
Si tratta della norma specifica, che sancisce e descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico e la conseguente manutenzione dei sistemi di evacuazione di fumo e calore SEFC.
Si applica a tutti gli impianti antincendio e fornisce indicazioni professionali sufficienti per operare secondo la regola dell’arte.
La norma rende chiari i metodi, le finalità e i requisiti minimi dei Sistemi e di una documentazione che finalmente possa essere un reale ausilio, per una gestione della sicurezza concreta e non formale.
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ToggleSEFC: cosa sono e come funzionano in caso di incendio
I Sistemi di Evacuazione di Fumo e Calore (SEFC) costituiscono un elemento essenziale nei moderni impianti di protezione antincendio, poiché sono progettati per gestire in modo efficace la presenza di fumo e calore durante un incendio. Si tratta di un insieme di dispositivi e tecnologie che operano in modo coordinato per convogliare fumi e gas caldi verso l’esterno dell’edificio, contribuendo a mantenere la parte inferiore degli ambienti più libera da fumi tossici.
In caso di emergenza, i SEFC svolgono diverse funzioni fondamentali:
contenere i danni provocati dall’incendio, a tutela sia delle persone sia delle strutture;
preservare la stabilità degli elementi portanti dell’edificio, rallentando il deterioramento causato dalle alte temperature;
permettere un’evacuazione rapida e sicura degli occupanti, garantendo la percorribilità e la visibilità delle vie di esodo;
facilitare l’intervento delle squadre di soccorso, migliorando le condizioni di visibilità e riducendo i rischi legati a calore e fumi;
limitare la propagazione dell’incendio e i danni alle aree circostanti, proteggendo anche edifici di valore storico-artistico o infrastrutture strategiche.
I SEFC possono essere di tipo naturale, sfruttando le differenze di temperatura e pressione per favorire la risalita dei fumi, oppure di tipo forzato, mediante l’impiego di ventilatori che ne accelerano l’estrazione. In entrambi i casi, il principio di base è lo stesso: creare e mantenere uno strato d’aria più pulita in prossimità del pavimento, spingendo i fumi nella parte alta degli ambienti. In questo modo si riduce l’esposizione delle persone e si limita l’impatto termico sulle strutture.
La presenza di SEFC efficienti e affidabili, sottoposti a controlli e manutenzioni periodiche in conformità alla UNI 9494-3, risulta quindi indispensabile per una gestione evoluta ed efficace del rischio incendio, sia in contesti civili che industriali.
Cosa sono i sistemi di evacuazione naturale di fumo e calore (SENFC) e come funzionano?
I sistemi di evacuazione naturale di fumo e calore (SENFC) sono dispositivi studiati per favorire l’espulsione di fumi e gas caldi in caso di incendio, contribuendo a rendere gli ambienti più sicuri e a facilitare l’evacuazione delle persone. Questi impianti sfruttano il principio della differenza di pressione e temperatura tra interno ed esterno dell’edificio: attraverso evacuatori posizionati in modo strategico sulla copertura o su superfici verticali, i SENFC permettono la risalita naturale dei fumi verso l’alto, garantendone l’allontanamento senza l’utilizzo di motori o ventilatori.
Le principali componenti includono:
evacuatori di fumo e di calore (a battente, a lamelle o finestrati);
sistemi di apertura manuale e/o automatica, tramite comandi termici, fusibili o centraline di gestione;
dispositivi per l’immissione controllata di aria esterna, utili al ricambio e al corretto indirizzamento del flusso dei fumi.
Il corretto funzionamento dei SENFC è fondamentale sia negli edifici civili sia in quelli industriali, poiché contribuisce a contenere la propagazione dell’incendio, ridurre i danni alle strutture e tutelare il personale impegnato nelle operazioni di soccorso. La loro progettazione e installazione devono avvenire nel rispetto delle norme tecniche di riferimento, come la UNI 9494-3, per garantire affidabilità e sicurezza in ogni condizione di esercizio.
Sistemi di Evacuazione Forzata di Fumo e Calore (SEFFC): cosa sono e come funzionano
Oltre ai sistemi di evacuazione naturale, la normativa prende in considerazione anche i Sistemi di Evacuazione Forzata di Fumo e Calore (SEFFC). Questi impianti sono progettati per l’allontanamento di fumi e gas caldi dagli ambienti in caso di incendio, mediante l’impiego di ventilatori meccanici. Il loro funzionamento è semplice ma altamente efficace: anziché basarsi esclusivamente sul movimento naturale dell’aria, i SEFFC utilizzano uno o più ventilatori motorizzati per convogliare i fumi verso l’esterno, consentendo così la formazione di uno strato d’aria più pulita in prossimità del pavimento.
La configurazione tipica di un sistema SEFFC comprende:
ventilatori meccanici per l’estrazione attiva di fumi e gas caldi;
dispositivi per l’immissione dell’aria esterna, attivabili in modo automatico o manuale, per favorire il ricambio dell’aria negli ambienti protetti;
eventuali canalizzazioni, serrande di controllo del fumo, griglie di ripresa e di mandata dell’aria, utili a ottimizzare la distribuzione e la gestione dei flussi.
Grazie a questa struttura, i SEFFC permettono di mantenere, anche nelle prime fasi di un incendio, livelli adeguati di visibilità e respirabilità per gli occupanti e per le squadre di soccorso, contribuendo in modo concreto alla sicurezza complessiva dell’edificio.
Differenze tra sistemi naturali e forzati di evacuazione fumo e calore
È essenziale comprendere la differenza tra i sistemi naturali e quelli forzati di evacuazione di fumo e calore, poiché la scelta dell’uno o dell’altro influisce direttamente sull’efficacia della protezione in caso di incendio. Entrambe le soluzioni hanno l’obiettivo di rendere gli ambienti il più sicuri possibile, ma si basano su principi di funzionamento differenti.
Sistemi di evacuazione naturale (SENFC): questi impianti sfruttano le leggi fisiche, in particolare la naturale tendenza dell’aria calda e dei fumi a salire verso l’alto durante un incendio. Gli evacuatori vengono installati nelle parti più alte dell’edificio, consentendo ai gas caldi di fuoriuscire grazie alle differenze di temperatura e pressione, senza l’ausilio di dispositivi meccanici. In questo modo:
si forma uno strato superiore in cui si accumulano i fumi;
nella parte inferiore si mantiene uno spazio più pulito e respirabile;
l’ingresso di aria fresca dal basso favorisce l’evacuazione e la separazione tra i due strati.
Sistemi di evacuazione forzata (SEFFC): a differenza di quelli naturali, i sistemi forzati utilizzano ventilatori motorizzati per aspirare attivamente fumo e calore dagli ambienti. Questi dispositivi possono essere attivati automaticamente o manualmente in caso di incendio e, di norma, comprendono condotte, serrande e griglie per ottimizzare il movimento dei gas. Grazie a questa azione “forzata”:
è possibile gestire con maggiore precisione la direzione e la velocità di estrazione dei fumi;
si garantisce l’efficacia anche in edifici di grandi dimensioni o con geometrie complesse, dove la stratificazione naturale dell’aria risulta difficoltosa;
il sistema rimane operativo anche in assenza di condizioni termiche favorevoli o in presenza di vento esterno sfavorevole.
In sintesi, la scelta tra SENFC e SEFFC dipende da fattori quali la conformazione dell’edificio, la tipologia di rischio, i volumi coinvolti e le prestazioni richieste, con l’obiettivo di adottare la soluzione più idonea per la tutela di persone, strutture e patrimoni artistici o tecnologici.
Principali normative di riferimento per gli evacuatori di fumo e calore
Per muoversi correttamente nel contesto della sicurezza antincendio e nella gestione dei sistemi SEFC è indispensabile conoscere le principali norme tecniche di riferimento. La disciplina è complessa e si fonda su diversi standard riconosciuti a livello nazionale ed europeo, ciascuno dedicato a specifici ambiti della progettazione, installazione, verifica e manutenzione.
Di seguito una sintesi delle principali normative di riferimento:
UNI 9494-3: stabilisce in modo dettagliato le indicazioni per il controllo iniziale e la manutenzione dei sistemi di evacuazione di fumo e calore.
UNI 9795: definisce i requisiti dei sistemi di rivelazione e segnalazione di allarme incendio, dalla fase progettuale alle modalità operative.
UNI 1364-2: fornisce le procedure per la prova di resistenza al fuoco di elementi non portanti, come i soffitti.
UNI EN 12101 (parti 1, 2, 7, 10): insieme articolato di norme che regolano le diverse componenti dei sistemi di controllo di fumo e calore, tra cui barriere al fumo, evacuatori naturali, condotte e dispositivi di alimentazione.
UNI EN 12845: disciplina la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti sprinkler antincendio.
UNI EN 1991-1-2 (Eurocodice 1): tratta le azioni sulle strutture in condizioni di incendio, fornendo supporto alla progettazione di edifici sicuri.
Normative internazionali sui cavi e componenti elettrici antincendio, tra cui ISO 2408 per le funi in acciaio, CEI 20-45 e CEI 20-105 per i cavi resistenti al fuoco e CEI EN 50200 per le prove di resistenza dei piccoli cavi di emergenza.
Questi standard, costantemente aggiornati e integrati, rappresentano la base tecnica che progettisti, installatori e manutentori devono rispettare per garantire affidabilità, sicurezza e conformità degli impianti.
Il campo di applicazione della UNI 9494
La normativa UNI 9494 è specificamente dedicata ai sistemi di evacuazione di fumo e calore, definendo in modo puntuale i criteri per la loro progettazione, installazione, gestione e verifica delle prestazioni. Il suo ambito di applicazione comprende sia gli edifici di nuova realizzazione sia gli interventi di adeguamento su strutture già esistenti, assicurando così standard di sicurezza uniformi. Grazie a procedure precise e strutturate, la UNI 9494 consente di garantire che ogni sistema SEFC sia sempre efficiente e pronto a operare in situazioni di emergenza, contribuendo alla protezione di persone e beni dai rischi legati agli incendi.
Panoramica sulla normativa UNI 9494
La norma UNI 9494 è suddivisa in tre parti fondamentali, ciascuna dedicata a un ambito specifico della progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi di evacuazione di fumo e calore.
- La Parte 1 (2017) è dedicata alla progettazione e all’installazione dei Sistemi di Evacuazione Naturale di Fumo e Calore (SENFC) e si applica ad ambienti con superficie minima di 600 m² e altezza non inferiore a 3 metri, come edifici monopiano, ultimi piani di edifici multipiano e piani intermedi collegabili alla copertura.
- La Parte 2 (2017) riguarda invece la progettazione e l’installazione dei Sistemi di Evacuazione Forzata di Fumo e Calore (SEFFC) e si riferisce ad ambienti con altezza minima di 3 metri e superficie non inferiore a 600 m². In questa sezione sono inoltre presenti prospetti e procedure per il calcolo delle altezze libere da fumo, in funzione dei diversi livelli di protezione richiesti.
- La Parte 3 (2014), oggetto del presente approfondimento, descrive in modo dettagliato le procedure relative al controllo iniziale, alla sorveglianza, al controllo periodico e alla manutenzione dei sistemi di evacuazione di fumo e calore, con l’obiettivo di mantenerli sempre efficienti e conformi ai dati di progetto.
Questa articolazione normativa assicura che ogni fase, dalla progettazione all’esercizio fino alla manutenzione dei sistemi, sia regolata in modo preciso e professionale, offrendo un punto di riferimento concreto per tutti gli operatori del settore antincendio.
Manutenzione evacuatori di fumo e calore: in cosa consiste?
La manutenzione ordinaria periodica degli evacuatori di fumo e calore è un aspetto fondamentale e obbligatorio, che deve essere necessariamente svolto da personale qualificato.
Inizialmente dovrà essere presentata e verificata la documentazione, qualora non sia disponibile o solo parzialmente, essa dovrà essere resa da un professionista antincendio, a cura del responsabile del sistema.
Componenti principali del SENFC
Prima di avviare qualsiasi intervento di manutenzione, è fondamentale ricordare che un Sistema di Evacuazione Naturale di Fumo e Calore (SENFC) è costituito da diversi componenti essenziali, ognuno dei quali deve essere verificato con attenzione durante le operazioni di controllo. Gli elementi principali sono:
Evacuatori Naturali di Fumo e Calore (ENFC)
Alimentazioni
Quadri di comando e controllo
Barriere di fumo
Linee di collegamento
Aperture per l’afflusso di aria fresca
La presenza e la piena efficienza di ciascuna di queste parti sono indispensabili per assicurare il corretto funzionamento dell’intero sistema.
Frequenza e tipologie di controllo e manutenzione
Per assicurare livelli adeguati di sicurezza e funzionalità, la norma UNI 9494-3 definisce le seguenti tempistiche per le attività di verifica e manutenzione: il controllo iniziale, di tipo occasionale, da effettuarsi alla consegna di un impianto nuovo o modificato e/o al momento della presa in carico; la sorveglianza, svolta in modo continuo secondo il piano predisposto dal responsabile del sistema; il controllo periodico, da eseguirsi almeno ogni sei mesi in base al programma di manutenzione stabilito; la manutenzione ordinaria, occasionale, da effettuare secondo le indicazioni del manuale del sistema o dei singoli componenti, oppure per il ripristino di anomalie di lieve entità; la manutenzione straordinaria, anch’essa occasionale, necessaria in presenza di guasti o anomalie di particolare rilevanza.

Per una corretta manutenzione si dovranno seguire i seguenti passaggi:
1) Verifica funzionale: Ispezione di ogni singolo evacuatore di fumo e calore
- Rimozione di eventuali ostruzioni esterne
- Controllo dell’assenza di segni di corrosione sui meccanismi
- Controllo dell’integrità delle parti che compongono l’apparecchio
2) Controllo del gruppo di scatto termico di ogni singolo evacuatore fumo e calore
- Verifica dell’integrità dell’ampolla termosensibile e della sua posizione
- Controllo dell’integrità della cartuccia CO2 da collaudare ogni 10 anni
- Controllo del peso della cartuccia di CO2 (non inferiore al 10%)
- Controllo dello stato della valvola termica
3) Controllo del gruppo comando centralizzato
Solo in presenza di un impianto di tipo pneumatico o elettrico con attuatori.
4) Verifica apertura evacuatori di fumo e sostituzione
- Apertura di ogni singolo evacuatore di fumo, controllando il corretto funzionamento di tutti gli organi che si espandono e ruotano
- Sostituzione delle parti di ricambio esaurite o ammalorate
5) Controllo apertura evacuatori fumo e calore
Controllo dell’integrità delle parti che compongono le barriereControllo a campione della tenuta e dei sistemi di fissaggio
Attenzione: queste operazioni saranno condotte solo se è possibile raggiungere le barriere.
6) Controllo sull’immissione dell’aria
- Controllo integrità delle parti che compongono le aperture
- Prove funzionali
- Controllo dell’assenza di segni di corrosione sui meccanismi
Ogni singolo punto di verifica è collegato a uno dei componenti fondamentali del SENFC, garantendo così un’attività di manutenzione completa e pienamente conforme alla normativa. Solo attraverso un controllo accurato e sistematico di ciascun elemento è possibile assicurare l’effettiva affidabilità del sistema in situazione di emergenza.
Manutenzione ordinaria: registro di manutenzione
Ovviamente, una volta terminata la manutenzione dei sistemi antincendio, secondo UNI 9494-3 del 2014, devono essere sottoscritti dal tecnico che ha effettuato le prove e dal responsabile del sistema, una documentazione formale di avvenuto controllo.
Tali documenti devono essere necessariamente allegati al registro antincendio, per essere sempre visibili.
Il registro antincendio andrà compilato e firmato dal titolare dell’attività in cui è installato il SENFC.
Al fine di poter operare su ogni singolo componente sarà necessario utilizzare un’adeguata strumentazione ed attrezzatura, come schemi elettrici dei quadri di comando, attrezzi per operare su parti meccaniche dei ventilatori o serrande o strumentazione per il controllo delle parti elettriche.
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FAQ sulla normativa evacuatori
Come intervengono i SEFC in caso di incendio secondo la UNI 9494:2017?
La UNI 9494:2017 sottolinea l’importanza cruciale dei Sistemi di Evacuazione di Fumo e Calore (SEFC) durante un incendio. In situazioni di emergenza, i SEFC sono progettati per attivarsi rapidamente, permettendo l’espulsione controllata di fumo e calore dagli ambienti interessati. Questo meccanismo riduce significativamente la concentrazione di fumi tossici, migliora la visibilità lungo le vie di fuga e rende più sicuro l’intervento delle squadre di soccorso.
La norma stabilisce che tali sistemi possano essere attivati automaticamente, tramite sensori di fumo o calore, oppure manualmente dal personale formato. L’apertura mirata degli evacuatori favorisce la ventilazione e rallenta la propagazione delle fiamme, offrendo un supporto concreto sia alla protezione delle persone sia alla tutela delle strutture.
Cosa sono i sistemi di evacuazione di fumo e calore e a cosa servono?
Nel contesto della sicurezza antincendio, i sistemi di evacuazione di fumo e calore (SEFC) rivestono un ruolo determinante nel contenere i danni e proteggere persone, beni e strutture. Tali impianti sono progettati per gestire fumo e calore prodotti durante un incendio, evitando l’accumulo di gas tossici negli ambienti interni e favorendo il deflusso dell’aria calda verso l’esterno.
Il funzionamento dei SEFC—sia nella versione naturale, che sfrutta il movimento spontaneo dei fumi dovuto alle differenze di temperatura, sia nella versione forzata, mediante ventilatori dedicati—permette di conseguire obiettivi cruciali per la sicurezza:
mantenere le vie di fuga libere dal fumo, garantendo l’esodo sicuro degli occupanti;
preservare la stabilità strutturale degli edifici per il tempo necessario alle operazioni di soccorso;
facilitare il lavoro delle squadre di emergenza, migliorando la visibilità e riducendo le temperature negli ambienti interessati;
limitare la propagazione dell’incendio e i danni alle aree adiacenti;
proteggere edifici di pregio storico-artistico e infrastrutture strategiche, assicurando la continuità operativa quando necessario;
ridurre l’impatto ambientale, contenendo i danni all’ecosistema in caso di incendio.
In pratica, questi sistemi permettono di creare uno strato inferiore d’aria più pulita, sospendendo i gas caldi nella parte alta dei locali, garantendo così condizioni di sicurezza gestibili anche nelle fasi critiche dell’emergenza. I SEFC rappresentano oggi non solo un obbligo normativo, ma anche uno strumento concreto di tutela per persone e patrimonio.
Come funzionano i sistemi di evacuazione naturale di fumo e calore (SENFC)?
I sistemi di evacuazione naturale di fumo e calore (SENFC) si basano su un principio fisico semplice ma estremamente efficace: la tendenza dell’aria calda e dei fumi a salire verso l’alto durante un incendio, separandosi dall’aria più fredda che rimane vicino al pavimento.
Quando si sviluppa un incendio, i gas e i fumi si riscaldano, diventano più leggeri dell’aria fredda presente negli ambienti e tendono a stratificarsi nella parte superiore degli stessi. Questa stratificazione crea una vera e propria “zona pulita” nella parte bassa, consentendo alle persone di muoversi più agevolmente e mantenendo una migliore visibilità durante l’evacuazione.
Il SENFC ha il compito di facilitare l’espulsione dei fumi e dei gas caldi accumulati in alto tramite l’apertura di evacuatori di fumo posizionati sul tetto o in punti strategici (ENFC), permettendo un allontanamento naturale verso l’esterno. Contemporaneamente, l’aria fresca entra dagli ingressi inferiori, mantenendo separati i due strati—quello caldo in alto e quello freddo in basso—favorendo la diluizione e il ricambio dei fumi.
Questo effetto camino, generato dalle differenze di temperatura e pressione tra interno ed esterno, assicura un ricambio d’aria continuo e naturale, aumentando la sicurezza delle persone e riducendo i danni alla struttura, come previsto dalla normativa.
Quali sono gli obiettivi dei sistemi di evacuazione di fumo e calore in caso d'incendio?
L’adozione dei sistemi di evacuazione di fumo e calore (SEFC) persegue una serie di obiettivi fondamentali per garantire la sicurezza in caso di incendio. Questi impianti sono progettati non solo per proteggere l’integrità delle strutture, ma anche per tutelare le persone e garantire la continuità operativa dell’edificio.
Attraverso una corretta selezione dei componenti e la loro interazione coordinata, i SEFC consentono di:
limitare i danni causati dall’incendio, circoscrivendo l’impatto su strutture e beni;
mantenere per un periodo definito la stabilità delle strutture portanti, facilitando l’evacuazione degli occupanti e gli interventi di soccorso;
rallentare la propagazione di fuoco, fumo e calore, riducendo il rischio di incendi secondari nelle aree adiacenti;
attenuare gli effetti di eventuali esplosioni correlate all’incendio, contribuendo alla sicurezza di persone e strutture;
favorire l’uscita autonoma degli occupanti e, se necessario, il loro soccorso in sicurezza da parte dei Vigili del Fuoco;
permettere alle squadre di emergenza di operare in condizioni più sicure e controllate;
proteggere edifici di valore storico-artistico, salvaguardandone la struttura e il patrimonio contenuto;
garantire, per infrastrutture strategiche, la continuità operativa anche dopo l’emergenza;
ridurre l’impatto ambientale, contenendo le emissioni e limitando i danni all’ecosistema.
Tutti questi risultati costituiscono elementi essenziali di una strategia completa di prevenzione e gestione delle emergenze, resa possibile dal rigoroso rispetto delle norme tecniche di settore attualmente in vigore.
Quali sono le principali leggi che regolano i sistemi di evacuazione di fumo e calore in Italia e in Europa?
Per rispondere alla domanda “Quali sono le principali leggi che regolano i sistemi di evacuazione di fumo e calore in Italia e in Europa?”, è necessario fare riferimento a un quadro normativo chiaro, che comprende sia disposizioni nazionali sia regolamenti europei, tutti finalizzati a garantire la sicurezza antincendio.
I principali riferimenti normativi sono:
Codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015): rappresenta il principale riferimento in Italia per la progettazione, realizzazione e gestione dei sistemi antincendio, stabilendo criteri precisi per tutte le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco.
Norma UNI 9494: articolata in diverse parti, disciplina dettagliatamente la progettazione, l’installazione, il collaudo e la manutenzione dei sistemi di evacuazione di fumo e calore, sia naturali sia forzati. È il riferimento operativo per l’intero ciclo di vita dell’impianto.
D.M. 20 dicembre 2012: fornisce linee guida tecniche per la progettazione, l’installazione e la manutenzione dei sistemi di evacuazione in ambito civile e industriale, assicurando requisiti aggiornati e armonizzati con le direttive europee.
Il rispetto di queste normative, unitamente alle direttive comunitarie, permette di operare sempre nel pieno rispetto della legge, garantendo l’efficienza e la funzionalità degli impianti nel tempo.
Cosa stabilisce la UNI 9494-2 sui requisiti dei sistemi SEFFC?
Anche la norma UNI 9494-2 riveste un ruolo cruciale nella gestione della sicurezza antincendio, concentrandosi specificamente sui Sistemi di Evacuazione Forzata di Fumo e Calore (SEFFC). Essa stabilisce con precisione le prescrizioni tecniche, i criteri di progettazione e i parametri di installazione necessari per garantire l’efficace funzionamento di questi sistemi in caso di emergenza. In sintesi, la norma definisce le modalità operative e i requisiti prestazionali che ogni impianto SEFFC deve rispettare, dal dimensionamento dei componenti fino alle prove di funzionamento, al fine di assicurare l’espulsione rapida di fumo e calore e proteggere la sicurezza di persone e beni.
Qual è il ruolo delle barriere di fumo, serrande di controllo e aperture di ventilazione?
Per assicurare che i sistemi di evacuazione di fumo e calore operino efficacemente e nel rispetto delle normative, è fondamentale che tutti i componenti lavorino in sinergia e siano mantenuti in condizioni ottimali.
Barriere di fumo: Questi elementi, generalmente posizionati a soffitto in corrispondenza dei compartimenti, hanno il compito di convogliare i fumi caldi in modo mirato verso gli evacuatori, evitando la loro diffusione in aree protette. Una barriera ben progettata riduce la contaminazione degli ambienti, preserva le vie di fuga e contribuisce a mantenere sotto controllo i livelli di temperatura.
Serrande di controllo: Spesso azionate da sistemi pneumatici o elettrici, le serrande permettono di regolare il passaggio dell’aria e dei fumi, assicurando che il flusso avvenga solo quando e dove è necessario. Il loro controllo preciso è essenziale per impedire la propagazione del fumo in zone non previste e per ottimizzare l’efficacia complessiva del sistema.
Aperture per l’afflusso di aria esterna: Queste aperture, soggette a controlli periodici di integrità e funzionamento, consentono l’ingresso di aria fresca dall’esterno. L’afflusso controllato è fondamentale per creare la differenza di pressione che facilita l’espulsione rapida dei fumi tramite gli evacuatori, migliorando visibilità e sicurezza lungo i percorsi di esodo.
Il corretto funzionamento combinato di barriere, serrande e aperture di ventilazione trasforma quindi un sistema SEFC da semplice impianto a strumento di sicurezza attiva, capace di proteggere persone e beni nei momenti critici.
Quali sono le caratteristiche richieste agli evacuatori naturali di fumo e calore?
La normativa europea definisce i requisiti tecnici essenziali per gli evacuatori naturali di fumo e calore (ENFC). Secondo la UNI EN 12101-2, un ENFC deve soddisfare i seguenti criteri principali:
Affidabilità e prestazioni: gli evacuatori devono assicurare un’apertura efficace anche in condizioni critiche, garantendo la corretta evacuazione di fumo e calore durante un incendio.
Resistenza a vento e carichi esterni: i dispositivi devono sopportare pressioni dovute a vento, neve e altre sollecitazioni ambientali tipiche delle installazioni in copertura.
Materiali e costruzione: la scelta dei materiali e le modalità costruttive devono garantire durabilità, resistenza alla corrosione e compatibilità con l’ambiente di installazione.
Sicurezza di funzionamento: la norma prevede che gli evacuatori naturali siano testati per assicurare la piena apertura anche in caso di guasti di alimentazione o condizioni ambientali avverse.
Marcatura CE e documentazione: ogni dispositivo deve essere accompagnato da dichiarazione di prestazione e marcatura CE, a conferma della conformità ai requisiti normativi.
In sintesi, la UNI EN 12101-2 garantisce che i sistemi ENFC offrano prestazioni affidabili e certificate, rappresentando un presidio concreto per la sicurezza antincendio negli edifici.
Come si dimensionano i sistemi di evacuazione fumo e calore secondo UNI 9494?
La determinazione delle dimensioni corrette per i sistemi di evacuazione di fumo e calore (SEFC e SENFC) è fondamentale per garantirne l’efficacia in caso di incendio. La norma UNI 9494 definisce criteri precisi affinché ogni componente sia proporzionato in modo da resistere alle sollecitazioni operative e rispettare i requisiti prestazionali richiesti.
Componenti principali da considerare
Tra gli elementi da valutare per un corretto dimensionamento troviamo:
evacuatori di fumo e calore (ENFC);
sistemi di alimentazione;
quadri di comando e controllo;
barriere per la compartimentazione dei fumi;
collegamenti elettrici e meccanici;
aperture per l’immissione dell’aria di reintegro.
Ognuno di questi componenti deve essere progettato per resistere alle sollecitazioni derivanti dall’incendio e garantire la continuità operativa del sistema nel tempo.
Come sono progettati i sistemi di evacuazione naturale di fumo e calore (SENFC)?
La progettazione di un sistema SENFC richiede un approccio metodico e strutturato, basato innanzitutto sulla valutazione del rischio incendio specifico per l’attività e per l’edificio interessato. È necessario analizzare attentamente le condizioni operative e tutti i fattori che possono influenzare l’efficacia del sistema, considerando sia le caratteristiche strutturali dell’immobile, sia la presenza di impianti e altri dispositivi di sicurezza antincendio esistenti, valutandone eventuali interazioni o interferenze.
Per sviluppare una soluzione efficace, è fondamentale partire da dati e documentazione tecnica affidabile, integrando le informazioni fornite dai responsabili della sicurezza. L’obiettivo è assicurare che la stratificazione termica prodotta durante un incendio venga sfruttata al meglio: un SENFC progettato correttamente deve permettere l’accumulo e il convogliamento dei fumi e dei gas caldi verso punti di espulsione ottimali, preservando al contempo uno strato d’aria pulita nella parte inferiore dell’ambiente.
In fase di progettazione, è inoltre necessario considerare vincoli strutturali (come la compartimentazione orizzontale e la distribuzione dei locali), le condizioni meteorologiche avverse che potrebbero influenzare il comportamento dei fumi, e i requisiti normativi di riferimento. Tutto questo va valutato senza trascurare gli aspetti legati a manutenzione, accessibilità e sicurezza di esercizio, fondamentali per la gestione futura del sistema.

