Pubblicato il 15/04/2021 e aggiornato il 02/12/ 2025 da Redazione Antincendio

La UNI 11292- 2019 è attualmente la norma che stabilisce i requisiti per la costruzione e le funzionalità minime per la realizzazione dei locali tecnici che dovranno ospitare le unità dei gruppi di pompaggio antincendio per gli impianti.
Ma perché è necessario installare gruppi di pompaggio nei locali tecnici per utilizzare alcune specifiche riserve idriche? Perché la rete idrica cittadina non ha una portata o una pressione adeguata. Le città, in verità, pur trasformandosi continuamente sul piano urbanistico, aumentando i loro spazi residenziali, dimenticano sempre più spesso di adeguare le portate delle loro reti idriche.
I sistemi di accumulo ed i gruppi antincendio di pompaggio diventano in questo modo la soluzione più immediata per risolvere carenze di portata e pressione.
Indice
ToggleCaratteristiche costruttive dei locali tecnici
SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA UNI 11292:
La nuova riedizione e revisione della UNI 11292 -2019, accentua l’attenzione sull’ aspetto “Sicurezza” E’ fondamentale che il locale pompe, cioè dove devono venir situati i gruppi di pompaggio deve restare sicuro, sia per gli addetti, durante le fasi di installazione/manutenzione che per gli operatori della sicurezza, durante un eventuale espletamento delle fasi di emergenza.
La presente norma si applica ai locali tecnici di nuova costruzione, realizzati in opera o prefabbricati, siano essi di tipo separato o inseriti nella volumetria di un fabbricato.
A tale scopo, vengono fornite delle indicazioni che riguardano la disposizione degli spazi interni del locale, il tipo di pavimentazione permessa, gli impianti elettrici e di riscaldamento del locale stesso e le caratteristiche costruttive.
MATERIALI DA UTILIZZARE NEL LOCALE POMPE ANTINCENDIO:
I locali tecnici destinati ad ospitare le unità di pompaggio devono possedere una resistenza al fuoco non inferiore a 60 minuti (R60) è preferibile quindi utilizzare materiali incombustibili con colori chiari quali il bianco specialmente per le aree interne ai locali.
ACCESSO:
Ovviamente il locale pompe antincendio deve essere ubicato in modo da assicurare il facile accesso da parte delle squadre di soccorso. I locali tecnici del gruppo antincendio possono quindi essere ubicati:
- in posto separato;
- attaccati ad un edificio protetto da sprinkler con accesso diretto dall’esterno;
- dentro lo stesso edificio protetto dall’impianto servito però anche con accesso diretto dall’esterno.
Secondo la UNI 11292: 2019, i locali fuori terra devono avere un’altezza rispetto alla quota del piano di riferimento non superiore a 7,5 m. Il locale può essere ubicato anche entro terra ed in questo caso non più essere ad una quota inferiore a 7,5 m, al fine di evitare problemi di allagamento derivanti da eventi atmosferici. Non è ammessa la realizzazione di locali interrati nelle aree a rischio di inondazione e nelle zone comunque esposte al rischio di allagamento in caso di eventi atmosferici, salvo
ingegnerizzazione specifica dell’installazione.
L’accesso al locale deve essere garantito per le persone e per i macchinari e deve essere agevole per le persone anche in caso di funzionamento dell’impianto antincendio, assenza di luce, presenza di neve ove previsto, e comunque in presenza di qualunque fattore che influisca negativamente sull’accessibilità. L’accesso deve essere segnalato in modo idoneo e deve essere permesso direttamente dalla strada o da uno spazio a cielo libero. L’altezza dei varchi di entrata non deve mai essere sotto ai 2 metri di altezza e mai inferiore a 0.80 metri di larghezza. Le scale quando e se presenti, non devono mai avere una forte pendenza e non devono essere a pioli e/o rimovibili.
SPAZIO INTERNO DEI LOCALI POMPE ANTINCENDIO:
Le dimensioni minime dei locali del gruppo antincendio devono essere tali da consentire sia gli interventi di manutenzione ordinaria sia eventuali interventi di manutenzione straordinaria assicurando condizioni di sicurezza per il personale addetto. Quindi, lo spazio dei locali in pianta deve avere un’altezza dall’intradosso del solaio al piano di calpestio non inferiore a 2,4 m e lateralmente esserci almeno 80 cm di larghezza sui tre lati destinati allo spazio di lavoro, la medesima distanza va garantita reciprocamente fra le pompe installate.
Tipologia costruttiva e requisiti dei locali
Oltre a posizione e accessibilità, i locali destinati alle pompe antincendio devono rispettare i requisiti costruttivi indicati dalla normativa UNI EN 12845.
Locali adiacenti o interni all’edificio protetto:
Le strutture orizzontali e verticali, portanti e separanti, devono avere almeno caratteristiche R, REI o EI 60, con una classe di reazione al fuoco non inferiore ad A2-s1, d0.
Nota: le aperture sulle pareti che danno su spazi aperti non richiedono specifiche di resistenza al fuoco.
Locali separati (isolati):
Devono avere strutture portanti di almeno tipo R 60, mentre i tamponamenti devono garantire prestazioni di reazione al fuoco non inferiori alla classe A2-s1, d0. Questi locali devono inoltre essere circondati da un’area libera da materiali e vegetazione per almeno 3 metri, per ridurre il rischio di incendio.
Tali accorgimenti non solo proteggono le apparecchiature, ma sono essenziali per garantire l’efficacia dell’intervento antincendio e la sicurezza degli operatori. Nell’installazione devono essere comunque rispettate le dimensioni degli spazi di lavoro specificate dal produttore delle unità di pompaggio, qualora queste siano superiori ai valori precedentemente indicati.
Le Pavimentazioni e il drenaggio:

Il pavimento deve essere piano, uniforme, antiscivolo ed avere pendenza verso il punto di drenaggio al fine di evitare ristagni di acqua nel locale. Le pavimentazioni usate devono anche essere in grado di resistere ai carichi statici, derivanti dal gruppo pompe. Queste ultime, infatti, vanno fissate in modo accurato al pavimento, onde evitare che trasmettano vibrazioni alle strutture del locale.
Particolare attenzione deve essere posta allo smaltimento delle acque durante le fasi di scarico per operazioni di manutenzione. Tutti gli scarichi di acqua (provenienti dalle unità di pompaggio e non) devono essere portati all’esterno del locale pompe antincendio UNI 11292, impedire il riflusso e garantire la fuoriuscita dell’acqua anche in caso di gelo.
In caso di locali interrati essi devono essere collegati alla rete fognaria del sito con un collegamento a gravità adeguato allo scarico di una perdita d’acqua di almeno 20 m3/h. Ove ciò non fosse possibile devono essere previste pompe di drenaggio (almeno 2, una di riserva all’altra), e si deve prevedere, per almeno una di esse, un’alimentazione di emergenza pronta a garantirne il funzionamento anche in assenza di alimentazione elettrica di rete per almeno 30 min. Segnalazioni di “anomalia” e/o “funzionamento” di suddette pompe devono essere rimandata ad un luogo presidiato. I locali devono essere dotati di sistema di rivelazione ed allarme per presenza di acqua a pavimento da rinviare in luogo costantemente presidiato.
Il locale per la pompa antincendio, inoltre, deve essere segnalato con una segnaletica, prevalentemente a fondo rosso con scritta bianca, riportante la dicitura “Locale Pompe Antincendio”.
Riscaldamento del locale:
I locali devono essere dotati di impianto di riscaldamento in grado di evitare il gelo delle tubazioni antincendio e delle parti installate, in grado di mantenere condizioni di temperatura e di umidità soddisfacenti in tutte le stagioni e evitare condizioni di umidità superiori allʼ80%.
Scarico dei fumi di motore delle pompe antincendio:
Nel caso siano installati motori diesel che muovono le pompe, si deve prevedere l’uscita dei fumi di scarico mediante apposita marmitta per ogni singolo motore. La tubazione deve essere dotata di collegamento flessibile al motore e deve essere isolata termicamente da una intercapedine antincendio.
L’estremità della tubazione di scarico deve essere distanziata in tutte le direzioni ad una distanza superiore a 1,5 m. da finestre, porte, percorsi di transito o prese d’aria.
I terminali devono essere protetti dagli agenti atmosferici e dotati di griglia di protezione. Negli attraversamenti di pareti o solai la tubazione di scarico deve essere adeguatamente isolata termicamente. La tubazione deve essere isolata termicamente ed avere l’estremità distanziata in tutte le direzioni ad una distanza superiore a 1,5 m. da finestre, porte, percorsi di transito o prese d’aria.
DISPOSITIVO DI PROTEZIONE:
Deve essere installato un dispositivo di protezione come un estintore di classe di spegnimento almeno 34A144 BC.
In presenza di impianti con potenze elettriche installate superiori a 40 kW deve essere previsto anche un estintore a CO2 di classe di spegnimento minima di 113BC.
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INSERIMENTO ED ESTRAZIONE DELLE UNITÀ DI POMPAGGIO:
Per facilitare sia l’installazione iniziale sia eventuali interventi di manutenzione straordinaria, i locali tecnici devono essere progettati in modo da garantire un agevole ingresso e uscita delle unità di pompaggio e dei loro principali componenti, come pompe, motori, quadri elettrici e serbatoi.
È essenziale prevedere varchi di accesso – porte o aperture – dimensionati in relazione agli ingombri delle apparecchiature da far transitare. Questi varchi devono permettere:
Lo spostamento sicuro delle pompe e dei relativi componenti, senza ricorrere a manovre rischiose o complesse;
L’uso, se necessario, di strumenti specifici come carrelli, transpallet o piccole gru mobili per l’inserimento o l’estrazione dei macchinari;
Un percorso interno libero da ostacoli, rispettando gli spazi di manovra indicati dalle norme e dalle indicazioni dei costruttori delle pompe.
Inoltre, la configurazione dei locali deve consentire una facile movimentazione anche per la sostituzione parziale delle unità di pompaggio, garantendo la sicurezza degli operatori e senza richiedere modifiche strutturali.
Quali sono i requisiti di areazione e ventilazione per le sale pompe antincendio?

I requisiti di areazione e ventilazione per le sale pompe antincendio in Italia sono principalmente stabiliti dalla norma tecnica UNI 11292:2019, che definisce le caratteristiche costruttive e funzionali minime di tali locali.
L’obiettivo della ventilazione è duplice:
Garantire la salubrità e la sicurezza degli operatori.
Disperdere i fumi, i gas di scarico e il calore generato dai motori (soprattutto nel caso di motopompe diesel) durante il loro funzionamento.
Di seguito trovi i requisiti principali
Requisiti di aerazione naturale (generale)
Per tutti i locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio (siano essi fuori terra o interrati), deve essere garantita un’aerazione naturale permanente con le seguenti caratteristiche:
Aperture: devono essere permanenti, senza serramenti (o con serrande ad apertura automatica/a gravità, normalmente chiuse) e dotate di griglie protettive.
Superficie minima: la superficie netta totale delle aperture non deve essere minore di 1/100 della superficie in pianta del locale.
Minimo Assoluto: in ogni caso, la superficie netta minima di aerazione non deve essere inferiore a 0,1 \text{ m}^2.
Ubicazione: Le aperture devono aprire direttamente su spazio scoperto o intercapedine antincendio.
Requisiti aggiuntivi per motopompe diesel
Se il gruppo di pompaggio è azionato da un motore diesel, sono previsti requisiti di ventilazione specifici per lo smaltimento del calore e la combustione, che si sommano ai requisiti generali:
Aerazione Forzata o Naturale Migliorata: Deve essere prevista un’aerazione naturale su pareti contrapposte (una in basso per l’immissione dell’aria e una in alto per l’espulsione) o un sistema di ventilazione meccanica adeguato a smaltire il calore e consentire la combustione.
- Superficie Minima (Aperture su Pareti Contrapposte): La superficie netta (S) di ciascuna apertura (in ingresso e in espulsione) deve essere calcolata in funzione della potenza installata (P) del motore diesel, utilizzando la formula:S = 0,002 \times Pdove:
S è la superficie netta dell’apertura, in $\text{m}^2.
P è la potenza installata del motore, in $\text{kW}.
Minimo Assoluto: La superficie netta $S$ non deve in ogni caso essere minore di 0,15 \text{ m}^2.
Punti Aggiuntivi per Diesel:
Scarico dei gas combusti: Il tubo di scarico del motore diesel deve essere portato all’esterno del locale, in atmosfera, e deve sfociare a quota e distanza di sicurezza specificate dalla norma (ad esempio, non minore di 2,5 \text{ m} dal piano di riferimento esterno e non minore di 1,5 \text{ m} da finestre e porte).
Controllo della temperatura
Un aspetto fondamentale legato alla ventilazione è il controllo della temperatura interna, necessario per garantire l’avviamento e il corretto funzionamento delle pompe:
Motori Elettrici: La temperatura minima interna non deve essere inferiore a +4^\circ\text{C}.
Motori Diesel: La temperatura minima interna non deve essere inferiore a +10^\circ\text{C}.
Nel caso in cui l’aerazione naturale non sia sufficiente a mantenere le condizioni di temperatura e/o a smaltire adeguatamente i gas di scarico/calore, deve essere previsto un sistema di ventilazione forzata o un impianto di riscaldamento.
Nota: La UNI 11292 è la norma di riferimento specifica per i locali gruppi di pompaggio, ma in presenza di regolamenti locali o di altre specifiche normative antincendio (come il Codice di Prevenzione Incendi D.M. 3/8/2015), queste devono essere considerate.
Cosa cambia con la UNI 11292:2019
Rispetto alla versione precedente, la UNI 11292:2019 introduce diverse novità rilevanti, frutto sia degli aggiornamenti delle norme europee di riferimento – in particolare la nuova EN 12845 per gli impianti sprinkler – sia delle esigenze emerse dall’esperienza pratica degli ultimi anni.
Le principali innovazioni e chiarimenti comprendono:
Aggiornamento dei riferimenti normativi: la nuova edizione recepisce le prescrizioni più recenti delle norme europee, come la UNI EN 12845 (impianti sprinkler) e la UNI 10779 (reti di idranti), integrandole con le specificità locali.
Requisiti costruttivi più chiari: sono stati meglio definiti aspetti quali scale d’accesso, modalità di cofanatura delle pompe e aperture per l’aerazione e la ventilazione dei locali tecnici.
Gestione delle pompe sommerse: viene specificato come devono essere progettati i locali destinati a pompe sommerse, risolvendo i dubbi interpretativi delle versioni precedenti.
Materiali e resistenza al fuoco: maggiore attenzione alla combustibilità dei serbatoi e alla resistenza al fuoco delle pareti e delle strutture, con criteri più restrittivi per incrementare la sicurezza.
Esperienza applicativa: molte modifiche derivano dall’esperienza sul campo, rendendo la norma più attuale e aderente alle reali esigenze operative.
In sintesi, la revisione della UNI 11292 mira ad allineare gli standard nazionali alle evoluzioni europee e a risolvere i problemi applicativi più comuni, fornendo indicazioni precise per realizzare locali più sicuri ed efficienti.
Normative correlate per i sistemi antincendio
Nella progettazione e realizzazione dei locali destinati alle pompe antincendio, è fondamentale considerare non solo la UNI 11292:2019, ma anche altre normative di settore. Tra queste, particolare rilevanza hanno la UNI EN 12845, che regola la progettazione, l’installazione e la manutenzione dei sistemi sprinkler automatici, e la UNI 10779, specifica per le reti di idranti.
Queste norme operano in sinergia per garantire che ogni componente del sistema antincendio – dalle pompe agli impianti di distribuzione – sia installato e mantenuto secondo criteri di sicurezza, affidabilità e aggiornamento tecnologico. Pertanto, sia nella fase di progettazione sia durante le manutenzioni future, è essenziale fare riferimento all’insieme delle normative applicabili, assicurando la piena conformità dell’impianto alle più recenti disposizioni tecniche e legislative.
Domande frequenti su Unità pompe antincendio UNI 11292-2019
Quali sono i requisiti aggiuntivi per i locali che ospitano motori diesel?
Quando le pompe antincendio sono alimentate da motori diesel, è fondamentale garantire una corretta ventilazione dei locali che li ospitano. Questi ambienti possono contenere motori sia raffreddati ad aria sia a liquido; in entrambi i casi, è necessario assicurare un adeguato ricambio d’aria per smaltire il calore generato e garantire un funzionamento sicuro e affidabile.
Ventilazione dei locali
È essenziale prevedere due aperture situate su pareti opposte del locale: una in alto e una in basso. Questa configurazione favorisce un flusso d’aria efficace, facilitando l’ingresso e l’uscita dell’aria di raffreddamento. Le aperture possono essere dotate di serrande a gravità normalmente chiuse o che si aprono automaticamente in caso di emergenza, assicurando sia sicurezza sia continuità operativa.
Dimensionamento delle aperture e delle condotte
Per motori raffreddati ad aria, l’apertura di ingresso deve avere una sezione efficace almeno 1,5 volte quella del radiatore, mentre l’apertura di espulsione almeno doppia. Gli stessi criteri valgono per motori raffreddati a liquido, con adeguamenti calcolati caso per caso. Tutte le condotte e i materiali per il convogliamento dell’aria devono essere in classe di reazione al fuoco A1.
Limiti di depressione e differenze di temperatura
La depressione massima consentita nel locale a porte chiuse durante l’estrazione dell’aria è di 20 Pa, per non compromettere la sicurezza e il funzionamento degli altri impianti. Le dimensioni delle aperture si riferiscono a una differenza di temperatura tra aria in ingresso e in uscita di 15°C.
Condizioni ambientali particolari
Se l’ambiente è particolarmente gravoso o la ventilazione naturale insufficiente, il sistema deve essere progettato per soddisfare le esigenze specifiche del sito, prevedendo eventualmente sistemi ausiliari per garantire la corretta aerazione.
Questi accorgimenti, insieme alla corretta gestione dei gas di scarico, assicurano che i locali destinati ai motori diesel delle pompe antincendio siano sicuri, efficienti e conformi alle normative vigenti.
Come viene progettata l'aerazione dei locali pompe antincendio?
L’aerazione dei locali che ospitano i gruppi pompe antincendio è essenziale per mantenere temperature operative sicure e garantire il corretto funzionamento degli impianti, sia per i componenti elettrici sia per i motori diesel.
Gli ambienti devono essere dotati di aperture permanenti per la ventilazione naturale, collegate direttamente all’esterno o a un’intercapedine antincendio dedicata. La superficie minima di queste aperture deve essere almeno 1/100 della superficie in pianta del locale, senza scendere comunque sotto i 0,1 m². Le aperture devono restare libere da serramenti e protette con griglie metalliche o reti antipioggia, purché non riducano la sezione utile di passaggio dell’aria.
Per mantenere la temperatura interna sotto i 40 °C (o comunque entro i limiti indicati dal costruttore delle apparecchiature), è necessario garantire un adeguato ricambio d’aria. Questo è particolarmente importante in presenza di motori diesel, raffreddati ad aria o a liquido, che richiedono condotte ignifughe (classe A1) per convogliare l’aria in ingresso e in uscita, dimensionate per smaltire il calore prodotto durante il funzionamento.
Accorgimenti pratici:
Nei locali con motori diesel, prevedere due aperture contrapposte, idealmente una in alto e una in basso, per favorire il flusso dell’aria fresca e l’espulsione dell’aria calda.
La sezione delle aperture va calcolata in base al tipo di raffreddamento; in generale, la sezione deve essere almeno 1,5 volte quella del radiatore o dimensionata per garantire il corretto ricambio termico.
L’aria in ingresso o in uscita deve avere una sezione netta almeno doppia rispetto al dispositivo di raffreddamento installato.
La depressione generata dall’estrazione dell’aria non deve superare i 20 Pa, per evitare problemi di funzionamento o difficoltà di accesso.
In ambienti con ventilazione naturale limitata (es. locali interrati o soggetti a calore intenso), è necessario ricorrere a sistemi di ventilazione forzata o soluzioni progettuali specifiche, garantendo temperature e umidità sicure per apparecchiature e operatori.
In sintesi, una corretta progettazione della ventilazione protegge l’impianto, facilita la manutenzione e assicura la sicurezza degli operatori.
Come si integra la UNI 11292:2019 con altre normative di settore?
La UNI 11292:2019 non opera isolatamente, ma si integra strettamente con altre normative fondamentali per la sicurezza degli impianti antincendio. In particolare, si coordina con la UNI EN 12845, relativa ai sistemi automatici a sprinkler, e con la UNI 10779, che disciplina le reti di idranti dalla progettazione alla manutenzione.
Questa collaborazione tra norme assicura un approccio coerente e completo, garantendo che i locali tecnici che ospitano le pompe antincendio siano progettati e realizzati nel rispetto di tutti i requisiti di sicurezza e funzionalità dell’intero sistema. In sostanza, la UNI 11292:2019 recepisce le prescrizioni più aggiornate, chiarisce aspetti non dettagliati in altre norme e sostituisce integralmente la versione precedente del 2008.
Quali sono temperature e pressione massima consentite nei locali pompe?
È essenziale che la temperatura interna del locale rimanga sempre entro il limite massimo di 40 °C, anche con le pompe in funzione, oppure entro il valore più restrittivo indicato dai produttori dei componenti installati, come quadri elettrici, motori e strumentazioni.
Inoltre, quando l’impianto di estrazione dell’aria è in funzione, la depressione all’interno del locale con le porte chiuse non deve superare i 20 Pa. Il rispetto di questi parametri assicura un ambiente sicuro e adeguato sia al corretto funzionamento delle apparecchiature sia alla protezione del personale operativo.
Dove si trovano esempi di sale pompe antincendio?
Per consultare schemi aggiuntivi o esempi pratici di locali tecnici conformi, è possibile fare riferimento alle appendici di normative tecniche come la UNI EN 12845, oppure ai manuali di installazione delle principali associazioni di settore (ad esempio NFPA o VdS). Questi documenti contengono spesso diagrammi dettagliati che mostrano la corretta disposizione delle unità di pompaggio, la ventilazione, la separazione degli ambienti, oltre alle indicazioni dimensionali e funzionali.
Tali risorse costituiscono un valido supporto sia nella progettazione ex-novo, sia nella verifica di locali già esistenti, garantendo che ogni elemento della configurazione rispetti i requisiti di sicurezza e di efficienza operativa.
Quando è entrata in vigore la UNI 11292:2019 e quale norma precedente sostituisce?
La versione aggiornata della norma UNI 11292 è entrata in vigore il 14 febbraio 2019, aggiornando i requisiti rispetto all’edizione precedente. Con questa revisione, la UNI 11292:2008 viene completamente sostituita, introducendo nuove indicazioni per la progettazione e la realizzazione dei locali tecnici destinati ad ospitare i gruppi di pompaggio per i sistemi antincendio.
Che cosa sono le unità pompe antincendio secondo la UNI 11292-2019?
Le unità pompe antincendio sono sistemi di pompaggio progettati per garantire l’alimentazione costante di acqua agli impianti di protezione antincendio. La UNI 11292-2019 definisce i requisiti costruttivi, di prestazione e di sicurezza di queste unità.
Qual è lo scopo della norma UNI 11292-2019?
La norma UNI 11292-2019 stabilisce criteri di progettazione, installazione e collaudo per le unità pompe antincendio, assicurando affidabilità, efficienza e conformità agli standard di sicurezza antincendio.
Quali tipi di pompe antincendio sono previsti dalla UNI 11292-2019?
La norma distingue tra pompe centrifughe orizzontali e verticali, motorizzate elettricamente o a motore diesel, e sistemi combinati con gruppi di emergenza, per garantire alimentazione continua in caso di incendio.
Quali sono i requisiti di prestazione delle unità pompe antincendio?
Le unità devono garantire portata e pressione minime costanti, tempi di avviamento rapidi e funzionamento affidabile anche in condizioni di emergenza, secondo i criteri della UNI 11292-2019.
Come deve essere installata un’unità pompa antincendio?
L’installazione deve rispettare spazi di accesso, ventilazione adeguata, isolamento antivibrante e facilità di manutenzione, come indicato dalla norma UNI 11292-2019.
Che controlli sono richiesti per le unità pompe antincendio?
La norma prevede collaudi iniziali, test di funzionamento periodici e manutenzione programmata, con verifiche su portata, pressione, lubrificazione e dispositivi di sicurezza.
Quali dispositivi di sicurezza devono avere le unità pompe antincendio?
Devono includere sistemi di protezione da sovraccarico, allarmi di pressione, rilevatori di guasti motore e valvole di ritegno, per garantire il funzionamento continuo in emergenza.
La UNI 11292-2019 prevede requisiti per il rumore e le vibrazioni?
Sì, le unità devono essere progettate per minimizzare rumore e vibrazioni, proteggendo gli operatori e garantendo stabilità durante il funzionamento.
Quali sono le differenze tra unità pompe antincendio elettriche e diesel?
Le pompe elettriche sono adatte a edifici con alimentazione affidabile, mentre le diesel garantiscono autonomia in caso di blackout, entrambe conformi ai requisiti della UNI 11292-2019.
Come verificare la conformità di un’unità pompa antincendio alla UNI 11292-2019?
La conformità si verifica tramite dichiarazioni del produttore, certificazioni di test, collaudi di prestazione e controlli periodici, secondo quanto indicato dalla norma.
