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Liquidi schiumogeni la scelta e il loro utilizzo

Agenti estinguenti:

La normativa che regola gli agenti estinguenti è la UNI 1568

Ci soffermeremo in questo articolo sulle sostanze estinguenti, cioè quei “prodotti naturali o artificiali, allo stato solido, liquido o gassoso, che hanno la caratteristica di poter estinguere un incendio”.
 
La scelta dell’estinguente da adottare in un determinato luogo di lavoro, anche in relazione alle diverse “classi di fuoco”, è molto importante  il documento si sofferma sulle singole sostanze.
 

L’Acqua

 
È “storicamente la sostanza estinguente più diffusa in quanto risulta assai efficace, economica e facilmente reperibile. L’acqua trova impiego tramite: idranti, naspi, attacchi di mandata per autopompa dei VV.F., impianti automatici e/o manuali di estinzione incendi ed in alcuni casi anche negli estintori.
 
Se l’acqua “è l’estinguente ideale per lo spegnimento di fuochi di classe ‘A’ (fuochi da solidi) e può essere impiegata, con alcune precauzioni, anche per fuochi di classe ‘B’ (fuochi da liquidi), è assolutamente da evitare su:
  • fuochi di classe ‘D’ (metalli), perché potrebbe provocare reazioni esplosive;
  • sostanze chimiche reattive in presenza di acqua, come il cloro, il fluoro, ecc.;
  • apparecchiature elettriche in tensione, in quanto essendo l’acqua un ottimo conduttore di elettricità, potrebbe produrre fenomeni di folgorazione per l’utilizzatore”.
L’acqua “non è adatta nemmeno per fuochi di classe ‘C’ (fuochi da gas), fatta eccezione per gli impianti ad acqua atomizzata”.
 

Schiume antincendio: cosa stabilisce la UNI EN 1568

La normativa UNI EN 1568 definisce in modo preciso i requisiti, le prestazioni e i metodi di prova delle schiume antincendio utilizzate come agenti estinguenti. La norma indica come queste schiume devono essere realizzate, applicate e verificate per assicurare sicurezza ed efficacia contro le varie tipologie di incendio. In questo modo si garantisce che i prodotti impiegati rispettino standard di qualità riconosciuti a livello europeo, fornendo un riferimento affidabile sia ai produttori che agli operatori del settore antincendio.
 
Soffermiamoci quindi in particolar modo sulle Schiume
liquidi schiumogeni

I Liquidi schiumogeni

Le schiume sono “agenti estinguenti composti da una soluzione in acqua di liquido schiumogeno (detta soluzione schiumogena) con l’aggiunta di additivi che le impartiscono resistenza meccanica e resistenza al fuoco”. In questo caso l’azione estinguente “avviene essenzialmente per soffocamento, in quanto esse si frappongono tra il combustibile e il comburente (l’ossigeno), a cui si aggiunge un modesto apporto di raffreddamento del rogo, dovuto all’evaporazione dell’acqua presente nella schiuma”.
Le schiume “sono ottimi estinguenti per i fuochi di classe ‘A’ e ‘B’ (fuochi da materiali solidi e liquidi)”, ma sono “assolutamente da evitare per i fuochi di classe ‘D’ (fuochi da metalli) e naturalmente su quelli di apparecchiature elettriche in tensione”.

Gli schiumogeni antincendio si dividono in:

  • liquidi schiumogeni proteinici;
  • liquidi schiumogeni sintetici;
  • liquidi schiumogeni fluoro proteinici;
  • liquidi schiumogeni fluoro sintetici;
  • liquidi schiumogeni universali idonei per alcoli.

La loro efficacia si basa sulla capacità di formare una barriera stabile tra il combustibile e l’ossigeno, spegnendo rapidamente le fiamme e prevenendo eventuali riaccensioni. Grazie agli additivi concentrati, le schiume antincendio aumentano la resistenza e la durata dell’azione estinguente, garantendo una protezione mirata nei casi in cui sia necessaria un’azione rapida e diretta contro il fuoco.

Liquidi schiumogeni proteinici

Sono schiume di base, dotate di buona stabilità e resistenza ma poco scorrevoli. La loro azione è lenta ma possiedono un ottima resistenza al calore . Sono utilizzate a bassa espansione per incendi di prodotti petroliferi.

Rapporto di espansione e impianti compatibili:
Oltre a conoscere la classe di fuoco per cui la schiuma è adatta, è fondamentale considerare il suo rapporto di espansione per abbinarla correttamente al sistema antincendio. Questo valore indica la proporzione tra la concentrazione della miscela acqua-schiumogeno e il volume finale della schiuma generata. In base a tale parametro, le schiume si classificano in bassa, media e alta espansione, ciascuna idonea a specifici impianti ed erogatori. Le schiume proteiniche, ad esempio, offrono le migliori prestazioni nella bassa espansione, garantendo una copertura compatta e duratura sui liquidi infiammabili.

Liquidi schiumogeni sintetici

Sono schiume ottenute componendo dei tensioattivi sintetici e sostanze stabilizzanti. La schiuma prodotta è resistente e scorrevole, adatta a qualsiasi tipo di espansione ( bassa, media, alta). Sono adatte all’utilizzo su incendi di idrocarburi e liquidi infiammabili, risultando particolarmente versatili sia per piccoli erogatori manuali che per impianti automatici dove la scelta dell’espansione può variare in base all’ambiente di applicazione.

Applicazioni tipiche:
L’elevata versatilità di queste schiume ne consente l’impiego in magazzini di prodotti chimici, industrie tessili, stabilimenti della gomma e dei pneumatici, oltre che in contesti dove sono richieste rapidità di copertura e facilità di distribuzione. Sono inoltre frequentemente utilizzate negli impianti sprinkler e nei magazzini dedicati a diverse tipologie di prodotti.

Liquidi schiumogeni fluoro proteinici

Sono schiume composte da sostanze proteiche idrolizzate con fluorocarburi tensioattivi e con l’aggiunta di stabilizzanti. L’utilizzo dei tensioattivi permette la formazione di un film liquido fondamentale per l’efficacia dello spegnimento. Queste schiume presentano tre vantaggi importanti : alta scorrevolezza, elevata tenuta ai vapori, stabilità chimica.

Sono adatte ad incendi impegnativi, come ad esempio navi petrolifere e grossi serbatoi di carburante. L’espansione corretta è bassa e media. La scelta di questa espansione consente una copertura efficace di superfici estese, mantenendo al contempo la resistenza ai vapori per prevenire riaccensioni.

Le schiume fluoro-proteiniche sono utilizzate su piattaforme offshore, in raffinerie, negli impianti petrolchimici e in tutti quei contesti dove è necessario contrastare vapori altamente infiammabili.

Liquidi schiumogeni fluoro sintetici

Sono schiume create combinando tensioattivi fluorati con tensioattivi sintetici, stabilizzati per il miglioramento delle caratteristiche tecniche, in particolar modo la scorrevolezza. Sono chiamate schiume ” Acqueous Film Forming Foam (AFFF)” perché in fase di drenaggio formano un “film” liquido che separa combustibile e comburente. Utilizzate a bassa media espansione, sono adatte ad interventi rapidi su grandi superfici.

Queste schiume sono particolarmente indicate per aeroporti, hangar, eliporti, centrali termoelettriche e impianti dove risultano cruciali rapidità di spegnimento e capacità di coprire ampie superfici. Vengono inoltre impiegate negli incendi boschivi e nei sistemi sprinkler a espansione controllata.

In sintesi:
Ogni tipo di schiumogeno possiede un ambito di utilizzo specifico e un rapporto di espansione appropriato da seguire, così da assicurare la massima efficacia in relazione al rischio da proteggere e al sistema antincendio disponibile.

Liquidi schiumogeni universali per alcoli 

schiuma antincendioDenominati AFFF AR sono schiume universali , utilizzabili per incendi su idrocarburi e alcoli. Sono utilizzabili sia a bassa che media espansione su incendi d’industria petrolchimica ( acetone, alcoli, vernici).

Questi prodotti risultano particolarmente adatti a distillerie di alcol, industrie chimiche e delle vernici, magazzini di prodotti chimici, oltre che in contesti dove è richiesta la massima flessibilità nell’affrontare combustibili sia idrocarburici sia polari. La loro capacità di adattarsi a differenti tipi di combustibili le rende fondamentali in contesti a elevato rischio di incendi complessi.

La scelta del liquido schiumogeno più idoneo dipende quindi non solo dalla natura dell’incendio, ma anche dall’ambiente operativo e dal tipo di materiale combustibile presente. Per ciascun contesto esiste una tipologia di schiumogeno che garantisce la massima efficacia e sicurezza durante l’intervento.

Riepilogo delle applicazioni nei diversi ambienti:

AmbienteTipo di schiumogeno consigliato
Aeroporti, hangar, eliportiFluoro-sintetici (AFFF)
Navi traghetto, petrolifereProteinici, fluoro-proteinici
Raffinerie, depositi petroliferiFluoro-proteinici, proteinici
Industrie chimiche, verniciUniversali per alcoli (AFFF AR)
Industrie tessili, cartiereSintetici
Piattaforme offshoreFluoro-proteinici, fluoro-sintetici
Magazzini prodotti variSintetici, universali per alcoli
Incendi boschivi, centraliFluoro-sintetici (AFFF)

In sintesi, la scelta della schiuma più appropriata dipende non solo dalla tipologia di incendio, ma anche dall’ambiente operativo e dal tipo di combustibile coinvolto. Ogni schiumogeno possiede caratteristiche specifiche che lo rendono ottimale in determinati contesti.

Ma come si comporta esattamente la schiuma durante la scarica effettiva?

La Struttura della schiuma è come abbiamo accennato, conferita dalla diversa tipologia di miscelamento tra acqua- aria- schiumogeno in funzione delle caratteristiche proprie del concentrato di partenza e del miscelamento. In questo modo potremmo avere diversi risultati.

La percentuale del liquido schiumogeno concentrato, più l’acqua è quello che permette di generare schiuma.

Ogni schiumogeno deve essere abbinato al proprio erogatore, idoneo al rapporto d’espansione che si vuole ottenere;

Che cos’è il rapporto d’espansione?

E’ l’ultimo processo d’espansione della schiuma ed è basato sulla miscelazione dell’acqua con lo schiumogeno puro, questa miscela viene poi messa in contatto con l’aria al momento dell’erogazione . Pertanto ogni livello di espansione (basso, medio e alto) avrà il suo tipo di ugello erogatore che permette una diversa miscelazione.

Tipologie di schiumogeni antincendio e dotazioni
Nel campo della lotta antincendio sono disponibili diverse soluzioni per la gestione e l’applicazione delle schiume. I schiumogeni antincendio possono trovarsi sia in fusti di lamiera d’acciaio verniciata, con portello di chiusura a chiave e capacità variabile da 25 kg a 200 kg, sia come gruppi mobili a schiuma. Questi ultimi comprendono generalmente il fusto, il carrello di trasporto, una manichetta UNI 45 o UNI 70 lunga 20 metri, una lancia per schiuma a bassa espansione e un miscelatore professionale per il prelievo della schiuma dal fusto.

La disponibilità di diversi formati e dotazioni consente di adattarsi a molteplici scenari d’intervento, dalla protezione di piccoli magazzini fino agli impianti industriali più complessi.

Le schiume possono essere utilizzate “mediante l’applicazione diretta sui roghi, tramite estintori portatili o carrellati ovvero mediante cannoni fissi e mobilio anche tramite impianti fissi di spegnimento automatico d’incendio (come ad esempio per serbatoi di idrocarburi di medio-grandi dimensioni)”.

Accessori e componenti per sistemi a schiuma antincendio

 

Oltre ai liquidi schiumogeni, il corretto funzionamento di un impianto a schiuma antincendio dipende in larga misura dalla scelta e dalla combinazione dei suoi accessori e componenti principali. Ogni parte svolge una funzione specifica per garantire sicurezza ed efficacia durante le operazioni.

Di seguito una panoramica dei componenti e accessori più comuni associati ai sistemi a schiuma antincendio:

  • Fusti di stoccaggio: Contenitori in acciaio o materiale plastico certificato, disponibili in vari formati (25, 50, 100, 200 litri), utilizzati per il travaso e la conservazione sicura del liquido schiumogeno.
  • Gruppi mobili a schiuma: Carrelli preassemblati con serbatoio, manichetta certificata (UNI 45, UNI 70), lancia a bassa o media espansione e miscelatore integrato. Sono essenziali per interventi rapidi in aree estese o siti industriali.
  • Armadi porta schiumogeno: Strutture protettive per il deposito ordinato e sicuro di fusti, lance, naspi e accessori. Realizzati in acciaio zincato o verniciato, possono includere chiusure di sicurezza e segnaletica dedicata.
  • Miscelatori fissi e variabili: Dispositivi in lega d’alluminio o acciaio inox che garantiscono la corretta proporzione tra schiumogeno e acqua, adattandosi alla portata o al tipo di intervento. Possono operare sia a monte che a valle dell’impianto, offrendo ampia versatilità di utilizzo.
  • Lance e ugelli: Disponibili in versioni a bassa, media o alta espansione e realizzati in diversi materiali, consentono di regolare il getto e distribuire la schiuma in modo ottimale, adattandosi ai differenti scenari operativi.
  • Naspi e manichette: Sistemi omologati, semirigidi o flessibili, che collegano la fonte di schiumogeno alle lance e facilitano la movimentazione durante l’emergenza.
  • Teli di copertura: Utilizzati per proteggere gli equipaggiamenti all’aperto o per il trasporto sicuro delle unità mobili, soprattutto in aree esposte agli agenti atmosferici.
  • Filtri e valvole: Componenti indispensabili per evitare ostruzioni e garantire un flusso costante della soluzione schiumogena durante l’erogazione.

Ogni elemento contribuisce a migliorare la versatilità, l’efficienza e la sicurezza dei sistemi a schiuma antincendio, sia in fase preventiva sia durante la gestione di emergenze in ambito industriale, portuale o civile. La scelta e l’abbinamento dei componenti devono sempre essere valutati in base al livello di rischio e alle normative vigenti.

Vedi anche altri agenti estinguenti:
Le Polveri estinguenti
Anidride Carbonica
Gli idrocarburi alogenati 

Non esitare a contattare i nostri esperti per scegliere gli agenti schiumogeni più adatti in base al livello di rischio della tua azienda, attività commerciale o ente pubblico. Compila il form, chiama il numero verde o scrivici una email, siamo a tua disposizione per ogni tua esigenza riguardante la prevenzione antincendio. 

Domande frequenti sui liquidi schiumogeni

Cosa sono i liquidi schiumogeni e a cosa servono?

I liquidi schiumogeni sono sostanze chimiche utilizzate negli estintori e negli impianti antincendio per generare schiuma. La schiuma crea una barriera tra il combustibile e l’ossigeno, soffocando le fiamme e prevenendo la riaccensione. Sono ideali per incendi di liquidi infiammabili e superfici estese.

La scelta dipende dal tipo di incendio (classe A, B o C), dall’ambiente di utilizzo e dalla compatibilità con gli impianti antincendio esistenti. È fondamentale valutare la densità della schiuma, il tempo di persistenza e la concentrazione raccomandata dal produttore.

Esistono tre categorie principali:

  • Schiume AFFF (Aqueous Film Forming Foam): efficaci su incendi di liquidi infiammabili.

  • Schiume AR-AFFF (Alcohol Resistant): resistenti agli alcoli e solventi.

  • Schiume a base proteica: ideali per incendi industriali e forestali.

I liquidi schiumogeni sono utilizzati in settori industriali, aeroportuali, navali, petrolchimici e nella protezione antincendio di magazzini o depositi di liquidi infiammabili. La loro applicazione è fondamentale per ridurre danni e rischi di contaminazione ambientale.

La miscelazione varia in base al tipo di schiuma: generalmente si diluiscono con acqua pulita secondo le percentuali indicate dal produttore (ad esempio 3%, 6% o 9%). Una miscelazione corretta garantisce la massima efficacia nell’estinzione e nella copertura del combustibile.

La durata dipende dal tipo di schiuma e dalla superficie coperta. Le schiume sintetiche AFFF offrono tempi di persistenza più brevi, mentre le schiume proteiche o miste AR possono resistere più a lungo, mantenendo una barriera efficace e prevenendo la riaccensione.

Alcuni liquidi schiumogeni tradizionali contengono sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), che possono essere nocive per l’ambiente. Oggi sono disponibili alternative ecologiche biodegradabili, certificate e conformi alle normative ambientali europee, senza compromettere l’efficacia antincendio.

I liquidi schiumogeni devono essere conservati in contenitori chiusi, lontano da fonti di calore e al riparo dalla luce diretta. È importante evitare contaminazioni e controllare periodicamente la data di scadenza per garantire l’efficacia della schiuma.

Errori comuni includono:

  • Utilizzare concentrazioni errate.

  • Miscelare tipi diversi di schiuma incompatibili.

  • Applicare la schiuma su superfici troppo calde o con vento forte.
    Seguire sempre le istruzioni del produttore riduce il rischio di inefficacia.

Sì, secondo la normativa antincendio, il personale addetto alla sicurezza deve essere formato sull’uso corretto dei liquidi schiumogeni e delle attrezzature antincendio. La formazione include la scelta della schiuma, la preparazione della miscela e le tecniche di applicazione sicura.