Pubblicato il 30/04/2021 e aggiornato il 02/12/2025 da Redazione Antincendio e approvato da un ingegnere antincendio.
Di cosa parla la norma uni 9494? E come regola la progettazione di sistemi di evacuatori di fumo e calore? Scopriamolo insieme cercando di capire degli evacuatori di fumo e calore normativa.
In caso di incendio di un edificio, i prodotti della combustione rappresentano il maggior pericolo per gli occupanti e per le squadre antincendio, i fumi sviluppati dall’incendio contengono sostanze tossiche, le quali possono comportare l’incapacità degli occupanti , e portarli allo stato di incoscienza e, in seguito anche alla morte. Inoltre questi fumi rendono molto più difficoltose le operazioni legate all’esodo dell’edificio, rendendo più difficile l’identificazione delle vie di esodo.
I SEFC (Sistemi di evacuazione fumi e calore) vengono progettati quindi per creare e mantenere uno strato d’aria sostanzialmente indisturbato nella porzione inferiore dell’ambiente protetto mediante l’evacuazione di fumo e calore prodotti dall’incendio.
Si considerano soluzione conforme i SEFC progettati, installati e gestiti in conformità alle norme:
- norma UNI 9494-1 per SEFC ad evacuazione fumi naturale (SENFC)
- norma UNI 9494-2 per SEFC ad evacuazione fumi forzata (SEFFC)
- norma UNI 9494-3 per SEFC sistemi si rilevazione fumo e calore – Controlli e manutenzione
Indice
ToggleEvacuatori fumo e calore secondo la uni 9494
La norma UNI 9494-1 2017 stabilisce i criteri di progettazione e installazione dei Sistemi di Evacuazione Naturale di Fumo e Calore (SENFC) in caso d’incendio.
Essa si applica ad ambienti da proteggere con una superficie convenzionale minima di 600 m2 e un’altezza minima di 3 m nel caso di:
- edifici monopiano;
- ultimo piano di edifici multipiani;
- piano intermedio di edifici multipiani collegabile alla copertura.
Il dimensionamento dell’impianto secondo la presente norma non si applica ai seguenti casi:
- ambienti a rischio di esplosione;
- corridoi;
- corridoi con scale.
Evacuatori di fumo e calore naturale
Gli evacuatori fumo e calore naturale sono dotati di dispositivi (a soffitto e/o a parete) che, aprendosi, garantiscono l’espulsione verso l’esterno di fumo e calore mediante un sistema di semplice aspirazione naturale (effetto aspirazione fumi caldi del “camino”).
Il corretto dimensionamento e la corretta esecuzione di un SENFC, consentono al fumo di mantenere una stratificazione costante sotto il soffitto galleggiando quindi sopra uno strato di aria ambiente “pulito”, libero da fumo. Con questa finalità è necessario creare, sotto il soffitto, dei serbatoi di fumo che raccolgono i fumi e gas caldi mantenendoli ad una temperatura tale da espellere naturalmente il fumo attraverso gli Evacuatori di Naturali di Fumo e calore (ENFC) installati nel serbatoio. (esempio un controsoffitto speciale).
Durante la progettazione degli evacuatori di fumo e calore è importante valutare i seguenti punti:
1) Che tipo di ambiente vogliamo sia protetto:
Dell’ ambiente non basta saper la superficie convenzionale ma è importante calcolarne le dimensioni e analizzarne la parte strutturale, la forma e le caratteristiche della sua copertura. Verificare il comportamento al fuoco di tutte le parti dell’ambiente. Bisogna inoltre considerare che l’ambiente con le sue forme, è parte integrale del sistema di controllo dei fumi e del calore.
2) Calcolare la Superficie Utile Totale di evacuazione del fumo (SUT).
Si considera soddisfatta la SUT richiesta dalla norma quando il suo valore viene raggiunto sommando le Superficie utili di apertura (Aa) dei singoli ENFC installati in ogni serbatoio.
Questa norma presenta una novità importante: il calcolo si effettua per ambienti da 1.600 mq, delimitati da pareti o da barriere. Il risultato è in mq dl superficie utile totale (SUT) per quell’ambiente 0 per quel comparto a soffitto. Il risultato dipende dal rischio che si sintetizza nel gruppo di dimensionamento (G.D.), dall’altezza dell’ambiente e dall’altezza delle barriere al fumo.
3) Le compartimentazioni a soffitto, i serbatoi di fumo.
Lo strato libero da fumi non deve essere mai inferiore a 2,50 m. Si possono utilizzare per quanto possibile le strutture esistenti. Completare la compartimentazione con barriere fisse o mobili. laddove l’altezza delle barriere non deve essere mai inferiore a 1,00 m. Nel caso che lo strato libero da fumo sia inferiore a 4 m, la barriera che crea il serbatoio, deve scendere 0,50 m sotto strato di fumo.
4) Le prese d’aria fresca: dove posizionarle, quante e di che tipo
Possono essere utilizzate come prese d’aria fresca tutte le aperture che siano 1 m sotto lo strato di fumi e gas caldi. Le aperture che sono protette da griglie di ventilazione e che siano anche anti pioggia (lamelle inclinate) dovranno essere posizionate 1,50 m sotto lo strato di fumo. Le aperture per le prese d’aria, dovranno avere una superficie 1,5 volte maggiore della superficie utile totale di evacuazione di fumo del comparto maggiore. Queste aperture devono essere appositamente contrassegnate, non avere ostacoli al flusso dell‘aria entrante, e aprirsi insieme agli Evacuatori di fumo se previsto. un cartello con questa scritta deve segnalare tutte le aperture specifiche per l’uscita dei fumi: ”APERTURA PER L’AFFLUSSO D’ARIA AL SENFC”;
5) Come possono le condizioni esterne influenzare l’evacuazione fumo e calore
Il vento:
- Evacuatori di fumo in copertura: utilizzare solo ENFC collaudati per il tetto, test vento e neve inclusi.
- Evacuatori di fumo in facciata: aprire solo quelli sottovento. Porre la massima attenzione che il vento non crei una pressione contraria superiore alla pressione interna. Quindi è consigliabile raddoppiare il sistema posizionando gli ENFC su due fronti contrapposti, di modo da aprire solo quelli sottovento.
- per le prese d’aria fresca in facciata; evitare che il vento sull’apertura porti l’aria di ingresso ad una velocità maggiore di 1 m/s.
La nuova norma riporta questo tipo di impianto in un allegato che ha funzione di linea guida per la progettazione.
6) Verifica
Costruito un progetto e dopo aver verificato l’influenza delle condizioni esterne, si deve controllare che il funzionamento del sistema sia corretto. Il controllo deve assicurare che le prese d’aria non lascino zone senza ventilazione o che si creino zone con ventilazione eccessiva.
Evacuatore di fumo e calore per l’evacuazione forzata SEFFC
Secondo la UNI 9494-2 nei sistemi di evacuazione forzata di fumo e calore (SEFFC) il componente attivo è rappresentato dal ventilatore, ossia un estrattore di fumo motorizzato con funzione di in grado di imprimere ai fumi e gas caldi una spinta addizionale, qualora la spinta termica naturalmente posseduta non fosse sufficiente (a causa dei vincoli geometrici e dinamici esistenti) a garantire la formazione di uno strato libero da fumo.
Un tipo di sistemi che tutti consociamo di evacuazione forzata di fumo e calore sono i ventilatori, essi sono dei veri e propri evacuatori di fumo e calore.
Evacuazione fumi normativa la UNI 9494 parte 2: progettazione e installazione dei sistemi di evacuazione forzata di fumo e calore;
Questa norma stabilisce i criteri di progettazione e installazione dei Sistemi di Evacuazione Forzata di Fumo e Calore (SEFFC) in caso d’incendio. Essa fa riferimento ai Sistemi di Evacuazione Forzata di Fumo e Calore (SEFFC) in ambienti di altezza h pari ad almeno 3 m, aventi superficie minima di 600 m2.
La progettazione e il dimensionamento, nei casi di ambienti inferiori ai 600 m o superiori ai 1600 m , dovranno essere oggetto di specifici approfondimenti e analisi di fattibilità.
Parametri per stabilire il dimensionamento evacuatori di fumo
I parametri di dimensionamento indicati dalla UNI 9494-2 sono riferiti unicamente a:
- Tempo convenzionale di sviluppo di incendio
- Velocità media di propagazione
- Rilascio termico
- Altezza dello strato libero da fumo
L’analisi del rischio è simile a quella degli ENFC (naturali). Dallo studio dei tempi d’intervento e dall’analisi delle caratteristiche dei prodotti all’interno dell’ambiente si ricavano i “gruppi di dimensionamento” G.D.
I vantaggi dei sistemi ad impulso

Questi sistemi di ventilazione ad impulso sono derivati dalla lunga esperienza acquisita nel settore della ventilazione delle gallerie stradali e sono state anche usate per fornire un efficiente livello di ventilazione nelle strutture chiuse , come nei parcheggi dei veicoli , senza dover far ricorso a chissà quali canalizzazioni. Le principali caratteristiche che distinguono un impianto di ventilazione ad impulso da un impianto di estrazione convenzionale sono:
- Assenza di canalizzazioni.
- La gestione e il controllo del fumo costituiscono la funzione chiave del sistema ad impulso.
- Nelle autorimesse di grandi dimensioni, l’ingegneria del sistema è basata sul modello dell’incendio invece che sul semplice tasso di ricambio orario dell’aria.
Le condizioni ambientali sono costantemente monitorate da rilevatori di fumo e di monossido di carbonio. Il sistema di controllo del fumo risponde alla variazione delle condizioni ambientali variando di conseguenza, le caratteristiche della ventilazione. La quantità, la dislocazione e le caratteristiche dei rivelatori di fumo/calore sono caratteristiche estremamente importanti per assicurare la corretta operatività al sistema.
Bisogna però fare attenzione ad una corretta messa in funzione di tutti i jet fan, perché il loro eccessivo numero, può generare movimenti incontrollati dei fumi, con creazione di turbolenze e diffusione del fumo in tutto il volume. Il sistema pertanto viene dimensionato calcolando adeguatamente il livello di sovrapposizione delle zone o corridoi di fumo adiacenti; questo consente di ottenere, in molti casi, un controllo molto accurato del percorso seguito dai fumi.
Altro vantaggio della ventilazione ad impulso è che i fumi vengono avviati alle griglie di estrazione attraverso il percorso più breve; si evita il rischio che il fumo, nel suo tragitto, attraversi aree che in realtà non sono affatto interessate dall’incendio. In pratica il jet fan, con il suo getto d’uscita, crea un corridoio d’aria che intrappola il fumo e lo indirizza verso il punto di estrazione.
I VENTILATORI: evacuatori fumo e calore dimensionamento e modelli:
Ventilatori assiali (o Elicoidali)

Il flusso viene generato dalla rotazione di un elica, che aspira i fumi da una bocca di aspirazione e li accelera in direzione opposta. La direzione di aspirazione e quella di espulsione dei fumi risultano in questo modo giacenti sulla stessa linea. Di solito hanno volumi elevati, ma possono lavorare correttamente solo con cadute di pressione contenute; sono perciò più indicati per sistemi con canalizzazioni non molto complesse. (fonte Bovema)
Ventilatori Centrifughi:

Il flusso viene generato per accelerazione centrifuga dei gas aspirati, e viene raccolto e convogliato tangenzialmente alla girante da un condotto di forma opportuna (coclea). Il flusso in entrata e quello in uscita risultano sfalsati di 90°. La portata di aria che si sviluppa è inferiore, a parità di diametro, a quelle dei ventilatori assiali, tuttavia possono essere utilizzati con sistemi di condotte ad elevata caduta di pressione. (fonte Bovema)
Ventilatori a parete:

Il ventilatore a parete è un classico che viene utilizzato quando c’è la necessità di sopperire a vincoli di natura architettonica. Questo tipo di ventilatore deve essere installato nella parte alta della parete per spingere i gas all’esterno in direzione orizzontale. Ovviamente la direzione di uscita può venire modificata utilizzando il posizionamento delle canalizzazioni di uscita .
Impianto estrazione fumi: torrini di ventilazione da tetto EFFC:
Questo tipo di ventilatore viene usato quando l’accesso al tetto dell’edificio è la migliore soluzione, preleva i gas dall’ambiente in direzione verticale, con o senza l’indirizzamento in canalizzazioni di convogliamento, e li scarica all’esterno. Lo scarico in atmosfera può avvenire in direzione verticale o orizzontale.

Progettare dei SEFFC non è solo questione di aeraulica; bisogna possedere profonde conoscenze delle dinamiche d’incendio poiché è fondamentale modulare l’immissione e l’estrazione in modo da non alterare le dinamiche che fanno accumulare i prodotti della combustione nei serbatoio al fumo, Dimensionare un SEFFC significa, quindi, progettarlo sulla base di scenari di incendio attesi.
Per questo il progetto di un SEFFC deve essere obbligatoriamente redatto da un tecnico abilitato e con molta esperienza, realizzato secondo evacuatori di fumo normativa. Ricordatevi che l’incendio quando si sviluppa non segue mai la norma
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Quali sono i vantaggi dei sistemi naturali SENFC?
I sistemi naturali SENFC presentano numerosi vantaggi, tra cui:
Resistenza alle alte temperature: sono progettati per assicurare un’efficace evacuazione dei fumi anche in presenza di elevate temperature durante un incendio.
Versatilità d’uso: oltre alla funzione principale di evacuazione di fumo e calore, possono contribuire a migliorare la ventilazione naturale degli ambienti e, grazie alla loro struttura, spesso permettono l’ingresso di luce naturale tramite illuminazione zenitale.
Indipendenza dall’alimentazione elettrica: funzionando senza energia elettrica, garantiscono affidabilità anche in caso di interruzione dell’alimentazione dovuta all’incendio.
Queste caratteristiche rendono i SENFC particolarmente efficaci nel garantire sicurezza e continuità di funzionamento negli scenari di emergenza più critici.
Quando i SENFC danno il meglio
I Sistemi di Evacuazione Naturale di Fumo e Calore (SENFC) risultano particolarmente efficaci quando è necessario garantire uno strato d’aria pulita, libero da fumo, nella parte bassa di un ambiente durante un incendio. Questo è particolarmente importante:
Negli edifici ampi e alti, come magazzini, capannoni industriali o centri commerciali, dove la stratificazione dei fumi può essere sfruttata naturalmente grazie all’effetto camino termico.
Per assicurare la massima visibilità delle vie di fuga e la sicurezza durante le operazioni di evacuazione, limitando l’accumulo di fumo a livello pavimento.
Nelle fasi iniziali dell’incendio, quando le temperature sono ancora relativamente basse e il gradiente termico ridotto, ma è fondamentale proteggere immediatamente le persone e facilitare il loro esodo.
Quando l’incendio è sviluppato, poiché le alte temperature provocano l’alleggerimento dei fumi, consentendone l’espulsione verso l’esterno senza l’uso di sistemi meccanici complessi.
In questi scenari, i SENFC sfruttano la naturale tendenza dei gas caldi a salire e stratificarsi sotto il soffitto, convogliando i fumi verso gli evacuatori (ENFC) e mantenendo pulito lo strato d’aria inferiore grazie all’afflusso di aria fresca dal basso. Questo principio fisico semplice ma efficace garantisce prestazioni ottimali, senza necessità di sistemi meccanici, soprattutto quando l’obiettivo è proteggere le vie di esodo e la struttura dell’edificio.
Influenza delle condizioni esterne sul funzionamento dei SENFC
Le condizioni atmosferiche esterne influenzano in modo significativo l’efficienza degli evacuatori naturali di fumo e calore (SENFC). Ad esempio, in presenza di vento forte, la direzione e l’intensità possono favorire o, al contrario, ostacolare l’evacuazione, soprattutto se la pressione esterna supera quella interna dell’ambiente protetto. Per questo motivo, è consigliabile installare gli ENFC su più lati dell’edificio, privilegiando l’apertura di quelli sottovento per assicurare un corretto deflusso dei fumi.
La neve accumulata sulla copertura può invece limitare o impedire l’apertura completa degli evacuatori, riducendone temporaneamente l’efficacia. Analogamente, le variazioni della pressione atmosferica — come quelle che precedono un temporale improvviso — possono diminuire l’effetto camino naturale che facilita l’estrazione dei fumi, soprattutto in ambienti con scarsa differenza termica.
Inoltre, a basse temperature, i flussi d’aria calda generati dall’incendio potrebbero non essere sufficienti a garantire una ventilazione spontanea efficace, riducendo la portata d’espulsione rispetto a condizioni ottimali. Per questi motivi, è fondamentale, in fase di progettazione, valutare attentamente l’esposizione dell’edificio e le condizioni climatiche tipiche, adottando soluzioni tecniche in grado di assicurare la piena funzionalità degli ENFC in ogni stagione e situazione meteorologica.
Quali sono i principali componenti di un impianto SENFC?
Un sistema SENFC efficiente si compone di diversi elementi che operano in sinergia per garantire l’evacuazione corretta di fumo e calore in caso di incendio. I principali componenti sono:
Evacuatori di fumo e calore: dispositivi certificati secondo UNI EN 12101-2, generalmente installati a soffitto o sulla copertura, incaricati di espellere i fumi verso l’esterno.
Aperture per l’afflusso d’aria esterna: necessarie per sostituire l’aria evacuata, favorendo la diluizione dei gas e mantenendo libero da fumo lo strato inferiore dell’ambiente.
Barriere al fumo: elementi fissi o mobili conformi a UNI EN 12101-1, progettati per contenere i fumi all’interno di aree compartimentate, evitando la loro diffusione incontrollata.
Linee di collegamento: canalizzazioni o cavi che connettono i vari dispositivi, assicurando la trasmissione dei segnali e l’attivazione coordinata del sistema.
Sistema di comando e controllo: il “cervello” dell’impianto, responsabile dell’attivazione manuale o automatica degli evacuatori, della gestione delle barriere e del monitoraggio delle condizioni ambientali.
Tutti questi componenti devono essere dimensionati, installati e mantenuti secondo le normative vigenti, per garantire una protezione reale ed efficace in caso di emergenza.
Svantaggi dei sistemi naturali SENFC
Nonostante i numerosi vantaggi, i sistemi naturali di evacuazione di fumo e calore presentano alcune limitazioni da considerare in fase di progettazione:
Non adatti agli edifici multipiano: risultano poco efficaci negli stabili con più livelli, poiché il movimento naturale dei fumi sfrutta la spinta termica verticale e può incontrare ostacoli o dispersioni tra i piani.
Prestazioni influenzate dalle condizioni esterne: vento forte, gelo, neve o variazioni della pressione atmosferica possono compromettere l’evacuazione e la stratificazione dei fumi, riducendo l’efficienza del sistema.
Portata di evacuazione variabile: rispetto ai sistemi forzati, la quantità di fumi evacuati dipende strettamente dalle condizioni atmosferiche e dal gradiente termico, rendendo difficile prevederne e replicarne le prestazioni.
Rendimento ridotto in condizioni sfavorevoli: temperature esterne particolarmente basse possono diminuire la spinta termica, impedendo al sistema naturale di garantire la portata di evacuazione prevista.
Questi aspetti rendono quindi fondamentale una valutazione accurata della tipologia di edificio e delle condizioni ambientali prima di scegliere un sistema SENFC.
Altre soluzioni per la gestione di fumo e calore
Oltre ai sistemi ad impulso e agli impianti di evacuazione forzata tradizionali, esistono diverse soluzioni tecniche per la gestione di fumo e calore, progettate per rispondere a specifiche esigenze normative e progettuali.
Tra le principali soluzioni troviamo:
Sistemi a pressione differenziale: impiegati soprattutto in vani scala, ascensori e percorsi di fuga, questi impianti mantengono una pressione più alta rispetto agli ambienti adiacenti, impedendo l’ingresso del fumo nelle vie di esodo e garantendo percorsi sicuri per l’evacuazione.
Controllo verticale: utilizzato tipicamente in edifici multipiano, prevede la gestione del flusso d’aria tramite evacuatori installati in copertura o su facciate, favorendo il naturale sollevamento dei fumi verso l’alto.
Controllo orizzontale: adottato in capannoni, magazzini e parcheggi, dove il movimento dei fumi avviene lateralmente, sfruttando grandi aperture ventilate o sistemi meccanici per convogliare il fumo verso punti di estrazione posti alle estremità degli ambienti.
La scelta tra queste soluzioni dipende dalla geometria dell’edificio, dalle vie di esodo, dal carico di incendio e dalle normative specifiche applicabili. Spesso, la combinazione di più sistemi rappresenta l’opzione più efficace e sicura per garantire la protezione antincendio complessiva dell’edificio.
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Domande frequenti su evacuatori di fumo e calore
Cos’è un evacuatore di fumo e calore secondo la UNI 9494?
Gli evacuatori di fumo e calore (SENFC) sono sistemi progettati per rimuovere fumo e calore in caso di incendio, garantendo la sicurezza di persone e beni. La UNI 9494 definisce le caratteristiche tecniche, le modalità di installazione e le prestazioni minime richieste per questi dispositivi.
Quali sono le principali funzioni degli evacuatori di fumo e calore (SENFC)?
Gli evacuatori SENFC servono a:
Ridurre la temperatura e il fumo durante un incendio.
Facilitare l’evacuazione sicura delle persone.
Migliorare l’efficacia dell’intervento dei vigili del fuoco.
Tali funzioni sono regolamentate dalla normativa UNI 9494 per garantire sicurezza e conformità.
Chi deve installare gli evacuatori di fumo e calore secondo la UNI 9494?
L’installazione è obbligatoria in edifici con grandi volumi o attività a rischio incendio, come:
Negozi e centri commerciali.
Capannoni industriali e magazzini.
Teatri e palestre.
La norma UNI 9494 indica i criteri tecnici e i calcoli per stabilire la quantità e la posizione degli evacuatori.
Quali tipi di evacuatori di fumo e calore esistono secondo la normativa UNI 9494?
La norma distingue tra:
Evacuatori naturali (NFC): sfruttano la convezione naturale del calore e del fumo.
Evacuatori forzati (SENFC): utilizzano ventilatori per rimuovere fumo e calore in modo controllato.
La scelta dipende dal tipo di edificio, dal volume e dalla destinazione d’uso.
Come scegliere un evacuatore di fumo e calore conforme alla UNI 9494?
La scelta deve basarsi su:
Dimensioni e altezza del locale.
Classe di resistenza al fuoco e capacità di evacuazione.
Modalità di azionamento (automatico o manuale).
Certificazioni e marcature CE secondo la UNI 9494.
Quali sono le caratteristiche tecniche principali di un SENFC?
Secondo la UNI 9494, un evacuatore deve avere:
Aperture sufficienti per evacuare fumo e calore.
Resistenza alle alte temperature.
Attivazione automatica in caso di incendio.
Compatibilità con sistemi di rilevazione e allarme incendio.
Come viene testata l’efficienza di un evacuatore di fumo e calore?
I test seguono la UNI 9494 e prevedono:
Misurazioni della velocità e del volume di fumo evacuato.
Resistenza termica e meccanica dei componenti.
Funzionamento in condizioni di incendio simulato.
Solo i dispositivi che superano questi test possono ottenere la marcatura di conformità.
Gli evacuatori di fumo e calore devono essere manutenzionati?
Sì, la UNI 9494 prevede la manutenzione periodica per garantire:
Funzionamento corretto dei meccanismi di apertura.
Pulizia delle aperture e dei condotti.
Controllo dei sistemi di attivazione automatica.
La manutenzione deve essere documentata e registrata per eventuali controlli.
Quali normative completano la UNI 9494 per la sicurezza antincendio?
Oltre alla UNI 9494, i SENFC devono rispettare:
UNI EN 12101 (sistemi di controllo del fumo e del calore).
DM 3 agosto 2015 (prevenzione incendi per specifici edifici).
Norme locali di sicurezza e regolamenti edilizi.
Questo garantisce una protezione completa contro gli incendi.
Quanto costa installare un sistema di evacuazione fumo e calore secondo la UNI 9494?
Il costo dipende da:
Dimensioni e altezza dell’edificio.
Numero e tipologia di evacuatori necessari.
Integrazione con sistemi di allarme incendio.
In media, un sistema completo può variare da 1.500 € a oltre 10.000 €, ma il prezzo include progettazione, installazione e certificazione secondo la UNI 9494.
