazione (es. wi-fi paging systems, …), apparecchi vibranti (es. sveglie interconnesse sulle postazioni di lavoro, vibrazioni su smartphone individuali o segnali sonori entro bande di frequenza specificatamente selezionate, …).
5. I segnali acustici di pre-allarme, ove previsto dalla GSA (Gestione Sicurezza Antincendio), e di allarme evacuazione incendio della funzione principale C dovrebbero avere caratteristiche rispondenti alla norma UNI 11744.
Nota bene:
Questa ultima norma la UNI11744 ossia “sistemi fissi automatici di rivelazione e segnalazione allarme d’incendio” stabilisce una caratteristica del segnale acustico pre allarme e allarme come :suono e “forma acustica”, che deve essere uniforme per tutte le attività.
Tabella S.7-5: Funzioni principali degli IRAI secondo EN 54-1 e UNI 9795
| A | Rivelazione automatica dell’incendio |
| B | Funzione di controllo e segnalazione |
| D | Funzione di segnalazione manuale |
| L | Funzione di alimentazione |
| C | Funzione di allarme incendio |
Tabella S.7-6: Funzioni secondarie degli IRAI secondo EN 54-1 e UNI 9795
| E | Funzione di trasmissione dell’allarme incendio |
| F | Funzione di ricezione dell’allarme incendio |
| G | Funzione di comando del sistema o attrezzatura di protezione contro l’incendio |
| H | Sistema o impianto automatico di protezione contro l’incendio |
| J | Funzione di trasmissione dei segnali di guasto |
| K | Funzione di ricezione dei segnali di guasto |
| M | Funzione di controllo e segnalazione degli allarmi vocali |
| N | Funzione di ingresso e uscita ausiliaria |
| O | Funzione di gestione ausiliaria (building management) |
È fondamentale ricordare che la funzione di gestione ausiliaria (O) non agisce in maniera indipendente: gli impianti di evacuazione possono essere collegati ad altri sistemi di sicurezza, come impianti antincendio, sistemi di videosorveglianza (CCTV) e sistemi di controllo accessi. Questa integrazione permette una risposta più coordinata e rapida durante le emergenze, migliorando la gestione complessiva dell’edificio e la sicurezza degli occupanti.
Per progettare e gestire correttamente gli impianti di rivelazione, allarme e allertamento incendio (IRAI), è utile considerare i diversi livelli di prestazione previsti, che permettono di adattare il sistema alle dimensioni e alla complessità dell’attività:
Livello 1: Rilevazione e diffusione dell’allarme incendio tramite sorveglianza diretta degli ambiti da parte degli occupanti dell’attività.
Livello 2: Rilevazione manuale dell’incendio grazie alla sorveglianza degli ambiti da parte degli occupanti, con successiva diffusione dell’allarme.
Livello 3: Rilevazione automatica dell’incendio con diffusione dell’allarme in specifici ambiti dell’attività.
Livello 4: Rilevazione automatica dell’incendio e diffusione dell’allarme estesa a tutta l’attività, garantendo la massima copertura.
Questi livelli costituiscono criteri generalmente riconosciuti per definire le prestazioni ottimali degli impianti IRAI e EVAC, consentendo di individuare la soluzione più adeguata in base alle esigenze di sicurezza e alle caratteristiche dei locali.
S.7.6. Impianto diffusione sonora dei messaggi d’emergenza ad altoparlante – EVAC

Un impianto di diffusione sonora, noto come EVAC, usa la messaggistica sonora a scopo di emergenza, diffondendo messaggi tramite altoparlante. Questo tipo di sistema costituisce un impianto di sicurezza finalizzato a fornire preziose informazioni in caso di evacuazione.
Gli impianti EVAC (Emergency Voice and Communication), composti da un impianto acustico realizzato mediante altoparlanti idonei ad avvertire le persone di eventuali condizioni di pericolo in caso d’incendio, possono essere azionati automaticamente o manualmente – diffondendo un messaggio preregistrato oppure live da parte di un addetto – e devono avere tutte le caratteristiche di affidabilità e di robustezza proprie di un impianto di sicurezza.
E’ quindi evidente che un impianto di diffusione sonora Evac con allarme evacuazione si rivelerà estremamente utile in situazioni di emergenza dove c’è bisogno di dirigere un grande numero di persone non preparate o disabili o dove ci siano, per varie ragioni, problemi di esodo nella fuga.
L’EVAC è quindi, secondo il Codice un «impianto destinato principalmente a diffondere informazioni vocali per la salvaguardia della vita durante un’emergenza».
Caratteristiche tecniche del sistema di diffusione sonora Evac
- Deve essere realizzato con le stesse direttive di un impianto di rivelazione fumi, ovvero avere una sorgente di alimentazione di riserva in caso di interruzione dell’alimentazione primaria da rete, che garantisca un’autonomia minima prevista dalla normativa vigente (normalmente 1 ora). Inoltre, i collegamenti tra gli equipaggiamenti devono essere resistenti al fuoco, per un tempo almeno pari a all’autonomia garantita dalla sorgente secondaria.
- Deve essere di facile attivazione, o con modalità automatica o in modo manuale da parte di un operatore.
- Il messaggio trasmesso dal sistema, e indirizzato al pubblico, deve essere facilmente udibile e deve essere intellegibile (a maggior ragione in una situazione di panico).
- È fondamentale che il sistema sia progettato tenendo conto delle certificazioni di sicurezza richieste dalla normativa vigente, per garantire l’affidabilità durante l’emergenza e l’idoneità all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni.
Documentazione tecnica per la progettazione di un impianto EVAC
Per garantire l’affidabilità e l’efficacia di un impianto EVAC, è essenziale predisporre una documentazione tecnica completa e dettagliata, che comprenda:
Planimetria dell’edificio, utile per una corretta suddivisione delle zone di diffusione sonora.
Relazione acustica, con:
Mappatura delle aree acusticamente separate per ciascuna zona di altoparlanti d’emergenza;
Tempo di riverberazione previsto o misurato in ogni area, almeno nelle bande di ottava di 500 Hz e 2 kHz;
Livello di rumore ambientale presente in ogni area, per garantire che i messaggi siano sempre chiari e comprensibili.
Descrizione del pericolo che il sistema deve gestire (ad esempio incendio, evacuazione o altri eventi emergenziali).
Condizioni ambientali a cui sarà sottoposto l’impianto, come temperature estreme, presenza di polveri o agenti corrosivi.
Descrizione dell’ambiente di installazione delle apparecchiature, utile per valutare possibili interferenze o necessità di protezione aggiuntiva.
Questi elementi sono indispensabili sia per la progettazione sia per la verifica delle prestazioni del sistema EVAC, assicurando la massima sicurezza per le persone presenti nell’edificio.
Impianti evac normativa
La Norma CEI EN 60849 ha recepito le indicazioni di cui sopra, con i seguenti criteri :
- Alla rivelazione di qualsiasi allarme, il sistema deve immediatamente disabilitare o non tener conto di tutte le funzioni non collegate al suo ruolo di emergenze sonore (es: musica o annunci generici);
- A meno che non sia danneggiato in conseguenza dell’emergenza o in riparazione o manutenzione, il sistema deve essere disponibile al funzionamento in qualsiasi momento. In caso di indisponibilità dovuta a riparazioni o manutenzione, si devono adottare misure per la messa in opera di mezzi di comunicazione alternativi. Inoltre, è essenziale effettuare test periodici per controllare il corretto funzionamento dell’impianto di evacuazione. Una manutenzione preventiva, eseguita secondo le indicazioni normative, assicura che il sistema rimanga sempre pronto all’uso ed efficiente, riducendo il rischio di guasti proprio nei momenti di maggiore necessità;
- Il sistema deve essere in grado di trasmettere un primo segnale di allerta entro 3 s dalla sua messa in modalità di emergenza da parte dell’operatore, o automaticamente al ricevimento di un segnale da un impianto di rivelazione;
- Il sistema deve essere in grado di trasmettere segnali di allerta e messaggi vocali a una o più aree contemporaneamente;
- L’operatore del sistema deve essere in grado di ricevere in qualsiasi momento, mediante un sistema di monitoraggio, le indicazioni del funzionamento corretto o meno delle parti relative al sistema di emergenza;
- L’avaria di un singolo amplificatore o di un circuito di altoparlante non deve dar luogo a una perdita di copertura in più di una zona di altoparlanti;
- Tutti i messaggi devono essere chiari, brevi, univoci e, per quanto praticabile, pianificati in precedenza. Quando si utilizzano messaggi preregistrati, essi devono essere conservati in forma non volatile, preferibilmente in una memoria allo stato solido, e la loro disponibilità deve essere continuamente monitorata.
Funzionamento di un impianto EVAC: panoramica operativa
Per comprendere meglio l’applicazione di questi criteri, è utile esaminare le fasi operative di un impianto di evacuazione conforme:
Rivelazione dell’emergenza: Il processo inizia con la rilevazione di un’emergenza tramite dispositivi dedicati (rivelatori di fumo, calore, fiamma o gas), secondo le specifiche del sistema.
Attivazione del sistema: Una volta individuato il pericolo, l’impianto EVAC si attiva automaticamente in base ai segnali ricevuti dai sistemi di rilevazione, oppure manualmente tramite la centrale di controllo.
Generazione dei messaggi: Il sistema trasmette messaggi preregistrati o annunci vocali in tempo reale, chiari e facilmente comprensibili, per guidare gli occupanti verso un’evacuazione sicura.
Diffusione capillare: I messaggi vengono diffusi tramite altoparlanti installati in punti strategici, come pareti o soffitti, assicurando la copertura di tutte le zone interessate.
Gestione delle zone: L’impianto può essere suddiviso in più zone, permettendo la trasmissione di messaggi specifici per piani o aree particolari, facilitando un’evacuazione ordinata anche in presenza di livelli di rischio diversi.
Monitoraggio e sistemi intelligenti: I sistemi EVAC moderni integrano funzionalità di autodiagnosi e monitoraggio continuo, consentendo all’operatore di controllare in tempo reale lo stato di ogni componente e di ricevere segnalazioni di eventuali guasti.
Integrazione con altri sistemi di sicurezza: Gli impianti di evacuazione operano spesso in sinergia con sistemi antincendio, videosorveglianza o controllo accessi, permettendo una gestione centralizzata delle emergenze.
Test e manutenzione: La normativa prevede test periodici e manutenzione programmata per garantire che il sistema sia sempre operativo e pronto a intervenire in caso di necessità.
Queste fasi operative, oltre a soddisfare i requisiti normativi, assicurano che il sistema EVAC rimanga uno strumento affidabile e fondamentale per la protezione delle persone durante le emergenze.
I Componenti devono essere:

a): Centrale di controllo, costituita da un armadio rack a pavimento, equipaggiato con matrici audio master e slave, moduli di zona pluricanale, modulo Ups per l’alimentazione secondaria in caso di emergenza, microfono di emergenza, pannelli di chiusura e di areazione, ecc.;
b): Base microfonica dotata di tasti in grado di inoltrare i messaggi vocali a singole zone ovvero a più zone contemporaneamente;
c): Diffusori a parete o ad incasso, equipaggiati con morsetto ceramico a bordo;
d): Cavi di connessione resistenti al fuoco a Norma CEI 20-105, resistenti al fuoco, tipo LoSH, con guaina viola, conformi al vigente regolamento CPR. (normativa sui cavi elettrici)
Nota: La conformità alle norme e alle certificazioni di settore non costituisce solo un obbligo tecnico, ma rappresenta anche una garanzia di sicurezza, affidabilità e qualità dell’impianto, influenzando direttamente i costi e le modalità di progettazione e realizzazione del sistema EVAC.
In quale attività commerciale è utile un sistema Evac con evacuazione sonora?
I sistemi di diffusione sonora in grado di diffondere avvisi e segnali di allarme sono normalmente richiesti in ambienti affollati quali aeroporti, centri commerciali di grandi superfici, scuole con elevata densità di persone, ospedali pubblici e privati, uffici di grandi dimensioni, ecc.
L’obbligatorietà degli impianti di diffusione sonora a scopo di emergenza è prevista a titolo non esaustivo:
- negli uffici con più di 500 presenze (DM 18/03/96)
- nelle strutture sanitarie e negli ospedali (DM 18/9/02)
- negli impianti sportivi con numero di spettatori superiore a 100 (DM 18/3/96)
- negli edifici di interesse storico ed artistico quali musei, gallerie, biblioteche, ecc. (DM 20/5/92 n.569 per i musei e DPR 30/6/95 n.418 per le biblioteche e gli archivi)
- nelle stazioni delle metropolitane (DM 11/1/88)
- in tutte quelle condizioni dove sia stata decisa in base alla valutazione dei rischi
- nelle attività commerciali o grandi magazzini di superficie superiore a 400 mq (DM 27/07/2010)
- nei centri commerciali con superficie maggiore di 1500 mq o altezza maggiore di 30 metri (DM 10/03/98)
- negli uffici con più di 100 persone (DM 22/02/2006)
- nei locali di pubblico spettacolo (DM 19/8/96)
- nelle strutture alberghiere con più di 25 posti letto (DM 9/4/94)
- negli edifici scolastici di classe 3,4,5 con più di 500 persone (DM 26/8/92)
Secondo il D.M. 26/08/92, la tipologia di sistema di allarme nelle scuole dipende dal numero di persone presenti contemporaneamente. Per le scuole con un massimo di 500 persone (tipi 0, 1 e 2: fino a 100, da 101 a 300 e da 301 a 500 persone) è consentito l’uso del tradizionale impianto a campanelli, purché il segnale sia chiaramente distinguibile come allarme d’emergenza.
Per tutte le scuole con più di 500 persone presenti contemporaneamente (tipo 3: da 501 a 800; tipo 4: da 801 a 1200; tipo 5: oltre 1200 persone) è invece obbligatorio integrare anche un impianto ad altoparlanti (EVAC) per la diffusione di allarmi e messaggi di emergenza.
Focus sulle aree di intrattenimento e spettacolo
Per le aree di intrattenimento e spettacolo a carattere pubblico, la normativa prevede l’installazione obbligatoria di sistemi EVAC nei seguenti casi:
numero di occupanti compreso tra 1000 e 5000;
numero di occupanti superiore a 5000;
ambienti chiusi e accessibili al pubblico;
ambienti non aperti al pubblico adibiti a sale prove o camerini con superficie superiore a 100 m²;
camerini o servizi non aperti al pubblico, comunicanti direttamente con la scena, con superficie complessiva superiore a 50 m²;
ambienti con numero di occupanti tra 200 e 1000, salvo che si tratti di attività con densità d’affollamento ≤ 0,7 persone/m², costituite da un’unica sala al solo piano di riferimento, con uscite dirette verso luogo sicuro e prive di specifiche aree tecniche (TA1, TA3, TK1, TK2, TM1, TM2, TM3, TT1, TT2); in questi casi il sistema EVAC può essere omesso;
ambienti all’aperto (comprese le vie d’esodo) accessibili al pubblico: se le aree accessibili sono esclusivamente all’aperto, non sono richiesti requisiti di resistenza al fuoco per i componenti del sistema EVAC.
Queste disposizioni si aggiungono a quelle già previste per altre tipologie di edifici e si applicano sia agli spazi destinati al pubblico sia a quelli di supporto, come camerini e sale prove di dimensioni significative.
Un sistema di diffusione dei messaggi di emergenza ad altoparlante (EVAC) è considerato conforme se progettato e installato secondo le norme UNI ISO 7240-19 o UNI CEN/TS 54-32. È fondamentale che la scelta della categoria del sistema EVAC tenga sempre conto del livello di prestazione della Gestione della Sicurezza Antincendio (GSA), come indicato nella tabella di riferimento.
Questi sistemi per la diffusione degli allarmi in emergenza (EVAC) si classificano in quattro categorie:
| Livello di prestazione della GSA | Categoria EVAC |
|---|---|
| I | 1 |
| II | 2 o 3 |
| III | 4 |
Dove la prima categoria offre la possibilità di diffondere messaggi pre registrati secondo la pianificazione di emergenza.
la seconda categoria consente la trasmissione a carattere generale di messaggi microfonici di emergenza in tempo reale grazie a una o più postazioni microfoniche.
In quanto un Evac di Categoria 3 oltre alle funzioni della Categoria 2, può trasmettere selettivamente in predeterminate zone di allarme o gruppi di zone. I criteri di attribuzione del livello 3 si riferiscono agli ambiti non ricompresi negli altri criteri di attribuzione, offrendo così una flessibilità maggiore per scenari che non rientrano nelle categorie standardizzate.
Nella Categoria 4 oltre al controllo fornito dalla Categoria 3, si ha la capacità di gestire i messaggi avviati automaticamente dalla centrale antincendio, e di visualizzarne lo stato in tempo reale. I criteri di attribuzione del livello 4 si basano sulle risultanze della valutazione del rischio nell’ambito specifico e in ambiti limitrofi della stessa attività, garantendo così la massima adeguatezza del sistema EVAC in relazione alle esigenze di sicurezza emergenti.
In sintesi, una progettazione corretta e una selezione del sistema EVAC in linea con le norme tecniche e con il livello di prestazione richiesto dalla GSA assicurano una gestione delle emergenze più efficace e maggiore sicurezza per gli occupanti.
Caratteristiche tecniche che influenzano il sistema EVAC
Le caratteristiche specifiche di un sistema EVAC influenzano in maniera significativa sia la sua efficacia sia i costi. Tra i principali fattori da considerare:
Capacità di diffusione dei messaggi vocali: il sistema può gestire messaggi preregistrati oppure comunicazioni in diretta tramite microfono;
Copertura delle aree: la progettazione deve assicurare una diffusione acustica uniforme in tutte le zone interessate, evitando eventuali aree d’ombra;
Modalità di attivazione: il sistema può essere attivato manualmente dagli operatori tramite microfono o automaticamente collegandosi alla centrale antincendio;
Gestione multi-zona: la possibilità di trasmettere messaggi differenti in contemporanea in zone separate, fondamentale in edifici complessi come centri commerciali, aeroporti o ospedali.
Questi elementi, oltre a determinare la categoria del sistema, influenzano direttamente la scelta, il dimensionamento e il costo complessivo dell’impianto EVAC.
Quali sono le principali differenze tra la vecchia e la nuova normativa EVAC?

Ambito di applicazione esteso e chiarito: La normativa si applica a tutti gli impianti EVAC di nuova progettazione, destinati a edifici di qualsiasi uso, sia interni che esterni, eliminando dubbi sui contesti di applicazione.
Integrazione e compatibilità: Viene descritta in modo più dettagliato l’integrazione tra impianti EVAC e sistemi automatici di rivelazione incendio, con particolare attenzione alle modalità di attivazione (automatica o manuale) e alla gestione prioritaria degli allarmi.
Intelligibilità e qualità del messaggio: La norma pone maggiore attenzione alla chiarezza dei messaggi vocali, imponendo verifiche più rigorose sull’intelligibilità e stabilendo requisiti tecnici sulle prestazioni audio, come equalizzazione, gestione del rumore di fondo e trasmissione del segnale agli altoparlanti.
Componentistica tecnica aggiornata: Sono aggiornati i requisiti per tutti i componenti critici – amplificatori, alimentatori, centrali di controllo – garantendo maggiore affidabilità anche in condizioni particolari, ad esempio ambienti umidi o con soffitti resistenti al fuoco.
Installazione e verifica più rigorose: La normativa definisce criteri dettagliati per la suddivisione in zone, la posa dei cavi, la verifica delle connessioni e la gestione delle prove iniziali e periodiche, con particolare attenzione alle condizioni di esercizio “fuori standard”.
Manutenzione più strutturata: Sono precisati tempi, procedure operative, prove strumentali e documentazione richiesta per la manutenzione, in linea con criteri già indicati da norme UNI precedenti come la UNI 9795 e la UNI 11224.
In sintesi, la UNI 11988:2025 aggiorna e rafforza gli standard precedenti, armonizzandosi anche con le più recenti disposizioni europee (ad esempio UNI CEN/TS 54-32), imponendo maggiore attenzione alla sicurezza delle persone e all’affidabilità degli impianti EVAC durante le emergenze.
Aspetti regolamentati dalla UNI 11988:2025 per gli impianti EVAC
La UNI 11988:2025 rappresenta un importante aggiornamento per la progettazione, l’installazione e la gestione degli impianti di allarme vocale d’emergenza (EVAC), con l’obiettivo di garantire la massima efficacia nella diffusione dei messaggi a tutela della vita nelle situazioni critiche.
I principali aspetti tecnici e operativi regolamentati dalla norma sono:
Pianificazione e copertura: indica come posizionare i diffusori acustici e garantire la copertura completa delle aree dell’edificio, interne ed esterne, affinché i messaggi d’emergenza siano sempre udibili.
Integrazione con il sistema di rivelazione incendio: disciplina l’interazione tra impianto EVAC e sistemi di rilevamento incendi, includendo modalità automatiche e manuali per la trasmissione dei messaggi.
Caratteristiche dei messaggi: pone particolare attenzione all’intelligibilità, alla chiarezza vocale, alla priorità delle comunicazioni e alla gestione dei diversi stati di allarme.
Scelta dei componenti: definisce quali tipologie di altoparlanti, amplificatori e centrali garantiscono affidabilità e continuità operativa anche in condizioni critiche.
Qualità audio: regola equalizzazione, riduzione del rumore ambientale e trasmissione ottimale del segnale sonoro, elementi fondamentali per evitare incomprensioni o confusione nei messaggi.
Requisiti di installazione: definisce la posa dei cavi, la resistenza dei soffitti al fuoco, la suddivisione in zone e l’ubicazione dei dispositivi, anche in ambienti umidi o particolari.
Controllo, verifica e manutenzione: stabilisce i test iniziali e periodici su centrali, altoparlanti e microfoni, specificando frequenza, modalità delle prove e criteri di registrazione dei risultati, per garantire l’efficienza duratura del sistema.
Il fine principale della norma rimane la protezione delle persone e il mantenimento di elevati livelli di affidabilità in tutte le condizioni operative.
Quali controlli e manutenzioni sono previsti dalla norma 11988:2025 per i sistemi EVAC?
La UNI 11988:2025 definisce criteri rigorosi per il controllo e la manutenzione dei sistemi EVAC, assicurando così la loro efficienza nel tempo e la massima affidabilità in caso di emergenza.
Le principali attività previste dalla norma comprendono:
Verifiche iniziali: Prima della messa in servizio, il sistema deve essere sottoposto a controlli approfonditi su centrali, altoparlanti, microfoni e circuiti principali, per confermare la conformità di tutte le funzioni d’emergenza.
Controlli periodici: A intervalli stabiliti, si effettuano prove operative per accertare la prontezza del sistema, testando la funzionalità di ciascun componente e verificando l’intelligibilità dei messaggi nelle diverse aree servite.
Manutenzione programmata: Sono previsti interventi periodici per la pulizia, il controllo dell’integrità dei cablaggi resistenti al fuoco, l’efficienza delle batterie di riserva e l’aggiornamento dei registri delle prove.
Prove strumentali: In base alla tipologia e alla complessità dell’impianto, la norma contempla controlli con strumenti specifici per misurare parametri quali potenza acustica, risposta degli altoparlanti e tensione di funzionamento durante il passaggio all’alimentazione di riserva.
Registrazione dei risultati: Tutte le attività di verifica e manutenzione devono essere documentate in appositi registri, utili a dimostrare la corretta gestione del sistema e per eventuali controlli da parte degli enti competenti.
L’osservanza scrupolosa di queste procedure garantisce che il sistema EVAC resti sempre efficiente e conforme alle normative più aggiornate.
Da quali fattori dipende il costo di un impianto EVAC?
Il costo di un impianto EVAC dipende da diversi fattori tecnici e organizzativi, che possono influenzare significativamente il preventivo finale. I principali aspetti da considerare sono:
Dimensioni e complessità dell’edificio: Strutture di grandi dimensioni, distribuite su più piani o con planimetrie articolate, richiedono un maggior numero di altoparlanti, cablaggi più estesi e configurazioni più complesse, con conseguente aumento dei costi.
Funzionalità richieste: Sistemi in grado di gestire messaggi vocali chiari, zone multiple e diverse modalità di attivazione (manuale o automatica), assicurando una buona intelligibilità anche in presenza di rumori ambientali, comportano soluzioni più sofisticate e costi superiori.
Tipologia di messaggi: Impianti che diffondono sia segnali acustici di allarme sia messaggi verbali (registrati o in diretta) richiedono una struttura più complessa rispetto a sistemi limitati ai soli suoni, con ripercussioni sul prezzo.
Adeguamento normativo e certificazioni: La conformità alle normative vigenti (ad esempio UNI EN 54) e la necessità di ottenere certificazioni comportano l’impiego di componenti e procedure più avanzati, incidendo sul costo complessivo.
Personalizzazioni e integrazione: Ogni edificio può richiedere adattamenti particolari, dalla personalizzazione dei messaggi all’integrazione con altri sistemi di sicurezza (come rilevazione incendi o building management), richiedendo progettazioni più accurate e materiali specifici.
Installazione e manodopera: La posa in opera, la necessità di personale qualificato, la complessità degli ambienti e eventuali interventi strutturali rappresentano voci importanti del preventivo.
Gestione e manutenzione: È necessario considerare anche i costi di manutenzione ordinaria e degli eventuali interventi straordinari, indispensabili per garantire efficienza e conformità normativa nel tempo.
Scelta dei fornitori: Selezionare apparecchiature affidabili di produttori riconosciuti (come Bosch, Honeywell, TOA, Eaton o altri operatori leader nel settore) può aumentare il costo iniziale, ma assicura qualità, durata e migliori prestazioni a lungo termine.
In sintesi, determinare il costo di un impianto EVAC richiede attenzione a fattori tecnici, normativi e qualitativi, senza trascurare la professionalità dell’installazione e la qualità dei materiali impiegati.
La manutenzione a lungo termine: un aspetto da non trascurare
Nel valutare l’investimento in un sistema EVAC, è essenziale considerare anche i costi di manutenzione a lungo termine. La normativa impone infatti che gli impianti siano sempre operativi ed efficienti, il che implica la programmazione di controlli periodici, la sostituzione dei componenti soggetti a usura, l’aggiornamento del software e la verifica della conformità alle disposizioni vigenti.
Tali attività non solo assicurano il rispetto delle prescrizioni di legge e la sicurezza degli occupanti, ma contribuiscono anche a prolungare la vita utile dell’impianto e a prevenire guasti imprevisti, che potrebbero comportare spese aggiuntive o, nei casi peggiori, rischi per le persone. Di conseguenza, la manutenzione continua deve essere pianificata fin dall’inizio, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello economico.
Domande frequenti sugli impianti EVAC
Quali sono le le quattro categorie dei sistemi EVAC secondo la norma ISO 7240-19?
Secondo la norma internazionale ISO 7240-19, i sistemi di evacuazione sonora (EVAC) sono classificati in quattro categorie distinte, ognuna con un crescente livello di sofisticazione e controllo operativo. Di seguito una panoramica delle caratteristiche di ciascuna categoria:
Categoria 1: Il sistema opera in maniera completamente automatica. I messaggi preregistrati vengono attivati secondo le impostazioni della centrale antincendio, garantendo una risposta rapida e uniforme senza intervento diretto del personale.
Categoria 2: Si aggiunge la possibilità di trasmettere messaggi vocali in diretta tramite una postazione microfonica centrale, permettendo agli operatori di fornire istruzioni o aggiornamenti immediati a tutti gli occupanti, aumentando la flessibilità nelle emergenze.
Categoria 3: Oltre alle funzionalità della categoria 2, il personale può indirizzare i messaggi verso zone specifiche o gruppi di zone anziché all’intera struttura, consentendo un controllo mirato delle evacuazioni in base alle aree effettivamente interessate dall’emergenza.
Categoria 4: È il livello più avanzato. Oltre alle capacità delle categorie 2 e 3, il sistema permette di selezionare e inviare messaggi preregistrati o automatici in aree designate, con possibilità di escludere o includere la trasmissione automatica dalla centrale. L’interfaccia fornisce inoltre informazioni in tempo reale sullo stato dei messaggi, consentendo una gestione centralizzata e coordinata anche in situazioni complesse.
Queste quattro categorie permettono di scegliere il sistema EVAC più adatto in base al livello di rischio, alla dimensione dell’edificio e alla disponibilità di personale formato, assicurando sempre la massima protezione in caso di emergenza.
Quali sono i criteri per l’assegnazione del livello di prestazione 2?
Per assegnare il livello di prestazione 2 a un’attività, è necessario soddisfare specifiche condizioni. I requisiti principali sono i seguenti:
Profili di rischio: l’attività deve rientrare nei profili di rischio vita A1, A2, B1 o B2, con rischio per i beni pari a 1; il rischio ambientale deve essere trascurabile.
Densità di affollamento: non deve superare 0,7 persone per metro quadrato.
Altezza dei piani: tutti i piani devono trovarsi tra -10 metri e 54 metri rispetto al livello del suolo.
Carico d’incendio specifico: il valore di riferimento (qf) non deve eccedere 600 MJ/m².
Gestione di sostanze pericolose: non devono essere presenti sostanze o miscele pericolose in quantità rilevanti.
Lavorazioni pericolose: non devono essere svolte attività che comportino rischi significativi ai fini dell’incendio.
Solo se tutti questi criteri sono rispettati, un’attività può essere classificata secondo il livello di prestazione 2, assicurando un adeguato equilibrio tra sicurezza e gestione delle emergenze.
Quali sono i criteri per l’attribuzione del livello di prestazione 1?
Il livello di prestazione 1 viene assegnato alle attività caratterizzate da rischi molto bassi e contesti operativi particolarmente “protetti”. Per poter ottenere questo livello, devono essere soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
L’attività non è aperta al pubblico e non ospita principalmente persone con disabilità.
La densità di affollamento non supera 0,2 persone per metro quadrato.
Tutti i locali si trovano tra -5 metri e +12 metri rispetto al piano di riferimento.
Il carico di incendio specifico è inferiore a 600 MJ/m².
Ogni compartimento ha una superficie lorda massima di 4.000 metri quadrati.
Non sono detenute né lavorate sostanze o miscele pericolose in quantità rilevanti.
Le operazioni svolte all’interno non comportano lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio.
I profili di rischio vita sono compresi tra A1 e A2, il rischio beni è pari a 1 e il rischio ambientale è trascurabile.
Solo se tutte queste condizioni sono rispettate, l’attività può essere classificata come EVAC di livello 1, indicando uno scenario in cui le misure di protezione antincendio richieste sono minime e semplificate rispetto a contesti più complessi o a rischio più elevato.
Serve il sistema EVAC negli asili nido?
Per quanto riguarda gli asili nido, la normativa vigente non prevede l’obbligo di installare sistemi EVAC per l’evacuazione sonora. Questi ambienti, diversamente da scuole con elevata densità di persone o grandi spazi pubblici, non rientrano tra le categorie soggette a tale requisito. Rimane comunque importante valutare ogni caso specifico, considerando le dimensioni e le caratteristiche della struttura, per assicurare sempre elevati standard di sicurezza.
Quando è obbligatorio un sistema Evac nelle abitazioni?
L’installazione di un sistema EVAC per l’evacuazione sonora è obbligatoria anche negli edifici residenziali con un’altezza massima dei piani superiore a 80 metri. In queste abitazioni, data l’elevata altezza, i sistemi di allarme vocale risultano essenziali per assicurare un’evacuazione rapida e sicura dell’intero edificio in caso di emergenza.
Quali soni i criteri della UNI 11988:2025 per i sistemi di allarme vocale EVAC?
Dal 2025, la UNI 11988:2025 rappresenta il nuovo riferimento per chi progetta, installa o gestisce sistemi EVAC collegati agli impianti di rilevazione incendio. La norma innalza gli standard non solo per le tecnologie utilizzate, ma anche per le modalità operative e le verifiche necessarie, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente la sicurezza delle persone durante le evacuazioni.
I punti principali della norma sono:
Ambito di applicazione: riguarda i sistemi di allarme vocale d’emergenza di nuova realizzazione connessi alla rilevazione incendio, sia in spazi interni sia in aree esterne degli edifici. Restano esclusi i vecchi sistemi a suono semplice (sirene o campane) e la norma sostituisce le specifiche della UNI ISO 7240-19, avvicinandosi agli standard più recenti come UNI CEN/TS 54-32.
Progettazione e pianificazione: è richiesta una valutazione accurata delle aree da coprire, con eventuale suddivisione dei locali in “zone” in base alle esigenze di evacuazione, così da garantire che i messaggi d’allarme vocale siano chiari e percepibili in tutti i punti critici.
Modalità di attivazione: gli impianti devono poter essere attivati automaticamente dai sensori in caso di incendio o manualmente dal personale incaricato, seguendo procedure definite per ogni situazione.
Qualità dei messaggi: particolare attenzione è dedicata all’intelligibilità. I diffusori devono essere scelti e posizionati considerando interferenze ambientali, rumori di fondo e caratteristiche acustiche dei locali (soffitti alti, materiali assorbenti, ecc.).
Componenti tecnici: amplificatori, alimentazioni, centrali di controllo e microfoni devono essere selezionati e testati per assicurare affidabilità, robustezza e continuità di funzionamento anche in situazioni critiche.
Installazione nei locali speciali: la norma include indicazioni specifiche per ambienti umidi, soffitti resistenti al fuoco e locali a rischio, con misure aggiuntive per cavi e connessioni.
Verifiche e manutenzione: sono definite procedure dettagliate per test iniziali, controlli periodici e verifiche straordinarie di tutti i componenti, dalla centrale ai microfoni. Tutti i risultati devono essere registrati e la manutenzione eseguita secondo tempi e criteri strumentali stabiliti.
In sintesi, un sistema EVAC progettato secondo UNI 11988:2025 assicura messaggi chiari e affidabili in ogni emergenza, supportando la sicurezza delle persone e una gestione tecnica basata su prevenzione, controllo e tracciabilità.
Quando è sufficiente il tradizionale sistema a campanelli nelle scuole?
Non in tutte le scuole è obbligatorio installare un sistema di evacuazione sonora avanzato (EVAC). In alcuni casi, la normativa permette di utilizzare il tradizionale impianto a campanelli già presente, a condizione che venga previsto un segnale acustico specifico da attivare in caso di emergenza.
Questa soluzione è consentita nelle scuole in cui il numero massimo di persone presenti contemporaneamente non supera le 500, suddivise come segue:
Fino a 100 persone presenti
Da 101 a 300 persone presenti
Da 301 a 500 persone presenti
Per questi casi (tipi 0, 1 e 2 secondo la classificazione normativa), è sufficiente il sistema di campanelli con suono differenziato per l’emergenza.
Al contrario, per le scuole con oltre 500 persone contemporaneamente (fino a oltre 1200), la normativa impone l’installazione di un impianto EVAC con altoparlanti, per garantire una comunicazione chiara e un’evacuazione sicura e coordinata.
Quali sono le applicazioni e le esclusioni della norma UNI 11988:2025?
La norma UNI 11988:2025, disponibile a partire dal 4 settembre 2025, si concentra sui sistemi di allarme vocale per emergenze collegati a impianti di rivelazione incendio. Ha lo scopo di fornire indicazioni precise per la progettazione, l’installazione, la gestione e la manutenzione dei sistemi EVAC, garantendo la diffusione efficace di messaggi di sicurezza per la protezione delle persone, sia all’interno sia all’esterno degli edifici.
Ambiti di applicazione della norma:
Si applica agli impianti EVAC associati a sistemi fissi automatici di rilevazione incendio.
Riguarda esclusivamente impianti di nuova progettazione e installazione, escludendo i sistemi già esistenti.
È valida indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’edificio: può essere applicata a qualsiasi struttura o pertinenza dotata di sistema EVAC.
Principali esclusioni della UNI 11988:2025:
Non si applica ai sistemi di allarme che utilizzano esclusivamente campane o dispositivi sonori “tradizionali” non vocali.
Sostituisce la UNI ISO 7240-19, allineandosi agli ultimi riferimenti europei come la UNI CEN/TS 54-32 e integrando le indicazioni delle norme UNI 9795 e UNI 11224.
In sintesi, la UNI 11988:2025 costituisce il riferimento aggiornato per tutti i sistemi vocali collegati a rivelatori di incendio di nuova realizzazione, escludendo i dispositivi sonori non vocali e le installazioni già esistenti.
Qual è la documentazione per la Progettazione di un Sistema EVAC?
Per una corretta progettazione di un impianto EVAC, è necessario disporre di una serie di documenti tecnici dettagliati. Queste informazioni sono fondamentali per garantire sicurezza, conformità normativa ed efficacia dell’impianto in tutte le fasi, dalla progettazione fino alla gestione dell’emergenza.
Documenti fondamentali:
Planimetria dettagliata dell’edificio: essenziale per individuare tutte le aree da servire e per posizionare correttamente gli altoparlanti di emergenza.
Relazione acustica: deve comprendere:
la mappatura delle zone acusticamente distinte (per ciascuna area servita dagli altoparlanti);
il tempo di riverberazione stimato o misurato per le frequenze critiche (tipicamente 500 Hz e 2 kHz);
i livelli di rumore ambientale presenti nelle diverse aree.
Analisi del rischio: descrizione dettagliata dei potenziali pericoli presenti nell’edificio o nella struttura.
Descrizione delle condizioni ambientali: elementi come temperatura, umidità o polveri che possono influire sul funzionamento del sistema.
Scheda tecnica dei locali: informazioni sulle caratteristiche dello spazio che ospita le apparecchiature principali, incluse le posizioni esatte.
Piano di gestione delle emergenze: che comprenda:
destinazione d’uso dell’edificio;
numero e variabilità degli occupanti;
tempi stimati per l’evacuazione completa degli ambienti;
eventuale suddivisione in fasi di evacuazione (es. in edifici oltre 25 metri di altezza) e utilizzo di messaggi vocali preregistrati;
specifiche tecniche delle apparecchiature di messaggistica e allarme vocale;
suddivisione fisica delle zone di emergenza e relativa segnaletica;
modalità di accesso al sistema di allarme per soccorritori o personale autorizzato.
Questi documenti rappresentano la base operativa sia per rispettare pienamente le normative di settore (come UNI 9795 e EN 54-13), sia per assicurare una progettazione affidabile, coerente e adeguata alle reali condizioni dell’edificio e degli occupanti.
Che cos’è un Fire Primary Warning Device secondo la normativa?
Oltre alla norma UNI 11744, è importante considerare anche la UNI/TR 11607, dedicata specificamente ai dispositivi di allarme come i sounder e i VAD (Visual Alarm Devices). Questa normativa introduce il concetto di Fire Primary Warning Device.
Il Fire Primary Warning Device è il dispositivo progettato per catturare immediatamente l’attenzione delle persone in caso d’incendio, diffondendo l’allarme attraverso diversi canali:
Segnale acustico: tramite sirene dedicate;
Segnale luminoso: tramite dispositivi VAD;
Messaggi vocali: attraverso impianti EVAC.
Secondo la normativa, questi dispositivi rappresentano gli strumenti principali per la diffusione dell’allerta e devono essere integrati nel sistema di sicurezza dell’edificio, assicurando un avviso immediato, chiaro e uniforme per tutti i presenti, coerentemente con le regole della segnalazione acustica.
Quanto costa un impianto EVAC?
Determinare con precisione il costo di un impianto EVAC non è semplice, un po’ come chiedere quanto costa “un’automobile”: tutto dipende dal modello, dall’allestimento e dagli optional scelti. Tuttavia, i principali fattori che influenzano il prezzo sono:
Dimensioni e complessità dell’edificio: un piccolo negozio richiede un impianto molto più semplice e quindi meno costoso rispetto a un ospedale o a un aeroporto internazionale. Layout articolati, con più livelli, muri divisori o aree remote, comportano reti di diffusione più complesse.
Funzionalità richieste: sistemi in grado di trasmettere messaggi vocali selettivi, gestire più zone, attivarsi automaticamente tramite la centrale antincendio o prevedere personalizzazioni avanzate costano più degli impianti base destinati solo al segnale sonoro di allarme.
Tipologia e gestione dei messaggi: la possibilità di inviare messaggi preregistrati o annunci in diretta, anche in lingue diverse, come avviene negli aeroporti, richiede tecnologie più avanzate e quindi un investimento maggiore.
Conformità normativa e certificazioni: l’utilizzo di prodotti e installazioni che rispettano le normative di sicurezza europee (ad esempio EN 54-16 per gli EVAC) incide sul costo complessivo.
Integrazione con altri sistemi: collegamenti con videosorveglianza, controllo accessi o altri dispositivi di building automation possono aumentare la spesa, specialmente se si scelgono soluzioni di fascia alta come Bosch, Honeywell o TOA.
Installazione e manodopera specializzata: la complessità dei lavori, la necessità di cablaggi resistenti al fuoco e la competenza dei tecnici installatori rappresentano voci significative nel preventivo finale.
Manutenzione e assistenza continuativa: i costi ricorrenti legati a verifiche periodiche, sostituzione di componenti usurati e aggiornamenti software vanno considerati per garantire che l’impianto rimanga sempre efficiente e conforme alle normative.
In sintesi, il prezzo può partire da poche migliaia di euro per piccoli ambienti commerciali con impianti base, fino a decine o centinaia di migliaia di euro per grandi strutture con sistemi EVAC complessi e integrati. Per una stima precisa è sempre consigliabile analizzare le esigenze specifiche dell’edificio e rivolgersi a progettisti qualificati.
.Quali sono i requisiti per i sistemi EVAC nelle scuole e negli asili secondo le normative di prevenzione incendi?
I sistemi EVAC (Evacuazione e Allarme Voce) nelle scuole e negli asili devono rispettare specifici requisiti di sicurezza secondo le normative antincendio italiane ed europee. La progettazione deve garantire un’evacuazione rapida e ordinata, assicurando che tutti gli ambienti siano raggiungibili dal segnale acustico e vocale. È necessario prevedere altoparlanti distribuiti uniformemente in aule, corridoi e spazi comuni, con un’intelligibilità del messaggio tale da permettere istruzioni chiare anche in presenza di rumore di fondo. I sistemi devono essere dotati di alimentazione di emergenza in caso di interruzione elettrica e compatibili con altri dispositivi antincendio, come rilevatori di fumo e pulsanti di allarme manuale. La manutenzione periodica e i collaudi devono essere eseguiti secondo le normative vigenti, come la UNI EN 60849, per garantire la piena efficienza del sistema e la sicurezza di studenti, docenti e personale scolastico.

