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Cos’è un Dpi? Guida ai dispositivi di protezione individuale

Che cos è un DPI? Con dispositivo di protezione individuale (DPI) si intende qualunque tipo di attrezzatura, accessorio o complemento, realizzato per proteggere il lavoratore da qualsiasi evento che possa causare danni alla sua salute o alla sua sicurezza.
I DPI possono essere molto diversi tra loro, variano infatti in base al tipo di attività lavorativa praticata dal soggetto così da svolgere un’azione rapida e specifica a seconda dei rischi che ogni lavoro può comportare.

Per quanto riguarda per esempio i dispositivi di protezione individuale usati nel settore sanitario, solitamente quelli più utilizzati sono i dispositivi di protezione del sistema respiratorio e visivo, oltre che per la tutela del corpo, delle mani, dei piedi e del capo. Tuttavia, l’uso dei DPI non riguarda solo il settore sanitario: anche cantieri edili, industrie farmaceutiche, officine meccaniche, aziende alimentari e molti altri settori richiedono ai lavoratori di indossare presidi di protezione individuale come misura essenziale per garantire la sicurezza sul lavoro. Ogni ambiente professionale, in base ai rischi specifici legati alle proprie attività, prevede soluzioni mirate per proteggere adeguatamente il personale.

Vediamo nel dettaglio in cosa consistono i dispositivi di protezione individuale.

Cosa sono i dispositivi di protezione individuale?

DPI cosa sono? I dispositivi di protezione individuale (DPI) comprendono una categoria specifica di strumentazioni realizzate per proteggere la salute e la sicurezza del lavoratore durante la sua attività professionale.
Sulla base del tipo di attività lavorativa svolta e al grado di pericolo della stessa è previsto, in alcuni casi con obbligo di legge, l’uso di dispositivi dedicati.

L’utilizzo dei mezzi di protezione individuale è normato dal decreto legislativo 81/2008, in particolare nell’art. 20 sono specificati tutti gli obblighi dei lavoratori in riferimento questo ambito.
Secondo questo articolo ogni lavoratore ha il diritto e il dovere di tutelare la propria salute e sicurezza sul posto di lavoro, in base alla formazione, all’istruzione e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.

Secondo il decreto legislativo il datore di lavoro ha il dovere di fornire ai propri lavoratori tutte le disposizioni, le istruzioni e i mezzi utili per la protezione individuale e collettiva da qualunque rischio in cui possano incorrere durante l’orario di lavoro, sia che si tratti dell’uso di sostanze nocive, che di mezzi di trasporto o macchinari specifici.

Un ulteriore obbligo del lavoratore previsto dalla normativa è quello di usare in modo opportuno i dispositivi di protezione individuale e segnalare immediatamente al proprio datore di lavoro, o alla persona preposta, qualunque mancanza di mezzi o dispositivi, così come eventuali possibili condizioni che possano creare una situazione di pericolo.

In riferimento ai dispositivi di protezione individuale è invece specificato che è fatto assoluto divieto di rimuoverli o modificarli senza la dovuta autorizzazione. Infatti l’uso dei dispositivi di protezione individuale è obbligatorio in tutte quelle situazioni in cui non è possibile evitare determinati rischi, così da ridurre al minimo il pericolo di eventuali danni.
Dopo aver visto il DPI significato, vediamo quali sono i requisiti che i dispositivi di protezione individuale devono rispettare per legge.

Quali sono i requisiti dei dispositivi di protezione individuale?

Il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08) prevede che i dispositivi di protezione individuale debbano rispettare le norme previste dal D.Lgs. 475/92. Nello specifico l’art.76 definisce tutti i requisiti che devono rispettare, tra cui:

  • essere adatti ai pericoli che devono prevenire;
  • essere specifici per le condizioni del luogo di lavoro;
  • considerare le necessità ergonomiche o di salute del lavoratore;
  • essere adeguati alle necessità del lavoratore;
  • se vi è necessità di usare in contemporanea più di un dispositivo di protezione individuale è necessario che siano compatibili tra loro;
  • essere facili da indossare o rimuovere.

Vediamo quali sono gli strumenti e le attrezzature che sono considerati dispositivi di protezione individuale e quali no.

Quali strumentazioni non sono ritenute dispositivi di protezione individuale?

Tra i dispositivi di protezione individuale non sono compresi alcuni strumenti, come:

  • uniformi generiche non destinate alla protezione della salute e della sicurezza del lavoratore;
  • strumenti destinati al soccorso o al salvataggio;
  • attrezzature delle forze armate per il mantenimento dell’ordine pubblico;
  • attrezzature di protezione individuale dei mezzi di trasporto stradali;
  • strumentazioni sportive;
  • dispositivi di autodifesa;
  • dispositivi portatili per segnalare pericoli.

Quali sono i dispositivi di protezione individuale?

esempi di dpi
esempi di dpi

I dispositivi di protezione individuale sono suddivisi per legge in 3 categorie, così come specificato nel decreto legislativo 475/92.

Le categorie sono state create sulla base dell’aumento del grado di rischio collegato all’attività professionale.

Categoria I: rischi minimi
La Categoria I comprende tutti i dispositivi destinati a proteggere da rischi minimi, legati ad attività che possono causare danni di lieve entità. Per questi DPI è sufficiente l’autocertificazione del produttore. Rientrano in questa categoria i rischi dovuti a:

  • piccole ferite meccaniche superficiali;

  • utilizzo di prodotti poco aggressivi;

  • contatto con superfici calde (fino a 50 °C);

  • esposizione della vista alla luce solare;

  • condizioni atmosferiche non estreme.

Esempi di DPI appartenenti alla Categoria I sono guanti contro lievi abrasioni o piccoli tagli, occhiali anti-polvere leggera e indumenti resistenti a modesti agenti atmosferici. Si tratta di strumenti pensati per proteggere da rischi presenti ma non in grado di provocare danni gravi o irreversibili.

Categoria II: rischi significativi
La Categoria II include tutte le situazioni che non rientrano né nella Categoria I né nella Categoria III e che comportano un rischio significativo. Poiché il D.Lgs. 475/92 non fornisce una definizione puntuale, questi DPI vengono utilizzati quando il pericolo non è minimo ma nemmeno estremo. Per la loro commercializzazione è necessario un certificato rilasciato da un organismo di controllo autorizzato.

Appartengono a questa categoria, ad esempio, caschi di protezione, maschere contro polveri tossiche, visiere, cuffie o inserti auricolari per la protezione dal rumore.

Categoria III: rischi molto gravi o mortali
La Categoria III riguarda esclusivamente i dispositivi destinati a proteggere da pericoli che possono causare conseguenze gravissime o letali. La normativa prevede un addestramento obbligatorio per il corretto utilizzo di questi DPI. Tra i rischi contemplati rientrano:

  • contatto con sostanze altamente tossiche;

  • atmosfere con carenza di ossigeno;

  • esposizione a radiazioni;

  • ambienti con temperature superiori a 100 °C o inferiori a -50 °C;

  • cadute dall’alto;

  • aggressioni chimiche;

  • contatti elettrici;

  • rischio di annegamento;

  • lesioni da seghe;

  • ferite da armi da fuoco o da taglio;

  • esposizione a rumori pericolosi.

Rientrano in questa categoria i DPI progettati per prevenire rischi mortali, come imbracature per lavori in quota, dispositivi per ambienti con rischio di asfissia o protezioni contro alte tensioni elettriche. È il caso, ad esempio, di operatori che lavorano su ponteggi, in presenza di sostanze molto tossiche o in condizioni ambientali estreme, dove l’assenza del DPI adeguato può risultare fatale.

Tra le professioni che richiedono obbligatoriamente l’uso di DPI di terza categoria troviamo, ad esempio, i lavoratori impegnati in attività in alta quota.

Tipologie e forme dei DPI
I dispositivi di protezione individuale possono assumere molte forme, a seconda del rischio specifico da cui devono proteggere. Tra questi rientrano, ad esempio:

  • elmetti

  • maschere protettive

  • tappi auricolari

  • guanti da lavoro

  • scarpe di sicurezza

  • imbracature

  • abiti da lavoro

  • e molti altri ancora

Esiste, infatti, un’ampia gamma di DPI che coprono l’intero corpo, progettati per proteggere dai diversi tipi di rischi presenti nei più svariati ambienti lavorativi.

I dispositivi di protezione individuale possono anche essere suddivisi in base al tipo di protezione, come:

  • degli arti superiori o inferiori;
  • del viso;
  • della vista;
  • del sistema uditivo;
  • della testa;
  • del sistema respiratorio;
  • da cadute dall’alto.

Per ogni categoria di rischio esistono soluzioni specifiche progettate per ridurre i pericoli in modo mirato. Ad esempio, ci sono i dispositivi sicurezza sul lavoro per la:

Protezione della testa: caschi da cantiere, berretti con visiera, occhiali o maschere per la protezione degli occhi, tappi auricolari e maschere con cartucce filtranti per difendersi dall’inalazione di vapori tossici.
Protezione delle mani: guanti protettivi per le attività in cui le mani risultano particolarmente esposte, eventualmente integrati da maniche protettive per la tutela degli avambracci.
Protezione dei piedi: scarpe antinfortunistiche, stivali o zoccoli, pensati per prevenire infortuni causati da urti o cadute di oggetti.
Protezione del corpo: tute o grembiuli in pelle, ad esempio per i saldatori. Oggi è disponibile una vasta scelta di indumenti da lavoro, selezionabili in base alle necessità specifiche di ogni mansione.

Questa classificazione consente di individuare i DPI più adeguati alle condizioni di rischio presenti nell’ambiente di lavoro, assicurando una protezione efficace e mirata.

Chi ha l’obbligo di fornire i dispositivi di protezione individuale?

Secondo quanto previsto dall’art. 18 del decreto legislativo 81/08 è dovere del datore di lavoro di fornire ai propri dipendenti la formazione e gli strumenti necessari per tutelare la loro salute e sicurezza durante l’orario lavorativo, dopo avere consultato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico preposto.

Quando le misure di protezione collettiva non sono più sufficienti a garantire la sicurezza, il datore di lavoro è tenuto a fornire a ogni lavoratore i dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati ai rischi specifici presenti nell’ambiente di lavoro, così da tutelarne salute e incolumità.

In sostanza, l’obbligo di fornire i DPI sorge ogni volta che gli interventi tecnici, organizzativi o procedurali adottati non riescono a eliminare completamente i pericoli. La scelta e la consegna dei dispositivi sicurezza lavoro devono quindi essere mirate, basate sulle reali condizioni operative e sui rischi individuati, e sempre conformi alla normativa vigente.

Dispositivi di protezione individuale: obblighi del datore di lavoro

presidi di protezione individualeCome abbiamo accennato all’art. 77 del decreto legislativo 81/08 sono elencati tutti gli obblighi del datore di lavoro per quanto riguarda la salute e la sicurezza dei propri dipendenti.

Nello specifico il datore di lavoro ha il compito in un primo momento di individuare quali rischi sono presenti durante l’orario lavorativo e non possono essere evitati, in questo modo individua i dispositivi di protezione individuale adeguati. È suo compito valutare preventivamente i rischi e fornire i DPI più idonei, in quantità adeguata e conformi alla morfologia di chi li utilizzerà, assicurando così sia la sicurezza sul lavoro sia il massimo comfort ergonomico.

A questo punto sarà sempre il datore di lavoro a valutare le caratteristiche dei dispositivi di protezione individuale, basandosi sulle informazioni fornite dal fabbricante, e scegliendo quelli che secondo il suo giudizio sono i più adeguati.
La scelta dei dispositivi di protezione individuale deve essere modificata e aggiornata ogni qualvolta intervengano delle modifiche importanti degli elementi valutati.

Altri obblighi fondamentali del datore di lavoro

  • di fornire una formazione adeguata ai propri lavoratori affinché vengano istruiti sull’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale (anche per le eventuali fonti di rischio che possono essi stessi comportare) e sulla normativa tecnica UNI-EN in vigore;
  • individuare tutte le situazioni in cui è necessario usare un dispositivo di protezione individuale (nello specifico per quanto riguarda l’utilizzo, il grado di rischio, le prestazioni del dispositivo di protezione individuale e le caratteristiche del luogo in cui ogni lavoratore svolge la propria attività);
  • destinare ogni dispositivo di protezione individuale ad un uso personale, fornendo tutte le informazioni necessarie;
  • controllare che venga effettuata costantemente la manutenzione, l’igienizzazione, la riparazione o eventualmente la sostituzione dei dispositivi di protezione individuale;
  • informare nel dettaglio ogni dipendente sui possibili rischi con i quali possono essere protetti grazie ai dispositivi di protezione individuale.

É inoltre importante ricordare che l’addestramento è fondamentale quando si tratta di dispositivi di protezione individuale che appartengono alla terza categoria e per i dispositivi di protezione del sistema uditivo, in questo caso è necessario documentare e verificare che sia avvenuto.

Dispositivi di protezione individuale: obblighi del lavoratore

Se da un lato il datore di lavoro ha l’obbligo per legge di formare i propri lavoratori e fornire tutta la strumentazione prevista, anche i dipendenti hanno degli obblighi a cui non possono sottrarsi. Il principale è l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale durante tutte le fasi di lavoro in cui è stato previsto per possibili rischi, così come spiegato durante la fase di formazione.
I lavoratori hanno anche l’obbligo di seguire il corso di addestramento organizzato dal responsabile in riferimento al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale forniti.
Nel testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro sono infatti specificati anche gli obblighi del lavoratore:

  • prendere parte al corso di formazione e addestramento e usare i dispositivi di protezione industriale conformemente con quanto appreso;
  • provvedere alla manutenzione dei dispositivi di protezione individuale forniti dal datore di lavoro senza effettuare alcuna modifica;
  • avvisare prontamente il responsabile nel caso in cui si rilevino difetti;
  • al termine dell’utilizzo procedere con l’iter previsto per la restituzione.

Qual è la differenza tra livello di prestazione e livello di protezione dei DPI?

Quando si parla di dispositivi di protezione individuale, è frequente imbattersi in due concetti chiave: livello di prestazione e livello di protezione. Sebbene possano sembrare simili, si riferiscono a aspetti differenti e non devono essere confusi.

Il livello di prestazione di un DPI viene definito attraverso prove specifiche previste dalle normative europee, come confermato anche dalla marcatura CE presente sul dispositivo. Questi test valutano resistenza, efficacia e altri requisiti tecnici in condizioni controllate di laboratorio. In sostanza, il livello di prestazione esprime il comportamento del dispositivo in test standardizzati prima della sua immissione sul mercato.

Il livello di protezione, invece, è legato alle reali condizioni in cui il DPI viene utilizzato sul luogo di lavoro. Un’elevata prestazione in laboratorio non assicura automaticamente la stessa efficacia durante l’uso quotidiano: ambiente, modalità operative e variabili pratiche possono influenzare sensibilmente il risultato. Per esempio, un guanto può ottenere ottimi risultati nelle prove di resistenza agli agenti chimici, ma offrire una protezione inferiore se usato in modo scorretto o in condizioni particolarmente gravose.

Riassumendo:

  • Il livello di prestazione indica i risultati ottenuti nei test normativi svolti in laboratorio.

  • Il livello di protezione riguarda l’effettiva efficacia del DPI nel contesto reale di utilizzo.

Per questo è fondamentale scegliere i DPI non solo sulla base dei dati tecnici, ma anche considerando attentamente i rischi presenti nell’ambiente di lavoro, così da assicurare una protezione adeguata e concreta.

Che cosa significa il marchio CE sui DPI e quali standard europei li regolano?

I dispositivi di protezione individuale possono essere considerati sicuri e adatti all’uso professionale solo se dotati di marcatura CE. Questo simbolo non è un semplice elemento grafico applicato sul prodotto, ma rappresenta la garanzia che il DPI soddisfa requisiti di sicurezza definiti dall’Unione Europea.

La marcatura CE certifica la conformità del dispositivo alle direttive e ai regolamenti europei — in particolare al Regolamento (UE) 2016/425 — che stabiliscono caratteristiche tecniche, prove di laboratorio e criteri prestazionali necessari prima dell’immissione sul mercato.

In pratica, per ottenere il marchio CE un DPI deve superare:

  • severi test tecnici che riproducono condizioni d’uso reali,

  • valutazioni dei rischi in base ai pericoli specifici,

  • controlli qualitativi sull’intero processo produttivo.

Questi standard e procedure europee assicurano che il dispositivo offra una protezione affidabile in relazione al suo utilizzo previsto. È comunque essenziale ricordare che le prestazioni dichiarate con la marcatura CE rappresentano capacità tecniche minime, che non sempre coincidono con il livello di protezione necessario in ogni contesto lavorativo. Per questo, la scelta del DPI più adeguato deve derivare da un’analisi dettagliata dell’ambiente di lavoro e dei rischi realmente presenti.

Come si controllano e verificano le prestazioni dei DPI?

Per assicurarsi che i dispositivi di protezione individuale garantiscano un adeguato livello di sicurezza, è essenziale valutarne le effettive prestazioni prima dell’impiego.

Un elemento preliminare da verificare è la presenza della marcatura CE, che certifica la conformità del DPI agli standard europei previsti dalla normativa vigente. Questo simbolo indica che il dispositivo è stato sottoposto a test regolamentati, finalizzati a valutarne l’efficacia rispetto ai rischi presenti sul luogo di lavoro.

Accanto alla marcatura CE, ogni DPI deve essere fornito di una scheda informativa contenente istruzioni d’uso, caratteristiche tecniche e limiti operativi. Consultare attentamente questo documento è fondamentale per comprendere l’effettivo livello di protezione offerto al lavoratore.

È inoltre importante considerare che le condizioni di laboratorio possono differire da quelle reali: i valori prestazionali rilevati nei test potrebbero non coincidere pienamente con il grado di protezione garantito durante l’utilizzo continuativo. Per questo motivo, la scelta del DPI deve basarsi sulla valutazione del rischio specifico, accompagnata da un controllo costante delle condizioni del dispositivo e dalla sua sostituzione immediata in caso di usura o danneggiamento.

Perché le condizioni di prova dei DPI non corrispondono sempre all’uso reale?

dispositivi protezione individualeQuando si parla di dispositivi di protezione individuale, è essenziale ricordare che i test effettuati per ottenere la marcatura CE e rispettare le norme europee rappresentano solo una parte del quadro complessivo. I DPI, infatti, vengono sottoposti a valutazioni in ambienti controllati, dove le condizioni sono costanti e tutti i parametri sono definiti in anticipo. Questo permette di verificare che il prodotto raggiunga i livelli di prestazione richiesti dalla legge, come previsto dal D.Lgs. 475/92.

Tuttavia, tali condizioni ideali differiscono spesso da quelle riscontrabili nei reali ambienti di lavoro. Umidità, variazioni di temperatura, ritmi operativi intensi e usura dei materiali sono solo alcuni dei fattori che possono influire sull’efficacia del dispositivo durante l’utilizzo quotidiano.

Per questo è importante non confondere le prestazioni certificate nei test con la protezione effettivamente garantita sul campo. Un livello di prestazione ottenuto in laboratorio non corrisponde necessariamente alla stessa capacità protettiva durante un turno lavorativo. Di conseguenza, la scelta del DPI più adatto deve tenere conto sia delle specifiche tecniche sia delle reali esigenze del lavoratore, valutando le condizioni concrete di utilizzo e includendo un controllo periodico dello stato del dispositivo.

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